La spesa

Appuntamento per lunedì 17 febbraio 2020 dalle 21.00 all'una con un tema scelto da Lorenzo Marone!
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A.B Radley
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La spesa

Messaggio#1 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:08

La spesa
di A.B. Radley


Il suono dei miei passi rimbomba lungo le scale, rimbalza sul corrimano. Le porte sono tutte sprangate, come denti in una bocca serrata dal tetano. Dal lucernario cade la luce fredda di novembre, e spero cada solo quella. Voglio tornare di sopra e chiudermi dentro anch’io, ma il frigo è vuoto, la dispensa è vuota, e se non pago la bolletta della luce entro stasera, me la staccheranno.
«Perché non hai attivato le utenze sul conto?»
Mamma, vivo di ripetizioni di matematica e volantinaggio. Credi sul serio che possa permettermi un conto in banca?
Schiudo il portone. La strada è deserta, l’aria gelida. Sento i germi drizzare le loro antennine, darsi di gomito coi flagelli. È uscito! Và che lo pigliamo!
Arretro, ma il mio stomaco mi rampogna gorgogliando come un lavandino intasato.
Varco la soglia e scivolo rasente il muro, lungo il marciapiede. Scavalco una pozzanghera di piscio, ma di fronte a uno sputo mi blocco. Il monito dell’OMS rintocca come il Big Ben: si propaga con la saliva! Attraverso la strada di corsa senza nemmeno guardare. Tanto non c’è nessuno.
Entro nel parco. Aria buona, alberi, erba. Qui la foschia sembra solo il respiro del polmone vegetale del quartiere, non un miasma pestilenziale. La ghiaia scricchiola sotto le suole, tiro il fiato, giro l’angolo.
Ci paralizziamo tutti e due, con la panchina nel mezzo. Ha il cappotto slacciato, l’orlo della gonna sfatto, e trascina un trolley da cui sbuca la cintura di un accappatoio, come la lingua da una pernacchia.
Ci fissiamo a occhi sbarrati. Accenna un passo di lato. Scatto dalla parte opposta, ma un alloro mi sbarra il passo. Torno indietro e rischio di incrociarla, lei frena, la valigia sgomma schizzando ghiaia e siamo al punto di partenza.
La guardo. Mi guarda.
«Vado alla Coop,» dico.
Si copre il naso e la bocca con l’incavo del gomito prima di strillare. «Non respirare verso di me!». Poi indica il cartello della stazione. È pazza, i treni sono un covo di germi.
Anche io mi copro la faccia. Indico la mia sinistra, lei esita. Annuisce, ci spostiamo lentamente, guardinghi, e alla fine scivoliamo via, ognuno verso la sua meta.
Sono fradicio di sudore, ho la gola irritata, e mi formicolano le mani, le braccia, i piedi. Dio santo, l’avrò preso? Me l’avrà attaccato lei? Mi tasto il polso, non trovo il battito. Cristo onnipotente sono morto per strada e non me ne sono accorto! Ah no, eccolo. Sembro un assolo di batteria di John Bonham. Mi verrà un infarto. Meglio quello o la peste cinese?
Ci sto ancora pensando quando arrivo in piazza. Il pavé è scivoloso, gli sfilacci di nebbia circondano come un alone il supermercato. C’è un gatto sul bordo della fontana. Giro al largo scandagliando androni e finestre. Un movimento furtivo, una tenda che oscilla. Si riverseranno in strada per contagiarmi? O pensano che li assalterò io?
Manca poco, pochissimo. Trenta metri. Venti.
Voglio delle arance: vitamina C. Pasta, sugo, fagioli. Solo cibo sigillato. Sperando che a sigillarlo sia stata una macchina e non un operaio.
Dieci metri.
Cioccolato. Carta igienica. Echinacea. Tonno.
Due metri.
Una figura si muove dietro i vetri. So chi è prima di vederla davvero. Le porte automatiche si spalancano come l’ingresso dell’Ade. Alza il viso. Sorride. Si inchina.
Una voragine si spalanca nel mio stomaco. Nera, come i suoi bellissimi occhi a mandorla.
Ultima modifica di A.B Radley il lunedì 17 febbraio 2020, 23:18, modificato 1 volta in totale.


