Gruppo Alberto Della Rossa

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo marzo sveleremo il tema deciso da Luca Mazza e Jack Sensolini. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) I BOSS assegneranno la vittoria.
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Spartaco
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Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#1 » lunedì 20 maggio 2019, 0:32

Immagine

Questo è il gruppo Alberto Della Rossa de La Sfida A Riviera Napalm con Jack Sensolini e Luca Mazza come giudici.

Gli autori del gruppo Alberto Della Rossa dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Angelo Berti.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Angelo Berti.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali e saranno valutati da Alberto Della Rossa che deciderà quale dovrà finire al vaglio dei BOSS.

Al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

Ricordatevi di segnare, in risposta ai vostri racconti, i bonus a cui aspirate.
Nei commenti dovrete segnare i bonus che individuerete.


E ora vediamo i racconti ammessi:

Salam d'la duja e altre specialità locali, di Maurizio Ferrero, 19347 caratteri, consegnato il 12/05 alle 18:24.
Smorfia insanguinata, di Pretorian, 19900 caratteri, consegnato il 14/05 alle 22:12.
Cento putrida, di Francesco Ferrioli e Alessandro Gallerani, 19383 caratteri, consegnato il 17/05 alle 13:40.
The Best of Both Worlds, di Eugene Fitzherbert, 19938 caratteri, consegnato il 19/05 alle 16:40.



Avete tempo fino alle 23.59 di mercoledì 29 maggio per commentare i racconti del gruppo Angelo Berti.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Angelo Berti.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Luca Nesler
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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#2 » mercoledì 22 maggio 2019, 11:17

Classifica boia! Facciamola ugualmente...

Prima i commenti:

Salam d'la duja e altre specialità locali
Ciao Maurizio! La sfida è il tuo pane, eh? Il tuo racconto mi è piaciuto un sacco. Per alcuni versi il tuo e quello di Eugene sono quelli coi mutanti più schifomerdamaledetta. Davvero disgustosi, da leccarsi i baffi.
L'ambientazione della sagra è davvero figa e anche lo stile colorito e sporco funziona molto bene per renderla al meglio.
Carino l'intreccio e interessante lo svolgimento e l'azione. Molto "sangue e merda".

Unico appunto che si apre ad una discussione sui bonus: il tuo è l'unico racconto in cui, nelle parti dialettali, non ho capito nulla.
O meglio, è l'unico in cui mi è sembrato di perdermi qualcosa. Ammetto che, essendo bolzanino, i dialetti in generale sono davvero ostici. Non ne parlo nessuno. Il fatto è che le soluzioni per il bonus che ho individuato erano 3:
1- scrivo parti in dialetto anche se qualcuno non le capirà, perché resto coerente all'ambientazione;
2- scrivo poco dialetto e in cose che anche se non si capiscono fa lo stesso (come imprecazioni, p.es.) giusto per toccare il bonus;
3- metto un personaggio che traduca le frasi per qualche altro personaggio.

Ogni soluzione presenta pregi e difetti. Non mi sento di dirti che hai sbagliato, ma ti segnalo solo il fatto.
Per il resto non ho proprio nulla da dire. Complimenti!

bonus: presenti entrambi

Smorfia insanguinata
Ciao Agostino. All'inizio ho fatto un po' fatica a trovarmi nel contesto. Hai costruito un'ambientazione e un pretesto molto complesso, ma reso nel dettaglio, il che non è ne semplice né scontato. L'intreccio alternato con le parti in corsivo non mi ha aiutato a dissipare la confusione. Tuttavia l'ho trovato suggestivo e mi sono ricordato delle indicazioni che avevi chiesto e ho capito che sono dei Pulcinella killer incazzosi e sono diventati subito i miei mostri preferiti. Leggono il futuro nella smorfia napoletana, giusto? Ma è il futuro? Questo dettaglio non mi è chiaro, però mi piace in ogni caso.
Scene di guerra sci-fi molto epiche e il finale che apre il respiro su una situazione più vasta e intricata del previsto. Bello.
Nel complesso l'ho trovato molto interessante e pieno d'azione, forse poco scorrevole, ma molto buono.
Bravo!

