FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Appuntamento per lunedì 22 luglio dalle 21.00 all'una con un tema di Eleonora Rossetti, anche CO-MODERATRICE dell'Edizione. Gli autori avranno un massimo di 1313 caratteri per scrivere un racconto sul tema indicato: racconti superbrevi! Oltre alla brevità, l'edizione sarà SPECIAL anche per le modalità della fase finale: i racconti finalisti accederanno non al giudizio di una guest, ma a un gruppone di finale in cui verranno chiamati a commentarsi e classificarsi una seconda volta. In questa fase finale Eleonora Rossetti stilerà a sua volta una classifica (con commenti) che verrà conteggiata con valore doppio e che verrà svelata una volta arrivate tutte le altre classifiche.
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FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#1 » sabato 3 agosto 2019, 12:21

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Eccoci al GRUPPO FINALE della Special Summer Short Edition!

I nove autori finalisti dovranno commentare e classificare gli altri racconti finalisti e postare qui la propria classifica corredata da commenti.

TEMPO LIMITE: ore 23.59 di sabato 10 agosto

La classifica finale dell'edizione sarà calcolata dalla somma di tutte le classifica dei finalisti + quella di Eleonora Rossetti che verrà conteggiata con valore doppio. La classifica di Eleonora Rossetti sarà da lei stessa postata nella giornata di domenica 11 agosto. Lunedì 12 agosto, invece, verrà pubblicata la news di chiusura edizione.

Commenti minimi di 300 caratteri con malus di 9 punti a commento che non rispetterà tale lunghezza. La mancata presenza anche di un solo commento insieme alla classifica postata porterà all'automatica squalifica.

ATTENZIONE: chi avesse già commentato determinati racconti nel corso della fase di qualificazione può confermare i propri commenti e giudizi, ma è anche ammesso il cambio di opinione, adeguatamente motivato.


Ecco i racconti finalisti:

Le cose importanti, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.08, 1313 caratteri
Con la forza delle armi, di Emiliano Maramonte, ore 23.36, 1312 caratteri
Un passo senza futuro, di Maurizio Bertino, ore 23.36, 1302 caratteri
Il buio, di Jacopo Montrasi, ore 01.00, 1259 caratteri
La saccenza, di Laura Cazzari, ore 22.07, 1313 caratteri
E vissero per sempre felici e contenti, di Maurizio Ferrero, ore 22.03, 1260 caratteri
Due ladri, di Filippo De Bellis, ore 23.42, 1308 caratteri
Overdose, di Massimo Tivoli, ore 00.23, 1311 caratteri
Bianco e rosso, di Roberto Romanelli, ore 23.31, 1304 caratteri

BUONA FINALE A TUTTI!



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Gabriele Dolzadelli
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#2 » sabato 3 agosto 2019, 15:47

1) Due ladri
2) La saccenza
3) Il buio
4) Un passo senza futuro
5) Overdose
6) Con la forza delle armi
7) E vissero per sempre felici e contenti
8) Bianco e Rosso


Con la forza delle armi
Ciao Emiliano.
Il tuo è sicuramente un pezzo ben scritto ma ho fatto un po' fatica a capire dove volesse focalizzarsi il tutto. Volevi porre l'attenzione su come gli eventi non siano andati come previsto (e quindi toccare il paletto della traccia) oppure sensibilizzare il lettore coinvolgendolo emotivamente con la morte del giovane soldato? Perché se il primo obiettivo l'hai raggiunto, con il secondo, a mio avviso, non ce l'hai fatta appieno. Almeno, questo è accaduto con me. Lo spazio era poco e di certo non era semplice, ma non ho empatizzato con i protagonisti, facendomelo vivere in maniera un po' piatta. Forse, se la vicenda si fosse concentrata solo su loro, evidenziando il pensiero patriottico attraverso i dialoghi, sarebbe stato più incisivo. A rileggerci.

Un passo senza futuro

Ciao Maurizio.
Ottima prova anche la tua. Ho apprezzato queste due letture parallele che si possono fare e che convergono su un unico tema, centrando appieno il paletto. Tematica molto attuale e hai semplicemente disegnato uno spaccato di realtà senza perderti in moralismi che avrebbero potuto infastidire il lettore. Complimenti, non ho altro da dire. A rileggerci.

Il buio
Ciao Jacopo.
Complimenti anche a te per l'ottima prova.
Rendere al meglio un'atmosfera soltanto con l'uso dei dialoghi non è facile, ma trovo che tu ci sia riuscito appieno. Soprattutto i silenzi, messi al momento giusto, li ho trovati molto inquietanti. Il tema è centrato, dato che le ultime parole famose sono quelle del fratello che sminuisce il pericolo per poi caderci in pieno. A rileggerci!

La saccenza
Ciao Laura.
La tua è un'ottima prova.
Direi che hai centrato in pieno il paletto, narrando di come i giudizi affrettati, spesso, posso essere le ultime parole famose, prima di essere smentiti dalla verità. Hai affrontato bene il tema e seminato degli indizi che possono essere colti con piacere in una seconda lettura (il fatto che pur essendo allenato lui non corra, per esempio).
I miei più sinceri complimenti.

E vissero per sempre felici e contenti
Ciao Maurizio.
Paletto rispettato con il titolo e con il concetto espresso dal racconto, anche se avrei apprezzato di più il ripetersi di quelle parole all'interno del testo stesso.
Come sempre, lo stile è ottimo, con il giusto ritmo e un'espressività forte e incisiva. Mi è parso, però, un po' illogico e forzato che un uomo fino a quel momento etero, si sia scoperto omosessuale dopo che anche la fidanzata ha fatto lo stesso. È come se siano troppe rivelazioni tutte insieme, a meno che non si voglia rimanere entro i confini della parodia. Ottimi i riferimenti così come la strategia della chat per sviluppare la breve narrazione. A rileggerci!

Due ladri
Ciao Filippo.
La tua è un'ottima prova e sei riuscito a rendere bene l'ambientazione e la situazione con il solo uso dei dialoghi.
Anche la soluzione della trama viene svelata poco alla volta e riesci a non bruciarti tutto all'inizio, risultando anche credibile.
Se proprio bisogna essere pignoli faccio solo due appunti. 1) il termine "violazione di domicilio" credo sia troppo attuale. All'epoca, in Israele, si poteva parlare sicuramente di furto, ma non credo si usassero parole così moderne. 2) stando ai racconti del Vangelo, Gesù non aveva una casa, ma viaggiando di città in città si faceva ospitare da chi capitava. A parte questi due dettagli, rimane il racconto migliore tra quelli che ho letto, soprattutto per originalità. Complimenti.

Overdose
Ciao Massimo.
Anche nel tuo caso, il racconto è scritto ottimamente.
Forse manca un po' di originalità e la mancanza di caratteri penalizza ulteriormente in tal senso, ma sei riuscito ad acquisire punti grazie ai plot twist che hai architettato. Il primo avviene giocando sul malinteso della droga/carne, il secondo facendo passare la protagonista da vittima a carnefice. Sotto questo aspetto l'hai gestito molto bene. Complimenti. A rileggerci.

Bianco e Rosso
Ciao Vastatio.
Sicuramente è un racconto ben scritto ma mi ha dato l'impressione di ambire a molto più di quello che così pochi caratteri concedono. Questo ha portato a dettagli, soprattutto nella prima parte, che si affacciavano a una visione di mondo che tu, probabilmente, avevi nella tua testa ma che al lettore rischia di sfuggire, appesantendo inutilmente il tutto. Molto carina la parte finale, ma credo che il tema non venga toccato. Ho letto le tue risposte ad altri commenti in merito a questo (cercavo una spiegazione nel caso mi fosse sfuggito qualcosa) ma non riesco a condividere appieno la tua interpretazione. Comunque, ripeto, ottimo stile.

