Tornando a casa

Appuntamento nell'Arena fissato per lunedì 21 gennaio dalle 21.00 all'una con il tema di Elisa Emiliani!
Stefano Pastor
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Tornando a casa

Messaggio#1 » lunedì 21 gennaio 2019, 23:05

TORNANDO A CASA

“Qualcosa di terribile sta accadendo ad Ardesia, devi tornare subito”.
Cercai di ragionare, ma quella telefonata mi aveva spiazzato. Me ne ero andato da Ardesia già da trent’anni, avevo cercato di dimenticarla. “Chi sei? Perché mi stai chiamando?”.
Quella voce la conoscevo, apparteneva al mio passato, però non riuscivo a inquadrarla. Era un uomo, sembrava giovane.
“Non importa, adesso. È necessario che tu venga”.
La domanda successiva era d’obbligo. “È successo qualcosa a mia madre?”.
“Succederà se non vieni”.
Quant’era che non la sentivo? Almeno due anni, forse tre. Lei non chiamava mai, io sempre più di rado. “Sta bene?”.
“Ti importa saperlo?”.
Era uno sconosciuto, però mi conosceva. Anche troppo. “Ti ha detto lei di chiamarmi?”.
“Non la conosci affatto”.
“Tu sì?”.
“Molto meglio di te”.
Era una telefonata assurda. “Perché dovrei venire? Che sta succedendo?”.
All’altro capo ci fu un sospiro. “Stiamo sparendo”, disse alla fine. “Non sappiamo che ne sarà di loro quando noi non ci saremo più”.
“Scusa?”, chiesi confuso. “Chi sta sparendo? Che vuol dire?”.
“Noi! Noi stiamo sparendo. Alcuni di noi sono già scomparsi. Sta iniziando anche con me, non resterò molto”.
Era più che inquietante. “Chi sei?”, chiesi di nuovo.
“Quello che ha preso il tuo posto. Tua madre aveva bisogno di me”.
Cercai di non travisare. “In che senso?”.
“Tutti ne avevano bisogno, li avete lasciati soli”.
Non intendevo assumermi alcuna colpa. “Le ho offerto cento volte di trasferirsi. Di venire in città con me. È lei che non ne ha voluto sapere”.
“Perché c’eravamo noi. Non avevano bisogno di altro”.
“E voi cosa sareste?”.
“La versione migliore di ciò che eravate voi. Ciò che hanno perso. I figli perfetti. Pronti ad amarli e prendersi cura di loro. Sempre uguali, che non cresceranno e non invecchieranno mai. Che non li abbandoneranno”.
Deglutii. Ecco perché quella voce mi era sembrata famigliare, era la mia. Lo era stata, almeno, tanti anni prima. “È una follia”.
“Credi che per me sia stato facile chiamarti? Non c’erano alternative, quando noi non ci saremo più loro resteranno soli. Sono vecchi, ormai, troppo vecchi. Non ce la possono fare”.
“Mia madre…”.
“Mamma ha più di settant’anni. Le sono sempre stato accanto, ne sarà annientata”.
Stavo abbracciando quell’assurdità. “Non ci sentiamo tanto spesso”.
“Perché non ne ha bisogno. Ci sono io. Quando chiami la fai solo stare male. Entra in crisi, ha il timore di essere impazzita. Occorrono giorni per calmarla”.
“Tu… cosa sei?”.
“Ha qualche importanza? Noi abbiamo riempito un vuoto, che voi avete creato. Abbiamo dato loro una ragione di esistere. Erano rimasti solo i vecchi ad Ardesia. Vecchi e soli”.
“Perché stai sparendo?”.
“Non lo so, sta solo succedendo. Magari non servo più. Oppure è giunta la mia ora”.
“E mia madre?”.
“Ha bisogno di te, adesso. Sei cambiato, ora anche tu sei vecchio, però presto non le rimarrà niente altro. Verrai, allora? Devi fare in fretta”.
Avevo mille domande, ma le risposte non mi avrebbero aiutato. Ricordai mia madre, quand’ero partito per andare all’università. Non avevo mai fatto ritorno. Completamente diversa dalla donna che sentivo ogni tanto per telefono. La nostalgia mi colse a tradimento.
Tutto ciò che avevo creato nella mia vita in quell’istante mi parve irrilevante.
“Aspetta, sto arrivando”, mormorai. “Cerca di resistere. Resta ancora un po’”.



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antico
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Re: Tornando a casa

Messaggio#2 » lunedì 21 gennaio 2019, 23:11

Ed ecco l'attuale leader del Rank d'Era! Ciao Stefano! Tutto a posto con i parametri, divertiti in questa EMILIANI EDITION!

