Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 16 dicembre dalle 21.00 all'una con il tema scelto dalla vincitrice del Premio Urania Francesca Cavallero e dai finalisti dell'Urania Short Fabio Aloisio, Elia Gonella e Axa Lydia Vallotto!
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antico
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Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 17 dicembre 2019, 2:11

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BENVENUTI ALLA URANIA CHRISTMAS EDITION, LA QUARTA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 135° ALL TIME!

Questo è il gruppo BRADBURY della URANIA CHRISTMAS EDITION con FRANCESCA CAVALLERO, FABIO ALOISIO, ELIA GONELLA E AXA LYDIA VALLOTTO nella vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo BRADBURY dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo SPAZIO.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo TEMPO


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dalle GUEST STAR. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo BRADBURY:

Solo questione di tempo, di Wladimiro Borchi, ore 23.57, 3306 caratteri
Carbone, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.08, 3300 caratteri
Un nuovo sconfinato universo, di Emiliano Maramonte, ore 00.41, 3330 caratteri
In ritardo. Come sempre., di Agostino Langellotti, ore 22.06, 3276 caratteri
Luna nuova, di Andrea Lauro, ore 00.53, 3328 caratteri
Into the Ocean, di Paola Rossini, ore 23.34, 2851 caratteri
Un passo dopo l’altro, di Isabella Torazza, ore 00.33, 3313 caratteri
Il paradosso del viaggiatore, di Giulio Palmieri, ore 01.22, 3301 caratteri MALUS 4 PUNTI

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 26 DICEMBRE per commentare i racconti del gruppo SPAZIO. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 27 DICEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare gli OTTO racconti del gruppo SPAZIO e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTITRE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo SPAZIO.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA URANIA CHRISTMAS EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 17 dicembre 2019, 20:14

Buona sera, ecco i miei commenti e relativa classifica:

SOLO QUESTIONE DI TEMPO di Wladimiro Borchi Tema centrato. E anche ben resi i personaggi che vi si muovono. Manuel crede che la sua Giovanna abbia preso una delle ultime navicelle che la salveranno dall’implosione della Terra e di dover morire solo, con “lo scienziato pazzo” Smollin intento a ricostruire le circostanze che hanno portato la Terra alla sua fine. Invece, ecco che Giovanna ha rinunciato a partire. E nell’ora della morte, ascoltano per bocca di Smollin la causa della loro fine (citazione della teoria della relatività di Einstein).

CARBONE di Gabriele Dolzadelli Tema centrato. Il piccolo Filippo si trova con ben due doppioni dello stesso regalo e c’è anche la rissa fra la Befana e Babbo Natale con i genitori del piccolo, arrivati sul filo di lana con i regali per lui (poco tempo e tanta roba da scegliere, ecco il guaio). Gustoso il confronto Befana-Babbo Natale (siamo ormai al sei gennaio, che ritardo, poverino!) e anche la scena finale dei genitori sporchi di carbone dopo l’incendio dell’Albero di Natale (ci sta, è proprio il sei gennaio che si ripongono via gli addobbi… certo che doverli ricomprare è un po’ scomodo). Ma che siano passati da cattivi… poverini.

UN NUOVO SCONFINATO UNIVERSO di Emiliano Maramonte Tema centrato anche qui. E si vede il paradosso temporale e anche il tema dell’elasticità dell’universo (la Terra che si ripiega su se stessa come un castello di carte schiacciato da un pugno). È ambiguo e da brividi il fatto che lo scienziato scopritore della catastrofe abbia un alter ego nel “pianeta insignificante simile alla Terra”. E quest’ultimo gli chieda aiuto.

IN RITARDO COME SEMPRE di Agostino Langellotti. Dialoghi scoppiettanti in questo racconto dal tema centrato. Povero Austin, è ritardatario cronico e non ha usato le attenzioni dovute all’auto. Mi dispiace che si perderanno la prima del film (unire Star Wars a Tolkien è veramente da vedere, poveri sceneggiatori hollywoodiani, sono al limite). E dire che Austin è astemio. Forse, King, per vedere il film, avrebbe dovuto bere meno birra e scegliersi da lucido un compagno di viaggio più simile a lui. La Dedica finale io la vedo narrativa. Forse hai immaginato davvero il Re dell’Horror come compagno di viaggio?

LUNA NUOVA di Andrea Lauro Molto ben condotti i dialoghi e centrato il tema. Elena eremita per via di una vita troppo dura fra i più, decide di aprirsi a Stefano, il mercante con asino al seguito per avere un po’ di compagnia. La resa della lotta interiore fra le due Elene perché si arrivi alla richiesta finale di amicizia (e forse di qualcosa di più) è molto ben resa. E il mercante sembra apprezzare. Bravissimo.

INTO THE OCEAN di Paola Rossini Bella l’idea del poco tempo dei pescatori e del troppo spazio (tante, tantissime aragoste da prendere, ma sparse nel mare). Sono contenta che, a parte le due danneggiate dal polipo affamato, i Nostri ne trovino due abbastanza da grandi da compensare la pescata insufficiente (manca circa la metà della quantità voluta dal committente) e assicurare il compenso.
Attenta:
al titolo. Perché in inglese? Abbiamo una lingua bellissima, usala. Quello lascialo ai tuoi traduttori futuri.
Smettila Mat! (Smettila, Mat!)
C’è troppo narratore. Attenta ai punti di vista. Questo Kevin che si alterna a Mat confonde il lettore. Hai due opzioni: dare un nome a chi narra la storia e farlo parlare di Kevin a Mat, oppure scrivere direttamente che è Kevin a dare ordini a Mat, magari rendendolo esigente, sì, ma con un fondo di umanità tipo: so di essere duro, ma il cliente vuole un certo tipo di pescato e noi glielo dobbiamo per pagare i mutui e mandare avanti le nostre famiglie.

UN PASSO DOPO L’ALTRO Di Isabella Torrazza Corsa campestre con tanto di tiro mancino (anzi colpo di piedi). Tema centrato. Tante ragazzine in corsa per una medaglia, in un luogo ostile (vedi la famigerata curva degli spintoni e delle mosse scorrette in genere) con tanto di microchip e magliette fluorescenti. Il tempo è poco, la voglia di vincere tanta. In Giada, poi, si arriva a calpestare letteralmente l’antagonista. L’unico barlume di umanità è nella biondina dalle strane anche e dalle gambe di gazzella che le segnala il pericolo della curva. Buon racconto. Il bosco appare davvero enorme.


IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE Di Giulio Palmieri Trama suggestiva, su questo personaggio Pushan-Iskandar, che viaggia lungo l’Asia(Terra dei Sini, Hindu-Kush) finendo dalla corte dei Moghul fino alla Terra di Elena, causa della guerra di Troia. Il tema è centrato. La voce che lo narra, in tono profetico, appartiene a Socrate che lo aspetta in visita. Ecco, siccome parli di Socrate, io userei un tono diverso: il filosofo ateniese era famoso per la Confutazione, ossia l’arte di insinuare dubbi nell’interlocutore usando le parole pronunciate da questi contro di lui. Per cui, al tuo posto sarei partita, volendo usare proprio lui, dalla scena del ragazzo che apre la porta e chiede a Socrate: “chi aspettiamo?” e lui “Un ospite che viene da lontano” e avrei fatto partire il racconto con una domanda tipo: ”Chi sei, un viaggiatore? E cos’è un viaggiatore?”
Attento
Il freddo che stordirà il suo sonno (che lo renderà mortale, semmai)



La mia classifica è soffertissima, siete tutti bravissimi autori, ai quali porgo sentiti auguri di Ottime Feste:

SOLO QUESTIONE DI TEMPO di Wladimiro Borchi

IN RITARDO COME SEMPRE di Agostino Langellotti

CARBONE di Gabriele Dolzadelli

LUNA NUOVA di Andrea Lauro

UN NUOVO SCONFINATO UNIVERSO di Emiliano Maramonte

UN PASSO DOPO L’ALTRO Di Isabella Torrazza

IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE Di Giulio Palmieri

INTO THE OCEAN di Paola Rossini

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Dario17
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » mercoledì 18 dicembre 2019, 19:29

1. Luna nuova
2. Un nuovo sconfinato universo
3. Solo questione di tempo
4. Into the Ocean
5. Carbone
6. In ritardo. Come sempre.
7. Un passo dopo l’altro
8. Il paradosso del viaggiatore


