La data limite

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Laura Cazzari
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La data limite

Messaggio#1 » lunedì 20 aprile 2020, 21:54

Tutti i giovani che hanno compiuto 18 anni sono obbligati a recarsi alla clinica per conoscere il proprio limite di età. 99% di successi.
Tom accartoccia l'opuscolo che tiene in mano.
- Non è elettrizzante? - chiede la ragazza di fronte a Tom - Sapere quanto ti resta da vivere. Ti toglie un bel peso.
- Non è una scienza esatta - ribatte lui secco.
- Non dirmi che fai parte di quegli anti-fatalisti. Non hai letto le statistiche? Da quando è stato scoperto che all’interno del nostro corpo era contenuta la data della nostra morte, la qualità della vita è notevolmente migliorata - dice lei alzando il naso all’insù, in modo altezzoso.
Poi viene chiamato il suo nome e lei sparisce dietro una porta.
Tom si guarda intorno progettando la fuga.
Le immagini di suo padre gli balenano nella mente. La sua data limite è stato il 31 dicembre dell’anno scorso. Aveva solo 48 anni.
Lo vede ancora seduto sulla poltrona, inerme, a fissare il vuoto.
Il mese prima della sua data limite ha cominciato a non mangiare per l’angoscia.
Il medico diceva che fisicamente stava bene, ma la sua mente non era più presente.
Alla fine, il cuore ha smesso di battere, ma Tom lo sa che la colpa è della data limite.
Quella stupida clinica gli aveva tolto suo padre prima del tempo.
Tom vorrebbe poter scegliere. Scegliere di sapere il suo limite o di non conoscerlo affatto.
Prima di vedere suo padre spegnersi era totalmente favorevole.
Sapere che qualunque cosa gli fosse accaduta prima di quella data non avrebbe posto prematuramente fine alla sua vita era un bel sollievo.
Tuttavia, vivere ogni giorno come se davanti a lui avesse un numero indefinito di giorni, dava alla vita tutta un’altra prospettiva.
- Tom Sallivan - chiama l’infermiera, mentre la ragazza di prima esce trotterellando allegra con la sua busta.
Il ragazzo entra nella stanza asettica. Una dottoressa fredda e distaccata gli dice di mettersi davanti a una specie di binocolo.
La vita risiede nei tuoi occhi, recita lo slogan della clinica.
Tom esegue alla lettera le istruzioni, anche se vorrebbe scappare via.
La dottoressa guarda il monitor davanti a lei e la sua compostezza vacilla.
- Cosa succede? - chiede Tom.
- È tutto a posto. Seguimi, dobbiamo farti un altro test - risponde con un sorriso forzato, mentre lo trascina nella stanza adiacente.
- Non ne sapevo niente - risponde lui spaventato
- Non è per tutti, solo per ragazzi “speciali” - ribatte senza guardarlo in faccia.
Lo fa sedere su un lettino e gli inietta un ago nel braccio. Poi scompare dietro un’altra porta.

- Paziente numero 1001. Test farmaco sperimentale contro la morte. Età 18 - recita il dottore dall’altra parte del vetro, osservando Tom.
Il ragazzo, dopo qualche istante, è in preda alle convulsioni. Il braccio si riempie di bolle e la schiuma gli esce dalla bocca. Poi resta immobile.
- Ora del decesso 11.05 - recita il dottore mesto - Questa volta pensavo di esserci riuscito.
- Non accetterò un altro fallimento - ribatte la dottoressa evidentemente stizzita - Lo sa quanto è difficile trovare persone giovani con un limite di età di un giorno?
Dicendo questo la dottoressa esce dalla stanza e riprende le sue visite.


Laura Cazzari

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antico
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Re: La data limite

Messaggio#2 » lunedì 20 aprile 2020, 21:58

Ciao Laura, velocissima anche tu! Caratteri e tempo ok, buona Patrizia Rinaldi Edition!

Lorenzo Diddi
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Re: La data limite

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 18:26

Ciao Laura,

Ho apprezzato il tuo tentativo di presentare la tematica stabilita dal Contest seppur, a mio parere, leggermente forzata. Ad ogni modo, la trovo, senz’altro, particolare. Tuttavia, devo confessarti che ho come la sensazione che manchi qualcosa al tuo racconto. Il finale mi è sembrato troppo precipitoso.
Sono certo che con qualche minuto in più, la tua storia, avrebbe offerto un contenuto non solo più ricco ma anche più nitido. Apprezzo, comunque, il tuo lavoro, fiducioso in una sua maturazione. Buon proseguimento nella Edition!

alexandra.fischer
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Re: La data limite