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megagenius
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Re: Tornando a casa

Messaggio#3 » martedì 22 gennaio 2019, 15:31

Ciao Stefano!
Ormai le mie critiche sui tuoi racconti riguardano esclusivamente problematiche relative alla trama o alla storia. Sul comparto tecnico nulla da eccepire, rischio di ripetere sempre le stesse cose. Lo stile è limpido, ben ritmato, pulito, sorvegliato, preciso. Stop.
L'idea di fondo è molto molto interessante e, a tratti, originale: in una cittadina che si spopola perché i giovani sono costretti ad andarsene per cercare fortuna o per studiare altrove, i genitori restano soli e vivono il disagio della separazione dai figli. Accade un prodigio che determina una sostituzione dei figli originali con delle copie che hanno la funzione di portare un po' di consolazione, fors'anche colmare il vuoto affettivo. Mi è piaciuta molto questa sfaccettatura, l'ho vissuta in prima persona con mia madre quando mi trasferii a Padova per studio e poi quando mi sposai. Ma evidentemente, sembri dire, per quanto la vita si possa sbattere per lenire la sofferenza, la malinconia, il dolore, la lontananza, nulla potrà eguagliare l'affetto di una persona cara che è vicina quotidianamente. In questo nucleo essenziale, il racconto è vincente.
Per fare le pulci alla trama, pur riconoscendo che, come al solito i caratteri sono sempre pochi, mi sarebbe piaciuto anche un accenno fugace al meccanismo della sostituzione e del perché del prodigio. Così com'è, il racconto mi è parso sospeso tra troppi sottintesi, lasciando al lettore il dover immaginare e ricavarsi a fatica tutto il resto della storia. Ma forse sono troppo pignolo.
Per me valutazione più che positiva!!!
In bocca al lupo!

Emiliano.

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Wladimiro Borchi
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Re: Tornando a casa

Messaggio#4 » mercoledì 23 gennaio 2019, 11:03

Ciao Stefano,
racconto molto interessante, che ti prende e trascina dall'inizio alla fine.
L'idea delle copie che si sostituiscono ai figli "scomparsi" è geniale e molto romantica.
Da un punto di vista tecnico non ho davvero nulla da eccepire, se non per una fastidiosa assonanza: «Era uno sconosciuto, però mi conosceva». Immagino che sia voluta, ma mi ha provocato una punta di fastidio e te la segnalo. All'inizio ci sono tre "sparendo" in tre righe. Non deve essere facile, visto il tema, ma forse potresti provare a farne fuori qualcuno.
La chiusa non è male. Ma il fatto che il protagonista decida di partire è scontato. Potevi osare di più, forse...
Nel complesso un buon racconto: avvincente, ben scritto e su un'ottima tematica.
A rileggerci presto.
Wladimiro
IMBUTO!!!

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raffaele.palumbo
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Re: Tornando a casa

Messaggio#5 » giovedì 24 gennaio 2019, 19:35

Sì, Stefano, un buon lavoro, che si distacca nettamente dagli altri. Un po’ replicanti, un po’ badanti, questi figli sostitutivi sono una bella idea. E, come i replicanti, hanno ahimè una vita corta. La scrittura è discreta, anche se toglierei un po’ di aggettivi e di “chiesi confuso” o “mormorai”. I dialoghi sono credibili, il titolo è migliorabile. Forse devia leggermente dal tema: la cosa terribile non accade oggi, ma sta accadendo e accadrà – però questi son sofismi.

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lordmax
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Re: Tornando a casa

Messaggio#6 » sabato 26 gennaio 2019, 1:38

Idea interessante, spiazzante anche. Il racconto parte da una sorta di mistero che accusa il protagonista e si trasforma in un racconto sulla malinconia.
Peccato per il poco spazio perché trovo improbabile che qualcuno possa accettare una situazione del genere solo parlando al telefono e in così poco tempo.
Dal punto di vista tecnico c'è poco da dire, stile asciutto e diretto, dialoghi ben strutturati, ritmo corretto che tiene l'attenzione.

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Il Calmo
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Re: Tornando a casa

Messaggio#7 » lunedì 28 gennaio 2019, 0:26

TORNANDO A CASA

Nessuna critica sullo stile e sul tema.
Dialoghi ben scritti e scorrevoli, degni di una penna abile ed esperta.
Notevole anche il colpo di scena del dialogo con sé stesso più giovane a metà del racconto che spiazza e mi ha fatto rileggere subito da capo per vedere se mi ero perso qualcosa.
Detto questo però stavolta il racconto non mi ha coinvolto particolarmente. Difficile anche dire perché, però la tematica di questi doppioni mi ha lasciato interdetto.
Non si capisce se è una proiezione della coscienza o se vuole essere una cosa “reale” ma il motivo di fondo dell’abbandono dei genitori l’ho trovato comunque un po’ debole secondo me.

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antico
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Re: Tornando a casa

Messaggio#8 » domenica 3 febbraio 2019, 15:59

Idea molto interessante, da sviluppare senz'altro perché tematica di assoluta rilevanza. Detto questo, mi sembra che il dialogo si prolunghi troppo in tal modo divenendo poco incisivo. Certo, per come hai strutturato il racconto non vedo come potesse essere sviluppato diversamente, ma resta il fatto che in tal modo perde di mordente tendendo ad allontanare il lettore attraverso uno spiegone che, come sai, può sempre risultare fastidioso. Pollice ni tendente all'alto per me.

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