Di pura razza italiana

Appuntamento per lunedì 17 febbraio 2020 dalle 21.00 all'una con un tema scelto da Lorenzo Marone!
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maurizio.ferrero
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Di pura razza italiana

Messaggio#1 » lunedì 17 febbraio 2020, 22:35

Di pura razza italiana

Buongiorno Emanuela, ben arrivata alla sede della PRI SpA. Spero che abbia fatto buon viaggio. Da dove arriva, Roma?
Mi scusi, la geografia non è mai stata il mio forte. Non un buon biglietto da visita. Non si preoccupi, la provenienza della nostra carne è certificata. Lasci che mi presenti: il mio nome è Sara Hu, e sarò la sua guida durante la visita.
Certo, ho la cittadinanza italiana. Mia madre è di Reggio Calabria.
Sì, noi trattiamo solamente carne di pura razza italiana. I dipendenti sono di un po’ tutte le nazionalità… beh, quasi tutte. Niente negri.
Possiamo iniziare subito con la visita. Sono sicura che ne uscirà un ottimo articolo. Per quale quotidiano ha detto che lavora?
Ah, certo, lo conosco. Un caposaldo della nostra splendida Italia.
Di sopra ci sono gli uffici, più tardi la porterò a conoscere il nostro amministratore delegato. Ora è in riunione. Se vuole seguirmi, inizieremo dalla parte più interessante – la catena di produzione.
Ecco, tutto inizia da qui: il mattatoio. Non si lasci spaventare, non la porterò a contatto con sangue e altre schifezze.
Ciò che diciamo nella pubblicità è vero: niente OGM, prodotto DOP, DOC, e se esiste una qualsiasi altra sigla che indichi qualità di rilievo, stia ben sicura che noi l’abbiamo. Non temiamo la concorrenza.
Nessun allevamento, lasciamo che il nostro bestiame viva libero fino a quando è il momento di essere trasformato in cibo. L’uccisione è istantanea è completamente indolore. Nessuna sofferenza inutile. Abbiamo ricevuto il certificato d’eccellenza dall’Associazione Veg Italia, e me lo lasci dire, nessuna azienda produttrice di derivati animali ci era mai riuscita finora.
La carne viene tagliata e avviata alle varie catene di produzione. I tagli migliori vengono riservati alla macelleria, la seconda scelta alla produzione di macinati, le frattaglie al cibo per animali. Niente viene sprecato, nemmeno le ossa – sono un ottimo concime.
È tutto in regola. Le leggi di qualche anno fa sulla legalizzazione del suicidio ci sono venute incontro. Chiunque voglia può iscriversi alle nostre liste, e a quel punto i nostri esperti eseguono le loro ricerche.
Gliel’ho detto, pura razza italiana, le indagini sull’albero genealogico sono molto severe. Un sedicesimo di sangue straniero è il massimo che siamo disposti a tollerare.
Le famiglie ricevono una lauta gratifica. È il motivo per cui molti decidono di essere selezionati. D’altronde, stiamo cominciando a diventare un po’ troppi su questa palla di fango, non crede?
I costi di produzione sono molto bassi. D’altronde, tutto ciò che concerne la crescita e il nutrimento del bestiame prima che venga eliminato non è di nostra competenza. È un grosso risparmio.
Infine, ecco l’impacchettamento. Le risparmio questa parte, è piuttosto noiosa.
Ora, se vuole possiamo dare un’occhiata alle celle frigorifere.
No, capisco, non se la sente. Bene, mi lasci vedere se l’amministratore è disponibile. L’articolo sarà un capolavoro, me lo lasci dire.

SCANDALO ALLA PRI SpA
Attenzione alla carne nei vostri piatti! In seguito all’inchiesta della nostra reporter d’assalto Emanuela Loi, un grave fatto è stato denunciato all’ufficio d’igiene. Durante la visita alla catena di produzione, l’addetta ha dimenticato di indossare mascherina e cuffia protettiva. Una distrazione che costerà cara all’azienda…



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antico
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#2 » lunedì 17 febbraio 2020, 22:46

Ciao Maurizio! Caratteri e tempo ok, buona Lorenzo Marone Edition!

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Davide Di Tullio
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#3 » martedì 18 febbraio 2020, 18:32

Ciao Maurizio

ecco il mio commento: Il racconto si presenta di facile lettura. Non ci sono concetti astrusi e costrutti farraginosi. I termini utilizzati sono di uso comune, il che rende la lettura ancora piú fluida per il lettore medio. Nel suo complesso, il racconto risulta godibile e di buona fattura.

PUNTI DI FORZA: Una trama snella e senza fronzoli. Quello che si prenta come un plot banale, lascia il campio ad un raffinato colpo di scena finale. Piú che una critica specifica ad una societá intollerante e razzista, mi sembra che l´intento sia quello di puntare il ditro contro un genarale cinismo. Una stampa acrtica e amorale si scandalizza per presunte lacune igenico-sanitarie della fabbrica, ma non per il fatto che ad essere macinati siano esseri umani; aspetto, quest´ultimo, che emerge solo alla fine della lettura del racconto e che avvalora l´idea di una trama potente e ben congengnata.

