Le radici nella vostra terra

Appuntamento fissato per lunedì 21 ottobre con Carmen Laterza. Scrittrice indipendente, ghostwriter, editor, esperta di Self Publishing e Book Marketing, aiuta le persone a realizzare il loro sogno di scrivere e pubblicare un libro. Alle 21.00 verrà rivelato il tema da lei scelto e si avranno le solite quattro ore di tempo per scrivere un racconto di massimo 3300 caratteri. I migliori dell'edizione verranno inviati alla guest star per commento e classifica finale.
Gabriele Cavallini
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Le radici nella vostra terra

Messaggio#1 » lunedì 21 ottobre 2019, 22:56

Le radici nella vostra terra
di Gabriele Cavallini

“Ma tu credi in me?”.
“Sei mio figlio”.
“Non hai risposto alla domanda”. La pentola sul fuoco fischiava ed emetteva un odore nauseabondo, come di scarpe vecchie.
“Io credo che arrivi un momento in cui certe fantasie vanno abbandonate”.
“Spegni quel cazzo di fornello, ti prego”. La madre alzò il capo dal mare di verdure, immerse nell'impasto di zuppa gorgogliante. Si guardarono negli occhi pieni di orrori diversi.
“Guarda fuori dalla finestra, Mariù”.
“Vedrei solo una distesa infinita di campi melmosi”.
“Io invece vedo il nostro passato, il presente, e il tuo futuro”. Mariù scostò la tendina; in lontananza si vedeva il padre abbattere la zappa contro la terra. Gli ricordò la scena di un libro che aveva letto tempo prima: un piccolo principe che ogni giorno doveva strappare dalla terra le radici di una pianta, che altrimenti avrebbero distrutto il suo pianeta. Solo per poter sopravvivere.
“Mamma..”.
“Che hai Mariù?”.
“Io vi amo. Lo sai vero?”. La mamma si tolse il grembiule, abbracciando il figlio goffamente. Addosso a lei il tanfo della zuppa si mutava nell'odore di un fiore appena colto.
“Tuo padre ti ammazza se non lo aiuti con la terra”.
“Lo so”.
“Ma tu non ci andrai lo stesso?”. Mariù strinse la madre più forte che poteva, baciandola nei capelli neri. “Lo sapevo. Le madri conoscono i figli meglio di loro stessi”.
Quando si staccarono, con le braccia stanche per l'ardore di quel lungo abbraccio, la madre lo baciò sulle labbra, trasferendogli quel sapore salato unico, che si trova solo nelle lacrime.

La cena fu bella come non lo era da molto tempo. Succedeva sempre così, come nelle storie dei libri di Mariù: arrivati alla fine, si riscoprivano quei piccoli piaceri che prima ci parevano ovvi. Nonostante l'odore penetrante di sudore e lo stesso cibo povero, ormai privo di gusto, si rideva e si scherzava in mezzo a un mare di vino quella sera. Con la notte però comparve la stanchezza, così tutti si coricarono, tranne lui. Il cielo incontaminato brillava come non aveva mai fatto, riflettendo l'oscurità apparente della terra brulla. Chissà dov'era la stella del piccolo principe con il suo fiore.
In fondo avrebbe voluto che quella notte non finisse mai. Mariù baciò la fronte dei fratelli, accarezzandone i corpi nodosi, abbronzati sotto il sole perenne, cercando di imprimersi sulle mani il ricordo di quelle forme invisibili. Poi uscì fuori e scomparve in mezzo alle urla dei grilli, in cerca della sua strada.
Ultima modifica di Gabriele Cavallini il lunedì 21 ottobre 2019, 23:14, modificato 2 volte in totale.



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antico
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#2 » lunedì 21 ottobre 2019, 23:03

Ciao Gabriele! Sbaglio o erano diverse edizioni che mancavi? Caratteri e tempo ok, divertiti in questa Libroza Edition!

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Massimo Tivoli
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#3 » martedì 22 ottobre 2019, 14:48

Ciao Gabriele. Piacere di rileggerti. Bella storia, arricchita da immagini suggestive, anche commoventi a tratti. Mariù attua il suo piano B, decidendo di abbandonare la sua famiglia (papà, madre e fratelli) per cercare una strada diversa da quella di lavorare la terra. Di certo, è una storia universale, difficile non empatizzare con Mariù. Mi piace questo tuo modo di ricercare sempre la suggestione nelle immagini, negli odori, nella scena. Alcuni punti però potrebbero risultare un po’ sopra le righe (per es., "mare di verdure” per indicare una sorta di minestrone che cuoce in pentola, oppure “occhi pieni di orrori diversi”, per me, significa poco o niente, dimmene solo uno di orrore ma fammelo vedere, sentire), però, ripeto, se opportunamente dosato, mi piace il tuo approccio di ricercare immagini evocative. Ti auguro una buona Edition!

