Giornale di bordo

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Luca Nesler
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Giornale di bordo

Messaggio#1 » lunedì 20 aprile 2020, 23:12

17 aprile.
Finalmente l’abbiamo raggiunto. Dopo tutte le peripezie che hanno sconquassato il nostro viaggio, finalmente ci troviamo a rimirare l’ultimo confine. Forse confine, forse barriera. Non tutto è superabile, ma spesso il limite non è che un costrutto filosofico che giustifica la nostra codardia, un’idea che placa il nostro senso di colpa per l’esserci fermati anzitempo.
Non oggi.
Oggi quel limite c’è. È concretamente di fronte a me e alla ciurma che, con tanto coraggio e abnegazione, mi ha condotto fin’ qui. Prima del sonno, quando trovo un po’ di pace, mi capita di immaginare quante mogli, madri e padri, quanti figli e fratelli i miei uomini abbiano abbandonato per sempre per spingersi fino a questo giorno. Direi che meritano la nostra devozione.
Ma oggi, poco dopo il tramonto, i nostri sforzi sono stati ripagati. Anche ora, mentre scrivo, l’assito scricchiola, talvolta con forti schiocchi che ci fanno sobbalzare. Tutto a causa dell’innaturale tensione che scaturisce da quella che, posso dirlo senza timore, di fatto è la Fine del Mondo.
Doveva certo essere così, per poter dare un senso all’esistenza di tutte le cose. Mai missione fu più nobile e importante di questa nostra.
Abbiamo navigato verso oriente, superato ogni terra conosciuta, ogni specchio d’acqua fino a qui. Di mostri non ne abbiamo ancora incontrati, sebbene ci siano state cose straordinarie ben al di là di quanto non si possa immaginare o temere.
Questa sarà l’ultima pagina del giornale di bordo, temo. Appena lascerò la penna darò ordine di procedere per affrontare la linea che definisce la realtà. Intravediamo già cosa c’è dall’altra parte. Gli uomini sono presi da timore, ma anche da grande eccitazione all’idea di scoprire qualcosa che, forse, ci porterà a condividere il destino degli dei. O forse il nulla. Da qui è difficile dirlo.
Vorrei provare a descrivere le sensazioni che ci hanno pervaso dal momento in cui abbiamo visto e udito ciò che ora ci è dinnanzi; quelle figure. Difficile immaginare cosa possano essere dai contorni sfocati e confusi. Nulla di comune è suggerito dal loro moto, né dai suoni che accompagnano i loro sussulti.
Tuttavia il nostromo, persona più saggia di quanto io non sia, suggerisce di non lasciarsi ingannare dall’immaginazione, giacché oltre non potrà esserci nulla a noi conosciuto. Giganti? Leviatani? Inutile tentare di comprendere.
L’oceano non è più sotto di noi e dovremo far procedere la nave sfruttando qualche altra spinta.
Forse stiamo per toccare lidi inadatti agli esseri umani. È possibile. Per questo non so se potrò scrivere ancora, né se questo diario giungerà mai a qualcuno. In effetti non provo ansia per questo, nemmeno ora che la pagina è terminata. Presto raggiungerò il limite della carta a mia disposizione. Tenterò quindi di descrivere il Confine da qui, da dove ora, seduto sul castello di prua, l’osservo.
Il buio della notte mi sta alle spalle e, di fronte, un altro genere di buio. Come descrivereste i colori ad un nato cieco? Tale è la mia difficoltà ora. Le figure sembrano attenderci oltre, se di oltre si può parlare. Mentre osservo il Limite mi domando quante vite siano mai finite qua. Chi è mai morto cercando di oltrepassare una condizione considerata da tutti come ineluttabile? Io dico: nessuno o forse tutti. Ecco che si schiude il segreto, ma il foglio è già fin



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antico
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#2 » lunedì 20 aprile 2020, 23:13

Ciao Luca! Caratteri super ok e pure il tempo, divertiti in questa Patrizia Rinaldi Edition!

