Il Sogno di Volare

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daniele.mammana-torrisi
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Il Sogno di Volare

Messaggio#1 » martedì 21 aprile 2020, 0:09

Il Sogno di Volare

Lancio dell’Arciere copriva in lungo l’intera portata di Mare Tranquillitatis.
Costruirlo aveva spinto l’ingegno e l’intraprendenza umana ad estremi storici. Il suo costo, stimato in centinaia di miliardi di Unìt, era secondo solo a quello della nave che avrebbe lanciato.
Per realizzare quelle due monumentalità si era attinto dalle casse di tre corpi celesti, dalle sponde della Terra fino alle estremità di Valles Marineris. Ad un passo dal lancio, riposavano sotto mezzo milioni di luci e gli occhi di tre volte tante telecamere.
Gli artisti avevano voluto la loro parte, ornando il corso della rotaia con molte statue. In cima al generatore, oltre un Armstrong e un Gagarin uniti nell’incoccare una freccia, l’ornitottero di Da Vinci spiccava il volo. Affiancavano l’allungo della rotaia il primo aereo dei Fratelli Wright e il primo jet a reazione, superati dai grandi razzi della Guerra Fredda.
I coraggiosi rover marziani li seguivano, ricordando il tempo in cui raggiungere Marte era stata un’impresa, poi venivano le sonde che avevano mappato Sol. Alla fine della rotaia, manifestando fisicamente il confine che quel giorno sarebbe stato varcato, c’erano le antiche Voyager.
Il direttore tornò al grande conto alla rovescia, alto sopra alle teste dei presenti nella torre di controllo. Accanto c’era la diretta con la cabina di pilotaggio, dove gli ultimi controlli pre-volo stavano venendo ultimati.
«Signor Aki, siamo in onda», gli sussurrò un’assistente. Ovvio, si aspettavano che lui dicesse qualcosa o che avesse un discorso già pronto. Sarebbe stato imbarazzante se non l’avesse avuto. O se le cose fossero andate altrimenti, vanificando gli sforzi fatti per arrivare lì.
«Sarò breve», occhieggiò il conto alla rovescia. «Quella di oggi è una data storica. Sin da quando i nostri antenati si sono mossi su due piedi, è stato insito nell’animo umano il desiderio di scoprire cosa c’è al di là dell’orizzonte.»
Il primo dei piloti alzò un pollice. I sistemi principali erano in regola. Scaricando a terra una cascata di tremori, i diciotto reattori a fusione fredda s’animarono. La rotaia elettro-magnetica fremeva animata da un’intensa luce azzurra.
«Il limite di una generazione è stato l’obbiettivo da superare per i suoi figli. Quello di oggi è uno spartiacque, l’inizio della nostra storia come specie interstellare. Piangerà la Madre Terra, sapendo che per la prima volta i figli dei suoi figli non nasceranno all’ombra della sua orbita. Si rallegrerà l’intera specie sapendo che da oggi, una parte di lei vive tra le stelle del cielo.»
Scoperchiò il pulsante, carezzandolo con l’indice. «Non solo sopravviveremo a noi stessi, ma saranno più piccoli i vecchi giganti e nuovi i limiti che dovremo superare. Spicchi il volo questo Grande Uccello e riempia l’universo di meraviglia. Neo-Genesi, luce verde al decollo.»
Dato il ricevuto, la nave incrociò la rotaia. Il regime super-sonico cedette all’ipersonico e poi alla velocità di fuga, scavalcandola per cifre sempre più grandi. Guadagnata altitudine, la nave fu attraversata da un grande arco elettrico, frutto del suo cuore pulsante.
E lo spazio si aprì innanzi alla prua, attraendola in uno strappo luminoso. La prima nave-colonia superluminale del Genere Umano era salpata.



Torrisi Daniele
Ultima modifica di daniele.mammana-torrisi il martedì 21 aprile 2020, 0:14, modificato 1 volta in totale.



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antico
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#2 » martedì 21 aprile 2020, 0:12

Ciao Daniele! Caratteri e tempo ok anche per te! Buona Patrizia Rinaldi Edition!

