Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 16 dicembre dalle 21.00 all'una con il tema scelto dalla vincitrice del Premio Urania Francesca Cavallero e dai finalisti dell'Urania Short Fabio Aloisio, Elia Gonella e Axa Lydia Vallotto!
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antico
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Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 17 dicembre 2019, 2:04

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BENVENUTI ALLA URANIA CHRISTMAS EDITION, LA QUARTA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 135° ALL TIME!

Questo è il gruppo TEMPO della URANIA CHRISTMAS EDITION con FRANCESCA CAVALLERO, FABIO ALOISIO, ELIA GONELLA E AXA LYDIA VALLOTTO nella vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo TEMPO dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo BRADBURY.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo SPAZIO


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dalle GUEST STAR. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo TEMPO:

Desert Storm, di Maurizio Ferrero, ore 22.30, 3331 caratteri
Tutto, per, di Riccardo Rossi, ore 00.05, 3326 caratteri
Due minuti, di Viviana Tenga, ore 23.48, 3326 caratteri
Blu, di Adriano Muzzi, ore 00.14, 3282 caratteri
L’Anello, di Isabella Valerio, ore 01.24, 3305 caratteri MALUS 4 PUNTI
Pulizie annuali, di Alexandra Fischer, ore 21.54, 2917 caratteri
Ars Memoriae, di Dario Cinti, ore 00.18, 3259 caratteri
Liberazione, di Romina Braggion, ore 00.55, 3290 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 26 DICEMBRE per commentare i racconti del gruppo BRADBURY. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 27 DICEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare gli OTTO racconti del gruppo BRADBURY e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTITRE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo BRADBURY.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA URANIA CHRISTMAS EDITION A TUTTI!



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Laura Cazzari
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » mercoledì 18 dicembre 2019, 10:44

Complimenti a tutti per aver tirato fuori così varie interpretazioni del tema.

Per stilare la classifica ho considerato sia la qualità del racconto sia l'attinenza al tema.

1. Blu, di Adriano Muzzi
2. Tutto, per, di Riccardo Rossi
3. Due minuti, di Viviana Tenga
4. Desert Storm, di Maurizio Ferrero
5. Ars Memoriae, di Dario Cinti
6. L’Anello, di Isabella Valerio
7. Pulizie annuali, di Alexandra Fischer
8. Liberazione, di Romina Braggion

Desert Storm, di Maurizio Ferrero
Ciao Maurizio, è un piacere rileggerti e vedere che ti sei cimentato in qualcosa di nuovo. Mi è piaciuto come sei riuscito a farmi entrare nella scena. Sei riuscito a spiegare bene cosa stava accadendo senza perderti in inutili descrizioni. Sebbene la mia indole di lettrice volesse avere più particolari, trovo che tu abbia fatto bene a non cascare sull’infodump. Effettivamente le informazioni che servivano ai fini della storia c’erano. Passiamo ahimè alle note dolenti. Primo tra tutti il tema. Leggendo gli altri commenti noto che è un problema solo mio, ma non trovo molto del tema richiesto nel tuo racconto, se non nella frase finale che ho trovato davvero messa lì a forza. Come colleghi il molto spazio al poco tempo? Secondo me partendo anche dalla stessa trama avresti potuto sfruttarlo meglio. Nella storia trovo che manchi qualche elemento per convincermi a pieno, forse un po’ più di azione. Infine, mio pallino personale, non mi sembra che i normali Zombie corrano. Mi piace l’immagine che hai evocato della tempesta di sabbia, ma forse avresti dovuto spiegare velocemente perché hanno questa particolarità.

Tutto, per, di Riccardo Rossi
Ciao Riccardo, sono contenta di tornare a leggerti. Che dire, hai dato un taglio davvero originale al tema. Il tempo viene pagato con lo spazio. Invidio la capacità di chi riesce ad andare così fuori dagli schemi classici. Mi piace molto anche la tua scelta di stile show don’t tell. Tuttavia, ho dovuto rileggere il racconto un paio di volte per afferrare appieno la storia e durante le letture mi sono sorti alcuni dubbi che non sono riuscita a dissipare. Punto primo non ho capito dove si svolge la scena? Siamo in un ufficio con molte persone? Punto due il venditore è una fata o un alieno o entrambi? Nel complesso un buon racconto con margini di miglioramento.

Due minuti, di Viviana Tenga
Ciao Viviana, anche secondo me hai uno narrativo molto buono in grado di catapultarti subito nella storia. Il tema l’ho trovato appena sfiorato, ma presente senza grandi forzature. Mi piace molto la chiave introspettiva che hai dato alla storia. Il trauma irrisolto che condiziona le nostre vite. Un appunto che mi sento di farti riguarda il motivo per cui l’uomo è andato dalla vecchia. L’hai liquidato in poche battute con un semplice “ho i soldi perché no”, ma forse sarebbe stato più d’effetto se fosse andato perché stava per diventare papà… non so.

Blu, di Adriano Muzzi
Ciao Adriano complimenti hai scelto una tematica molto attuale e sei riuscito a trattarla con delicatezza e a non cadere nella banalità. Il finale viene svelato poco alla volta e quando la verità diventa evidente il lettore prova un senso di angoscia. Il tema direi che è presente, l’unico appunto che mi sento di farti riguarda la parte centrale, capisco la tua intenzione di “stressare” sul blu, ma alcuni punti non sono chiari. Forse potevi sfruttare i caratteri per dare qualche maggior indizio sul finale.

L’Anello, di Isabella Valerio
Ciao Isabella, il tuo racconto sembra il preludio di una storia più grande e complessa. Hai inserito troppi elementi e nel complesso la trama è diventata troppo caotica. Non riesco a capire tanti elementi che hai inserito e che sembrano anche importanti, come l’anello. Cos’è? A cosa serve? Anche il passaggio dalla Sferica alla Terra è poco chiaro. Forse la storia che hai scelto non era adatta a così pochi caratteri. Il tema non l’ho colto. Non ho trovato connessioni tra lo spazio e il tempo. A rileggerci.

Pulizie annuali, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra, devo ammettere di non aver capito il racconto. Ho provato a rileggerlo un po’ di volte, ma è un po’ tutto confuso secondo me. C’è una stanza che permette di fare pulizia nella mente di tutti? Come? Anche il tema non l’ho trovato, anche se hai inserito più volte delle frasi che lo richiamassero. La descrizione iniziale è lunga e troppo dettagliata per un racconto breve. Avresti potuto sfruttare quei caratteri per spiegare meglio la tua idea.

Ars Memoriae, di Dario Cinti
Ciao Dario, benvenuto su MC. Allora leggendo il tuo racconto mi è quasi parso di vedere un episodio di Black Mirror. Il tuo stile di scrittura è molto evocativo e mi è sembrato di assistere a una scena di un film, ma si perde un po’ tutto nel finale, forse troppo affrettato. Il tema non mi sembra sviluppato al meglio. Il poco tempo sono 120 anni di vita? E il troppo spazio sono gli Yottabyte? Con qualche dettaglio in più e un finale adeguato sarebbe stata una bella prova.

Liberazione, di Romina Braggion
Ciao Romina e benvenuta su MC. Sono sicura che il tuo racconto sia carico di simbolismo, ma ho avuto davvero difficoltà a cogliere cosa volessi trasmettere. Cosa sono le biglie? Le cose represse? La scrittura non è troppo lineare e ho trovato il racconto un po’ poco frammentato. Inoltre, non riesco a trovare molta analogia al tema. Dov’è il poco tempo? Dov’è il troppo spazio? Alcune frasi sono troppo complesse per un acconto breve. Le basi per una buona prova ci sono, forse devi solo rimetterci un po’ mano.
Laura Cazzari

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Polly Russell
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 19 dicembre 2019, 1:57

1) Due minuti -Viviana Tenga-
buongiorno cara! Un bel racconto che si lascia leggere tutto d’un fiato, il tuo. Merito, di uno stile pulito, privo di fronzoli lessicali. Certo alla frase “quanto può volerci a trovare qualcosa che è dentro di te?” mi è venuto da ridere pensando a chi passa metà della vita in analisi per trovare la stessa cosa. E infatti...
Mi piacerebbe sapere di più su quest’uomo, quindi mi auguro che troverai il modo di ampliare il racconto, sta bene anche così, intendiamoci, sarebbe solo un mio piacere.