Bonus: presi entrambi

Cento Putrida
Ciao Alessandro, ciao Francesco. L'atmosfera che evocate è interessante e i vostri stili molto ricchi. Devo dire però che ho trovato l'intero racconto difficile da digerire. C'è molto dato per scontato e ho provato sopratutto confusione (anche alla seconda lettura). Non capisco chi siano i personaggi, né se le due trame siano legate. Colgo che ci sono elementi comuni, ma non riesco a seguire la storia. I dettagli di la trama è infarcita sono molto suggestivi, ma non bastano a migliorare la lettura. Per distinguervi parlerò di parte 1 e parte 2 riferendomi a tutte le parti scritte con lo stile della prima parte e quelle della seconda.
Per la parte 1 mi pare che il non detto sia maggiore e la confusione è generata sopratutto da quello che l'autore dà per scontato. A tratti lo stile è poetico e accattivante.
Nella parte 2 mi sembra che lo stile sia più adatto ad una cronaca d'azione, ma è molto caotico nella forma. Tutti quegli a capo, canzoni citate in mezzo (tipo fumetto) mi hanno fatto fare fatica nella lettura.
Insomma, forse siete stati penalizzati dal lavoro a quattro mani. Si vede che avete talento e buona fantasia, ma la resa in questo racconto per me è un po' troppo caotica.
Alla prossima!

Bonus presenti entrambi

The Best of Both Worlds
Ciao Eugene, bella l'idea del glossario! Semplice, ma non ci ho neanche pensato.
Veniamo al racconto: l'inizio non mi ha colpito (parlando del sacro incipit), ma il resto sempre di più. Il momento più bello è lo scambio di battute romantiche tra Pinza (Futurama?) e octopussy. Un po' mi sono innamorato.
Devo dire che invidio molto la vostra fantasia malata (ora tua e di Maurizio) che vi fa partorire certi dettagli succulenti. Le trame sono abbastanza pop (il che va benissimo), ma sono davvero arricchite da questi contorni al sapore di riso e pesce.
Comunque, scusa, torniamo al tuo.
Belle mutazioni, bella l'ambientazione, buona l'azione e appagante, oltre che divertente, il finale. L'ironia si percepisce per tutto il racconto ed è davvero godibile. I personaggi si fanno conoscere rapidamente e profondamente, il che è indispensabile per coinvolgere in un racconto così breve. E comunque lo apprezzo anche nei romanzi.
Che dire? Bravo!

bonus: presenti entrambi

CLASSIFICA
1-The Best of Both Worlds
2-Salam d'la duja e altre specialità locali
3-Smorfia insanguinata
4-Cento Putrida
Make art, not friends

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battaglia.francesco90
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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#3 » mercoledì 22 maggio 2019, 17:36

Ciao a tutti!
Premetto che è la mia prima sfida, quindi, non essendo sicuro al cento putrida per cento dove postare cosa, posto tutto qui e poi anche in risposta a ciascun racconto. Aggiungo alla premessa che, complice la professione che svolgo, ho letto i vostri racconti con l’occhio del prof che cerca di capire pro e contro di tutte le scelte sintattiche, contenutistiche e stilistiche. Tra autori, ovviamente, è tutto più difficile, perché entra in gioco la sensibilità di ciascuno, ma giuro che mi sono sforzato di essere il più oggettivo possibile.

In bocca al mutante!
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Classifica

1 – Smorfia insanguinata
2 – Salam d’la duja
3 – The best of both worlds
4 – Cento putrida

