Matteo Di Giulio Edition: La lunga attesa

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alexandra.fischer
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Matteo Di Giulio Edition: La lunga attesa

Messaggio#1 » giovedì 4 giugno 2015, 20:02

LA LUNGA ATTESA
Di Alexandra Fischer
La piazza è accecante nel sole estivo e Mordecai si ripara dal riverbero appoggiando la mano sulla fronte, in attesa del Nemico.
La borsa a tracolla lo conforta; si compiace di essere stato tanto previdente a prendere l’arma scartata dal resto dei suoi compagni per fronteggiare una minaccia tanto grande.
Sta vivendo la parte peggiore del combattimento, la Lunga Attesa.
Il cielo, come la piazza, è bianco giallognolo e la mancanza di alberi e panchine rende lo scenario perfetto per il confronto finale con il Nemico, da eliminare per la sua superfluità.
Un tempo, come lui, l’individuo che sta per affrontare aveva un nome, ma ormai è solo il Rianimato Numero Uno.
Ce ne sono altri, come lui, è vero, constata Mordecai, guardandosi attorno angosciato.
Non li vede, ma ne sente la presenza, perché c’era anche lui quando avvenne la Rianimazione dell’intero gruppo.
Il Nemico li guida e Mordecai si aggrappa a quella consapevolezza per meglio combattere.
Tolto di mezzo lui, gli altri cadranno.
All’improvviso, lo vede comparire da lontano e, alla vista del camicione bianco, una fitta di riconoscimento lo colpisce come una puntura d’ago; lui e il Nemico un tempo lavoravano insieme.
Lo scrupolo, tuttavia, dura poco; deve fare pulizia, l’individuo che gli corre incontro è una cavia impazzita da sopprimere.
Lo sguardo del Nemico, dapprima folle, acquista un barlume di lucidità; lo ha riconosciuto a sua volta e tenta di colpirlo.
Il nuovo stato da Rianimato non ha intaccato l’agilità sulla quale, anche in vita, il Nemico ha sempre potuto contare, ma il velo scarlatto che gli offusca la vista da quando si è risvegliato gli sta facendo la mente a pezzi.
Sì, ma non da impedirgli di mandare a segno il colpo contro Mordecai, il quale stringe i denti e non guarda in direzione della manica strappata.
Solleva l’arma davanti al Nemico, il quale arretra vedendola.
È solo un medaglione che dondola appeso a una catenella, ma per il Nemico è peggio di una pistola puntata contro.
Mordecai, impassibile, nonostante il dolore, gli sussurra l’ordine ipnotico opposto a quello usato per svegliarlo: - Sonno profondo.
Le palpebre del Nemico si abbassano, mentre il rasoio gli cade di mano e lui finisce a terra, ma ha un ultimo grande sprazzo di lucidità, prima di morire definitivamente.
- Mordecai – gli sussurra – hai perso. Li ho portati con me. Ora sanno cosa fare.
E il suo collega di un tempo, Mordecai, l’ideatore del Progetto di Rianimazione li vede arrivare, nella calura accecante.
Tenta di discolparsi con il Nemico: - L’ho fatto per voi, dopo avervi inoculato la cura contro la Peste della Follia. Era per non perdere il vostro sapere.
Il gruppo di ex-scienziati capeggiati un tempo dal Nemico, chiamatosi Dr Ysaac Kornberg, è ridotto anche peggio del capo.
La prima cosa che salta via da Mordecai è la mano che regge il medaglione.



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Spartaco
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Messaggio#2 » giovedì 6 agosto 2015, 22:58

Alexandra, vale lo stesso discorso dell'altro racconto. Attendi il passaggio dell'Antico e incrocia le dita!

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