2) Blu -Adriano Muzzi-
Accidenti che dolore, Adriano. Complimenti anche per la scelta così attuale.
Ho poco da segnalarti, se non che le ultime righe sono superflue. È già tutto chiaro dal braccio aggrappato al pezzo di legno, e anzi, forse il pensiero del padre spezza un po’ la drammaticità e la poesia del pezzo.
Usi la parola “ridacchiare” per non ripeterti con “ridere” subito dopo, ma non mi piace. Avrei usato “ridere” prima e magari “sorridere” dopo. È difficile che si dica “ti farà ridacchiare”, ma è un dettaglio del tutto trascurabile.
È chiaro da subito, per chi è un po’ avvezzo a storie drammatiche che non è lo spazio, o una colonia, o un posto vero quello di cui si sta parlando, ma questo non toglie una briciola al dolore che scatena il finale. Davvero un buon lavoro.


3) Tutto, per -Daniel Travis-
Ciao! Quanto tempo che non leggevo un racconto sul Piccolo Popolo, o comunque, di cui, il piccolo popolo, ne facesse parte. Una sorta di patto col diavolo “in rosa”, più delicato e meno devastante. E quel “ne faremo meraviglie” con almeno un paio di significati. Il dialogo è ben gestito e le informazioni sono dosate in modo giusto. Il tema è centrato, in una variante che finora non mi era capitato di leggere, dove il tempo e lo spazio diventano merce di scambio. Buona prova.



4) Desert Storm -Maurizio Ferrero-
Ciao Maurizio! Ben ritrovato anche a te. Amo i racconti post apocalittici e adoro quelli sugli zombi, quindi questo tuo pezzo avrebbe tutte le carte in regola per ammaliarmi oltre misura. Purtroppo c’è, per i miei gusti, poca azione, davvero troppo poca, gli zombi me li fai solo intuire, anche se la tempesta di sabbia alzata dal loro incedere è una gran bella immagine.
Non credo che in una situazione come quella ci si sarebbe davvero preoccupati per il sonno, credo, in realtà, sarebbero saltati come grilli.
Il tema è centrato alla perfezione.
Per i miei gusti, ripeto, ti sei un po’ dilungato sui due protagonisti, perché si sono innamorati, o dove lui tiene le sigarette (che fa tanto anni ottanta!). Risparmiando una manciata di caratteri, invece, avresti potuto mostrarmi gli zombi, magari visti da un binocolo. O spendere un paio di parole in più per la tormenta, perché è un’immagine davvero ben riuscita.
Comunque, tutto sommato, il racconto mi è piaciuto. Mi piace questo tuo stile sincopato, fatto di frasi corte, quasi spezzate. Danno un ritmo del tutto peculiare alla lettura.


5) Ars Memoriae -Dario17-
Ciao Dario, benvenuto.
Oh Dio una “manina” più grossa e pelosa mi ha fatto pensare a una specie di mutante! XD, mano, è meglio.
Senza dubbio è una buona idea, ed è buona anche la descrizione. Rimango un po’ perplessa sui particolari. Perché svuotare i ricordi dei morenti? Ci fai girare intorno tutto il racconto, il minimo che mi aspetto è sapere a cosa serva questa procedura. Cosa ha a che fare questo con l’immortalità? Perché anche questo è fondamentale ai fini della trama, se ci dici che centoventi anni sono pochi.
Quindi, in sintesi, una buona idea da sviluppare e corredare delle informazioni mancanti.


6) L’Anello -Gennibo-
Ciao, credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo.
Direi che hai messo un po’ troppa carne al fuoco, per cominciare. Il voler chiamare la Sfera (o la Sferica) il pianeta d’origine lascia presagire che non sia la terra, capisco la voglia di dare il colpo di scena alla fine, ma questa soluzione, a mio avviso, funziona poco. La troppa carne al fuoco è ad esempio questo anello. Cosa fa? Gli inibisce i pensieri spontanei? Quindi parliamo di una specie di distopia, dove gli umani sono controllati da un potere superiore. Però oltre all’accento ai pensieri non c’è altro. A che serve la sua energia? Secondo me, con i caratteri che avevi a disposizione, l’anello avresti dovuto toglierlo del tutto. Il la avrebbe impedito alla storia di funzionare comunque.
Perchè la Sfera è così lontana? Tanto da essere “sperduta nello spazio”? Sarebbe stato più facile raggiungere direttamente Marte dalla Terra, che partire dalla Terra, arrivare in un punto lontanissimo e poi di nuovo su Marte. A che pro?
Siamo riusciti in sole tre generazioni a colonizzare Marte, non solo, a renderlo abitabile senza le famose cupole, tanto care alla fantascienza. Tutto è possibile ma è bizzarro. In più, perché il nonno lo definisce “la nuova America”? Era addirittura un abitante della terra, emigrato sulla Sfera già abbastanza cresciuto da aver zappato e diserbato un terreno, e poi è di nuovo emigrato su Marte? Avrebbe dovuto definirlo la “Nuova Sfera” al massimo. Insomma, l’idea è che tu voglia farci credere che la Sfera sia la Terra, ma ci fai arrivare a questa conclusione portandoci fuori strada, quindi il colpo di scena finale, cessa di essere tale, per diventare un “ma come cavolo è possibile?”
Detto questo, hai buttato giù un sacco di roba che su un racconto più ampio, mi sarebbe piaciuta un sacco. Quindi, i miei due centesimi, sono che dovresti rimetterci mano e farne un racconto lungo, che tra l’altro avrei piacere di leggere.
Tema centrato a metà, perché non ho avuto la sensazione del poco tempo.
Alla prossima.


7) Liberazione -Romina Braggion-
Ciao, benvenuta!
Ho trovato alcune descrizioni esagerate, nonostante abbia capito bene a cosa ti siano servite. La propria immagine allo specchio non può spuntare devastata dalla mattina alla sera. Il decadimento ha un tempo, può coglierti più o meno alla sprovvista, uno dei punti che hai toccato, tutto insieme non sarebbero giustificati nemmeno dopo un risveglio dal coma. La simbologia che dai alle biglie invece mi ha colpita molto. Suggestiva sia l’immagine che descrivi che il senso.
Ben risolta anche la descrizione del marito, che qualifica al contempo il matrimonio stesso. Lo stile è un po’ lezioso, per un racconto che, visto il bel finale, avrei preferito più fresco. Comunque una discreta prova.