Solo questione di tempo

Il racconto ha ritmo sostenuto e si lascia leggere bene, sebbene una manciata di virgole disseminate lungo i periodi ne strozzi la fluidità in alcuni punti.
Ambientazione e personaggi, sebbene i palesi connotati fantascientifici, mi hanno fatto venire in mente Casablanca di Humphrey Bogart condito col Noir anni trenta:
donne partenti, addii ed abbracci, cappotti con baveri alzati, foulard, pizzerie abbandonate, convogli…
Effetto voluto?
La trama è discreta, più che buono il finale risolutore.
Un paio di postille:
- Perché mai il protagonista si maledice per la propria disattenzione di non aver visto l’amata scendere?
Aveva girato i tacchi e se n’era andato, non poteva di certo attendersi una cosa del genere.
- Il tema è rispettato con il rapporto “poco tempo da vivere/tanta colonia di cui usufruire”.
Mi sarebbe piaciuto di più se, anziché dirlo chiaro e tondo con una frase ad hoc, lo avessi lasciato intendere con descrizioni/dialoghi/pensieri più sottili ed evocativi.
“CATASTROFISICO CON RISERVA”

Carbone


Non sono un patito del nonsense e dell’atmosfera “caciarona” da cinepanettone, però è indubbiamente un racconto scritto bene dall’inizio alla fine con descrizioni, dialoghi ed azione perfettamente bilanciati.
Ghini e Ferilli come Pietro e Patrizia, De Sica e Boldi come Babbo Natale e Befana, ScatMan come sfondo musicale e sarebbe stato un divino trailer di Natale a NonSoDove.
Gli schiaffoni partono per un motivo non chiaro ed estremamente repentino, qui dovremmo tutti imparare invece dagli inarrivabili maestri Bud&Terence.
Il tema è rispettato alla grande con il paradosso classico di Babbo Natale, non troppo entusiasta di trovarmelo scritto nero su bianco in una frase ma non potevi di certo fare altrimenti:
quello è, quello rimane.
“BESSSTIACHEROBA!”

Un nuovo sconfinato universo

Fantascientifico fin nel midollo, il racconto ha decisamente una marcia in più a livello evocativo e di descrizione, decorato da nozioni fisiche il che non guasta mai.
In tremila e rotti caratteri sei stato bravo a creare non solo l’impianto descrittivo di cui sopra, ma anche un finale a “loop” dall’effetto riuscito.
Belle ambientazioni e bei dialoghi.
L’aggettivo insignificante fa il suo lavoro nel depistare il lettore per tutelare l’effetto sorpresa però mi sembra decisamente troppo “esatto” per uno scienziato che in fin dei conti ha soltanto ricevuto un segnale e, una volta chiarito quale pianeta fosse, mendace.
“NASTRO DI MÖBIUS”

In ritardo. Come sempre.


Il racconto dialogato ha come pregio di farsi leggere in un soffio e questo non fa eccezione. Fluido e conciso.
Il macigno che pesa su questo racconto: potrei aver dato vita o ascoltato questo botta e risposta almeno un centinaio di volte in vita mia e rileggerlo la centunesima volta non mi comunica niente, né mi lascia qualcosa una volta finito.
“Tu i problemi ce li hai da quando sei nato”
“dovresti farti studiare da uno bravo”
“Brillante deduzione, Watson”
“Non ho mai detto che le birre fossero per te”
Chi scrive per diletto o per lavoro infilerebbe volentieri una cannuccia nel cervello di Tarantino per aspirarne un venti per cento del talento del “King del dialogo”, se fosse possibile; questo non toglie però che anche noi comuni mortali con due o tre cucchiaini di originalità in più possiamo dire la nostra.
Tema rispettato alla grande con il canonico soggetto da Road Movie in cui manca ancora tanta strada da fare e non se ne ha il tempo.
Riferimenti pop da applausi.
“THELMA & LOUISE”


Luna nuova

Quanti anni ha Elena? 20? 30? 50? Non si sa e francamente non importa.
Perché Elena è una donna senza età ma che le raccoglie tutte; il racconto con ritmi perfetti alterna il dentro e fuori della sua testa e ci mostra sia spigolosità virginale sia pensieri da donna navigata e con cicatrici nel cuore.
Con un ottimo stile “show, don’t tell”, veniamo a conoscenza di un mondo distopico che Elena ama da brava eremita ma odia da essere umano affamato di compagnia.
I dialoghi sono essenziali, squisiti nel completare i gesti ed i pensieri della protagonista.
Adoro i dualismi e ancor di più quando vengono stesi così bene, sebbene la narrativa in prima persona mi crei più di un disagio quando ne leggo.
Così tanta valle a disposizione, così poco tempo per sfruttarla.
Così tanto spazio ai dubbi nella testa, così poco tempo per fugarli.
Tema centrato in pieno.
Miglio attore non protagonista: il ciuco. Essenziale spalla del mercante ma terzo incomodo per l’eremita.
“CANTO NOTTURNO PER UN MERCANTE ERRANTE PER IL MONDO”.


Into the Ocean


Fa venire il mal di mare. Ed è un complimento.
Ambientazione azzeccata.
Descrizioni del narratore e dei due protagonisti immersive e pertinenti, i dialoghi sono un po’ troppo difficili da seguire e non sempre si assegnano al giusto co-protagonista che parla.
Confuso il finale: dopo decine di nasse vuote e ad un’ora dalla scadenza, un paio di aragoste di prima qualità risolvono i loro problemi? Quelle bastano? Oppure saranno solo un buon contentino per il cliente che non li mollerà almeno per quel giorno?
Remore per il tema.
Il tanto spazio sarebbe quello delle nasse vuote?
Spesso e volentieri “spazio” e “vuoto” collimano, però in questo caso non è immediato. Uno sguardo preoccupato di Kevin o di Mat ad una stiva drammaticamente ancora da riempire ed affamata di aragoste avrebbe reso meglio, secondo me.
“PESCATORI DI UOMINI”


Un passo dopo l’altro

Confusionario.
L’idea di base è lapidaria, ma la sintassi e lo stile sono opinabili.
Errori anche di contenuto:
-Un bosco in città?
-In un gruppo di centinaia di ragazzine soltanto una ha le gambe magrissime? Giada ne vede solo una con i calzoncini in una corsa campestre?
-Perché Alice la campionessa, una sconosciuta a quanto pare, dispensa consigli?
-Confondere lo spessore di un’articolazione con quello di UNA foglia è poco credibile.
-Giada cerca i suoi compagni. Quali? Non sono mai stati citati prima.
questa volta è lunga, tieni il fiato, non sprecarlo subito. Tieni un passo regolare, respira, guarda l’orologio. Conta i secondi. È lunga, tienilo a mente. In pochi minuti devi dare tutto.
Il professore più che parlare, spedisce telegrammi. Cinque virgole e quattro punti in una trentina di parole danno fastidio quando si legge.
Il tema è solo sfiorato. Il tempo per una corsa non è poco, ma il giusto, soprattutto nel caso di Giada che alla fine arriva prima. Tanto spazio non c’è visto che il racconto si concentra su di una calca di duecento ragazzine che corrono.
“AFFANNOSO”


Il paradosso del viaggiatore


Cavaliere più sfortunato di Iskandar/Pushan non ne avevo mai incontrati in un testo:
corre con il suo cavallo (scritto così pare siano uno accanto all’altro), lo trascina per mulattiere ed infine lo smarrisce, senza mai riuscire a cavalcarlo come si deve.
Al netto di qualche articolo e virgole messe male, ripetizioni evitabili (a tenere gli stendardi in battaglia e combattere contro i Parti, in battaglie polverose su pianure sconfinate), stringare nelle descrizioni e nei particolari sarebbe stata una buona idea a favore della scorrevolezza del testo.
Tempi verbali un po’ confusi.
Confesso che, senza sbirciare il tuo commento postumo in cui spieghi il riferimento al paradosso di una serie matematica, non ci sarei mai arrivato.
D’accordo sul fatto che il protagonista della questione filosofico/matematica vaghi per tanti posti e quindi percorra tanto spazio, ma dove si colloca il “così poco tempo” del tema?
L’istante che gli offrirebbero? Ma non è definito come “infinito”?
“ELENCHOS”

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Adry666
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 20 dicembre 2019, 17:52

Ciao a tutti, difficile classifica, molti ex aequo, ma il dovere chiama:

1. Un passo dopo l’altro, di Isabella Torazza, ore 00.33, 3313 caratteri
2. In ritardo. Come sempre., di Agostino Langellotti, ore 22.06, 3276 caratteri
3. Into the Ocean, di Paola Rossini, ore 23.34, 2851 caratteri
4. Solo questione di tempo, di Wladimiro Borchi, ore 23.57, 3306 caratteri
5. Un nuovo sconfinato universo, di Emiliano Maramonte, ore 00.41, 3330 caratteri
6. Carbone, di Gabriele Dolzadelli, ore 23.08, 3300 caratteri
7. Luna nuova, di Andrea Lauro, ore 00.53, 3328 caratteri
8. Il paradosso del viaggiatore, di Giulio Palmieri, ore 01.22, 3301


