Hybris

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Dario17
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Hybris

Messaggio#1 » martedì 21 aprile 2020, 0:27

«Aumenta la potenza.»
«No.»
L’ingegner Tau sperò di aver finalmente chiuso la questione con Omega.
Per qualche secondo aveva creduto di avercela fatta: i suoi neuroni bio-sintetici avevano cominciato a rilasciare della serotonina artificiale.
«Aumenta la potenza, ti ho detto!» sbraitò Omega, picchiando il pugno sulla lastra di vetro-acciaio che, insieme ad altre cinque facce, lo teneva imprigionato in un enorme cubo levitante.
La porta della Sala Motori si aprì, concedendo il passo alla professoressa Sigma.
Si avvicinò all’ingegnere e gli mostrò una pletora di dati sul suo tablet di bordo.
«La velocità è calata di un altro 2%.»
«Male.» sussurrò Tau.
«La missione è a serio rischio, ora.»
«Professoressa! Se a quell’androide non hanno montato le palle, lo faccia lei! Aumenti l’aspirazione di energia da questo Cubo, altrimenti non raggiungeremo mai l’obiettivo!»
Sigma si incupì, poi si rivolse all’ingegnere.
«Come fa a saperlo?»
«Evidentemente sotto la scorza da spaccone problematico che aveva sulla Terra, Omega è davvero una Pila di primissimo livello. È riuscito, tramite il Cubo, ad instaurare una vera e propria connessione neurale con l’astronave. Sa tutto quello che succede, anche se è rinchiuso lì dentro da quasi quattro anni terrestri.»
Sigma si avvicinò al Cubo che in quel momento fluttuava diversi metri sopra la sua testa.
Omega si piegò sulle gambe e guardò la professoressa dall’alto in basso, tramite il pavimento trasparente.
«Avanti, Doc. So benissimo che lei vuole raggiungere la galassia di Andromeda. Essere una dei primi terrestri a metterci il naso dentro, spostare l’asticella della conoscenza umana un po’ più in là…Avanti, prema quel tasto…»
«Se lo facesse…» disse Tau, avvicinandosi anche lui ed affiancandosi alla donna «Il Cubo ti prosciugherebbe. Per quanto tu sia una brava Pila, hai zero probabilità di sopravvivere.»
«Questo lo dici tu, robottino.» berciò Omega, alzando le braccia. «Ops! mi sa che ti sei allontanato troppo dalla plancia dei comandi.»
«Cos…?»
Omega staccò di netto uno dei cavi piantati nel torace congiunti al Cubo e se lo piantò di prepotenza nella nuca.
«Sta tentando di forzare manualmente i comandi! Fermalo!» urlò Sigma.
Tau non fece in tempo. In un istante il Cubo si illuminò di luce incandescente, gli enormi cilindri del motore presero a ronzare feroci ed un sussulto fece sobbalzare l’intera astronave, preda di una nuova spinta propulsiva.
«Visto, doc? Tutto bene! Alla fin fine i limiti sono solo nella nostra test…» sproloquiò Omega, prima di lanciare un urlo orrendo. L’uomo Pila contrasse i muscoli del corpo sempre più gonfi, occhi e bocca gli si inondarono di sangue scarlatto che cadde a fiotti.
Una voce artificiale si propagò per la sala motori.
«ARRIVO PREVISTO TRA VENTUNO ORE…LOCALIZZATI 2120 PIANETI ADATTI AD UN ATTERRAGGIO…PREPARARSI A DE-IBERNARE L’EQUIPAGGIO…»
L’ingegner Tau e la professoressa Sigma incrociarono lo sguardo.
«Non posso fermare la nave a questa velocità nello spazio aperto. È possibile farlo senza rischi solo nell’atmosfera del pianeta scelto per l’atterraggio.» sentenziò Tau, con voce bassa.
Sigma si sedette sul pavimento, in silenzio. Ed in attesa.
Per tutte le ventuno ore, la dottoressa e l’ingegnere percepirono nettamente tra gli urli laceranti di Omega delle vere e proprie risate di gusto.



