Commenti e classifica dei finalisti di FABIO ALOISIO

Appuntamento per lunedì 16 dicembre dalle 21.00 all'una con il tema scelto dalla vincitrice del Premio Urania Francesca Cavallero e dai finalisti dell'Urania Short Fabio Aloisio, Elia Gonella e Axa Lydia Vallotto!
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Commenti e classifica dei finalisti di FABIO ALOISIO

Messaggio#1 » mercoledì 8 gennaio 2020, 18:45

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Fabio Aloisio, gust star della Urania Christmas Edition e finalista URANIA SHORT

Sono molto contento di aver partecipato come guest a questa edizione, soprattutto perché i racconti finalisti erano davvero tosti, tra cui veri gioiellini.
In tutti i racconti ho trovato l’aderenza al tema e in alcuni casi sono rimasto sorpreso dalle connotazioni e interpretazioni diverse.
Per i primi due sono andato a colpo sicuro, per le altre posizioni ho avuto grandi difficoltà perché erano tutti validi. Per stilare la versione finale (ebbene sì ho classificato, riletto e riclassificato più volte), mi sono lasciato guidare di più dagli aspetti che mi hanno colpito in profondità.

Ancora complimenti a tutti.

La classifica di Fabio Aloisio

1. Un nuovo sconfinato universo
2. Due minuti
3. Luna nuova
4. Un eroe, forse
5. Tutto, per
6. Un errore di valutazione
7. Solo questione di tempo
8. Blu
9. Gli osservatori

I commenti di Fabio Aloisio

Un eroe, forse.
Pionieri.
Ora che il mondo è stato quasi tutto scoperto e molti territori da epopea sono esauriti, quali traguardi eroici rimangono da conquistare?
Condivido il tema del racconto: lo spazio è sicuramente uno di questi.
Il racconto investiga molto in profondità sulle sensazioni del protagonista (toccando tutti i sensi), accompagnandolo coi suoi pensieri fino alla tragica fine.
Piena di tristezza la frase: “Adesso riportatemi a casa.”
Purtroppo la sua soddisfazione cozza, oltre contro un asteroide, con il fatto di essere solo un numero, uno tra tanti, ricordato per poco. Che forse è davvero quello che accade davvero agli eroi?
Un bel racconto che dà modo di riflettere!

Un errore di valutazione
Maledetti ingegneri: è sicuramente colpa loro!
La storia è ben scandita ed è divertente il dialogo tra l’equipaggio.
Ho trovato molto esigua la tolleranza su cui si giocano vita e morte: quei millesimi sono risicatissimi per delle operazioni che una persona debba compiere. Posso capire la loro frustrazione!
A metà racconto c’è questa parte:

Salire la scala, aprire la botola, cercare di non fluttuare, reggersi ai maniglioni esterni, arrivare allo scudo, girarlo tornare indietro.

A me pare una ripetizione di quanto era già stato specificato nel primo paragrafo; forse sarebbe stato più comprensibile metterla direttamente nel primo capitoletto senza scendere in troppi dettagli.
Una cosa che mi ha incuriosito: a cosa serviva il comando di emergenza?
La storia è godibilissima e anche la conclusione riflette bene lo stato d’animo del personaggio.
Sembra anche a me di vedere “il martire” viaggiare tra le stelle bello rilassato!

Gli Osservatori
Questo racconto ha un fascino classico.
Mi piace molto il messaggio finale.
Il fatto che questo scenario sia molto realistico lascia un po’ l’amaro in bocca. Mi sono spesso domandato se prima o poi si riuscirà a viaggiare su altri pianeti. Mi auguro di sì.
Il dialogo ha un buon ritmo ed è sempre facile riconoscere chi sta parlando con chi. Questo è un pregio visto com’è impostata la storia. Ben fatta.
I protagonisti hanno sentimenti molto umani e quindi è semplice “cadere nel tranello” finale che svela la loro vera natura; però ci sta visto che, come riconoscono gli osservatori, la razza umana è molto simile a loro.

Due minuti
Ho apprezzato molto il viaggio interiore dell’Uomo di Successo.
Tante volte in questo genere di racconti si associa soltanto il nome della maschera (appunto Vecchia, Uomo di Successo, Bambino Che Piange); il fatto che il protagonista abbia un nome l’ha reso molto più concreto.
Alcune cose che mi sono segnato, con gusto strettamente personale, per far scorrere un paio di frasi:
- c’è una ripetizione in “quelli che ha visto quella volta che è stato Dubai”, forse potrebbe andare: “quelli che ha visto la volta che è stato a Dubai”.
- “Le forme però sono un po’ più minacciose, i colori un po’ più cupi.” Anche se so che è in un momento onirico, forse si potrebbe dare più incisività tralasciando gli un po’ :“Le forme però sono più minacciose e i colori più cupi”
Queste annotazioni sono minuzie su un racconto che è più che ottimo.
I miei complimenti.