8) Pulizie annuali -Alexandra Fisher-
Ciao cara, ben ritrovata.
Ahimè temo di non aver capito il tuo racconto. Il finale del tuo racconto, per la precisione. Ma andiamo,per gradi. Intanto ti segnalo un paio di cose che non mi tornano. L’orologio color avorio non può spiccare su una parete dello stesso colore, a meno che non sia voluto. Quindi avresti dovuto scrivere qualcosa come “spiccava nonostante...”
Non è così strano che ci siano stanze prive di polvere.
E ora veniamo al finale. Non capisco in che modo lei sia un aspirapolvere umano, stava risucchiando i ricordi delle altre, quindi? E allora perché dicono che è la sua di mente a dover essere pulita. E perché lei non vorrebbe farlo? Per tutto il tempo ho creduto che stesse ricordando cose a caso, per non farsi svuotare la mente, non che fosse lei a svuotare le altre.
Il tema è centrato a metà, secondo me. Va bene il poco tempo, ma una stanza bianca, chiusa, senza porte o finestre, mi da tutto ma non il senso di “tanto spazio”. Alla prossima!
Polly

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antico
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » lunedì 23 dicembre 2019, 18:39

Solo due classifiche arrivate fino a ora per questo gruppo. Il tempo scorre...

andyvox
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » martedì 24 dicembre 2019, 12:35

Ecco la mia classifica, c'erano diversi racconti davvero belli, nell'assegnazione dei posti in classifica ho tenuto conto anche dell'adesione al tema:

1) Blu
2) Desert Storm
3) Due minuti
4) Tutto, per
5) Ars Memoriae
6) L'anello
7) Liberazione
8) Pulizie annuali

Ed ecco i vari commenti:

Blu

Ciao Adriano,

piacere di leggerti. Tema centrato e molto potente per un racconto che ha un fortissimo impatto emotivo. Personalmente, non ho apprezzato al cento per cento lo stile, gestire un racconto fatto quasi solo di dialogo non è facile. Anche se devo dire che sei stato bravo a gestire questo tipo di struttura, io ho sentito in diversi punti la mancanza di qualche riga di descrizione in più, per spezzare un po' il ritmo e dare al lettore qualche elemento di contesto. Nel complesso, comunque, una prova più che buona.

Desert Storm

Ciao Maurizio,

il tuo racconto mi è piaciuto, la scelta di non far vedere gli zombie secondo me crea una maggiore tensione e al tempo stesso evita di cadere in facili stereotipi. Ottima la caratterizzazione dei personaggi, in poche righe di dialogo riesci a delineare molto bene la loro psicologia e a farceli sentire vicini. C'è solo una nota dolente, rappresentata dall'infodump che ti ha già segnalato Emiliano. Mentre leggevo il racconto mi ha fatto l'effetto di un boccone indigesto, è proprio una caduta di tensione e ritmo non indifferente. Fra l'altro, non credo nemmeno sia così essenziale, ai fini della narrazione, sapere che i due sono esperti survivalisti. A dirla tutta, anzi, credo sia proprio l'opposto: se fossero due persone normali e non degli esperti di sopravivvenza saremmo forse portati a empatizzare ancora di più con le loro vicende.

Due minuti

Ciao Viviana,

piacere di leggerti. Il tuo racconto mi è piaciuto molto, in certi passaggi tocca le corde della commozione, ma a dirla tutta ho qualche perplessità sul fatto che tu abbia centrato in pieno il tema. Sul tempo siamo d'accordo, ma lo spazio quale sarebbe? Lo spazio interiore della mente e della coscienza del protagonista? Forse avresti dovuto specificare meglio questo punto. Un altro limite, ma qui il problema è dato dal limite estremo di caratteri da rispettare, è il fatto che il personaggio della vecchia sia solo abbozzato, mentre meriterebbe davvero più spazio. Nel complesso, un racconto con un potenziale davvero notevole, che andrebbe però ampliato un poco, al di là dei limiti fissati per questa gara.

Tutto, per

Ciao Riccardo,

credo che sia la prima volta che leggo un tuo racconto, piacere di conoscerti. Come prima cosa, devo dire che l'idea di base del racconto è semplicemente geniale, fra quelli che ho letto è la declinazione del tema più originale e di effetto. Il problema di fondo è che anche io, come Laura, ho dovuto rileggere il racconto tre volte per capire, credo che tu sia stato davvero troppo criptico in certi passaggi (a cominciare dal titolo!). Nel complesso mi piacciono i racconti in cui non si dice tutto e si lascia al lettore il compito di completare alcuni passaggi, ma per i miei gusti in questa prova ti sei spinto un po' troppo oltre in questo senso.

Ars Memoriae

Ciao Dario, benvenuto.

Comincio dal finale, perchè la frase di chiusura mi è piaciuta moltissimo. Bella anche l'idea di base, anche se per quanto riguarda l'attinenza al tema hai un po' "giocato" con il concetto di spazio, inteso come spazio di memoria sul disco. Ci può stare, ma è un po' tirato. Il limite principale del racconto sta nel fatto che in diversi passaggi sei stato un po' oscuro, e non sono sicuro di aver capito tutti i dettagli della trama. Ad esempio, io fatico molto a capire come interpretare questo passaggio:

«Dottoressa, vada ad avviare il Memoriae mentre io finisco di inizializzare il paziente.» disse il Nathanson a due dimensioni.
Il Nathanson del presente si alzò e si girò.

Il paziente è un Nathanson vecchio? Ma allora come si inquadra la frase finale, le allusioni alla difficoltà di interagire con i pazienti e tutto il resto? Non so, c'è qualcosa che continua a sfuggirmi, peccato perchè il racconto aveva un ottimo potenziale a mio giudizio.

L'anello

Ciao Isabella, piacere di leggerti.

Ho l'impressione che il tuo racconto sia stato scritto un po' di fretta, e per questo motivo diversi passaggi risultano un po' troppo veloci, altri sono proprio mancanti e nel complesso non si riesce a creare la giusta tensione. Non so se ho capito male io, ma tra le altre cose c'è anche una certa confusione sul fatto che il personaggio sia uomo o donna: all'inizio del racconto scrivi "Chiedevo curiosa", verso la fine i verbi sono tutti al maschile ("ero riuscito a capire", "Sono andato a prendere"). Nel complesso, credo che ci siano diverse cose da rivedere.

Liberazione

Ciao Romina, benvenuta.

Personalmente ho fatto un po' fatica a capire il senso del tuo racconto, c'è un simbolismo di fondo che mi sfugge. Il tono emotivo è molto forte, e questo è un punto di forza, ma ho trovato lo stile troppo caricato in più di un passaggio (la scena del risveglio in modo particolare), inoltre il marito è descritto in modo a mio gusto davvero macchiettistico. Se volevi trasmettere il dolore di una donna, sei riuscita in pieno, ma il racconto non ci fa capire i motivi per i quali questa donna stia così male, e cosa potrebbe fare per migliorare la sua condizione. Anche il tema mi sembra centrato solo in parte, ma credo che sia dovuto anche al fatto di non aver colto tutte le sfumature che tu volevi trasmettere.

Pulizie annuali

Ciao Alexandra, piacere di leggerti.

Devo dire che non ho molto da aggiungere ai commenti precedenti. Io proprio non sono riuscito a capire il racconto, ci sono troppi elementi mancanti che sfuggono alla mia comprensione. Tra l'altro, per quello che sono riuscito a interpretare, non trovo nemmeno una piena attinenza con il tema. Nel complesso, credo che sia una prova molto rivedibile, purtroppo.
Andrea Pozzali

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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » martedì 24 dicembre 2019, 14:08

Commenti in ordine canonico, classifica al fondo.

Sono stato molto indeciso sui primi racconti, le idee mi sono tutte piaciute molto, ed erano molto distanti e difficili da confrontare.


Desert Storm, di Maurizio Ferrero
► Mostra testo

Tutto, per, di Riccardo Rossi
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Due minuti, di Viviana Tenga
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Blu, di Adriano Muzzi
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L’Anello, di Isabella Valerio
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Pulizie annuali, di Alexandra Fischer
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Ars Memoriae, di Dario Cinti
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Liberazione, di Romina Braggion
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1. Blu, di Adriano Muzzi
2. Tutto, per, di Riccardo Rossi
3. Due minuti, di Viviana Tenga
4. Desert Storm, di Maurizio Ferrero
5. Ars Memoriae, di Dario Cinti
6. L’Anello, di Isabella Valerio
7. Pulizie annuali, di Alexandra Fischer
8. Liberazione, di Romina Braggion

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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 25 dicembre 2019, 23:49

Ecco la mia classifica, come di consuetudine sempre agli sgoccioli.
E' stato un ottimo contest, ho letto bella roba, mi siete piaciuti tutti.