Solo questione di tempo, di Wladimiro Borchi
Ciao Wladimiro,
bella l’immagine che hai messo, la prossima volta lo voglio fare anche io!
Tema centrato.
Interessante l’incipit, ma nella seconda frase:
“Riuscì, quindi, a staccare gli occhi da quell’addio che era durato anche troppo, mise la mani in tasca e voltò la schiena alla pista di atterraggio.” Avrei attaccato subito senza riuscì e quindi, rompe troppo il ritmo. E il problema di questo racconto è proprio il ritmo.
L’idea è originale, anche se a livello teorico l’increspatura non penso sia un’ipotesi plausibile, ma ovviamente non stiamo parlando di hard sf.
Il personaggio del vecchio Smolin mi è piaciuto parecchio.
Buona prova nel complesso.
Ciao
Adriano

Carbone, di Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele,
tema centrato, non del tutto, ma abbastanza.
Racconto “natalizio” carino, si fa leggere, buon ritmo, simpatico. Fino alla fine potrebbe sembrare un tipico racconto per bambini, poi però nel finale si trasforma.
L’idea è tutto nel surreale, nel non sense, se si cercasse di capirne il significato chiaramente non se uscirebbe vivi.
Buona prova.
Ciao
Adriano

Un nuovo sconfinato universo, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano,
tema centrato, bravo.
Il racconto fila bene, il ritmo è buono, la struttura solida. Io amo la fantascienza in generale, ma un po’ meno la hard sf; l’ho sempre ritenuta un po’ fredda, e anche in questo caso, a mio parere, non mi ha smentito. L’idea non è originalissima ma è ben sviluppata, però c’è qualcosa che non mi ha convinto; sicuramente se avessi avuto più caratteri a disposizione avresti potuto delineare meglio i personaggi e la seconda parte del racconto.
Nel complesso prova discreta.
Ciao
Adriano

In ritardo. Come sempre., di Agostino Langellotti
Ciao Agostino,
tema centrato.
Il dialogo tra amici scorre bene, è una scelta che non mi dispiace, anche io ho scelto il dialogo tra i due protagonisti per il mio racconto in questo contest. Certo, come ho letto in altri commenti, l’idea è debole ma nello stesso tempo dà la possibilità al lettore di leggere con facilità e immedesimarsi nei personaggi.
Buona prova nel complesso
Ciao
Adriano

Luna nuova, di Andrea Lauro
Ciao Andrea,
tema centrato in modo originale, secondo me.
Il racconto è scritto bene e fila liscio, ma mi sembra un po’ monotono, non ci sono picchi, accelerazioni. Anche l’idea è debole, tutto è basato sui dialoghi, interiori ed esteriori. Sei molto bravo a farci intravedere l’anima della protagonista. Però non sono riuscito ad appassionarmi, è tutto un po’ troppo lento.
Se avrai voglia di riscriverlo penerei a qualche “azione” da inserire in alcuni punti di snodo.
Nel complesso una prova discreta
Ciao
Adriano

Into the Ocean, di Paola Rossini
Ciao Paola,
tema centrato alla grande!
Bello l’incipit, ma:
«Le onde potrebbero arrivare a cinque metri.»
«Smettila Mat! Devi essere positivo sennò non puoi essere un pescatore. Siamo molto vicini al nostro obiettivo, me lo sento!»
Toglierei “sennò”, suona male, meglio “altrimenti” o cose simili.
Il racconto è scritto bene, brava, ma cercherei di migliorare il ritmo altalenante con qualche virgola in più.
Il finale è un po’ scontato, lo ripenserei in una prospettiva diversa.
Nel complesso buona prova
Ciao
Adriano

Un passo dopo l’altro, di Isabella Torazza
Ciao Isabella,
tema centrato in modo molto originale.
Che dire? Un bel racconto, buon ritmo e un tema molto interessante. Io poi amo correre, e amo farlo in campagna in mezzo ai boschi e spesso nel fango; mi hai fatto rivivere quei momenti. Hai ricreato molto bene l’ambientazione della gara, coriandoli che esplodono in tubo di cartone, bellissima!
Non ho particolari consigli da darti, se non quelli che altri ti hanno già dato.
Brava, mi è piaciuto molto il tuo racconto e l’idea con cui hai integrato il tema della serata.
Ciao
Adriano

Il paradosso del viaggiatore, di Giulio Palmieri
Ciao Giulio,
non so se il tema è centrato in pieno, diciamo al 50% 
Il tuo racconto è scritto bene nel complesso, ma i dialoghi costruiti in questo modo non aiutano la facilità di lettura e interpretazione. Non sono riuscito a coglierne il significato pieno, non sono riuscito a farmi appassionare dal narrare e dai personaggi. Ho dovuto rileggerlo due volte per capire meglio alcuni passaggi. Invece ci sono delle descrizioni e dei passaggi veramente belli, ad esempio: “A tutti dirà di chiamarsi Iskandar, come suo padre. Un piccolo commerciante gli regalerà un astrolabio, gli insegnerà a tracciare sulla carta piccoli segni che indicano stelle, luoghi e cose, e gli dirà che è la malinconia delle stelle, dei luoghi e delle cose ad aver insegnato loro quei segni.”
E anche il finale è notevole:
– Gli offrirei questo istante che stiamo vivendo – continuò – quest’istante infinito, l’unica cosa che abbiamo, simile all’acqua di un fiume
Insomma, secondo me, lavorandoci sopra un po’ potrebbe diventare un racconto molto interessante!
Ciao
Adriano

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romina.braggion
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 22 dicembre 2019, 11:32

Ciao gruppo Bradbury, questa è la mia classifica:

1. Luna nuova, di Andrea Lauro
2. Solo questione di tempo..., di Wladimiro Borchi
3. Un nuovo sconfinato universo, di Emiliano Maramonte
4. In ritardo. Come sempre., di Agostino Langellotti
5. UN PASSO DOPO L'ALTRO, di Isabella Torazza
6. Carbone di Gabriele Dolzadelli
7. Into the Ocean di Paola Rossini
8. IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE di Giulio Palmieri

Questi i commenti:

Solo questione di tempo... di Wladimiro Borchi

Questo racconto è molto emozionante, la situazione appassiona molto e si prova empatia con il protagonista.
Il coinvolgimento sale di frase in frase fino alla fine, nella quale, come per placare il tumulto, arriva la quiete e la prospettiva di riuscire a vivere fino alla vecchiaia.
Mi piace il lessico, comprensibile e scorrevole, peccato per la ripetizione all’inizio ma ci sta, all’una di notte.
Trovo credibile il finale e non mi ha stimolato a una ricerca sull’effettiva realizzabilità della situazione. Quindi l’effetto sospensione dell’incredulità con me ha funzionato. L’unico punto che mi torna poco è la frase “Non doveva mancare molto: ancora una mezz’ora e il pianeta sarebbe stato così vicino al Buco Nero, da cominciare a implodere”. Mi sembra che in una scala dimensionale relativa a un pianeta e a un buco nero, mezz’ora non sia nemmeno percepibile.
Per quanto riguarda il tema lo trovo ben espresso.
Ottima prova

UN NUOVO SCONFINATO UNIVERSO di Emiliano Maramonte.

Il tema è espresso molto bene. La storia è credibile, hard SF, mi è sempre piaciuta. Apprezzo poco il termine “quantistico” ma è inevitabile nel contesto e quindi è solo gusto personale.

Mi hanno incuriosito i personaggi, lo scienziato maturo si lancia in un’impresa spericolata mentre il giovane è più cauto, moderato. Questo ribaltamento di ruoli dona una luce fresca e movimenta la storia.

Faccio notare questa frase: Il laboratorio era diventato un deserto senza speranza. Comprendo l’intento ma forse avrei usato parole diverse per esprimere il concetto.

Il finale è agghiacciante, la degna e giusta conclusione date le premesse.

Buon racconto, buona struttura, tema e personaggi centrati, buona conclusione. Sono soddisfatta di aver fatto la tua conoscenza attraverso questo testo.

Carbone di Gabriele Dolzadelli

Il racconto surreale mi ha entusiasmato fino all’ultima frase di Patrizia. Dopodiché ho compreso poco l’utilità della rissa.
Il finale mi ha spiazzata del tutto nel senso che poteva starci con il racconto ma poco con la rissa. Di quella parte salverei però l’incendio: è una bella scena, molto evocativa. Questa frase “Una volta lì, si immobilizzarono, poiché videro che sotto al camino scoppiettante, vicino alle calze appese, c'era una figura chinata in avanti, che stava appoggiando un pacco” la aggiusterei un po’. È davvero splendida questa rappresentazione, per questo scriverei una subordinata meno in modo da dare alla frase introduttiva più incisività.
Ho colto poco il tema ma l’idea alla base del racconto è così divertente da non essere un problema, almeno per me.
Vale la pena di lavorare ancora sul racconto per esprimere tutta la sua potenzialità.

