Gruppo Valeria Cappelletti

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo luglio sveleremo il tema deciso da Marina Crescenti. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) I BOSS assegneranno la vittoria.
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Spartaco
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Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#1 » lunedì 22 luglio 2019, 23:55

Immagine

Questo è il gruppo Valeria Cappelletti de La Sfida A Il branco uccide con Marina Crescenti come giudice.

Gli autori del gruppo Valeria Cappelletti dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Biancamiaria Massaro.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Biancamaria Massaro.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali. Il primo in classifica verrà valutato da Valeria Cappelleti e sfiderà il secondo in classifica del gruppo Biancamaria Massaro. Il secondo incontrerà il primo in classifica dell'altro gruppo e sarà valutato da Biancamaria Massaro

Al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

Ricordatevi di segnare, in risposta ai vostri racconti, i bonus a cui aspirate.
Nei commenti dovrete segnare i bonus che individuerete.


E ora vediamo i racconti ammessi:

Uno splendido sorriso, di Luca Nesler, 18804 caratteri, consegnato il 09/07 alle 19:02.
Buffer Owerflow, di Wladimiro Borchi, 15060 caratteri, consegnato il 12/07 alle 17:54.
Le tracce del killer, di Andrea Pozzali, 12206 caratteri, consegnato il 22/07 alle 11:58. (+1 di Malus)
Accetta e Romero, di Agostino Langellotti, 18726 caratteri, consegnato il 22/07 alle 23:05. (1+2 di Malus)



Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 01 agosto per commentare i racconti del gruppo Biancamaria Massaro.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Biancamaria Massaro.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Massimo Tivoli
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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#2 » mercoledì 24 luglio 2019, 21:51

Ciao a tutti, di seguito la mia classifica e i relativi commenti. Come al solito, è stato estremamente difficile decretare i primi due, soprattutto il secondo perché è pressoché interscambiabile con il terzo. Alla fine, ho cercato di venirne fuori nella maniera più “fair” possibile, rianalizzando ogni racconto rispetto all’aver centrato più o meno non solo i tre bonus, ma anche il tema relativo all’arte della manipolazione che dopotutto, essendo il tema della Sfida, credo debba rappresentare il vincolo maggiore. Vabbè, tutto questo per dire che la classifica lascia il tempo che trova perché, purtroppo, quando ci si trova di fronte a racconti di un tale buon livello, è davvero improbabile essere esenti da errori di valutazione...
Buona Sfida!


CLASSIFICA
1. Buffer Owerflow, di Wladimiro Borchi
2. Accetta e Romero, di Agostino Langellotti
3. Uno splendido sorriso, di Luca Nesler
4. Le tracce del killer, di Andrea Pozzali


COMMENTI

Uno splendido sorriso, di Luca Nesler
Ciao Luca, è un piacere rileggerti anche, e soprattutto, su testi più lunghi. Parto subito dicendo che il racconto è scritto molto bene, la narrazione fila così liscia che, onestamente, non mi è sembrato di leggere un 20.000 battute. E questo, per me, è buono. Mi è piaciuto come hai strutturato la trama, l’intreccio fa presente e passato che permette di svelare le cose man mano, e che rende il racconto più interessante rispetto alla fabula sottesa. Ho visto che non hai avuto ancora modo di specificare a quali bonus tu ambisca, così per non sbagliare ho analizzato il tuo racconto assumendo che tu abbia deciso di puntare a tutti e tre i bonus. Di seguito la mia analisi rispetto ai bonus e rispetto al tema della manipolazione, condotta seguendo la struttura del racconto:

– Primo pezzo nel 2018 -> Giulio soffre di disturbo narcisistico della personalità, è piuttosto evidente, soprattutto dallo scontro con il docente di scrittura. Ma non c’è ancora manipolazione.
PRIMO BONUS GIÀ AGGIUDICATO.

– Secondo pezzo, primo nel 1994 -> Giusi è già nella morsa di Giulio, pur senza conoscerlo direttamente
Non vedo ancora manipolazione, però.

– Terzo pezzo, primo nel 2019 -> Rimarca il disturbo di Giulio e presenta la scary home. Si conclude con un ottimo gancio: la porta d’ingresso scomparsa. Bel momento di micro-climax, bravo!
Piccole imperfezioni: “Credo che a una certa età si debba sapersi staccare dai genitori” si legge con un po’ di fatica.
IL TERZO BONUS È ALLE PORTE.