Due minuti - Viviana Tenga
Ciao Viviana, è stato davvero un gran piacere leggere il tuo racconto.
La scrittura scorre che è una meraviglia, senza troppi cincischi e va dritto al cuore della questione: l'introspezione.
Il protagonista la mette subito sul facile, ma non si troverebbe lì dalla Vecchia se lo fosse davvero; sa perfettamente che la cosa necessita un ausilio esterno ed un grande sforzo interiore per sondare l'insondabile celato dentro di sé.
Ottimo il narrato introspettivo, le immagini simboliche sono evocative e le ho trovate davvero suggestive, complimenti.
L'unica nota dolente? Avrei voluto saperne di più. Perché il protagonista si trova in questa situazione? Cosa è successo nel suo passato tanto da portare il suo subconscio a manifestare tanto malessere? Forse non c'era sufficiente spazio per menzionarlo, ma un accenno avrebbe appagato la curiosità che riesci a scaturire nel lettore, il che è un ottimo obiettivo raggiunto.
L'immagine cinica della Vecchia incornicia il tutto fornendo un mood alchemico e malsano alla sua figura, una sorta di antro della strega che è tutt'altro che benefica e pensa solo al suo tornaconto. Tema centrato benissimo. Credo il migliore del girone, a mio avviso. Complimenti. Alla prossima!

Tutto, per - Riccardo Rossi
Ciao Riccardo, credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo e ne sono rimasto davvero colpito.
Il titolo è criptico ma nel giusto modo, e non appena si giunge a comprendere su che corde vibra il racconto diventa ancor più intrigante. Innestare il tema in questo contesto è stato davvero geniale, forse il più geniale di tutti. Come ho notato sia valido per molti altri qui, adoro inserimenti di questo genere, come il Piccolo Popolo. Una versione alquanto meschina e subdola, che ha pienissimo controllo sulla situazione ed è evidente che ha il coltello dalla parte del manico. Il cliente si muove bene, sa perfettamente chi ha davanti e non intende sfidarlo, si limita piuttosto a domandarsi se gli convenga infine cedere a quella contrattazione, dove è palese ci sia un soppesare costante della sua convenienza in merito o meno nell'affare.
Ecco, qui ci si perde un po, o almeno io non ho colto come avrei voluto. E mi sarebbe anche piaciuto capire, magari con un pizzico di intenzioni rivelate in più, il contesto generale della cosa. Il tema è machiavellicamente centrato; tanto spazio (la terra venduta) il poco tempo (la contrattazione). Davvero una gran prova, complimenti. A rileggerci!

Blu - Adriano Muzzi
Ciao Adriano.
Che dire, il racconto inizialmente non riusciva a comunicarmi la giusta visione, forse per l'assenza (credo voluta, a questo punto) di tempo e spazio come già ti è stato fatto notare. Trovo la struttura racconto-dialogo difficile da gestire, proprio perché occorre soppesare in un certo modo l'utilizzo dei dialoghi senza l'ausilio del testo narrato. Tu ci sei riuscito diciamo quasi del tutto, perché si fa un po fatica ad inquadrare la situazione, ma penso che tu l'abbia impostato in questo modo per dare lo "scossone" finale catapultando il lettore nell'amara realtà che vivono entrambi. Inizialmente avevo pensato ad un contesto alieno, o qualcosa di simile, ma non al mare, sebbene poi parlando di pesci ci si arriva per forza di cose. Il finale ti impatta addosso come un macigno, ed il tema è centrato in pieno. Un po di confusione con l'utilizzo dei tempi verbali cambiando prospettiva, ma nel complesso è un ottimo racconto, mi è piaciuto. Un saluto alla prossima!

Desert Storm - Maurizio Ferrero
Ciao Mauri, rieccoci qui, con l'onere (ed il piacere) di commentare un tuo ennesimo lavoro che sa, in un modo o nell'altro, sempre distinguersi.
L'idea dell'apocalisse zombie mi è piaciuta, è sicuramente qualcosa di diverso da ciò che si è visto in linea di massima in questo contest, che ha puntato molto su descrizioni evocative e l'introspezione, oltre ad un pizzico di sci-fi. Qui, invece, abbiamo una sacrosanta zombie story, che per quanto mi riguarda è sempre ben accetta, quando sviluppata bene e tu tutto sommato l'hai fatto.
Come al solito ottimi dialoghi, ben caratterizzati, con un tocco di pulp che nel contesto non guastano anzi.
La struttura è costruita su una base classica, ricerca di materia prima per sopravvivere che, però, va a finir male, e via di nuovo verso altri lidi. Molto classica, forse troppo in realtà. Perché per quanto ben gestita, ho trovato un po assente il pathos o il picco narrativo, scorre tutto ben oliato e funzionante, ma senza colpi di testa che l'avrebbero reso memorabile.
L'ambientazione è stata un'ottima idea, zombie nel deserto in effetti se ne vedono pochi, e nonostante la difficoltà nel reperibile l'acqua (che poi è l'elemento chiave che li mette nei guai) è un nascondiglio più che intelligente.
La tormenta generata dagli zombi è evocativa, mi sarebbe piaciuto qualche dettaglio in più in generale però.
Il tema è centrato senza fatica, è ben contestualizzato a suo modo. Una prova buona, non la migliore che ti ho visto scrivere, ma rimane sempre di livello. Alla prossima!

Ars Memoriae - Dario Cinti
Sono rimasto un po interdetto da questo racconto.
Ho trovato le descrizioni evocative, sono riuscite a farmi calare nelle giuste vibrazioni, stimolando la mia visione mentale sulla stanza del Memoriae, sulla parete dove vengono proiettati i ricordi, sulla professionalità emotivamente sterile che ci si aspetta da due professionisti nell'ambito. Poi però crolla tutto. Si perde di vista il focus principale, cioè perché. Perché vengono registrati i ricordi di persone che si trovano in punto di morte? Per quale motivo viene fatto?
Si giunge alla conclusione in fretta, senza fornire al lettore una spiegazione che appaghi l'esser giunti alla conclusione. Il tema è sviluppato malaccio, così tanto spazio, così poco tempo. 120 anni possono sembrare pochi alla mente umana, avida di esperienze e di voglia di aggrapparsi alla vita il più possibile, ma lo spazio? Frase finale poi troppo banale.
Un racconto dal buon potenziale, ma poteva essere sviluppato molto meglio.

Pulizie annuali - Alexandra Fischer
Ciao Alexandra, lietissimo di leggerti.
Devo accodarmi agli altri, con grande dispiacere perché in genere mi ritrovo con le tue scritture, ma stavolta non sono riuscito a cogliere il senso del racconto; il finale quantomeno.
Dico il finale perché i primi 2/3 del testo li ho trovato davvero MOLTO evocativi. Mi ero calato completamente.
La stanza ben descritta, l'ansia dell'osservatrice, e poi la cosa che mi è piaciuta di più: i ricordi. Ma credo di aver travisato il senso che hai voluto dargli, perché nella mia ricerca del senso di quella stanza io ci ho visto ricordi che vengono letteralmente estratti dalla mente di chi si trova al suo interno, come una sorta di pensatoio (Harry Potter), in cui la stanza va a riempirsi con il contenuto della mente del soggetto, costringendolo a riviverli per esorcizzarli e prepararlo ad un nuovo percorso.
Non so se la tua intenzione fosse realmente questa o meno, ma mi era piaciuta per le sensazioni che mi aveva suscitato, ovviamente strettamente personali. Il tema lo trovo poco centrato, solo perché non ho ben capito l'esito della storia.
Evocativa l'immagine dell'orologio che viene serrato dai rovi spinosi delle rose.
Ad una prossima rilettura!