In ritardo. Come sempre. Di Agostino Langellotti.

Mi piace il ritmo, il dialogo serrato è un ottimo antefatto per qualsiasi situazione si possa immaginare in seguito.
Il battibecco tra i due è divertente e l’ambientazione è pennellata alla perfezione, nella frase della strada vuota, rendendo perfettamente l’idea del grande spazio. Bella la trovata dell’auto in panne.
L’obiettivo, vedere una prima cinematografica, parrebbe banale ma dona la chiave di lettura di tutto il racconto: sono in ritardo, difficilmente arriveranno al cinema in tempo.
Il finale mi ha un po’ delusa, lo avrei voluto scoppiettante come tutto il resto del racconto e avrei sperato di trovare un elemento che lo rendesse una storia. Così è rimasto una scena.
Però, nel complesso, mi è piaciuto.

Luna nuova di Andrea Lauro.

Tanto spazio e poco tempo si vedono, si sentono molto chiari. È sorprendente scoprire il dialogo interiore di Elena, è così sola da parlare alla sua sé stessa divenuta zotica mentre vorrebbe essere in grado di trasmettere tutto il mondo che ha dentro e di condividere con Stefano tutto ciò che sta fuori. Hai reso perfettamente i sentimenti della protagonista e l’hai delineata benissimo giocando sul poco tempo per dichiararsi.
Il finale aperto dona la speranza che Elena torni a essere ciò che era prima di rompersi e conclude la storia.
“Mi sveglio. Sta partendo. Corro fuori.” danno un guizzo al ritmo pacato, il solo possibile per questo racconto poetico.
Niente da cambiare, è tutto perfetto. Eccellente racconto.

Into the Ocean di Paola Rossini.

Mi piace l’ambientazione, si vede il piccolo peschereccio solcare una grande distesa d’acqua. Ecco il tanto spazio.
Le nasse o le reti vuote sono purtroppo una triste realtà che affligge gli equipaggi dei natanti da pesca che hanno scadenze da rispettare. Ecco il poco tempo.
C’è una storia credibile, bei personaggi, una bella ambientazione. Peccato per un po’ di confusione nei punti di vista, a volte si fatica a capire chi sta parlando, narratore compreso.
Il finale avrebbe dovuto essere più incisivo, non per forza negativo, magari solo più sofferto o vissuto.
Bella l’idea, forse si può lavorare sulla fluidità della scrittura. Alla prossima.

UN PASSO DOPO L'ALTRO di Isabella Torazza.

Il racconto ha un suo fascino. Mi pare di intuire un certo mondo dietro, forse ispirato al filone di Hunger Games.
L’atmosfera è cupa, il bosco enorme in città è plausibile ma fornisce, al tempo stesso, un’ambientazione distopica incredibile: fango, ragazze che cadono nel fosso, i compagni che ridono ma poi scompaiono nel nulla, ossa che scricchiolano, l’antagonista che ricorda uno spirito dei boschi. Forse la mia percezione è sbagliata però mi garba moltissimo.
Fai solo attenzione alla punteggiatura e a qualche piccolo refuso.
Per il resto il racconto merita di essere ampliato. Brava.

IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE di Giulio Palmieri

Parto dal tema azzeccato nello spazio ma il poco tempo non l’ho percepito. È chiara la necessità di una maggiore quantità di battute per risolvere il tuo intento. Quest’ultimo è comprensibile nel bellissimo finale, molto evocativo.
Il dialogo così come si svolge, mi sembra più una descrizione, un elenco didascalico di informazioni. Mi piace moltissimo l’intenzione ma sarebbe utile lavorare sulla maniera più efficace per comunicarla.
Mi piacerebbe rileggere il racconto, magari con qualche battuta in più.

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maurizio.ferrero
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » domenica 22 dicembre 2019, 15:45

Solo questione di tempo
Tema centrato in maniera interessante. Bella ed evocativa la situazione del pianeta che viene lentamente risucchiato dal buco nero, finale interessante (anche quello alternativo). La scrittura è pulita e precisa, senza fronzoli e infodump. Ci viene presentata la situazione così com'è senza scendere in dettagli inutili.
Un'unica cosa non mi convince: la questione del biglietto da pagare per poter lasciare il pianeta. Sì tratta di una situazione di emergenza, con un'evacuazione in atto, possibile che serva un biglietto per salvarsi la vita? Non lo so, l'ho trovato poco credibile. Forse avresti potuto escogitare un'altra soluzione, come ad esempio dei posti limitati sul mezzo di trasporto e il governo che è stato costretto a operare una selezione per trarre in salvo i coloni più "utili".
In ogni caso, una lettura piacevole.

Carbone
Tema centrato in maniera originale, scritto indubbiamente bene, eppure c'è qualcosa che non mi ha convinto del tutto. Ho capito l'intento surreale del racconto e l'ho trovato piuttosto divertente, ma c'è qualcosa che mi sfugge nel momento del passaggio tra il dialogo tra i genitori e i portatori di doni e la rissa. È come se mancasse un elemento scatenante. Alla fine ci viene detto dal bambino che i genitori non si sono comportati bene, ma questo elemento non salta fuori nel resto del racconto.
Forse sarebbe stata più divertente e azzeccata una rissa tra la Befana e Babbo Natale, quest'ultimo reo di essere arrivato in ritardo e di aver tentato di sottrarle il lavoro, ma avrebbe cambiato completamente il senso della storia.

Un nuovo sconfinato universo
Sono uscito un po' confuso dalla prima lettura, ma penso sia normale quando si parla di paradossi temporali. Alla seconda è stato tutto molto più chiaro. Beh, mi pare che la struttura funzioni molto bene e il tema sia centrato. Non ho potuto fare a meno di immaginarmi lo scienziato e il suo assistente come una versione seriosa di Rick e Morty, ma questo è un problema mentale mio, sicuramente :D la narrazione funziona ed è efficace, l'ho trovata solamente un po' fredda, specie verso il finale dove mi sembra che tu abbia pigiato il piede sull'acceleratore per stare dentro il limite dei caratteri.
Niente di grave, in ogni caso. Si vede che la fantascienza è il tuo pane!

In ritardo. Come sempre.
Il dialogo è buono e ha la giusta dose di realismo, mixato a un po' di umorismo pulp che non fa mai male. Però rimane solo questo: un dialogo. Il tema è centrato, ma tutta la storia porta a ben poco (per non dire niente). Si tratta di un episodio di vita comune narrato giusto con qualche battuta sopra le righe per dargli un po' di colore.
In un contesto più ampio, con una storia più interessante a fronte e a posteriori, mi avrebbe certamente catturato, perché è uno stile che mi piace molto. Ma messo così, da solo... Non so. Una bella fotografia, ma poco altro.

Luna nuova
Riesci a descrivere molto bene i sentimenti e le emozioni di Elena. Mi sarebbe piaciuto un po' più di show e un po' meno telo, ma credo che ciò sia stato dettato dai pochi caratteri a disposizione. Poco male.
La vicenda è buona, ma un poco lenta. La narrazione non decolla mai, rimanendo costante per tutta la narrazione. Anche questo non è necessariamente un difetto, solo a me non fa impazzire la cosa.
Infine, non mi è ben chiara l'attinenza con il tema. Il "poco tempo" c'è senza dubbio, ma il "tanto spazio" fatico a individuarlo. Potrebbe essere riferito al mondo solitario in cui vive Elena, ma mi sembra un po' blando come legame. Un'altra ipotesi che ho fatto è il "molto spazio che ha nel cuore". Immagine poetica e azzeccata, forse l'avrei reso un po' più esplicito.

Into the ocean
L'attinenza con il tema c'è tutta e il racconto è ben scritto, con il giusto mix di dialoghi e descrizioni. Riesce nel compito di mantenere vivo l'interesse, sperando che giunga qualche evento a capovolgere la situazione... Cosa che in realtà non accade, perché la maxi-aragosta genera un finale piuttosto prevedibile.
Non che mi aspettassi il colpo di scena pazzesco (che spesso fa più male che bene), ma messo giù così il racconto non lascia molto al lettore. Quasi più un esercizio di stile che un racconto vero e proprio.

Un passo dopo l’altro
Mi è piaciuta molto la tua prova. Tema centrato e vicenda che trasforma una situazione di apparente normalità in una tragedia. Ragazzine fin troppo competitive disposte a tutto pur di vincere una banale corsa campestre. Danni permanenti in cambio di oro fasullo e cinque minuti di gloria.
Ho veramente poco da criticarti, forse l'unica frase che mi ha stonato è: “La vedi?” “Quella con i calzoncini?”
A una gara sportiva di corsa io mi immagino tutte le atlete con i calzoncini, forse avresti potuto trovare qualche altro dettaglio più rilevante.
Per il resto, ottima prova.

