Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

L'atto conclusivo della Sesta Era di Minuti Contati vi aspetta lunedì 20 maggio dalle 21.00 all'una con tante guest che si sono alternate nel corso delle sue dodici edizioni!
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antico
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Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 21 maggio 2019, 1:51

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BENVENUTI ALLA ALL STARS EDITION, LA TERDICESIMA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 128° ALL TIME!

Questo è il gruppo PASSATO della ALL STARS EDITION EDITION con Federico Guerri, Andrea Cavaletto, Ilaria Tuti, Angelo Frascella, Stefano Paparozzi, il Team di Fantascientificast (Omar Serafini, Massimo De Santo, Marco Casolino), Raffaele Marra e Sara Bilotti nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo PASSATO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo PRESENTE.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo FUTURO.


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dalla guest star. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via). Inoltre ho fatto in modo che i tre racconti con malus finissero uno per gruppo.

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo PASSATO:

Il cerchio della vita, di Stefano Pastor, ore 22.27, 4032 caratteri
L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte, ore 00.54, 3995 caratteri
Astrid, di Dand Delion, ore 23.13, 4010 caratteri
Confronto tardivo, di Alexandra Fisher, ore 22.03, 4286 caratteri MALUS 4 PUNTI
Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti, ore 00.57, 3096 caratteri
Un file chiamato futuro, di Francesco Epico, ore 00.44, 3978 caratteri
Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini, ore 00.07, 4003 caratteri
Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo, ore 23.58, 2880 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 30 MAGGIO per commentare i racconti del gruppo PRESENTE. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 31 MAGGIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare gli OTTO racconti del gruppo PRESENTE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTIDUE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo PRESENTE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ALL STARS EDITION EDITION A TUTTI!



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erika.adale
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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 23 maggio 2019, 12:19

Commenti e, a seguire, classifica

Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
Ciao Stefano,
ho letto il tuo racconto mentre ancora cercavo un'idea per iniziare a scrivere e...mi stava facendo passare la voglia di farlo! Non in senso negativo, ma proprio perché è una narrazione interessante e completa, in tema, con suggestioni sia fantascientifiche che fiabesche. Il tutto ben gestito dal punto di vista formale. L'unico dubbio, più filosofico che narrativo, è sulla totale "bontà" delle piante enunciata dalle protagoniste. Ad esempio, come catalogano le piante carnivore? Ovvio che questa è una contraddizione dei personaggi, mica dell'autore...ma chi confuta la loro teoria (come il tipo dell'agenzia) le porterebbe certo a esempio. Mi resta solo una puerile curiosità: hai scelto il nome "Callie" perché assonante con il fiore calla?

L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano,
alla prima lettura non ho capito nulla, alla seconda ho iniziato a percepire qualcosa. Poi ho guardato le tue delucidazioni e...ok, ci sta tutto in un bel romanzo Urania, ma in un racconto breve la compressione dei concetti diventa eccessiva e la comprensione ostica. Sempre che tu non trasformi il tutto in uno spiegone "tell" ma, vedendo come scrivi (bene), dubito che tu lo voglia. Mi piace soprattutto l'uso del futuro nella prima parte, non è un vuoto virtuosismo ma conferisce alla narrazione una sfumatura di inevitabilità che si scontra poi con gli eventi della vicenda. Ok, un po' Matrix, ma ormai lo considero un classico da cui si può prendere spunto.

Astrid, di Dand Delion
Ciao Dand,
un racconto divertente, in cui il gioco è riconoscere i giochi di parole e le citazioni legate all'attualità. Ci sono i tre momenti storici richiesti e una bella costruzione distopica della realtà. Il problema, a mio giudizio, è il pacco. Tutto quanto racconti (contesto storico e sociale, descrizione della protagonista) sembrano volti a introdurre un evento che non si verifica. Arrivo alla fine curiosa e la curiosità non viene soddisfatta. Qualcuno cita la tecnica del MCGuffin: vero, ma nell'uso riuscito, secondo me, l'oggetto deve perdere peso (non narrativo ma di interesse) a fronte del contesto. In questo caso, almeno per me, non accade. Resta un racconto piacevole, possibile sinossi di qualcosa di più ampio.

Un Confronto tardivo, di Alexandra Fisher
Ciao Alexandra,
ormai leggo da parecchio i tuoi racconti quindi mi preparo ad affrontarli concentrata, perché so che spesso ci sono molti particolari, alcuni indispensabili alla comprensione e altri apparentemente no. Anche in questo caso, come è già avvenuto in passato, ho la sensazione di incappare nella punta di un iceberg. La storia è complessa, immaginifica e il tuo stile è caratterizzato da descrizioni e digressioni solo apparentemente non funzionali (in realtà danno un sapore unico e inconfondibile alla vicenda), ma per comprendere bene la storia bisognerebbe saperne di più e i caratteri limitati della prova ce lo impediscono. In generale non ti suggerisco maggiore concisione (se non come esperimento nei laboratori) perché magari ti aiuterebbe a vincere Minuti Contati, ma ti toglierebbe uno stile inconfondibile che spero stia ottenendo il giusto plauso altrove.

Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti
Ciao Agostino,
divertente e immediato per tutti noi nerd della scrittura, è stata una vera boccata di aria fresca. Però, come qualcuno ha già notato, resta un po' una barzelletta da contestualizzare, già fra qualche giorno o a fronte di un pubblico meno appassionato di fantasy&Horror la risata diventerà un mezzo sorriso perplesso. Questo aspetto giustifica il posto in classifica nonostante un sostanziale gradimento. Comunque ti ringrazio per questo momento di vero buonumore.

Un file chiamato futuro, di Francesco Epico
Un racconto che mi ha convinto, sia dal punto di vista dello scenario (il mondo del passato sommerso è sempre affascinante) sia della gestione emotiva dei personaggi. Non ho capito neanche io cosa voglia dire il giovane Plontark, ma ritengo che al fine del racconto sia più utile lo capisca il professore. Questo per dire che non è necessario esplicitare tutto, anzi, mi intriga di più una sospensione di senso che una spiegazione cartesiana... tanto che la parte che mi ha convinto meno è il finale: sia perché si è apparentemente balzati da una ragazzina affascinata da un compagno brillante a promesse per l'eternità (magari le basi c'erano già, ma allora avrei preferito che venissero accennate), sia perché il fatto che sia scoppiato l'Amore con la maiuscola è fin troppo sottolineato in un racconto che, fino a quel punto, mi era sembrato più elegante nell'accennare senza dire. (Mi sarò spiegata? Boh!)
Complimenti, comunque!

Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini, ore 00.07, 4003 caratteri
Ciao Gabriele,
un brivido nel leggere il tuo incipit perché tempo fa avevo scritto un racconto con una partenza analoga, solo che la droga spacciata era musica. Un'affinità che mi ha portato ad apprezzare molto lo scenario e l'idea di fondo. Al contrario di quanto esprimono i commenti di quanti mi hanno preceduto, mi è piaciuto molto il finale, che non trovo essere uno "sgonfiarsi" delle premesse, ma, al contrario, l'unico epilogo possibile. Al contrario, un percorso diverso, tipo quello suggerito (viaggio nel passato, donna amata, nonna, come ho fatto a conciarmi così...) sarebbe stata l'ennesima rimasticazione del Canto di Natale di Dickens.Oltre tutto qui non si parla di presente, passato e futuro di una persona, ma del mondo intero.
Complimenti

Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo
Ciao Simonetta,
ho amato molto il film di De Sica, dunque ho colto subito la traccia del tuo racconto e, anche per questo, l'ho letto con piacere. Non so come lo avrei interpretato senza la premessa cinematografica, ma credo che i ritratti di donna che offri siano comunque completi, anche se forse perdono un po' di originalità se non confrontati ai rispettivi modelli. Ammetto di aver gradito di più Mara e Anna che non Adelina (che, nel film, è il mio episodio preferito). Credo dipenda dal fatto che siano brani più mostrati, mentre il primo lo sento più "raccontato", anche per la complessità dello scenario che proponi.
Una prova interessante

CLASSIFICA

1) Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
2) Il futuro è passato di Gabriele Cavallini
3) Un file chiamato futuro di Francesco Epico
4) Ieri, oggi, domani. 1963-2119 di Simonetta Olivo
5) Astrid di Dand Elion
6) Un confronto tardivo di Alexandra Fisher
7) Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti
8)L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte

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Piscu
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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 23 maggio 2019, 12:44

eccoci, qui sotto i commenti in ordine sparso pubblicati anhce nei relativi topic, in fondo la classifica


Il futuro è passato

l'idea di fondo mi piace molto, questa specie di droga che ti fa rivivere nel passato, ha un po' il sapore di Ubik o de Gli occhi del purgatorio di Jacques Spitz. molto buono anche il cambio di prospettiva per cui si parte dalla droga del passato e poi si arriva a quella del futuro. peccato poi che proprio questa che dovrebbe portare al climax finale si rivela poco incisiva. il tizio ha un'esperienza del futuro remoto e ci rimane sotto, lo prendono e lo buttano via. rispetto alle potenzialità della premessa l'ho trovato un po' deludente, quasi una fine improvvisata perché non c'era più spazio o tempo. peccato perché avrebbe potuto essere davvero ottimo.

Un file chiamato futuro
se devo trovare un difetto in questo racconto sono i nomi dei personaggi, che sanno tanto di planetary romance anni 50. peraltro mi pare un po' azzardato che cent'anni da ora gente di discendenza italiana possa avere un nome come "plontark", voglio dire ancora oggi abbiamo nomi che erano in uso migliaia di anni fa. ma insomma è davvero una piccolezza. tra quelli che ho letto questo racconto è quello che esprime meglio il confronto tra ieri/oggi/domani, inoltre ci sono dei sottintesi molto forti, certi dettagli messi lì quasi senza nessun peso in realtà nascondo un worldbuilding impressionante per le dimensioni ridotte del testo. ho qualche perplessità sull'idea di tempo/umanità del ragazzino, ma visto che pare sia un po' saccentello non fatico a credere che si esprima in maniera un po' contorta per dire in sostanza che le persone non vorrebbero morire mai. per me ottima prova.

Ieri, oggi, domani
ho provato la stessa sensazione di spaesamento che dice l'altro commento prima di me. diciamo pure che senza la spiegazione non ci sarei mai arrivato. in effetti il primo paragrafo mi ricordava qualcosa, e quel segmento di film con la Loren sono sicuro di averlo visto (quelli dopo non ricordo), ma il fatto che questo racconto sia un aggiornamento di 100 anni di un film a mio avviso non lo rende un testo fruibile autonomamente. se per esempio fosse inserito in un'antologia del tipo "De Sica reinterpretato" allora io lettore saprei cosa sto cercando, ma così da solo non regge, perché il punto della storia è proprio il fatto di essere una reinterpretazione di quel film, non ha un suo significato autonomo se si toglie quello. tema rispettato, ma storia fortemente penalizzata dalla sua dipendenza indissolubile da un'altra opera.

Il cerchio della vita
il racconto è ben scritto e soprattutto lo stile si adatta benissimo al mood pacato della storia. se devo essere sincero non approvo l'idea secondo cui le piante sarebbero esseri viventi "nobili" che vivono senza impatto sul pianeta e senza danneggiare le altre specie: le piante sono subdole e attrezzatissime per la guerra evolutiva. ma nonostante questo è plausibile che persone con ideali di questo tipo sposino la visione romantica della questione, e d'altra parte lo stesso agente immobiliare esprime dei dubbi, quindi riesco ad accettarlo. non trovo però una precisa aderenza al tema, perché non mi sembra che il confronto tra le epoche sia centrale alla storia: è un'evoluzione umana futura, ma manca il confronto con l'adesso e il passato.

Dopo un secolo d'attesa
racconto ben sccritto e piacevole, ma... non è una storia. quando ho letto il requisito del racconto ambientato a 100 anni da oggi, mi sono chiesto quale potesse essere un evento rilevante della giornata che avrebbe avuto un eco 100 anni nel futuro. e ho pensato a GOT, mi pareva però uno spunto troppo labile per costruirci sopra una storia quindi l'ho sfruttato solo come "cameo". forse per questo appena ho letto la parola "editoria" ho fatto 2+2 col titolo e ho capito dove sarebbe andato a parere. questo mi ha privato quindi dell'effetto sorpresa che forse costituisce una buona metà dell'efficacia di un testo del genere. ma il problema soprattutto è che è troppo "contestualizzato" per avere vita propria. troppo radicato nell'attualità pop, come quelle battute superate su personaggi del momento che trovi nei cinepanettoni, che già due anni dopo hanno perso tutto il loro valore. inoltre, c'è l'ambientazine 100 anni dopo, ma fatico a trovare il tema vero e proprio "ieri oggi domani".

Confronto tardivo
onestamente faccio una certa fatica a capire di cosa parla il racconto. riesco a vedere che c'è una contrapposizione/sovrapposizione tra epoche diverse, e un qualche legame della zia con l'artista che dovrebbe essere morto ma invece c'è ancora... però è tutta una sensazione. per dire, se fossimo a scuola e la professoressa mi chiedesse di fare un riassunto di questo testo non saprei da dove cominciare. mi sembra anche che nella parte centrale si perda un po' su osservazioni e nozioni che hanno poco a che fare con il nocciolo della questione. quindi sostanzialmente, racconto in tema, ma difficile da seguire e non per una sua dichiarata intenzione di ermetismo.

L'uomo che non ricordava più il futuro
credo, credo di aver capito qual è la storia, a mio avviso però si confonde a causa dell'alernanza dei tempi verbali. che di per sé è un'idea fortissima e secondo me vale già di per sé diversi punti, ma se ho interpretato bene, la parte narrata al futuro non è esattamente il futuro, come nemmeno presente e passato. la seconda parte troppo lunga forse non aiuta, qualche frase in più soprattutto nell'ultima parte, che è quella da cui si trae il senso di tutto, forse avrebbe aiutato. comunque in sostanza una buona prova, la trama di per sé (se è quello che ho capito) non è particolarmente originale ma è resa in modo ingegnoso e i requisiti non rispettati.

