Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Quando? Lunedì 16 settembre dalle 21.00 all'una
Con chi? Vincenzo Maisto, anche conosciuto come IL SIGNOR DISTRUGGERE

Perché partecipare? Sarà la prima edizione della Settima Era e tutto sarà più divertente e veloce: solo nove edizioni per un vero e proprio campionato annuale che, in più, riserverà anche dei premi extra oltre alla visibilità sui canali soliti di Minuti Contati.

Quanti caratteri saranno disponibili? 3333 caratteri max spazi inclusi.
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antico
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Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 17 settembre 2019, 2:15

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BENVENUTI ALLA SIGNOR DISTRUGGERE EDITION, LA PRIMA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 132° ALL TIME!

Questo è il gruppo HURRICANE della SIGNOR DISTRUGGERE EDITION con VINCENZO MAISTO (aka SIGNOR DISTRUGGERE) nella veste di Guest Star.

Gli autori del gruppo HURRICANE dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo BLACK HOLE.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo SEA WATCH


Questo è un gruppo da NOVE racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da VINCENZO MAISTO. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non avevano ottenuto punti nel corso della Sesta Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo HURRICANE:

Pandafeche, di Emiliano Maramonte, ore 00.28, 3326 caratteri
Il suo primo ragazzo, di Wladimiro Borchi, ore 23.03, 2995 caratteri
Meglio così, di Andrea Gemignani, ore 00.53, 3307 caratteri
Maleducati, di Diego Martelli, ore 00.31, 3197 caratteri
Lo specchio, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.06, 3301 caratteri
I miei nuovi vicini, di Laura Cazzari, ore 22.15, 2355 caratteri
Apparenze, di Filippo Mammoli, ore 23.11, 3323 caratteri
Strani vicini, di Alessandro Pinto, ore 00.51, 4090 caratteri MEGA MALUS 27 PUNTI
Come togliere il malocchio, di Isabella Valerio, ore 00.59, 2296 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 26 SETTEMBRE per commentare i racconti del gruppo BLACK HOLE. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 27 SETTEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i NOVE racconti del gruppo BLACK HOLE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTISEI (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo BLACK HOLE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SIGNOR DISTRUGGERE EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 17 settembre 2019, 9:51

Buongiorno, ecco i miei commenti:

PANDAFECHE di Emiliano Maramonte Molto bella l’idea della maledizione di Pandafeche (il nome del mostro che tormenta i vicini di Orlando e consorte). Il tema dei vicini è rispettato in modo magistrale, sono fastidiosi al punto giusto (vedi lo stato di alloggio e stanza da letto) e anche menagramo (la maledizione si trasferisce su Bianca. Quindi il mostro è in camera da letto con lei, mentre la vicina tira un sospiro di sollievo malgrado la morte del marito). Bravissimo.


IL SUO PRIMO RAGAZZO di Wladimiro Borchi Bella idea, questa. Il tema dei vicini è rispettato eccome. I Tagliaferri, con figlio ventenne seduttore al seguito, si sono rivelati micidiali per la famiglia della povera Adele: la figlia è impazzita d’amore (il primo) e trovandosi incinta e abbandonata a diciassette anni, si è uccisa con il gas, trascinandosi dietro la famiglia, senza volerlo. Di qui la riprovazione di Adele per la nuova ragazza del Tagliaferri e relativa azione di disturbo. Peccato che di più non possa fare, da fantasma. E poi dicono che d’amore non si muore.

MEGLIO COSI’ da Andrea Gemignani Tema centrato. I vicini sono piuttosto caldi (lui portiere d’albergo, lei studentessa universitaria) e infiammano la fantasia erotica di Paolo, ben sveglio nella torrida notte estiva. La nota misteriosa dell’amplesso che lui origlia è il gemito finale (può essere tutto: il tentativo di zittirla da parte del portiere, i vicini, si sa. Oppure si è spezzato qualcosa nel loro affiatamento, e sta per succedere qualcosa di grave, l’interpretazione è aperta). Il finale, con la moglie di Paolo che lo sorprende dopo la masturbazione, fa sbiadire i sogni erotici di lui sulla bella studentessa, della quale crede di intuire le abitudini sessuali. Sì, pericolo scampato (per la moglie di Paolo).


MALEDUCATI di Diego Martelli Tema dei vicini centrato. Sono una famiglia come tante (padre tecnico comunale, madre impiegata, figlia studentessa adolescente), e vanno a vivere al sesto piano di un condominio davvero brutto e mal costruito, ma al Nostro danno fastidio (lui che è così legato al suo alloggio da aver rifiutato un’alternativa più comoda). Bella la sorpresa della medium quando lui va da loro esasperato dai rumori. Eh, sì, perché lui è un fantasma condominiale. In pochi tratti descrivi il rituale della tavola con le lettere e il bussolotto. Bravissimo.

LO SPECCHIO di Gabriele Dolzadelli Tema centrato: i vicini ci sono, e anche in versione Doppelgänger, con tanto di sorpresa finale (Patrick non è più lui, letteralmente, è scacciato di casa e dalla sua vita. Io, visto il finale, sospetto un incantesimo malvagio dell’edicolante). Belli: la scena del trasloco, porta aperta e scatoloni, e i particolari quotidiani speculari, la chiave della Citroen Saxo, l’auto stessa, il gatto Serse e la moglie con la passione per il ragù.
Attenzione:
Buongiorno Rossotti (Buongiorno, Rossotti) disse Bruno (salutò Bruno)

Attenzione:
lo avrei già dovuto fare cazzo (lo avrei già dovuto fare, cazzo)


I MIEI NUOVI VICINI di Laura Cazzari Tema centrato. I vicini ci sono e danno l’idea di essere una famiglia d’antan (vedi il trasloco: furgone sgangherato e due auto vecchie per far stare tutta una casa). Ben descritto con pochi tratti l’alloggio: salotto, due camere, cucina. Simpatici i bambini, il piccolo che va all’asilo, ma già abituato alla buona educazione, la scolaretta pallavolista, e il figlio di mezzo (forse appassionato di videogiochi). La madre appare discreta e affettuosa (dietro alle buone maniere del figlio minore c’è di certo lei, io la vedo così). Mi dispiace per questo padre operaio e allenatore di calcio che paga con la vita la passione per la motocicletta (ed è vissuto da testa calda in un mondo di nevrotici e spostati).

APPARENZE di Filippo Mammoli Tema centrato. I vicini ci sono, belli, ricchi, chiassosi. Quarantenni patinati, a partire da Alfred e Miriam (già dai nomi) la coppia di vicini del Nostro, bersagliato dalle avversità (il lavoro al supermercato malgrado la laurea in Storia Antica, la condizione di single dopo la compagna lo ha lasciato per un altro). Certo, soffre, ha incubi. Ma, forse, il brindisi a champagne dei vicini gli apparirà amaro dopo la sorpresa finale. Certi lussi sbiadiscono davanti alla morte (vedi la calvizie e l’allusione alla chemio della cortese Miriam).

Attenzione:
Scusaci Maurizio (Scusaci, Maurizio)





STRANI VICINI di Alessandro Pinto Tema centrato. I vicini ci sono, salutisti e litigiosi (lei vorrebbe il giardino davanti al villino, lui invece solo un cortile di cemento per la manutenzione dell’auto). La storia è un monito sull’eccessivo buon vicinato (davanti a un dolce respinto, meglio non andare a chiedere lumi e fare i pacieri, perché i vicini possono essere imprevedibili in modo … mostruoso). Mi dispiace per il tuo protagonista. La birra tra uomini è stata la trappola che lo ha imprigionato e mostrificato. Ecco a cosa serve il portoncino blindato del villino. Unica nota: ma cosa mangiano, questi vicini? Fallo vedere (mostro mangia mostro?)

Attenzione:
che ci faranno di un portoncino blindato (che se ne faranno)

COME TOGLIERE IL MALOCCHIO di Isabella Valerio Tema centrato. In questo caso, il vicino è uno solo, Mariolino. La simpatica Felicina si sente perseguitata dal malocchio (auto pirata) ed è certa che la causa sia il curioso Mariolino (di certo iettatore). Bertilla le consiglia Concetta, la cugina fidata leva malocchio. E mostra di essere superstiziosa quanto lei (vedi l’allusione alla tovaglia sbattuta fuori dalla finestra dopo l’ultima messa). Invece, il rituale si è rivelato un piccolo inganno per favorire il corteggiamento di Mariolino, cotto di Felicina. Carina l’immagine dei tappeti battuti a ritmo di samba. Le protagoniste mi danno l’idea di essere attempate ma peperine. Quindi, c’è anche l’amore senile. Poetico.