Liberazione - Romina Braggion
Ciao Romina, piacere di leggerti.
Trovo questo racconto ben scritto, in termini di descrizioni e delle emozioni del personaggio che traspirano e coinvolgono il lettore. Solo che non ho colto molto bene il messaggio di fondo, oltre all'evasione dal rapporto malsano tra Laura e Giorgio.
Il simbolismo delle biglie mi aveva inizialmente stupito e lasciato ben sperare, che non doveva per forza sfociare in qualcosa di palese (come una gravidanza aliena) o riconducibile ad una spiegazione eccessivamente raffigurante di cosa in realtà fossero; ma nemmeno l'esatto opposto. Non ha avuto una direzione, o almeno io non sono riuscito a trovarla, e non si è capito poi infine dove andasse a parare. E' un testo che si presta ad essere ampliato, ma per un contest che impone limiti di lunghezza come questo mi dispiace ma lo trovo inconcludente. Mi sembra totalmente fuori dal tema poi; dov'è il tanto tempo? Dov'è il poco spazio?

L'anello - Isabella Valerio
Ciao Isabella, piacere di leggerti.
Questo racconto, te lo dico francamente, non mi è piaciuto. Mette davvero tantissima carne al fuoco per poi lasciarcela carbonizzare sopra, senza dare un senso preciso o approssimativo. Si fa confusione sulla colonizzazione di Marte, sulla provenienza (si evince immediatamente che la Sferica fosse la Terra, impedendo alla conclusione di avere effetto).
Un andirivieni da punto A a punto B, per giungere a C e tornare poi? Davvero, forse sono io che ho dei limiti a comprendere la cosa in tal senso, ma mi è davvero sfuggita. L'anello poi, che è anche il titolo, cos'è? Ci si aspetta che venga spiegato soprattutto perché il testo ne porta il nome, poi viene ripetuto costantemente, si riesce ad ipotizzare qualcosa ma si giunge alla fine senza dargli ne capo ne coda, ci si rimane male. Il tema poi non esiste in sostanza, tanto spazio e poco tempo. Non pervenuto.
Non fraintendermi, il racconto se sviluppato come si deve, con qualche migliaio di caratteri in più a disposizione, sono sicuro possa essere eccellente, ma così purtroppo no. Spero di non esser stato troppo duro, ma è dagli errori che si può migliorare e questo laboratorio è il posto migliore per farlo, io ne so qualcosa.
Alla prossima.

La classifica è la seguente:

1) Due minuti - Viviana Tenga
2) Tutto, per - Riccardo Rossi
3) Blu - Adriano Muzzi
4) Desert Storm - Maurizio Ferrero
5) Ars Memoriae - Dario Cinti
6) Pulizie annuali - Alexandra Fischer
7) Liberazione - Romina Braggion
8) L'anello - Isabella Valerio

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filippo.mammoli
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » giovedì 26 dicembre 2019, 12:58

Eccomi qua, sopravvissuto a stento ai bagordi natalizi e perfettamente in grado, si fa per dire, di stilare la mia personale classifica.

1. Due minuti, di Viviana Tenga.
2. Desert Storm, di Maurizio Ferrero
3. Blu, di Adriano Muzzi
4. Ars memoriae, di Dario Cinti
5. Pulizie annuali, di Alexandra Fischer
6. Liberazione, di Romina Braggion
7. Tutto per, di Riccardo Rossi
8. L'anello, di Isabella Valerio

Desert Storm
Ciao Maurizio.
Il tuo racconto cattura fin dall'inizio. Il linguaggio sporco, da duri alla Quentin Tarantino risulta a tratti un po' stereotipato, ma inserito nel contesto catastrofico-post apocalittico direi che funziona. Il tuo deserto è tracciato con rapide pennellate, giuste e non ampollose. Sembra di vederlo e di poterlo toccare.
Il pacchetto di sigarette nella manica arrotolata della camicia l'ho trovata una tamarrata di tale cattivo gusto da risultare geniale. Il tema è centratissimo e il finale in sospeso mi ha convinto che il tuo è un davvero un bel racconto.

Tutto per
Ciao Daniel (anche se gli altri ti salutano come Riccardo io mi attengo al tuo nick).
Il tuo è un racconto che non manca di originalità e direi che ambientazione e dialoghi sono il suo punto forte.
La scrittura è pulita, elegante e molto efficace.
Devo dire però che a una prima lettura non avevo colto il nesso con il tema e mi erano sembrati non del tutto chiari alcuni passaggi anche nei dialoghi, ben scritti come detto, ma non mi arrivava subito chi era dei due a parlare, se il venditore o il cliente.
Mi piace l'atmosfera generale che sei riuscito a creare e il tema c'è, tanto spazio acquistato dal rappresentante del mondo fatato in cambio di 25 anni di vita o di rallentamento del male che colpisce la moglie del venditore. Un buon racconto che però mi ha lasciato l'idea di incompiutezza.

Due minuti
Ciao Viviana,
Anche nel tuo caso voglio scrivere il commento di getto, dopo aver letto il racconto e senza curarmi dei commenti degli altri, per non farmi influenzare.
Si va dritti dall'inizio alla fine. Catapultati in un mondo interiore degno di una realtà virtuale, Alice nel paese dell meraviglie, o il viaggio narcotico chimicamente indotto dagli stregoni. La ricerca nel suo passato e nel suo vissuto a caccia dei traumi del bambino per sconfiggere le paure dell'adulto, per bene e rispettabile, mi ha colpito e mi è piaciuta molto. Il tema è rispettato e svolto in modo molto originale.


Blu
Ciao Adriano.
Sono arrivato alla fine un po' sballottato e la tavola di legno marcio mi ha riportato d'un tratto alla dura realtà di un naufragio, avvenuto magari durante la fuga tentata dal nord africa verso l'Italia, visti i nomi arabi.
Tema di scottante attualità trattato con delicatezza estrema. Ti dico subito che l'idea è forte ed è bellissima la sensibilità del padre che cerca di proteggere il figlio disegnando intorno a lui un mondo dai contorni fatati e fiabeschi, ma forse l'ho trovata un po' irreale e forzata date le circostanze.
Comunque bello struggente dall'inizio alla fine, e complimenti per l'interpretazione del tema.

L'anello
Ciao Gennibo,
Il tuo racconto mi ha lasciato perplesso alla prima lettura. Forse troppa roba, in così poco spazio, tanto per parafrasare il tema di questa edizione. Alla seconda lettura ho capito che non si trattava di una fiaba raccontata dal nonno. Il linguaggio iniziale mi aveva fatto pensare a un Fantasy o appunto, una fiaba inserita in un contesto reale. Poi è uscita piano piano l'ambientazione fantascientifica e l'idea di fondo non è niente male. Un paio di "non" nelle frasi conclusive, quelle più importanti, mi hanno impedito di comprendere a fondo e hanno spezzato un po' il ritmo.
Ho trovato il tutto un po' confusionario e anche il tema, per quanto riguarda il poco tempo a disposizione non mi sembra centratissimo. Non male, ma migliorabile.

Pulizie annuali
Ciao Alexandra,
Prima di tutto voglio farti i complimenti per l'originalità della tua storia e del modo in cui hai affrontato il tema.
Mi sfugge un po' il poco tempo, o forse non lo hai contestualizzato a sufficienza.
L'idea del mondo virtuale, visitabile con la mente e il potere che ne deriva è affascinante e il racconto è, in generale, ben scritto anche se ci sono alcune forzature nel linguaggio a volte un po' troppo ricercato.
Poi, mi dispiace per la pedanteria, ma devo farti un appunto. Capisco che possa essere un tentativo di mantenere il tono colloquiale riportandolo fedelmente nei dialoghi, ma il mancato uso del congiuntivo non riesco a mandarlo giù.
"È ora che ti ripulisci la mente dal ciarpame" è la frase incriminata.
Il twist finale è efficace e divertente, anche se non capisco il riferimento alle rovine di Cathurian, ma sicuramente è colpa mia.

