I verdetti degli SPONSOR

Appuntamento per lunedì 19 agosto per l'ultima special estiva del Mondo di Minuti Contati: una special che vuole porsi come punto d'incontro tra il Contest classico e LA SFIDA A. Quindi: più caratteri rispetto al solito (7000 massimi spazi inclusi) e, dopo una fase di qualificazione classica, ecco la possibilità di apportare delle correzioni ai finalisti (nelle modalità che comunicheremo prima della partenza dell'edizione) che verranno giudicati dai due SPONSOR Francesco Nucera e Massimiliano Enrico. Infine, i migliori racconti selezionati tra i finalisti dai due SPONSOR arriveranno al giudizio del BOSS Maurizio Bertino che decreterà il podio finale.
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I verdetti degli SPONSOR

Messaggio#1 » sabato 7 settembre 2019, 17:47

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Eccoci ai verdetti dei due SPONSOR di questa ultima SPECIAL ESTIVA.

Gruppo TEMPESTA

Apocalypse New, di Luca Nesler VS Dolci segreti della Signora Dostal, di Dand Elion

Il verdetto di Spartaco (aka Francesco Nucera):

Dolci segreti della signora Dostal
Racconto classico nei temi e nello svolgimento. Come tutti i classici del genere ha degli scivoloni di infodump, giustificabili dalla necessità di spiegare tante cose in poco spazio. Mi piacciono parecchio i nomi degli oggetti e tutta la prima parte.
“ero nello storico atelier nato nel XXI secolo le cui tecniche alimentari erano state conservate inalterate fino al 2222, cioè fino ai giorni nostri.” Cit
Questa la reputo una caduta di stile. Le altre informazioni sono dosate abbastanza bene, queste date,invece, le ho trovate ingenue. So che devi darmi le coordinate temporali, ma non così!
Nel complesso il racconto mi è piaciuto, forse un po' telefonato il finale ma ci sta.
Per concludere: migliorabile ma comunque una bella prova!

Apocalypse New
Prima parte ottima. Si crea un buon legame con i protagonisti e c'è un aumento di curiosità. La parte centrale va bene, anche se avrei preferito avessi usato un font diverso per staccare. Il problema del racconto è il finale, un po' inconsistente. Se i romanzi, come insegna King, possono permettersi finali aperti o poco incisivi se durante le altre fasi hanno lasciato il segno. I racconti necessitano di un finale forte, deciso. Onestamente non ho capito la battuta sul fioraio.
Intendiamoci, io sono un fan dei racconti a sfondo sociale/politico, senza contare l'accenno apocalittico, ma per questo pretendo un po' di più. Secondo me dovevi osare e arrivare ai limiti dell'irriverenza.
A livello tecnico ci siamo. Fai attenzione alle D eufoniche e a qualche ripetizione, ma nel complesso si legge bene.
Per concludere: racconto gradevole che però meritava un finale più incisivo!

Tirando le somme, passa il turno Dolci segreti della signora Dostal perché , a mio avviso, più equilibrato.
Grazie entrambi per le ottime letture.
A presto!



Gruppo ERUZIONE

Sole nero, di Maurizio Ferrero VS Il potere, di Neo12881

Il verdetto di LordMax (aka Massimiliano Enrico)

Sole nero
Lo stile, come sempre, è ottimo, struttura e coerenza la fanno da padrone, ottima l'idea dei mini capitoli che spezzano la narrazione ma non il ritmo dando perfettamente il senso del tempo che scorre.
Molto bella l'idea dei giorni di febbraio che arrivano a 31, un escamotage preso in pieno.
Il tema è ovviamente preso in pieno.
Veniamo alle note dolenti. Il racconto è un poco piatto, ci sta con il fatto che è una sorta di diario postapocalittico ma, soprattutto per l'inizio è poco pressante, non si sente una urgenza di lettura.
Ci sono alcuni elementi che sono parte integrante della narrazione ma vengono calati dall'alto senza altra motivazione
es. la protagonista è l'unica/l'ultima che sa leggere e scrivere, perché?
Usa il sangue come inchiostro e la carta dove l'ha presa?
Se i bevitori hanno una mente comune con cui condividono le conoscenze e le esperienze perché gli altri non sanno leggere e scrivere?
Probabilmente sono solo piccole distrazioni, niente di rilevante, però a una lettura attenta saltano all'occhio.

Il potere
Benvenuto su Minuti Contati e complimente per il racconto.
La storia, semplice, quotidiana, comune al limite del banale mi piace, una sorta di lungo diario mentale di chi non riuscendo più a combattere sceglie di mollare in modo definitivo.
Mi piace soprattutto il fatto che non hai messo giustificazioni artefatte o moralistiche morali finali. La storia è la storia e il resto sono solo critica letteraria
Passiamo invece alle note dolenti.
Il racconto parte molto molto lento complice le frasi molto lunghe e la scelta della voce passiva.
In un racconto lento e intimistico come questo diventa assolutamente fondamentale lo show don't tell nella narrazione cosa che invece manca quasi completamente.
Una delle cose che meno apprezzo nel leggere è l'autore che mi dice cosa sta provando il protagonista invece di farmelo vedere anche a costo che io lettore non lo coprenda.
Alcuni esempi:
“In che senso, la magia?” le aveva chiesto lui senza capire cosa c’entrasse il cambiamento climatico in quel momento.
Questa frase è infodump, meglio sarebbe stato un secco "In che senso il clima ti toglie la magia?" Fine, niente altro era necessario
Per pagarsi l’affitto di casa...
Stona con il paragrafo precedente. Cambi struttura e io lettore mi trovo spiazzato. Fammi vedere i mobili che sta montando mentre gli montano la fregatura alle spalle e allo stesso modo fammi sentire l'olio che lo brucia invece di raccontarmelo.
La storia dell'sms è molto intrigante ma la liquidi troppo velocemente, è uno dei punti fondamentali della vita del protagonista, avrebbe meritato un po di spazio in più. Fammi leggere l'sms, sentire la notifica e vedere la rabbia/delusione che sfoga nel litigio.
Ho invece apprezzato molto che tu abbia mantenuto lo stesso tempo e punto di vista anche negli ultimi tre paragrafi. Quasi tutti i racconti di questo genere presentano un cambio di struttura passando da un punto di vista a un altro e da un tempo verbale a un altro nella speranza di creare un ritmo diverso e ottenendo invece solo di spiazzare il lettore.
Nel complesso direi che è una ottima prova soprattutto considerando che è la prima.

Tirando le somme, sceglio IL SOLE NERO perché, nel complesso, mi sembra più completo.




Accedono dunque al verdetto del BOSS i racconti di Dand Elion e di Maurizio Ferrero.



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