Fame

Daniel Travis
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Fame

Messaggio#1 » lunedì 20 aprile 2020, 23:56

Non ricordo un solo momento della mia vita in cui non avessi fame.
Del cibo, sempre scarso; della birra che bevevano i grandi, e poi di soldi e donne, di sorrisi invitanti e sguardi invidiosi. Fame di vita, e di mondo.
Secondo parenti e vicini, è stato questo a condannarmi.
Era la mia sfrenatezza a trascinarmi fuori ogni notte, a bere e fumare, masticare e scopare tutto quello che mi capitava a tiro. A ridurre la mia mente brillante a un grumo di appetiti insaziabili, frustrazioni e rancore. A condurmi verso lavori saltuari e debiti a cui sono sempre scampato per chissà che miracolo. A farmi abbandonare da mia moglie.
Hanno ragione su tutto, tranne che sull’ultimo punto: mia moglie non è andata via.
L’hanno presa le ombre.

Avevo quindici anni, quando ci parlai per la prima volta.
Non ci credevo, certo che no, ma mi recai comunque all’ingresso della cava, come aveva indicato lo zio, e parlai alla tenebra.
Non chiesi molto: qualcosa in più da mangiare, soldi. Fui bravo a trattenermi.
E, meraviglia, la tenebra rispose. Era fatta di fauci voraci e occhi famelici, di sorrisi obliqui e lingue lunghe quanto lampioni; di spiriti maligni e streghe disincarnate.
Una falange – l’ultima, del mignolo sinistro. Questo mi chiesero le ombre.
Esitai per otto giorni.
Ci provai quasi ogni mattina, e due o tre volte a notte, prima di riuscire a far calare la lama.
In seguito, lo descrissi come un incidente. Nessuno trovò mai la punta del mio dito.
Raggiunsi l’anno seguente con la pancia molto più piena.
Però, avevo ancora fame.

Il resto del mignolo mi valse mia moglie, che aveva occhi azzurri e la lingua più veloce di un frullatore, e il mio primo amante – il che causò un sacco di litigi.
In cambio dei capelli, ottenni la casa sulla collina, che sognavo dall’età di sei anni. Caddero a ciocche, doccia dopo doccia, in poco più di un mese.
Sull’occhio sinistro ebbi qualche dubbio: fino a dove mi sarei spinto? Quando mi sarei fermato?
I risultati arginarono le mie domande: due anni in viaggio tra Asia ed Europa, tra vecchie città e montagne antichissime. Appresi il vero significato della parola mozzafiato.
Tornai a casa senza un soldo. Per rimettermi in sesto, le ombre chiesero un corpo intero.
Per fortuna la mia ex moglie aveva coltivato una malsana nostalgia di me, in mia assenza.
Mi seguì alla cava con ignara obbedienza.

Negli anni procurarmi nuove vittime si fece più difficile. Oltretutto, un grave caso di inflazione emotiva mi affliggeva: meno tenevo al sacrificio, meno ottenevo dalle ombre.
E quello che ottenevo non poteva cancellare le mie mutilazioni, né allontanare la memoria dei miei peccati.
Né placare la mia fame.
Raggiunsi la cava al tramonto, ubriaco.
«Un altro corpo,» offrii. «L’ultimo».
Il mio.

La ragazzina non ha più di tredici anni. Ostenta coraggio, e un grosso coltello che si è portata da casa. Chiede che guariamo sua madre.
Siamo tutti indecisi, sul prezzo: i capelli, lunghi e brillanti? O le orecchie, giovani e intatte?
Bisogna chiedere poco, all’inizio, se no non tornano.
Mi ero illuso, tanti anni fa, che offrire in sacrificio il mio corpo martoriato avrebbe estinto la mia fame con me; che mi avrebbe dato sollievo. Invece finii qui, in fondo alla cava. Un’ombra tra le ombre.
«Un orecchio,» mormoriamo infine. «Il destro».
La bambina annuisce e, tremando, solleva il coltello.
Non ho mai avuto così tanta fame.


Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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Re: Fame

Messaggio#2 » martedì 21 aprile 2020, 0:04

Ciao Riccardo! Caratteri e tempo ok, buona Patrizia Rinaldi Edition anche a te!