PUNTI DI DEBOLEZZA: Non ne vedo molti, se non certa ridondanza del tema dell´umanitá come carne da macello (forse eco inconsapevole di qualche B-movie americano anni 90´). Ma la cosa non é un vero e proprio punto di debolezza. Di fatto, diventa espediente per il finale, il che rende comunque l´intreccio funzionale alla morale del racconto.

Complimenti!

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filippo.mammoli
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#4 » martedì 18 febbraio 2020, 21:59

Ciao Maurizio,
Il tuo racconto mi è piaciuto molto.
Ben condotto e misurato, con ritmo cadenzato e senza grossi scossoni, ma fila dritto fino al finale, dove arriva un bel twist, che non è obbligatorio ma non fa mai male.
Mi piace l'espediente di far parlare solo la dipendente dell'azienda facendo desumere le risposte della giornalista. Hai reso più originale il dialogo.
Lo stile è pulito e lucido, come piace a me, e dimostra padronanza. Ho notato solo una ripetizione di due "d'altronde" ravvicinati che mi hanno stonato.
Punti il dito contro l'ipocrisia e la ferocia accettata di questa società ultramoderna, però secondo il tema è solo sfiorato. C'è l'eccesso di controllo, il razzismo anche sulla scelta della carne umana, però le fobie più tipiche di questi anni restano fuori.
In ogni modo è un ottimo racconto.

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Polly Russell
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#5 » mercoledì 19 febbraio 2020, 8:37

Ben trovato! Una buona prova, trama gradevole con un bell’effetto sorpresa finale che ti toglie quell’amarognolo dell’avere capito subito che si trattava di carne umana. Come ti hanno già fatto notare il dialogo fatto da un solo personaggio è vincente sulle corte distanze, come minuti contati, non pesa e anzi caratterizza il narrante dal modo di parlare. Dai modi di dire oltre che dai concetti che esprime. Purtroppo anche secondo me il tema lo hai appena sfiorato. C’è il razzismo, sotto molti fronti è su più livelli “mia madre è di Reggio Calabria” ma è sempre razzismo non una vera e propria psicosi, la psicosi sta nel fatto, a mio avviso, di mascherare il proprio razzismo con i vari “ci rubano il lavoro”, “sono tutti palestrati”, “ci attaccano il virus X”. Intendiamoci mi piace parecchio, ma non lo vedo così attinente.
Nessun appunto sullo stile, come sempre lineare, duro e preciso. Sei nato per il pulp secondo me.
Polly

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maurizio.ferrero
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#6 » mercoledì 19 febbraio 2020, 9:31

Grazie per i commenti. Mi sono perso un "d'altronde", ero abbastanza fuso la sera che l'ho scritto.
Sull'attinenza al tema ho toccato di striscio la questione razzismo, ma in realtà miravo a un altro punto. Per ora non dico nulla, voglio vedere se qualcuno tra i commentatori lo coglie. In caso contrario, vorrà dire che ho ciccato.

@Polly grazie per il "sei nato per il Pulp", mi ha fatto molto piacere :)

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Pretorian
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#7 » giovedì 20 febbraio 2020, 0:37

Ciao, Maurizio e piacere di leggerti.

Di per se il racconto non è male, ma non mi ha convinto fino in fondo. Prima di tutto, mi viene il dubbio sull'attinenza vera al tema. Il titolo parrebbe indicare un attinenza alla questione del razzismo, ma nel testo fai giusto un paio di cenni. Ad un certo punto sembri virare verso la mania delle certificazioni di qualità della nostra industria alimentare, però l'argomento viene trattato abbastanza di sfuggita. Nel finale, poi, sembra comparire una critica all'igienismo eccessivo, ma penso che il tutto vada contestualizzato. Insomma, davvero fatico a comprendere dove sia il tuo focus: pensa che, a un certo punto, mi ha persino sfiorato il pensiero che il tuo fosse un racconto anti-eutanasia (una sorta di estremizzazione del concetto "se legalizziamo l'eutanasia, poi tutti i depressi potranno suicidarsi" con l'aggiunta di una deriva alimentare). Insomma, sarò io, ma questa mancanza di focus penso destabilizzi il racconto.
Poi, sarà una mia impressione, ma mi sembra che in questo caso tu ti sia trattenuto. Insomma, personalmente penso che l'idea di "macelleria umana" possa avere la sua valenza se accompagnata da una puntina di gore, anche minimo. Qui la giornalista non vuole nemmeno andare a vedere i tagli!
Per il resto, buona narrazione, come sempre.