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Andrea Partiti
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 23:20

Buuh, per aver creato tutta quella tensione e poi aver barato senza dirci né dove stavano andando né cosa trovano.
L'inizio, non conoscendo il genere, mi porta automaticamente alla fantascienza, perché di confini sulla terra non ce n'è molti, non di reali almeno. Le assi, l'oceano e l'oriente mi strappano e rimettono sull'oceano.
I viaggi verso oriente mi sembrano relativamente rari. Partono dall'Asia? Dall'America? non ci sono molte alternative. Cercare di razionalizzare quel viaggio non mi aiuta e voglio davvero davvero sapere dove vai a parare, e da lettore mi sento ingannato. Mi aspetto sì che il diario si interrompa come ci preannunci più volte, ma anche un "ritrovato nel relitto della USS Spongebob durante il recupero navale del 2122", o qualcosa del genere che mi da una chiave di lettura precisa.
Avere un limite senza sapere quale limite sia... meh.

Proverei anche a dare una ripulita allo stile. E' molto formale e controllato, in alcuni punti anche troppo per essere un vero giornale di bordo. Mi sembra che stia facendo un riassunto delle ultime puntate che non mi aspetterei da un diario, che ha già tutto scritto.
Capisco che è un momento chiave del viaggio, ma i "Prima del sonno mi capita di immaginare" sono eccessivi e per me rompono la sospensione dell'incredulità che mi fa immaginare questo capitano seduto sul cassero di prua (perché non di poppa, se vuole osservare il più possibile? Troppo poco nobile come immagine?)

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Pretorian
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#4 » venerdì 24 aprile 2020, 23:43

Ciao, Luca, e piacere di leggerti. Il tema del viaggio oltre il limite è ricorrente nella letteratura ed è stato declinato in una quantità di forme impossibile da ricordare. Nel tuo caso, abbiamo una sorta di "diario di bordo" con un lungo monologo da parte di un "capitano". Purtroppo, l'idea funziona poco: la forma del diario di bordo funziona se abbiamo diverse registrazioni, altrimenti diventa superflua. Gli elementi che fornisci sembrerebbero portare verso un'ambientazione concreta, eppure sono troppo pochi per poter individuare una precisa collocazione storica o geografica. Insomma, aggiungi troppi elementi "reali" per poter parlare di un fantasy, ma è tutto troppo fumoso per poter essere la descrizione di un fatto storico. Anche come sintesi dello spirito umano esplorativo, funziona poco, sempre per la presenza di elementi "reali". Insomma, buona l'idea, ma la realizzazione andava ponderata maggiormente.

Alla prossima!

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Luca Nesler
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#5 » sabato 25 aprile 2020, 19:01

Ciao Andrea, ciao Agostino!
Ho provato a scrivere qualcosa abbastanza lontano dalle mie solite cose. Tutto narrato, un po' palloso, probabilmente, e che lascia più al non detto che a quanto viene esposto. Ho preso un rischio e comprendo le vostre critiche. Non condivido l'idea che ci sia troppo reale o realistico (se capisco cosa intendete), perché ho semplicemente costruito un "what if" su un'immagine classica e ho messo diversi elementi irreali, ma forse non era abbastanza chiaro il contesto.
Ho anche voluto giocare col "limite" nel senso che finisce la pagina e,così, ho raggiunto anche il limite di caratteri di MC. Questo giova al testo? Per niente, ma io non resisto a 'ste cagate.
Comprendo la delusione sul finale. Speravo di lasciare tutto (o quasi) all'immaginazione del lettore. In questo senso il racconto voleva essere una sorta d'imbeccata, ma è chiaro che può anche non funzionare. Sperimentiamo.
Grazie mille per i vostri feedback!
Alla prossima!

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#6 » domenica 26 aprile 2020, 18:17

Ciao Luca. Che posso dire? Me la sto ridendo.
In primo luogo non puoi non affascinarmi con una ambientazione di questo tipo, quindi già parti avvantaggiato.
In secondo luogo, dico che una volta giunto a metà racconto, ero davvero convinto di aver capito dove volevi andare a parare ed ero pronto a mazzuolarti per bene una volta giunto alla fine. Hai calcato molto sulla questione dell'ignoto, della nobiltà della missione e dei territori inesplorati e credevo che la tua intenzione fosse quella di far terminare il racconto con l'equipaggio che, a causa della terra rotonda, si ritrova, invece, al punto di partenza.
Invece mi hai spiazzato, mostrando altre intenzioni e mostrando originalità nella conclusione. Bello e divertente allo stesso modo, trattando il tema in due modi diversi. Bravo.

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Luca Nesler
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#7 » domenica 26 aprile 2020, 18:40

Grazie Gabriele, sei sempre molto gentile. Probabilmente non è chissà che godibile, ma volevo provare qualcosa di diverso. In ogni caso grazie per l'apprezzamento!
Alla prossima!