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maurizio.ferrero
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#4 » martedì 22 ottobre 2019, 18:50

Ciao Gabriele, è un piacere rileggerti.

Buone immagini evocative per una storia dal sapore antico e moderno allo stesso tempo, in cui il "piano B" del tema è la conclusione stessa del racconto. Purtroppo non sapremo mai a cosa porterà scegliere una strada diversa da quella che ci viene proposta, ma è così la vita, no?
Buona la scrittura, evocativa e semplice, che parla per immagini.
Ho trovato un po' affrettato il finale, e l'insieme risulta un po' prevedibile. Insomma, si capisce dove tu voglia andare a parare fin dalle prime righe, e alla fine è esattamente ciò che succede. Non che sia un difetto, anche perché l'hai raccontata bene.

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Luca Nesler
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#5 » giovedì 24 ottobre 2019, 0:28

[premessa: per il rispetto di tutti e, sapendo che ognuno preferisce le critiche ai complimenti, ho deciso di commentare senza leggere gli altri commenti e di accantonare qualunque filtro cortese. Ti prego di non confondere questo atteggiamento con mancanza di stima. Tutt'altro!]

Ciao Gabriele. Nella prima parte del racconto lo scambio di battute mi piace molto ad eccezione di alcuni punti che ti segnalo:

“Si guardarono negli occhi pieni di orrori diversi.”
Qui evochi un'immagine forte (addirittura orrori) che sembra essere un'anticipazione, ma poi non la spieghi e resta lì.

“Mariù scostò la tendina; in lontananza si vedeva il padre...”
Una volta mi hanno fatto notare che il punto e virgola rallenta la lettura perché è un segno di punteggiatura ambiguo che non porta veri vantaggi nel testo. Questo è uno di quelli che sostituirei con un punto.

Il punto dove citi il piccolo principe mi ha risuonato. Si tratta di un testo tanto famoso che quest'evanescenza nella citazione, come se fosse una cosa personale di Mariù, mi ha strappato dal testo. Ovviamente non è un errore di forma, ma penso strategico. Con un intervento tanto arbitrario ti si nota come autore.
Inoltre non ho capito l'utilità della citazione.

“Mamma..”.
I due punti di sospensione sono un refuso o sei della scuola di Dand? :D

“Che hai Mariù?”. (virgola prima del vocativo)
“Io vi amo. Lo sai vero?”. La mamma si tolse il grembiule, abbracciando il figlio goffamente. Addosso a lei il tanfo della zuppa si mutava nell'odore di un fiore appena colto.”
Qui hai fatto un paio di errori. Il gerundio fa intendere che la madre “perde” il grembiule abbracciando il figlio. L'avverbio di modo è superfluo (dovresti dimenticarteli per sempre) e il punto di vista passa alla madre, mentre dovrebbe essere sul figlio che, tra l'altro, ha appena pronunciato la battuta. Quindi ottieni che non sia nemmeno chiaro chi sta parlando, nonostante tu abbia usato addirittura il nome in una battuta. Questo cambio di punto di vista l'hai ottenuto con “abbracciando il figlio” perché è chiaro che se il PDV è su Mariù, non dovresti dire “il figlio” ma “abbracciandolo”.

“Tuo padre ti ammazza se non lo aiuti con la terra”.
“Lo so”.
“Ma tu non ci andrai lo stesso?”
Questo pezzo è molto vivido e colpisce l'attenzione, ma resta irrisolto. Nel senso che è chiaro un conflitto, per quanto dolce e malinconico, ma non sono chiare le motivazioni né le ripercussioni della cosa, visto che non ci mostri più il padre arrabbiato, per esempio. Anzi, poi sono tutti a tavola a festeggiare.
Forse la madre intendeva un discorso più ampio “se non resti ad aiutarlo ce l'avrà con te per tutta la vita”, ma messa così e dopo che lui ha guardato il padre lavorare la terra dalla finestra sembra: “va' ad aiutare papà che sta faticando”.