– Quarto pezzo, primo nel 1995 -> Giulio ha trovato la preda da manipolare: Giusi ciecamente innamorata di lui, e iper premurosa.
Qui la manipolazione è diciamo annunciata, ma ancora non si vede.

– Quinto pezzo, secondo nel 2019 -> Rimarca la scary home e ci presenta Giusi come il serial killer del racconto. Che sia seriale si evince dal miasma di fondo dovuto ai precedenti omicidi, presumibilmente avvenuti con lo stesso modus operandi.
SECONDO E TERZO BONUS AGGIUDICATI.
Ancora non vedo la manipolazione, però. Intendo la manipolazione di Giusi perché non credo, almeno penso, che si possa parlare di manipolazione su Sara.

Ultimo pezzo: Giusi -> ci fa entrare nella psiche di Giusi, del serial killer. Bello il finale che si riaggancia alla frase che le disse Giulio plagiandola, forse l’unico complimento che le abbia mai fatto, sebbene falso. Finale davvero inquietante per il personaggio di Giusi che, per me, rimane quello più disturbante, così asservita a lui, così fedele, e così sfruttata.
Manipolazione lasciata forse tra le righe. Implicita?

In sintesi, mi sembra che tu ti sia concentrato al massimo per centrare i tre bonus e, devo ammetterlo, ci sei riuscito a pieno e molto bene. Detto questo, se da un lato il racconto è costruito in modo preponderante sui bonus, dall’altro lo è un po’ meno sul tema della manipolazione nel senso che la “manipolazione” è lasciata tra le righe, è piuttosto sottintesa, eccetto per quel “Giusi Russo hai uno splendido sorriso” di cui fai un “riuso” sapiente in chiusura per ricordare al lettore da dove tutto è iniziato. Senza quella chiusura, probabilmente, il tema poteva sembrare solo sfiorato, quindi bravo per quella chiusura. Certo, rimane il fatto che per alcuni lettori (che forse in parte includono anche me), da come è scritto il racconto, quasi tutto sbilanciato sui bonus, Giusi potrebbe apparire intrinsecamente già bella che manipolata prima di conoscere direttamente Giulio, perché l’hai resa da subito talmente asservita e venerante a prescindere. Sicuramente, con più battute, avresti reso il racconto perfetto.

SITUAZIONE BONUS:
- Disturbo narcisistico della personalità: SI
- Serial killer: SI
- Scary home: SI

TEMA DELLA MANIPOLAZIONE: sottinteso, ma si intuisce


Buffer Owerflow, di Wladimiro Borchi
Ciao Wladimiro. Leggerti è sempre un piacere. Inutile dirti che il racconto è scritto bene. Che scrivi bene, ormai su MC, si sa, e lo sai pure tu. Mi è piaciuta l’idea di organizzare la trama nelle cinque fasi: Scanning, Programming, Phishing, Loading, Re-boot; a voler presentare l’arte della manipolazione come un processo ben programmato dal manipolatore che, in generale, agisce proprio secondo quelle fasi. Un’idea semplice ma che dà un impatto immediato della freddezza e lucidità con cui agisce un manipolatore. L’incipit mi è piaciuto molto, le prime quattro righe mi hanno letteralmente trascinato dentro la storia e non l’ho più abbandonata. Ho notato che anche tu non hai ancora specificato i bonus a cui punti. Quindi, come fatto per Luca, assumo che tu voglia puntare a tutti e tre. Seguono commenti, rispetto ai bonus e al tema della manipolazione, organizzati secondo la struttura del racconto.