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maurizio.ferrero
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#3 » sabato 3 agosto 2019, 17:55

Le cose importanti
La tua storia è un horror surreale e quasi tragicomico nel finale, che riesce a mescolare le carte in tavola molto bene e a giocare ottimamente sull'elemento della suspance. "Dove vorrà andare a parare?" è il pensiero che si fa il lettore per tutto il racconto, e il finale è qualcosa di quantomai inaspettato. Molto buoni i dialoghi, molto realistico il modo di parlare del fratello distratto, che si prende i suoi tempi senza perdersi in lungaggini. La domanda che mi faccio è: dove sarà il resto del corpo del vicino? Oppure il gatto era particolarmente affamato? :D

Con la forza delle armi
Scrittura precisa e pulita, per un racconto che tratta un tema già affrontato da molti, ma nella sua brevità lo riesce a fare molto bene. L'ultima frase famosa, a noi che ben conosciamo l'esito della guerra in Vietnam, lascia un mezzo sorriso amaro (e personalmente mi suscita anche un senso di derisione per gli americani, sempre così sicuri e spavaldi). Le immagini che hai tratteggiato sono molto vivide, anche se sanno un po' di stereotipo. Ma forse è meglio così: tratteggiare gli americani con degli stereotipi è forse il metodo migliore per riuscire a ironizzare sulle sorti della più grande sconfitta che abbiano mai subito.

Un passo senza futuro
Racconto molto interessante e tema centrato in modo molto originale, con la frase evidenziata all'interno dello stesso! In queste poche righe riesci a trasmettere una viva immagine di come potrebbe essere il futuro dopo una caduta dell'intera umanità all'interno della voragine dell'ignoranza. Si spera che non accada mai, anche se ogni giorno vedo un po' più grigio il nostro futuro.
I tre protagonisti sono tratteggiati in maniera molto vivida nonostante le pochissime righe, e questo mi fa apprezzare davvero molto il racconto.

Il buio
Molto buono il tuo racconto e la sua costruzione fatta solamente di dialoghi, che trasmettono il giusto senso di inquietudine (specie nelle parti finali) senza appesantire e lasciando la giusta dose di inquietudine. Solitamente non li amo, ma qui sono sfruttati decisamente bene. Forse un po' troppo telefonato il finale, che però riesce a sfruttare bene le sue carte e gioca sull'emozione suscitata piuttosto che sul colpo di scena. Insomma, il racconto mi ha lasciato una bella sensazione nell'immediato, ma a pensarci a mente fredda non dice nulla di nuovo.

La saccenza
Una bella lettura. Il tuo racconto centra in pieno il tema e gioca efficacemente su due fattori: il pregiudizio altrui e la voglia e soprattutto la necessità di provare ciò che si è perso fino a quel momento chi sa di stare per morire. Le ultime frasi sono un bel pugno nello stomaco del lettore, che si trova a provare empatia per Elio e a disprezzare la vecchia dai giudizi affrettati.

Due ladri
Grande racconto il tuo! Riesce in pochissime righe di dialogo a buttare l'esca al lettore su cosa stia succedendo e quale sia la situazione, senza però svelare il colpo di scena fino alle ultime battute di dialogo. Ho riso di gusto, ha quel tocco di blasfemia che mi piace sempre. L'idea di rendere il racconto senza tempo con quel violazione di domicilio e il registro moderno dei due ladri ha il risultato di renderlo particolarmente surreale, idea che ho apprezzato molto.
Complimenti, davvero.

Overdose
Un racconto davvero sorprendente, che in poche righe riesce a mettere in luce una situazione (l'abuso di droghe) che poi si rivela essere tutt'altro nelle ultime battute. Sei riuscito a giocare in maniera eccellente sulla verità delle descrizioni: gli effetti della trasformazione vengono confusi con i tipici effetti di un overdose o di un abuso di sostanze, ma la verità è ben altra.
Molto ben giocata l'idea di inserire la "frase famosa" all'inizio e poi prenderti tutto il tempo per sviluppare il dopo.

Bianco e rosso
Un'idea molto interessante la tua, sviluppare storie fantastiche in così poche righe è spesso una rogna, eppure ci sei riuscito in maniera eccellente. Ho apprezzato molto i rilevatori di camminata di drago/chiaro rimando a Jurassic Park e l'esito finale della vicenda. Forse avrei utilizzato il poco spazio a disposizione per mettere meno descrizioni ambientali e spendere qualche parola in più sulla ragazza-veterinario, ma anche così si tratta di un buonissimo lavoro.

1. Un passo senza futuro di Maurizio Bertino
2. Due ladri di Filippo De Bellis
3. Le cose importanti di Gabriele Dolzadelli
4. Overdose di Massimo Tivoli
5. Con la forza delle armi di Emiliano Maramonte
6. La saccenza di Laura Cazzari
7. Bianco e rosso di Roberto Romanelli
8. Il buio di Jacopo Montrasi

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Massimo Tivoli
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#4 » sabato 3 agosto 2019, 19:46

Classifica
1. E vissero per sempre felici e contenti, di Maurizio Ferrero
2. Due ladri, di Filippo Bellis
3. Con la forza delle armi, di Emiliano Maramonte
4. Le cose importanti, di Gabriele Dolzadelli
5. Il buio, di Jacopo Montrasi
6. La saccenza, di Laura Cazzari
7. Bianco e Rosso, di Roberto Romanelli
8. Un passo senza futuro, di Maurizio Bertino


Commenti in ordine sparso
(io ho capito che, nel caso di conferma di commenti già forniti, fosse sufficiente ri-postare i commenti solo qui, invece di ripeterli nei relativi thread dei racconti in questione)


Le cose importanti – Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele, è un autentico piacere rileggerti. Ho davvero poche parole da spendere perché il tuo racconto mi è piaciuto parecchio. Un colpo di scena d’impatto sul finale e, direi, un’ottima costruzione per arrivarci. In così poche battute non era affatto facile. Il tema è centrato, sebbene rimanga il fatto che, dopo tutto, Kevin abbia dato da mangiare al gatto, seppur a modo suo (povero vicino di casa...). A questo punto, mi metti in difficoltà: ora come ora, tra te ed Emiliano, non so proprio come posizionarvi. Buona Edition e buona Sfida ;-)

Un passo senza futuro – Maurizio Bertino
Ciao Maurizio, piacere di rileggerti. Inevitabilmente, come penso che ti aspettassi, del tuo testo mi hanno subito attirato le parole evidenziate in rosso. Così sono andato prima a leggermi la frase formata da queste parole e ho scoperto la mitica frase/slogan relativa al famoso allunaggio. Quindi sono andato a leggermi il testo. Ho apprezzato l’esperimento di giocare con le parole e la capacità di infilare in così poche battute svariate forme di “ignoranza” (quelli contro i vaccini, quelli che pensano che i lager siano leggenda, i terrapiattisti, ecc.) che si riscontrano nella nostra società, per fortuna in minima parte, almeno credo. Il tema c’è tutto proprio grazie alla contrapposizione tra quelle parole (rosse) famose e l’ottusità della tipologia di individui che i bimbi protagonisti del dialogo rappresentano. Questo aspetto fa apprezzare la lettura, seppur molto breve, come da vincoli dell’Edition. D’altro canto, però, mi è mancata una storia, sempre seppur brevissima, nel senso narrativo del termine. Ma, del resto, era voluto. Ti sei voluto spendere il gioco di parole e ti sei concentrato più sul dare al lettore un meta-racconto/meta-messaggio piuttosto che un racconto esplicito.

Con la forza delle armi – Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, ti rileggo con molto piacere. Il tuo è il terzo racconto che leggo... forse, faccio male a sbilanciarmi, ma sento odore di podio. Come al solito, la tua scrittura è attenta e precisa; pulita, chiara e, allo stesso tempo, interessante. Mi è piaciuta la scelta di riallacciarti a un evento storico per scrivere il racconto. Non sapevo del comunicato alla nazione in cui l’allora presidente americano pronunciò le ultime parole famose, visto poi l’epilogo della guerra nel Vietnam. Il tema c’è tutto ed è implementato in modo interessante. Grazie per avermi fatto conoscere questa pagina di storia. In così poche battute non era facile, ma tu ci sei riuscito.