“Ma tu non ci andrai lo stesso?”. Mariù strinse la madre più forte che poteva, baciandola nei capelli neri. “Lo sapevo. Le madri conoscono i figli meglio di loro stessi”.
Anche qui, l'azione che metti in mezzo al dialogo fa confusione su chi dice la seconda frase. Per contesto e ragionamento arrivo a dire che è la madre, ma per contenuto e, sopratutto, visto che la attacchi ad un'azione di Mariù, potrebbe essere sua.

“Quando si staccarono, con le braccia stanche per l'ardore di quel lungo abbraccio, la madre lo baciò sulle labbra, trasferendogli quel sapore salato unico, che si trova solo nelle lacrime.”
Abbiamo di nuovo un problema di punto di vista: non possiamo sapere che le braccia dolgono ad entrambi. Anche il sapore unico delle lacrime non mi convince. Capisco la figura poetica, ma, in definitiva, si tratta di acqua salata.

Nel finale sei molto più affrettato. Smetti di mostrare per raccontare riassumendo un “bella serata” che non fa onore al resto del lavoro. Non colgo il senso di citare il piccolo principe, ma forse è un sottotesto che non ho colto e che si collega con la prima citazione.
Sarebbe molto utile al coinvolgimento (o diciamo pure empatia col protagonista) sapere perché Mariù se ne va, quali sono le sue motivazioni.

In generale un lavoro carino che si può sistemare.
Alla prossima!

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lordmax
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#6 » mercoledì 30 ottobre 2019, 13:05

Mi piace, soprattutto mi piace il fatto che hai detto fin da subito dove volevi andare a parare, niente segreti, niente doppi sensi o cambi arzigogolati. Hai una gran capacità di evocare immagini e emozioni e sono molto belle. Personalmente mi spiace solo il fatto che queste immagini e emozioni me le racconti e non me le fai vedere, i mille orrori quali sono? Le risate e gli scherzi e i piccoli piaceri che si riscoprono quali sono?. Hai dosato bene le situazioni anche se il finale forse è un poco affrettato rispetto al resto, qualche carattere in più avrebbe dato un grande aiuto.
Comprendo che il piano B sia l'andarsene per cercare una nuova strada però faccio fatica ad accettarlo come tema perché non è mai stato una reale alternativa è sempre stata la prima scelta, la più forte, il piano A direi.

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roberto.masini
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#7 » mercoledì 30 ottobre 2019, 17:37

Ciao, Gabriele.
Le tue ardite metafore non mi hanno convinto; la storia del ragazzo che abbandona la campagna per cercar fortuna in città è diventato un topos abusato. Non traspare, secondo me, la tensione dell’autorealizzazione del protagonista e il piano B è proprio la partenza e quindi, il vero e unico piano A.
Buon Halloween!

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Gennibo
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#8 » giovedì 31 ottobre 2019, 0:25

Ciao Gabriele, è stato un piacere leggerti, come gli altri ho apprezzato il potere evocativo della tua scrittura, seppure anche io non ho capito a quali orrori ti riferissi, e sono inciampata sul “mare di verdure” così come la frase sulle forme invisibili, molto bella, ma secondo me poco realistica, ok che era buio, ma non così tanto da rendere quelle forme così invisibili. Mi è piaciuto il tema, che anche se non è originale l’ho trovato interessante e ben sviluppato.
A rileggerti!

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antico
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Re: Le radici nella vostra terra

Messaggio#9 » venerdì 1 novembre 2019, 12:27

Un racconto che fa il suo e lo fa discretamente bene. Non mira a chissà quale idea, non intende stupire, ma si ferma volutamente alla piccola grande scelta di quale vita vivere, della libertà di scegliere la propria via anche a costo di sparire nell'oblio dell'incertezza. Il piano B è quello di molti e si contrappone a quello A di una vita già scritta dal nostro passato e presente. Fino a qui, molto bene. Tuttavia ecco che la scena della cena, così raccontata, tende a fare perdere di potenza al tutto. Tra l'altro: ci parli di un padre che si sarebbe arrabbiato con lui, eppure festeggiano. Insomma, potevi tranquillamente evitare la scena conviviale per dedicare più spazio all'addio e a sviluppare meglio il perché della tua scelta di citare così spesso il Piccolo Principe. Per me un pollice tendente all'alto.

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