La Cantina - Giulio Marchese

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giulio.marchese1
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La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#1 » martedì 21 aprile 2020, 0:45

Non scendere in cantina. La nonna era stata chiara, ma Alessia non voleva saperne di rispettare le regole. A soli 5 anni era riuscita a scalere l’ulivo più alto di tutto il giardino, impresa preclusa a bambini molto più grandi di lei. Persino suo cugino Marco, 7 anni, era stato costretto a rinunciare. Lei e la sua amica del cuore Carla dormivano spesso insieme nel podere della nonna. I genitori di Carla lavoravano sempre, e non sembravano dispiaciuti quando andava a dormire dalla sua amica.
– Dobbiamo aspettare che la lancetta piccola sia sul 12
– Qual’è il 12?
– Quello più in alto di tutti. A quell’ora sono sicurissima che nonna dorme, potremo scendere indisturbate.
– Ma sei sicura? Io mi spavento, ci sarà un motivo se ti ha detto di non scendere.
– Dai, non fare la fifona, ho visto nonna scenderci un sacco di volte e risalire con barattoli di cose da mangiare. Se ci scende lei che è vecchia...
– Va bene, hai ragione. Ma secondo te cosa c’è? Mio papà mi spiega sempre il perché delle cose, tipo: non mangiare troppa cioccolata perché poi ti vengono i brufoli.
– Non lo so, nonna non mi ha mai spiegato perché
Il pendolo in corridoio scandì la mezza notte, era giunto il momento di agire.
Carla, mentre scendeva le scale in legno che portavano dalla camera da letto all’ingresso, impugnava una spazzola con entrambe le mani stringendola a mo’ di spada. Camminavano in punta di piedi e, una volta in cucina, Alessia si servì un bicchiere d’acqua.
– Ne vuoi?
– No, grazie.
La bimba appoggiò il bicchiere quasi vuoto sul tavolo e aprì la porta della cantina.
Oltre la soglia era buio e c’era uno strano odore. Alessia cercò un interruttore ma non ne trovò alcuno, così decise di immergersi nell’oscurità.
– Dove vai? – disse Carla cercando di non urlare – Accendi la luce!
– Non trovo l’interruttore, magari è giù. Vieni dai.
Carla si guardò un attimo attorno, aveva dormito spesso dalla sua amica ma era comunque a casa di estranei e non voleva restare da sola in cucina, tanto meno tornarsene a letto. Così decise che la cosa migliore da fare era seguire la sua amica, dopotutto era casa sua.
Scesero lentamente, facendo estrema attenzione ad ogni scalino. La scala scricchiolava sotto il loro peso. Carla cercò davanti a sé la mano dell’amica, la trovò e la strinse con tutte le sue forze.
Alessia fece per scendere un altro scalino e quasi perse l’equilibrio.
– Cos’è successo?
– Siamo arrivate.
Anche Carla scese l’ultimo scalino mentre Alessia cercava un interruttore. La luce al neon sfarfallò e Carla non poté trattenere un urlo. Rapida Alessia le mise una mano sulla bocca. Erano circondate da figure spettrali che le fissavano con occhi vitrei. Entrambe avevano il fiatone per la paura. Alla fine la luce si assestò.
– Sono… animali!
– Animali impagliati, la mamma mi ha detto che era l’hobby del nonno.
– Quindi sono morti?
– Sì, sono impagliati. Non so di preciso come funziona.
Le due bambine, ancora tremanti, cominciarono a gironzolare tra gli animali.
– Un cagnolino – Carla lo toccò appena con la spazzola – Che schifo – adesso sorrideva.
Continuarono a guardarsi attorno, finché lo sguardo di Alessia non cadde su un tappeto logoro sul pavimento. Lo tirò via senza pensarci due volte, alzando una nuvola di polvere. Entrambe tossirono.
Sotto il tappeto c’era una botola.
– No, Alessia, no.
– Un’altra notte?
– Un’altra notte.



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antico
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#2 » martedì 21 aprile 2020, 0:50

Ciao Giulio! Secondo MC di fila dopo tanto tempo anche per te! Caratteri e tempo ok: buona Patrizia Rinaldi Edition!

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Puch89
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#3 » martedì 21 aprile 2020, 3:54