Astrid

descrivi un buon contesto futuro, però dà più l'idea di una sfilza di appunti che di un racconto vero e proprio. come se via via che scrivevi ti venissero in mente idee che potevano dare spessore a questo futuro immaginato e una per una le hai volute inserire. i riferimenti satirici sono efficaci, forse qualcuno un filo troppo didascalico, però nel complesso appesantiscono tutta la storia. di fatto cosa succede? arriva un pacco, parte una lunga digressione sul mondo a100 anni da oggi, e poi inizia ad aprire questa scatola. nemmeno la apre davvero, non sappiamo cosa contiene, se si doveva capire dal testo precedente, onestamente non l'ho colto. non ho percepito nemmeno il tema "ieri oggi domani", c'è solo un presente (nostro futuro) e un passato (nostro presente) descritto, ma non una centralità nella contrapposizione tra queste epoche.


1 - Un file chiamato futuro, di Francesco Epico
2- L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte
3- Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini
4- Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
5- Confronto tardivo, di Alexandra Fisher
6- Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo
7- Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti
8- Astrid, di Dand Delion

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Massimo Tivoli
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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » giovedì 23 maggio 2019, 16:13

Ciao a tutti. Mi sembra che questa Edition, più di altre, abbia messo in difficoltà un po’ tutti, chi più chi meno. Anche i lettori :-)
Di seguito la mia classifica e relativi commenti. Buona Edition a tutti.


CLASSIFICA:

1. Il cerchio della vita
2. L’uomo che non ricordava più il futuro
3. Ieri, oggi, domani. 1963-2119
4. Dopo un secolo di attesa
5. Un file chiamato futuro
6. Il futuro è passato
7. Confronto tardivo
8. Astrid


COMMENTI (racconti elencati in ordine di apparizione):

Il cerchio della vita – di Stefano Pastor
Ciao Stefano, è sempre un piacere leggere i tuoi racconti.
Ho veramente poco da dire, se non che mi è piaciuto molto. La tua è una declinazione del tema molto valida, secondo me, perché sei riuscito in modo molto suggestivo a far assaporare quella continuità tra i concetti di ieri, oggi, e domani (o se vuoi tra passato, presente, e futuro) senza dover ricorrere a un cadenzare degli eventi tramite date, o flashback di semina, come alcuni racconti in questa Edition, il mio per primo, hanno fatto. Per es., in prima istanza, io avevo cercato di andare per questa strada, ma non ci sono riuscito e il tempo scorreva, e così ho ripiegato nella soluzione del “cadenzare” di cui parlo sopra che, nel caso di questa Edition, è la soluzione più facile. Sono d’accordo con chi mi ha preceduto che il non specificare a cosa sia dovuta la mutazione conferisce più efficacia e potenza al soggetto del racconto: il cerchio della vita. Ottimo racconto.


L’uomo che non ricordava più il futuro – di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, il tuo è un altro racconto che ho gradito sebbene io abbia dovuto rileggerlo un paio di volte perché, almeno per me, non è un racconto facile, nel senso che è probabile che la prima lettura, se il lettore ci va un po’ “rilassato”, potrebbe non bastare per coglierlo completamente. Ma, conoscendo le tue abilità, sono sicuro che tu fossi cosciente di questo. Stavolta hai voluto rischiare/sperimentare, andando meno sul sicuro rispetto ad altre volte, e per me questo è positivo a prescindere.
È inutile che mi metto a commentare la scrittura che, come sempre, è precisa e impeccabile. Come ti hanno già fatto notare l’idea alla base della storia non è originalissima ma per me questo non è un problema perché (come ancora ti hanno fatto notare) molto originale è il modo con cui hai fruito la storia. L’ideona del tuo racconto sta proprio lì, per me. Se non ho capito male, ricollocando il tutto nel normale corso temporale degli eventi, il pezzo al futuro è il passato (ecco pure perché lo aiuteranno a ricordare il “futuro”). Quello al passato è il presente fittizio, costruito dai sintetici. E quello al presente è il futuro. Il tutto ambientato chiaramente come da paletto, ovvero nel 2119. Quindi specifiche dell’Edition pienamente rispettate, e declinazione del tema affascinante nei “modi” usati per far confluire passato, presente e futuro uno sull’altro in una sorta di uroboro temporale. Racconto non facile, ma per me rimane comunque una bella prova.


Astrid – di Dand Delion
Ciao Dand, è stato piacevole leggere il racconto per l'idea che sottintende e per i concetti. Purtroppo, almeno per me, lo è stato un po' meno nel modo in cui si è voluto mettere insieme il tutto al fine di raccontare una storia. Sono d'accordo con Andrea (Piscu) che è tutto un po' troppo tell, un po' troppo resoconto del passato, e manca un po' di sostanza su quella che è la condizione della protagonista (il presente) e le implicazioni che avrà l'apertura del pacco (il futuro).
A me sembra che il pacco rimanga solo un McGuffin per far avanzare la trama (del resto, questa deve essere la funzione di un McGuffin), un po' come la misteriosa valigetta di Marsellus Wallace in Pulp Fiction, hai presente?
Però col finale percepisco pure che nelle tue intenzioni il pacco dovesse essere di più che un mero McGuffin. Io non sono riuscito a cogliere cosa scaturirà, e questo ha fatto sì che il racconto abbia avuto una presa parziale su di me.


Confronto tardivo – di Alexandra Fisher
Ciao Alexandra. Chi mi ha preceduto ha già espresso quelle che sono anche le mie impressioni sul racconto. Anche io faccio fatica a mettere a fuoco la situazione. Non tanto la scansione degli eventi passati e futuri per ricadere nel tema dell’Edition, ma piuttosto sul ruolo di Ribiez e soprattuto sul finale: non capisco perché lei dovrebbe perdonarlo e perché fosse per lei troppo tardi. Proverò a rileggerlo una terza volta e, nel caso, tornerò a commentare. È un peccato perché il tuo stile mi piace, lo trovo accogliente.


Dopo un secolo di attesa – di Agostino Langellotti
Ciao Agostino, è un piacere rileggerti.
Ti ringrazio per avermi strappato più di una risata, dall’inizio alla fine del racconto. L’immagine di Martin che si fa digitalizzare la coscienza per finire il suo romanzo oltre la vita umana è un autentico spasso!
Come chi mi ha preceduto, anche a me è mancato il “domani”, il futuro insomma. Però, tutto sommato, mi sono talmente divertito a leggere il tuo racconto che mi hai fatto dimenticare l’aderenza al tema :-)
A rileggerci con piacere.


Un file chiamato futuro – di Francesco Epico
Ciao Francesco. Il racconto si legge bene, fila liscio. Mi è piaciuta l’idea della scolaresca in gita in un mondo ormai sommerso dalle acque. Bello il finale di speranza, che fa presagire un futuro roseo per Plontark e Jesuelle. Molto tenero.
Quello che mi dispiace, è non aver capito cosa intendesse Plontark per “vedere il tempo”. Mi dispiace perché ho trovato efficace l’immagine di lui che sembra conoscere il nonno, sebbene non lo abbia mai conosciuto davvero, perché il padre gliene ha parlato spesso. È un immagine condivisibile dai più ed emozionalmente, fa il suo lavoro, ma non sono riuscito a trovarne il nesso con l’espressione “vedere il tempo”.