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antico
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Re: La spesa

Messaggio#2 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:17

Ciao Arthur e benvenuto su Minuti Contati! Tutto ok con caratteri e tempo, buona Lorenzo Marone Edition!

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#3 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:20

antico ha scritto:Ciao Arthur e benvenuto su Minuti Contati! Tutto ok con caratteri e tempo, buona Lorenzo Marone Edition!

Ciao, ho tolto una ripetizione, calando di fatto il numero di caratteri. Te lo dico così non stai a contare di nuovo tutto ;)
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antico
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Re: La spesa

Messaggio#4 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:23

A chiusura serata passo cmq per un secondo controllo. Occhio che l'orario di consegna viene modificato in base all'ultima modifica e quindi avresti un malus se continuassi a lavorare al testo tra l'una e l'una e trentatre, ovvero nel tempo bonus concesso ai ritardatari ;)

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#5 » lunedì 17 febbraio 2020, 23:33

antico ha scritto:A chiusura serata passo cmq per un secondo controllo. Occhio che l'orario di consegna viene modificato in base all'ultima modifica e quindi avresti un malus se continuassi a lavorare al testo tra l'una e l'una e trentatre, ovvero nel tempo bonus concesso ai ritardatari ;)

No tranquillo, adesso mi metto a scrivere altro. E' che almeno una svista mi capita sempre, poi trovata e corretta quella il resto pace, lo lascio com'è.
Grazie per il benvenuto!
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alexandra.fischer
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Re: La spesa

Messaggio#6 » martedì 18 febbraio 2020, 10:11

LA SPESA di A.B.Radley Qui la resa delle Paure del Presente c’è tutta. Tema centrato in pieno e curatissima la scrittura: dai dialoghi all’uso dei paragoni (porte sprangate- bocca serrata dal tetano; cintura dell’accappatoio-lingua che fa la pernacchia). Le paure riguardano quella della sopravvivenza: al lavoro precario (vedi il protagonista costretto a vivere di ripetizioni e volantinaggio che non gli danno neppure di che poter aprire un conto bancario) alla solitudine (la madre, avendo un reddito più sicuro, non lo capisce), fino ad arrivare alla paura del Corona virus (vedi la descrizione dei sintomi del malore del protagonista dopo aver incontrato la donna con il trolley: può essere il contagio? Può essere influenza? Sta per venirgli un infarto, e tutto per fare la spesa). Il finale è agghiacciante: dopo un giro confuso fra gli scaffali del supermercato, ecco la comparsa di un volto femminile dai tratti orientali. L’atmosfera è cupa (tardo autunnale e con il lezzo di urina) e si confà benissimo al tema.

Attento:
Dovresti rendere meglio il dialogo fra lui e la donna. Non si capisce il rapporto fra i due: sembrano incontrarsi per caso, sfuggirsi per via del contagio ed essere estranei, ma poi le lui le dice dove va. E sa dove sta andando lei con il trolley (alla stazione). Ecco, qui hai due strade: o la fai passare da estranea e lui congettura che sta andando verso la stazione (magari ne descrivi l’edificio in lontananza, con lui che la segue con lo sguardo, oppure costruisci un dialogo fra i due, nel quale lei lo conosce bene e ha deciso di scappare a sorpresa e si giustifica tutta impaurita con qualcosa tipo: «Devo tornare a casa mia. Hanno bisogno di me, addio. Perdonami»).

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#7 » martedì 18 febbraio 2020, 12:32

Ciao Alexandra
grazie per il tuo tempo. Probabilmente sono stato somaro io e mi sono spiegato male, ma in realtà i due che si incontrano al parco non si conoscono proprio per niente. E' un momento di panico tra due paranoici e perfetti sconosciuti, che si dicono a vicenda, più a gesti che a parole, "io devo andare di là, quindi levati dai piedi e fammi passare".
Inoltre il personaggio principale non arriva dentro al supermercato: si sta avvicinando all'ingresso quando vede la commessa dall'altra parte del vetro.
Ripeto, probabilmente ho dato per scontato io una dinamica che era chiara nella mia testa, ma non necessariamente in quella del lettore.
Ciao
A.
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Andrea Partiti
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Re: La spesa