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Smorfia Insanguinata

I bonus sono rispettati e non servono solamente a fare punti: la smorfia napoletana e la sua interpretazione divengono il cardine narrativo dell’intero racconto, ne creano la struttura. Le cit. da Gomorra e la parlata dialettale, minaccia e lingua dell’abisso, incombono su un’umanità extra-terrestre di cui non vediamo più il volto, né sentiamo parlare. Da apprezzare la sintassi, calcolata e impeccabile: portata avanti da una voce fuori campo, la narrazione procede spietata, demiurgica. Non fredda: come il Celebrante, sa dispensare effetti speciali visionari, tra i quali spicca l’incursione degli antenati. La stessa focalizzazione, esterna, conduce il lettore in una prospettiva straniante: le manovre dei mutanti ricordano i pedoni sacrificati sull’arrocco del bianco, le schiere degli orchi in Warhammer o Warcraft. Seduti alla scacchiera, dal lato del nero ma senza giocare, osserviamo dall’alto i pezzi che si muovono da soli e la mano napoleonica che, a un tratto, li rovescia tutti. L’operazione, certamente interessante, apre tuttavia ad alcuni rischi, in particolare il passaggio brusco da realtà linguistica locale a multi planetaria. Risulta inoltre faticoso empatizzare con i personaggi, narratologicamente piatti e sempre troppo distanti per essere temuti o ammirati. Perfino il Celebrante e il Gran Caporazzia, le torreggianti individualità del racconto, finiscono per essere sentiti con un certo distacco. È un racconto su mutanti irrazionali, un tempo uomini, che assaltano un’altra umanità non più percepita come tale: straniata dal mondo, extra-terrestre e aliena, ma soprattutto ragionevole, e dunque due volte nemica. L’umanità si eclissa e il Crollo ne sopprime la scintilla, e se da un lato bisogna certamente apprezzare lo stile e i contenuti di Smorfia insanguinata, dall’altro non possiamo non rimpiangere quel vitalismo disperato, divertito, che corre invece sfrenato sulla Riviera Napalm, romanzo con cui il confronto è d’obbligo, esplosivo anche nel linguaggio, contaminato e selvaggio fino al midollo, ma che si aggrappa energicamente alla vita e rifiuta di estinguersi.

(Ok entrambi i bonus)

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Salam d’la duja e altre specialità locali

La gestione degli spazi ricrea in maniera vivida, locale e paesaggistica, i luoghi del vercellese: la realtà campagnola, rozza ma sincera, accoglie il napalm e i mutanti tra le sue risaie, sfila salami e processioni, ne dopa le zanzare e si fa di diserbanti. Il tema della contaminazione gioca con i tratti intrinseci del territorio e li denuncia, esaltandoli: il Crollo è già cominciato, e i nostalgici lo combattono respirando a pieni polmoni il concime vaccino, naturale e rassicurante. L’utilizzo del dialetto, spontaneo e abbondante, non è sempre di immediata comprensione, ma insaporisce, crea malintesi campanilistici e fomenta la violenza. Questo lo scenario in cui si muove la Mariarita, energica protagonista del racconto. Emblema di una vitalità popolare incrollabile, mai rassegnata, porta avanti la sua missione di salvataggio del Panzer, voluminoso ma defilato partner, nonostante la tragicità della situazione. È rozza ma sincera, come la realtà campagnola che rappresenta: affaccendata e operosa, quasi allegra, nella sua determinazione matriarcale. Comanda lei, fa tutto lei, agisce e non pensa, perché il suo pensiero si traduce immediatamente in azione. Il più delle volte si tratta di azioni violente o imprecazioni che sfociano nel pulp o nello splatter, ma la Mariarita non ne prova vergogna. In effetti, non si sa mai ciò che prova davvero: sia lirismo che introspezione sono sacrificati a favore di un’esteriorità esplosiva, tutta volta alla superficie. Ciò è coerente con il personaggio, ma lo lascia irrisolto, come se mancasse qualcosa di importante. Un’emozione intima, umana, di cui si scorge una traccia solo nell’escoriazione finale, prova di una vulnerabilità che intenerisce, e su cui si poteva insistere di più. Infine, la disposizione degli avvenimenti in un intreccio articolato è segno di ricerca strutturale, interessante, ma forse, per certi aspetti, eccessiva e feticistica. In un racconto in cui campagna e mutagene vanno a spasso in bicicletta, la disposizione dei vari blocchi può avvicinarsi maggiormente alla fabula e spianare la strada per renderla più agevole, spontanea.