E vissero per sempre felici e contenti – Maurizio Ferrero
Ciao, Maurizio. Leggerti è sempre un gran piacere. Per quanto mi riguarda, riconfermi una mente eccezionalmente brillante e creativa, e una scrittura tagliente. Il racconto mi è piaciuto moltissimo. Registro e stile perfetti per la storia. Francamente, ho apprezzato e volevo il cambio di fiaba sul finale, a sancire il volta-pagina del protagonista per la delusione ricevuta. Ci sta che non voglia più sentir parlare di belle addormentate o principesse, e che voglia ripiegare su esperienze “diverse”, come ci sta un principe azzurro ferito nel cuore e, pertanto, dissacratorio. Racconto surreale e bizzarro al punto giusto. Per me che non sono un “velocista” è incredibile quello che riesci a fare in poco tempo. Per me, è giusto che questo pezzo, originale per molti motivi, stia in alto nella classifica. Complimenti!

Il buio – Jacopo Montrasi
Ciao Jacopo, leggerti è un piacere. Il bello di questo racconto è che, pur avendo scelto una situazione horror che più classica non si può (per altre vie, ma l’ho fatto anche io nel mio), e pur sapendo sin dall’inizio dove si sarebbe andati a parare, riesce comunque in modo efficace a risultare inquietante e thrilling. Ma come cavolo ci sei riuscito? :-)
Non amo la scansione diretta perché penso che i dialoghi sono forse lo strumento “show don’t tell” più potente, e quindi i movimenti di scena contribuiscono a renderlo ancora più potente. Però, considerata la situazione e i tuoi intenti di inquietare, devo dire che la scansione diretta è stata, nel tuo caso, un’ottima scelta. Conferisce indeterminatezza alla situazione e questo contribuisce a renderla più inquietante. Come hai fatto benissimo a lasciare indeterminata anche la “presenza” malefica perché così fa ancora più paura. Anzi, ti dirò, per i miei gusti, avrei concluso il racconto semplicemente con: – Accendi la luce, dai… perché respiri così?
Insomma, hai scardinato tutte le mie convinzioni! Bravo e complimenti!

La saccenza – Laura Cazzari
Ciao Laura, è un vero piacere leggerti. Il tuo racconto è un pugno nello stomaco, in senso buono. Il tema è centrato e la triste e beffarda condizione del protagonista lascia un forte senso di amaro in bocca che ancora non riesco a debellare. Quindi il racconto mi è arrivato, e pure bene. Complimenti e buona Edition!

Due ladri – Filippo De Bellis
Ciao, Filippo. È davvero un piacere leggerti. La forza del tuo racconto sta nell’idea, davvero forte, almeno per me. Le ultime parole famose riguardanti la resurrezione sono uno spasso. Certo, poi con il finale a sorpresa, l’hai saputa anche gestire molto bene. Come già detto per un altro racconto, la scansione diretta non mi appassiona, ma anche tu come nell’altro racconto, complice anche l’estrema brevità concessa dall’Edition, l’hai saputa usare altrettanto bene, riducendo a quasi niente l’effetto “teste parlanti”/“stickman”. Complimenti! Anche il tuo racconto merita di stare alto in classifica.

Bianco e rosso – Roberto Romanelli
Ciao Roberto. Leggerti è un piacere. Anche questo racconto in quanto a creatività e fantasia non teme rivali. Molto ben disegnata la scena nonostante la difficoltà delle poche battute. Il Rosso è splendido. Tuttavia anche io ho fatto difficoltà a trovare, in prima battuta, il tema – forse complice anche quell’insignificante refuso commesso proprio sulla frase finale legata al tema. Anche a me non piace scrivere con paletti e costrizioni, quindi sono solidale con la tua interpretazione a riguardo, ma nel rispetto di chi magari si è scervellato per fare centro sui vincoli del contest non posso non tenerne conto. Al di fuori di questa specifica Edition, resta però un bellissimo racconto e scritto molto bene. Complimenti!

Filippo De Bellis
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 4 agosto 2019, 10:49

Colgo l'occasione per fare ancora i complimenti a tutti i partecipanti. Non c'è un racconto, tra questi otto, che non mi abbia colpito. Avrei voluto lasciarmi più tempo dopo i commenti per stilare una classifica (compito difficilissimo), ma purtroppo oggi parto e la connessione nei prossimi giorni sarà ondivaga. Di seguito classifica e commenti in ordine sparso.

Classifica:
1. Il buio – Jacopo Montrasi
2. Un passo senza futuro – Maurizio Bertino
3. La saccenza – Laura Cazzari
4. Le cose importanti – Gabriele Dolzadelli
5. E vissero per sempre felici e contenti – Maurizio Ferrero
6. Overdose – Massimo Tivoli
7. Con la forza delle armi – Emiliano Maramonte
8. Bianco Rosso – Roberto Romanelli

Un passo senza futuro – Maurizio Bertino
Caro Maurizio, finalmente ti leggo. E devo dire che è un piacere. Hai sfruttato il grosso limite di spazio in maniera, mi verrebbe da dire, orizzontale. Cioè, una volta rispettato (in verticale) il numero di battute, con l’espediente delle parole in rosso sei riuscito a inserire un pensiero che attraversa (in orizzontale) tutto il racconto, gli aggiunge una dimensione: oltre a tempo e spazio gli aggiunge la dimensione del pensiero. Quella frase diventa l’amara riflessione che permea di sé il resto della narrazione. Come una voce fuori campo che cinicamente commenta.
Dal punto di vista tecnico niente da eccepire, dialoghi fluidi e tempi di intervallo tra un dialogo e l’altro azzeccatissimi. Condensi in poche righe l’assurdità di tanti pensieri che, ahimè, appartengono anche alle nuovissime generazioni. E leggendo constatavo, con la stessa amarezza di cui sopra, che nessuna delle frasi proferite è un’iperbole o frutto dell’invenzione. Sono tutte cose che ho sentito dire.
Da ultimo, complimenti per il tempismo con cui interviene questo racconto, a celebrare l’anniversario dello sbarco.

Le cose importanti – Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele! Ti faccio i complimenti perché è stata una lettura scorrevole e piacevolissima. Ho avuto la sensazione, nonostante il forzato poco spazio, che la narrazione abbia dilatato il tempo: mi è sembrato di vivere minuto per minuto il tempo di questo dialogo grottesco. Ottimi i tempi narrativi con cui intervalli il dialogo al narrato. Finale sorprendente e, per essere un racconto così breve, convincente.
Prima ancora che la storia ho apprezzato la penna. Sei stato capace di affabulare, di descrivere il tutto plasticamente. Il racconto si srotola man mano che il personaggio principale ricorda i gesti compiuti durante il giorno. Quindi complimenti per la tecnica sapiente.

Con la forza delle armi – Emiliano Maramonte
Caro Emiliano, buonasera. E’ la seconda volta che ti leggo ed è sempre un piacere. Questo è un racconto lodevole perché, in così poco spazio a disposizione, riassume un’intera (drammatica) pagina di storia e ne restituisce i tanti risvolti malati. Quindi complimenti per la grande capacità di sintesi e per avere centrato perfettamente il tema.
A livello narrativo ho trovato particolarmente azzeccata l’idea di anticipare all’inizio la morte di Herbie, sorpassando una piatta narrazione cronologica. Mi è restato comunque il senso di una narrazione leggermente didascalica (forse proprio a causa della divisione in tante didascalie). Affrontare una materia così ampia, anche temporalmente, in poche righe non è semplice e forse il racconto ne risente leggermente: ho avuto un pochino la sensazione della narrazione inscatolata a forza in un contenitore.
Per quello che è il mio gusto personale (e davvero solo mio) il racconto non mi ha emotivamente coinvolto fino in fondo. Forse il tema è stato trattato (ed abusato) da tanti film che lo hanno analizzato da moltissime angolature (ed in ogni caso la tua è originale). E ripeto: questo è un gusto personale che davvero non inficia la qualità del lavoro, per cui ti faccio i complimenti!