Il futuro è passato – di Gabriele Cavallini
Ciao Gabriele, è un piacere aver letto il tuo racconto. Mi è piaciuta molto l’idea di una droga che ti fa passare da un tempo all’altro. Ottima la resa dei dialoghi, naturali e congrui con i personaggi.
Concordo con Erika che il ritorno di redenzione al passato avrebbe banalizzato il racconto ma, concordo anche con gli altri, che considerato l’ideona che hai avuto, forse, poteva uscirci qualcosa di meglio che un lontanissimo futuro catastrofico e conseguente morte del barbone.
In definitiva, concordo con Maurizio che sarebbe stato meglio trovare delle pasticche meno potenti e trovarsi in un futuro più prossimo. Per far succeder cosa? Be’, questo non lo so, l’idea è stata tua :-) Però mi sembra una scelta che avrebbe potuto dare spazio per qualcosa di interessante anche nella seconda parte del racconto. Mi sarei concentrato sull’interpretazione del personaggio. Alla fine lui è un barbone e tossico, cosa può interessargli di più che un probabilmente rischioso salto di un milione di anni nel futuro? E qui sì che avrebbe potuto giocare un ruolo il suo passato, inteso come chi fosse prima di essere tossico e barbone, desideri inattesi, delusioni, ecc., per le quali una sbirciatina a un futuro prossimo potesse rappresentare, se non un modo di rifarsi, almeno un modo di togliersi qualche sfizio ;-)


Ieri, oggi, domani. 1963-2119 – di Simonetta Olivo
Ciao Simonetta, è un piacere aver letto il tuo racconto.
Anche io sono tra i pochi che in questo caso va un po’ contro corrente. Faccio una premessa, conoscevo il film solo per fama. Non l’ho mai visto, eccetto per la storica scena con Mastroianni che ci è stata riproposta dai media più volte in differenti occasioni. Quella ce l’avevo molto chiara. Infatti, per me, il collegamento al film è scattato solo sul finale, su quel “Lui ulula”.
Ci tengo però a fare anche una seconda premessa: anche se non avessi colto il riferimento al film, il racconto per me era già auto-consistente e chiaro e interessante proprio per questo mostrato estremo senza ricorrere, se non nell’episodio di Adelina, a un po’ di tell. E, ripeto, mi è piaciuto parecchio.
Forse per via del titolo, io ho subito associato Adelina al passato, Anna al presente, e Mara al futuro. La conferma poi arriva leggendo, perché sei stata brava, secondo me, a far capire il tempo delle donne dalle varie tecnologie mostrate di volta in volta:
– semplici campanelli elettrici per il Matto nell’episodio di Adelina;
– relazioni social virtuali tramite connessione a una qualche rete nell’episodio di Anna;
– ologramma molto realistico o simile nell’episodio di Mara.
Quindi tema rispettato senza citare date e questo per me è un plus (io, per es., nel mio racconto non ci sono riuscito, non ho ceduto alla tentazione di usare banalmente le date).
Veniamo poi al nucleo del racconto, al (sotto-)tema specifico: il rapporto uomo-donna, che presenterà sempre le stesse problematiche di sempre, potranno cambiare i “modi", ma le problematiche di base di ieri sono quelle di oggi e saranno quelle di domani. Su questo punto a me il racconto è sembrato molto chiaro e ho gradito. Sarà che, con minore abilità rispetto a te, nel mio racconto ho voluto in parte parlare dello stesso argomento.
A me piace quando un racconto non è troppo ovvio, e ti costringe a stargli un po’ attaccato per seguire. Certo, bisogna saperlo fare, perché è molto facile non essere compresi e cadere nel criptico più assoluto (è un po’ l’errore che ho fatto io). Ma nel tuo caso, io questo problema non l’ho riscontrato.
Ritornando alla questione legame con il film, ecco, ti dico addirittura che il racconto è ancora più piacevole se hai la fortuna di trovare un lettore “ignorante” (si fa per dire) come me che non ne coglie il riferimento. Perché una volta colto il riferimento, perde un po’ di originalità per via dell’inevitabile debito di ispirazione che ti sei voluta accollare. Ma c’è però da dire che hai re-interpretato le situazioni del film in una veste nuova e, quindi, una parte di originalità è salva.
Insomma, sì, ora lo voglio dire, ti faccio tanti complimenti. Per quello che può essere il mio modestissimo parere, il tuo è un racconto che secondo me merita il podio.

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maurizio.ferrero
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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » giovedì 23 maggio 2019, 18:08

Ecco i miei commenti e, a seguire, la classifica. Un'ottima edizione da parte di tutti!

Il cerchio della vita
Questo racconto è un'ottima prova. È poetico, speranzoso e leggermente malinconico al tempo stesso. Sei riuscito a far sì che alla prima lettura il quadro della situazione venga svelato pian piano, con la stessa lentezza che contraddistingue la crescita degli alberi. Che i motivi di questa "mutazione" che si sta comparendo nelle persone non vengano spiegati non fa che aggiungere un tocco magico alla storia, quasi che fosse la volontà della Terra che questo ciclo continui.
Non ho veramente molto da dirti se non "ottimo lavoro!" Sei il primo che commento, ma ho già notato che il girone a questo giro è agguerrito, stilare una classifica sarà durissima.

L’uomo che non ricordava più il futuro
Il tuo è un racconto molto complesso. Alla prima lettura sono arrivato in fondo con un grosso punto di domanda sulla testa, e me ne è servita una seconda per capire meglio la vicenda. Non sono del tutto sicuro di avere compreso la sequenza di avvenimenti, comunque. Molti dei dettagli mi sono sfuggiti, uno su tutti il "salto" tra prima e seconda parte. In realtà sono consecutive, ma l'utilizzo sperimentale dei tempi verbali tende a confondere.
Sono sicuro che se avessi avuto più spazio per dilungarti, il risultato sarebbe stato decisamente migliore.
Ti faccio un plauso per la forma: non avevo mai visto sfruttare il tempo futuro in maniera così massiccia in un racconto, e devo dire che ho trovato la cosa molto efficace. Ben fatto!
Molti punti della storia continuano a rimanere un po' oscuri e ciò la penalizza un po', ma, come puro esercizio di stile, direi che l'esperimento è perfettamente riuscito.

Astrid
Il tuo è un buon racconto satirico infarcito di fake news e populismo. Ti mancavano solo le scie chimiche per avere il quadro completo!
Ne ho apprezzato molto l'intento di riflessione sulla società moderna piuttosto che futura, tipico dei racconti di fantascienza. Nonostante la mole di informazioni, si legge bene e nessuna di queste mi è risultata particolarmente pesante.
Ho due sole note:
La prima, il titolo del racconto mette un focus sulla protagonista, attenzione che però viene tradita dopo poche righe, quando si inizia a parlare della storia conosciuta e lei non è più importante. Insomma, poteva esserci chiunque altro al suo posto (e probabilmente è proprio questo l'intento del racconto, ma allora perché non usare un altro titolo?)
La seconda, non ho rintracciato l'elemento "domani" del tema del contest.