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Andrea Partiti
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 12:20

L'idea funziona, è un momento chiave di un futuro che possiamo immaginare come illuminato e positivo con scienza e arti parimente valutate e un sistema solare popolato e collaborativo per superare i suoi limiti.
Mi piacciono queste ambientazioni positive, perché siamo pieni di distopie nella letteratura e un'utopia di tanto in tanto fa bene.

Semplificherei molto il linguaggio. Va bene nei dialoghi, perché crea un'atmosfera più ufficiale e grandiosa per il momento, ma avere una voce narrante più semplice semplificherebbe la lettura e renderebbe il racconto più scorrevole, a partire dall'incipit che è davvero pesante "Lancio dell’Arciere copriva in lungo l’intera portata di Mare Tranquillitatis", secondo me puoi riformularlo senza quel "coprire in lungo l'intera portata". "Lancio dell’Arciere riepiva/tagliava il Mare Tranquillitatis", o una variazione. Crea un'immagine simile, è più lineare, lascia libertà di immaginazione.
(Anche "Da Vinci" non puoi usarlo come un cognome moderno, chiamalo Leonardo).

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#4 » sabato 25 aprile 2020, 0:06

Ciao, Andrea!
Ti dirò; di solito io scrivo, se non direttamente l'opposto, allora molto lontano dall'utopia. La distopia "pura e semplice" mi è diventata un po' soffocante dopo troppi anni dentro il fandom di Warhammer: 40.000, ma di mio viro verso setting e ambientazioni più pessimiste o danneggiate.
Qui, però, volevo fare una cosa diversa. Anche in virtù del fatto che Minuti Contati è un po' una palestra dove provare e per una traccia che offriva un'interessante possibilità, ho deciso che questa storia sarebbe stata una delle più positive tra le mie. Ecco, quindi, un futuro dove ci siamo riusciti.
In questa storia la razza Umana ha scavalcato il limite del suo Sistema Solare e della velocità della luce, arrivando a quel futuro interstellare che oggi è ancora lontano.

Su quell'incipit ho versato mezzo litro di sangue e alla fine renderlo più digeribile era così semplice! Ne avrò provati cinque o sei diversi, alla fine arrendendomi su quello che mi sembrava rendesse di più l'idea delle dimensioni di Lancio dell'Arciere. Magari in Laboratorio potrei ampliare un po' questo scritto e buttare dei dettagli extra, perché è qualcosa d'immenso. Penso proprio che seguirò il tuo consiglio. Per lo stile in toto, alleggerirlo è una cosa con cui sto facendo a pugni da un po' di tempo! Devo dire, volevo un po' di grandiosità.
Ti ringrazio per il commento e mi fa piacere che ti sia piaciuto! ^^

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Pretorian
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#5 » sabato 25 aprile 2020, 0:40

Ciao, Daniele e piacere di leggerti.
Il tuo racconto presenta un problema bello grosso, ossia che in sostanza non succede praticamente nulla. Guarda bene: la storia è almeno per metà un gigantesco infodumo che spiega cosa sia il Lancio dell'Arciere, come è stato costruito e come è decorato. Un altro quaranta per cento è occupato dai dialoghi dei due personaggi che celebrano l'evento e il restante è costituito dall'evento... che quasi non vediamo, perché il tutto si riduce a una frase striminzita. Le priorità che hai dato alla narrazione vanno riviste, soprattutto quando i caratteri sono pochi. Meglio concentrarsi sull'azione, perché le descrizioni senza azione lasciano il tempo che trovano.

Alla prossima1

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#6 » sabato 25 aprile 2020, 20:57

Pretorian ha scritto:Ciao, Daniele e piacere di leggerti.
Il tuo racconto presenta un problema bello grosso, ossia che in sostanza non succede praticamente nulla. Guarda bene: la storia è almeno per metà un gigantesco infodumo che spiega cosa sia il Lancio dell'Arciere, come è stato costruito e come è decorato. Un altro quaranta per cento è occupato dai dialoghi dei due personaggi che celebrano l'evento e il restante è costituito dall'evento... che quasi non vediamo, perché il tutto si riduce a una frase striminzita. Le priorità che hai dato alla narrazione vanno riviste, soprattutto quando i caratteri sono pochi. Meglio concentrarsi sull'azione, perché le descrizioni senza azione lasciano il tempo che trovano.