LA MIA CLASSIFICA, soffertissima (siete tutti scrittori da podio), è:

IL SUO PRIMO RAGAZZO di Wladimiro Borchi
COME TOGLIERE IL MALOCCHIO di Isabella Valerio
APPARENZE di Filippo Mammoli
PANDAFECHE di Emiliano Maramonte
LO SPECCHIO di Gabriele Dolzadelli
I MIEI NUOVI VICINI di Laura Cazzari
MALEDUCATI di Diego Martelli
MEGLIO COSI’ da Andrea Gemignani
STRANI VICINI di Alessandro Pinto

Jacopo
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » sabato 21 settembre 2019, 15:59

Partecipare ai contest di Minuti Contati è ogni volta un piacere e un onore. Bello immergersi in idee, stili, menti differenti. Difficile dare giudizi: spesso non ti senti all’altezza di farlo, ma poi comprendi che siamo tutti qui ad ascoltarci e non a criticarci, e allora metti mano alla tastiera, e cerchi di dare la tua opinione. Ecco la mia.

CLASSIFICA:


1) Lo Specchio
2) Meglio così
3) Pandafeche
4) Come togliere il Malocchio
5) Maleducati
6) Apparenze
7) Il suo primo ragazzo
8) I miei nuovi vicini
9) Strani vicini


COMMENTI:

Come togliere il Malocchio
Ciao Isabella, complimenti! Mi aggiungo ai commenti precedenti confermando che anch’io ho apprezzato molto la positività espressa nel racconto. Anche il gergo, le immagini perfino i nomi (Mariolino docet) mi riportano alla realtà del piccolo paese in cui vivo, con le sue tradizioni e leggende dure a morire. Anche Il trucchetto del malocchio ha il sentore di saggezza paesana, di donne sedute con le spalle al muro che osservano la vita scorrere lentamente. Grazie per il buon sapore che mi hai lasciato in bocca.

Apparenze
Ciao Filippo, complimenti. Io non ho trovato il racconto lento. Credo che la giusta atmosfera vada creata con diversi stratagemmi, e tu abbia voluto utilizzare quello dello slang casareccio e diretto. Questo ti ha permesso di portare il lettore al cambio di ritmo e all’uppercut finale con la giusta predisposizione mentale. Almeno, a me è successo, e il racconto mi è piaciuto molto.

Meglio così
Ciao Andrea, complimenti. Devo dire che questo racconto mi è piaciuto moltissimo. Ottima l’idea di base, innanzitutto. Porti all’estremo una realtà oggettiva che caratterizza molto dei nostri condomini, dove tutti spiano tutti, dietro il velo cortese dei finti sorrisi di circostanza. Bella la stesura. Credo che il ritmo, se vogliamo lento, aiuti a penetrare la mente deviata di Paolo. Grande il finale, con la “telecamera” che esce dalla mente dell’uomo per inquadrare la scena. E per finire, a differenza di molti (me compreso) non hai utilizzato mostri/fantasmi/entità per creare una storia con le palle, ma hai solo messo a fuoco uno dei mostri che abbiamo dentro. Davvero un bel pezzo, cazzo.

Strani vicini
Ciao Alessandro, complimenti. Il tuo racconto non mi ha colpito in modo particolare. Mi aspettavo qualcosa, un guizzo finale, un coup de théâtre che rivoluzionasse la storia, ma, ahimè, non è arrivato. La trama è appetibile, ma forse troppo semplice: arrivano i nuovi vicini, sono mostracci malefici. Carina invece la conclusione, nella quale mi sono visto il povero marito svolacchiare stile pipistrello in giro per la casa. Lo stile di scrittura a mio parere c’è tutto, ma merita e necessita di essere affinato.

Lo Specchio
Ciao Gabriele, complimenti. Non c’è che dire: il tuo stile di scrittura mi affascina. Riesci a creare delle immagini vivide con poche, precise pennellate, e supporti il tutto con una trama che colpisce e stupisce. L’avevo già notato in un paio di sfide precedenti, e ora ne ho avuto conferma: credo di aver molto da imparare da te.

Pandafeche
Ciao Emiliano. Buon racconto, ben strutturato. Ottima l’idea di sfruttare Pandafeche e la paralisi che esso induce. Adoro imparare qualcosa di nuovo quando leggo, e, grazie a te, da oggi conosco questa suggestiva manifestazione onirica. Per essere pignolo, ti segnalo di aver avuto qualche piccola perplessità nel periodo in cui “... la creatura fu più lesta a ghermire Bianca alle spalle, la quale, sopraffatta dal panico più assoluto, cercò scampo fuori dalla casa.” Non so, mi sembra un po’ contorto. Tuttavia la cosa non inficia la scorrevolezza generale del racconto. Complimenti!

Il suo primo ragazzo
Ciao Vladimiro, complimenti! L’idea del fantasma che non si rende conto (o non vuole accettare) d’esserlo è forse un classico ma anche un evergreen. Personalmente, se trattata bene, mi piace. Nel tuo caso sarebbe stato più semplice utilizzare il PDV della prima ragazza sedotta, invece hai preferito introdurre il personaggio della madre, e lo hai fatto in maniera magistrale. La visione obliqua della donna dona a mio avviso uno spessore in più al racconto.

Maleducati
Ciao Diego, complimenti. Un bel racconto, senza sbavature. Il colpo di scena finale suona un po’ ammortizzato dal fatto che molto di noi hanno utilizzato mostri, fantasmi & co. per caratterizzare i temibili vicini, o, come nel tuo caso, il PDV del personaggio. Rimane a mio avviso una buona prova, e soprattutto una buona prosa. Appunto da rompimaroni? Nel periodo: “Ma lui no. Quando l'agenzia immobiliare gli aveva offerto una generosa, comoda alternativa, lui l'aveva rifiutata. Anche quando rimase da solo al settimo piano, e poi addirittura l'unico inquilino del palazzo, lui era rimasto dov'era” avrei rafforzato il concetto senza l’utilizzo di tutti quei “lui”.

I miei nuovi vicini
Ciao Laura, complimenti. Il battere costante delle ripetizioni mi piace moltissimo. Dona vigore, spinge sui concetti, ne sottolinea l’intensità. Incipit ok, e storia che prosegue bene, con il giusto ritmo narrativo. Avrei spinto un po’ di più sul finale, che ho percepito forse un pochino troppo lineare. Comunque una scelta stilistica coraggiosa condotta con abile maestria.

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eleonora.rossetti
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » domenica 22 settembre 2019, 14:08

Questa classifica è stata molto difficile: è un gruppo davvero valido. Ve le siete suonate a quisquilie e pinzillacchere sul mio giudizio, eccezion fatta per un paio di racconti su cui ero abbastanza sicura.

Classifica e a seguire i commenti:

1) Pandafeche
2) Meglio così
3) Lo specchio
4) Apparenze
5) Maleducati
6) Come togliere il malocchio
7) Il suo primo ragazzo
8) I miei nuovi vicini
9) Strani vicini


LO SPECCHIO
Ciao Gabriele!
Leggendo il tuo racconto, mi sono tornati alla mente altri tuoi lavori (mi sovviene quello del labirinto del tempo, per dirne uno, non mi viene il titolo), dove spesso giochi con i doppleganger e le realtà parallele spazio-temporali.
Man mano che leggevo, in effetti svariati indizi mi hanno "ammorbidito" il colpo di scena finale (ovvero lui che si vede con aspetto diverso). Inquietante la figura dell'edicolante, che IMHO lascia al lettore un dubbio se non sia ingenuamente divertito dalla reazione del protagonista o se non sappia qualcosa di più su quanto stia accadendo (propendo per la seconda, perché tutti gli esercenti della via sono diversi, mentre lui è rimasto ;) ma solo tu puoi smentirmi).
Tema rispettato e come stile niente da dire, la narrazione procede fluida. Ma ormai da te non mi aspetto niente di meno ;)
Alla prossima!