Il paradosso del viaggiatore
Ho letto il tuo racconto con un po' di fatica. Non fraintendermi, è abbastanza scorrevole, ma un viaggio così complicato e ricco di dettagli descritto in così poche battute mi dà l'idea di un elenco più che una narrazione vera e propria. Avrei alleggerito alcune descrizioni e aggiunto maggior dettaglio su vicende più importanti, ma con così poco spazio a disposizione ammetto che sarebbe stato difficile.
Ammetto anche che senza le tue spiegazioni post-racconto non avrei capito come hai deciso di affrontare il tema. Il tanto spazio è presente, il poco tempo avrebbe potuto esserlo, ma come hai detto tu stesso quell' "infinito" va ad ammazzare il modo in cui hai posto la cosa. Insomma, bisogna lavorare molto d'immaginazione per coglierlo.
Un'ultima cosa: leggere un dialogo senza tag (brevi descrizioni che interrompono le battute per mostrare movimenti o espressioni dei dialoganti) a me risulta pesante. Troppo copione teatrale e poco racconto. Credo che il racconto sarebbe risultato più snello se ne avessi aggiunti almeno un paio.


1. Un passo dopo l'altro di Isabella Torazza
2. Un nuovo sconfinato universo di Emiliano Maramonte
3. Solo questione di tempo di Wladimiro Borchi
4. Luna nuova di Andrea Lauro
5. Carbone di Gabriele Dolzadelli
6. In ritardo. Come sempre. di Agostino Langellotti
7. Into the ocean di Paola Rossini
8. Il paradosso del viaggiatore di Giulio Palmieri

Daniel Travis
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » domenica 22 dicembre 2019, 16:25

Bella edizione, difficile classifica: dal secondo posto in giù, per quanto mi riguarda, la competizione è talmente agguerrita che la differenza tra terzo, quinto e ultimo è quasi nulla.
Still, “a man’s gotta do what a man’s gotta do”.
Ecco la mia classifica, e i relativi commenti:

1. Un nuovo sconfinato universo di Emiliano Maramonte
2. Luna nuova di Andrea Lauro
3. Un passo dopo l’altro di Isabella Torazza
4. Il paradosso del viaggiatore di Giulio Palmieri
5. Into the Ocean di Paola Rossini
6. Solo questione di tempo di Wladimiro Borchi
7. Carbone di Gabriele Dolzadelli
8. In ritardo. Come sempre. di Agostino Langellotti

Un nuovo sconfinato universo di Emiliano Maramonte
Tra I migliori del gruppo, senza dubbio: struttura solida, personaggi classici ma vivaci, e un finale che funziona senza sbrodolare.
Lo stile - la punteggiatura nello specifico - potrebbe trarre benefici da una maggiore varietà, ma non si tratta assolutamente di un problema che danneggia gravemente la lettura, quanto piuttosto di un possibile miglioramento.
Gran bella prova.

Luna nuova di Andrea Lauro
Uno dei racconti più puliti del gruppo, soprattutto per quanto riguarda idea e struttura del testo.
Il ritmo lento del tempo e le routine che si fanno rituali tra i due protagonisti restituisco con efficacia non solo l'aderenza al tema, ma anche l'intensità dei desideri della protagonista, della forza che la blocca e della sua frustrazione.

Un passo dopo l’altro di Isabella Torazza
Troppo spazio da percorrere in troppo poco tempo - troppo, per preoccuparsi di conseguenze e danni collaterali; troppo persino per rendersene conto. Di solito non mi piace esplicitare trama o concept dei racconti che leggo parola per parola, a meno che non mi serva per commentarli (mi dà la stessa sensazione di provare a spiegare una barzelletta), ma in questo caso mi piace davvero tanto la tua declinazione del tema, e volevo esprimere la mia ammirazione.
L'esecuzione sarebbe estremamente più efficace limando un po' la punteggiatura e il ritmo (l'ultima battuta della protagonista, punteggiata a mo' di lista della spesa, spegne un po' il finale, che per quanto bello non è proprio imprevedibile, dunque richiede un'attenzione stilistica particolare per colpire nel segno).
Buona prova, insomma, al massimo da ritoccare.

Il paradosso del viaggiatore di Giulio Palmieri
Il ritmo e il tono del racconto sono tra i migliori, se non i migliori, del gruppo.
Anche l'idea di un tasso di scambio tra tempo e spazio mi piace (l'ho usata a mia volta), e l'immenso valore del tempo di vivere rispetto allo spazio percorso ha forza. I riferimenti mitologico-storici, numerosi e specifici, possono distrarre qualche lettore e farne innamorare qualche altro - a me non sono dispiaciuti affatto.
Personalmente, lo ammetto, avrei ribaltato lo scambio: il vaso di polvere racchiude tutte le esperienze di un eterno viandante (tempo), e non c'è niente che possa eguagliarne il valore... Se non il minuto, spoglio spazio di una stanza in cui riposare, e raccontarle a una buona compagnia (in altre parole, l'ospitalità, sacra a Zeus). Ma si tratta di una mia fanfiction, di fatto, non di una critica vera e propria.

Into the Ocean di Paola Rossini
Bella l'idea, inusuale rispetto ai racconti che ho letto finora il setting, ben caratterizzato tra l'altro.
Ben reso anche il contrasto tra i personaggi.
Il ritmo si potrebbe migliorare - aggiungerei qualche virgola in più qui e là, quantomeno - e il testo a volte risulta un po' troppo contorto rispetto agli eventi e ai concetti che esprime: Le onde, sempre più alte, tentano di fargli perdere l’equilibrio, cosa alquanto difficile per lui. Conosce ogni angolo della Norman Sea, sa come sorreggersi e, nel caso, dove aggrapparsi. Meglio Le onde [...] tentano di fargli perdere l'equilibrio, impresa non facile [sottinteso: per loro] o, se proprio vuoi esprimere l'idea in questo modo indiretto, sottolinearlo: Le onde [...] tentano di fargli perdere l'equilibrio - ma, con un'esperienza del calibro della sua, l'uomo non riuscirebbe a cadere neanche provandoci.
Una buona revisione formale alzerebbe il livello del pezzo, già buono, di una tacca.

Solo questione di tempo di Wladimiro Borchi
L'idea di partenza è semplice e pulita, e lo stile le si adegua abbastanza bene.
Il ritmo mi lascia un po' perplesso, avanzando verso un finale un po' troppo previsto per colpire nel segno. La relazione della coppia, invece, è ben resa e restituisce una certa vitalità.
Nel complesso, non male come prova.

Carbone di Gabriele Dolzadelli
Il racconto nel suo complesso cura bene sia il ritmo che la caratterizzazione dei personaggi, ma restano un paio di problemi di tono. Il passaggio della Befana da vecchia infastidita a rissaiola incontenibile, e della cena da discussione a lotta, mi ha colpito a una prima lettura come troppo repentino o, perlomeno, non esplorato a sufficienza (in alternativa, rivolto a Babbo Natale, il pugno avrebbe stonato meno).
Inoltre il gesto finale e le ultime parole del racconto hanno una solennità autentica che cozza con l'esagerazione grottesca che precede, a dispetto dei possibili sottotesti coerenti.
L'impianto generale del racconto e le immagini in sé, però, sono fenomenali.

In ritardo. Come sempre. di Agostino Langellotti
Un road movie in 3000 battute, o giù di lì.
Occhio agli errori di distrazione (potrebbe avrebbe potuto). Il dialogo gira bene, un sacco di noi ne ha avuto uno simile, o tanti, e il finale con la meta ormai irraggiungibile, lo stress che evapora e la bromance che torna protagonista, è un classico del genere. Forse un difetto, volendolo trovare, è questo: è un dialogo tanto classico da poter quasi recitare a memoria la battuta successiva, alla prima lettura - il che non rovina il pezzo, intendiamoci.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Isabella Torazza
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » lunedì 23 dicembre 2019, 17:30

Dario17 ha scritto:1. Luna nuova
2. Un nuovo sconfinato universo
3. Solo questione di tempo
4. Into the Ocean
5. Carbone
6. In ritardo. Come sempre.
7. Un passo dopo l’altro
8. Il paradosso del viaggiatore


Solo questione di tempo

Il racconto ha ritmo sostenuto e si lascia leggere bene, sebbene una manciata di virgole disseminate lungo i periodi ne strozzi la fluidità in alcuni punti.
Ambientazione e personaggi, sebbene i palesi connotati fantascientifici, mi hanno fatto venire in mente Casablanca di Humphrey Bogart condito col Noir anni trenta:
donne partenti, addii ed abbracci, cappotti con baveri alzati, foulard, pizzerie abbandonate, convogli…
Effetto voluto?
La trama è discreta, più che buono il finale risolutore.
Un paio di postille:
- Perché mai il protagonista si maledice per la propria disattenzione di non aver visto l’amata scendere?
Aveva girato i tacchi e se n’era andato, non poteva di certo attendersi una cosa del genere.
- Il tema è rispettato con il rapporto “poco tempo da vivere/tanta colonia di cui usufruire”.
Mi sarebbe piaciuto di più se, anziché dirlo chiaro e tondo con una frase ad hoc, lo avessi lasciato intendere con descrizioni/dialoghi/pensieri più sottili ed evocativi.
“CATASTROFISICO CON RISERVA”