Alla prossima1


Ciao, Pretorian!
Innanzitutto, grazie per il commento e le critiche osservazioni!

In realtà, ecco, l'azione non l'avrei potuta tirare tanto per le lunghe. In qualsiasi maniera volessi porla, in sè per sè, sarebbe stato comunque "e quindi la nave salpa. Fin." Quello che fa la nave non è il succo della narrazione, ma il suo punto conclusivo, il termine del viaggio idealizzato che viene compiuto. Se noti, non ho nemmeno detto dove stia andando, quante persone sono a bordo, quanto ci metterà a stabilire una colonia o simili nozioni.
Perché non sono importanti. Puoi immaginare che vada dove più e meglio vuoi, in quanto tempo ritieni adatto, con tanti coloni quanti ne basterebbero ad una qualsiasi storia che le faccia da seguito.
L'infodump, come l'hai definito, e il discorso del Direttore sono l'azione del testo. Non una diretta, ma una riflessa; è il viaggio compiuto fino ad ora, dalle prime macchine ai rover, che ha davvero il grosso delle terminologie del movimento e del fare qualcosa, ma non a caso.
L''azione è, in buona parte, la loro. E, tramite loro, del genere umano. La nave è solo un'altra freccia sparata nell'infinito, il valico di un limite precedente. Proprio per i pochi caratteri a disposizione, non aveva molta praticità mettere questa storia da un POV attivo. Li avrei finiti prima di arrivare al dunque, o rendendoli così striminziti da farli a malapena degli accenni.
Era, insomma, più un volerla raccontare nel modo che ho ritenuto fosse più efficace con quello che avevo a disposizione.


Circa il dialogo tra i due personaggi...
L'assistente ha detto la gran meraviglia di una frase. Alla quale il direttore nemmeno replica direttamente, dato che poi parte con il suo discorso, che è la spiegazione del concetto mostrato dal Lancio. Se non fosse che la sua frase suscita una risposta indiretta nel Direttore, non sarebbe nemmeno definibile come dialogo perché non gli risponde direttamente. Magari la vicinanza delle varie parti del discorso di Aki possono essere riviste, sotto questo punto di vista.

Mi hai dato degli spunti su cui lavorare, pertanto ti ringrazio! ^^

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Gennibo
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#7 » lunedì 27 aprile 2020, 11:31

Ciao Daniele, questo tuo racconto mi è abbastanza piaciuto, anche se ho fatto un po’ fatica a seguire la storia, però trovo che sul finale prende ritmo e decolla.
Vista la partenza pensavo fossimo in un posto immaginario tipo “Trono di Spade”.
Carino l’impianto scenografico con i vari monumenti, simboli dell’evoluzione storica del volo.
Penso che il taglio giornalistico del tuo racconto che è buono, lo renda però un po' freddo.

egle.demitri
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#8 » lunedì 27 aprile 2020, 17:23

Ciao Daniele
Secondo me ci sta che in tremila battute si scelga di concentrarsi su di una scena e che quindi l’azione sia minima. La storia, come dici tu, è, quella riflessa, dell’avventura umana nello spazio.
Mi piace anche la scelta di non fornire al lettore dettagli sulla missione: destinazione, equipaggio ecc. Qualche imprecisione, dovuta al tempo a disposizione e ai “tagli” che anche tu avrai dovuto operare sul testo.

Emamela
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#9 » lunedì 27 aprile 2020, 17:30

Ciao Daniele,
per me il tuo racconto funziona. Avendo pochi caratteri e un’azione unica, hai portato chi legge a entrare nella scena, descrivendo molto bene l’ambiente intorno con un sacco di spunti d’arte e di scienza. Ho trovato il linguaggio un po’ complesso, ma forse è un problema mio. credo che dietro questo racconto ci sia una grande storia!
A presto
Emanuela

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#10 » lunedì 27 aprile 2020, 19:29

Ciao, Gennibo!