Il buio – Jacopo Montrasi
La forza di questo racconto sta nella semplicità dell’immagine. Se ci si pensa è un’immagine nota all’immaginario del lettore, utilizzata tanto dalla narrativa: i due fratellini nella stanza, il buio, la creatura senza volto. Nonostante il topic così battuto, il racconto riesce comunque a farsi leggere d’un fiato. Il dialogo è serrato, il ritmo narrativo eccellente. Poi mi piacciono molto i dialoghi che riescono a far intuire i caratteri dei personaggi senza spiegoni. Qui lo fai sembrare semplice: un fratello più grande, più spavaldo (ma forse in cuor suo spaventato anch’egli), un fratellino più piccolo terrorizzato. Il dialogo descrive le azioni dei personaggi in maniera sapiente direi. PS: i peruviani mi hanno fatto morire dal ridere, battuta piazzata al punto giusto per stemperare i toni. Complimenti quindi per l’impresa non facile: entrare in un tempo letterario trito e riuscire lo stesso ad affabulare il lettore!

La saccenza – Laura Cazzari
Cara Laura, racconto bello perché tremendo. Sei stata molto abile nel disseminare in così poco spazio qualche indizio sullo stato di salute del protagonista, come ad esempio il fatto che non si metta a correre. Il titolo è parte integrante del racconto, lo legge in una parola, ed anche questa è una forza, quando c’è poco spazio a disposizione.
A livello narrativo, dunque, il racconto è perfetto. Gli manca forse, per il mio personalissimo e discutibile gusto, un tocco di leggerezza. Tratti una materia che di per sé è corposa, senza una minima valvola di sfogo, una mezza frase che tolga peso alla materia narrata. Mi dirai: cosa vuoi alleggerire con un tema del genere? E avresti perfettamente ragione. Si tratta solo di gusto personale, alla fine ho sentito come bisogno di un filo d’aria che non è arrivato.
A livello stilistico l’unico appunto è che forse manca leggermente di equilibrio tra la prima e la seconda parte. Ho trovato un tantino lunga (in proporzione ai 1300 caratteri massimi) la prima parte, con descrizioni un pochino ampollose e forse qualche aggettivo di troppo. Ma ti faccio i complimenti: questo racconto lascia nel lettore come un colpo di vanga. E credo che fosse il tuo intento. Ci sei riuscita perfettamente.

E vissero per sempre felici e contenti – Maurizio Ferrero
Uno scritto spassoso, fuori dagli schemi, imprevedibile, delirante al punto giusto. Una prosa agile, con una bellissima alternanza tra prima e seconda persona che tiene sempre alta l’attenzione del lettore. Questa vena dissacratrice, cinica che incendia la fiaba, “inzozzisce” i principi azzurri e sbugiarda le principesse mi è piaciuta tanto. L’ho vissuto come uno “smerdamento” (non trovo termine migliore) di tutti i lieto fine americani ed ho provato grande soddisfazione.
Gli unici appunti sono figli del mio gusto personale: ho trovato il finale leggermente meno chiaro, meno pulito dell’inizio nella prosa. Rileggendo si riesce a dare tranquillamente una lettura personale del finale, ma a prima lettura l’avevo trovato un attimo ingarbugliato.
Forse mi sarebbe piaciuto ancor di più se il tutto avesse girato intorno al sesso, alle storie fedifraghe tra protagonisti, alle recondite pulsioni sessuali dei professionisti. La presenza di altri topic delle fiabe (come il drago) mi è parsa una leggera deviazione dalla via maestra intrapresa nell’incipit.
In ultima analisi, secondo me un pezzo assolutamente degno di fare capolino da qualche rivista di satira, o in una raccolta di scritti dallo stesso tono. Grande.

Overdose – Massimo Tivoli
Buonasera caro Massimo e piacere di leggerti. Ho apprezzato, molto di questo racconto, la struttura: dal titolo alla fine mi pare che giochi col lettore, tentando di non fargli intuire fino all’ultimo chi sia Nina. Il titolo “overdose” lascia infatti pensare ad una ragazza con problemi di droga. Leggi le prime righe e nella tua testa si conferma questa prima impressione (l’espressione “non l’avrebbe fatto più” e la descrizione dei sintomi pare proprio adattarsi ad un personaggio con problemi di dipendenza). Poi vai avanti ed intuisci che forse non è così, da un paio di particolari della descrizione: ad esempio la luna descritta in maniera così lugubre mi aveva acceso una piccola spia. Oppure la frase (forse leggermente troppo anticipata) “quelli come lei erano sorpassati”.
Poi però vai avanti nel leggere la descrizione dell’inseguimento e ti convinci nuovamente che sì, dev’essere sicuramente una ragazza drogata che fugge da ignoti inseguitori (magari balordi che la cercano per questioni di droga). Poi il finale. Tutto questo in poche righe, quindi complimenti per avermi rivoltato come un calzino!
Gli unici appunti, come ormai mi trovo spesso a scrivere in quest’edizione piena di lavori davvero convincenti, te li faccio sulla base di un gusto personale: non adoro le storie di lupi mannari (e questo lascia davvero il tempo che trova!).
Sullo stile: è potente, immaginifico in alcuni punti: “rumore inseguitore”, “cerchio di vigliaccheria”, “pineta occultatrice”, sono espressioni ardite ma suggestive nella misura in cui mischiano elementi oggettivi (rumori, pineta, cerchio) con aggettivi o sostantivi che implicano un giudizio di valore. Molto bello. In certi punti, tuttavia, lo stile rischia di diventare troppo pieno, leggermente barocco. Qualche piccolo colpo di cesoia e diventa perfetto a livello narrativo. Complimenti ed in bocca al lupo!

Bianco e Rosso – Roberto Romanelli
Buonasera Roberto. Ho apprezzato il racconto soprattutto per l’ironia. L’ho letto qualche giorno fa e devo dire che certe espressioni, soprattutto la battuta finale, mi è rimbalzata nella testa per un bel po’ di tempo. “sbucciare i cavalieri”, espressione viva, quasi si sente sotto i denti. E capovolge il rapporto classico cavaliere – drago. Simpatica e ironica anche l’idea di questa veterinaria di draghi, affronta il genere fantasy in maniera originale.
Il racconto è scritto bene, con quasi tutti i tempi giusti. Non è riuscito, però, a coinvolgermi fino in fondo, a lasciarmi qualcosa di un certo peso. O meglio: mi ha lasciato singole immagini, espressioni che di certo mi rimarranno impresse e porterò nel mio bagaglio. Ma nell’insieme non è riuscito ad essere comunicativo fino in fondo (probabilmente complice il fatto che non ami il genere).
A livello stilistico anche è ottimo, non fosse per un po’ troppe allusioni ad un mondo che il lettore non conosce: hai cercato, giustamente, di costruire il mondo intorno ai personaggi, facendo cenni ad elementi pre – esistenti al tempo di lettura (bicchieri di controverifica, incantesimi di protezione, rilevatori di camminata) col tono del narratore che li dà per scontati. E’ una buona tecnica ma, su distanze così brevi, forse perde un pochino e lascia in bocca un senso di affettato e didattico.
Complimenti in ogni caso ed in bocca al lupo!

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megagenius
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#6 » martedì 6 agosto 2019, 15:59

Classifica davvero molto sofferta. Alla fine ho deciso.

1 - Le cose importanti di Gabriele Dolzadelli
2 - Il buio di Jacopo Montrasi
3 - La saccenza di Laura Cazzari
4 - Due ladri di Filippo De Bellis
5 - Overdose di Massimo Tivoli
6 - Un passo senza futuro di Maurizio Bertino
7 - E vissero per sempre felici e contenti di Maurizio Ferrero
8 - Bianco e rosso di Roberto Romanelli


COMMENTI -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

LE COSE IMPORTANTI di Gabriele Dolzadelli

Sicuramente un buon racconto, scritto anche molto bene. Il dialogo serrato, da cui si evince una situazione atroce, mi ha ricordato il romanzo di Dean Koontz (il mio maestro letterario, nonché idolo assoluto) "La voce della notte", in cui due ragazzini parlano con assoluto candore e ingenuità di cose terribili. E sei stato bravo a nascondere l'orrore fino alla fine; la rivelazione arriva come uno schiaffo in faccia. Purtroppo il finale soffre di una sproporzione rispetto alle premesse; posso anche accettare uno squilibrio psichico di Kevin (comprovato dall'amnesia temporanea), e anche un omicidio compiuto da un ragazzino, ma che sia dato in pasto tutti il vicino al gatto... Mettiamola così: ho voluto immaginare che Kevin abbia amputato il dito per darlo al micione. Resta però questo piccolo inconveniente dovuto, ovviamente, allo scarso spazio a disposizione. Un po' di confusione nella parte centrale dove il dialogo si fa serrato, a tratti non si capisce bene chi dice cosa.
In generale, però, racconto apprezzabile!