(PS: Iniziando a leggere il racconto, ho letto male e per un momento ci ho letto il mio cognome! XD)
(PPS: nei tuoi racconti spesso e volentieri c'è sempre un gatto: è voluto o inconsapevole? :P )

PANDAFECHE
Ciao Emiliano, ben trovato.
Dopo un rapido giro su Wikipedia (non conoscevo ahimé il significato di "pandafeche", mea culpa), tutto mi è parso più chiaro e l'ho trovato un racconto veramente ben descritto. Giungi all'elemento terrificante un passo per volta, catapultando il lettore dritto dritto nel POV di Orlando che scopre i dettagli pezzo dopo pezzo, man mano che esamina lui stesso la scena.
Forse il finale l'ho trovato un attimo più "frettoloso" rispetto al corpo centrale del racconto, ma proprio per trovarci un difetto col lumicino.
Geniale l'idea della maledizione che si perpetra, passando a Bianca che rimane prigioniera a sua volta nella camera da letto.
Bella prova, bravo! ;)


STRANI VICINI
Ciao Alessandro, ben trovato.
Dunque. A una prima lettura ho avuto l'impressione che il racconto sia stata la fusione di due idee diverse. Alcuni dettagli, come il diverbio sul giardino, non essendo effettivamente funzionale al dipanarsi della storia, mi aveva mandato un po' in confusione. Dopodiché il passaggio netto al soprannaturale mi aveva un po' spiazzato, anche perché fino a prima non avevo avuto segnali velati di un possibile sviluppo in tal senso e, sempre a una prima lettura, ho un po' aggrottato la fronte. Rileggendolo con più calma ho cercato di trovare segnali che non ho colto e che però mi hanno mandata un poco in confusione: perché la moglie non viene catturata quando va a consegnare il dolce? Ho supposto a questo punto che la demonessa catturi soltanto gli uomini, ma a questo punto perché, anziché scacciare la moglie la prima volta, non esortarla a chiamare anche il marito sempre con la scusa del "facciamo conoscenza"? Questo punto non mi è affatto chiaro (e può essere un limite di comprensione mia, eh).
Il tema è rispettato, a livello di stile ravviso un po' di frasi, nella seconda parte, meno curate a livello di punteggiatura (un leggero abuso di virgole e periodi un po' troppo lunghi quando invece il ritmo dovrebbe aumentare e quindi le frasi smorzarsi maggiormente), non so se sia stato dettato dalla fretta di concludere.

PS: "Il gigante, evidentemente, non voleva offenderci e, riconosciuto di essere stati poco corretti all’inizio, tentava di porvi rimedio. "
La trovo una ripetizione: descrivi ciò che ha già efficacemente fatto il dialogo una riga sopra.

A rileggerci!


COME TOGLIERE IL MALOCCHIO
Ciao Isabella,
dunque, il racconto è davvero simpatico, con uno stratagemma il timido pretendente viene spinto tra le braccia della sua bella grazie alle credenze superstiziose di quest'ultima. Lo stile fila liscio, una narrazione "colloquiale", però se c'è una cosa che non trovo è il tema. O meglio, non so chi sia il nuovo vicino, dato che 1) le due donne si conoscono da un po' e lo specifichi nelle prime frasi 2) il pretendente è un po' che "sbircia" quindi non è "nuovo", e non mi dai riferimenti precisi su quando è arrivato 3) analogamente la cugina Concetta, non si sa quando abbia piantato le tende. Magari con qualche parola in più che mi togliesse il dubbio su chi, tra il pretendente e la cugina, fosse il nuovo arrivato, mi sarebbe quadrato tutto. Alla prossima!


APPARENZE
Ciao Filippo, bentrovato.
Mi è piaciuto il contrasto tra la figura dell'uomo che si deprime per problemi tuttavia non insormontabili e il coraggio e l'entusiasmo di chi, invece, combatte contro qualcosa di davvero maligno e mortale.
Le due frasi finali sono veramente dei cazzotti in bocca.
Fai riflettere come, a volte, ci incavoliamo veramente per delle baggianate quando invece dovremmo apprezzare molto di più ciò che abbiamo, che non è sempre così scontato.
Per quanto riguarda lo stile non ho niente da appurare. Forse l'inizio l'ho trovato un pochino "lento" rispetto al resto del racconto. Tema ovviamente rispettato.
A presto!


MALEDUCATI
Ciao Diego, ci si ribecca ;)
Dunque: come livello di scrittura non c'è che dire, a ogni racconto affini sempre più la penna, e me ne sono accorta. La descrizione della placida quiete di questo individuo (anzi, spettro) viene turbata dall'arrivo molesto dei vicini, una situazione classica. Devo dire ahimé che ho capito subito che stessi parlando di un fantasma, ancora prima che introducessi la tavola oujia: i vicini che lo ignorano e neanche lo calcolano, il fatto che sia lì da tempo immemore mi hanno fatto suonare i campanelli.
Forse tutto avrebbe avuto un po' di pepe in più se avessi arricchito il plot twist del finale, in quanto anche la "sorpresa" di capire che si tratti di uno spettro e la sua interazione con i partecipanti al rituale risulta un poco piatta. Mi sarei aspettata che, siccome il protagonista agisce per tutto il tempo senza sapere che sia uno spettro, vedere una tavoletta oujia avrebbe dovuto quantomeno fargli nascere il sospetto: lì sarebbe stato una piccola matrioska di colpi di scena.
Ma è solo un perfezionamento a un racconto comunque valido.
A presto!


MEGLIO COSI’
Ciao Andrea, ben trovato.
Bel racconto, davvero. Ha un ritmo che mette ansia. La maniacalità con cui il protagonista segue le mosse del vicino, la speranza che il coito si metta in moto, l'immaginazione sulle pratiche sessuali della coppia mi ha fatto entrare davvero nella mente di uno schizzato che, dietro la facciata di cortesia di un buon vicino, si eccita proiettando su di essi le proprie fantasie.
La frase finale mi ha lasciato il dubbio sul "meglio così": per cosa? Che l'abbia scoperto? Che abbia praticato onanismo anziché fare sesso con lei?
Bella prova, alla prossima ;)


I MIEI NUOVI VICINI
Ciao Laura, ben trovata.
In effetti non so come interpretare bene il tuo racconto. La serie di anafore detta il ritmo con cui i dettagli della famigliola saltano fuori e la chiusa speculare all'incipit dà un senso di "circolarità". Le frasi sono ben costruite e ovviamente il tema è rispettato. Tuttavia ho trovato il racconto un poco "freddo", mi è scivolato addosso come una sequenza (pur ben tratteggiata) di descrizioni: mostri le abitudini della famiglia, ma da un punto di vista sempre molto distaccato, senza un vero coinvolgimento; come se la trama fosse raccontata e non "vissuta". Giochi sull'ironia della sorte riguardo al fatto che l'unica vera passione di un uomo di famiglia diventi la causa della sua morte, ma non sono riuscita a entrare in empatia abbastanza col personaggio per risultarne "scossa" nel momento in cui accade il dramma.
Dovrò riflettere su come metterlo in classifica.
A rileggerci!


IL SUO PRIMO RAGAZZO
Ciao Wladimiro,
iniziando a leggere il racconto stavo già entrando nel mood di assistere a una bella sfuriata condominiale, mentre invece, di punto in bianco, rovesci tutto e fai intendere che i protagonisti sono fantasmi (by the way, molto bella la descrizione del braccio della figlia). E' una rivelazione che arriva nello spazio di una frase (quando citi le orbite vuote) e all'inizio sono andata un attimo in confusione, perché pensavo che fosse un'allucinazione, finché con la frase finale (un po' spiegone, se devo trovarci un difetto) non dai il senso a tutto quanto.
Nel complesso mi è piaciuto, anche se mi è rimasto un dubbio: non capisco perché la donna non ricordi di essere morta (e come) e la figlia sì. Ma è veramente una quisquilia da pignola.
A rileggerci!
Uccidi scrivendo.

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Linda De Santi
Messaggi: 497

Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 22 settembre 2019, 14:45

Ecco i miei commenti e la classifica.
A questo giro ho fatto e rifatto la classifica non so quante volte: ero sicura del primo posto, ma c’erano almeno altri cinque racconti che per me avrebbero potuto stare nelle prime posizioni.
La consegna con una certa sofferenza perché davvero i racconti mi sono piaciuti molto e si equivalevano sia nella qualità che nelle imperfezioni.
Buona edizione a tutti!