– Fase di Scanning: come detto sopra, questo è un bel paragrafo che fa entrare subito il lettore nella situazione narrata. Chiara si palesa subito come la manipolatrice e il lettore intuisce già da ora che le cinque fasi che strutturano il racconto saranno le cinque fasi del piano di Chiara. Marash, per ora, appare come la vittima designata. In questo pezzo non si intravede nessun bonus, ma il tema per me è già centrato. Considerate le caratteristiche di Marash che presenti molto bene in poche battute (timidezza, insicurezza, un aspetto trasandato), e quelle di Chiara che presenti altrettanto bene (attraente, sicura di sé, spigliata), l’approccio di Chiara è indistintamente di tipo manipolatorio.
TEMA GIA’ CENTRATO

– Fase di Programming: entra in gioco Cagliostro (molto gradita la scelta del nome) e qui, secondo me, in modo inequivocabile ti guadagni il PRIMO BONUS: quello del disturbo narcisistico della personalità. Cagliostro aggiunge anche un elemento in più per rinforzare il tema della manipolazione: lui e Chiara sono compari, agiscono insieme. Inoltre, quando tiri in ballo il mattatoio, secondo me ti aggiudichi pure il SECONDO BONUS: quello del serial killer; perché si capisce che i due agiscono da tempo usando sempre quel modus operandi. Inoltre, per il momento, viene da pensare che Cagliostro sia la “mente” e Chiara il “braccio”, e invece…
PRIMO E SECONDO BONUS AGGIDICATI

– Fase di Phishing: l’attività di manipolazione ai danni di Marash continua, l’esca ha abboccato e qui consolidi ancora di più l’attinenza del tuo racconto al tema. Qui, però, ho avuto la chiara percezione che le cose non sono come sembrano. Ti spiego i motivi:

1) la situazione Marash e Chiara, lo sfigato e la strafica, è essenzialmente un cliché, in questo caso con una connotazione positiva perché chiaramente voluto dall’autore;
2) tutto avviene molto facilmente, ma, in fondo, è abbastanza coerente con l’essere uno sfigato cronico da parte di Marash, quindi anche qui l’autore non è ingenuo, ma ha voluto che tutto avvenisse molto facilmente;
3) insomma, sta procedendo tutto in modo talmente liscio che, io lettore, mi aspetto una sorpresa e già da questo paragrafo intuisco che Marash probabilmente non giocherà più la parte della vittima;
4) chi resta? Be’, stando ai personaggi presentati fino a questo momento, resta Cagliostro, la “mente”, il cattivo, il duro col disturbo narcisistico. Non ci sarà il colpo di scena, ma chi se ne frega. Da lettore, a questo punto del racconto, voglio che Cagliostro perisca.
5) anche la situazione tra Cagliostro e Chiara è un cliché, sempre voluto dall’autore; ma ci aggiungi il modo estremamente dispregiativo e ottuso con cui Cagliostro tratta Chiara. E, per come me l’hai presentata, non ce la vedo a farsi trattare in quel modo. Non mi aspetto necessariamente una ribellione da parte di Chiara (è un gesto estremo, e Cagliostro è un tipo tosto), ma lei si comporta in modo troppo accondiscendente: sarà una donna dai facili costumi e un passato oscuro, ma è pur sempre una donna e certe offese non dovrebbe digerirle a cuor leggero. Da qui, la percezione che anche Chiara si stia in realtà “allisciando” Cagliostro per manipolarlo a sua volta.

Ora, non so se tu puntavi al colpo di scena. Nel tuo racconto, secondo me, non è determinante. Ma se decidessi di puntarci, allora in base ai cinque punti che ti ho esposto sopra, secondo me, qualcosa andrebbe rivisto in direzione di rendere l’esca Marash meno ingenua e generare un minimo di conflitto tra lui e Chiara. Ti ripeto, per me, che ci sia il colpo di scena o meno non interessa. Il racconto mi è piaciuto pur avendo intuito dove si sarebbe andati a parare. Perché? Perché sei stato così bravo in pochissime battute (vedi lunghezza della fase di Programming) a rendere Cagliostro così odioso che io lettore ci spero proprio in una sua brutta fine. E non solo, mi fai fare il tifo per Marash con il quale chiunque abbia subito in fase adolescenziale un po’ di timidezza non può non empatizzare.
ATTINENZA AL TEMA GUADAGNATA IN PIENO