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Wladimiro Borchi
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#8 » lunedì 27 aprile 2020, 9:56

Ciao Luca,
comincio a essere imbarazzato dal commentare i tuoi racconti.
Il più grande commentatore di MC meriterebbe particolare attenzione e conoscenza da parte dei suoi commentatori (se mi perdoni la ripetizione).
L'attenzione ce la posso mettere, ma ho un millesimo delle tue conoscenze, per cui mi limito a dirti le mie impressioni, spero non me ne vorrai.
La declinazione del tema è la stessa di Ferrero. Il limite come punto oltre il quale non è possibile muovere passo, per non insolentire gli dei.
L'astronave del pezzo di Maurizio, qui diventa una nave e il limite è sull'oceano.
Mi è tornato alla mente Ulisse della Divina Commedia e il far di remi "ali al folle volo".
Il linguaggio è ricercato e la tensione c'è.
L'unica pecca del racconto, forse, sta in tutta la preparazione per un evento che non viene fuori dalla tua penna e che possiamo solo immaginarci.
Ci lasci, insomma, con un senso di irrisolto e non ci porti da nessuna delle parti sperate.
Mi è piaciuto, ma avrei preferito tu osassi di più.
A rileggerci presto
Wladimiro
IMBUTO!!!

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Gennibo
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#9 » lunedì 27 aprile 2020, 11:22

Ciao Luca!
A me la storia è piaciuta abbastanza, visto il contenuto un po’ intimista, un po’ filosofico, penso che però si poteva osare un po’ di più con le riflessioni, caricando il personaggio di un desiderio più intenso. Belle le descrizioni che lasciano al lettore un’interpretazione. Come Wladimiro anche io all'inizio avevo pensato a Ulisse, fin quando hai detto che non hai incontrato mostri.
Per mia esperienza quando scrivo in questo modo alla fine devo stare molto attenta a certi termini che tendo a usare all’infinito, controlla ad esempio quante volte hai scritto: temere e similari, immaginare e similari.
Sistemerei questa frase, che ne dici della differenza?:
è dinnanzi; quelle figure. Difficile immaginare cosa possano essere dai contorni sfocati e confusi.
è dinnanzi. Difficile immaginare cosa possano essere quelle figure dai contorni sfuocati e confusi.
Ho apprezzato il finale, in questo contesto secondo me ci sta.

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Luca Nesler
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#10 » lunedì 27 aprile 2020, 14:37

Wladimiro Borchi ha scritto:Ciao Luca,
comincio a essere imbarazzato dal commentare i tuoi racconti.
Il più grande commentatore di MC meriterebbe particolare attenzione e conoscenza da parte dei suoi commentatori (se mi perdoni la ripetizione).
L'attenzione ce la posso mettere, ma ho un millesimo delle tue conoscenze, per cui mi limito a dirti le mie impressioni, spero non me ne vorrai.


Wladimiro, ti prego! Non è assolutamente così! Siamo tutti appassionati e ognuno di noi sta seguendo un percorso nient'affatto lineare. Io sono qui per lo stesso motivo che ci anima tutti e sono ben consapevole di avere molto da imparare. Sono anche convinto che i commenti dei partecipanti mi aiutino molto (e lo hanno sempre fatto). Infatti anche in questa edizione state facendo ottime osservazioni che mi aiutano a chiarirmi le idee. Non voglio sembrare quello che la sa più lunga (anche perché poi quello che scrivo mi smentisce!), io commento in modo pedante solo perché mi pare più utile. Qualcuno non lo gradisce e spesso posso anche sbagliarmi. Non è una scienza perfetta. In particolar modo penso che i commenti di coloro con cui ci confrontiamo più spesso abbiano un grande valore perché, in qualche modo, possono riconoscere una tendenza stilistica, un percorso, ecc.
Conto molto sul confronto e sono molto contento della schiettezza del gruppo. Fin'ora tu, Andrea, Agostino e Isabella avete fatto ottime osservazioni e mi avete fatto notare cose che non notavo nel mio testo. L'occhio esterno aiuta sempre.

Veniamo al racconto.
Wladimiro Borchi ha scritto:'unica pecca del racconto, forse, sta in tutta la preparazione per un evento che non viene fuori dalla tua penna e che possiamo solo immaginarci.
Ci lasci, insomma, con un senso di irrisolto e non ci porti da nessuna delle parti sperate.