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emiliano.maramonte
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#8 » giovedì 20 febbraio 2020, 16:15

Bentrovato, carissimo!
Ero curioso di leggere un tuo nuovo lavoro, e questa volta devo anche commentarti e classificarti.
Ho gradito il racconto, nel complesso. E' una parodia caricaturale del nostro presente e, in particolare, mi par di capire, della nostra fobia del salutismo a ogni costo. Ormai aziende, produttori e consumatori sono alla ricerca spasmodica di prodotti "bio", prodotti "puri", a kilometri zero, non contaminati, e così via. Ovviamente questa ricerca spasmodica può nascondere delle sorprese.
Ho letto due volte il testo perché non ho ben colto un po' il senso dell'insieme. Sara Hu comunque sarebbe in parte cinese, e questo lascerebbe intendere che anche l'azienda è cinese? Velato riferimento alla "colonizzazione" delle 'economie occidentali da parte loro? Poi hai affrontato anche il tema del razzismo (e va bene) e hai alzato il tono dell'invettiva (chiamiamola così) introducendo un'ipotetica legge di legalizzazione del suicidio con conseguente utilizzo del corpo del moriente per alimentazione e altro. Boh, non ho afferrato l'incidenza di questo con il discorso più generale. Ok, mi ha dato una buona scossa emotiva la pratica di macellazione umana da te descritta, però... L'azienda invita una giornalista per parlare di tutto questo, quindi l'attività aziendale diventa di pubblico dominio con l'articolo, allora perché lo scandalo? Anche la giornalista è stata macellata? Mi auguro di aver avuto difficoltà io nella comprensione.
Da un punto di vista tecnico, poco da dire. Sulle tue qualità narrative nulla da eccepire.
Per ora mi è rimasta una certa perplessità che peserà sulla valutazione finale per la classifica, per quanto il racconto in ogni caso mi ha colpito.

In bocca al lupo!
Emiliano.

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maurizio.ferrero
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#9 » giovedì 20 febbraio 2020, 18:33

Grazie anche dei vostri commenti.

@Pretorian ho tentato di mantenere il racconto il più "asettico" possibile. Non è un posto dove torturano gente con le motoseghe, ho cercato di immaginarmelo pulito come una sala operatoria. Avrei voluto aggiungere una parte in cui certi volontari intenzionati a guadagnare soldi (ma non disposti a morire) si facevano prelevare solo dei pezzi... ma lo spazio è stato tiranno.

emiliano.maramonte ha scritto:Ho gradito il racconto, nel complesso. E' una parodia caricaturale del nostro presente e, in particolare, mi par di capire, della nostra fobia del salutismo a ogni costo. Ormai aziende, produttori e consumatori sono alla ricerca spasmodica di prodotti "bio", prodotti "puri", a kilometri zero, non contaminati, e così via. Ovviamente questa ricerca spasmodica può nascondere delle sorprese.


Ok Emiliano, ci siamo! Ammetto che il messaggio poteva essere più diretto, ma doveva essere questo il focus attorno a cui far girare la vicenda. Ci sono altri temi, ma da diciamo che li ho messi lì per aggiungere colore, più che altro.

emiliano.maramonte ha scritto:L'azienda invita una giornalista per parlare di tutto questo, quindi l'attività aziendale diventa di pubblico dominio con l'articolo, allora perché lo scandalo? Anche la giornalista è stata macellata? Mi auguro di aver avuto difficoltà io nella comprensione.


Aspetta però, questo credevo fosse molto più chiaro. Quello che fa l'azienda (macellazione umana) è perfettamente legale. Lo scandalo salta fuori perché l'addetta non ha rispettato le norme igieniche non indossando cuffia e mascherina. Vorrebbe essere un'estremizzazione dell'assurdo (accettano liberamente che si mangino esseri umani, ma a guai a non indossare la cuffia!)

Daniel Travis
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#10 » lunedì 24 febbraio 2020, 15:11

Bel pezzo, rende piuttosto bene la quotidianità della situazione paradossale. Il finale non è dei più forti (è una punchline, per cui se ti è già venuta in mente, quando la raggiungi ti colpisce meno), ma sostanzialmente funziona.
Un paio di passi la cui forma mi ha fatto un po’ torcere il naso: le leggi sulla legalizzazione lasciano un retrogusto di ripetizione, e il commento sulla “palla di fango” è una svolta un po’ forte di registro rispetto alla cordialità semiformale del resto del testo.
Per il resto, bella prova.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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antico
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Re: Di pura razza italiana

Messaggio#11 » domenica 1 marzo 2020, 19:16

Ho trovato molto interessante la forma da te proposta anche se devo rilevare che nella parte iniziale ho faticato perché c'è qualcosa che non gira adeguatamente e penso sia rintracciabile nella questione geografica Roma/Calabria, insomma c'è un punto in cui sembra un botta e risposta e fa rallentare di molto la prima fruizione. Qualche problemino anche su finale con la questione della mascherina mancante che, a mio avviso, poteva essere messa giù meglio e in modo più efficace. Il tema c'è anche se risulta decisamente diluito e mi verrebbe difficile, non sapendolo a priori, beccarlo. Nel complesso, un pollice tendente verso l'alto, convinto.

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