– Fase di Loading: Apro prima una parentesi: tutto il pezzo "La seconda, mentre il sangue le scorreva via dalle vene…” fino a "Entrare nelle sue grazie non era stato facile, ma non avrebbe potuto scegliere una complice migliore.” mi ha definitivamente convinto che Chiara ha un piano B e che ci sarà lo scontro con Cagliostro.
La principale funzione della fase di Loading è presentarci la casa, e l’espediente della collezione di resti umani nei cassetti è stata un bella idea. Ti permette di confermare il secondo bonus (serial killer) e di aggiudicarti anche il TERZO BONUS (la scary home).
Inoltre c’è la rivelazione dell’alleanza tra Chiara e Marash (avvenuta quando? non è dato saperlo, ma per gli scopi del racconto non è determinante). Rivelazione che, per i motivi esposti sopra, per me, non è stato un colpo di scena, ma ho comunque apprezzato perché era quello che volevo. È la classica “Ricompensa e ritorno con l’elisir” del viaggio dell’eroe e, non c’è niente da fare, sarà una struttura narrativa usata e riusata, studiata e ristudiata, conosciuta da tutti gli appassionati, ma il viaggio dell’eroe funziona sempre :-)
TERZO BONUS AGGIUDICATO

– Fase di Re-boot: Degno “Epilogo” del viaggio di Chiara e Marash. Oltretutto, non so se fosse voluto, il titolo del paragrafo, Re-boot, fa anche presagire che se Marash commetterà l’imperdonabile errore di cambiare atteggiamento, be’, già sappiamo come andrà a finire…

In sintesi, ho apprezzato molto il tuo racconto perché molto ben fatto tecnicamente e pulito. Scritto bene, strutturato altrettanto bene, personaggi caratterizzati e vividi (nonostante le poche battute), non c’è stata la ricerca ostinata di scossoni o cose eclatanti, ma tutto è molto ben dosato e controllato, coerente, e soprattutto al servizio del lettore. Bravo!

SITUAZIONE BONUS:
- Disturbo narcisistico della personalità: SI
- Serial killer: SI
- Scary home: SI

TEMA DELLA MANIPOLAZIONE: SI pieno


Le tracce del killer, di Andrea Pozzali
Ciao Andrea, piacere di leggerti. Il racconto si legge senza intoppi e questo è già buono. Sfortunatamente, però, concordo con il commento che ti ha postato Gabriele. La trama è molto semplice e la scrittura è molto “tell” e poco “show”. Di conseguenza, per il lettore tutto passa un po’ troppo in fretta e in modo così diretto che è difficile emozionarsi o farsi coinvolgere dalla situazione. I personaggi sono appena tratteggiati, con più battute avresti sicuramente fatto un lavoro migliore.
Provo anche io a formulare un commento che possa magari esserti utile. Forse, sembra solo un dettaglio, ma secondo me hai tralasciato un aspetto importante. Il lettore non sa quale sia il messaggio nascosto. Non glielo mostri, racconti solo che il commissario ha capito, ma credo sia un elemento che andrebbe sviluppato e mostrato al lettore. Questo consentirebbe pure di farlo entrare nel processo di deduzione del commissario, e magari aumenterebbe il climax nella seconda parte del racconto. Insomma, credo che, ai fini del racconto, sia importante per il lettore svelare a piccole dosi, man mano, quale è il messaggio nascosto che porta il commissario a recarsi nella Villa dei Giochi. Anche perché mi sembra che è con quello che ti vuoi giocare il tema della manipolazione: il modo in cui Chiara attira il commissario nella Villa. Ma se non lo mostri, apparentemente, il tuo racconto viene percepito come poco attinente al tema.
Inoltre, per quanto riguarda i bonus, almeno io, non ho riconosciuto nella Villa la scary home perché, un po’ come hai fatto per i personaggi, è davvero troppo poco abbozzata. D’accordo, è il luogo dove sono avvenuti gli altri omicidi, ma il lettore sa solo questo, la Villa non la vede, non gliela mostri e quindi non la percepisce come qualcosa che possa, non dico impaurirlo, ma almeno trasmettergli un brividino. Io quel brividino non l’ho sentito. Sarebbero bastati un paio di dettagli, per es., i resti di qualche omicidio, intesi come resti umani, o ancora più sottile macchie/graffi sui muri. Sono solo esempi buttati giù mentre scrivo, ma riflettendoci puoi tirare fuori un paio di dettagli che il brividino al lettore glielo fanno venire. Addirittura, potresti mostrare al lettore come il commissario percepisce la Villa, perché anche solo dai suoi pensieri e sensazioni può partire il brividino per il lettore.