Innanzitutto, grazie per il commento! Mi dispiace ti sia stato un po' difficile seguire la storia, si cercherà di essere più chiari per le prossime volte! Quella sul finale, visto il tema del mio scritto, è una battuta involontaria? xD
Circa la partenza in un luogo immaginario... sì e no. Nel senso, Mare Tranquillitatìs è una località geografica della Luna che esiste davvero, e fu dove Apollo 11 allunò.
Penso che, dentro la storia che ho scritto, inseguendo proprio l'idea di limiti e trampolini, lo sforzo umano volto a lanciare la Neo-Genesi abbia ritenuto che il sito dell'allunaggio fosse un perfetto, simbolico punto di lancio e lì hanno costruito il Lancio dell'Arciere, una rotaia elettro-magnetica d'accelerazione. Considerando che M. Tranquillitatìs è ampio più di 800 chilometri e il Lancio lo copre tutto in lungo, la nave deve essere qualcosa di enorme.

Mi fa piacere che l'impianto scenografico ti sia piaciuto. Con più spazio e cura, avrei aggiunto altri dettagli lungo la rotaia, da Icaro alle mongolfiere, ma per l'occasione andava bene così.

Ciao, Egle!
Sì, il senso è riflesso. Più che la mera avventura spaziale, che in sè è il culmine di un percorso e l'inizio di un altro, quella che il lancio racconta è la storia del volo. Appunto, il Sogno di Volare, citando il Manuale del Volo di Leonardo da Vinci. E quando il cielo non basta più si può solo salire, no?

Ciao, Emamela!
Mi fa piacere che tu abbia apprezzato l'ambiente! Per il linguaggio, eh, non volevo essere né troppo difficile né troppo facile ma sarà da aggiustare un po' il tiro!

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Wladimiro Borchi
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#11 » martedì 28 aprile 2020, 11:47

Ciao Daniele,
Il racconto non è malaccio.
Sinceramente non sono troppo avvezzo a leggere di fantascienza, se mi togli Dick e Asimov ho chiuso, per cui faccio sempre un po' fatica a calarmi in ambientazioni zeppe di oggetti e concetti "futuribili". Non so se mi sono spiegato.
Peraltro, gli autori di fantascienza, Dick in prima linea, tendono sempre a descrizioni dettagliate dirette a catturarti nell'ambientazione creata (in alcuni casi al limite dell'infodump). Faccio sempre uno sforzo immane per seguirli e spesso, dopo un paio di paragrafi, tendo a saltare all'azione.
Condivido la critica di Pretorian: descrivi un sacco e prepari un evento a cui alla fine assistiamo solo marginalmente.
Peraltro manca un twist o una chiusa che giustifichi il racconto.
Non che debba esserci per forza ma è come se dicessimo: attenzione parte il missile... eccolo che parte... partito!
Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, che dopo tutta la preparazione succedesse l'irreparabile.
A rileggerci presto
Wladimiro
IMBUTO!!!

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giulio.marchese1
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#12 » martedì 28 aprile 2020, 20:32

Ciao Daniele,
Mi dispiace dire che il racconto non mi è piaciuto, l'ho trovato un po' pesante. In fondo, com'è stato fatto notare, si tratta di una serie di informazioni su una nave spaziale che a un certo punto parte. Questo a me non basta, non mi lascia molto, avresti potuto rendere il tutto più dinamico grazie al punto di vista: ad esempio potevi spiegare tutto dal punto di vista del direttore condendo il tutto con osservazioni di carattere personale. L'azione sarebbe stata comunque poca ma ci sarebbe stata l'introspezione di un personaggio, la sua percezione del lancio. Lo stesso avresti potuto fare con il pilota o con un membro qualsiasi dell'equipaggio. Magari avresti dovuto tagliare qualche informazione per ragioni di spazio ma avresti potuto rendere il tutto più visivo con una donna che guarda fuori dall'oblò e vede le statue o con un bambino che si arrampica su un albero per assistere al lancio. Sono banalità ma, secondo me, non è vero che siccome c'è una nave che a un certo punto decolla sia necessariamente una scena statica, si possono comunque introdurre personaggi che siano più che comparse o elementi dinamici che ci facciano immergere nella scena. Ovviamente il gusto non si discute, ma purtroppo il tua racconto non ha incontrato il mio.
Ultima modifica di giulio.marchese1 il giovedì 30 aprile 2020, 19:57, modificato 1 volta in totale.