UN PASSO SENZA FUTURO di Maurizio Bertino

Dopo la lettura sono rimasto interdetto. Il racconto è molto intelligente perché in 1300 caratteri ha compendiato ottimamente l'idiozia che impera nella nostra epoca disgraziata. I luoghi comuni nati dalla Rete, le false conoscenze dispensate da Facebook e compagnia bella, le fake news elevate a sistema sono i mali che affliggono la nostra società, e qui ci hai messo un po' di tutto, dai no wax alla terra piatta e perfino i selfie "a culo di gallina". Io dico che, stante la buona qualità del testo, sei andato sul sicuro con un cliché evergreen. Non è un demerito, intendiamoci, però, oggiggiorno parlare di queste cose è un po' come sparare sulla Croce Rossa.
Interessante anche il tentativo avanguardistico di lanciare un messaggio con l'evidenziazione in rosso di parti del testo, ma non mi piace, non mi piace davvero. Non si fa. A mio modesto parere, sarebbe bastato anche un banale corsivo, laddove hai messo il rosso, avrebbe nascosto il messaggio (e neanche troppo) sfidando il lettore a trovarlo. Avrei aggiunto un piccolo applauso agli apprezzamenti, se così fosse stato.
Il tema c'è ed è condensato proprio in quella storica frase di Armstrong che stride troppo, a distanza di 50 anni, con l'abissale stupidità dei tempi moderni, quasi a ricordarci perennemente che, sul nostro satellite naturale, in quell'epocale 20 luglio del 1969, furono davvero pronunciate LE ULTIME PAROLE FAMOSE.


IL BUIO di Jacopo Montrasi

Dunque: non amo i racconti che rinunciano alle strutture narrative tradizionali, ma nel tuo caso funziona. E diversamente dagli altri utenti che finora hanno letto il racconto, secondo me hai fatto bene a non "sporcare" i dialoghi, meglio così come sono, in quanto la lettura risulta assai scorrevole ed efficace. La storia non è particolarmente originale, però gioca con astuzia con luoghi comuni ultraclassici della suspense: il buio, le presenze nella notte, gli uomini neri negli armadi, i mostri o i fantasmi nascosti là nell'angolo. Niente di nuovo sotto il sole, ma il flusso dei dialoghi svolge bene il suo lavoro. E alla fine suggerisci che il fratello che sminuiva il fenomeno, diventa lui stesso qualcosa di malvagio. Con un po' più di spazio a disposizione e una narrazione più canonica, sarebbe venuto fuori un racconto ancor più bello.
Da ultimo, avrei preferito che esplicitassi maggiormente il tema.


LA SACCENZA di Laura Cazzari

Il racconto mi ha spiazzato. E' molto gradevole nella lettura e pone buone riflessioni. Il tema mi sembra abbastanza preso, anche se non pienamente. La storia vive sull'attesa di una rivelazione. Bello lo sguardo di sufficienza di Elio sul parco, soprattutto nei confronti dei corridori. Piccola parentesi, ti ringrazio per aver usato un termine italiano per rimpiazzare il bruttissimo "runner" molto in voga in questo periodo! In ogni caso, interessante il finale con la rivelazione della grave malattia di Elio che contrasta col suo apparente vigore.
Un testo sufficiente o poco più.


E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI di Maurizio Ferrero

A una prima lettura, il racconto mi ha lasciato perplesso: un po' di confusione generale, tanta spunti scabrosi, e un finale che definirei "boh?!".
L'ho poi riletto e ho colto tutta una serie di sottotesti che hai voluto comunicare e credo anche di aver capito la doppia interpretazione. Mi sono anche divertito, a dire il vero. Queste strane perversioni dei personaggi delle favole, in primis il Principe Azzurro sono esilaranti. Ho provato a immaginarmi le scene e ho riso da solo davanti al monitor!
In pratica, il protagonista potrebbe essere anche l'utente di una chat in cerca di nuove emozioni e nuovi "obiettivi" carnali da accalappiare e si inventa protagonista di una favola dai risvolti un po' porno. Ma potrebbe essere anche proprio il Principe Azzurro davvero sui generis.
Nel complesso un racconto particolare e apprezzabile. Purtroppo fatico, anche in questo caso, a trovare il tema.


DUE LADRI di Filippo De Bellis

Avevo già letto il tuo racconto, anche al di fuori del mio girone e volevo commentarlo, ma non ho fatto in tempo. Ora, in finale, ho avuto l'opportunità di rileggerlo e, finalmente, di commentarlo.
Come ho già detto più volte in questa Arena, non amo leggere e scrivere storie che si reggano sui soli dialoghi, io una scena voglio "vederla" e non soltanto "udirla", però nel tuo caso questo sistema narrativo è sostenuto da un'idea, un'idea che, se vista da una certa prospettiva, è vincente. Due ladri vanno a rubare a casa di Gesù - in fondo sono solo due ladruncoli da quattro soldi - e uno dei due fa capire di essere rimasto ammaliato da quel personaggio divenuto nel frattempo famoso. Hai scelto di sospendere la narrazione tra l'antico e il moderno (vengono usati parole e concetti dei nostri tempi), indispettendo un po' chi proprio non vuole sospendere l'incredulità, ma anche colorando il racconto di un sapore molto particolare.
La frase finale è la ciliegina sulla torta, che permette al fotofinish di centrare il tema del contest.
Una prova che supera ampiamente la sufficienza.


OVERDOSE di Massimo Tivoli

Ormai padroneggi alla grande i temi dell'horror e del thiller, come anche le trame, sempre veloci e accattivanti. E in questo testo non ti sei discostato, tessendo una trama interessante e coinvolgente al punto giusto. Le ultime parole famose, mi par di capire, sono all'inizio, e sono state puntualmente smentite. La protagonista è una specie di bestia licantropa che è drogata di carne umana e cerca di smettere, ma non ci riesce: il richiamo del sangue e della caccia è forte. Grosse problematiche non ne ho trovate se non una strana frenesia nello strafare con lo stile. Mi hai abituato a uno stile ricco e colorito, ma stavolta, in alcuni passaggi hai esagerato. In ogni caso, hai scritto un racconto di buon livello, come sempre.


BIANCO E ROSSO di Roberto Romanelli

Parto col dire che ho un limite: non mi piace il fantasy, non riesco a leggerlo, ho una sorta di allergia. Quando ho letto di draghi, pozioni magiche e affini, mi è calato il gradimento. Il tutto si è appesantito con una prima parte preparatoria noiosa e colpevolmente lunga, che ha sbilanciato troppo il meccanismo narrativo. Rivelazione finale a parte, che pure palesa un'idea interessante e a suo modo inedita, tuttavia hai concepito una storia che potevi sviluppare molto meglio, conferendole anche una cifra stilistica più marcata (racconto umoristico? Serioso? Letterario? Oppure?). Tema preso molto alla lontana o solo di striscio per implicazioni sottintese. Mi duole dirlo, ma non mi ha coinvolto per nulla.

Jacopo
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#7 » martedì 6 agosto 2019, 23:08

Premetto che per me è un onore condividere con voi questa finale.

CLASSIFICA

1) La saccenza
2) Un passo senza futuro
3) Le cose importanti
4) Due Ladri
5) Overdose
6) Con la forza delle armi
7) Bianco e Rosso
8) E vissero sempre felici e contenti


COMMENTI

La saccenza – Laura Cazzari
Ciao Laura, e complimenti. Il tuo racconto è riuscito, in poche righe, a emozionarmi. La superficialità è una delle piaghe del nostro tempo, a mio avviso, e cercare di imprigionarla in un numero esiguo di parole non è per niente semplice. Credo tu ci sia riuscita in maniera superba, e sono convinto che il racconto meriti la prima posizione in questa competizione.

Un passo senza futuro – Maurizio Bertino
Ciao Maurizio, complimenti. Geniale l’idea di contrapporre parole dal peso universale inserendole in un racconto nel quale imperano banalità e superficialità che, spesso, sono elementi caratterizzanti del nostro tempo. Un testo che lascia in bocca l’amara consapevolezza di un presente senza futuro. Tema centrato in pieno.