Vero, sì. Speravo di stimolare l'immaginazione del lettore, ma è evidente che l'effetto ottenuto è quello di deluderlo. Mi viene da concludere che l'immaginazione del lettore va condotta dall'inizio alla fine, senza lasciare sospesi così grossi in termini di contenuti. Forse sembra banale, ma è una lezione di cui volevo conferma :D
Inoltre volevo anche verificare se un testo così riflessivo potesse avere una sua godibilità e quanta rispetto a un testo più pulito che, di solito, tendo a preferire. Quindi grazie per i feedback.

Sull'"osare di più" credo di avere qualche difficoltà d'immaginazione. Più vado avanti e più mi pare di essere incapace di particolari guizzi. Forse c'è la passione ma manca il talento... chissà. Spero che il lavoro duro prima o poi possa compensare. Ogni tanto le riflessioni e i dubbi sulla scrittura non mi fanno dormire.
Qualcuno ha qualche certezza da condividere?
Cazzarola...

Grazie Wladimirone! Alla prossima!

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Luca Nesler
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#11 » lunedì 27 aprile 2020, 14:42

Gennibo ha scritto:Ciao Luca!
A me la storia è piaciuta abbastanza, visto il contenuto un po’ intimista, un po’ filosofico, penso che però si poteva osare un po’ di più con le riflessioni, caricando il personaggio di un desiderio più intenso. Belle le descrizioni che lasciano al lettore un’interpretazione. Come Wladimiro anche io all'inizio avevo pensato a Ulisse, fin quando hai detto che non hai incontrato mostri.
Per mia esperienza quando scrivo in questo modo alla fine devo stare molto attenta a certi termini che tendo a usare all’infinito, controlla ad esempio quante volte hai scritto: temere e similari, immaginare e similari.
Sistemerei questa frase, che ne dici della differenza?:
è dinnanzi; quelle figure. Difficile immaginare cosa possano essere dai contorni sfocati e confusi.
è dinnanzi. Difficile immaginare cosa possano essere quelle figure dai contorni sfuocati e confusi.
Ho apprezzato il finale, in questo contesto secondo me ci sta.


Ciao Isabella! Capisco il tuo commento sul desiderio più intenso. Penso tu abbia ragione: avrei dovuto calcare la mano su quello se quello era il mio scopo. Col senno di poi mi è più chiaro. Sull'uso ripetitivo dei termini poi ricontrollo. Probabilmente non ho fatto molta attenzione visto che scriveva il capitano, quindi è probabile che mi sia ripetuto.
Sulla frase hai ragione: la tua proposta è più chiara.

Sono contento di sapere che hai apprezzato il contenuto intimista. L'esperimento stava un po' in questo e nel vedere se il finale tronco poteva essere apprezzato per quello che non diceva. Ma è più facile che dia fastidio.
Grazie del prezioso feedback!
Alla prossima!

Emamela
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#12 » lunedì 27 aprile 2020, 16:58

Ciao Luca,
il tuo racconto mi ha spiazzato. All’inizio dici che finalmente hanno raggiunto l’ultimo confine e quindi mi sono immaginata che avresti raccontato come ci erano arrivati e cosa c’è oltre il confine. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosina in più sulle cose straordinarie incontrate nel viaggio.
È un racconto molto introspettivo, che fa entrare nella testa e nella penna di chi scrive il giornale di bordo. Il finale è molto bello con la parola troncata a metà, mi mi lascia un po’ persa. Da un lato mi permette di immaginare un’infinità di cose che possano essere accadute o accadranno, dall’altro però mi mancano dei pezzetti per guidare l’immaginazione nella direzione giusta.
Emanuela

egle.demitri
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#13 » lunedì 27 aprile 2020, 17:25

Ciao Luca
Del tuo racconto non mi è dispiaciuta l’ambientazione non precisamente definita; mi sembra di capire del resto che Minuti Contati rappresenti anche un’opportunità per sperimentare. Così come non mi dispiace il finale aperto: cosa sia dato oltre il confine non è dato sapere…
Il testo in forma di diario, affidato perciò alla semplice narrazione, rende la lettura un po’ pesante, meno fluida.