(Ok entrambi i bonus)

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The best of both worlds

Un racconto sui mutanti in cui i mutanti sono protagonisti, e il lettore sta dalla loro parte! Incarnano perfettamente lo spirito goliardico, divertente e divertito – nonostante non ci sia nulla da ridere –, che domina le pagine di Riviera Napalm. La verve tragicomica appare rispettata e rafforzata da molti elementi, in primis i personaggi, ben costruiti e delineati nelle loro deformazioni grottesche, anche nominali, che sfociano nel picaresco. Dal Pinzarone, che come il Delver of Secrets, carta op di Magic, si flippa in un insettone aberrante, e vola e meNa; al Mosca, incarnazione del lurido, ma anche di un’eccezionalità sovrumana, fascinosa e incomprensibile. E ancora il Colonnello, inquietante per il suo aspetto di rettile ma ancor di più per i dubbi movimenti sotto il suo impermeabile; Octo-pussy e il Cozzaro che fanno insieme il caciucco; per non parlare di Accazzodì, rivelazione annunciata e vera star dell’intero racconto.
Anche la trama appare ben congegnata: da un lato abbiamo una quête che sarà prima compiuta e poi demistificata, creando un’impalcatura strutturale solida; dall’altro, mentre procede sicura, non disdegna cenni di sciagure antiche e descrizioni di luoghi, giustificando il pulp in una cornice non priva di echi. In effetti, la parabola di Pinzarone, a caccia dell’RrNA-m per un amore sbagliato, tra pistolettate, tradimenti e contrabbandieri umanoidi, mi ha ricordato in certe sue sequenze l’ultima avventura cinematografica del giovane Han Solo.
Parte essenziale del racconto è costituita dai dialoghi, su cui si punta molto non solo per caratterizzare i personaggi, ma anche per il dipanarsi stesso degli eventi e per la produzione di quel pastiche linguistico, gusto napalm, che coinvolge anche la lingua inglese. La miscela è esplosiva, ma non sempre affilata al massimo: vista l’importanza della sceneggiatura, tutte le battute dovrebbero risultare essenziali, incalzanti per mantenere alto il ritmo del racconto. Lo stesso turpiloquio, spesso e volentieri padrone del discorso, rischia talvolta, nella sua gratuità, di livellare la lingua verso il basso, piuttosto che arricchirla o movimentarla. Riguardo all’inglese, in effetti, rimango un po’ scettico: se contestualizzato con qualche espediente narrativo (anglicizzazione selvaggia pre-Crollo, magari?) potrebbe essere giustificato; così, invece, finisce per fare a pugni col dialetto, che rimane a margine. Ammetto che mi sarebbe piaciuto sentirlo un po’ di più, e non solo nei nomi o nei comandi del cane prodigio.

(Ok entrambi i bonus)

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Cento putrida

Il racconto riecheggia in maniera massiccia forme e contenuti da Riviera Napalm. La musica di Gigi Dag, il dialetto al servizio del pulp, le scelte sintattiche e stilistiche emulano, o forse più semplicemente imitano, le imprese del Cinno e del Gasato. A volte, più che sfidarli, si teme che facciano loro il verso, celebrandoli in una rincorsa che vanifica i numerosi spunti felici, originali, disseminati lungo la narrazione. Certamente apprezzabile l’ambientazione, dalla nebbia dell’incipit, evocata con notevole lirismo, al fiume contaminato solcato da uomini-nutria. Apprezzabile anche il pastiche linguistico, coerente connubio di espressioni dialettali e tecnicismi meccanici, e la natura stessa del protagonista, novello Darth Vader, snaturato nel finale e convertito a macchinario efficiente.
Il ritmo appare frastagliato, e alcune informazioni necessarie al lettore, come i motivi del conflitto sul fiume o la natura della donna-onirica-siliconata, sono dati in ritardo o finiscono per essere trascurati nell’impazzare dei vari cambi di scena. Le stesse sequenze narrative alternano focalizzazioni, voci narranti ed eventi di diversa natura, rimbalzando da un io lirico che non teme di raccontarsi a sequenze pulp popolate da nomi, più che da personaggi, che ovviamente sanno come ci si meNa, ma di cui l’interiorità appare come murata. Non mi riferisco solo a quella delle varie macchiette, ma perfino a quella del protagonista, a tratti straniato rispetto ai suoi stessi monologhi. Con un incipit tanto valido, che indirizza a un certo tipo di voce narrante e di sentire, le virate successive, i ritorni e le ulteriori contro-virate creano una sorta di cortocircuito vocazionale. La maggior pecca strutturale del racconto, a mio avviso, è da riscontrarsi proprio nella cesura tra lirismo e splatter: le due cose potrebbero esaltarsi a vicenda, ma rifiutano di parlarsi e finiscono per prendersi a pugni in un continuo dentro-fuori.
È un racconto periglioso, il cui susseguirsi narrativo, a tratti disarmonico e non perfettamente lineare, fatica a scorrere e ad amalgamarsi con naturalezza, come invece accade nel romanzo di Sensolini-Mazza: le due penne di Cento putrida sono sulla via dell’hardmony, e potrebbero darle degna voce, se solo si hardmonizzassero meglio tra loro.