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#13 » giovedì 30 aprile 2020, 7:05

Ciao Daniele. Piacere di ritrovarti.
Il racconto è scritto bene e ha anche una bella atmosfera di epicità e un buon linguaggio tecnico.
Il problema, per quello che mi riguarda, è che si va semplicemente da un punto A a un punto B senza momenti di tensione o plot twist. In racconti così brevi non è facile, ma il lettore, soprattutto noi che bazzicchiamo MC, si aspetta sempre quell'elemento che stravolga tutto o che faccia cambiare rotta alla storia, donandole originalità.
Peccato che manchi questo guizzo. Per il resto, quindi, godibile e sufficiente.

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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#14 » giovedì 30 aprile 2020, 19:33

Ciauuu Dany u.u
Sapendo i retroscena e il significato di questo racconto, e come si collega a un sacco di altra roba, mi è abbastanza difficile restare neutra, ma ci provo. Fantastiche le immagini, l'atmosfera è ben descritta e mi è davvero piaciuta molto, come anche tutti i riferimenti alla storia dell'esplorazione spaziale (però la prossima volta aggiungi Korolev e Von Braun u.u). Il tema c'è e, anche se non è preso nell'accezione più originale di sempre, è centrato.
La cosa che non mi ha fatto impazzire del racconto è il fatto che non ci sia molta tensione. Non c'è un qualche tipo di rivelazione finale o rovesciamento di sorta, quindi il racconto appare molto lineare - parte da A e arriva a B senza far trattenere più di tanto il fiato nel processo. Ma non mi lamento, è bello vederti scrivere qualcosa di non orribilmente drammatico, ogni tanto!
Poi vabbè, la voce pomposa con cui è raccontato non è particolarmente la mia cosa preferita, ma è di Adam Aki che stiamo parlando... xD

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antico
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#15 » martedì 5 maggio 2020, 18:26

Ordunque... Di sicuro, l'immagine rimane impressa, ma ci sono due criticità che voglio condividere con te e riguardano il modo attraverso il quale rimangono impresse. 1) parti con una quasi esplicita citazione da IL TRONO DI SPADE perché quel LANCIO DELL'ARCIERE fa tanto APPRODO DEL RE e questo fa sbandare il lettore una prima volta. 2) il discorso di Aki sembra quasi fare il verso a quello di del professor Brand di Interstellar, leggendolo non ho potuto non pensarci. E sia chiaro che, di per se, questi due appunti possono essere quasi presi per complimenti, ma nel momento in cui evocano nel lettore voci diverse da quella che dovrebbe essere la tua specifica, allora no, sono dei malus. C'è una grande potenza in te, ma a volte, mi sembra, cedi ancora a influenze che ti arrivano dall'esterno. Se posso darti un consiglio: lavorerei su quello. Tornando al racconto: come ho detto, l'immagine è forte, la scena ben delineata, il messaggio valido. Per me un pollice tendente verso l'alto anche se in modo un pelo stirato.

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#16 » venerdì 8 maggio 2020, 13:29

Ciao, Antico!
Tra l'avere ripreso a lavorare e un paio di altre questioni, solo ieri mi sono accorto della tua risposta. E prima di risponderti volevo trovare un momento di calma, così da non scrivere una risposta che potesse sembrare scocciata o senza garbo. Devo dire che, ad una sera di distanza, una parte di quello che mi hai scritto continua a pungere.
Ma spiego il motivo.

"1) parti con una quasi esplicita citazione da IL TRONO DI SPADE perché quel LANCIO DELL'ARCIERE fa tanto APPRODO DEL RE e questo fa sbandare il lettore una prima volta."
No.
La citazione la si è voluta vedere, il che è alquanto diverso. Ci sta la stessa ampia, enorme e chiarissima similitudine che può esserci tra Approdo del Re e Piazza del Plebiscito.
Ossia, sono due nomi di luogo. Lancio dell'Arciere non è diverso da Cape Canaveral o Baikonur. E' un nome, nello specifico il nome di un luogo, che è un sito di lancio. Se si fosse chiamato Lunar Launching Site Alpha sarebbe stato lo stesso, vale a dire il nome di un luogo.
Non c'è altra citazione che quella che si è voluta vedere, prendendo un nome reso famoso dalla serie televisiva e accostandolo ad un secondo nome che gli assomiglia per l'essere il nome di luogo composto da Azione-più-Soggetto. E difatti, se si fosse chiamato Piazza del Plebiscito, la struttura componente sarebbe rimasta la stessa.
E' un esempio semplice, ma basta a mostrare che si è voluta vedere una cosa che non c'è. Non c'è alcuna citazione, non ne ho messa una, non era l'intenzione e non avrebbe nemmeno avuto senso farlo essendo questo mio scritto e il Trono di Spade due storie diverse, con tematiche differenti, in contesti agli antipodi.