Tutto, per
Una tematica bella fresca e divertente, anche se il cliente ha un bel problema da risolvere.
Ma che intenzioni hanno queste fate così torbide? L’accenno sulle loro intenzioni è terrificante.
La storia mi ha incuriosito molto e lascia campo a suggestioni ad ampio respiro. Spero che tu voglia approfondire questa ambientazione.
Forse si poteva dare un nome ai protagonisti: venditore e cliente secondo me hanno un po’ appesantito la lettura che per il resto scorre molto liscia.
Ma soprattutto perché le fate conoscono Indiana Jones?

Blu
In questo racconto spazio e tempo sono drammaticamente legati tra loro.
Parte come una favola e si concluse con una tragedia.
Seppure capisca lo stacco che si voglia dare, trovo troppo ampio il divario tra la cruda realtà vissuta dai naufraghi e i loro dialoghi, molto fiabeschi. Mi sembra difficile che un bambino possa affrontare con curiosità così serena quanto stia accadendo, nonostante il padre sia molto bravo a imbonirlo.
La parte “fiaba” è venuta molto bene (tutto il riferimento al blu è delizioso), la parte tragica è dipinta alla grande con poche pennellate; mi trovo in difficoltà con l’amalgama tra i due.
Per gusto personale avrei preferito anche per il finale un tono favolistico ma che lasciasse comunque uno scorcio sul loro destino.

Un nuovo sconfinato universo
Questo racconto solleva in modo simpatico e intelligente la questione per cui alcune scoperte finiranno per ritorcersi contro l’uomo. In questo caso proprio sì.
Sulla storia: molto bella con un fascino sci-fi classico e tagliente.
Idea e trama congegnate con scaltrezza.
L’unica parte che mi ha lasciato interdetto è stata questa:
Una distorsione di Lorentz di straordinaria potenza…»
«… ha innescato una ridondanza multidimensionale nella struttura fine di Higgs che sta piegando lo spaziotempo su se stesso. »

Non ci ho capito molto a parte il concetto che la Terra è spacciata.
Arrivato al finale e rileggendola con calma penso di aver capito dov’era l’inghippo: la frase “ridondanza multidimensionale” è quella che mi ha sviato. Per ridondanza io capisco che c’è un dispositivo o un componente di backup che dovrebbe garantire una sicurezza in più a un dato sistema. Vedendo quello che succede, secondo me avrebbe molto più significato utilizzare il termine “risonanza” che qui interpreterei come la capacità di mettere in oscillazione un altro sistema fino a rotture irreversibili (o in questo caso, molto più pericolosamente, un’altra dimensione).
Detto questo, non è una parola a cambiare il giudizio di un grande racconto.

Solo questione di tempo
La storia è imperniata molto attorno alla storia d’amore tra Manuel e Giovanna, sul sacrificio e sul finale destinato a essere triste se non fosse per le peculiarità del buco nero (come mai Buco Nero in maiuscolo?).
Il racconto scorre molto bene fino alla fine.
Ci sono dei tratteggi molto belli sull’intimità tra i protagonisti (il foulard impregnato di profumo, il ricordo degli occhi tra il primo e l’ultimo incontro) che danno molta forza alla narrazione.
Ho delle perplessità che riguardano certi punti della storia: il protagonista è sicuro che la fine non gli farà male, ma successivamente si scatena un cataclisma di proporzioni cosmiche con palazzi ridotti a macerie e grandinata di ciottoli. Ma forse ho interpretato male e intende che una morte accanto a Giovanna non gli recherà troppo dolore perché ormai lei è con lui.
Un’altra riguarda la fine, quando il tempo si dilata: ogni cosa si immobilizza, però il vecchio Smolin è comunque in grado di raggiungere Manuel e Giovanna alle spalle.
Credo che quest’ultimo aspetto sia di tipo informativo, cioè di spiegare al lettore quanto è successo; un sistema poteva essere quello di spiegare il fenomeno secondo il punto di vista di Manuel e lasciare intendere al lettore quanto fosse successo, cosa in effetti non affatto semplice.
Al netto di questo è una buona prova, soprattutto nella prima parte.

Luna nuova
Quello che mi piace di questo racconto è che pare un frammento di qualcosa di molto più ad ampio respiro: una piccola e preziosa tessera di un mosaico. Nonostante il poco spazio a disposizione ha molto carattere.
Mi piace molto il dialogo interiore di Elena
La cosa che però mi ha lasciato a tratti un po’ confuso è la forma.
Alcune parti dei pensieri di Elena secondo me andrebbero messi in corsivo (o comunque evidenziati in maniera diversa) per dimostrare il botta e risposta che ha con sé stessa e per differenziarlo dal resto del testo e dai dialoghi.
Molto affascinanti le descrizioni della città abbandonata e come si rifletta sulla protagonista.
Ben fatta.



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