Ars memoriae
Ciao Dario,
Ho dovuto rileggere il tuo racconto e questo può essere sia un bene che un male.
Alla seconda lettura ho colto pienamente il senso della storia e l'idea è carina. Forse mancano alcuni dettagli decisivi per contestualizzare la storia e spiegarci quando cosa come dove e soprattutto perché.
Mi piace la descrizione accurata e a buon ritmo dei ricordi proiettati e rivisti ad alta velocità. Siamo certamente in un futuro iper tecnologico ma non sappiamo cosa stia succedendo. La battuta finale è geniale. Riguardo al tema forse mi sfugge l'ampiezza spaziale, a parte la battuta del vecchio morente.

Liberazione
Ciao Romina,
Devo farti innanzitutto i complimenti per l'ottima scrittura, pulita efficace e ricca dal punto di vista lessicale. La storia però, ben condotta fino alla fine, mi ha lasciato diversi interrogativi. Il primo è riferito al tema: a parte che non ho capito l'esatta natura delle biglie di spazio, e questo può anche andare secondo me, ma non ho trovato alcun riferimento al tempo ristretto.
Una realtà quotidiana, ormai stretta e soffocante, che hai dipinto magistralmente, ma la fuga finale resta secondo me un po' troppo avvolta nel mistero e non lega molto con il resto del racconto.

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antico
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 26 dicembre 2019, 13:41

Poche ore alla scadenza e mancano all'appello solo più due classifiche: quelle di DandElion e di Daniele Torrisi.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » giovedì 26 dicembre 2019, 22:49

Ciao e buona serata a tutti!
Ecco, dunque, la mia classifica!

Desert Storm, di maurizio.ferrero

Ciao! E auguri di Buon Natale!

In genere non vado matto per le storie di zombie, è un genere che davvero stenta a prendermi. Il perché non lo so, ma lungi dal lasciare che questo giudichi il mio parere sulla storia, rompo il ghiaccio dicendo che il momento finale, con la tempesta che arriva, è proprio un bel pay-off.
Dargli per spacciati il rigo dopo un po' meno, ma lì è pura e semplice discrezione dell'autore. Di suo, la storia s'imbottiglia in questo spiazzo nel deserto, lasciando che la testa del lettore faccia tutto il resto nell'immaginare cosa affronti Jack nel cercare l'acqua. Con cpochi caratteri, era una scelta necessaria, ma resa bene.
Devo dire che non mi convince il luogo che hanno scelto come rifugio. Una pianura salina nel mezzo del deserto? Per tirare a lungo termine non è un luogo un po' dispendioso? L'acqua sarà sempre un pensiero fisso e per raggiungere dei luoghi dove prenderla sprecherai carburante, che è ancora più difficile da trovare.
Non sarebbe più sensato muoversi a nord, verso il freddo?

Tutto, per di Riccardo Rossi
Ciao, e Buon Natale!

Sarò onesto, la primissima frase mi aveva indotto a credere che si trattasse di una vendita d'automobili. Poche righe sotto, scopro con piacere che è un patto con un appartenente del Popolo Piccolo. E se questa è una svolta che comunque adoro, il modo in cui il venditore si muove nei loro confronti è una piccola perla.
Voglio dire, sa chi ha davanti e non gioca a fare dissimulazione o mezze verità. A che servirebbe, di fondo? Sì, considerando che sta vendendo loro delle terre industriali potrebbe esserci il giochino di rifilargli un immenso parco di ferro e ferraglie, per vedere come se la cavano dopo, ma non lo fa.
Sa che loro osservano i patti che fanno, anche se nella maniera più libera che possono trovare. E mi piace che non lo dica, ma sia sottinteso.
Per come hai elaborato il tema del contest, il risultato è tanto inaspettato quanto bello. Penso che sia la storia che ho preferito finora del gruppo Tempo, quindi complimenti ancora!

Due minuti di Viviana.tenga

Quanto a lungo puoi cercare te stesso? Se hai tutte le risposte, ma non sai vederle, allora è come non averle?

Ciao! E Buon Natale!
La scelta di usare l'interiore come spazio è stata coraggiosa, perché non è immediato che sia questo a ricoprirne il ruolo. Un pensiero è necessario per cogliere l'indefinito, che per sua stessa natura cerca di sfuggire al tentativo di squadrarlo in un luogo dai bordi fissati.
Mentre il tempo è immediato, contato e ripetuto come le volte in cui Fabrizio ha preso questo intruglio e mancato il suo obbiettivo, lo spazio è qualcosa che appare, sfuma, compare sotto nuove vesti, un momento torreggiante e uno evanescente, e poi torna all'angustia della bottega malridotta.
Questo è il punto che ho preferito, qui. Che sia una scatola di Rashomon è carino, ma sarebbe bello vederne la conclusione, in bene o in male, ad un certo punto. Quante altre volte Fabrizio dovrà ripetere lo stesso passo prima di arrivare alla risposta che cerca e si trova in lui?
Mi piacerebbe davvero trovarla come short story, allungata un pochino e con la sua conclusione! ^^

Blu di Adriano Muzzi
Ciao! E Buon Natale!
Una festa adatta, in qualche modo, all'ambiente freddo di questa storia, no?

Sarò onesto; all'inizio non avevo capito molto. A metà l'ho riletto, cercando di fare più attenzione. Da qualche parte doveva esserci la soluzione e i dialoghi, che davvero occupano il grosso della narrazione, hanno fornito qualche indizio. Più che un assideramento, però, continuavo ad immaginare che fossero gli ultimi minuti di un coma o di un trauma cranico, quando il cervello sta esplodendo gli ultimi neuroni che funzionano nel tentativo di restare attivo.
In un certo senso, non ero andato così lontano.
Una pecca che devo mettere per inscritto è che il tempo e lo spazio sono un po' indefiniti, salvo che alla fine. Questa descritta prateria blu sembra ricoprire il secondo ruolo, ma è un luogo che non vediamo. Ci viene descritto dal padre, per interposta persona.
Il tempo appare davvero solo alla fine, circa i soccorsi che tardano. Il tema c'è, ma è un po' difficile da estrapolare durante la lettura. Una decisione che ha il suo perché, ma mi lascia a pensare che questa storia, con il suo limite di caratteri, non si sia espressa al meglio delle sue possibilità. Un po' estesa, con qualche indizio dato in narrazione, renderebbe molto di più.

L'anello di Gennibo
Ciao! E auguri di Buon Natale!

Non vorrei dirlo, perchè l'incomprensione è un insuccesso che va per due strade, ma non ho veramente capito che cosa la storia stesse cercando di raccontare. E questo mi dispiace perché, nonostante siano un po' accavallate e in bisogno di un piccolo riordino, le righe iniziali menzionano una serie di cose che non sono nostrane, dai nomi bizzarri e belli; il narratore le conosce, sono una parte della sua realtà, mentre noi le ignoriamo.
E reso bene, questo è un metodo veloce, ma efficace, per trasmettere il concetto che il loro mondo non è il nostro. L'inizio, quindi, era promettente. Il problema viene dopo, quando sul nonno e le sue stranezze s'incentra il grosso della storia, ma in un modo che sembra non avere capo o coda. Il senso c'è, il tempo è quello che gli rimane da vivere e lo spazio ciò che li separa dalla Sferica/Terra, ma lo accenni rispetto a quanto dedichi allo stato del nonno.
Cos'è l'anello? Che cosa fa? Da dove partono? Perché la Sferica poi diventa la Terra? Perché non vanno su Marte, se questo è diventato un luogo abitabile e nuovo?
Non credo che qui sia una questione di caratteri a sufficienza, quanto di riordinare un pochino quello che volevi dirci!