Carbone


Non sono un patito del nonsense e dell’atmosfera “caciarona” da cinepanettone, però è indubbiamente un racconto scritto bene dall’inizio alla fine con descrizioni, dialoghi ed azione perfettamente bilanciati.
Ghini e Ferilli come Pietro e Patrizia, De Sica e Boldi come Babbo Natale e Befana, ScatMan come sfondo musicale e sarebbe stato un divino trailer di Natale a NonSoDove.
Gli schiaffoni partono per un motivo non chiaro ed estremamente repentino, qui dovremmo tutti imparare invece dagli inarrivabili maestri Bud&Terence.
Il tema è rispettato alla grande con il paradosso classico di Babbo Natale, non troppo entusiasta di trovarmelo scritto nero su bianco in una frase ma non potevi di certo fare altrimenti:
quello è, quello rimane.
“BESSSTIACHEROBA!”

Un nuovo sconfinato universo

Fantascientifico fin nel midollo, il racconto ha decisamente una marcia in più a livello evocativo e di descrizione, decorato da nozioni fisiche il che non guasta mai.
In tremila e rotti caratteri sei stato bravo a creare non solo l’impianto descrittivo di cui sopra, ma anche un finale a “loop” dall’effetto riuscito.
Belle ambientazioni e bei dialoghi.
L’aggettivo insignificante fa il suo lavoro nel depistare il lettore per tutelare l’effetto sorpresa però mi sembra decisamente troppo “esatto” per uno scienziato che in fin dei conti ha soltanto ricevuto un segnale e, una volta chiarito quale pianeta fosse, mendace.
“NASTRO DI MÖBIUS”

In ritardo. Come sempre.


Il racconto dialogato ha come pregio di farsi leggere in un soffio e questo non fa eccezione. Fluido e conciso.
Il macigno che pesa su questo racconto: potrei aver dato vita o ascoltato questo botta e risposta almeno un centinaio di volte in vita mia e rileggerlo la centunesima volta non mi comunica niente, né mi lascia qualcosa una volta finito.
“Tu i problemi ce li hai da quando sei nato”
“dovresti farti studiare da uno bravo”
“Brillante deduzione, Watson”
“Non ho mai detto che le birre fossero per te”
Chi scrive per diletto o per lavoro infilerebbe volentieri una cannuccia nel cervello di Tarantino per aspirarne un venti per cento del talento del “King del dialogo”, se fosse possibile; questo non toglie però che anche noi comuni mortali con due o tre cucchiaini di originalità in più possiamo dire la nostra.
Tema rispettato alla grande con il canonico soggetto da Road Movie in cui manca ancora tanta strada da fare e non se ne ha il tempo.
Riferimenti pop da applausi.
“THELMA & LOUISE”


Luna nuova

Quanti anni ha Elena? 20? 30? 50? Non si sa e francamente non importa.
Perché Elena è una donna senza età ma che le raccoglie tutte; il racconto con ritmi perfetti alterna il dentro e fuori della sua testa e ci mostra sia spigolosità virginale sia pensieri da donna navigata e con cicatrici nel cuore.
Con un ottimo stile “show, don’t tell”, veniamo a conoscenza di un mondo distopico che Elena ama da brava eremita ma odia da essere umano affamato di compagnia.
I dialoghi sono essenziali, squisiti nel completare i gesti ed i pensieri della protagonista.
Adoro i dualismi e ancor di più quando vengono stesi così bene, sebbene la narrativa in prima persona mi crei più di un disagio quando ne leggo.
Così tanta valle a disposizione, così poco tempo per sfruttarla.
Così tanto spazio ai dubbi nella testa, così poco tempo per fugarli.
Tema centrato in pieno.
Miglio attore non protagonista: il ciuco. Essenziale spalla del mercante ma terzo incomodo per l’eremita.
“CANTO NOTTURNO PER UN MERCANTE ERRANTE PER IL MONDO”.


Into the Ocean


Fa venire il mal di mare. Ed è un complimento.
Ambientazione azzeccata.
Descrizioni del narratore e dei due protagonisti immersive e pertinenti, i dialoghi sono un po’ troppo difficili da seguire e non sempre si assegnano al giusto co-protagonista che parla.
Confuso il finale: dopo decine di nasse vuote e ad un’ora dalla scadenza, un paio di aragoste di prima qualità risolvono i loro problemi? Quelle bastano? Oppure saranno solo un buon contentino per il cliente che non li mollerà almeno per quel giorno?
Remore per il tema.
Il tanto spazio sarebbe quello delle nasse vuote?
Spesso e volentieri “spazio” e “vuoto” collimano, però in questo caso non è immediato. Uno sguardo preoccupato di Kevin o di Mat ad una stiva drammaticamente ancora da riempire ed affamata di aragoste avrebbe reso meglio, secondo me.
“PESCATORI DI UOMINI”


Un passo dopo l’altro

Confusionario.
L’idea di base è lapidaria, ma la sintassi e lo stile sono opinabili.
Errori anche di contenuto:
-Un bosco in città?
-In un gruppo di centinaia di ragazzine soltanto una ha le gambe magrissime? Giada ne vede solo una con i calzoncini in una corsa campestre?
-Perché Alice la campionessa, una sconosciuta a quanto pare, dispensa consigli?
-Confondere lo spessore di un’articolazione con quello di UNA foglia è poco credibile.
-Giada cerca i suoi compagni. Quali? Non sono mai stati citati prima.
questa volta è lunga, tieni il fiato, non sprecarlo subito. Tieni un passo regolare, respira, guarda l’orologio. Conta i secondi. È lunga, tienilo a mente. In pochi minuti devi dare tutto.
Il professore più che parlare, spedisce telegrammi. Cinque virgole e quattro punti in una trentina di parole danno fastidio quando si legge.
Il tema è solo sfiorato. Il tempo per una corsa non è poco, ma il giusto, soprattutto nel caso di Giada che alla fine arriva prima. Tanto spazio non c’è visto che il racconto si concentra su di una calca di duecento ragazzine che corrono.
“AFFANNOSO”




Il paradosso del viaggiatore


Cavaliere più sfortunato di Iskandar/Pushan non ne avevo mai incontrati in un testo:
corre con il suo cavallo (scritto così pare siano uno accanto all’altro), lo trascina per mulattiere ed infine lo smarrisce, senza mai riuscire a cavalcarlo come si deve.
Al netto di qualche articolo e virgole messe male, ripetizioni evitabili (a tenere gli stendardi in battaglia e combattere contro i Parti, in battaglie polverose su pianure sconfinate), stringare nelle descrizioni e nei particolari sarebbe stata una buona idea a favore della scorrevolezza del testo.
Tempi verbali un po’ confusi.
Confesso che, senza sbirciare il tuo commento postumo in cui spieghi il riferimento al paradosso di una serie matematica, non ci sarei mai arrivato.
D’accordo sul fatto che il protagonista della questione filosofico/matematica vaghi per tanti posti e quindi percorra tanto spazio, ma dove si colloca il “così poco tempo” del tema?
L’istante che gli offrirebbero? Ma non è definito come “infinito”?
“ELENCHOS”


Buongiorno Dario, ti rispondo in merito al tuo commento su UN PASSO DOPO L'ALTRO.
Accetto di buon grado le critiche e il fatto che tu abbia trovato il racconto caotico ed affannoso. Come accade sempre in lettura e scrittura, il gusto personale influenza il giudizio ed è evidente che il mio racconto non ti sia piaciuto.
Devo però muovere una critica alle tue osservazioni per quel che riguarda ciò che tu definisci "errori di contenuto":
- un bosco in città? Sì a Pavia
-tra centinaia di ragazzine solo una in calzoncini? Non una in effetti ma due
-Alice etc? dispensa consigli a una ragazza che sa essere sua avversaria, vuole giocare alla pari
-Confondere lo spessore etc? Ovviamente No, Giada cerca giustificazioni tra sé e sé per la brutalità del gesto compiuto
-Giada cerca i suoi compagni etc? Sì, è una corsa campestre e per ogni classe partecipano alcuni ragazzi, non era utile o necessario citarli prima

Affermo senza dubbio che non ci sono errori di contenuto semplicemente perché è tutto VERO (tranne le articolazioni rotte, per fortuna!), visto coi miei occhi alla campestre di mia figlia poche settimane fa.