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antico
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Re: Hybris

Messaggio#2 » martedì 21 aprile 2020, 0:30

Ciao Dario! Tutto ok anche per te con i parametri, buona Patrizia Rinaldi Edition!

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Massimo Tivoli
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Re: Hybris

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 16:13

Ciao Dario. Ho riletto il tuo racconto tre volte perché, credimi, mi dispiace sempre fare la figura del lettore che non capisce. Intimamente, non lo attribuisco mai all’autore ma sempre a una mia incapacità come lettore. Tuttavia, non posso neanche far finta di non aver capito nulla, commentando in maniera generica e, ancora più grave nei tuoi confronti, falsa.
Mi dispiace davvero tanto, ma non ho particolari commenti da farti per aiutarti a migliorare il testo per i lettori “tonti” come me, perché davvero ho fatto – e faccio ancora – difficoltà a capire la vicenda. Proprio per non fare scena muta, posso condividerti quella che è la mia vaga impressione, per quello che può valere considerato che si basa su una incomprensione totale del testo: mi sembra che questa storia non possa essere schiacciata nel “limite” di battute imposto dal contest. Un po’ lo dimostra l’incipit denso e bello carico di informazioni e, forse addirittura, nozioni che il lettore fa fatica a elaborare nel breve lasso di tempo di un racconto, appunto, brevissimo. Ti chiedo scusa per la scarsezza del mio riscontro. A rileggerci e spero che tu abbia più fortuna con gli altri lettori partecipanti al contest.

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Il Calmo
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Re: Hybris

Messaggio#4 » mercoledì 22 aprile 2020, 11:24

Sono francamente disarmato davanti a questo racconto perché purtroppo non ci ho capito molto.
Il titolo è importante, è un riferimento all’essere arroganti e troppo sicuri di sè per poi fallire miseramente ma qui io non riesco a ritrovarcelo.
Anche il limite, sì viene detto ma non riesco a capire bene il quadro generale.
Ci sono troppi nomi, troppi dati, troppo di tutto per poter essere chiaro.
Sono ovviamente solo mie impressioni soggettive ovviamente, può essere che sia io a non averci capito molto ma è la mia sensazione.
Anche chi sta parlando non si capisce se è umano o androide, è tutto davvero molto confuso.

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Dario17
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Re: Hybris

Messaggio#5 » giovedì 23 aprile 2020, 0:29

E ci risiamo, dopo due commenti mi ritrovo già condannato al fondo alla classifica pure per questo contest.
Ho fatto leggere questo racconto a più di una persona, tutte esterne a questo forum, e loro non hanno avuto nessun problema a capire la trama, i protagonisti, chi dica cosa e perchè, nonostante la limitazione di 3000 caratteri che di certo non aiuta.

Il primo commento si riassume in un diplomatico "non è colpa tua, sono io" da Ponte Milvio, il secondo è una bocciatura a 360°senz'appello.
Troppi personaggi? Sono solo tre.
Troppi nomi? Sempre tre.

TRAMA:
Un astronave ad energia "umana" è diretta verso Andromeda - L'energia per arrivare ad Andromeda non basta - Omega (la Pila umana) chiede di essere sfruttato più a fondo per rimediare, un ingegnere androide e una dottoressa umana si oppongono - Omega forza i comandi dell'astronave e si fa spremere - l'astronave accellera e può raggiungere la meta - Fine.
il Limite è sia quello dell'incognita spaziale da superare con l'esplorazione, sia quello fisico/mentale di uno dei protagonisti che deve superare, mettendo a rischio la sua incolumità, per la buonuscita della missione.

Eppure è una narrazione "disarmante". Mah.