Messaggio#4 » martedì 21 aprile 2020, 20:04

LA DATA LIMITE di Laura Cazzari Agghiacciante storia che rispetta in pieno il limite: in questo caso la durata della vita. La storia mi ricorda la serie di Veronica Roth (“Divergent”, “Insurgent”, per citarti alcuni titoli): per via del test e dell’infermiera gelida, con tanto di dottore cinico. Tom Sallivan ha perso il padre per via di quel limite (sapere quando sarebbe morto ne ha accelerato la fine). E per quel che riguarda Tom: è una cavia speciale: con ancora un giorno di vita, serve al medico per provare il test per sconfiggere la morte. Peccato che sia un fallimento. Da brividi la superficialità e l’allegria della ragazza che lo accompagna ed esce tutta contenta, e anche il fatto che un test così importante sia riportato su un opuscolo e trattato quasi come una banale pratica medica.

costellazione di bacco
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Re: La data limite

Messaggio#5 » mercoledì 22 aprile 2020, 1:19

Ciao Laura, piacere di leggerti,
Davvero interessante, seppure molto agghiacciante, trattare il tema in questa maniera; utilizzando il flebile limite tra la vita e la morte. I personaggi sono stati rendono molto bene le caratteristiche dell'essere umano quando è messo di fronte determinate situazioni: superficialità (la ragazza non comprende il dolore del suo amico/fidanzato è troppo presa da se stessa), dolore e rabbia (il protagonista è addolorato per la morte del padre), menefreghismo (i sanitari sembrano non comprendere quanto i loro esperimenti nuocciano all'essere umano. Riguarderei il finale: troppo aperto, sembra che storia debba continuare e che i personaggi abbiano da dire ancora molto.

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maurizio.ferrero
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Re: La data limite

Messaggio#6 » mercoledì 22 aprile 2020, 17:49

Ciao Laura, è un piacere rileggerti

La tematica della "data di scadenza" è stata esplorata dalla fantascienza in lungo e in largo, e questo tuo racconto ha ben poco di nuovo da dire, ma ho trovato piuttosto ironica la situazione della data di scadenza da 1 giorno, con la conseguente morte causata dal farmaco (possibile che gli scienziati non si rendano conto del paradosso da loro stessi scatenato?).
La situazione presentata è piuttosto classica ma ben descritta, specialmente nella prima parte. Il finale, breve e raccontato da un punto di vista differente rispetto al resto nell'opera, è efficace, ma l'ho trovato un po' affrettato.
Il tema c'è (il limite della propria vita), su questo nulla da dire.

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Luca Nesler
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Re: La data limite

Messaggio#7 » lunedì 27 aprile 2020, 16:05

Ciao Laura! Ti devo commentare anche di qua, che sfortunata che sei! :D
L'idea Sci-Fi che hai tirato fuori mi piace molto, mi ricorda un po' "In time". Però mi risulta un po' difficile da conciliare, visto che una data all'interno del corpo (DNA, iride o quello che vuoi) mi sembrerebbe possibile se legata a una data di scadenza biologica (c'è chi dice ci sia davvero), ma che questo permetta di non preoccuparsi di un incidente d'auto, per dire, mi sembra un po' assurdo. Non è spiegato, quindi me la risolvo (parzialmente) pensando ad una qualche componente fantasy nell'ambientazione scelta. Tipo che è un marchio impresso da Dio che sa tutto per davvero.
Similmente, anche il fatto che il conoscere la data di scadenza ti porti alla morte perché ti lasci andare alla disperazione, non è una cosa molto credibile (specie per un 48enne in salute), anche se riconosco che è un messaggio interessante.

"Non dirmi che fai parte di quegli anti-fatalisti. Non hai letto le statistiche? Da quando è stato scoperto che all’interno del nostro corpo era contenuta la data della nostra morte, la qualità della vita è notevolmente migliorata - dice lei alzando il naso all’insù, in modo altezzoso."
Questa parte suona un po' infodump. Inoltre non mi è chiaro come la qualità della vita sia migliorata e, questo, rende la frase ancor più fine a se stessa. Il naso all'insù mi suona un po' puerile come gesto (specie se l'attribuisco a una sconosciuta) e "in modo altezzoso" è superfluo: era già chiaro.

"Poi viene chiamato il suo nome e lei sparisce dietro una porta."
Questa frase è tell e quel "poi" si fa notare un po' troppo senza motivo.

"Tom si guarda intorno progettando la fuga."
Perché si trova lì, prima di tutto? Non ci presenti qualcosa che gli fa prendere questa decisione in quell'istante, quindi quest'idea doveva averla già a casa. Poteva restarci invece che progettare la fuga ora.

"Le immagini di suo padre gli balenano nella mente."
Forse sarebbe più efficace usare un'immagine sola, quella impressa a fuoco nei ricordi. E sarebbe meglio (caratteri permettendo) mostrarla quest'immagine forte ed emotiva.

"Lo vede ancora seduto sulla poltrona, inerme, a fissare il vuoto."
Eccola qui. Questa, presentata come si deve, sarebbe stata ottima e sufficiente a mostrare il dramma di Tom (perché Tom? Sì, scusami, ora sembra che voglia rompere le palle a tutti i costi, ma è solo curiosità su come gli altri autori scelgano i nomi. Una cosa di cui non si parla spesso, no?)