Il tempo per una corsa è poco, o percepito come tale da chi sta correndo, diciamo che è più una questione di rapporto spazio/tempo. Anche il tempo di una maratona è poco in rapporto ai chilometri da percorre.

Grazie, e a rileggerci!
Isa

viviana.tenga
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » lunedì 23 dicembre 2019, 17:43

CLASSIFICA
1)UN PASSO DOPO L'ALTRO - Isabella Torazza
2)UN NUOVO SCONFINATO UNIVERSO - Emiliano Maramonte
3)CARBONE - Gabriele Dolzadelli
4)SOLO QUESTIONE DI TEMPO... - Wladimiro Borchi
5)LUNA NUOVA - Andrea Lauro
6)IN RITARDO COME SEMPRE - Agostino Langellotti
7)IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE - Giulio Palmieri
8)INTO THE OCEAN - Paola Rossini

COMMENTI
1)UN PASSO DOPO L'ALTRO - Isabella Torazza
Il tuo racconto mi ha inquietato (in senso positivo): si parte con un ammonimento, il paesaggio è un po' cupo (il bosco, il freddo, l'umidità), la protagonista mostra per tutto il tempo una freddezza totale in mezzo alla confusione generale e non mostra particolari emozioni nemmeno nel finale. L'effetto finale ha qualcosa di straniante, ma molto d'impatto.
Insomma, mi è piaciuto davvero e non ho particolari appunti da fare: complimenti davvero.

2)UN NUOVO SCONFINATO UNIVERSO - Emiliano Maramonte
Scrivere fantascienza nei pochi caratteri di Minuti Contati è davvero tosto, ma direi che qui te la sei cavata alla grande. Il racconto è godibile, la trama si segue senza troppe difficoltà (a dirla tutta, secondo me il finale si intuisce già quando Benjamin dice che la Terra è spacciata).
Concordo con gli altri che forse si poteva andare un po' più veloci sulla prima parte e meno sul finale, ma niente di grave.

3)CARBONE - Gabriele Dolzadelli
A me non è dispiaciuta la piega non-sense della mega rissa Befana-genitori-Babbo Natale. Per come l'ho interpretata io, i genitori sono colpevoli di essersi dimenticati il regalo chiesto da Filippo, e quindi Babbo Natele e Befana sono invervenuti, anche se in conflitto tra loro. Concordo invece con Polly sul fatto che avrei trovato più naturale che il bambino si lamentasse subito dopo Natale.
A livello di stile, nulla da dire, il racconto ha un buon ritmo e i dialoghi funzionano bene.

4)SOLO QUESTIONE DI TEMPO... - Wladimiro Borchi
Comincio con il dire che la questione dei crediti a me non ha disturbato affatto, anzi la trovo anch'io la cosa più verosimile (magari c'è stato un primo giro di evacuazione "istituzionale" per pochissimi selezionati e adesso stanno partendo navi di compagnie private). Mi fa invece un po' storcere il naso l'idea del vecchio pazzo che calcola increspature dello spazio-tempo di cui nessun altro si era reso conto. Magari avresti potuto inserire un accenno al fatto che un tempo fosse stato un grande scienziato, o qualcosa del genere (un po' cliché, ma serve al suo scopo).
Dal punto di vista stilistico, nulla di particolare da dire. Forse qua e là si poteva snellire qualche frase per dare più ritmo, ma il racconto si legge bene anche così.

5)LUNA NUOVA - Andrea Lauro
Molto bella la caratterizzazione della protagonista attraverso il suo dialogo interiore. Ho apprezzato la scelta di farla parlare con se stessa, cosa che sottolinea la solitudine in cui vive. Bello anche il finale sospeso, con Elena che riesce a sbloccarsi e Stefano che promette di ritornare, ma mantenendo sempre un certo distacco. Non sappiamo se nel loro prossimo incontro succederà qualcosa di diverso, ma possiamo immaginare che ci sia una speranza.
Dovendo trovare un difetto, ho trovato il ritmo un po' lento. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosa di più sul passato di Elena, intuire perché ha scelto di isolarsi dall'umanità. Forse si poteva ritagliare un po' di spazio per fare un accenno, o comunque accelerare un po' il ritmo e aggiungere qualche altro elemento.

6)IN RITARDO COME SEMPRE - Agostino Langellotti
Racconto simpatico, anche se sono d'accordo con gli altri nel vederlo come una scenetta a cui manca ancora qualcosa per diventare una storia vera e propria.
I dialoghi li ho trovati per lo più brillanti, unica nota che secondo me stona è il titolo del film citato per esteso. Il dettaglio in sé è simpatico, ma stona un po' all'interno del dialogo (avrei trovato più naturale che dicesse solo "la prima di Episodio XV" o solo " la prima di Dart Fener conquista Mordor"). Per il resto, racconto godibile e buona caratterizzazione dei personaggi.

7)IL PARADOSSO DEL VIAGGIATORE - Giulio Palmieri
All'inizio, il tuo racconto mi ha ricordato molto i Sette Messaggeri di Buzzati, ci ho letto lo stesso senso di spazio infinito da esplorare. Andando avanti, ci sono dentro davvero tante cose. Ammetto di averlo dovuto leggere un po' di volte (e dare un'occhiata anche ai commenti) per chiarirmi del tutto le idee. Nel complesso, mi piace l'idea del viaggiatore che rappresenta la conoscenza che l'umanità ha raccolto nel tempo e che il vecchio maestro vuole passare al giovane allievo, il passato che si incontra con l'istante del presente. Ho però fatto un po' fatica a mettere a fuoco il tutto e secondo me da questo punto di vista il racconto è migliorabile. Visto il poco spazio, penso avresti potuto scegliere pochi elementi del viaggio e concentrarti su quelli, invece che presentarci una carrellata che rischia di finire per confondere.

8)INTO THE OCEAN - Paola Rossini
Racconto scorrevole, con un'ambientazione ben resa e dialoghi che funzionano, ma per come la vedo io, c'è un problema con il finale: la situazione dei protagonisti si risolve (o almeno, si risolleva) con un colpo di fortuna. Immagino che l'idea fosse far vedere la perseveranza che premia, ma la mia impressione leggendo il racconto è di essere davanti a due personaggi in balia degli eventi, a cui prima le cose vanno male e poi bene, senza che da parte loro ci sia nessuna azione particolare. Avrei preferito vedere un po' più di tensione nella prima parte, una discussione più accesa sulla scelta tra perseverare o abbandonare la pesca (magari, con un'argomentazione forte a favore del tornare subito in porto).

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Gennibo
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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » lunedì 23 dicembre 2019, 23:58

Più difficile di altre volte stilare questa classifica, siete stati tutti bravi.

1 Solo questione di tempo
2 Il paradosso del viaggiatore
3 Carbone
4 Uno sconfinato universo
5 Into the Ocean
6 Un passo dopo l’altro
7 Luna nuova
8 In ritardo. Come sempre

Il paradosso del viaggiatore di Giulio Palmieri
Ciao Giulio! Il tuo racconto mi è piaciuto molto, per diversi motivi. Penso che tu sia riuscito bene a gestire il personaggio del maestro che per insegnare mette alla prova l’allievo. Con l’allievo che cerca di capire la lezione. Suggestiva la storia. Bello lo stile. Il ritmo incanta e il finale lascia il dubbio che fa parte del paradosso: Ma chi sta bussando?
E poi? Che importa? Quello che importa sono le ipotesi che l’allievo formula. Ipotesi affascinanti.
Che dire? Bravo!

Carbone di Gabriele Dolzadelli
Ciao Gabriele, il tuo racconto mi è piaciuto molto. Sei partito bene, io non ho notato stonature sulla recriminazione del bimbo, poteva anche non essere la prima volta che si lamentava, e ci sta che la sera prima dell’arrivo della Befana metta in evidenza di avere certi dubbi.
Mi è piaciuta anche la battuta sulla speranza che la Befana porti il regalo agognato, e che il “Babbo”, parlando con la moglie, scopra che la mamma/Befana se ne è ricordata e l’ha preso lei, come se loro stessi fossero l’incarnazione realistica di queste figure leggendarie, (in effetti…) cosa che secondo me funziona benissimo.
Concordo con gli altri, anche io preferirei che fossero Babbo Natale e la Befana ad azzuffarsi, soprattutto perché non ho trovato azzeccata la battuta della madre che dice che vorrebbe prendersi lei il merito del regalo, nell’anatomia del racconto secondo me i genitori non ci tengono a dire che sono loro comperare i regali. (o almeno io l’ho capita così)
Carina la battuta finale.