Lorenzo Diddi
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Re: Fame

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 13:23

Fame, di Riccardo Rossi (nickname Daniel Travis)

Ciao Riccardo,

Devo riconoscere che il tuo racconto sia molto affascinante, nonostante abbia avuto qualche perplessità nell’ultimo paragrafo. Ho come l’impressione che manchi un collegamento con questo (nuovo) personaggio. Tuttavia, proseguendo nella lettura, ho compreso il tuo intento.
Ad ogni modo, ciò che mi ha destato particolare entusiasmo è come tu abbia presentato la tematica. A mio avviso, questa, ben si nasconde dietro al protagonista che è così chiaramente vittima della sua Fame da renderlo tenero e inquietante allo stesso tempo. Un racconto che, a mio modo di vedere, avrebbe destato, (conoscendolo?), persino Nietzsche, a proposito dell’abisso…!
Ti ringrazio, Riccardo! Vediamo come vanno le cose.

Daniel Travis
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Re: Fame

Messaggio#4 » martedì 21 aprile 2020, 17:15

Devo riconoscere che il tuo racconto sia molto affascinante, nonostante abbia avuto qualche perplessità nell’ultimo paragrafo. Ho come l’impressione che manchi un collegamento con questo (nuovo) personaggio. Tuttavia, proseguendo nella lettura, ho compreso il tuo intento.

Ultimamente sto lottando un sacco contro la mia tendenza a occultare, o lasciare impliciti, certi dettagli.
Spero di stare migliorando, passo dopo passo.

Ad ogni modo, ciò che mi ha destato particolare entusiasmo è come tu abbia presentato la tematica. A mio avviso, questa, ben si nasconde dietro al protagonista che è così chiaramente vittima della sua Fame da renderlo tenero e inquietante allo stesso tempo. Un racconto che, a mio modo di vedere, avrebbe destato, (conoscendolo?), persino Nietzsche, a proposito dell’abisso…!

Grazie mille davvero.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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Re: Fame

Messaggio#5 » martedì 21 aprile 2020, 18:42

FAME di Riccardo Rossi Il tema è centrato. Il tuo protagonista ha superato ogni limite (dandosi via a pezzi in cambio della soddisfazione di desideri legati ai piaceri terreni: dapprima il cibo, il denaro e poi gli alcolici, birra dei grandi inclusa, per passare poi ai piaceri sessuali (la moglie brava a letto e dagli occhi azzurri, il primo amante). Ovvio che passare il limite ha i suoi prezzi (il Nostro, non potendo autodistruggersi del tutto, è passato ad altre vittime da sacrificare a pezzi: a partire dalla moglie). La storia ha un buon spunto (la Tenebra che dà e prende e pullula di streghe e demoni è originale e mette i brividi) ma qualche punto debole nella verosimiglianza: i parenti e i vicini sapevano? E perché nessuno lo ha fermato? E poi, se il Nostro è egoista, cosa c’entra il desiderio della ragazzina nel finale? A meno che lui, nel suo immenso cinismo non l’abbia ingannata (allora andrebbe specificato).
Attento a:
Mente brillante (il personaggio che si loda senza un perché va motivato, perché oggi il Lettore vuole il mostra non dire: io legherei la lode alla scoperta della caverna).
tutti indecisi (tutti e due indecisi)

Daniel Travis
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Re: Fame

Messaggio#6 » mercoledì 22 aprile 2020, 0:17

FAME di Riccardo Rossi Il tema è centrato. Il tuo protagonista ha superato ogni limite (dandosi via a pezzi in cambio della soddisfazione di desideri legati ai piaceri terreni: dapprima il cibo, il denaro e poi gli alcolici, birra dei grandi inclusa, per passare poi ai piaceri sessuali (la moglie brava a letto e dagli occhi azzurri, il primo amante). Ovvio che passare il limite ha i suoi prezzi (il Nostro, non potendo autodistruggersi del tutto, è passato ad altre vittime da sacrificare a pezzi: a partire dalla moglie.