A rileggerci presto!

Pulizie annuali di Alexandra Fischer
Ciao, e Buon Natale!

L'idea di base aveva -ed ha- tanto potenziale. Nel momento in cui gli menzionano di svuotare la testa dal ciarpame, quindi dove applica un concetto mondano a qualcosa di psichico come se fosse un'abitudine, dicendoci qualcosa del suo tempo, è dove la storia sta cominciano a brillare.
Poi cade un po' in confusione, cosa che mi dispiace. Ciò di cui soffre, ci ho riflettuto nel rileggerla, non è l'avere schivato il concetto del contest, che c'è in maniera sia chiara che un po' nascosta, ma la sua realizzazione. Può dare molto di più, e in modo più chiaro, disciplinando un po' la successione degli eventi e dando un pochino di contesto extra alle immagini bizzarre che la protagonista proietta.
In che modo fare così le pulisce la mente? E perché deve farlo? In che modo essere appena arrivata dalla Terra su Cathurian glielo richiede? L'idea del tempo, grazie all'orologio, è resa in maniera molto grafica, quindi ottimo per quello, ma tutte queste domande rimangono a fare confusione.

Il che, mi accorgo, è anche insolitamente in linea con quello che viene detto alla protagonista...

Ars Memoriae di Dario17
Ciao!

L'idea che hai usato per imbastire la storia è fantastica, questo voglio dirlo; è una di quelle che nel corso della mia vita mi piacerebbe vedere davvero, se non altro per l'aspetto incredibile di registrare i ricordi e l'inquietudine che verrebbe da un simile mezzo a disposizione.
Però la narrazione mi ha lasciato confuso. Lo spazio è quello in eccesso di un singolo disco, sì? Può contenere migliaia di volte quello che occupano i ricordi del protagonista, ma questi sono limitati dall'età? In sè, non è ermetica la stesura, che di pregio ha una capacità visiva non da poco, ma il punto pratico al quale volevi arrivare.
L'ho riletta due volte e la domanda sopra è quello a cui sono riuscito a giungere, con il dubbio di avere mancato qualcosa o che un pezzo mi sia sfuggito. Non posso dire di non aver capito, ma ho la sensazione che mi manchi qualcosa per farmi un'idea finale di cosa tu stessi raccontando.
E un po' mi dispiace, perchè la macchina che permette la registrazione dei ricordi, da sola, potrebbe alimentare dozzine di storie!

Liberazione di Romina Braggion
Ciao!

In cauda dulcis, eccomi da te.
Cercando d'imbastire il commento, ho notato che una buona parte dei miei dubbi sono stati espressi anche dai commenti sopra, il che mi lascia con la sensazione di non essere del tutto sulla strada sbagliata. L'inizio funziona, anche con tutta la sua graficità, e presenta qualcosa di relativamente mondano.
I dubbi salgono alla questione delle biglie. Che cosa rappresentano? Un riferimento fisico alla sua relazione scontenta? Generale insoddisfazione? Ne rigetta una e si sente meglio, dopo che il paragrafo precedente si era incentrato proprio su questa relazione amareggiata.
Poi parte, ne rigetta tante e si perde a piedi nella direzione opposta a quella da cui è venuta. La conclusione è bella, ma come la devo razionalizzare? Lo spazio è interiore e il tempo è... quello già trascorso? Quello che trascorre?



1) Tutto, per
2) Due minuti
3) Desert Storm
4) Ars Memoriae
5) Pulizie Annuali
6) Blu
7) Liberazione
8) L'anello

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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 26 dicembre 2019, 22:55

Buona serata a tutti, scusate gli errori di ortografia ma sto da cellulare.
Beijos!


‪1_Due minuti, di Viviana Tenga‬
2_‪Tutto, per, di Riccardo Rossi‬
‪3_Blu, di Adriano Muzzi‬
‪4_Desert Storm, di Maurizio Ferrero‬
5_‪L’Anello, di Isabella Valerio‬
‪6_Pulizie annuali, di Alexandra Fischer‬
7_‪Liberazione, di Romina Braggion‬
‪8_Ars Memoriae, di Dario Cinti‬



‪Liberazione, di Romina Braggion‬
Ciao! Benvenuta!
Molto bello il tuo racconto, soprattutto nell’evoluzione del personaggio che si libera dei suoi peso inferiori e relazionali vomitando tutto quello che la blocca.
Non mi piace invece molto l’incipit che rispetto al resto del racconto è molto meno lineare e pulito, ai limiti del verboso. Nel complesso una prova d’esordio molto molto buona!! Continua così


‪Ars Memoriae, di Dario Cinti‬
Ciao!
Benvenuto a bordo :)
Il tuo racconto parte dall’idea che in qualche modo la memoria del singolo debba essere preservata è conservata è questo può anche essere bellissimo,’a separata dal corpo, poi, cosa ci si fa? Perché i tuoi personaggi campano 120 anni? Come mai la scienza riesce a preservare i ricordi ma non la fisicità di quella persona? Perché solo una minima parte della memoria viene usata? Mi restano aperte alcune domande e questo mi fa pensare che il tuo racconto vada limato un poco..

‪Pulizie annuali, di Alexandra Fischer‬
Ciao Alex!
Come sempre le tue atmosfere sono affascinanti, riesci con pochi dettagli a descrivere benissimo e a far calare il lettore dentro il tuo mondo.
Molto bella l’idea di fare le pulizie anche dentro, non solo fuori, ma non ho assolutamente capito il finale, perché lei è una “aspirapolvere”? I ricordi e gli spezzoni non sono suoi? Lei è umana, le altre entità cosa sono?
Purtroppo questa ambiguità mi lascia perplessa e non riesco a capire la seconda metà del racconto :(


‪L’Anello, di Isabella Valerio‬
Ciao Isabella!
Mi piace come hai dosato i pieni e i vuoti in questo racconto. Ho trovato un po’ scollata rispetto al resto del racconto la parte iniziale, che con la nomenclatura fantastica sembra introdurre un mondo fiabesco che poi non viene ripreso oltre.
L’anello è un elemento interessante, serve a mantenere in vita gli umani, da’ loro maggiore energia. È questo però è in contrasto col fatto che ammalandosi l’umano possa saltare la cerimonia di sostituzione: a maggior ragione dovrebbe esserci una consegna a domicilio visto che è un dispositivo per il welfare.
Mi piace molto il legame affettivo col nonno e però non si capisce quanto tempo passa tra l’apertura della finestra e la partenza.
Insomma uno splendido racconto che aveva bisogno di un respiro di caratteri più ampio di questo è da cui potrebbe uscire qualcosa di molto più ampio è bellissimo. Il mio invito è a lavorarci sopra ampliandolo nelll spazio che merita


‪Blu, di Adriano Muzzi‬
Adriano mapporcamiseria! Mi sono messa a piangere in treno.
Tema centrato in maniera molto sensibile, con una forte carica di attualità e di critica sociale.
Il riferimento al blu dei flutti all’inizio non l’avevo capito, anche se avevo subito intuito quale fosse la piega che stava prendendo il racconto, la tua ambientazione mi ha subito evocato il film “al di là dei sogni”.
Ottima prova, dolorosamente coinvolgente. Applausi.