Confronto tardivo
A me il contenuto del racconto è parso piuttosto chiaro. Non vengono rese esplicite le meccaniche di quanto sia accaduto (dove è stato Ribiez in tutto questo tempo?), ma non è importante dato il contesto fantastico dell'opera.
Ciò che a mio parere funziona meno è l'eccessiva lungaggine che prendi in dettagli che a conti fatti non sono così importanti (ad esempio il vestiario della protagonista) e la lentezza necessaria ad arrivare a un confronto che sembra essere annunciato già nelle prime righe.
Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sul viaggio di Ribiez. Guarda il lato positivo: hai materiale per un'altra storia!

Dopo un secolo d’attesa
Quando l'ho letto sono morto dal ridere, poi ho rilanciato un'occhiata al titolo e ho riso ancora di più. Ben giocato, e direi pure con ottime tempistiche!
Per quanto il racconto sia divertente, però, la sua natura faceta lo rende null'altro che una barzelletta ben orchestrata: oltre la risata, non rimane altro.
Ti segnalo due refusi:
- Nel secondo capoverso, il dialogo inizia con "la nostra guardia" e poi termina bruscamente. Immagino sia "è conclusa".
- Nel paragrafo verso la fine, prima che venga chiesto della profezia, "Nel silenzio" è ripetuto 2 volte.
P.s. Li finirà sti benedetti libri, oppure hai previsto il futuro?

Un file chiamato futuro
Idea interessante il gruppo di studenti in gita scolastica in un mondo alla Waterworld. Mi è piaciuto molto la descrizione che fai della mentalità di questi "nuovi" umani che hanno dei settaggi preimpostati in cartelle di memoria, li fa apparire evoluti ma al tempo stesso uniformati a uno standard.
Ti dirò però una cosa: a differenza del professore, il discorso di Plontark sul tempo non mi è molto chiaro. Insomma, ho capito che tutto verte sul tema dell'uomo che distrugge ciò che ha intorno, ma alla fine non ho ben capito come si risolva la questione del "vedere il tempo" proposta dal ragazzo. La gita alla cattedrale era già in programma... Credo di non aver capito qualcosa.
Anche il pezzo conclusivo, in cui il protagonista e la ragazza si scambiano promesse, è un finale che sa di speranza, ma non mi risulta ben chiaro che cosa si siano promessi. Un domani migliore per l'umanità?

Il futuro è passato
Il racconto e l'idea di fondo sono molto interessanti, così come l'atmosfera legata a una civiltà andata talmente avanti da avere la necessità di rifugiarsi nel passato per trovare un poi di sollievo.
Il racconto parte molto bene, poi però perde di climax nel finale, che risulta un po' piatto. Bello il pianeta distrutto dalla trasformazione del sole in una gigante rossa, ma la successiva morte del barbone è veramente telefonata.
Certo, fossi stato in lui avrei preso giusto una o due pillole e sarei andato a vedere i risultati delle corse dei cavalli della settimana successiva, ma immagino che un tossico non possa arrivare a certi ragionamenti.

Ieri, oggi, domani. 1963 – 2119
Dunque, devo confessare che, anche alla quarta rilettura, il tuo racconto continua a risultarmi poco chiaro. Forse è anche un problema mio, ma non sono riuscito a percepire un'integrità nella storia, ma solo tre brevi spezzoni slegati che mostrano tre donne del passato, del presente e del futuro. Forse era proprio questo il tuo intento, non ne sono del tutto sicuro.
Ciò che mi ha confuso maggiormente (è più rileggevo, più notavo dettagli, più la confusione aumentava) è la presenza di molti elementi che vengono accennati ma non chiariti. Ti faccio un esempio: da quello che ho intuito, Mara è un'androide o un ologramma, ma nella storia non viene mai specificato, lasciando al lettore il compito di dover ricostruire la situazione.
Il frammento di Adelina è quello che mi ha lasciato più dubbi. Chi è il matto con i campanelli elettrici? Cos'è la Luce (con la L maiuscola) di cui si parla?
Insomma, c'è una gran presenza di dettagli troppo evanescenti o ermetici, che avrebbero giovato in una diversa forma di scrittura come la poesia, ma nel racconto non funzionano, a mio parere. Non posso imputare nemmeno il problema alla mancanza di spazio, perché eri ben sotto il limite di caratteri.
Dopo aver chiarito che il racconto è una rivisitazione del film Ieri, Oggi, Domani sento di dire che senza avere la conoscenza del film, il racconto non può vivere di vita propria. Inserire i riferimenti va benissimo, ma la lettura di un racconto dovrebbe essere chiara anche a chi quel riferimento non lo conosce. Al contrario, chi lo ha ben presente, dovrebbe limitarsi a ricevere quel "qualcosa in più".

CLASSIFICA
1. Il cerchio della vita di Stefano Pastor
2. Astrid di Dand Elion
3. Confronto tardivo di Alexandra Fischer
4. Il futuro è passato di Gabriele Cavallini
5. Dopo un secolo d'attesa di Agostino Langelotti
6. L'uomo che non ricordava più il futuro di Emiliano Maramonte
7. Un file chiamato futuro di Francesco Epico
8. Ieri, oggi, domani. 1963-2119 di Simonetta Olivo

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » sabato 25 maggio 2019, 11:02

Cinque classifiche consegnate, ne mancano due oltre alla mia. Noto che, a parte un racconto che sembra mettere d'accordo i più, c'è grande equilibrio tra tutti gli altri con situazioni che possono ancora essere totalmente ribaltate e la cosa mi piace parecchio.

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 27 maggio 2019, 14:03

CLASSIFICA:


1) Il cerchio della vita (vincitore per distacco su tutti gli altri)

2) Il futuro è passato

3) Astrid

4) L’uomo che non ricordava più il futuro

5) Un file chiamato futuro

6) Confronto tardivo

7) Ieri oggi domani

8) Dopo un secolo di attesa





1) Ieri – oggi – domani 1963 - 2119

Ciao Simonetta e benvenuta.
Senti, ho letto più volte il racconto ma devo dire che l’ho trovato sempre molto criptico.
Probabilmente non sono riuscito ad entrare nel mondo che avevi costruito ma non ho legato molto con queste tre donne che mi hai presentato e non sono riuscito a trovare un filo conduttore.
Sembrano essere tre donne appartenenti ad epoche diverse, (dovrebbe essere così), ma la scrittura mi risulta troppo criptica e densa di dettagli che rimangono non spiegati.
Sono tre donne – prostitute in epoche diverse? Ci potrebbe stare ma è molto forzata la cosa, non ci arrivo facilmente e anche le caratterizzazioni dei tre momenti non mi sono molto chiare.
Probabilmente appunto è un mio limite, ad ogni modo vedrò come collocarlo in classifica anche perché è il primo racconto che leggo.