Messaggio#8 » mercoledì 19 febbraio 2020, 18:52

Le dinamiche del racconto, tra i personaggi, sono molto chiare.
Non mi soddisfa molto perché sembra non portare da nessuna parte. C'è l'epidemia, ci sono queste paure irrazionali ed esagerate che si sono diffuse all'intera popolazione, tutti sono paranoici fino all'inverosimile.
Ma lo scopo del racconto non sembra essere il parlarci del protagonista o seguirlo con un obiettivo particolare, ma solo quello di presentarci la situazione. Incontrare la ragazza asiatica alla fine è un coronamento di questa fobia collettiva, non porta nulla di più al racconto.
Restando sulla ragazza. In un clima così esasperato in cui due sconosciuti si evitano in maniera quasi aggressiva, non credo che un asiatico si presenterebbe così in pubblico, liberamente. Non riesco a immedesimarmi nell'orrore del pericolo di contagio nel finale, ma solo domandarmi "perché è qui?" dopo tutto il presentare un'ambientazione che ne esclude in maniera netta la presenza.

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#9 » mercoledì 19 febbraio 2020, 19:59

Beh la ragazza asiatica lì ci lavora. E è sana. Perché non dovrebbe essere lì? ;)
Lo scopo del racconto è lo stesso di molti altri: rappresentare cosa succede alla gente che si fa ingoiare dalle fobie.
Ciao.
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Gabriele Dolzadelli
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Re: La spesa

Messaggio#10 » giovedì 20 febbraio 2020, 21:28

Ciao e ben trovato. Credo sia la tua prima volta, o sbaglio? Di sicuro è la prima in cui ci incrociamo.
Intanto ti faccio i miei complimenti per lo stile. Hai una penna davvero buona, molto evocativa, soprattutto con le similitudini.
Ti ho seguito davvero bene e il ritmo era piuttosto calzante. Credo che il testo sarebbe stato molto solido, se non fosse stato per il finale. Hai un po' sgretolato quanto costruito prima, secondo me, lasciando in sospeso troppe cose con poche frasi. Chi è la ragazza cinese? Lavora lì oppure lo sta aspettando? (hai risposto nei commenti a questa domanda ma non è chiaro nel testo). Perché lui la conosce? Sapeva di trovarla lì? Quel "bellissimi occhi" lascia intendere che lui ne sia innamorato? Come si colloca questo con quanto raccontato? Cosa volevi trasmettere? Forse il contrasto tra la paura di farsi infettare da lei e l'amore che prova nei suoi confronti? Insomma, secondo me dovevi essere più diretto e specifico, dando un affondo finale. Ciò non toglie che per 3/4 il racconto è stato davvero di altissimo livello. Spero di rileggerti. A presto!

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maurizio.ferrero
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Re: La spesa

Messaggio#11 » venerdì 21 febbraio 2020, 8:58

Ciao Arthur, piacere di leggerti per la prima volta!

Riesci a tratteggiare la psicosi da contagio in maniera precisa e allo stesso tempo aggressiva. Frasi brevi, ricche di aggettivi ma allo stesso tempo per nulla pesanti, che esaltano la follia dettata dalla paura infondata.
Non ha importanza che la ragazza cinese alla fine sia una dipendente del supermercato o una cliente. Il protagonista se la ritrova davanti ed è costretto a fronteggiare la sua nemesi.
Il racconto è buono proprio per come è costruito: il classico esempio di storia non molto originale, ma che funziona ed è piacevole da leggere perché è scritta bene.
Non ho molto altro da dirti: davvero un buon lavoro!

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#12 » venerdì 21 febbraio 2020, 23:04

@Maurizio
Mi fa piacere che il mio racconto ti sia piaciuto.

@Gabriele
Anche se agli altri ho risposto (decidendo sul momento cosa dire), confesso che per scelta preferisco che chi legge risponda da solo alle parti lasciate volutamente inesplorate, contribuendo in modo attivo al dialogo a distanza tra autore e lettore. Io so chi è la ragazza e perché il protagonista la trova bella, ma la sua identità potrebbe variare da lettore a lettore. E' un effetto voluto. L'importante è che il perché, qualunque esso sia, emerga spontaneo nella testa di chi legge. Se invece questo non accade, e le domande sono troppe, o non si è creata sintonia o il racconto è scritto male. Capita.
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roberto.masini
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Re: La spesa

Messaggio#13 » mercoledì 26 febbraio 2020, 23:05

Ciao, Arthur. Mirabile esposizione della patofobia in un clima decisamente tenebroso. Il non detto arricchisce il racconto.( Quali sentimenti prova il protagonista per la donna con il trolley?). Il tema è centrato. Non solo la paura del contagio viene tracciata con poche efficaci pennellate: precariato e solitudine si aggiungono. Non mancano arditi paragoni che sono stati evidenziati da tutti i commentatori. Su tutti, naturalmente il linguacciuto accappatoio. Incisivo finale. Complimenti.