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giulio.marchese1
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#14 » martedì 28 aprile 2020, 18:05

Ciao Luca,
Mi sembra di aver appena finito di leggere un messaggio trovato sulla spiaggia dentro qualche bottiglia, immagino il foglio logoro e le parole sbiadite. Questo testo, lasciato ai posteri da qualche viaggiatore, racconta di una nave che si spinge oltre i confini del mondo, che sia un mondo immaginario o un epoca dimenticata non c'è dato saperlo. Ovviamente, essendo l'ultima pagina di un diario di bordo, non ci sono azioni, tutto è raccontato, e quello che emerge sono le sensazioni dello scrittore immaginario. Di solito la mancanza di dinamismo sarebbe un difetto ma con questo escamotage è perfettamente giustificata, mi ricorda alcuni passaggi in Lovecraft quando, per dar realismo alle storie, riporta stralci di giornale o di diari. Secondo me potrebbe essere l'incipit di qualcosa di più lungo, che parte con il ritrovamento della pagina, in quanto la pagina in sé e per sé non racconta una storia a mio modo di vedere ma, appunto, riassume ciò a cui il protagonista/scrivente ha assistito, e come lo fa sentire la conclusione della storia. Questo proprio per la mancanza di dinamismo: la storia è già conclusa. Abbiamo una fotografia parziale di ciò che è avvenuto e delle ipotesi su cosa avverrà.
Complimenti per la scrittura coinvolgente benché raccontata.

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Luca Nesler
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Re: Giornale di bordo

Messaggio#15 » martedì 28 aprile 2020, 20:34

Emamela ha scritto:Ciao Luca,
il tuo racconto mi ha spiazzato. All’inizio dici che finalmente hanno raggiunto l’ultimo confine e quindi mi sono immaginata che avresti raccontato come ci erano arrivati e cosa c’è oltre il confine. Mi sarebbe piaciuto sapere qualcosina in più sulle cose straordinarie incontrate nel viaggio.
È un racconto molto introspettivo, che fa entrare nella testa e nella penna di chi scrive il giornale di bordo. Il finale è molto bello con la parola troncata a metà, mi mi lascia un po’ persa. Da un lato mi permette di immaginare un’infinità di cose che possano essere accadute o accadranno, dall’altro però mi mancano dei pezzetti per guidare l’immaginazione nella direzione giusta.
Emanuela


Ciao Emanuela. Grazie per la tua analisi. In effetti è proprio come dici: lascia spiazzati. Volevo vedere se poteva risultare affascinante anche lasciando il lettore senza riferimenti e con una narrazione pura, ma l'effetto di "e mo?" è molto più forte.
Mi chiedevo se sarei riuscito a emozionare anche così (l'idea che una volta potessero immaginare di arrivare alla "Fine del Mondo" mi ha sempre affascinato tanto). Per ora noto che è più facile coinvolgere tracciando linee definite che non cercando di fare i romantici. Me lo aspettavo, ma sono contento di toccare con mano gli effetti.
Inoltre vedo che il raccontato è proprio una forma sfigata di scrivere un racconto. Probabilmente di scrivere e basta... :D
Grazie ancora per il riscontro puntuale!
Alla prossima!

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Re: Giornale di bordo

Messaggio#16 » martedì 28 aprile 2020, 20:37

egle.demitri ha scritto:Ciao Luca
Del tuo racconto non mi è dispiaciuta l’ambientazione non precisamente definita; mi sembra di capire del resto che Minuti Contati rappresenti anche un’opportunità per sperimentare. Così come non mi dispiace il finale aperto: cosa sia dato oltre il confine non è dato sapere…
Il testo in forma di diario, affidato perciò alla semplice narrazione, rende la lettura un po’ pesante, meno fluida.


Ciao Egle. Sono d'accordo con te, questa forma di racconto è faticosa da leggere. Mi pare più semplice da scrivere, ma l'effetto sul lettore è pesante. Ho voluto testare, e penso ancora di più che potendo sceglierne un'altra sia meglio lasciarla perdere.
Grazie per il riscontro!
Alla prossima!