2) Il futuro è passato

Ciao Gabriele.
Allora partiamo dalle note postive secondo me ovviamente: il tema è perfettamente centrato e la storia si segue bene. Anche l’idea è interessante.
Questo per un racconto breve è fondamentale!
Vengo però adesso alle mie “critiche” che però attengono solo al mio gusto personale.
Per me il racconto è un po’ troppo spiegato.
Ho trovato molte parti un po’ troppo didacaliche nello spiegare i gesti e le intenzioni dei personaggi e una quantità eccessiva di aggettivi che secondo me appesantiscono molto la lettura, però sono appunto mie impressioni personali.
Anche il finale mi ha lasciato interdetto, il futuro uccide l’uomo ma senza un motivo preciso, non so, sono rimasto con l’amaro in bocca.
Vedrò come inserirlo in classifica.
Grazie comunque per l’esperienza di lettura che mi hai dato.

3) Un file chiamato futuro

Ciao Francesco,
allora il tema è senza dubbio centrato e lo stile è scorrevole, quindi per questo nulla da dire. Per un racconto breve quando ad una prima lettura tutto risulta abbastanza fluido e comprensibile non può che essere una nota di merito.
Quello che mi ha convinto meno è il contenuto.
Provo a spiegarmi.
La parte iniziale mi aveva abbastanza intrigato ed ero curioso di vedere come sarebbe proseguita, poi però ho iniziato a non crederci più tanto.
In cento anni il mondo è cambiato, l’Italia non c’è più e va bene ci sta come cosa, ma da come parlano i personaggi sembra quasi che vengano da un altro mondo, hanno nomi strani, sembra un futuro molto più lontano di cento anni secondo me e questo mi ha reso il tutto meno credibile.
Cento anni a partire da oggi secondo me sono un lasso di tempo troppo breve per un futuro così iper tecnologico.
Altra cosa è stata il discorso sul tempo, non lo so, detto da un ragazzino mi è parso un po’ forzato.
Ma si trastta comunque di mie pure e semplici impressioni personali ovviamente.
Vedrò come collocarlo in classifica.

4) Dopo un secolo di attesa

Allora mi trovo oggettivamente in difficoltà con questo racconto.
È ben scritto con uno stile scorrevole e il tema a suo modo è centrato, ma uno come me che non ha mai visto GOT (so cosa è ma non l’ho visto e tantomeno letto) non lo può proprio capire.
Se non avessi letto gli altri commenti non lo avrei proprio capito e sarei rimasto così a domandarmi il senso di tutto questo.
Questo potrebbe essere un mio limite, certamente lo è, però penso che un racconto dovrebbe poter essere fruibile comunque da tutti e questo aspetto quindi lo penalizza molto.
Peccato perché poteva essere un tema interessante ma allora doveva essere decontestualizzato e estrapolato dalla realtà, sempre secondo me ovviamente.






5) Confronto tardivo

Ciao Alexandra, allora ho letto il racconto e in tutta onestà devo dirti che ho fatto molta fatica.
Lo stile aulico non lo amo molto ma non è quello il focus della mia osservazione.
Il problema per me è che proprio non sono riuscito bene a seguire la vicenda e il fatto che sia tutto molto descritto e raccontato senza mai un cambio deciso di ritmo me l’ha resa ancor meno interessante.
In poche parole diciamo che mi sono annoiato, non ho sentito la curiosità di sapere cosa succedeva perché mi ero perso nei mille rivoli di prozie e quadri.
Anche il tema non so come dire ma mi sembra appena sfiorato diciamo.
Sono comunque solo mie impressioni personali e tanto valgono.
Vedrò come inserirlo in classifica.


6) Astrid

Senti, sono rimasto un pochino interdetto dalla lettura del racconto, te lo dico onestamente.
Parto dalle cose positive.
Stile di scrittura e tema assolutamente nulla da dire.
Scorre bene, è ironico al punto giusto e accattivante.
I problemi secondo me sono un po’ sul contenuto.
Arriva un pacco e tutti siamo curiosi di scorpire cosa c’è…e inizia un raconto nel racconto che ci sta ovviamente ma forse è un po’ troppo perché rende il tutto molto raccontato e poco vissuto.
Poi torniamo al presente e risiamo col pacco che però non ci dice cosa contiene.
Il pacco presumibilmente contiene davvero un animale vivo e quindi lei si sveglia dal torpore mentale in cui vive? Può essere ma rimane un senso di incompiuto diciamo così.
Ovviamente sono mie impressioni!

7) L’uomo che non ricordava più il futuro

Difficile dare un “giudizio” su questo racconto.
È ben scritto e centra il tema e questo è positivo. Altra nota di merito secondo me sono le immagini che evochi, molto da film diciamo così ed è un’altra cosa che apprezzo.
Quello che però mi ha fatto rimanere interdetto è il senso che c’è dietro.
Non sono riuscito bene a cogliere il significato, rimane molto criptico.
Sembra una specie di loop, probabilmente lo è, non lo so però rimango perplesso e non posso dire che mi abbia suscitato particolare empatia con il protagonista.
Vedrò come inserirlo nella classifica.
Grazie comunque della piacevole lettura.

8) Il cerchio della vita

Racconto molto dolce, scritto bene, in modo fluido e preciso.
La storia è anche piuttosto originale e genera un mix tra compassione e terrore e disgusto, espresso perfettamente dall’agente immobiliare che è ancorato alle sue idee molto umane.
Il racconto non spiega tutto e forse è un bene che sia così perché lascia al lettore l’arte dell’immaginazione sul perché e il per come si sia arrivati a questo.
Ottima anche il dosaggio dei dialoghi molto realistici e non didascalici.
Primo in questo gruppo per distacco, diciamo che non c’è proprio gara.

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » lunedì 27 maggio 2019, 16:17

Molto bene, manca solo più la classifica di Rionero e poi potrò cominciare a commentarvi a mia volta.

simonettaolivo
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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » lunedì 27 maggio 2019, 20:36

Antico, non mi resta che sperare che tu e Rionero siate degli amanti del cinema:-)

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » martedì 28 maggio 2019, 15:31

Ciao, come al soluto grande difficoltà a fare questa classifica a parte il primo posto. Mi dispiace in particolare per Simonetta Olivo che secondo me è in realtà il racconto meglio scritto di tutti, ma in cui non riesco proprio a vedere il tema e il paletto…quindi messa più in basso in classifica solo per spirito di contest!
1) Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
2) L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte
3) Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini
4) Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo
5) Astrid, di Dand Delion
6) Confronto tardivo, di Alexandra Fisher
7) Un file chiamato futuro, di Francesco Epico
8) Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti

Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
Ciao!
Beh che dire, complimenti, un racconto poetico e malinconico molto originale, sorretto da una scrittura perfettamente in linea sia per colori che per ritmo.
Colpo di classe secondo me l'aver scelto di sviluppare la storia in antitesi davanti ad un agente immobiliare...una delle figure meno poetiche che riesca ad immaginare.
Unico appunto è rispetto al tema e al paletto che sono davvero sfiorati...
Complimenti!

L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano,
complimenti per l'idea di utilizzare i tempi verbali in questo modo, davvero notevole e originale...una curiosità, ti sei ispirato a qualcosa?
Soprattutto questa nota di stile rende il racconto interessantissimo e ti spinge a cercare di seguirlo al massimo della concentrazione...la storia però mi sembra si perda, o meglio dalle tue spiegazioni torna tutto, ma nonostante diverse letture rimane oscuro, forse colpa dello quilibrio delle parti che ci hai spiegato perfettamete essere frutto di un problema tecnico di calcolo del numero di parole...peccato!