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Massimo Tivoli
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Re: Hybris

Messaggio#6 » giovedì 23 aprile 2020, 7:50

Ciao Dario. La mia non è diplomazia, semmai educazione e un minimo di auto-critica che non fa mai male, eh. Secondo me te la stai prendendo troppo... guarda che in fondo MC è un gioco tra appassionati dove non c’è nulla da vincere o da perdere, e dove si può imparare (per es., a incassare il giudizio altrui quando questo non riflette quello che ci aspettavamo). Aspetta anche le letture degli altri: se proprio nessuno lo capirà o farà fatica, allora ti toccherà fare un bagno di umiltà e capire dove migliorare (se davvero ti piace scrivere), altrimenti vuol dire che siamo noi due – che ti abbiamo commentato sinora – a non essere i lettori giusti per questo micro-racconto. Dalla reazione mi sembri giovane. Dai, hai tutto il tempo per sperimentare e migliorare.
Ultima modifica di Massimo Tivoli il giovedì 23 aprile 2020, 14:20, modificato 4 volte in totale.

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Il Calmo
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Re: Hybris

Messaggio#7 » giovedì 23 aprile 2020, 8:11

Rimango ancora una volta "disarmato" davanti a un commento del genere!
Nessuno di noi due è stato scortese...ti abbiamo semplicemente detto che questo racconto per noi lettori non era chiaro e lo ribadisco anche dopo aver letto la tua spiegazione.
Mi verrebbe da pensare che il titolo sia forse una prerogativa più dell'autore che non della trama...ma posso sbagliare naturalmente!

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Il Calmo
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Re: Hybris

Messaggio#8 » giovedì 23 aprile 2020, 8:12

Il Calmo ha scritto:Rimango ancora una volta "disarmato" davanti a un commento del genere!
Nessuno di noi due è stato scortese...ti abbiamo semplicemente detto che questo racconto per noi lettori non era chiaro e lo ribadisco anche dopo aver letto la tua spiegazione.
Mi verrebbe da pensare che il titolo sia forse una prerogativa più dell'autore che non della trama...ma posso sbagliare naturalmente!


PS non ho scritto che è una narrazione disarmante ma che io sono disarmato rispetto a questa narrazione..ossia che evidentemente non ho le armi mentali per comprenderla

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Davide Di Tullio
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Re: Hybris

Messaggio#9 » venerdì 24 aprile 2020, 17:05

Ciao Dario

piacere di rileggerti. Ho dovuto tenere ferma la concentrazione per non perdere il bandolo della matassa. Il racconto tuttavia ha un suo pregio. Il gesto concreto di omega che collega il cubo alla testa per superare i limite spaziale assurge ha il valore simbolico del superamento dei limiti mentali. un passaggio interessante del racconto. Tuttavia la prima parte mi pare un po troppo articolata. Forse ci sono troppi soggetti in ballo, che si sovrappongono nell´alternanza dei dialoghi, che paradossalmente sono fin troppo realistici, dando la sensazione di una discussione dove non si capisce subito chi sta parlando. Secondo me rimettendo ordine ai dialoghi, magari inserendo qualche "beat" nel mezzo per identificare meglio il parlante, la chiarezza e la leggibilitá ne dovrebbe giovare.

a rileggerci presto!

viviana.tenga
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Re: Hybris

Messaggio#10 » sabato 25 aprile 2020, 17:32

Ciao Dario,
Commento dopo aver letto due volte il racconto e poi il tuo commento chiarificatore.
Purtroppo, anch'io durante la lettura ho fatto un fatica a capire cosa stesse succedendo. Provo a elencarti quelli che secondo me sono due punti critici:

- il mix di umani e androidi: il fatto che ci sia un'umana chiamata "professoressa Sigma" e un androide chiamato "ingegner Tau", ma nessuno dei due viene descritto esplicitamente, crea confusione. Prima di leggere il tuo commento avevo pensato che fosse androide anche Sigma, e che fossimo in uno scenario "alla Matrix" di macchine che sfruttano gli umani per produrre energia. Chiamare tutti con lettere greche non aiuta. Magari Tau potrebbe rimanere Tau e i personaggi umani avere nomi umani.

