Datelo a me!

Appuntamento fissato per lunedì 21 ottobre con Carmen Laterza. Scrittrice indipendente, ghostwriter, editor, esperta di Self Publishing e Book Marketing, aiuta le persone a realizzare il loro sogno di scrivere e pubblicare un libro. Alle 21.00 verrà rivelato il tema da lei scelto e si avranno le solite quattro ore di tempo per scrivere un racconto di massimo 3300 caratteri. I migliori dell'edizione verranno inviati alla guest star per commento e classifica finale.
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wladimiro.borchi
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Datelo a me!

Messaggio#1 » martedì 22 ottobre 2019, 0:09

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Era la terza volta che Giovanni passava dinanzi all’hotel Regina, quel pomeriggio.
Da due giorni Milano era sottosopra, tanto che anche lui, nascosto da mesi, era sceso in città, sicuro di non correr più pericoli.
La notizia gli era stata portata da un ragazzo mandato dal vescovo. Per quel che aveva capito, la divisione Garibaldi “Gramsci” era in città, di Mussolini non si avevano notizie già da un giorno e i pochi tedeschi rimasti erano tutti asserragliati negli hotel o nelle fattorie.
A lui ne interessava uno in particolare e lo voleva vivo. Il solo ricordo del suo sorriso freddo gli riconsegnava il dolore delle unghie strappate e della carne bruciata.
Voleva il suo torturatore: era sceso dai suoi monti e non se ne sarebbe andato a mani vuote.
Il quarto giro fu quello fortunato.
Mentre si trovava sul retro dell’albergo, udì delle grida provenire dalla porta di servizio. All’apparenza un’anziana signora, riversa a terra, veniva presa a calci e sputi da tre partigiani.
«Ma che fate? Non vi vergognate a pigliarvela con una povera vecchia?»
Il gruppetto sorrise all’unisono e uno di loro sfilò il fazzoletto dal capo della donna: «Tel chì! Altro che pora carampanna!»
Era lui.
Giovanni quasi vacillò quando lo vide in faccia: ricordava ogni terribile istante in cui il tedesco aveva minacciato, tagliato, strappato e bruciato.
Ogni momento della tortura era impresso in maniera indelebile nella sua memoria.
Intanto il più basso dei tre spiegava: «Non ha nemmeno la dignità di morire da uomo, s’è vestito da donna e cercava di scappare da qui!»
Giovanni cambiò espressione e si strinse la sciarpa al collo: «Questo bastardo mi ha torturato!» mostrò quindi le croste rosse e violacee, al posto delle unghie delle mani. Poi fissò il tedesco con occhi di fuoco: «Te lo ricordi che cosa mi hai fatto, vero?» e gli assestò un violento calcio nelle costole.
«Datelo a me, vi prego!»
I tre si guardarono e si lasciarono andare a un solenne gesto di assenso, da cui traspariva solidarietà e cameratismo. Poi il più alto dei tre disse: «Fanne quello che vuoi, tanto noialtri lo avremmo ammazzato a calci e basta. A te, con quel che ti ha fatto, verranno di sicuro idee migliori!»


** * **

Dopo aver lasciato l’auto, Giovanni, pistola alla mano, aveva fatto camminare il tedesco per un’intera giornata. All’inizio l’uomo si era lamentato, aveva chiesto scusa, aveva anche tentato di corromperlo per farsi lasciar libero.
Da almeno un’ora appariva rassegnato al suo destino.
«Siamo arrivati!»
Si erano lasciati alle spalle un grande lago di montagna e avevano iniziato a percorrere un sentiero di ciottoli affilati come rasoi, che si arrampicava tra due cime innevate.
Era sera inoltrata e Giovanni doveva sbrigarsi a sistemare le cose, per tornare a un rifugio, prima che facesse notte: estrasse il coltello e lo conficcò a forza nella corda che legava il prigioniero.
«Vai! Come il sentiero scende a valle sei già in Svizzera. Là ti attende il verdetto di un giudice e, forse, la tua seconda possibilità!»
Il tedesco era allibito: «Non volevi vendicarti? Ti ho minacciato, ti ho torturato...»
«Te l’ho detto! Giù per quel sentiero c’è chi ti giudicherà, io sono solo un uomo!»
Giovanni si voltò e riprese a camminare a ritroso, mentre il collarino ecclesiastico gli spuntava da sotto la sciarpa.