Grazie mille.
La storia ha un buon spunto (la Tenebra che dà e prende e pullula di streghe e demoni è originale e mette i brividi) ma qualche punto debole nella verosimiglianza: i parenti e i vicini sapevano? E perché nessuno lo ha fermato?

In verità non è affatto originale, ma copiato da effettive categorie di folklore (diffuse in vari luoghi, a partire dall'Africa occidentale) e adattato/generalizzato per essere fruibile entro i limiti di caratteri, che tengono fuori per forza i dettagli. L'ho preferito alle "solite" streghe che baciano culi di diavoli ai sabba, o al classico patto faustiano.
Mi sfugge perché parenti e vicini debbano sapere qualcosa, il che vanifica anche la domanda seguente: non è affatto raro che un vagabondo preso tra debiti e lavori saltuari soffra incidenti anche gravi - anzi, si fa più probabile a ogni incidente e a ogni anno che passa. Che la moglie se ne sia andata, nell'opinione dei locali, è esplicitamente scritto. Dov'è il particolare che dovrebbe allertare vicini e parenti?
Forse ti riferisci alle prime frasi, in cui vicini e parenti sono convinti che siano stati gli appetiti eccessivi del protagonista a condurlo alla povertà, a debiti a cui scampa per chissà quale miracolo, e all'abbandono della moglie. Ma in quella parte si parla, appunto, di effetti puramente profani e osservabili (le notti brave, la droga e l'alcool, il sesso occasionale, la povertà e i debiti, la personalità in continua degenerazione, la solitudine). Niente di quel passaggio suggerisce che a vicini e parenti sia giunta notizia degli scambi stregoneschi del protagonista - anzi, il passaggio suggerisce letteralmente il contrario, affermando che per vicini e parenti il protagonista sfugge ai debiti per "chissà che miracolo" (cioè, non sanno come), e che sempre secondo loro la moglie l'ha abbandonato (cioè, non sanno che è stata sacrificata).
Se riesci a chiarirmi da dove nasce il tuo dubbio, provo a darti una risposta più precisa.
E poi, se il Nostro è egoista, cosa c’entra il desiderio della ragazzina nel finale? A meno che lui, nel suo immenso cinismo non l’abbia ingannata (allora andrebbe specificato).

Anche qui, non mi è chiaro dov'è il problema: ai tempi, lui andava a offrire sacrifici alle ombre in cambio di ricchezze, amanti, viaggi e così via.
Oggi che lui è un'"ombra tra le ombre", una ragazzina viene a offrire un sacrificio in cambio di una guarigione. Probabilmente, ieri è venuto un ubriacone che ha chiesto del denaro e domani verrà una madre di famiglia che chiederà una buona istruzione per i figli: sono tutti desideri, indipendentemente dalla loro moralità, e mi sembra bizzarro dare per scontato il contrario senza alcuna indicazione in questo senso da parte del testo.
Attento a:
Mente brillante (il personaggio che si loda senza un perché va motivato, perché oggi il Lettore vuole il mostra non dire: io legherei la lode alla scoperta della caverna).

Il passaggio non ritrae il personaggio che si loda da solo, ma vicini e parenti che ne attribuiscono agli appetiti insaziabili il declino mentale, da mente brillante che era a grumo di insoddisfazione e rancore che è diventato.
Non è una lode, e non è lui a dirigerla verso se stesso, insomma: è, anzi, un'espressione di delusione da parte di altri che lui non fa che riportare.
tutti indecisi (tutti e due indecisi)

In verità no: "Tutti [le ombre] indecisi", non "tutti e due [il protagonista e quale altro individuo singolo?] indecisi".
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Re: Fame

Messaggio#7 » mercoledì 22 aprile 2020, 8:50

Ciao Daniel, è un piacere leggerti

Racconto molto buono e ben costruito, con il giusto crescendo nella scala degli eventi e il limite che viene sforato sempre di più, fino al crollo finale.
È proprio questo crollo finale che mi lascia aperto un dubbio sulla storia: le ombre esaudiscono desideri in cambio di qualcosa, il protagonista infine offre il suo corpo per placare la fame. La sua successiva unione al gregge di ombre è un'ottima idea, ma se ha ancora fame vuol dire che le ombre non hanno esaudito il suo ultimo desidero. Non lo so, è un piccolo dettaglio che però mi lascia un senso di incompiutezza. Forse avrei preferito che avesse trovato la pace dalla fame, pur rimanendo nel gregge di ombre ed essendo costretto a eseguire il compito di diavolo tentatore.
Scrittura ottima, non ho trovato errori particolari.