Infine, un piccolissimo dettaglio di nessuna importanza, ma che è sempre meglio aggiustare perché un po’ denota "l’esperienza" di chi scrive, anche e soprattutto come lettore: da rivedere la notazione usata per i dialoghi. Se usi il trattino lungo (–), quando dopo il dialogo vai a capo, non serve che lo chiudi con –. Il trattino lungo si usa diversamente dalle caporali (« ») o dalle virgolette alte (“ “).

Credo che ti abbia giocato un brutto tiro il fatto di averlo dovuto scrivere in fretta e di non aver sfruttato a pieno il limite di battute. Con più calma e più battute penso che puoi farci uscire un bel thriller perché, comunque, l’idea alla base non è male.

SITUAZIONE BONUS:
- Disturbo narcisistico della personalità: SI (in Chiara)
- Serial killer: SI
- Scary home: NO (secondo me, la Villa dei Giochi non è caratterizzata/presentata a sufficienza per accaparrarsi il bonus)

TEMA DELLA MANIPOLAZIONE: NO (o forse solo appena accennato per il modo in cui Chiara riesce ad attirare il commissario nella Villa dei Giochi, però non ci sveli il messaggio nascosto quindi resta tutto molto tra le righe, un po’ troppo, il lettore non assiste al processo di manipolazione, non lo vede, non lo sente)


Accetta e Romero, di Agostino Langellotti
Ciao Agostino. È sempre un vero piacere leggerti. Bella l’idea del libro per implementare la tua interpretazione del tema: può un libro (che poi racconta una realtà inquietante) manipolare? Be’, la risposta che ci dai è sì. Povero Paolo…
TEMA CENTRATO anche in modo originale rispetto agli altri racconti del gruppo. Anche i tre bonus sono chiari: Alice/Accetta soffre di disturbo narcisistico della personalità; è una serial killer e, pur non descrivendo esplicitamente la casa, quello che avviene all’interno è davvero disturbante, scary, appunto da racconto horror. Quindi TUTTI E TRE I BONUS AGGIUDICATI.
Mi piace il tuo stile di scrittura, molto evocativo, emozionante senza dubbio. Mi rimangono poche parole da spendere perché ho gradito davvero il racconto. La coppia Accetta-Romero è fantastica, nel suo carattere orrido e orrorifico. Amore masochistico con uno Zombie, idea davvero sfiziosa.
Solo una curiosità: avendo interpretato che Alice è, in realtà, Accetta, la protagonista del romanzo, e considerata una delle scene di amore violento con Romero, concludo che anche Alice è una non-morta, giusto? Ad ogni modo, se lo è o meno non mi sembra determinante.
Per me va bene così, racconto promosso. C’è solo un piccolissimo tarlo che ho avvertito leggermente, forse di poca importanza o, almeno, io non l’ho percepito cruciale: Paolo è attratto dalle vicende narrate nel romanzo, per quanto cruente. Così attratto che ne subisce la manipolazione da parte dell’autrice. Paolo però è pur sempre un uomo, e nel romanzo gli ometti fanno una brutta fine, giusto per usare un eufemismo. Il finale lascia anche intendere, per un attimo, che ci possa essere della magia sotto, o almeno Paolo in un certo punto la percepisce come un incantesimo. Come soluzione questa va bene e, nel dominio del fantastico, credibile. Però, forse, potrebbe valere la pena di caratterizzare un po’ più a fondo Paolo, e magari il rapporto con sua moglie (mi sembra che ci possa entrare), per giustificare a pieno la reazione di Paolo, l’apparentemente assurda attrazione fatale per le vicende nel romanzo, e la manipolazione che subisce e che, non certo inaspettatamente, lo porterà alla morte.