- i dialoghi. Riportare le battute senza specificare chi parla va bene finché i personaggi sono due, con tre comincia a essere complicato. In particolare, ci ho messo un po' a capire che la battuta "«Professoressa! Se a quell’androide non hanno montato le palle,.." era di Omega e non di Tau, e mi chiedevo chi fosse quest'altro androide a cui faceva riferimento. Questo perché hai inserito Omega nel mezzo di uno scambio tra Sigma e Tau senza esplicitarlo, e l'hai fatto all'inizio del racconto, quando ancora il lettore non ha inquadrato bene i personaggi.

Infine, tieni conto che la fantascienza è un tema particolarmente difficile da trattare in così poco spazio. Questo non vuol dire che non si possa fare, ma ci saranno inevitabilmente tante informazioni concentrate in poco spazio. Quindi, già di base il lettore deve fare uno sforzo in più per capire tutto, diventa davvero importante facilitargli la vita il più possibile.

Spero di essere riuscita a esprimere le mie critiche in modo costruttivo.

Daniel Travis
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Re: Hybris

Messaggio#11 » domenica 26 aprile 2020, 17:33

Premessa: il problema che incontro più spesso con le mie storie brevi, qui su Minuti Contati (più di rado altrove, a dire il vero), è il loro più o meno effettivo ermetismo.
Vuoi perché in una manciata di giorni si leggono tanti generi diversi, tanti autori, tante voci - alcune agli inizi, altre esperte, altre in piena sperimentazione -, vuoi perché certe tematiche o certi generi sono meno familiari, capita. 'Un si capisce.
Nelle ultime due edizioni, tutti i commenti lamentavano una mancata comprensione di testi che, per me e i miei beta reader casalinghi, erano limpidi quanto l'acqua dei canali veneziani al quarantanovesimo giorno di quarantena.
So quanto può essere frustrante, e ancora oggi mi scappa qua e là una risposta passivo-aggressiva, tanto per non tenermi la bile dentro. Confido che, dato il contesto, di rado qualcuno si offenda personalmente (spero che, più spesso, raccolgano il guanto della sfida).

Detto questo, il tuo racconto si capisce?
Sì: è una conversazione a tre, con due elementi d'ambientazione originali due che vengono spiegati e rispiegati e un finale dolorosamente didascalico, non la teoria delle stringhe.
La storia mi piace: mi piace la sua semplicità, soprattutto, che riflette la determinazione assoluta di Omega.
I nomi, in un'ambientazione originale, sono un problema parziale, quando uno dei tre personaggi è un androide - ma, funzionalmente, non ha niente di diverso dai personaggi umani. Se non gli dai nient'altro di distintivo, almeno il nome... - e un altro è una "pila umana". Non ci dai nessuna ragione di credere che Sigma non sia un'androide a sua volta, e quando le parti non sono indicate appropriatamente questo appesantisce la lettura (attenzione: appesantire ≠ rendere incomprensibile).
Al di là del difetto - assolutamente trascurabile - dei nomi, l'intero testo sembra una scena strappata via a una storia più lunga, in cui l'informazione era filtrata con più calma.
Non manca di potenziale.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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Laura Cazzari
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Re: Hybris

Messaggio#12 » martedì 28 aprile 2020, 9:19

Ciao Dario, il tema del limite sicuramente c’è ed è stato affrontato in modo originale. Credo però che il tuo racconto non fosse adatto ad essere rinchiuso in soli 3K. Sono contenta che tu non sia caduto preda dell’info-dump, ma purtroppo parli di cose estranee al lettore, come l’uomo pila, e non gli concedi il tempo per capire. Sinceramente ho avuto difficoltà a immaginare la scena, forse perché ti sei concentrato solo sull’azione e poco sul resto. Da migliorare.
Laura Cazzari