I commenti in ordine sparso:

Pandafeche di Emiliano Maramonte


Bentrovato Emiliano!
L’horror è decisamente nelle tue corde e in questo racconto si sente in particolar modo. Storia ben scritta, belle le atmosfere e le immagini shock nella camera da letto.
Anche io non conoscevo la pandafeche, ho fatto una rapida ricerca e ho scoperto queste affascinanti creature del folklore marchigiano e abruzzese.
L’azione che dà inizio alla vicenda mi pare un po’ forzata: un uomo che decide di sfondare a colpi di mazza la porta ai vicini perché di notte fanno rumore (e perché questo è “il suo modo di fare”) mi è parso un po’ eccessivo in mancanza di una minima contestualizzazione. Forse Orlando è pazzo, o magari le hanno già provate tutte e questo è l’unico modo che gli è rimasto per risolvere la situazione: forse avrei fatto un minimo accenno a queste questioni.
Per il resto, il racconto è molto buono.

Alla prossima!


Il suo primo ragazzo di Wladimiro Borchi

Ciao Wladimiro!
È sempre un piacere leggere i tuoi racconti, la tua scrittura riesce sempre a essere accogliente e coinvolgente :)
Ho adorato la signora Adele, l’importunatrice di play-boy! :D
La narrazione scorre bene e la vicenda intriga, peccato solo per il finale che fornisce la chiave di lettura del racconto in maniera affrettata, condensando tante informazioni in un paio di frasi. Anche se, a dirti la verità, non saprei come gestirlo meglio se non dandogli semplicemente più spazio, visto che inserire qualche vago riferimento qua e là a un eventuale “incidente del passato” avrebbe rovinato la sorpresa finale (sicuramente lo avrebbe fatto ai lettori di Minuti Contati, che, come si dice dalle mie parti, sono tutti “sgamati”… :)).
Nel complesso, una bella prova che ho letto con piacere. A rileggerci!

Meglio così di Andrea Gemignani

Bentrovato Andrea!
Molto bello il tuo racconto. Delicato il modo in cui il protagonista parla della ragazza del piano di sopra, i rumori del piano di sopra che per il protagonista sono una finestra sulla vita di lei.
Non ho particolari osservazioni da fare, il tuo racconto mi è piaciuto.
L’unica cosa è che forse, al finale scoppiettante che hai scelto, avrei preferito qualcosa di diverso, di più “mondano”, tipo la moglie che si sveglia e gli dà il buongiorno, e lui che per un istante rimane sospeso tra le fantasie verso la ragazza che ama e la realtà in cui c’è sua moglie che non sospetta niente.
In ogni caso, un’ottima prova. Alla prossima!

Maleducati di Diego Martelli


Bel racconto! Mi è piaciuto molto come hai gestito il punto di vista del personaggio e l’ambiguità della vicenda, con il protagonista che ignora di essere uno spettro e continua a negare la realtà anche dopo essere stato evocato in una seduta spiritica. Forse avrei tolto il riferimento alle ossa nella penultima frase, che suona un po’ come una conferma, da parte del narratore, di ciò che il lettore ha già intuito.
Anche la narrazione mi ha convinto, è curata, senza sbavature. Per me è un’ottima prova.

Lo specchio di Gabriele Dolzadelli

Ciao Gabriele!
Idea da dieci la tua, vorrei averla avuta io quando ho scritto il mio racconto per l’edizione (volevo evitare racconti in cui ci fossero conflitti con vicini chiassosi, ma il risultato è stato misero – tu hai avuto un’intuizione più bella! :)).
La prima parte fila che è un piacere, la seconda, invece, mi appare un po’ più confusa: emerge che lo specchio in realtà non è davvero uno specchio, visto che i luoghi sono identici ma le persone cambiano, ma non mi è chiarissimo come mai alla fine il protagonista si ritrova con la faccia di un altro: passando dall’altra parte dello specchio avrebbe dovuto rimanere sé stesso (altrimenti che fine fa il Patrick dell’altro lato? Diventano due doppioni?). Ma può darsi che sia io che sto prendendo una svista!
In ogni caso ti faccio i complimenti per la bella idea che hai avuto e per la narrazione, scorrevole e controllata, di ottimo livello.
Alla prossima!

I miei nuovi vicini di Laura Cazzari

Ciao Laura!
Dunque, ho scritto il mio commento al tuo racconto senza prima aver letto gli altri commenti, in particolare quello dove spieghi che è tratto da una storia vera, così sono tornata successivamente a modificarlo (non ho cambiato la sostanza del commento, ma ho naturalmente preso in considerazione il fatto che il racconto è ispirato a una storia vera).
Si dice che i racconti che parlano di storie accadute realmente sembrino meno veri delle storie inventante, e nel caso del tuo racconto temo che sia così.
Ci sono dei passaggi che, per come sono esposti, mi suonano un po’ artificiosi, contradditori: ad esempio quando la protagonista ci parla del figlio piccolo che la fa passare sulle scale perché il padre gli ha insegnato così (cosa che mi fa pensare a un genitore che ci tiene all’educazione), poi ci dice che il padre litiga con tutti perché la sua testa calda non aiuta i rapporti. Oppure quando entra in scena la nuova moto e si dice che “la tengono in cortile provocando l’ira degli altri condomini”, frase che mi fa pensare che sia una cosa ricorrente, ma poi al primo giro di prova finisce male. Insomma, tutte cose che nella realtà è possibilissimo che accadano, ma nel momento in cui vengono trasposte in un racconto necessitano di tutta una serie di contestualizzazioni, approfondimenti e stratagemmi letterari che le facciano sembrare vere!
La vicenda, inoltre, alla fine mi lascia un po’ a bocca asciutta: mi appare più come una cronaca di fatti che come un racconto.
Mi è piaciuto, comunque, il registro stilistico adottato, secco e ritmato, molto adatto alla vicenda narrata, e buona anche l’idea della circolarità (prima la famiglia è composta da cinque persone, poi da quattro).
A rileggerci!

Apparenze di Filippo Mammoli

Ciao Filippo!
Il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo, ne ho apprezzato la semplicità, la scorrevolezza e il finale, che riesce a colpire anche senza virate verso il soprannaturale né effetti sorpresa eclatanti.
Non ho particolari cose da dire (tant'è che mi ero perfino dimenticata di postare il commento... :D) se non che mi è piaciuto e che l'ho trovato molto ben costruito.
Sul desiderio completo di oblio il venerdì sera, non posso che concordare con il tuo protagonista :)
Alla prossima!

Strani vicini di Alessandro Pinto


Ciao Alessandro!
Come Eleonora, anche io ho avuto l’impressione che tu abbia fuso insieme due idee diverse. Magari sei partito con un’idea in testa per poi virare da tutt’altra parte in corso d’opera. Vari elementi (il diverbio sul giardino, l’informazione sul fatto che loro sono salutisti eccetera) sembrano essere stati messi in gioco quando forse avevi in mente una conclusione diversa per la storia.
In sé il racconto non mi è dispiaciuto, ma l’ho trovato poco originale: che entrando nella casa dei vicini sarebbe successo qualcosa di brutto si capisce fin dal momento in cui la moglie non viene accolta dai vicini.
La scrittura va asciugata un po’, ma è buona.
Alla prossima!

Come togliere il malocchio di Isabella Valerio

Ciao Isabella!
Racconto carino, con un finale positivo (ultimamente sta diventando una rarità…) e molto dolce.
I colloqui tra le due signore mi hanno fatto sorridere, soprattutto la parte sullo scuotere la tovaglia che porta male fatto dopo una certa ora :)
Purtroppo anche io non trovo l’aderenza al tema: tutte le persone coinvolte sembrano abitare nei vari appartamenti già da un po’, non mi sembra che ci siano nuovi vicini implicati.
Comunque, un racconto che si legge volentieri.


La classifica:

1. Apparenze
2. Meglio così
3. Lo specchio
4. Pandafeche
5. Il suo primo ragazzo
6. Maleducati
7. Come togliere il malocchio
8. Strani vicini
9. I miei nuovi vicini
Ultima modifica di Linda De Santi il domenica 22 settembre 2019, 16:19, modificato 1 volta in totale.