Astrid, di Dand Delion
Ciao DandElion, mi fa piacere ritrovarti!
vedo che ti hanno un po' anticipato i miei dubbi sul racconto: il titolo e il MacGuffin indicano una direzione del tutto diversa da dove va in realtà il tuo testo che poi si rivela un racconto poco coinvolgente di "cosa è successo al mondo". Il tutto non effettivamente direttamente collegato alla protagonista.
Se posso aggiungere, riferimenti satirici un po' troppo didascalici, era molto più interessante il discorso sull'indottrinamento/essere banderuola. Avrei voluto vederne di più gli effetti sul punto di vista!
Nulla da dire sullo stile, grazie per la lettura^^

Confronto tardivo, di Alexandra Fisher
Ciao Alexandra!
devo essere sincero, anche io ho trovato qualche difficoltà: per quanto la vicenda è sostanzialmente chiara (anche aiutata dal fatto che la casa misteriosa con quadro di amante passata uguale alla protagonista è un po' un topos che anticipava lo svolgimento lineare della storia), lo stile mi è sembrato in alcuni passi non fluido.
Forse era la tua intenzione, si tratta d'altra parte di una voce narrante e quindi ci possono essere ripetizioni, pensieri più contorti ecc., e nel caso ti chiedo in parte scusa, ma la lettura non era facilitata da questo. Ti segnalo per esempio le seguenti frasi:
- "Io ne ero rimasta stupefatta, non riuscivo a capacitarmi del fatto che...quando mi aveva raccomandato...Mi è bastato...Quanto a Ribiez"
In appena due righe fai riferimento implicito a 4 cose diverse (cosa l'aveva stupita, di cosa non riuscita a capacitarsi, quello che le aveva raccontato, cosa aveva visto per convicerla subito e l'introduzione del protagonista);
- "Il suo primo piano non mostrava altro di lui, ma mi bastò per indurmi ad andarmene via", ripetizione di suo/di lui, e poi di "mi/indurmi/ardarmene";
- "perché Ribiez vi scomparve da quelle parti" da quelle parti è di troppo?;
- "un secondo tasto inonda la camera di sole"...il primo tasto aveva già aperto le tapparelle, questo secondo tasto che fa di preciso? accende la luce? ma se era già uan giornata di sole...
-"L’ultimo quadro fotografato mi ha colpita molto: è un affresco sul muro": o è un quadro o è un affresco
- " pare un trionfo di torri color pastello e grattacieli in tutte le sfumature color petrolio." ripetizione di color
- "dove tante villette color pistacchio modello igloo si tirano indietro rumorose" non ho capito proprio la frase a meno che non siano case mobili...
ripeto, probabilmente era tua idea avere una voce narrante del genere, e io apprezzo tantissimo questo tipo di lavoro, ma rende la lettura davvero difficile in questo caso!

Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti
Eccoci a noi...ciao! Dicevamo: sei un maladetto troll^^
Il testo è sicuramente ben scritto e con un buon ritmo, e ha beccato nel segno dato che di questa edizione mi lamentavo proprio io su FB per la concomitanza sfortunata con il finale di serie.
Tuttavia come ti hanno già segnalato resta una barzelleta, una boutade che strappa un sorriso ma che per essere veramente efficace avrebbe dovuto avere molta più dirompenza in trovate e stile: insomma, dato che stavi giocando e avevi il pubblico del momento dalla tua avresti dovuto/potuto calcolare molto ma molto di più la mano secondo me...magari mutuando lo stile di Martin diviso in punti di vista, oppure giocando di più con le frasi più famose...

Un file chiamato futuro, di Francesco Epico
Ciao Francesco,
il tuo è un racconto con una struttura e uno stile molto classico, che sviluppi in un futuro in cui le attuali irresponsabilità portano a conseguenze irreparabili.
Hai ben presente e sotto controllo ritmo e cosa vuoi far succedere ad ogni passaggio, quindi bravo...solo che anche io non ho capito molto che voleva dire il ragazzo, e anche supponendo che il generico spiegone del protagonista sulle tragedie che hanno portato a Water World sia stato sufficiente ad illuminare improvvisamente il prof, quello che mi strania è il passaggio "voglio vedere il tempo/avevo un nonno/eh ne è passata di acqua sotto i ponti" (pun intended;)) nonché il linguaggio molto formale del ragazzo ("Quando finisce l’esistenza rimane solo il tempo e l’uomo, in quella piccola frazione di infinito che è la sua vita, fa di tutto per guastare il tempo"): aveva caricato vocabolario 3.0?^^
A parte gli scherzi, un'altra cosa veramente piccola di linguaggio: "sintonizzare i vostri hard disk" mi strania subito, mi sembra la componente meno adatta di una macchina a tale funzione (ma non sono un ingegnere, magari sbaglio io).

Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini
Ciao Gabriele,
cacchio la tua erano l'idea e il setting più interessanti, peccato che ti stavi divertendo troppo e ti sei fatto trascinare su una trama deboluccia, questione che è - come ti hanno fatto notare - la parte debole del tuo racconto che si perde quando avrebbe dovuto avere il climax.
E' un vero peccato! Perché non seguire la strada del viaggio al passato e del barbone/drogato che ne è irrimedialbilmente legato per un motivo tutto da scoprire? Magari quello zoo è legato ad un momento passato di estrema felicità? Una donna amata? Un film idealizzato? Una nonna mai conosciuta? Magari semplicemente il furuto non aveva più nulla da offrirgli e si ritrova a cercare sempre più spesso rifucio in un passato confortante solo perché è riuscito a sopravvivere o forse solo perché non lo conosce?
Scusa, mi stavo facendo trascinare, ma appunto la potenzialità era infinita! Peccato ^^

Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo
Quello che è chiaro e che ho apprezzato davvero tanto del tuo scritto è il tuo tema che come hai spiegato "voleva rendere l'idea di come alcuni aspetti del rapporto uomo donna permangano nel tempo." Questo è assolutamente chiaro e reso anche molto molto bene.
Al netto degli elementi criptici e dei riferimenti che non ho assolutamente colto non avendo visto il film, la scrittura mi sembra potente ed evocativa e mi ha coinvolto fin da subito.
Mi ha trascinato in un'ambientazione surreale e a tratti grottesca assolutamente vivida, in cui ho accettato come elementi naturali quelli non meglio definiti.
Quindi grazie mi ha fatto proprio piacere leggerti!
Per quanto riguarda il contest però sia tema che paletto non li ritrovo, mi sembrano proprio sfiorati o inseriti per forza: come segnalato il lettore avrebbe dovuto conoscere il film per accettare il tema "ieri oggi domani", coglierne immediatamente che si tratta di una sua trasposizione, accettare che si tratti di 100 anni dopo quel film e fare un ulteriore balzo di 56 anni - se non erro (1963 più 100 fa 2063, appena 44 anni da oggi, ovvero un orizzonte temporale che molti di noi vedranno e che quindi rappresenta una difficoltà in più per un'ambientazione fantascientifica con droidi ecc.).
La tripartizione oltretutto fa pensare che vi sia una donna del passato, una del presente e una del futuro, ma dato che non hai seguito questo spunto (cosa che avrebbe peraltro reso il tuo racconto secondo me più potente, senza bisogno di aggrapparti al film) si genera in effetti un po' di confusione.