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antico
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Re: Datelo a me!

Messaggio#2 » martedì 22 ottobre 2019, 0:15

Ciao Wladimiro! Tutto ok con i parametri, buona Libroza Edition!

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Massimo Tivoli
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Re: Datelo a me!

Messaggio#3 » martedì 22 ottobre 2019, 13:31

Ciao Wladimiro. È sempre un piacere leggere i tuoi racconti. Ho davvero poche cose da dire. Questo è un altro caso in cui scriverò il commento per non beccarmi il malus e raggiungere quindi le 300 battute minime ;-) Perché il racconto mi è semplicemente piaciuto. E quando è così c’è poco da dire oltre che “Bello! Complimenti!”. La vicenda è suggestiva, l’ambientazione storica contribuisce a renderla ancora più suggestiva. Mi è piaciuto molto il doppio disvelamento sul finale: il cambio di piano (appunto, il piano B) e la rivelazione sull’identità del protagonista, del prete, che rende il suo atto di clemenza plausibile.
Complimentoni e buona Edition!

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Wladimiro Borchi
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Re: Datelo a me!

Messaggio#4 » martedì 22 ottobre 2019, 16:50

Grazie Massimo delle belle parole.
La storia è ispirata a un fatto vero.
Don Giovanni Barbareschi, prete davvero sui generis e fondatore dell'O.S.C.A.R., durante l'occupazione nazista accompagnava alla frontiera svizzera, via monti, tutte le famiglie ebree che riusciva a trovare. Dopo la liberazione, ha fatto lo stesso con i nazisti, per evitar loro di essere linciati dal popolo in rivolta.
È morto nel 2016 (mi pare)
In un intervista ricordo che raccontò di aver salvato dal linciaggio anche un gerarca nazista che lo aveva torturato almeno un paio di volte.
Persona spettacolare e vero apostolo cristiano che meritava di esser ricordato anche qui.
Baci in bocca
W
IMBUTO!!!

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maurizio.ferrero
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Re: Datelo a me!

Messaggio#5 » mercoledì 23 ottobre 2019, 9:15

Ciao Wladimiro

Bella storia. Ben scritta, ben narrata, ottima ricostruzione del periodo. Ma è un po' il tuo pane, vero?
Veramente poco da dire, mi è piaciuta, per cui vado a trovare il pelo nell'uovo: quel "conficcò a fondo nella corda" mi suona male. Da quasi l'idea che fino all'ultima parola tu abbia voluto far credere che l'uomo stesse per uccidere il prigioniero "conficcandogli" il coltello nella schiena. Un semplice "tagliò" non suona meglio?
Pelo nell'uovo, come dicevo. Un buon lavoro.

A presto!

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Luca Nesler
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Re: Datelo a me!

Messaggio#6 » mercoledì 23 ottobre 2019, 23:19

[premessa: per il rispetto di tutti e, sapendo che ognuno preferisce le critiche ai complimenti, ho deciso di commentare senza leggere gli altri commenti e di accantonare qualunque filtro cortese. Ti prego di non confondere questo atteggiamento con mancanza di stima. Tutt'altro!]