Le cose importanti – Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele. Una costruzione perfetta, un colpo di scena “stiloso” nel finale, un ritmo incalzante. Un racconto di grande impatto, sorretto da un’ottima intuizione e da una scrittura precisa e piacevole. Provo grande rispetto per il tuo modo di scrivere: senza fronzoli, senza manierismi, dritto in buca. Complimenti.

Due ladri – Filippo De Bellis
Ciao Filippo. Ribadisco quel che avevo già scritto nella valutazione della prima fase: un racconto bellissimo! Impatto diretto: segui la vicenda senza alcuna difficoltà. Grande idea, grande realizzazione: racconto credibile e coinvolgente, e il finale lascia a bocca aperta. Bello osare, ma bisogna esserne capaci. E tu, oggettivamente, sei in grado di farlo. Veramente bravo, complimenti!

Overdose - Massimo Tivoli
Ciao Massimo, complimenti! Ribadisco i concetti del commento precedente: il testo è scritto molto bene, caratterizzato da un’ottima proprietà di linguaggio e da una prosa ricercata. In più, aggiungo che dubbi di prima lettura sono stati dissipati dalla rilettura e dai sagaci commenti, quindi ho potuto apprezzare meglio il racconto, assaporandone le suggestioni e le pennellate di stile.

Con la forza delle armi – Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, complimenti! Grande stile la tua scrittura: consapevole, diretta, pulita. Bella l’idea di ribadire le ultime parole famose alla fine del racconto: il focus sui soldati semplici ci inchioda alla realtà ostile vissuta dai ragazzi chiamato alle armi, mentre l’altisonante concetto di Johnson ci allontana dalla verità per trasportarci nella bieca e cinica visione politica che parla di numeri sacrificabili, non di vite umane.

Bianco e rosso – Roberto Romanelli
Ciao Roberto, complimenti! Partiamo dal presupposto che il racconto è scritto molto bene. A conferma del commento precedente, credo che la seconda parte del testo sia quella migliore. L’idea è originale, e la battuta finale fantastica. Qualche difficoltà di lettura nella prima parte penalizza leggermente il testo che, rimane, a prescindere, una bella dimostrazione di stile e proprietà linguistica.

E vissero per sempre felici e contenti – Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio, un piacere leggerti! Buona l’intuizione di partire dalle ultime parole di una favola per sviluppare una visione alternativa di quel che succede “dopo”. L’idea di giocare a dissacrare le favole mi ha ricordato la saga (versione hard sadomaso) di Shrek e la figura di Azzurro, principe disilluso e disincantato. Un racconto divertente e ironico, sorretto da una scrittura consapevole, agile e calzante per il tipo di storia che hai deciso di dipingere.

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Laura Cazzari
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#8 » giovedì 8 agosto 2019, 22:36

Devo fare i complimenti a tutti, perchè fare questa classifica è stato davvero difficile. Come anche far uscire tanti racconti belli in così pochi caratteri. Bravissimi tutti.

Allora ecco la sofferta classifica

1. Overdose, di Massimo Tivoli
2. Un passo senza futuro, di Maurizio Bertino
3. E vissero per sempre felici e contenti, di Maurizio Ferrero
4. Il buio, di Jacopo Montrasi
5. Bianco e rosso, di Roberto Romanelli
6. Due ladri, di Filippo De Bellis
7. Con la forza delle armi, di Emiliano Maramonte
8. Le cose importanti, di Gabriele Dolzadelli

E i commenti. Non ho ritenuto necessario modificare i tre che avevo già postato nella prima fase:

Le cose importanti, di Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele, sicuramente la tua storia porta il lettore verso una scioccante scoperta che lascia a bocca aperta. Ho solo un dubbio per quanto riguarda il tema: le ultime parole famose sono la frase del fratello che dice che non dimentica mai niente e invece si era dimenticato dell’omicidio? Anche io, come evidenziato in altri commenti, avevo pensato che il gatto avesse mangiato tutto il vicino, ma la tua spiegazione sicuramente ha più senso. Comunque, una buona tensione narrativa.

Con la forza delle armi, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, quello che ho molto apprezzato del tuo racconto è l’inizio. Ho trovato davvero originale il fatto che la tua storia parta dal fondo e poi man mano ci sveli come si è arrivati a quel punto. Anche il tema direi che è centrato. L’unica osservazione che mi sento di farti riguarda la seconda e la terza parte. Le ho trovate un po’ troppo frammentate e non hanno spiegato appieno qual era il piano per vincere.

Un passo senza futuro, di Maurizio Bertino
Ciao Maurizio, è un piacere leggerti. Ho trovato davvero geniale la frase nascosta nelle parole in rosso. A me non sarebbe mai venuta in mente. Complimenti. Trovo anche bella l’idea del tuo racconto e la contrapposizione tra uno dei momenti più importanti della storia dell’uomo e l’ignoranza dilagante. Secondo me il tema è centrato. L’unica nota negativa che ho trovato è la forzatura di alcune frasi per poter formare il testo in rosso (tipo “che è più piccolo di me” piccolo in che senso, età? Strano perché sono nella stessa classe, altezza? Sarebbe stato più corretto dire più basso…). Per il resto un buon lavoro.

Il buio, di Jacopo Montrasi
Ciao Jacopo, il tuo racconto ha davvero un ritmo incalzante e trapela suspence. Complimenti non era facile in così poche battute. Il tema direi che è centrato con la frase del bambino che dice che non è niente. Forse, a mio gusto personale, ci sarebbero volute meno battute perché in parte rallentavano un po’ il ritmo della narrazione. Ho fatto anche io un po’ di difficoltà ad associare i dialoghi a due bambini, ma per il resto è un buon lavoro.

E vissero per sempre felici e contenti, di Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio, devo dire che il tema è pienamente centrato e hai usato delle ultime parole famose ampiamente conosciute. Sei riuscito a creare un quadretto divertente attingendo dalle fiabe, ma portando tutto all’esasperazione. Mi piacciono anche i termini inventati che hai usato “azzurrevole”. L’unica nota dolente per me è il finale. Un po’ troppo confuso. Non riesco a capire bene il quadro che volevi disegnare. Con chi parla? È suo il nickname “bestia” o quello dell’interlocutore? Comunque, un’idea originale.

Bianco e rosso, di Roberto Romanelli
Ciao Roberto, devo farti i complimenti perché in pochissimi caratteri sei riuscito a creare davvero qualcosa di inaspettato. Adoro l’alternanza dei colori bianco e rosso e mi è piaciuta un sacco la chiusura con la ragazza che comanda e cura il drago. Una veterinaria estrema. Tuttavia, non sono riuscita a scorgere il tema assegnato nel tuo racconto. Un vero peccato perché per il resto era un piccolo capolavoro.

Overdose, di Massimo Tivoli
Ciao Massimo, è un piacere rileggerti. Dimmi se ho ben interpretato il tuo racconto. Nina è un lupo mannaro e si era ripromessa di non trasformarsi più, ma poi incontra dei balordi e ci ricasca? Se ho capito bene direi che il tema è centrato. Sicuramente si sente molto la tensione narrativa a e la trasformazione è resa egregiamente. La scelta del termine overdose non mi convince troppo. Per il resto buona prova.

Due ladri, di Filippo De Bellis
Ciao Filippo, devo farti i complimenti per essere riuscito a svelare il tema di questa Short edition solo alla fine senza farlo trapelare prima. Cosa non facilissima secondo me. Detto ciò non credo che ai tempi di Gesù ci fossero padelle e soprattutto reati come la violazione di domicilio. Capisco che non volevi far intendere l’epoca in cui stava avvenendo il furto, ma questi due dettagli stonano un po’.
Laura Cazzari

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antico
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#9 » venerdì 9 agosto 2019, 19:19

Un giorno alla conclusione e mancano soltanto le classifiche di Maurizio Bertino e di Roberto Romanelli! Vi ricordo che quella di Eleonora Rossetti (di valore doppio) sarà postata da lei stessa nella giornata di domenica.