Segnalo qualche insignificante refuso:
"- Ora, spiegami cos’questo."
"in momento di crisi come questo”
“ed ho fallito”

SITUAZIONE BONUS:
- Disturbo narcisistico della personalità: SI
- Serial killer: SI
- Scary home: SI

TEMA DELLA MANIPOLAZIONE: SI

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#3 » domenica 28 luglio 2019, 23:11

1) BUFFER OWERFLOW
2) UNO SPLENDIDO SORRISO
3) ACCETTA E ROMERO
4) LE TRACCE DEL KILLER



Buffer Overflow. Ciao Wladimiro.
Complimenti anche a te per il racconto. Il passaggio graduale che porta alla manipolazione della presunta vittimaè ottimale. Hai agito con sapienza, senza premere troppo sull'acceleratore e con una tenica che ormai hai dimostrato di avere da tempo qui su Minuti Contati.
Ho ben poco da dire sullo stile e sulla forma.
L'unica nota che mi sento di fare è su una sfumatura che, per quanto riguarda me, ha fatto fallire un po' la sorpresa del plot twist.
Credo che la scintilla mi sia giunta nel momento in cui sei passato al POV del pappone.
Il fatto che si sia dato così risalto alla preparazione della trappola e ai pensieri di quello che doveva essere agli occhi del lettore il killer, mi ha fatto partire il campanello d'allarme e ho subito pensato che la storia non si sarebbe svolta come da prassi ma che, probabilmente, il ragazzo si sarebbe salvato o, comunque, ci sarebbe stato un ribaltamento della situazione.
Probabilmente, senza quel POV troppo marcato, ci sarei cascato come una pera cotta.
Forse sarebbe l'unico pezzo da sistemare ma se tutti gli altri ci sono cascati lo stesso, allora va bene così. :)
Un gran bel pezzo. Complimenti ancora!

Uno splendido sorriso. Eccomi qui, Luca.
Il tuo racconto mi è piaciuto molto. In primo luogo per la caratterizzazione dei personaggi. Hai mostrato molto senza dire nulla e questo attraverso dei dialoghi sapienti e a loro modo anche divertenti. Hanno evidenziato il narcisismo di Giulio alla perfezione e questo, con la casa dalla porta nascosta e la serie di omicidi perpetrati dalla coppia, ti permette di aggiudicarti tutti e tre i bonus. Anche il paletto della manipolazione mi sembra ampiamente trattato.
L'unica sbavatura che ho trovato, sempre per quanto riguarda i personaggi, è quando Giulio dice a Giusi che è insignificante per lui. Quel breve pezzo mi è parso troppo grottesco, quasi parodia. Stonava un po'. Invece mi è piaciuto parecchio il pezzo del calcetto e del funerale.
Venendo alla trama, sei partito con un percorso che sembrava mantenersi sulla costruzione solita e banale, ma hai inserito un ottimo plot twist. Giusi, che all'inizio sembrava essere la prima vittima del killer, poi si rivela, in realtà, la complice. L'ho trovato un ottimo colpo di scena, ben costruito.
Non posso, dunque, che farti i miei complimenti e togliermi il cappello.
A rileggerci e buona gara.

Le tracce del killer. Ciao Andrea.
Per quanto riguarda i paletti, penso tu li abbia rispettati tutti.
Hai uno stile interessante e credo tu abbia un ottimo potenziale. Serve, però, lavorare un poco sulle ripetizioni e sulle frasi ridondanti che in questo racconto abbondano. Sistemate queste, lo stile ne gioverebbe e acquisterebbe maggior valore.
Venendo alla trama, hai scelto una linea narrativa molto semplice: omicidio, indizio, colpevole. Non ci sono colpi di scena eclatanti ne momenti di vera tensione. Questo è anche dovuto al fatto che ti ho visto zoppicare in alcune incertezze. Per esempio, all'inizio, viene detto sia che tutte le donne sono collegate tra loro, ma al contempo non lo sono. C'è un po' di confusione, anche perché è difficile pensare che l'omicidio di sette donne diverse tra loro faccia subito urlare al serial killer. Non in una città dove accadono molte situazioni simili insieme all'omicidio di altrettanti uomini. O siamo in un paese piccolo? Forse andava specificato. Non è nemmeno molto chiaro il perché il protagonista, trovando la parola seguimi, capisca di trovare la donna proprio in quello stabile, dato che vi aveva portato solo due fidanzatine al massimo e non significava niente per lui. Rafforzando questi punti, insieme al movente dell'assassino (logico nel suo ultimo omicidio ai danni del protagonista ma debole per quello delle sette donne) il racconto ne uscirebbe notevolmente migliorato. Spero di esserti stato utile.