(Ok entrambi i bonus)

cristiano.saccoccia
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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#4 » lunedì 27 maggio 2019, 18:59

Salam d'la duja e altre specialità locali

Maurizio utilizza entrambi i bonus con comprovata capacità narrativa, un dialetto oscuro ai miei occhi centro-italici eppure non necessario per apprezzare il racconto, anzi risulta essere un orpello linguistico che aiuta a tratteggiare l'ambientazione pimpante e punk-merda di una sagra di paese post-cataclismatica. Apprezzata la tripartizione ieri/oggi/domani che dà un retrogusto pulp al racconto, buon registro linguistico e ritmo nello sviscerare mutanti e vicende.



Smorfia insanguinata

Molto interessante l'ambientazione partenopea e l'uso sapiente della smorfia napoletana. Ho trovato abbastanza complesso seguire il racconto all'inizio, forse un mio limite. Non mi era chiaro nel complesso. Per un racconto così lungo avrei apprezzato qualche dialogo in più per spezzare le parti descrittive, ma è soggettivo. Ben inserite le citazioni alla “suburra/gomorra”
Non ho amato particolarmente gli imperiali con gli esoscheletri che mi sembravano degli avanzi di Warhammer 40.000, ma come sempre è per i miei gusti personali e posso comprendere il rimando per gli appassionati del genere.
Bene tutto il resto, dal registro linguistico alle scene più energiche. Racconto che ho trovato molto succulento per le contaminazioni citazionistiche e gli eventi raccontati. Anche se un po' confusionario come ho sottolineato prima.



Cento prutida

Buon registro linguistico, ok i bonus, ma secondo me cercate di imitare/emulare/ e che dir si voglia lo stile di Riviera Napalm, quindi non lo trovo perfettamente positivo.
Seppur il racconto sia interessante ho avuto difficoltà a capirlo, forse anche troppo ridondanti le citazioni al libro di Mazza-Sensolini. Dopo un poco ci si stufa, non ho visto un vero stile “personale”.
Ho trovato alcune parti confusionarie, sicuramente c'è bisogno di limare il racconto. Lettura complicata che poteva fare molto molto molto di più.



The best of both worlds.

Buonissimo uso dei bonus, caro Eugene, mi è piaciuto molto l'armonia tra ambientazione e dialetti, grazie per il glossario :D
Dopo un incipit non sensazionale per eccitare il lettore, il racconto ingrana benissimo, belle parti descrittive insaporite da momenti trash e divertenti.
Mutanti fuori di testa che fanno “schifo” perchè sono bellissimi.
Buona caratterizzazione dei personaggi che facilita l'immedesimazione, ho trovato i dialoghi molto spiritosi e esplicativi dell'ambientazione.
Ho trovato l'inglese poco convincente.
Amo Octopussy.


CLASSIFICA: ho trovato i racconti molto buoni, quindi dovrò optare per gusti personali!

1) The best of both Worlds
2) Salam d'la duja e altre specialità locali
3) Smorfia insanguinata
4) cento prutida

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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#5 » martedì 28 maggio 2019, 17:45

Ciao a tutti!!