Ciao Wladimiro! È molto che non ti commento.
La prima cosa che mi ha stonato è quella virgola prima del complemento nella prima riga. Non penso serva.
Prima riga che io avrei messo dopo “...già da un giorno e i pochi tedeschi rimasti erano tutti asserragliati negli hotel o nelle fattorie” in modo da rendere più chiaro il perché Giovanni continui a ripassare davanti all'hotel Regina. Arrivato lì è un dettaglio che mi ero già dimenticato, levando forza all'incipit.
“Voleva il suo torturatore: era sceso dai suoi monti e non se ne sarebbe andato a mani vuote.”
I “suoi” monti sembrano del torturatore a una letta superficiale. Forse anche questo pronome non serve, come il dettaglio dei monti. Un “era tornato in città” poteva ottenere lo stesso effetto senza aggiungere dettagli fuorvianti.
“Il quarto giro fu quello fortunato.” Visto che mi ero dimenticato del discorso dei giri, questa frase mi è rimasta oscura alla prima lettura.
“Il gruppetto sorrise all’unisono” unisono è un termine che generalmente viene associato al suono. Non dico che sia un errore, ma risuona inutilmente e ti porta fuori dalla lettura.
“Giovanni quasi vacillò quando lo vide in faccia” il quasi non serve. Anzi, sarebbe da epurare per rendere più vivida l'immagine.
Ottima la “pistola di Cechov” con la sciarpa.
“I tre si guardarono e si lasciarono andare a un solenne gesto di assenso” quest'immagine non mi piace. Nei dialoghi e in molti tratti riesci bene, ma questa è descritta in modo troppo strano per risultare credibile e ci spara fuori.
Nell'ultima parte non avrei usato ciottoli affilati come rasoi. I ciottoli normalmente sono i sassolini tondi dei fiumi, quindi di nuovo l'immagine risuona incoerente.
“Era sera inoltrata e Giovanni doveva sbrigarsi a sistemare le cose, per tornare a un rifugio, prima che facesse notte: estrasse il coltello e lo conficcò a forza nella corda che legava il prigioniero.”
In questa frase avrei messo tutt'altra punteggiatura.
Nel finale metti troppi punti esclamativi nelle frasi di Giovanni. Risulta troppo enfatico rispetto all'immagine verosimile della situazione. La scelta di questo piano B mi è piaciuta e mi è piaciuto che sia giustificata dalla vera identità di Giovanni, ma forse sarebbe stato da mostrare qualche conflitto interiore durante la via. Così non è chiaro quando Giovanni sia giunto a questa decisione e questo mi ha lasciato con un senso di vuoto.
Un racconto carino che potrebbe migliorare.
Alla prossima!

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wladimiro.borchi
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Re: Datelo a me!

Messaggio#7 » giovedì 24 ottobre 2019, 12:45

Luca,
Grazie davvero!
Spero che questa tua presa di posizione ci riporti tutti sulla retta via.
Hai fatto a tutti dei commenti attenti e dietro i quali c'è un impegno che ti fa davvero onore.
Cercherò di raccogliere il tuo segnale e di cercare anche io commenti più utili e dettagliati.
Grazie ancora
W

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Luca Nesler
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Re: Datelo a me!

Messaggio#8 » venerdì 25 ottobre 2019, 19:47

Grazie mille wladimiro. Ero sicuro di poter contare sul tuo sostegno :)
(E che l'avresti pensata così)

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lordmax
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Re: Datelo a me!

Messaggio#9 » mercoledì 30 ottobre 2019, 13:04

Interessante idea. Racconto che scorre liscio e lineare senza scossoni. Bel strutturato, non si capisce fino all'ultimo paragrafo. Il racconto è piacevole da leggere e le emozioni che suscita sono forti e dirette, sembra un resoconto fatto da chi ci sia stato.
Il prete partigiano era un grande classico, non certo i vescovi ma i preti sì quindi è anche credibile che alla fine scelga di risparmiarlo e consegnarlo a un giudice migliore di lui.
Mi sarebbe piaciuto leggere gli scambi di battute durante il viaggio verso la montagna, questo sì.

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roberto.masini
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Datelo a me!

Messaggio#10 » mercoledì 30 ottobre 2019, 17:27

Ciao Wladimiro.
Ho apprezzato moltissimo la cornice storica del tuo racconto che mi ha indotto anche a documentarmi (potenza di Minuti Contati!). Il coupe de theatre legato all'agnizione finale è magistrale: tutti si aspettano la realizzazione di una giusta vendetta nei confronti dei torturatori nazisti. Complimenti.
Come chiosa finale contesto la contestazione di altri commentatori sui ”ciottoli affilati” in quanto il dizionario Treccani conferma l’uso estensivo del termine col significato di “sassi”.
Buon Halloween.

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emiliano.maramonte
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Re: Datelo a me!