"Una dottoressa fredda e distaccata gli dice di mettersi davanti a una specie di binocolo."
Personalmente penso che spesso sottovalutiamo i difetti questo tipo di frasi. Sembra una bazzecola ma è del tutto tell e si potrebbe evitare per migliorare la scena e renderla più gradevole, anche se le informazioni che passa sono poche.

Sul finale non ho capito bene quale fosse il tuo intento. Il ragazzo va per conoscere il suo limite e noi scopriamo che l'ha raggiunto. Lui muore e pazienza.
Probabilmente sono poco sensibile, ma non colgo il messaggio del finale.

L'idea della conoscenza prematura ed esatta del momento della morte si presta a molte riflessioni interessanti e spunti narrativi. Mi è piaciuta.
Alla prossima!

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Polly Russell
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Re: La data limite

Messaggio#8 » martedì 28 aprile 2020, 19:22

Ciao Laura! Allora, l’idea è buona, abusata ma buona, chi se ne frega se ne hanno parlato, scritto o filmato, se piace: ci sta. Però ci sono delle ingenuità, se vuoi, che dovresti sistemare. Intanto la data di morte: posto che dagli occhi si possa stabilire la durata biologica della vita, trovo difficile si possa prevedere un omicidio o un incidente mortale. Quindi dovresti mettere un limite da questo punto di vista, oppure affida tutto a una mega veggente, lanciati sul fantasy invece che nella fantascienza e te lo tieni così com’è. Ci sono anche altri piccoli particolari come il fatto che sapere la propria data di morte “assoluta” potrebbe creare più danni di quanti ne risolva, in una società. Un criminale sparerebbe all’impazzata su chiunque, sapendo che tanto non può morire,tanto,per fare un esempio.
Altro punto, perché il dottore deve stare lì, pronto con il farmaco sperimentale in mano a sorbirsi le analisi di tutti, per cercare quello con la morte a due passi? Sono in governo! E in più il governo in una distonia! XD Potrebbe comodamente avere un’agenda con i decessi programmati, richiamare i pazienti con una scusa qualsiasi e provare il farmaco. Potrebbe dirglielo addirittura! Chi rifiuterebbe di fare da cavia per un farmaco che blocca la morte, quando sai di avere poche ore di vita?
Insomma, tenendo per buona l’ambientazione e il conteggio dei giorni al trapasso, sul resto c’è da lavorarci su.
Polly

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DandElion
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Re: La data limite

Messaggio#9 » giovedì 30 aprile 2020, 0:02

Ciao Laura!
fino a "La dottoressa guarda il monitor davanti a lei e la sua compostezza vacilla." stavo in pieno hype. Da lì un mezzo disastro. non si capisce cosa spinga la dottoressa a selezionare inconsapevoli moribondi, non ci sono sintomi che Tom possa stare male, non ci si rende conto di chi sia il nuovo dottore che entra in scena, quel 1001 non aggiunge e non toglie nulla alla narrazione, perchè si cerchino solo moribondi giovani (che poi "giovane è un concetto abbastanza relativo) insomma fino a: "La dottoressa guarda il monitor davanti a lei e la sua compostezza vacilla." ti invito a realizzare con più completezza di narrazione il finale. Nel complesso sebbene l'idea sia stata già abusata da vari filoni narrativi se ben declinata può ancora funzionare, d'altra parte non è la novità a fare la storia, ma come la racconti, no?
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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daniele.mammana-torrisi
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Re: La data limite

Messaggio#10 » giovedì 30 aprile 2020, 14:45

Ciao, Laura!

Senza alcun dubbio posso cominciare dicendo che è stata una lettura particolare. L'idea di base mi ha ricordato quella di un film con DiCaprio dove oltre una specifica soglia, gli anni erano una valuta ormai globale; è una somiglianza, ma sono contento che la trama sia funzionalmente andata in un'altra direzione.
Non è che non mi sia piaciuta -punto che alla valutazione avrebbe un po' poco senso-, ma di sicuro mi ha dato una sensazione di veloce. Fino a tre quarti, anche a costo di spingere la traccia dentro la storia un po' a forza, si sviluppa più che bene e mi è piaciuto il tempo dedicato alla morte del padre. Il morso acerbo viene dopo, alla conclusione: sebbene il senso della traccia ritorni, è troppo veloce come conclusione. L'idea con cui chiudi non è affatto brutta, ma il come mi ha lasciato un pochino insoddisfatto.
Eppure sono convinto che, se un po' espansa, possa essere un'ottima storia!

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antico
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Re: La data limite

Messaggio#11 » lunedì 4 maggio 2020, 21:18

Alla fine, penso allargheranno i test anche a coloro con aspettativa di vita a due o tre giorni, del resto se vogliono ottenere risultati... Sì, la questione legata agli incidenti non è affrontata, quindi penso dovresti dedicare una parte del racconto a giustificarla, in qualche modo. Per il resto, il racconto mi è piaciuto anche se, è da dire, le criticità implicite nell'idea stessa, se non affrontate, ne divengono zavorra. Da lavorarci. Per me un pollice tendente all'alto che si piazza subito davanti al racconto di Viviana.

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