La classifica

Premetto che è la mia prima sfida e come metro di misura ho adottato quello del lettore puro e del gusto personale.
C'è poi da dire che sono quattro racconti veramente molto belli e ben scritti e fare una classifica mi è risultato molto difficile.

1) Smorfia insanguinata
2) Salam d'la duja
3) The best of both worlds
4) Cento putrida

Commenti

Smorfia insanguinata

Il racconto mi ha colpito molto per l'atmosfera che evoca, soprattutto nella parte del Celebrante, mi ha ricordato una scena del libro "La crociata dei bambini" di Avoledo ma ci ho visto anche Warcraft e un pizzico di Starship troopers.
I bonus sono stati rispettati e utilizzati con molta inteligenza riuscendo a creare un ambiente alieno con riferimenti famigliari per quanto riguarda la locazione e una contrapposizione tra i tribali ribelli mutanti e gli imperiali conquistatori.

Salam d'la duja

Probabilmente il racconto più fedele al paradigma Riviera Napalm, truculento, rurale, un po' cafone e molto italico.
Le parti dialettatali, non sempre semplici da interpretare, ma nemmeno di impossibile traduzione, sono molto efficaci per dipingere lo scenario in cui si svolge l'azione.
Trama svolta in modo efficace, molto divertente, si lascia leggere scorrevolmente.

The best of both worlds

Un racconto per certi versi sorprendente, mutanti protagonisti assoluti.
La trama si srotola piano piano e il racconto è di quelli da leggere tutto d'un fiato.
Presenti entrambi i bonus ma sono meno incidenti rispetto a gli altri scritti, l'uso della parte dialettale, per quanto molto intelligente nel suo utilizzo, si apprezza solo alla fine del racconto con la spiegazione dell'autore e questo rende impalpabile la caretterizazione geografica.
Resta comunque molto ben scritto, interessante e divertente.

Cento putrida

Quando ho cominciato a leggere questo racconto mi sono detto "eccolo qui il vincitore"
Il protagonista sembra uscito da un fumetto degli x-men, mi ricorda Cable con le sue parti meccaniche, l'introduzione con la nebbia, le pantegane ( un po' punk, un po' uscite dalle fogne delle tartarughe ninja) antagoniste perfette nella palude, le scene d'azione immediate, rapide e ben coreografate.
Poi però il tutto si è disperso, la "seconda parte" del racconto mi ha confuso, non riesco a darle una locazione temporale, sembra che a tratti ci sia un flashback, una parte onirica, non si riesce a capire bene la corretta sequenza degli eventi.
Bonus presenti entrambi e adoperati magistralmente.
La frase più pericolosa in assoluto è: Abbiamo sempre fatto così.

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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#6 » giovedì 30 maggio 2019, 22:47

Purtroppo questo GAME non ci saranno le classifiche del Lettore Anonimo, quindi:

Salam d'la duja e altre specialità locali, di Maurizio Ferrero = 2 punti (8 -6 di bonus)
Smorfia insanguinata, di Pretorian = 2 punti (8 -6 di bonus)
The Best of Both Worlds, di Eugene Fitzherbert = 2 punti (8 -6 di bonus)
Cento putrida, di Francesco Ferrioli e Alessandro Gallerani = 10 punti (16 - 6 di bonus)

Accedono alla semifinale "Alberto Della Rossa": Maurizio Ferrero e Pretorian. Eugene Fitzherbert, nonostante la parità di punti, viene eliminato perché è stato l'ultimo dei tre a consegnare il racconto.

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Eugene Fitzherbert
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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#7 » giovedì 30 maggio 2019, 23:13

E però un po' rosico, eh. Appena un po'...

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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#8 » venerdì 31 maggio 2019, 1:05

Uh, speravo proprio nell'intervento del lettore anonimo per rendere più netta la classifica. Uscire per il tempo di consegna è proprio brutto.

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Re: Gruppo Alberto Della Rossa

Messaggio#9 » venerdì 31 maggio 2019, 7:10

Purtroppo il Lettore Anonimo ha avuto seri problemi personali, riassegnare i racconti avrebbe richiesto un'altra settimana d'attesa.
Mi dispiace per Eugene.

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