Kiljedayn
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Re: Hybris

Messaggio#13 » martedì 28 aprile 2020, 10:19

Ciao Dario, piacere di conoscerti!
Penso che il tuo racconto abbia un problema simile a quello "La Giostra", ovvero che mostri una grande passione per la fantascienza da parte tua. Condividendo questa passione, non ho trovato particolari difficoltà nel seguire la vicenda, nella quale ho rivisto alcune citazioni (ipotizzo) a Warhammer 40k (Tau), Overwatch (Sigma) e a Promare (la Pila umana), che sicuramente ho apprezzato. Dicevo, la vicenda l'ho colta piuttosto chiramente, ma penso che purtroppo non fosse una vicenda da tremila caratteri. Di fatto, sebbene si concluda appena dopo il superamento del limite, mi è risultata un po' vuota. Certo, Omega, viene "punito" per la sua superbia nel voler superare a tutti i costi il limite, ma cosa avviene a tutti gli altri? Sarebbe molto interessante scoprirlo. Forse sarebbe stato meglio se la cocciutaggine della Pila avesse provocato l'esplosione della nave, e il racconto fosse una sorta di registrazione della sua scatola nera, o l'ultima trasmissione inviata alla base. Non credo che il tuo racconto sia incomprensibile, penso solo che sia molto "settoriale" e che richieda un lettore piuttosto versato nel genere di riferimento.
Alla prossima!

Sybilla Levanti
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Re: Hybris

Messaggio#14 » mercoledì 29 aprile 2020, 16:24

Che dire Dario? Da fan di sci-fi trovo il tuo racconto bello bello. Hai uno stile pulito e armonico che rende la lettura piacevole e scorrevole. Da ex studente del classico ho amato la scelta del titolo come pure quella dei nomi dei protagonisti. Non trovo particolari difetti nel tuo racconto, forse avrei gestito diveramente la parte dei dialoghi, andando a capo o comunque creando uno spazio dedicato per farli risaltare rispetto al resto nella narrazione.

Well done!

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antico
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Re: Hybris

Messaggio#15 » venerdì 8 maggio 2020, 12:22

Prima cosa: ci sta reagire a commenti che non rispecchiano le nostre attese. L'ho fatto io stesso più volte nel corso delle mie partecipazioni e, nel tempo, ho imparato a non rispondere subito, ma a fare passare del tempo per "calmarmi" perché i nostri scritti sono "cose nostre" e sentirli criticare ci colpisce direttamente nell'intimo.
Detto questo, ci sta anche che in un contesto in cui si interagisce con autori di svariati generi, ci sia chi ha più strumenti per comprendere e apprezzare e chi non può proprio gradire e anche questo è importante perché ci fornisce un ritorno più variegato e completo.
I nostri beta reader possono apprezzare di più perché 1) sono già selezionati tra lettori che hanno gusti affini ai nostri e 2) ci conoscono e sanno già a prescindere cosa aspettarsi.
Io arrivo già dal campo della fantascienza e il testo mi è stato chiaro pur con le dovute precisazioni: 1) i nomi dei protagonisti sono tali da avermi fatto pensare da subito ad androidi e quando ho capito che ci fossero umani ho un pelo faticato a comprendere chi fosse chi, 2) ho apprezzato molto il tuon non inserire infodump, ma forse qualche semina più specifica ci sarebbe stata bene per permetterci di comprendere meglio soprattutto Omega e il suo passato, oltre al contesto più generale. Questo sono tutte criticità che mi portano a non stupirmi se il testo non è compreso da tutti, soprattutto da chi si muove in ben altri generi. Ma è proprio questo il valore aggiunto di un contesto (non contest) come Minuti Contati: quello di restituirti l'immagine che dei tuoi racconti arriva dal contesto più allargato della realtà.
Arrivando al giudizio: per me è un pollice tendente all'alto, ma al pelo pelo a causa delle criticità che ti ho rilevato.

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