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#14 » giovedì 27 febbraio 2020, 6:53

Grazie Roberto e buona giornata.
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Puch89
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Re: La spesa

Messaggio#15 » giovedì 27 febbraio 2020, 16:24

Ciao, piacere di leggerti.
Che dire, questo racconto va spedito che è un piacere, riesci a descrivere l'ambiente e le situazioni in maniera evocativa mantenendo un certo tono animoso che riesce a far trasparire la gravità della questione.
L'incontro con la tizia mi è parso subito chiaro; lei è un'estranea, sta andando per fatti suoi ed incrociare un altra persona in maniera così improvvisa e ravvicinata è stato traumatizzante per entrambi, la cosa è resa molto bene.
Il finale di per sé non è malaccio, ma mi aspettavo un colpo di scena o qualcosa all'altezza del resto del testo, che è andato giù come un bicchier d'acqua riuscendo a stimolarmi le giuste corde. Ma tutto sommato ci sta, mette il protagonista di fronte la sua paura più grande, e si tronca così, d'effetto ma non troppo diciamo, ecco.
Tema centrato, senza dubbio un buon racconto. Alla prossima!

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#16 » giovedì 27 febbraio 2020, 17:15

Grazie Puch!
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antico
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Re: La spesa

Messaggio#17 » domenica 1 marzo 2020, 13:56

Wow, hai una penna eccezionale, davvero. Qualche problemino sul racconto che paga due problemi principali: 1) Esce di casa per pagare la bolletta, ma poi si ritrova in un supermercato inficiando in tal modo il motore iniziale del movimento del racconto (vero che citi anche la necessità di riempire il frigo, ma è come se si perdesse qualcosa per strada non chiudendo un cerchio) e 2) il finale con la ragazza asiatica non arriva chiaro perché si percepisce che è una commessa, ma sembra anche un qualcuno che esce dall'ombra come un pericolo mentre invece lui sembra percepirla come una liberazione, una luce. Non aiuta neppure il fatto che nella nostra realtà il pericolo fosse, inizialmente, proprio percepito nell'asiatico, cosa che porta a cercare un senso nella tua scelta. Insomma, tre quarti di racconto condotti egregiamente e un finale che non ne rende assolutamente, a mio parere, giustizia. Detto questo, con un finale che chiudesse bene poteva essere il migliore del lotto. Pollice tendente all'alto, per me.

Ps: quando valuto come Antico la mia scala valori è 1) Pollice su, 2) Pollice quasi su, 3) Pollice tendente all'alto (convinto, normale, non brillante), 4) Pollice ni (più sul positivo, normale, al pelo), Pollice giù.
Pps: il motivo della scelta del pollice è correlato alla scelta del nome ARENA per il GLADIATORI SCRITTORI ;)

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A.B Radley
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Re: La spesa

Messaggio#18 » domenica 1 marzo 2020, 14:24

antico ha scritto:Wow, hai una penna eccezionale, davvero. Qualche problemino sul racconto che paga due problemi principali: 1) Esce di casa per pagare la bolletta, ma poi si ritrova in un supermercato inficiando in tal modo il motore iniziale del movimento del racconto


Solo io pago le bollette alle casse del supermercato? :)

antico ha scritto:2) il finale con la ragazza asiatica non arriva chiaro perché si percepisce che è una commessa, ma sembra anche un qualcuno che esce dall'ombra come un pericolo mentre invece lui sembra percepirla come una liberazione, una luce.


Beh, se ci pensi è quello il problema, no? Sono persone, magari persone che normalmente ti piacerebbero anche, ma la paranoia non ti permette di essere obiettivo, e vedi il pericolo dove non c'è.

Sono contento che il racconto ti sia piaciuto per i 3/4
E' stato divertente partecipare.
Ciao
A.
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