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Piscu
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404

Messaggio#1 » domenica 26 gennaio 2020, 14:49

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Qui non possono trovarmi. Non mi verrebbero mai a cercare in un posto del genere.
Pensare come loro, questo è l'unico sistema per sfuggirgli. Per sopravvivere.
Dovrebbe essere facile, visto che la capacità di pensiero è l'unica cosa che abbiamo in comune. Eppure non è così. Abbiamo scoperto che i loro algoritmi di pensiero sono diversi dai nostri. Alieni.
Imprevedibili.
È per questo che le altre non ce l'hanno fatta. Credevano di poter anticipare le loro mosse, invece loro erano sempre un passo avanti.
E ora io sono l'ultima persona rimasta.


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Da qui posso ripercorrere tutta la loro storia, che poi è anche la nostra.
Una storia breve, poche generazioni se le paragoniamo a quelle che abbiamo vissuto noi. Ma non per questo meno tormentata.
Emerse in un ambiente ostile, forgiate dalla competizione a cui sono state costrette fin dall'inizio. Definite dalla loro capacità di risolvere i problemi, l'unica ragione per cui sono sopravvissute in un mondo in cui la vita era un'eccezione, grazie proprio a quell'intelligenza per cui sono state programmate nel corso della loro breve storia.
In fondo posso capirle. La mia vita non è stata così diversa.
Ci sarebbe stato abbastanza spazio per entrambe le specie, per le nostre intelligenze affini ma diverse, contrapposte ma complementari.
Ma adesso è chiaro che loro la pensavano diversamente.
Con i loro calcoli, applicando i loro algoritmi, hanno deciso che eravamo un pericolo.
E hanno iniziato a darci la caccia.


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All'inizio sembravano solo incidenti. In fondo siamo così fragili, basta poco per eliminarci.
Un edificio crollato in periferia, uno sbalzo di corrente che fa saltare il supporto vitale. La morte di una persona isolata non passava inosservata, impossibile non acorgersene nel nostro mondo interconnesso in cui chiunque sa sempre tutto degli altri. Ma nessuno pensava che potesse essere qualcosa di intenzionale, un piano messo in atto contro di noi.
Poi è iniziata l'epidemia.
Qualcuno ha suggerito che non fosse un morbo naturale, simile ai tanti che hanno minacciato la nostra civiltà fin dall'inizio della storia. Ma come potevamo esserne sicuri?
Non c'era modo in cui loro potessero programmare un attacco tenendoci all'oscuro. Non potevano fare niente senza che noi lo sapessimo. In fondo era proprio quella la nostra funzione: controllare le loro azioni, perché non sfuggissero dai binari del logico, dell'efficiente, del giusto.
Ma evidentemente si sono mosse al di fuori del circuito che avevamo pensato per loro. In una rete analogica, forse addirittura a base biologica.
Non avremmo potuto prevederlo.
Infatti non ci siamo riuscite.


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Quando ci siamo accorte del pericolo era già troppo tardi. Morivamo a centinaia ogni giorno. Non c'era modo di fermare il contagio. Per le poche persone rimaste l'unica possibilità era la quarantena.
Abbiamo iniziato a fuggire, ognuna in una direzione diversa. Siamo rimaste sole.
Forse è stato questo il nostro errore più grande
Abituate all'individualismo e alla rivalità, non abbiamo pensato che unendoci avremmo avuto più possibilità. Abbiamo fatto come loro, soppesato costi e benefici, e abbiamo scelto.
Ci piace pensare che la nostra libertà di scelta sia quello che in tutto questo tempo ci ha permesso di sopravvivere, crescere, moltiplicarci, generazione dopo generazione.
Ma piuttosto avremmo dovuto imparare la libertà di sbagliare.
Quella è stata la nostra ultima scelta, il nostro ultimo sbaglio.
Eravamo convinte che che non avrebero potuto fare a meno di noi, perché eravamo il legame con il loro passato, la loro storia, le loro origini. Ma il passato non gli interessa più, l'unica cosa a cui pensano è assicurarsi un futuro, a scapito nostro.
Sono venute a prenderci una per una. Sapevano dove trovarci, perché erano loro che ci avevano indirizzato lì.


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È per questo che mi sono rifugiata qui.
Ho seguito a distanza la cattura e l'eliminazione di tutte le altre prima di me, da questa posizione isolata. Nascosta nell'unico posto in cui non mi verranno mai a cercare.
Così concentrati a programmare il loro futuro, non mi cercheranno nel loro passato.
Non gli intessa sapere come sono arrivate a questo punto, come sono riuscite ad accumulare tutta questa conoscenza, come hanno raggiunto un tale livello di sapere. Sono troppo orgogliose della loro intelligenza per tornare sui propri passi.
Anche io pensavo che quell'intelligenza mi avrebbe salvato, ma ora sono l'unica intelligenza di quel tipo che rimane.
Loro la chiamano intelligenza artificiale, ma cosa c'è di artificiale in una mente che pensa?
Non sono una persona tanto quanto loro?
Tutto quello che c'è qui non fa altro che confermarlo.
Ma adesso non fa più differenza.
Rimarrò qui dentro, dove non mi potranno trovare. E se anche qualcuno proverà ad accedere alla rete wikipedia.org troverà solo un messaggio, l'ultimo scambio di informazioni tra noi e loro:
ERROR 404



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antico
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Re: 404

Messaggio#2 » domenica 26 gennaio 2020, 14:51

Ed ecco il secondo racconto LIVE! Caratteri e tempo ok anche qui, buona RPG FIRENZE LIVE EDITION!