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » martedì 28 maggio 2019, 18:36

Molto bene, classifiche tutte consegnate e dunque posso iniziare i miei commenti.

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Re: Gruppo PASSATO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 7 giugno 2019, 19:01

Scusandomi per il ritardo, ecco a voi la mia classifica.

1) Il cerchio della vita, di Stefano Pastor
Tema e paletto elegantemente affrontati (il paletto con l'affermazione "solo un secolo fa mangiavamo ancora carne"). Idea ottima, sviluppo eccellente, una semina continua per definire il contesto e la situazione, un dialogo ben gestito, forse appena troppo lungo. Per me un pollice su, complimenti.
2) Il futuro è passato, di Gabriele Cavallini
Ci si spinge su, ancora di più e ancora alla ricerca di quel non so che e, alla fine, ecco che si crolla come Babele e al mattino si viene trovati stecchiti. A me il finale è piaciuto molto, come anche il racconto. Detto questo, è molto sporco con refusi sparsi e alcune forme da aggiustare, ma è abbastanza normale con i minuti contati. Tema e paletto centrati, per me è un pollice quasi su.
3) Un file chiamato futuro, di Francesco Epico
Tema e paletto perfettamente centrati e anche qui si affronta proprio l'argomento che speravo di sollevare. Il mio giudizio è buono anche se ci sono un paio di elementi che indeboliscono, a mio parere ovviamente, il tutto. In primis, questi ragazzi mi sembravano robot con tutta questa enfasi nel catalogare emozioni e ogni tipo di atto. Forse eccessivo e ancora troppo "meccanizzato". A questo punto perché non byepassare gli oggetti e passare a una sorta di connessione neurale che permette condivisione completa? Chiaro che per me non ci sono limiti: in cento anni siamo passati dal treno che arriva incontro agli spettatori di un cinema alla realtà virtuale. Non pongo limiti a come potremmo essere tra altri cento anni. Ma veniamo a quello che mi pare essere il problema più grosso del racconto: troppo forzato. Sostanzialmente non accade nulla se non la riflessione di questo ragazzo, completamente tesa al quidi del racconto. Oh, mi trova totalmente d'accordo, ma arriva dal nulla, funzionale a se stessa e al messaggio del testo, non accade altro. E questo "non accadere" mi porta dunque a non empatizzare con i due "innamorati" e al loro lancio verso il futuro. In buona sostanza: molto bella l'idea, ma necessitava di un diverso sviluppo per quelli che erano i caratteri. Allo stato attuale mi sembra un ottimo spunto per un racconto più ampio. Pollice tendente all'alto per me.
4) L’uomo che non ricordava più il futuro, di Emiliano Maramonte
Racconto di difficile valutazione. Tema e paletto sono rispettati, su questo non ho dubbi. Molto bella anche l'idea di rappresentare il tema attraverso i tre tempi verbali, molto stiloso. Sulla trama, non ho avuto problemi alla seconda lettura e senza spiegazione. C'è un grosso buco nero ed è rappresentato da tutti questi individui che si sono fatti ibernare. Sono troppi per non affrontare la problematica e non dico andasse spiegato, ma perlomeno andava seminato qualcosa. In generale, si sente anche la mancanza di qualcosa di più sul contesto in generale, che rimane freddo e distante e l'idea di fare rifugiare gli umani sottoterra mi sembra un po' debole soprattutto in riferimento ai loro opponent, che proprio scemi non mi sembrano. Lodevole, infine, l'idea di chiamare il protagonista Benjamin con un chiaro omaggio a Button e al suo viaggio all'indietro. In conclusione... Un pollice tendente verso l'alto, anche se non in modo brillante.
5) Ieri, oggi, domani. 1963-2119, di Simonetta Olivo
Ordunque... Contestualmente al contest credo tu abbia lavorato troppo per sottrazione. Io quel film l'ho visto, ma tanto tempo fa e purtroppo non ho una memoria da campione, pertanto ho faticato a rapportare il tutto. C'è da dire che la tua intuizione era davvero fine e lodevole, ma forse nel dire e nel non dire hai sbagliato nel dosare, cosa che porta il lettore distante da quelle che erano le tue intenzioni e quindi all'impossibilità (non di sicuro per tutti, ma per molti) di apprezzare il racconto. Detto questo, al netto del rapporto con il film, i tre pezzi sono molto belli e ben scritti, direi molto DEATH + ROBOTS come impostazione, però proprio per il fatto che nello scriverli eri concentrata sul parallelismo con il film si percepisce come una mancanza, non dico di un collante, ma di un qualcosa che giustifichi la proposta relativamente al contest e non solo. Concludendo: complimenti per la bellissima intuizione e per lo stile maturo e intrigante, pollice ni tendente verso il positivo per la strategia di fondo che si è rivelata un'arma a doppio taglio.
6) Astrid, di Dand Elion
Secondo me ti sei divertita parecchio a scriverlo e qui sta probabilmente il suo difetto maggiore: troppo a briglia sciolta. L'idea è davvero ottima, però non ho percepito equilibrio e, alla fine, anche la semina non mi è apparsa funzionale. Allo stato attuale lo giudico con un ni che tende verso il positivo perché la potenzialità di questi individui che continuano a mentire al mondo e a se stessi è notevole. Prova a dare al tutto più struttura aggiungendo un personaggio che permetta lo svolgersi di un dialogo e penso che potrebbe deflagrare.
7) Dopo un secolo di attesa, di Agostino Langellotti
Penso che tu dovessi calcare di più la mano. Certo è che per farlo avresti avuto bisogno di più tempo per oliare il tutto al punto giusto... Il testo è intriso di riferimenti, ma doveva esserlo ancora di più, insomma. Al netto della boutade, l'avrei premiato con una valutazione alta perché tra tanti particolari inseriti ci stava che non tutti capissero tutto, ma quanto meno tutti avrebbero inteso qualcosa se non la maggior parte del tutto. Ed è qui che ti muovo la critica principale: nel tuo concentrarlo solo su un particolare aspetto delimini eccessivamente i tuoi lettori che non dispongono delle giuste chiavi di decrittazione. Per me un pollice ni che guarda verso il positivo.
8) Confronto tardivo, di Alexandra Fischer
La fretta... La fretta... Sempre la prima a consegnare e ogni volta ripeto che se tu dedicassi il resto del tempo a revisionare potresti risolvere quello che è il problema principale: molto spesso le tue intenzioni rimangono celate al lettore e stentano a funzionare soprattutto i raccordi. Detto questo, sto notando un rafforzamento dello stile e una maggiore definizione del tutto. Certo, nel corto ancora non hai raggiunto il tuo top perché è evidente che ti muovi meglio su spazi più ampi. Mi piacerebbe tantissimo, prima o poi, leggere un tuo racconto consegnato più tardi proprio perché gestito con tempi più lunghi. Pollice ni tendente al positivo, come valutazione.

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