‪Desert Storm, di Maurizio Ferrero‬
Ciao Maurizio!
Premetto che io sono sempre stata #TeamVampiri, quindi i racconti a tema Zombie, di base, non sono nelle mie corde. In questi caso però, visto che appunto gli zombie li hai lasciati sullo sfondo, il tuo racconto non mi è dispiaciuto. Il ritmo con cui gestisci la narrazione, fatto di piccole frasi, è molto utile a dare azione laddove- se posso farti un piccolo appunto- di azione ce n’è proprio poca.
Sostituirei “era per quello che si era presa una cotta..” con “era proprio per quello”
Sostituirei “una cotta” con una espressione meno gergale e adolescenziale
Racconterei qualcosa di più delle ore di attesa di Hannah.
Mi sembra di aver capito da un commento che per te questi zombie non sono propriamente tali, da dove si sarebbe dovuto evincere?
Comunque- per essere a tema zombie -è un buon racconto!


‪Tutto, per, di Riccardo Rossi‬
Ciao Daniel!
Nella prima lettura mi sono persa il ritmo dei dialoghi, non sempre è chiaro chi stia parlando e chi stia ascoltando: la scelta di chiamare “venditore” l’interlocutore magico - per così dire- mi ha tratta in inganno quindi alla fine a metà non capivo più cosa stesse succedendo. In una seconda rilettura è più chiaro, anche se, nel momento in cui sto cercando intercessione e vita per una persona che amo, eviterei di urtare la sensibilità del mio interlocutore con un “quello come lei” in prima battuta non avevo colto il riferimento piccato a “quello come me?” Perché arriva dopo un periodo troppo lungo, lo ricostruirei così:

“D’accordo,” concede il cliente, “ma voglio essere preciso.” Il sudore sotto i vestiti gli si appiccica alla pelle. Vorrebbe fiondarsi sotto la doccia, a casa. Eppure, mai come ora, non intende perdere altro tempo. “Non accetto meno di venticinque anni.A quelli come lei piace la precisione, no?”
“Quelli come me?”
Per non spezzare il senso della frase

A parte questo il racconto è veramente godibilissimo e pienamente inserito ne tema. Bravo!

‪Due minuti, di Viviana Tenga‬
Ciao Vivi!!
Complimenti per la declinazione del tema! Pienamente centrato e in maniera originale. Nel tuo racconto non c’e una sbavatura, un’ombra di indecisione o un difetto. Veramente una prova eccellente! Adesso vorrei proprio “assistere” alle prossime “sedute” di psicomagia (strizziamo un occhio a Jodorowsky) a casa della vecchia! Veramente complimenti!!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 27 dicembre 2019, 0:50

Classifiche arrivate! Da domani potrò iniziare i miei commenti.

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Re: Gruppo TEMPO: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » domenica 29 dicembre 2019, 16:53

Ecco a voi i miei commenti e classifica. Grazie a tutti per le piacevoli letture.

1) Tutto, per. , di Riccardo Rossi
Una trattazione davvero originale e arguta del tema dato, bravo. Testo più difficile della media, ma in seconda lettura non solo lo si fa proprio, ma si riesce anche ad apprezzarne la struttura. Piaciuto molto anche il messaggio che ne esce. Forse un pelo freddino il tono, ma ci sta. Frase finale raggelante e volutamente d'atmosfera per chiudere con un punto esclamativo, cosa che ho apprezzato. Tutto considerato, per me un pollice su.
2) Desert Storm, di Maurizio Ferrero
Stile solido, racconto che è esattamente quello che voleva essere, tema preso anche se in modo non brillante perché è vero che nel giro di un'ora sarebbero arrivato, ma avevano cmq già in programma di spostarsi e questo mi fa percepire meno urgenza di quanto, in effetti, ci sia. Vero è che la storia non mi ha preso fino in fondo e che mi sono sentito un po' distante, motivo per cui non arrivo al pollice su, ma mi fermo al quasi su.
3) Due minuti, di Viviana Tenga
Molto interessante e ben pensato. Non arrivo al pollice su completo solo perché, a mio modo di vedere, sarebbe utile avere anche solo un briciolo di contesto in più per quanto riguarda la connessione tra la psicomaga (bellissima la definizione data da Dand) e il protagonista. Tema preso benissimo, lettura assolutamente piacevole. Pollice quasi su.
4) Blu, di Adriano Muzzi
Hai tra le mani un potenziale gioiello, lavoraci a prescindere dal raggiungimento della finale. Le due righe finali sono, per come la vedo, da togliere e le loro informazioni sono da seminare, velate anch'esse dal racconto del padre, nel corpo del racconto. Quindi serve una fase di revisione tesa a cesellare e rifinire, anche asciugare, ma arricchendo. Pollice quasi su per la caduta di tono che il testo ha per quel finale. Per il resto, complimenti.
5) Liberazione, di Romina Braggion
Commento il racconto originario, verrò a commentarti quello modificato nel Laboratorio (però ricordamelo, anche in privato, perché altrimenti rischio di perdermelo). Penso che tu abbia pagato dazio sul tempo e sullo spazio di MC e ci sta, soprattutto alle prime prove. Come ho già detto in un altro commento, al mio esordio ci misi parecchie edizioni per regolarmi e questo nonostante un background mio personale piuttosto solido. Detto questo: il racconto mi è piaciuto. Hai un modo molto diretto di presentare e caratterizzare i personaggi, estremamente efficace e senza troppi fronzoli. Il senso mi è arrivato fin dalla prima lettura, ma è vero che utilizzare quelle palline non è stato funzionale, perlomeno in questa forma, perché il lettore è portato a chiedersi cosa siano e a cercare la loro genesi nelle due righe iniziali finendo per non trovare una semina sufficiente. Nel mio piccolo, le ho immaginate come tanti piccoli buchi neri che stavano risucchiando l'infinito dentro di lei fino a quando il suo corpo e subconscio non hanno deciso di espellerli. Ecco, semmai manca il vero punto di svolta, ovvero il perché di questa "espulsione" proprio in quel momento. Come valutazione, mi attesto su un pollice tendente all'alto anche se non in un modo particolarmente brillante.
6) Ars Memoriae, di Dario Cinti
Sì, bella idea, ma poco contestualizzata. Credo che il motivo per cui il lettore sia portato a chiedersi in perché risieda nel fatto di cercare un senso all'attività di questi dottori che mentre il paziente muore si limitano a salvare i suoi ricordi. Non curano, archiviano. Inoltre, c'è poco pathos, nonostante la domanda finale della dottoressa. Insomma, il tutto va inquadrato meglio... Allo stato attuale mi sembra come una torta saporita cui debba ancora essere assegnata una forma definita. Pollice ni tendente verso il positivo, per me.
7) Pulizie, di Alexandra Fischer
Devi lavorare di più sul contesto e seminarlo meglio all'interno del testo. Funziona la parte iniziale perché ci descrivi un luogo (o non luogo), ma quando arrivi al dunque perdi il lettore e questo proprio perché non gli hai fornito delle chiavi di lettura. Alla fine, pertanto, il tutto appare assai forzato. Come linea generale: cerca di visualizzare meglio, ancor prima di metterti a scrivere, le regole del mondo che vuoi narrare e poi approcciati alla stesura cercando di inserire gli elementi necessari alla sua costruzione strada facendo perché allo stato attuale mi sembri procedere per compartimenti stagno e laddove metti una descrizione, c'è solo quella mentre quando arrivi alla chiusa ecco che la fai emergere dal nulla perché nel frattempo non l'hai edificata su delle fondamenta solide. Pollice ni più verso il negativo.
8) L’anello, di Isabella Valerio
Poco da aggiungere a quanto già sottolineato dai più. Troppa roba, probabilmente troppo poco tempo per te (considerato i problemi che hai avuto quella sera) per amalgamare il tutto e cucinarlo per bene. Allo stato attuale è da rivedere in toto dando i giusti spazi e tempi. Se lo farai nel Laboratorio, fammi un fischio quando vuoi una lettura. Allo stato attuale devo purtroppo valutarlo con un pollice ni che tende più verso il negativo.

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