"2) il discorso di Aki sembra quasi fare il verso a quello di del professor Brand di Interstellar, leggendolo non ho potuto non pensarci."
No, di nuovo. Sorvolando sul fatto che non ho visto Interstellar e non conosco questo professor Brand, non gli fa alcun verso perché non viene da lì, non è ispirato da quello e non dipende da un film, ma da due istanze reali.
Scovarle poteva non essere semplicissimo, pur essendoci tutti gli indizi necessari nella storia.

Il discorso di Aki è un rimaneggio di quello che il presidente Nixon scrisse nell'eventualità, più che plausibile, che la missione Apollo 11 incappasse in un catastrofico fallimento lasciando gli astronauti bloccati sulla Luna.
https://www.archives.gov/files/presiden ... -6-1-2.pdf
E qui lo si può vedere. Nessun professor Brand, nessun Interstellar. Aki sta prendendo quello che fu scritto in caso di fallimento e lo sta declinando per un successo storico.
Anche se una cosa suscita una qualche somiglianza, non vuol dire che questa ci sia. Al di là che gli indizi ci sono, perché il lancio parte del sito stesso dell'allunaggio, appare una statua di Armstrong e sono due punti che possono stimolare una ricerca circa l'Allunaggio e scoprire la citazione a quel discorso in caso di fallimento, ciò a cui fa il verso è letteralmente tutt'altro, ma legato non ad una fonte esterna ma ad un evento del passato di questa stessa storia.

Peraltro, il discorso prosegue citando -davvero- che cosa?
Il Manuale del Volo.
Aki, dopo, di nuovo, non cita Interstellar ma uno scritto di Leonardo da Vinci. Il Manuale del Volo, che il compositore Christopher Tin ha trasformato in una musica per Civilization VI, cioè Sogno di Volare. Il Monte Ceceri è il punto dal quale Leonardo lanciò il suo ornitottero, il Grande Uccello come lo menziona lui stesso, segnando il primo volo umano effettivamente riuscito.
Pigli il volo/questo Grande Uccello/e riempia l'universo di meraviglia.
Aki sta citando quei due punti, non altro.


Questi due chiarimenti vengono dopo le classifiche, così da non influenzarle, ma ho ritenuto fossero dovuti. Ti ringrazio per il commento, in ogni caso, e ci rivediamo al prossimo MC! ^^

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antico
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Re: Il Sogno di Volare

Messaggio#17 » venerdì 8 maggio 2020, 16:58

Uh oh, sul discorso di Aki mi hai preso totalmente in contropiede, lo ammetto.
Sulla questione APPRODO DEL RE / LANCIO DELL'ARCIERE, invece, si apre una bella tematica: il fatto è che, volente o nolente, aprendo un racconto breve con quel nome hai corso il rischio di richiamare alla mente di una parte dei lettori quel particolare tipo di atmosfera e prodotto. Poco importa che la cosa sia stata inconsapevole, resta il fatto che se tocchiamo linguaggi usati da macroprodotti noi piccoli saremo sempre a rischio di vedere sminuito il nostro lavoro. Ne consegue che, per quanto possibile, l'ideale è di cercare di evitare tali trappole. Penso che sia argomento sul quale si potrebbe aprire un bel dibattito... Che dici, lo portiamo sulla pubblica piazza del gruppo fb? :)
Riguardo INTERSTELLAR, invece... Guardalo porcamiseria! Dovrebbe fare parte dei testi base :D

Ps: mi spiace se il contenuto di quanto ti ho scritto nel primo commento ti ha in qualche modo infastidito, c'è da dire che cerco sempre di essere il più possibile sincero e in questo caso mi è sembrato davvero che la tua voce, ancora in formazione per la tua giovane età, ma già chiaramente visibile, si fosse un pelo oscurata rispetto agli ultimi racconti.

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