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Peter7413
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#10 » sabato 10 agosto 2019, 13:08

Eccomi! Una finale piena di bei racconti in cui a fare la differenza sono anche le piccolezze.

1) Overdose, di Massimo Tivoli
Colpito e affondato: questo è un racconto, a mio parere, sorprendente. Riesci a tenere il lettore costantemente nell'incertezza e a ribaltare le sue aspettative con assoluta brillantezza inserendo il tutto in un contesto più allargato che permette al lettore di immaginare un intero mondo. L'unica debolezza, forse, sta in un tema che non emerge con assoluta chiarezza, ma che comunque è presente. I miei complimenti.
2) Le cose importanti, di Gabriele Dolzadelli
Mi hai preso in pieno sia come genere che come preferenze personali... Per dire, anni fa ho partecipato ai cortissimi della defunta Edizioni XII con questo: Era un cane piccolo, gentile e leale. Tutti i giorni i vicini andava a trovare e quando uno di loro ammazzato trovava non abbaiava, se lo mangiava... E le impronte dell'assassino, il suo padrone, cancellava. Pertanto, come pensi sia chiaro, con me hai sfondato una porta aperta. Inoltre, il tutto è ben narrato e il tema ottimamente integrato. Insomma, piaciuto molto.
3) La saccenza, di Laura Cazzari
L'unico problema che rilevo in questo testo è il titolo che, a mio parere, non ne rende giustizia appieno. Per tutto il resto (idea, svolgimento, stile) non ho niente da dire. Equilibrato, efficace, capace di dire qualcosa e lasciare al lettore una riflessione, cosa che con 1300 caratteri è sempre assai difficile. E tema declinato e sfruttato molto bene.
4) E vissero per sempre felici e contenti, di Maurizio Ferrero
Interessante strategia: espliciti il tema nel titolo e poi lasci andare il racconto a briglie sciolte in quello che è IL GIORNO DOPO. Molto funzionale e di sicuro non si può dire che il racconto stesso non si basi proprio sulle parole famose "e vissero felici e contenti". Qualche dubbio sulla svolta: fino al nano tutto bene, ottima anche la fuga dal drago, ma perché proprio la BESTIA? Intendiamoci, potevi metterci quello che volevi e ci stava, ma con uno sforzo in più potevi legarlo meglio a quanto precedeva. In ogni caso, una prova più che buona.
5) Il buio, di Jacopo Montrasi
Il racconto funziona e lascia la giusta dose di inquietudine addosso. L'unico problema, a mio parere, è il linguaggio che hai fatto usare ai due ragazzini: anche senza sporcarlo troppo, dovresti cmq contestualizzarlo meglio alle loro età perché sembrano due adulti al punto che fino al richiamo alla madre stavo pensando fossero due amanti. Per me non va bene ed è un errore. Nulla da segnalare sul resto per un racconto ben scritto e assolutamente godibile.
6) Due ladri, di Filippo De Bellis
Questo è un racconto che mi crea qualche problema: è come se gli mancasse qualcosa perché il tutto è decontestualizzato e la cosa sarebbe perfetta se l'impressione generale fosse di una decontestualizzazione voluta, un collocare il racconto fuori dal tempo e da ogni luogo mentre, invece, mi sembra che tu non pigi sufficientemente in quella direzione e che manchi ancora un po' di semina per definire il tutto. Insomma, ne esce, a mio parere, un incompleto che comprendo perché possa piacere tantissimo (decontestualizzato per bene sarebbe una bomba), ma che non posso evitare di notare che, appunto, manca di quel qualcosa che possa fargli chiudere completamente il cerchio.
7) Con la forza delle armi, di Emiliano Maramonte
Ho molto apprezzato la strategia di fondo, cosa che ha anche aumentato (e non di poco) la difficoltà del racconto. Però questi soldati che parlano citando pantegane e quant'altro mi sono sembrati un po' salgariani (termini slegati dal contesto narrato, in parole povere) e questo unito alla, per forza di cose, grande messe di romanzi e film sul Vietnam che ci sono stati inculcati negli ultimi quarant'anni non mi ha permesso di empatizzare con il tutto perché, parere mio, è come se tu te ne sia tenuto distante. Per come la vedo, dovevi evitare periodi lunghi e concentrarti su lampi sparsi, cattivi, violenti, accecanti immaginando di fornire le tessere di un puzzle di 1000 pezzi quando invece hai mirato più in basso dandone al lettore quattro o cinque.
8) Bianco e rosso, di Roberto Romanelli
Sono sicuro che Andrea Wise si sia fatta grasse risate nel leggere il tuo tributo :) Ciò detto, tre problemi principali: 1) un tema non ben definito (senza conoscerlo a priori non è facile capirlo) 2) l'associazione SBRONZA con i venti bicchieri di controverifica mi ha creato parecchi problemi nella comprensione di tutta la prima parte 3) il racconto è sporco, avrebbe avuto bisogno di una ripulita e la cosa è evidente soprattutto nella mancanza della parola VOLTA nella parte finale. In ogni caso, una buonissima ripartenza, ma in questa finale devo penalizzarti soprattutto per la questione legata al tema (come penso tu immaginassi).

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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#11 » sabato 10 agosto 2019, 18:28

Commenti

Le cose importanti

Ciao,

Ben scritto con un finale che però mi ha lasciato un poco deluso. Ci voleva una bella spinta sull'acceleratore mentre con l'urlo della sorella chiudi in modo abbastanza banale. L'ultima battuta sarebbe dovuta essere della sorella... magari il micio è allergico a qualcosa e può mangiare solo croccantini o carne cotta. Avresti avuto due pazzi al posto di uno e la possibilità di rimarcare di nuovo il tuo refrain.


Con la forza delle armi

Ciao,

Molto bella l'idea, un po' meno, la citazione del discorso che serve da "ulterione spiegone" per incastonare il racconto all'interno del tema anche per il lettore più distratto. Questa però è una mia tara personale, non ho mai apprezzato citazioni/introduzioni o simili di contorno a racconti così brevi (non parliamo poi nei brevissimi).
La prima parte l'ho trovata poco equilibrata. Sembra quasi che tu non sia riuscito a decidere se fare un pezzo che mirasse all'empatia o alla cronaca asettica.
Ho apprezzato molto la struttura con la fine all'inizio

Un passo senza futuro

Ciao,

ho apprezzato parecchio la società che accenni e i due protagonisti nel loro squallido cinismo.
Proprio per questo la fine non mi sembra all'altezza, l'ultimo non se ne vuole andare per un motivo un po' pidocchioso, o meglio, mi aspetto che quelle motivazioni siano fortemente radicate in più di una sola persona in un intero pianeta.
Già diverso se lui fosse magari il sacerdote o il custode dei morti, l'unico ad avere il compito di vegliare le sacre blabla...


Il buio

Ciao,

ammetto che fino alla fine ho aspettato qualcosa che... non arriva. Per carità, scritto bene, ma non offre nulla che non si sia già visto o letto. L'ho riletto senza "aspettative", cercando di apprezzarne la tensione, ma anche in questo caso mi sembra che tu non abbia osato oltre il normale.
Senza infamia e senza lode. Almeno (tu) sei in tema.



La saccenza

Ciao,

mi piace l'idea di fondo, ma la realizzazione mi ha lasciato un po' perplesso. Soprattutto nella prima parte le frasi così staccate mi infastidiscono. Se questo era il tuo scopo (potrebbe esserlo, visto lo stato di Elio) ottimo risultato... però, allo stesso tempo, mi indisponi. Capisco che i caratteri fossero pochi, ma dopo tutto lo "show" che hai cercato di mettere all'inizio espressioni come "muscoli allenati" o "dall'aria saccente" sono un pugno nello stomaco (tanto più che riesci a rendere l'effetto di entrambi anche senza scadere in ulteriori chiarimenti). Il finale "a sorpresa" te lo bruci con qualche riga di anticipo.