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Re: Giornale di bordo

Messaggio#17 » martedì 28 aprile 2020, 20:39

giulio.marchese1 ha scritto:Ciao Luca,
Mi sembra di aver appena finito di leggere un messaggio trovato sulla spiaggia dentro qualche bottiglia, immagino il foglio logoro e le parole sbiadite. Questo testo, lasciato ai posteri da qualche viaggiatore, racconta di una nave che si spinge oltre i confini del mondo, che sia un mondo immaginario o un epoca dimenticata non c'è dato saperlo. Ovviamente, essendo l'ultima pagina di un diario di bordo, non ci sono azioni, tutto è raccontato, e quello che emerge sono le sensazioni dello scrittore immaginario. Di solito la mancanza di dinamismo sarebbe un difetto ma con questo escamotage è perfettamente giustificata, mi ricorda alcuni passaggi in Lovecraft quando, per dar realismo alle storie, riporta stralci di giornale o di diari. Secondo me potrebbe essere l'incipit di qualcosa di più lungo, che parte con il ritrovamento della pagina, in quanto la pagina in sé e per sé non racconta una storia a mio modo di vedere ma, appunto, riassume ciò a cui il protagonista/scrivente ha assistito, e come lo fa sentire la conclusione della storia. Questo proprio per la mancanza di dinamismo: la storia è già conclusa. Abbiamo una fotografia parziale di ciò che è avvenuto e delle ipotesi su cosa avverrà.
Complimenti per la scrittura coinvolgente benché raccontata.


Ciao Giulio. Hai ragione sul fatto che non racconto nulla. Il pezzo risulta legnoso e ostico per tutti questi motivi: mancanza di dinamismo, di trama e di riferimenti concreti. Volevo vedere che effetto avrebbe suscitato e, grazie all'occhio attento di voi commentatori di MC, credo d'aver raccolto materiale prezioso.
Hai inquadrato molto bene l'intento del racconto: la pagina del diario che, nel suo essere monca, esprime la sua interezza. Un'interezza insufficiente, però.
Grazie per il tuo commento e per la gentilezza!
Alla prossima!

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Re: Giornale di bordo

Messaggio#18 » giovedì 30 aprile 2020, 21:02

Ciao, Luca!
Il tema è molto presente nel racconto, ma non mi è piaciuta molto la “gestione degli spazi”. Spendi molte parole – la maggior parte, peraltro – per ricamare sull'idea della fine del mondo, di quanto il protagonista non veda l'ora... e dopo aver creato un bel po’ di aspettativa hai tagliato sulla parte interessante, quella promessa da tutto il resto del racconto. Non so se volessi rendere il concetto di "non si può sapere cosa c'è al di là", ma secondo me non è riuscito granché. Il tutto manca di concretezza: dà l'impressione che volessi "riempire" lo spazio, ma non dici molto di utile per inquadrare la storia e il setting, e si resta con l’impressione di una promessa non mantenuta.

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Re: Giornale di bordo

Messaggio#19 » venerdì 1 maggio 2020, 15:23

AxaLydiaVallotto ha scritto:Ciao, Luca!
Il tema è molto presente nel racconto, ma non mi è piaciuta molto la “gestione degli spazi”. Spendi molte parole – la maggior parte, peraltro – per ricamare sull'idea della fine del mondo, di quanto il protagonista non veda l'ora... e dopo aver creato un bel po’ di aspettativa hai tagliato sulla parte interessante, quella promessa da tutto il resto del racconto. Non so se volessi rendere il concetto di "non si può sapere cosa c'è al di là", ma secondo me non è riuscito granché. Il tutto manca di concretezza: dà l'impressione che volessi "riempire" lo spazio, ma non dici molto di utile per inquadrare la storia e il setting, e si resta con l’impressione di una promessa non mantenuta.


Grazie Lydia. Era un esperimento di cui desideravo registrare l'efficacia e le reazioni. Grazie quindi per il feedback onesto e schietto. Comprendo le tue riserve e penso siano molto sensate.
Grazie ancora!

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Re: Giornale di bordo

Messaggio#20 » martedì 5 maggio 2020, 17:43

Un tuo tratto caratteristico è, a mio parere, una certa delicatezza di fondo: un modo di scrivere molto garbato e leggero anche quando tratti di tematiche pesanti e drammatiche. Qui lo hai soffocato sull'altare della sperimentazione del pezzo e, alla fine, la sensazione è che tu abbia più che altro ricorso parole e tempi per riempire in attesa del finale, un finale che a me è parso chiaro fin dalla prima citazione sulla fine imminente del foglio. C'è che il finale arriva stanco mentre, a mio parere, la strategia corretta sarebbe stata quella di accelerare stando attendi a evitare testa coda o giravolte in modo, davvero, da lasciare tronco il fiato del lettore e sotto questo aspetto il testo mi sembra avere fallito la prova. Capita, giusto provarci e sperimentare. Pollice ni a questo giro, anche se più tendente al positivo.

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