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filippo.mammoli
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 22 settembre 2019, 15:42

Ciao Linda, sono contentissimo che il mio racconto ti sia piaciuto. L'unica cosa è che avrei letto volentieri anche il commento. Devi aver sbagliato facendo copia e incolla perché hai postato due volte lo stesso commento.

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Linda De Santi
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » domenica 22 settembre 2019, 16:04

Ciao Filippo, cavoli, hai proprio ragione! Rimedio subito e metto il commento giusto nel tuo thread (e aggiungo quello che ho messo a te nel thread di Alessandro, a cui invece manca il commento!). Scusatemi, c'è un po' di stordimento da weekend! :P

viviana.tenga
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 24 settembre 2019, 10:03

Ciao a tutti,
Classifica difficile soprattutto nella parte intermedia (4,5 e 6 li considero praticamente a pari merito).
In ogni caso, qualità dei racconti decisamente alta, complimenti a tutti :)

CLASSIFICA
1)LO SPECCHIO - Gabriele Dolzadelli
2)PANDAFECHE - Emiliano Maramonte
3)IL SUO PRIMO RAGAZZO - Wladimiro Borchi
4)APPARENZE - Filippo Mammoli
5)MEGLIO COSI' - Andrea Gemignani
6)COME TOGLIERE IL MALOCCHIO - Isabella Valerio
7)MALEDUCATI - Diego Martelli
8)I MIEI NUOVI VICINI - Laura Cazzari
9)STRANI VICINI - Alessandro Pinto

COMMENTI
1)LO SPECCHIO - Gabriele Dolzadelli
Ammetto di aver dovuto leggere il racconto un paio di volte per cogliere tutti i dettagli (per esempio, l'edicolante che cambia fisionomia), ma ne è valsa la pena. Il punto di forza è senz'altro l'atmosfera straniante che hai creato, con la giusta dose di dettagli per risultare ambigua quanto basta e assolutamente inquietante. Bello il dettaglio dell'azione innescata dal gatto (animale che tutti noi associamo almeno un po' alla magia) che entra nell'appartamento dei vicini.
L'unica cosa che non mi ha convinto molto la frase finale, che suggerisce che l'edicolante sappia qualcosa ma lascia la questione del tutto aperta. Personalmente, avrei preferito che il racconto si fermasse una riga prima, ma questo è gusto personale.
In ogni caso, di sicuro una delle idee più interessanti di questo girone.

2)PANDAFECHE - Emiliano Maramonte
Ho trovato molto efficace l'attacco del racconto, che ti catapulta subito nel cuore dell'azione. All'inizio pensavo a una storia alla Rosa e Olindo, invece poi tutto degenera in fretta nell'horror e nel surreale. Neanch'io conoscevo la figura del Pandafeche, ma il racconto funziona benissimo anche se non si coglie il riferimento.
Dovendo trovare un difetto, ho trovato un po' innaturale che Orlando, mentre la moglie corre fuori ghermita da una creatura infernale "si gira un attimo a guardare" cosa succede nella stanza.
Nel complesso, però, giudizio assolutamente positivo, complimenti

3)IL SUO PRIMO RAGAZZO - Wladimiro Borchi
Devo dire che il colpo di scena funziona molto bene. Per tutta la prima parte non ho sospettato nulla, pensavo che stessi solo raccontando la pazzia di una madre iper-protettiva (forse con qualche inconscia "mira innaturale" sul bel vicino).
Come hanno già detto altri, l'unico problema è la frase finale, che condensa troppe informazioni in troppo poco spazio e sa molto di spiegone al lettore. Immagino sia stato un problema di mancanza di caratteri, in ogni caso diluendo un po' quella battuta (magari allungando un po' il dialogo con la madre) può venire fuori un racconto davvero ottimo.

4)APPARENZE - Filippo Mammoli
Bella l'idea alla base del racconto, il contrasto tra il protagonista "sfigato" e i vicini che in apparenza hanno tutto, ma che sotto l'apparenza frivola nascondono un dramma terribile.
E' vero che la prima parte è forse un po' lenta e si poteva tagliare un po' per arrivare alla conclusione più in fretta, ma nulla di grave. Non mi ha convinto del tutto la battuta finale di Miriam che, per quanto d'impatto, mi è suonata un po' innaturale ("la chemio non può attendere" non mi suona come qualcosa che qualcuno direbbe in una conversazione in quel contesto).
Nel complesso, giudizio positivo.

5)MEGLIO COSI' - Andrea Gemignani
Racconto ben scritto, semplice ma efficace. Ho apprezzato la precisione con cui la mente del protagonista segue i movimenti dei vicini, il modo con cui hai reso quello che sembra un "appuntamento fisso".
Il finale invece non mi ha convinto del tutto. Per tutta la parte iniziale e centrale, il racconto ha un mood da descrizione di una routine. Nel finale, si intuisce che è successo qualcosa di diverso dal solito, che per la prima volta la moglie lo sorprende. A questo punto, avrei voluto vedere succedere qualcosa (anche solo lei che si gira con un'espressione di disgusto e si rimette a dormire), magari scoprire qualcosa di più sulla relazione con la moglie e sul perché non funziona, invece ci lasci con una frase enigmatica e un finale aperto. Forse è un problema solo mio, ma avrei preferito qualcosa di diverso.

6)COME TOGLIERE IL MALOCCHIO - Isabella Valerio
Anch'io ho apprezzato l'idea del tuo racconto e l'ho trovato nel complesso molto gradevole.
Ho però una perplessità sul modo in cui parlano i tuoi personaggi: i nomi Felicia e Concetta mi fanno immaginare che le due cugine siano per lo meno originarie del sud, quindi fa strano sentirle usare l'articolo davanti ai nomi propri ("dalla Concetta", "il Mariolino").
Segnalo anche qualche virgola fuori posto o mancante nell'ultima parte ("Felicia sorride sorniona, e alza", "avevi ragione su Concetta è stata bravissima").

7)MALEDUCATI - Diego Martelli
Racconto carino, anche se ho trovato molto telefonato quello che avrebbe dovuto essere il colpo di scena.
Forse sarebbe stato più interessante mettere in chiaro fin da subito che il protagonista era un fantasma e approfondire la sua psicologia alla luce di ciò (quanto è consapevole della sua condizione? c'è un motivo particolare per cui non vuole andare oltre?,..).
Altro piccolo dettaglio: perché una famiglia composta da due genitori con un lavoro stabile e un'unica figlia dovrebbe trasferirsi in un palazzo dove non vuole andare nessuno? Forse avresti potuto rendere almeno uno dei due disoccupato, in modo da far intuire delle ristrettezze economiche, oppure renderli una famiglia numerosa (che magari in quel palazzo ha potuto prendere un appartamento eccezionalmente spazioso).

8)I MIEI NUOVI VICINI - Laura Cazzari
Ho letto il racconto due volte, prima e dopo aver letto il commento in cui spiegavi che si tratta di una storia vera. Devo dire che l'impatto emotivo (almeno per me) cambia totalmente.
Alla prima lettura, ho trovato il tutto un po' piatto, mi chiedevo dove volessi andare a parare e il finale mi è sembrato un po' affrettato e "buttato lì". Sapendo che è una storia vera, l'impatto è diverso.
Credo che in parte dipenda da quello che ha fatto notare Linda, ovvero che da un racconto ci aspettiamo più verosimiglianza che dalla vita reale, ma non solo.
Hai fatto un elenco di elementi che dovrebbero darci una caratterizzazione dei personaggi. In parte la cosa riesce, in parte si tratta di elementi così disparati (e divisi tra cinque personaggi distinti) che è difficile inquadrare davvero i membri della famiglia. Così, la morte del padre arriva prima che il lettore si sia fatto un'idea di chi sono i membri della famiglia e senza che abbia degli appigli solidi per essersi affezionato/essere davvero toccato dalla tragedia.
Ovviamente, sapendo che la storia è vera, l'empatia è più facile anche per personaggi che non si sono inquadrati del tutto.
Dovendo dare un giudizio complessivo, l'esperimento è interessante, ma temo non sia riuscito del tutto.