Messaggio#11 » mercoledì 30 ottobre 2019, 23:20

Ciao Wladimiro!
Non potevo non leggere un tuo nuovo lavoro breve, e quindi l'ho fatto a bocce ferme (avendo consegnato la mia classifica) e con tranquillità (sei fuori girone, mia figlia è andata a letto, mi sto rilassando davanti al PC).
E dunque il racconto mi è piaciuto: narrato ottimamente, con solo delle imperfezioni sulle quali è inutile che mi soffermi visto che già altri le hanno segnalate con precisione. Buona ricostruzione storica ed efficace lavoro sull'impatto emotivo. Ho apprezzato davvero la tensione narrativa costruita su una possibile vendetta che poi non è arrivata, anche se un po' telefonata, mi aspettavo infatti un gesto di clemenza da parte di Giovanni. Ma quello che totalmente ignoravo era l'antefatto storico a cui la trama è ispirata, e allora tutto ha avuto perfettamente senso.
Che dire di più? Sei migliorato tantissimo qui a MC e credo che con questo racconto puoi tranquillamente aspirare alla vittoria finale!

In bocca al lupo!
Emiliano.

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Gennibo
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Re: Datelo a me!

Messaggio#12 » giovedì 31 ottobre 2019, 0:23

Ciao Wladimiro, del tuo racconto mi è piaciuto quasi tutto. L’ambientazione, il periodo storico, il protagonista in cerca di vendetta che fa l’eroe rimproverando i partigiani che trattano male una vecchietta, tutto ben descritto. Il finale l’ho trovato poco in sintonia con il resto, come se avessi avuto bisogno di trovare una chiusura d’effetto al racconto. Perché lasciarlo andare? Cosa fa pensare al prete che verrà veramente giudicato in Svizzera? Potrebbe comunque riuscire a nascondersi. Apprezzo l’idea che il prete non voglia sostituirsi a Dio come giudice. Mi è sembrato più un Ponzio Pilato, lascio agli altri quello che dovrei fare io, anche se l’essere stato torturato ha delle valenze di perdono maggiori.
P.S. Prima di postare il commento ho letto gli altri. Non ho cambiato il mio giudizio nonostante tu dica che ti sei ispirato a una storia vera. Avrei preferito venisse fuori che il prete salva tutti per sua convinzione, non importa di quale fazione siano quelli che porta in salvo, e lui salva addirittura una persona che lo ha torturato. Come dire, non basta una toga per giustificare il suo operato, poteva essere un muratore o un avvocato, sono le sue convinzioni di brava persona che lo fanno agire, oltre che quelle di buon cristiano.
Magari potresti giocare su un conflitto del protagonista: lo lascerà andare come ha fatto con gli altri che ha salvato, o lo butterà giù dalla rupe?
Giusto due appunti: “carampana” invece di “carampanna” e migliorerei “corromperlo per farsi lasciar libero”.
Comunque un buon racconto.
Ciao e alla prossima!

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antico
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Re: Datelo a me!

Messaggio#13 » venerdì 1 novembre 2019, 12:02

Un gran bel messaggio in questo racconto, bravo. Mi sembra tuttavia che, considerato il fatto del volere essere omaggio a Don Giovanni Barbareschi, l'identità del protagonista rimanga celata a meno di non leggere il tuo commento e questo tende a depotenziare il tutto. Inoltre, la scelta strategica di dare maggiore importanza alla fase della ricerca rispetto a quella del confronto mi sembra errata perché è proprio nella dialettica tra i due e interna al protagonista che si trovano le maggiori potenzialità implicite del testo, purtoppo non sfruttate. Un pollice tendente all'alto, per me. Un racconto che, per come la vedo, ha ancora tanto da esprimere.

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Polly Russell
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Re: Datelo a me!

Messaggio#14 » sabato 2 novembre 2019, 11:00

Il tuo è uno dei primi racconti che ho letto, la sera stessa dell’edizione e subito dopo, in pieno spirito agonistico mi sono detta “cacchio, speriamo non capiti in gruppo con me!” XD
Sei nel tuo regno e si vede, atmosfera giusta, giusta dose di informazioni per calarci nell’ambientazione. Unico neo quel “lo conficcó a forza” non è piaciuto troppo nemmeno a me, sembra volerci tenere fino all’ultimo sulle spine e appare forzato. Tolto questo, scivola che è una meraviglia, senza intoppi, senza dubbi. Complimenti, vittoria meritatissima.
Polly

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