Accetta e Romero. Ciao Agostino.
Per quanto riguarda lo stile, anche nel tuo caso, non ho niente da dire e dimostri sempre di padroneggiare linguaggio e tecnica.
Questo girone si sta rivelando molto arduo da giudicare. Ad ogni modo, complimenti.
Ho trovato molto originale l'idea di far sì che la donna manipolasse non tanto a voce quanto con lo scritto. La storia del romanzo ricalca la realtà portando i fatti a compirsi. C'è, quindi, l'elemento Killer, quello narcisistico e manipolazione. Trovo che manchi la Scary Home, invece.
Per gusto personale non amo molto gli eccessi di splatter o di dettagli cruenti, ma è riguarda me e non lo scritto.
Per il resto, come dicevo, è un ottimo pezzo.
A rileggerci.

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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#4 » giovedì 1 agosto 2019, 22:09

Luca Nesler- uno splendido sorriso
Ciao! Sei riuscito a rendere Giulio odioso, mentre un narciso ha di suo il fatto di essere affascinante e amabile. Sembra più che Giusi sia pazza e monomaniaca nei suoi confronti piuttosto che manipolata. Lei lo guardava da lontano e lo voleva. Ed era disposta a tutto. Forse la manipolazione è un po’ più nei confronti di Sara. Ma anche qui è proprio scarsa: non c’è un momento in cui è sarà ad esser manipolata anzi il “leccaggio” blando del tipo “tu sei bravissimo, lui è solo
Invidioso” è il tentativo manipolatorio di Sara. Una donna che ti fa un pezzo così, poi, difficilmente se ha voglia di allentare non allenta (my personal opinion)
Mi sarei concentrata di più sul personaggio di Giusi.
L’idea non è male, ma per me è un “nì”, cercherei di delineare meglio alcuni intrecci.
Sorry dude.

Wladimiro Borchi - buffer owerflow
Come tutti i tuoi racconti fila perfetto e senza nemmeno una increspatura. Molto bello. Da lettore ti senti subito nell’azione conoscendone piano piano i dettagli forndamentali per far quadrare il cerchio un istante prima che la storia si raccolga su se stessa e finisca. Complimenti davvero.
Presenti tutti i bonus e in maniera assolutamente pregiata!!


Andrea Pozzali - Le tracce del killer
Ciao!!!
Bellissimo! La chiave di volta della poesia acrostica è una vera chicca.
Mi piace molto l’escalation del racconto, mi ricorda alcuni grillo che ho molto apprezzato in gioventù. Il finale è un po’ scontato e la poesia di antica memoria tra i protagonisti giovinetti è un po’ poco esplicativa: forse non ho saputo leggerlo io. Mi aspettavo qualcosa di più di un nome.. che so un “Cristina sei la mia vita” o una roba un po’ più di elaborata del semplice nome. A parte questo, funziona :)

Accetta e Romero - Agostino Langelotti
Di tutti i racconti tuoi che ho letto, questo è quello che mi è piaciuto di più! È molto bello il crescendo e L’intreccio tra la vita reale e il manoscritto che finiscono per sovrapporsi. Non vedo però la manipolazione nel piano reale: scrivere un racconto fartelo leggere e sperare che tu mi venga a trovare non costituiscono manipolazione. Nel manoscritto invece è ovviamente ben presente. Mi sarebbe piaciuto che questi intreccio tra letto e vissuto fosse forte anche in questo. La scary home è poco scary, per il resto il racconto c’è e mi piace un casino, anche se resto inoppugnabilmente team vampiri!

CLASSIFICA
1. Buffer Owerflow, di Wladimiro Borchi
2. Le tracce del killer, di Andrea Pozzali
3. Accetta e Romero, di Agostino Langellotti
4. Uno splendido sorriso, di Luca Nesler
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#5 » giovedì 1 agosto 2019, 22:10

Ps. Sempre da cellulare scusate eventuali ORRORI di ortografia
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Spartaco
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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#6 » giovedì 1 agosto 2019, 23:40

Ecco commenti e classifiche del Lettore Anonimo.