9)STRANI VICINI - Alessandro Pinto
Mi accodo alle perplessità di Eleonora e Linda sulla trama: per tutta la prima parte, ci sono una serie di elementi che mal si conciliano con quella che è la rivelazione finale (perché i due demoni litigano per il prato? perché inizialmente la moglie viene scacciata?). Unico dettaglio che invece ho apprezzato alla seconda lettura: i muratori che gridano "in una lingua incomprensibile", mi piace pensare che non siano semplici stranieri, ma creature infernali anche loro.
Per il resto, l'idea non è particolarmente originale, ma gestita meglio avrebbe di sicuro potuto essere più di impatto. Lo stile può essere reso un po' più fluido, ma non ci ho trovato difetti gravi.

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antico
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 24 settembre 2019, 14:42

Mancano soltanto le classifiche di Mario Pacchiarotti e Sara Passannanti.

lailmil
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 25 settembre 2019, 11:51

Ciao a tutti! Ecco la mia classifica, seguita dai commenti

1) Meglio così
2) Lo specchio
3) Pandafeche
4) Maleducati
5) Il suo primo ragazzo
6) I miei nuovi vicini
7) Come togliere il malocchio
8) Strani vicini
9) Apparenze

Meglio così
racconto perfetto. Non ho nulla di negativo da segnalarti, mentre ho apprezzato alcune chicche che secondo me fanno la differenza in un racconto del genere dove l'azione è minima. Innanzi tutto, mi è piaciuto il ritmo sincopato e la scansione maniacale di ogni dettaglio che Paolo ripassa o verifica nella vita dei vicini. Poi ho trovato ingegnoso il pensiero della domanda sul corso di laurea che continua a risalire a galla e a legarsi con il resto del discorso. Due colpi di classe: il rammarico di non poter accertarsi dei secondi passati e la considerazione "ora passo da curioso".

Lo specchio
leggere questo racconto è stato un vero piacere, davvero non trovo pecche. La tua scrittura è molto precisa e molto attenta ai dettagli. E soprattutto, ho gradito molto l'originalità con cui hai sviluppato il tema e come hai reso lo straniamento di Patrick, che si trova praticamente incastrato in un incubo. Trovo che una situazione del genere, anche se di pura invenzione, sia particolarmente coinvolgente perché somiglia maledettamente alla realtà e sembra qualcosa che non accade ma potrebbe. Ottimo racconto.

Pandafeche
ottimo racconto. Non trovo nulla di negativo da segnalarti, ho apprezzato la storia, orrorifica e angosciante, con il ribaltamento finale e l'epilogo che resta sospeso: Orlando si ricorderà di riprendere la mazza o correrà senza riflettere da Bianca, per fare la fine del morto a terra? E trovo che la tua scrittura faccia da perfetto contrappunto alla storia, l'una completa e arricchisce l'altra. Infine, sono stata contenta di andare a cercare il significato di Pandafeche e di rileggere il racconto sotto questa nuova luce. Bella prova!

Maleducati
il tuo è un racconto molto ben scritto. Ho apprezzato lo stile ironico e il tono polemico di questo vecchio cadavere mi ha strappato più di una risata. Il finale, tuttavia, si perde un po': non che sia scritto male o non si capisca, ma non tiene l'aspettativa creata fino a quel momento, come se fosse diluito. Anche perché non si capisce se il protagonista si renda conto di essere uno spettro. Lì per lì sembra di no, con il suo sbalordimento per la tavoletta e l'interazione con la medium, ma poi ci dice che tiene le ossa in casa. Sinceramente, nonostante la frase delle ossa funzioni benissimo come struttura e ne richiami un'altra più su nel testo, avrei preferito un finale più definito, senza quell'accenno alle ossa, con il protagonista che resta inconsapevole del proprio essere fantasma e attribuisce le stravaganze agli inquilini del piano di sotto. Oppure, come suggeriva Eleonora, più enfasi e colpi di scena nel paragrafo della "visita" e allora sì, la scoperta della propria natura spiritica da parte del protagonista. Ma sono gusti, resta comunque un racconto molto ben scritto e molto piacevole da leggere.

Il suo primo ragazzo
il tuo racconto è molto suggestivo e le immagini che hai creato, così ben descritte (che stile!), mi hanno catapultato dentro la storia. Complimenti! Anche il personaggio di Adele l'ho trovato molto credibile, benché deprimente (ma alla luce del finale, si capisce il motivo di questo accanimento).
Ho avuto difficoltà però con il punto di vista che hai usato nella narrazione: per tutto il racconto siamo nella testa di Adele, che quindi si vede ancora come una donna formosa nonostante sia ridotta ormai in scheletro. Poi c'è un passaggio in cui il PDV cambia e subito dopo però torna su Adele.
La frase finale della figlia l'ho trovata pesante.
Nonostante questo, però, trovo comunque il racconto molto ben scritto e coinvolgente, sicuramente un ottimo lavoro.

I miei nuovi vicini
il tuo racconto lascia molta amarezza per questa famiglia. L'ho trovato molto delicato, nonostante la schematicità. Proprio la struttura, però, mi lascia un po' perplessa, perché rende asettica la scrittura e stride con le osservazioni che invece non sono mai impersonali. Porto solo un esempio, che mi sembra il più lampante: una frase come "L’amore e la complicità sono palpabili e così rari da scorgere nelle coppie con figli", che è sicuramente molto penetrante, perde di effetto inserita in una narrazione di questo tipo, che forse è più adatta a un punto di vista distaccato o cinico. L'effetto complessivo è destabilizzante, perché è come se ti allontanassi e avvicinassi di continuo, senza soffermarti su una profondità. Per mio gusto, visto che il tipo di linguaggio che usi è invece molto bello e molto empatico, avrei preferito una struttura più morbida.

Come togliere il malocchio
il tuo racconto parte da un'idea originale, che ho apprezzato molto. Mi sono piaciuti tanto anche alcuni passaggi, che ho trovato molto spiritosi e calzanti rispetto al contesto che hai costruito. Mi sembra però che manchi una cosa importante: una storia del genere ha bisogno di una collocazione geografica ben caratterizzata, altrimenti risulta piuttosto piatta. Per questo, avresti dovuto lavorare di più sul linguaggio, perché si capisce che siamo in un paese, o comunque in una borgata, ma non dove si trovi questa borgata ed, eventualmente, se le signore che chiacchierano siano native del posto oppure immigrate (per dire, potrebbe anche essere ambientato a Pinerolo ma con due protagoniste calabresi...).
Esempio: siccome Concetta mi fa pensare subito al sud, allora, oltre agli articoli davanti ai nomi che sarebbero da eliminare, alcuni termini come sfiga, scuoti o il tipo stonano parecchio. Magari invece sono al nord e Concetta si è trasferita da poco (e quindi è lei la nuova vicina), allora dovresti precisarlo, perché altrimenti il risultato finale è confuso.
Ti segnalo anche che in alcuni passaggi la punteggiatura sarebbe da rivedere.
Nel complesso, comunque, il giudizio è positivo e il racconto si fa leggere con piacere.

Strani vicini
il tuo racconto purtroppo ha un difetto di fondo che ne inficia pesantemente la qualità, ovvero quello di aver voluto mettere troppa carne al fuoco lasciando la trama poco connessa e punti non giustificati nella narrazione. Il risultato è che la storia sembra costruita su due blocchi slegati. L'idea di inserire motivi realistici in una storia fantastica in sé non è male, anzi è sempre apprezzabile perché rende la lettura più inquietante; tuttavia ci vuole tanto esercizio perché non è affatto semplice. La scrittura è da perfezionare ma nulla di più, mi sembra che tu sia già sulla via giusta, perciò hai solo da esercitarti tanto e confrontarti con gli altri.

Apparenze
il racconto è ben costruito ed è scritto molto bene eccetto che nell'ultima frase, che risulta artefatta. Tuttavia, non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto il messaggio che passa, una cosa tipo "se c'è la salute, c'è tutto: dipende da come affronti la vita", un po' semplicistico ma molto discutibile. Probabilmente mi lascio condizionare dagli altri commenti e, d'altra parte, non voglio fare qui un discorso di classe perché non mi sembra un luogo adatto. Però mi sembra che tu volessi puntare sul dare due diverse dimensioni a due tipi diversi di sfortune, come se fossero confrontabili, e quindi dare risalto l'atteggiamento diverso di chi le affronta. Mi spiego meglio: se il protagonista scoprisse di avere il cancro, affibbiamogli pure tutto l'entusiasmo di questo mondo: siamo sicuri che comprerebbe l'attico e farebbe feste a base di champagne? No, perché comunque non potrebbe permetterselo nemmeno in due vite. E quindi, il concetto cade. Il messaggio che volevi trasmettere (ammesso che sia quello che viene a primo impatto e che gli altri lettori hanno accolto) non è sbagliato di per sé -per inciso, non credo ci siano messaggi giusti e messaggi sbagliati quando leggiamo e, in ogni caso, non sia su questa giustezza che possa basarsi la valutazione sulla qualità-, ma diventa banale nel momento in cui sollevi questioni più complesse senza affrontarle.