A presto!

Daniel Travis
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Re: Fame

Messaggio#8 » mercoledì 22 aprile 2020, 11:55

Racconto molto buono e ben costruito, con il giusto crescendo nella scala degli eventi e il limite che viene sforato sempre di più, fino al crollo finale.

Grazie mille.
È proprio questo crollo finale che mi lascia aperto un dubbio sulla storia: le ombre esaudiscono desideri in cambio di qualcosa, il protagonista infine offre il suo corpo per placare la fame. La sua successiva unione al gregge di ombre è un'ottima idea, ma se ha ancora fame vuol dire che le ombre non hanno esaudito il suo ultimo desidero. Non lo so, è un piccolo dettaglio che però mi lascia un senso di incompiutezza. Forse avrei preferito che avesse trovato la pace dalla fame, pur rimanendo nel gregge di ombre ed essendo costretto a eseguire il compito di diavolo tentatore.

Si tratta di un dubbio che condivido; alla fine ho optato per lasciare la sazietà come unico desiderio impossibile da realizzare: né le ombre, né il consultante riescono anche solo a immaginarla davvero, dopotutto.
E forse, fino in fondo, non ci riesce nessuno.
Scrittura ottima, non ho trovato errori particolari.

Grazie ancora.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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Re: Fame

Messaggio#9 » mercoledì 22 aprile 2020, 23:34

Ciao Riccardo, piacere di leggerti,
Racconto e personaggio davvero molto interessante, ciò che non mi è chiaro l'identità della bambina alla fine: è una figlia/nipote/sorella del personaggio oppure una ragazzina x?
Il tema è, ovviamente, centrato e si nasconde dietro il personaggio stesso che con la sua FAME si sazia di tutto ciò che la vita gli dona: donne, alcolici, stupefacenti, denaro, viaggi etc etc arrivando al punto di sacrificarsi per compensare questa fame. Molto interessante il tema del sacrificio e trovo che tu abbia fatto davvero un buon lavoro.
A rileggerti.

Daniel Travis
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Re: Fame

Messaggio#10 » mercoledì 22 aprile 2020, 23:48

Ciao Riccardo, piacere di leggerti,
Racconto e personaggio davvero molto interessante, ciò che non mi è chiaro l'identità della bambina alla fine: è una figlia/nipote/sorella del personaggio oppure una ragazzina x?

Soltanto una ragazzina venuta alla cava a interpellare le ombre.
Il tema è, ovviamente, centrato e si nasconde dietro il personaggio stesso che con la sua FAME si sazia di tutto ciò che la vita gli dona: donne, alcolici, stupefacenti, denaro, viaggi etc etc arrivando al punto di sacrificarsi per compensare questa fame. Molto interessante il tema del sacrificio e trovo che tu abbia fatto davvero un buon lavoro.
A rileggerti.

Grazie mille davvero.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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Re: Fame

Messaggio#11 » venerdì 24 aprile 2020, 23:46

Ciao, Riccardo!

Rompo il ghiaccio dicendo che mi è piaciuto dove sei andato a parare. Una cosa mi lascia perplesso, ma devo complimentarmi per la scelta di rendere il limite della traccia un qualcosa di concreto, per i personaggi, e metaforico per il contesto generale della storia. Per il fisico, quello che sono disposti a perdere pur di avere qualcosa. Un arto, un pezzo del tuo aspetto, un conoscente, un amico, un amore...
Ci sta la domanda se possa valerne la pena, posti i costi, ma tu stesso ci mostri che non vengono solo quelli come il protagonista a stringere questi accordi faustiani. Viene anche chi è in buona fede, o per disperazione. Sarebbe facile dire che gli spiriti nella grotta sono malvagi, ma non posso dirlo.
Non li ho visti costringere nessuno; ti pongono un prezzo, ma pagarlo sta a te. E alla fine, almeno così è stato per il protagonista, diventi uno di loro.
E qui la mia domanda; cos'era la sua fame? Ambizione? Egoismo? Quello che ha avuto sono tutte cose che potrebbe aver ottenuto da sè, senza rivolgersi a loro, ma che ha scelto di prendere in questo modo, una volta dopo l'altra. Però, sente sempre questa fame e la stessa è quello che lo porta a darsi agli spiriti.
E poi la sente lo stesso. Era predestinato in un circolo vizioso?