Uno splendido sorriso: ho trovato lenta la partenza, e dei punti troppo poco convincenti, come il fatto che la protagonista il giorno del funerale del padre parta con il compagno e sbologni il suddetto funerale in due frasi, oppure nella parte in cui torna a raccontare del 1995, il protagonista riconosce Giusi come quella del caffè: lo trovo molto forzato, come se in un anno Giulio non abbia mai più bevuto un caffè.
Quando Giusi Chiede a Giulio se si vuole fermare a dormire lui risponde di avere troppi brutti ricordi. mettere frasi del genere che lasciano in sospeso un qualcosa, hanno senso nel momento in cui ne fai uno stile narrativo, metterle così a caso diventa un fastidio per il lettore. Con il resto del racconto hai comunque tenuto un buon ritmo fino alla fine.
il racconto salta bene tra presente e passato tenendo un filo logico e portando il lettore a capire il punto della situazione. Il problema è che non non traspare la manipolazione di Giulio nei confronti di Giusy o delle altre ragazze andando così leggermente fuori tema, infatti Giusy è già innamorata follemente di Giulio e farebbe di tutto per lui prima ancora che lui la utilizzi come spazzino per cadaveri.
In conclusione si i punti bonus, poco azzeccato secondo me il discorso della manipolazione.
Bonus si serial killer sì disturbo narcisistico no scary home (il racconto deve essere ambientato quasi completamente lì e nella scary home qua ci arriviamo solo al fine)

Buffer overflow: buon incipit e buono lo svolgimento. Per la prima metà del racconto la figura della protagonista mi stava parecchio antipatica, perché non capivo come dopo aver subito tutto quello che ha raccontato, potesse ancora fidarsi di nuovo e farsi trattare in quel modo, andava proprio contro il personaggio che stavi sviluppando! Ottimo il finale a sorpresa, hai azzeccato in pieno il tema della sfida.
Bonus: scary home e serial killer.

Le tracce del killer: Mi nascono alcuni dubbi dopo la lettura di questo racconto... non ho percepito la manipolazione, Se la intendevi come l'aver causato quelle morti per portare il detective ad arrivare in quel punto, allora non è la manipolazione che intendo io. Per quanto riguarda Cristina, lui come faceva a essere sicuro che fosse lei? egli stesso ha detto di aver portato più di una ragazza in quel posto per consumare, quindi ipoteticamente avrebbe potuto essere chiunque, soprattutto se in quel posto vanno un sacco di persone per copulare. com'è possibile che lui sapesse che quel messaggio era rivolto esclusivamente a lui e che non fosse qualche altra ragazza psicopatica abbordata da un altro ragazzino? Questi sono i punti fondamentali del racconto che non mi tornano. L'idea di base, sviluppata meglio avrebbe un buon potenziale. Bonus: solo il serial killer.

Accetta e Romero: a parte qualche piccolo refuso, il titolo è veramente geniale. Personalmente non sono fan dei racconti scritti con il tempo presente, preferisco leggere le azioni al passato, ma devo dire che nonostante questa cosa (puramente soggettiva) il racconto si fa leggere benissimo. Per quanto riguarda la manipolazione l'ho trovata su più livelli: nel primo caso la manipolazione dell'autrice attraverso il romanzo che ha scritto, e come secondo livello la protagonista del romanzo, per come è in grado di manipolare gli uomini, non è esplicita come cosa, ma è facilmente intuibile.
Ho apprezzato il passaggio tra romanzo e racconto, infatti in più di una circostanza mi dimenticavo di leggere un racconto in un racconto e questa cosa l'ho molto apprezzata.
bonus: il romanzo me lo sono immaginato nella mia testa come ambientato in una casa degli orrori quindi si scary home, lei alla fine è una serial killer quindi si serial killer. non ho visto molto il disturbo narcisistico se non in qualche tratto della protagonista del romanzo, risulta molto quindi forzato.

Classifica:

1) buffer overflow
2)accetta e romero
3)uno splendido sorriso
4)le tracce del killer

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Spartaco
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Re: Gruppo Valeria Cappelletti

Messaggio#7 » venerdì 2 agosto 2019, 0:32

Ecco la classifica finale al netto di malus e bonus.

BUFFER OWERFLOW, di Wladimiro Borchi= -3
Uno splendido sorriso, di Luca Nesler= 5
Accetta e Romero, di Agostino Langellotti= 6
Le tracce del killer, di Andrea Pozzali= 8

Passano il turno: Wladimiro Borchi e Luca Nesler.

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