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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 26 settembre 2019, 14:29

Una sola classifica mancante all'appello: quella di Mario Pacchiarotti.

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jimjams
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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » giovedì 26 settembre 2019, 23:40

Pandafeche di Emiliano Maramonte
Un po' faticoso l'incipit, che mi lascia qualche dubbio (perché vanno da soli, mezzi armati, di notte?).
Finita la lettura non ci sono dubbi su cosa accade, ma non è chiaro il perché, di che si tratta etc e sono rimasto quindi incuriosito. Non che non si possa scrivere un racconto senza una base dietro, sarebbe andato comunque bene, ma conoscendoti sono andato a cercare. E non sono rimasto deluso. Non mi dispiace questa cosa di portarsi dietro il lettore, quasi per istruirlo. Molto positivo su questo. Bravo.

Il suo primo ragazzo di Wladimiro Borchi
Mi piace l'idea dietro a questo racconto, ma non sei riuscito secondo me a dosare bene la rivelazione. La frase finale per esempio, nel tentativo forse di fare da colpo di scena, risulta quasi fastidiosa per il modo in cui spiega e rivela. Forse, ma è una mia opinione di bastian contrario, con questa storia era più potente lasciar stare il colpo di scena e rivelare con più chiarezza fin dalle prime battute, o in corso di narrazione, in che situazione ci di trovasse. Lavorando a quel punto sul coinvolgimento emotivo del lettore per la sfortunata famiglia. Così com'è il racconto non è male, ma non spicca.

MEGLIO COSì
un racconto che sviluppa il tema in maniera originale ma non per questo poco convincente. Il flusso di pensiero funziona e riesce a creare una sensazione straniante in chi legge. C'è persino un minimo di pathos perché non si capisce se qualcosa sta per accadere al piano di sopra, e poi si torna a terra con un finale che è assolutamente coerente.
Non so se era tua intenzione, ma a caldo mi è venuto subito da pensare alla coppia a letto con i cellulari, ognuno perso nelle proprie fantasie. Credo che sia qualcosa che capiti a tutti e non è affatto un problema di telefoni, perché se non ci fossero sarebbero i nostri pensieri a portarci comunque altrove. Sintesi, bella storia, scritta bene, funziona!

Maleducati - di Diego Martelli
Buon racconto, in cui l'idea non troppo difficile da indovinare è resa molto bene, grazie a una scrittura che funziona bene.
Il protagonista non è sempre stato un fantasma, nel condominio ha vissuto, e non sappiamo se vi è morto o, come lascia intendere il racconto, ha smesso semplicemente man mano di vivere, senza neanche un vero e proprio trapasso. È questa la nota del racconto che mi piace di più, questo passaggio dalla vita alla morte senza soluzione di continuità. Il resto ok, non sorprende, ma io penso che non sia una cosa essenziale, che i racconti debbano puntare più a raccontare che a sorprendere.

Lo specchio - Gabriele Dolzadelli
Un altro racconto con uno spunto originale.
Ho capito cosa stava succedendo quando lui ha detto che l'appartamento era speculare. Il resto viene da sé.
Non so se sarà così solo per me, non leggo gli altri commenti prima di leggere e commentare io stesso, ma alla fine della lettura, pur non dispiacendomi, non posso dire che il racconto mi abbia colpito molto. C'è l'idea, è scritto bene, un buon racconto, ma sento che manca qualcosa...

I miei nuovi vicini - Laura Cazzari
Buonasera Laura, la mia settimana è stata densa e quindi mi sono ridotto a stasera per finire di commentare i racconti, ma non per questo lo farò con spirito diverso.
Il tuo è uno di quei racconti dove, mentre leggo, sento borbottare il piccolo apprendista editor dentro di me. Ma la parte di me che è un lettore ancora comanda e dice, aspettiamo e vediamo che cosa succede, magari deve essere così.
Per esempio, quel "perché suo padre gli ha insegnato così" fa agitare il piccoletto, perché il personaggio che narra non dovrebbe saperlo, questo, e immagina già una mitigazione stupida, tipo un "credo", giusto per avere un alibi.
Ma il lettore, dicevo, sospende la questione.
Lo stesso per il ritmo, il gioco del ripetere, la freddezza dello stile di questa/o narratore del piano di sopra. Vediamo, mi sono detto.
E poi sono arrivato alla fine. Mi sono fermato. Ho incassato il colpo.
Mi sono immaginato nei panni e nelle scarpe del narratore.
Ho riletto il racconto.
Non è freddo il narratore, è distaccato. Si sente probabilmente un po' come me. Colpito. Forse molto, da questo lutto. Si era affezionato, questo narratore. Gli piaceva questa famiglia. Per quanto ne riconoscesse i difetti, apprezzava.
Ma leggendo il racconto ti dico che il narratore qui è una persona che per questo evento ha sofferto. E quindi, se deve raccontarla, deve creare un distacco.
Ecco, basta. Ci sono un altro paio di punti dove il piccolo editor modificherebbe qualcosa (e in cortile è apparsa, togli cortile, tanto lo dirai dopo) piccolezze. Ma al di là della tecnica e dello stile, la storia mi è piaciuta e mi è piaciuto anche come l'hai raccontata. Magari mi faccio seghe mentali, ma per me questa non è la storia dei nuovi vicini, ma quella dell'inquilino del piano di sopra, del nostro narratore. E immagino tante cose.
Se devo dare un consiglio, puoi lavorarci e creare un piccolo gioiellino, limando ogni singola parola, spingendo, se ci ho azzeccato, ancora più nel far capire il sentimento che vive il narratore.
Comunque vada, brava.

Apparenze - Filippo Mammoli
sembra che stasera il già non facile compito di commentare adeguatamente i vostri racconti non sarà dei più semplici.
Nel tuo caso il folletto editor è silente, o forse il lettore è troppo preso per sentirlo borbottare. Fatto sta che la lettura corre facile. Prima persona presente, dovevo capirlo già che la cosa si sarebbe giocata sui sentimenti. Ma non si sa mai, magari i vicini sono due vecchie star resuscitate o vampiri...
Invece no, la sorpresina viene servita alla fine ed è di quelle che funzionano, almeno con me. Almeno con chi per certe strade c'è passato, di persona o ne è stato sfiorato da vicino.
Rileggendolo mi sento di farti un piccolo appunto. Forse potresti riuscire a mettere nel percorso qualche elemento che, una volta svelato il finale, faccia dire a chi legge: ahh ecco, torna. Per esempio un atteggiamento forzato nella felicità della coppia, uno sguardo languido della signora, scambiato per qualcosa che non è, ma è semplice effetto delle cure. Cose così. Funzionano.
Buona prova, insomma.

Strani vicini - di Alessandro Pinto
non ho letto gli altri commenti e quindi non so se sarò ripetitivo rispetto a quanto detto, ma insomma, eccoti il mio.
Parto dalla trama. Semplificando, due demoni vengono ad abitare accanto al narratore, rifiutano il primo approccio e al secondo "fanno fuori" il malcapitato. Di per sè è una storia che rientra nel tema e ci può stare in generale, anche se potremmo dire che probabilmente nel mazzo di tutti i nostri racconti farà parte di un gruppo che ha sviluppato qualcosa di simile.
Quando la trama non è particolarmente originale, ma l'esecuzione, lo stile narrativo, è buono, la lettura diventa comunque interessante.
Nel tuo caso ci sono alcuni elementi nel modo in cui racconti la storia che in qualche modo la rendono meno efficace. Troppi piccoli elementi che narri non trovano ragione, o rimangono sospesi, ma incuriosiscono chi legge. Curiosità che non viene totalmente appagata dalla rivelazione della verità.
Mi verrebbe da provare a togliere questi elementi e vedere se a quel punto funziona meglio.
Riepilogando, non è un racconto da buttare, assolutamente. Ma come dicevo, se non hai un'idea brillante nella storia, devi curare alla perfezione il confezionamento della stessa.