Solo questione di tempo di Wladimiro Borchi
Bella l’ambientazione fantascientifica e le immagini, appassionante il protagonista che si tira su il bavero e asciuga gli occhi. Ho trovato il tutto ben orchestrato anche se sono d’accordo con Maurizio riguardo il biglietto, avrei preferito se il sacrificio non fosse stato incentrato sui soldi ma sul poco spazio sul convoglio, ma è solo un piccolo dettaglio.
A me è piaciuto molto.

Un nuovo sconfinato universo di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, è stato un piacere leggerti questa volta. Il racconto è scritto e sviluppato bene, le storie che finiscono riprendendo dal momento iniziale sono le mie preferite. Mi piacciono le trame strutturate a cerchio (non so se si chiamano davvero così ma spero di aver reso l’idea). C’è azione, mistero e il finale da brivido. Dopo che il giovane scienziato ha annunciato che c’era una notizia terribile è stato piacevole andare a scoprire tra le righe della storia quale fosse la catastrofe e se si poteva evitarla, evidentemente no. Che dire? Bello!

In ritardo come sempre di Agostino Langellotti
Ciao Agostino, di questo racconto ho apprezzato i dialoghi, si legge bene, a parte qualche piccolo intoppo dovuto probabilmente al poco tempo e al bisogno di revisionare velocemente. Trovo anche io che non sia qualcosa di originale ma piuttosto una fedele trascrizione di una possibilissima avventura, nonostante ciò trovo anche io che la storia sia debole, anche se comunque l’ho letta con piacere.
Alla prossima!

Luna nuova
di Andrea Lauro
Ciao Andrea, del tuo racconto mi è piaciuto il dialogo interiore della protagonista. All'inizio ci fai credere che siano in due e poi si capisce che invece è una persona sola, e funziona molto bene. Hai creato una buona aspettativa che però rimane in sospeso e si realizza con un dolce finale che però secondo me è un po' debole, funzionerebbe di più in un racconto lungo dove lei continua ad attenderlo (pensarlo) fino alla volta dopo, quando la loro storia potrebbe avere degli sviluppi. Lo spazio potrebbe essere anche quello che percorre il mercante, sempre in viaggio. Capisco che il tempo tiranno non permetteva uno sviluppo così ampio, e chissà mai che tu non vada avanti... Comunque, scritto bene e piacevole da leggere.
A rileggerti!

Into the Ocean
di Paola Rossini
Mi piace il mare, mi piace il tuo racconto, ho sentito gli schizzi d’acqua e il freddo della notte.
A me non è neppure spiaciuto il finale. Certo, la navicella spaziale a forma di aragosta gli avrebbe dato una botta di originalità in più ;) Comunque, mi piace come hai gestito la suspense, il poco tempo a disposizione dei marinai, con i due diversi atteggiamenti che si scontrano come le onde e danno movimento alla storia.
Ciao e a rileggerti!

Un passo dopo l’altro di Isabella Torazza
Ciao Isabella! Piacere di leggerti per la prima volta, mi è piaciuta l’ambientazione originale, avrei preferito avessi iniziato da: Il professore le aveva allungato il microchip…. Questo perché prima di quella frase non sono riuscita a dare una collocazione alla storia.
Bello il personaggio del professore che carica l’alunna al punto da farle calpestare (anche se inavvertitamente) l’avversaria.
Spaventoso (in senso buono) il finale.
Brava e spero di rileggerti presto.

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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » martedì 24 dicembre 2019, 11:53

Molto bene, avete ricevuto tutte le classifiche.
Vi ricordo, però, che questo tread non deve essere utilizzato per rispondere e che se si vuole farlo si fa copia incolla del testo e si risponde sotto il proprio racconto.

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Re: Gruppo BRADBURY: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » domenica 29 dicembre 2019, 20:01

Ecco a voi i miei commenti e classifica. Grazie a tutti per le letture che mi avete donato.

1) Luna Nuova, di Andrea Lauro
Molto bello. Già mi avevi colpito il mese scorso e ti confermi. Spazio della vallata, dell'anima. Tempo della vita, così breve, ma anche della notte e del pernottamento, così veloce per i dilemmi interiori. Grandioso l'equilibrio interno del racconto e la sua stessa narrazione, capace di avvinghiare il lettore. Non vedo punti deboli, per me un pollice su, senza dubbio alcuno.
2) Un nuovo sconfinato universo, di Emiliano Maramonte
Non ho molto da dire su questo racconto: mi sembra assolutamente giusto per quello che voleva essere e non ho rilevato incongruenze interne o problematiche rilevanti. Tema preso in pieno. Per me un pollice su.
3) Solo questione di tempo…, di Wladimiro Borchi
Un racconto godibile e ben diretto che raggiunge il proprio scopo di intrettenere senza evidenti errori interni (se si esclude quella brutta ripetizione nelle prime righe). Il tema c'è, anche se può essere visto anche nella forma "così tanto tempo, così poco spazio". Un dubbio: se tutto si ferma a mezz'aria non dovrebbero fermarsi anche loro? Se Interstellar mi ha insegnato qualcosa è che il tempo scorre più lentamente fuori dall'atmosfera e a una certa distanza mentre tutto quello che accade nel pianeta segue la stessa scala temporale, o sbaglio? Pollice tendente verso l'alto in modo convinto, ma non su o quasi su per i dubbietti che mi sono rimasti.
4) Un passo dopo l’altro, di Isabella Torazza
Bello, ma, a mio modo di vedere, gioverebbe una maggiore cattiveria nella narrazione. La protagonista dovrebbe avere a che fare con un professore/allenatore ancora più asfissiante e aiuterebbe la presenza di qualche genitore, di quelli che insultano gli avversari dei propri figli. Insomma, servirebbe rendere ancora più competitivo tutto il contesto per giustificare ancora di più questa sorta di trance agonistica che impedisce alla protagonista di rendersi conto di ciò che accade. E attenta ai refusi perché quella mancata apostrofo nelle prime righe grida, davvero, vendetta. Per me un pollice tendente all'alto, ma con ancora notevoli margini di miglioramento.
5) In ritardo, come sempre. , di Agostino Langellotti
Un racconto un po' all'acqua di rose che vuole essere un esercizio sui dialoghi e sul tema assegnato, ma che comunque intrattiene e che risulta essere esattamente quello per cui era stato pensato. I dialoghi sono centrali, pertanto mi ci soffermo e sottolineo come siano assolutamente naturali e ben condotti. Come valutazione, assegno il massimo da cui parto per il tipo di racconto, ovvero un pollice tendente all'alto. Se non morisse nella sua fruizione e assurgesse a qualcosa di più di semplice scenetta sarebbe potuto tranquillamente arrivare al massimo.
6) Into the Ocean, di Paola Rossini
Sì, si respira aria di mare in questo racconto e la cosa è decisamente positiva. Il punto debole mi sembra, effettivamente, il finale perché è vero che sembra tutto sgonfiarsi in un nulla di fatto o, per essere più precisi, in un "poteva andare peggio" che non è sbagliato, ma che non mi sembra essere stato preparato. La mia idea è che il finale giusto non debba essere quello con i fuochi d'artificio, ma quello che fa deflagrare tutto quanto lo precede. Detto questo, per me qui siamo in presenza di un pollice tendente verso l'alto.
7) Carbone, di Gabriele Dolzadelli
Rilevo anch'io come il racconto si regga magnificamente fino all'inizio della risse che, invece, giunge quasi come gratuita (ma questo anche se a fare a botte fossero stati Befana e Babbo Natale tra loro). Non ne ho capito il senso e la motivazione (della rissa) così come l'ingresso finale di Filippo con tutto quello che segue mi è parso slegato a livello di tono da quanto precedeva. Eppure il fulcro del racconto (si percepisce) stava proprio lì e quindi l'unica spiegazione che mi fornisco è che tu abbia dedicato troppo tempo ed energie alla prima parte. Probabilmente la strategia corretta, in questo caso, sarebbe di tagliare completamente la prima parte (nonostante al momento sia, paradossalmente, quella meglio riuscita) per concentrare il tutto sulla resa dei conti (quasi tipo LE IENE) tra genitori ed esseri fantastici con discesa finale in campo del bambino. Pollice comunque tendente verso l'alto, ma al pelo pelo.
8) Il paradosso del viaggiatore, di Giulio Palmieri
Bellissima l'idea di partenza, ho qualche dubbio sulla strategia da te usata nel racconto. Il fatto è che il lettore segue questo viaggio attendendosi un dunque che arriva forse troppo tardi e comunque dopo molti nomi ed eventi, talmente tanti da spingerlo fuori dal racconto. Sulla chiusa, infine, diventi molto veloce, talmente tanto da non riuscire a riportare dentro il lettore stesso. In buona sostanza: il mio consiglio è di variare il dosaggio e vedere se con un diverso equilibrio il composto finale può riuscire a essere maggiormente efficace. Pollice ni tendente verso l'alto, per me.

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