Daniel Travis
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Re: Fame

Messaggio#12 » domenica 26 aprile 2020, 16:41

Rompo il ghiaccio dicendo che mi è piaciuto dove sei andato a parare. Una cosa mi lascia perplesso, ma devo complimentarmi per la scelta di rendere il limite della traccia un qualcosa di concreto, per i personaggi, e metaforico per il contesto generale della storia. Per il fisico, quello che sono disposti a perdere pur di avere qualcosa. Un arto, un pezzo del tuo aspetto, un conoscente, un amico, un amore...

Grazie mille per il complimento - come ho accennato sopra, ho solo sfruttato fonti meno usuali di quelle che leggo di solito in giro, ma ho pochi meriti riguardo l'idea.
Ci sta la domanda se possa valerne la pena, posti i costi, ma tu stesso ci mostri che non vengono solo quelli come il protagonista a stringere questi accordi faustiani. Viene anche chi è in buona fede, o per disperazione. Sarebbe facile dire che gli spiriti nella grotta sono malvagi, ma non posso dirlo.
Non li ho visti costringere nessuno; ti pongono un prezzo, ma pagarlo sta a te. E alla fine, almeno così è stato per il protagonista, diventi uno di loro.

L'economia delle ombre è basata sulla fame: soddisfano i tuoi appetiti, tu soddisfi i loro.
A nessuno dei due, di base, frega granché della moralità dell'altro.
Curioso che già due commenti si concentrino su questo, visto che il testo non parla di "giusto" o "sbagliato" ma di "abbastanza" e "troppo", mi dà da riflettere.
E qui la mia domanda; cos'era la sua fame? Ambizione? Egoismo? Quello che ha avuto sono tutte cose che potrebbe aver ottenuto da sè, senza rivolgersi a loro, ma che ha scelto di prendere in questo modo, una volta dopo l'altra. Però, sente sempre questa fame e la stessa è quello che lo porta a darsi agli spiriti.

DIci che avrebbe potuto ottenere da sé soldi, cibo, alcool, donne, uomini e anni di viaggi continuativi. Eppure, quanti di noi hanno queste cose tutte insieme, nella loro vita, senza doversi asservire a un lavoro fisso? Quanti di noi sono certi di poterle ottenere quando vogliono, pagando in chili di carne anziché scommettendo sul proprio tempo?
La sua fame non era né ambizione né egoismo; era fame. Fame di vita, proprio come implica il protagonista, tanto forte da rinnegare ogni possibilità di compromesso (come, ad esempio, gli obblighi lavorativi). Ci sono miriadi di persone così, nel mondo, ed è più facile sentire questo tipo di attrattiva per chi non ha molto in partenza: il desiderio di avere tutto ciò che vedi, e subito, prima che sparisca.
E poi la sente lo stesso. Era predestinato in un circolo vizioso?

Non sta a me dire se il protagonista fosse predestinato a un circolo vizioso o meno; di certo, i suoi insaziabili appetiti non erano nulla di innaturale, o di tanto raro. Catastrofi su catastrofi ci attenderebbero se più persone sapessero delle ombre nascoste in fondo alla cava, e non temessero le conseguenze...
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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Re: Fame