Come togliere il malocchio
Ho letto il racconto un paio di volte, poi ti dico perché, e mi è piaciuta sia l'idea, sia il modo con cui hai creato e raccontato le due protagoniste.
Per quanto mi riguarda non avevo intuito dove sarebbe andato a parare il racconto, e questo mi è piaciuto. L'idea è simpatica, fa sorridere, è delicata, insomma mi piace.
Sullo stile del racconto noto alcune cose da sistemare, ma su MC potrebbero, anzi sicuramente sono, frutto della ristrettezza di tempo e caratteri. Ma te li segnalo.
All'inizio, dalla frase "Sapessi Felicia, un disastro..." e anche in fondo è evidente la stessa cosa, si capisce che quella con il malocchio è Bertilla.
Quando riprendi però, "Bertilla guarda Felicia che scuote la tovaglia" e le dice che se la scuote si ritira di nuovo addosso il malocchio, quindi è come se fosse Felicia ad avere avuto il malocchio etc. Devi invertire Felicia e Bertilla in quella frase introduttiva.
Ci sono poi alcune cose che... lasciano appena perplessi, anche se volendo ci si può trovare una giustificazione. Parlo della configurazione spaziale dei due palazzi. Vediamo, le due protagoniste abitano di fronte, allo stesso piano, direi da come le introduce all'inizio. Mariolino (eheh) abita in una posizione tale, presumibilmente nel palazzo di Bertilla o in quello a fianco (altrimenti non sarebbero vicini), in una collocazione tale da poter guardare Bertilla dalla finestra (e aggiungo che nel fare questo dovrebbe essere notato sia da Concetta che da Felicia, visto che la sanno lunga su questo guardarsi dei due). Concetta infine abita tre piani sotto Felicia, ma quest'ultima è in grado di fare un cenno dalla finestra verso la finestra di Concetta...
Forse potrebbe funzionare lo stesso senza dire dove esattamente abita Concetta (nel mio stesso palazzo, robe così). Certe volte con qualche informazione in meno lasciamo più libera la mente del lettore che tanto è bravissimo a creare quello che omettiamo.
In sintesi, racconto gradevole e delicato, scritto con una buona tecnica.

Classifica:
1) Meglio così
2) I miei nuovi vicini
3) Maleducati
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5) Pandafeche
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8) Il suo primo ragazzo
9) Strani vicini

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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » venerdì 27 settembre 2019, 0:49

Classifiche e commenti tutti postati!

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Re: Gruppo HURRICANE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#14 » lunedì 7 ottobre 2019, 15:27

Scusandomi per il ritardo, ecco a voi la mia classifica per il vostro gruppo.

1) Meglio così, di Andrea Gemignani
Raccontone, davvero. Riesci a trattare il tema sfruttandolo per parlare dei problemi di coppia e lo fai con assoluta eleganza. Non ho trovato refusi, lettura estremamente scorrevole. Forse il mio personale best dell'edizione. Non ho altri rilievi da fare, pollice su con lode.
2) Apparenze, di Filippo Mammoli
Bello, piaciuto. Sai dove vuoi arrivare e ci arrivi, senza fronzoli. Non rilevo problemi di forma, tutto è preciso e ben controllato. Tema preso in pieno e riesci anche a mandare un messaggio recapitandolo al lettore senza intervenire come narratore. Per me un pollice su e pubblicazione diretta in Vetrina anche in caso di mancata qualificazione alla finale.
3) Lo specchio, di Gabriele Dolzadelli
Molto buono anche questo racconto. Il vortice in cui porti il lettore è davvero riuscito e l'incubo del protagonista ben trattato. Forse lasci un po' troppe questioni appese, come il fatto che entrando nello specchio si ritrovi trasformato, cosa che implica che la moglie e il gatto sono rimasti nella giusta realtà. Non è ben chiaro neppure come possano essere così controllati i vicini doppioni, tanto da decidere di andare ad abitare proprio lì. Pollice tendente all'alto, per me, in modo brillante.
4) Pandafeche, di Emiliano Maramonte
Ho faticato parecchio nell'intro del racconto perché mi sembrava quasi che Orlando avesse sfondato la porta di casa propria e poi indicato a Bianca la casa dei vicini. In generale ho trovato un linguaggio un pelo pesante che non mi ha permesso di entrare in sintonia. Sul finale mi sarei aspettato che Orlando, descritto come personaggio violento, non soccorresse la moglie per spaccare la mazza sulla donna sul letto, credo sarebbe stato più efficace e meno forzato. In generale non posso dire che il racconto non mi sia piaciuto, ma penso che con una revisione potrebbe girare molto meglio. Detto questo, pollice tendente verso l'alto per me.
5) Maleducati, di Diego Martelli
Solo un piccolo, grosso, problema: uno stabile abbandonato e una famiglia che ci va a vivere... Perché? Ecco, credo che questo andrebbe spiegato meglio perché quello stabile, per come lo descrivi, potrebbe anche essere soggetto a demolizione. E qui s'innesca la sua vera debolezza, laddove il protagonista dovrebbe essere proprio il condominio con tanto di analisi della situazione che lo ha portato a quel disuso mentre, invece, nella seconda parte del racconto te ne dimentichi per concludere con una formula abbastanza classica. Detto questo: lettura gradevolissima e pollice tendente verso l'alto. Se lo sistemi nel Laboratorio non vedo impedimenti al suo approdo in Vetrina.
6) Il suo primo ragazzo, di Wladimiro Borchi
Faccio mie le parole di Pacchiarotti: così com'è il racconto non è male, ma non spicca. Si legge bene, ma i protagonisti rimangono lontani, la vicenda si disvela nel finale e forse anche troppo, ci sono alcune problematiche logistiche perché se l'appartamento scoppia è difficile che quello vicino sia in perfette condizioni. Dico la mia: evitare il massacro e fare morire solo la figlia con la madre andata fuori di testa che le si rivolge come se fosse viva? Personalmente avrei gradito di più. Un pollice tendente all'alto, ma con riserva.
7) I miei nuovi vicini, di Laura Cazzari
Ecco, non credo mi sia mai capitato così integralmente, ma nello scrivere questo commento qualunque parole sarebbe uno scimmiottare quello che ti ha magistralmente scritto Mario Pacchiarotti. Credo che la sua analisi sia perfetta: ha analizzato il testo e poi il narratore e lo ha fatto perfettamente. Di mio posso solo aggiungere che per diventare un racconto deve ancora essere lavorato, dentro e fuori. Detto questo, ottimo stile, ho letto con piacere. Pollice tendente verso l'alto, ma con riserva.
8) Come togliere il malocchio, di Isabella Valerio
Sicuramente un racconto gradevole e con un bel finale, però devo rilevare anch'io la mancanza del tema, cosa che fa abbassare la valutazione. Riportanto l'attenzione sul testo al netto del tema, avrei gradito una maggiore caratterizzazione delle protagoniste che sembrano invece somigliarsi parecchio, cosa che impedisce al letttore di avvicinarsi. L'elemento migliore mi sembra la caratterizzazione dello spazio: questi due balconi a distanza ravvicinata creano da subito un'immagine forte nella mente di chi legge. Poi, però, il problema sopra citato e, in più, il fatto che si fatica a collocare il vicino e a delineare la cugina. Insomma, una revisione non potrebbe che fargli bene. Tenuto conto di tutto, per me un pollice ni che guarda più verso il positivo.
9) Strani vicini, di Alessandro Pinto
Si tratta di un esordio su Minuti Contati e sembra risentire di tutti i problemi classici che si possono trovare nell'affrontare per la prima volta una tale prova. C'è un certo disequilibrio probabilmente dettato dal non essere riuscito a equilibrare gli elementi della storia facendoli convergere entro i limite di tempo e spazio imposti. Il risultato finale è la sensazione di una certa superficialità nella semina (quasi assente) di elementi che possano unire le varie parti del testo dando al tutto una logica. Sia chiaro: si legge e si capisce però lascia poco al termine della lettura. Per me un pollice ni.

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