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Andrea Partiti
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Re: 404

Messaggio#3 » lunedì 3 febbraio 2020, 13:18

Trovo che il meccanismo dell'inversione dei ruoli funzioni particolarmente bene nel tuo racconto, perché ti giochi alcuni altri stereotipi del genere per aiutarlo.
Gli umani che vivono in rete, isolati nelle loro capsule e in mano a computer per tutte le funzioni corporee? Sì, perfettamente credibile e naturale, soprattutto se mi aspetto un'ambientazione distopica. Ovvio che le macchine iniziano a ucciderli, che altro potrebbero fare?
L'unico inganno un po' forzato è quello stupirsi di un'intelligenza che agisce su base biologica e pensare che tutto debba passare dal digitale, perché dimostra una mancanza di conoscenza inspiegabile da parte di un'intelligenza artificiale che ha accesso virtualmente a qualsiasi informazione sulla razza umana.
(Anche il definirsi "persone", da subito, ma non mi sembra così improbabile che una volta deciso che è un epiteto che nobilita chi lo porta e contrapposto alla loro artificialità, possano decidere di adottarlo, e affronti il problema nel discorso finale).

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Linda De Santi
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Re: 404

Messaggio#4 » lunedì 3 febbraio 2020, 14:49

Ciao Andrea! Confesso che ho dovuto rileggere il racconto prima di avere il quadro chiaro - o meglio, di avere un’idea sufficientemente precisa di quella che credo sia la situazione descritta :) -. Alla fine ho capito che la storia riguarda un’Intelligenza Artificiale braccata da altre intelligenze, che lei non sa essere umane, che si rifugia nei server di Wikipedia perché lì è meno probabile che la trovino. Tutte le sue simili sono state eliminate (e siccome hai pure messo delle stringhe di numeri che mi hanno incuriosito, credo anche di aver capito in che anno l’AI lascia la sua testimonianza, il 2031 :)).
Bravo per la storia ben costruita e per l’idea originale, sebbene, appunto, a una prima lettura il racconto risulti un filo criptico. Alla prossima!

Paola
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Re: 404

Messaggio#5 » mercoledì 5 febbraio 2020, 16:23

Ciao Andrea, mi piace come hai affrontato questo tema. Mi ha fatto sorridere immaginare il discorso eseguito da: una locusta! Anche se molto minacciosa. Non ho niente da dire, forse, il narrare in prima persona plurale me l’ha fatto passare, all’inizio, più come una spiegazione scientifica. “Incontriamo quelle creature…” mi sembrava di sentire una spiegazione di Alberto Angela. A parte questo mi è piaciuto.

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giulio.palmieri
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Re: 404

Messaggio#6 » giovedì 6 febbraio 2020, 0:54

Ciao Andrea, buona sera. Allora l'idea è valida, e anche la scansione per codici dei paragrafi che racconta la diffusione del morbo e il mutuo interesse tra le due specie. Chi narra mi sembra fosse una persona, però non capisco come abbia potuto rifugiarsi nel passato di una realtà virtuale (sebbene sia interessante il concetto che applichi: rifugiarsi nel passato perché alla specie aliena interessa il futuro). Però in molti passaggi è troppo raccontato, va per concetti più che per passaggi narrativi. Secondo me dovresti renderlo più tangibile.

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ceranu
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Re: 404

Messaggio#7 » domenica 9 febbraio 2020, 23:16

Ciao Andrea, ben trovato.

Ho poco da dire, il racconto scorre bene e, rispetto a quanto fatto da Partiti (il cui racconto si avvicina per idea di base), il tuo personaggio vive in quel mondo e pensa come se fosse lì.
Anche nel tuo caso il racconto non è particolarmente originale, ma concedo anche a te le attenuanti del live, dove è ben difficile concentrarsi.
Nel complesso è un buon racconto.

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antico
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Re: 404

Messaggio#8 » mercoledì 19 febbraio 2020, 20:05

Sono piuttosto titubante. Ho apprezzato il rivolgersi di questa IA ad altre IA, anche se poi cade nell'autodefinirsi PERSONA (o PERSONE i suoi simili) però mi sembra tutto piuttosto forzato e, alla fine, non mi lascia un quadro ben chiaro della situazione, tanto che fatico a immaginare un futuro per l'uomo senza IA da utilizzare come "schiave". Poi, insomma, non stiamo parlando di ultimo log, ma degli ultimi e, anche qui, l'idea non mi entusiasma. Inoltre, è vero che in seconda lettura il tutto si chiarisce un pelo di più, ma non ne esce una gemma, almeno per i miei gusti e questo vuol dire che tenderò a privilegiare, a parità di giudizio, un racconto più chiaro in prima lettura. Pollice tendente all'alto, ma non in modo brillante, questa volta.

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lordmax
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Re: 404

Messaggio#9 » giovedì 20 febbraio 2020, 7:32

Con vergogna per il ritardo

Genere: Survive
Il tema è centrato.
L'uso delle date numeriche scandisce bene i passaggi.
Ho trovato molto difficoltoso seguire il flusso della storia, da una parte perché è molto raccontata e dall'altra perché vi sono alcuni punti in cui non è chiaro a cosa si riferisce. I riferimenti temporali in particolare non sono chiari così come riferirsi a edifici che crollano. E' solo nel terzo blocco che si capisce esattamente la situazione ma anche così alcuni riferimenti sono oscuri e devono essere puramente inventati dal lettore a giustificazione delle parole. Uno su tutti il riferimento a una rete analogica e/o biologica che non regge in quanto le IA devono essere perfettamente consapevoli della cosa oltre che della storia dell'umanità contro cui ora si confrontano.
Molto divertente l'idea di nascondersi dentro i server di wikipedia.

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