E vissero per sempre felici e contenti

Ciao,

premesso che mi hai fregato il titolo (quando sono entrato per postare il mio racconto tu lo avevi già fatto e non mi sembrava carino creare un doppione) mi è piaciuto. Con me però hai gioco facile, perché mi piace storpiare o utilizzare le fiabe, l'ho anche già fatto un paio di volte proprio su MC.
Quindi l'idea te la promuovo. L'unico appunto che mi sento di fare è relativo al drago. Un attimo prima è braghe calate davanti a Malefica e Signora Azzurro e dopo il punto (nemmeno un punto a capo) sta fuggendo dal drago che non è che fosse nascosto nel roveto vicino. Ho apprezzato anche il gemellaggio con la Bestia.


Due ladri

Ciao,

il tuo racconto mi divide. Da una parte mi piace molto l'idea, come hai tenuto pulita la rivelazione finale senza diventare criptico (cosa che a me ad esempio risulta sempre difficile). Dall'altra però mi sembra troppo "decontestualizzata", i tuoi due ladri non riesco a collocarli 2000 anni fa e questo trasforma un gioiellino in un pezzo di bigiotteria. Non che la bigiotteria sia brutta, ma...


Overdose

Ciao,

alti e bassi direi. Bassina la parte centrale, decisamente più ispirato l'inizio e la fine. Mi lascia qualche dubbio perché, dal punto di vista di Nina, la luna piena debba "emanare il pallore della morte", ma probabilmente sono io che non capisco la psicologia di un licantropo che vuole smetterla e va comunque in giro a notte fonda verso le sorelle alla pineta ritrovo.
La fine mi spiazza, usando "overdose" mi induci a pensare che lei morirà (sempre che una delle sue sorelle non si porti una siringa di adrenalina dietro) e quindi potrebbe essere la fine, magari non quella che avrebbe voluto, delle sue sofferenze... ma questo credo sia un "film" mio.



Classifica

1. E vissero per sempre felici e contenti
2. Con la forza delle armi
3. Un passo senza futuro
4. Due ladri
5. Le cose importanti
6. Overdose
7. Il buio
8. La saccenza

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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#12 » sabato 10 agosto 2019, 19:25

Classifiche tutte consegnate! Ora attendiamo quella di Eleonora Rossetti e poi potrò procedere ai conteggi!

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eleonora.rossetti
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Re: FINALE SPECIAL SUMMER SHORT EDITION: racconti finalisti e classifiche

Messaggio#13 » domenica 11 agosto 2019, 21:12

Mamma mia ragazzi, che fatica! Ho dovuto stilare la classifica giudicando le sbavature. Ci sarebbero tantissimi pari merito, in realtà. Sono felicemente sorpresa: il tema non era così facile ed era davvero una sfida svilupparlo in così poco spazio dando una resa efficace. Quindi complimenti a tutti.

Prima la classifica e a seguire i commenti.

1) LE COSE IMPORTANTI
2) OVERDOSE
3) E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI
4) UN PASSO SENZA FUTURO
5) DUE LADRI
6) LA SACCENZA
7) IL BUIO
8) CON LA FORZA DELLE ARMI
9) BIANCO E ROSSO


LA SACCENZA
Ciao Laura. Qui le tue parole famose si manifestano nel giudizio frettoloso della signora, che ammonisce il giovane che, poveraccio, è condannato a un tumore al polmone nonostante non abbia mai fumato in vita sua. Non avrei calcato la mano sull’”aria saccente” dato che suoi comportamenti la qualificano. Il finale non è stato un colpo di scena, stavo indovinando a metà racconto dove stessi andando a parare, ma non per questo mi ha fatto apprezzare di meno il tuo lavoro. Ben fatto.

IL BUIO
Ciao Jacopo. Ammetto di avere un debole per le storie coi mostri notturni (Uomo nero, ecc.) In poche righe di dialogo sei riuscito a farmi inquadrare la situazione e di come le paure del più piccolo, schernito dal fratello, si rivelino fondate. L’unico neo di questo racconto forse è il lessico: avrei reso il fratello minore più infantile, mentre invece da come parlano sembrano quasi due ragazzini di un’età in cui di sicuro non si ha più paura dei mostri. Avrebbe accentuato il divario e messo alla luce ancora di più che, a volte, è meglio ascoltare i più piccoli. Alla prossima!

UN PASSO SENZA FUTURO
Ciao Maurizio. Leggendolo ho proprio avuto l’amaro in bocca, perché hai tratteggiato una realtà fin troppo attuale e, forse, fin quasi edulcorata se penso alle generazioni future. Le parole in rosso le ho lette per prime (impossibile non notarle XD) e mi hanno fatto capire che questo racconto è ispirato anche dal contesto della serata (l’anniversario dell’allunaggio). A riguardo di ciò, la battuta finale è una piccola chicca. A rileggerci!

CON LA FORZA DELLE ARMI
Ciao Emiliano. Ammetto che ho avuto un attimo di difficoltà a rapportarmi coi tempi narrativi. Sei partito “spoilerando” la morte di Herbie e poi elencando via via tutti gli avvenimenti che l’hanno portato fin lì, come una sorta di flashback. L’avrei messo forse in corsivo, avrebbe visivamente aiutato a inquadrarla. Detto ciò, tema assolutamente centrato, sia nella dichiarazione finale, sia attraverso le battute dei protagonisti della vicenda. Alla prossima!

E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI
Ciao Maurizio! Ogni tuo racconto è una chicca e questo mi ha fatto piegare in due dal ridere. Mi è piaciuta moltissimo questa narrazione da “l’alba del giorno dopo”, anche perché nessuno si chiede come campano poi i protagonisti dopo il primo lieto fine (tutti ci siamo fatti delle idee, ma la tua è davvero spassosa). Unico neo il finale: perché la Bestia? Avrei cercato di mantenere il Principe nella sua fiaba, o meglio, se proprio dovevi cambiare, di trovare un altro personaggio che, magari, era stato friendzonato/umiliato in qualche altra fiaba (per farti un esempio, magari una delle sorelle di Cenerentola). Da qui un ulteriore “e vissero felici e contenti”... che poi avrebbe scatenato un’altra catena spassosa. E’ un suggerimento e nient’altro, per il resto il racconto è godibilissimo e il tema azzeccato in pieno. Bravo!

BIANCO E ROSSO
Ciao Roberto. Ho avuto un po’ difficoltà a trovare le “ultime parole famose” nel tuo racconto, mi è parso più un “io te l’avevo detto” (anche perché il drago non credo parli, o meglio, non lo fai intuire). La prima parte è un po’ sbilanciata rispetto alle altre, con le descrizioni minuziose che poi perdono di scopo: se il drago fosse tornato dopo soli cinque giorni, avrebbe fatto la differenza? In questo modo hai tolto spazio prezioso che potevi dedicare di più alla narrazione dei fatti vera e propria. Per il resto mi è piaciuta comunque l’idea della veterinaria di draghi.
PS: pignoleria mode on: manca un “volta” nell’ultima frase: “ti ho già detto l’altra..”
Alla prossima!

LE COSE IMPORTANTI
Ciao Gabriele! Questo racconto conduce molto bene il lettore fino alla fine, svelando via via gli indizi che portano alla rivelazione finale in cui il nostro povero smemorato psicopatico (“che ricorda sempre le cose importanti” però) si ricorda finalmente che ha dato da mangiare al gatto. Lo stratagemma del rigurgito della bestiola lo trovo azzeccato per dare la prova finale. Bel lavoro!

OVERDOSE
Ciao Massimo! Questo racconto mi ha molto colpito, perché sei riuscito a ingannarmi e poi sorprendermi con un colpo di scena. Prima suggerisci l’idea di una persona fragile, dipendente dalle droghe, la fai sembrare una preda e poi invece ribalti la situazione rivelandola come predatrice. Le ultime parole famose del tema sono quelle che, amaramente, si dicono coloro che hanno una dipendenza: “non lo farò mai più”. Bravo!

DUE LADRI
Ciao Filippo! Questo racconto-dialogo funziona, anche se non ho focalizzato da subito l’ambientazione. Parole come “padelle” “violazione di domicilio” eccetera mi hanno suggerito un contesto più moderno, e solo alla fine ho capito che i due malandrini stavano saccheggiando la casa di Gesù. Un suggerimento? Potevano cercare dei calici (riferimento ironico al sacro Graal). Detto questo… le ultime parole famose, già. Chissà che sarà successo ai due disgraziati. Alla prossima!
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