Messaggio#13 » lunedì 27 aprile 2020, 15:19

Ciao Riccardo! Il tuo racconto parte da uno spunto che mi è piaciuto molto. Quella delle ombre che chiedono cose sempre maggiori fino a inglobare chi si rivolge a loro è un'idea affascinante e molto simbolica. Il desiderio (la fame, appunto) che consuma l'essere umano. Trovo che anche il finale sia molto buono: significativo, conclusivo e abbastanza inaspettato.
Sullo sviluppo anche tu hai scelto un racconto senza dialoghi e completamente raccontato (l'ho fatto anch'io in questa edizione), tuttavia è una scelta che porta con sé delle debolezze inevitabili. Per quanto sia affascinante, una scena o un elemento puramente raccontato ci coinvolge quasi esclusivamente a livello intellettuale, lasciandoci lontani emotivamente (credo), quindi risulta meno interessante di quanto potrebbe essere potenzialmente. Inoltre il passaggio:

"Era fatta di fauci voraci e occhi famelici, di sorrisi obliqui e lingue lunghe quanto lampioni; di spiriti maligni e streghe disincarnate."

non mi è piaciuto. Una descrizione vaga, paradossalmente non descrittiva, che butta lì concetti e cose per spiegare qualcosa che non ha una spiegazione. Non ci dice da dove arrivano davvero le Ombre e non aiuta a farsi un'immagine perché troppo vaga. Capisco la tua intenzione di rendere qualcosa di mistico difficile da inquadrare, ma una descrizione così mi sembra superflua o, addirittura, pigra. Insomma, non ha un buon effetto su di me. Lo dico per darti un feedback, non per fare una critica.

Sempre per effetto del "raccontato" (credo) ho la sensazione che, verso la fine, il personaggio narrante sia poco coerente o, comunque, non mi convince molto quando parla di "allontanare la memoria dei miei peccati". Non ho visto la pena emotiva che lo affliggeva fino a quel momento nonostante tutto quello che compiva, quindi quella frase mi ha un po' stonato.
Una buona idea che forse soffre un po' della scelta narrativa. Ma bisogna sperimentare.
Alla prossima!

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Re: Fame

Messaggio#14 » martedì 28 aprile 2020, 19:09

Ciao Daniel, davvero un buon lavoro. Ho trovato alcune cose che hanno fatto storcere il naso ad altri, davvero stuzzicanti, il che significa soltanto che non accontenteremo mai tutti, bisogna farsene una ragione. :) Intanto mi piace la parte iniziale “bere, fumare masticare e scopare” è un’immagine di una incredibile nitidezza. Mi piace anche che il suo desiderio più grande sia rimasto sospeso, anche perché “fame” può essere molte cose, anche la fame di un patto se sei un’ombra. O comunque rientra nel classico da manuale in cui il diavolo ti fotte con le postille scritte in piccolo del suo contratto. Insomma mi è piaciuto tutto, l’idea, la realizzazione, la prima persona, il senso di vuoto che rimane alla fine, tranne in momentaneo cambio di punto di vista con la ragazzina. Non perché non funzioni, anzi, nella trama ci sta, si regge bene. Non mi piace come lo hai realizzato. Non saprei nemmeno cosa consigliarti per renderlo meglio, per la verità, ma lo stacco tra lui che si sacrifica come un ludopatico all’ultimo stadio e la ragazzina stride. Forse potresti farci vedere lui come ombra da prima dell’arrivo di lei. Non lo so, ma ci dovresti lavorare su. In ogni caso un’ottima prova.
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Re: Fame

Messaggio#15 » mercoledì 29 aprile 2020, 23:50

Premetto che non ho ancora letto tutti i racconti, quindi non mi sbilancio, ma cazzo Riccardo mi è troppo piaciuto! Questo è il genere di incubi che popola la mia mente, qualcosa che piano piano ti divora, anzi peggio, lascia che ti divori da solo rinunciando a tutto per avere in cambio l'illusione di qualcosa di più. Davvero una prova pazzesca. Mi piace il tuo climax che ho immaginato con una voce calda, roca e profonda, affamata ma con qualcosa di rassegnato. Porca miseria bello vero!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Re: Fame

Messaggio#16 » lunedì 4 maggio 2020, 21:16

Questo è uno di quei casi (e tu ne sei maestro) in cui simbolico e storia si incontrano in un tutt'uno che non blocca il lettore dandogli la possibilità sia di godersi una trama compiuta che di approfondire andando a disvelare il significato che ci hai nascosto dentro. Non vedo punti deboli e il tema è affrontato in modo ottimale. Per me un pollice su.

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