Ciao Giulio, è la prima volta che leggo qualcosa di tuo.
Allora, partiamo subito, le due bambine sono rese davvero molto bene ma il racconto non mi è piaciuto.
Alessia e Carla parlano come due bambine, pensano come due bambine ed agiscono come tali, pertanto complimenti perché in breve spazio hai saputo dare loro una connotazione esatta nei loro tratti comportamentali, non è sempre facile quando si descrivono infanti. Il problema, però, è tutto il resto.
La loro curiosità le porta a cercare di dare una sostanza all'ignoto, spinte dal divieto di un adulto, come fanno spesso i bambini, questo è positivo si, perché realistico, ma sinceramente l'ho trovato noioso, senza un finale che mi abbia dato la giusta ricompensa per essere arrivato fino alla fine. Nella cantina ci sono animali impagliati, cosa che di sicuro agli occhi di un bambino è qualcosa di allucinante, inaspettato e fonte di grande inquietudine, almeno lo sarebbe stato per il sottoscritto. Ma finisce là.
Non c'è altro. Si allude ad una botola, buttata lì tanto per, avrei preferito qualcosa di più potente, qualcosa che lasciasse il segno, anche minimo, ma così non m'è rimasto niente dentro, vuoto totale. Far bere l'acqua scendendo le scale, tra un piano e l'altro, è una pausa senza scopo, se non quello di dare un ritmo più lento ad una faccenda già lenta, li ho visti come caratteri sprecati visto che poi alla fine non ha nessuna influenza di fondo. Purtroppo con soltanto 3333 caratteri a disposizione ogni parola va soppesata.
Il tema è centrato al 50%, diciamo. Per come l'ho letto io, hai trattato Il limite nella visione fanciullesca della realtà, per l'appunto limitata, ma non viene enfatizzata a dovere, si lascia intendere, ma non c'è un focus al riguardo.
Spero di non essere stato troppo duro. Alla prossima.

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giulio.marchese1
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#4 » martedì 21 aprile 2020, 10:34

Grazie mille per il commento. Non sei stato duro, anzì. Le criticità che hai messo in evidenza sono esattamente quelle che mi aspettavo. Ci sono è innegabile. Fino alla fine sono stato tentato di chiudere il tutto con un finale shock ma, per quel che mi riguarda, il colpo di scena finale è diventato un cliché qui su MC. Quindi ho tentato qualcosa di diverso cercando di valorizzare il viaggio. Le bambine superano un limite imposto per trovarsi di fronte a un limite nuovo; ogni volta che si risponde a una domanda ne saltano fuori di nuove. Cosa c’è in cantina? Cosa vuoi che ci sia? È una cantina! Cosa c’è sotto la botola? Non lo sappiamo. Ed è proprio questo che trovano: una domanda. L’acqua ha un triplice scopo: 1) spezzare il ritmo, che rischiava di diventare troppo serrato; 2) caratterizare i personaggi e la situazione, ricordando che si tratta di bambine che fanno cose da bambine; 3) portare tutto a una “normalità” tale da smorzare le aspettative del lettore.
Poi sinceramente mi sembrava una scena simpatica: dal loro punto di vista era una grande missione, ed è incoerente che si fermino a bere, come che Carla risponda educatamente “no, grazie”. È una cosa che secondo me delle bambine farebbero e che mi divertirebbe anche nella realtà.
Capisco le tue perplessità, probabilmente mi ero posto troppi obiettivi per pochi caratteri, spero che almeno qualcuno capisca il senso per quanto, per mio demerito, possa essere oscuro.

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Andrea Lauro
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#5 » mercoledì 22 aprile 2020, 23:13

Ciao Giulio, a me il finale è piaciuto. Una chiusura ironica che fa dire “beh, direi che abbiamo osato abbastanza, magari se ne riparla”. Lascia aperti spiragli e la cosa mi va bene. Leggendo poi la tua risposta ad Alessio, sì, posso dire che ho anche apprezzato il viaggio delle due: sono piccole e già poter valicare il limite di scendere in cantina è una grande avventura. Magari la scena del bicchiere poteva essere tolta, sì.
“Bel discorso, ora dimmi dove sta la fregatura” mi dirai. Ecco, secondo me è tutto nell’incipit. Te lo riporto, così sperimento anche il codice SPOIL che non vedevo l’ora di usare:
► Mostra testo

In questo blocco iniziale c’è una quantità di informazioni e di personaggi (nonna, alessia, marco, Carla, genitori di Carla) che fa perdere il concetto cardine che hai giustamente espresso per primo: che non bisogna scendere in cantina. Una volta finita la storia, tornando all’inizio, si può benissimo togliere Marco, che è un dippiù. E togliere pure i genitori, nell’economia del testo il loro ruolo è ininfluente e non aggiungono caratterizzazione. Vedrai poi come fila via liscio.
a presto!
andrea
ps attenzione alla punteggiatura mancante a fine dialogo, in fase di revisione
pps grazie per avermi fatto usare la funzione SPOIL

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Gimmi
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#6 » giovedì 23 aprile 2020, 12:48

Ciao.
Mi piace il ritmo asciutto e scandito del racconto. Una piccola introduzione di Alessia e poi succede quel che succede. Cercherei di fare un passo in più e chiedermi, cosa renderebbe ancora più coinvolgente la mia scrittura?
Parlo a livello di immagini che restituisci, suspense suscitata ecc. Lavorerei più sulle immagini, non so se mi spiego.
Per quanto la storia in sé, ho trovato carino il fatto che non ci fosse nulla di sconvolgente in cantina, anche se poi mi sbatti in faccia un altro mistero che non saprei mai. Quest'ultimo mi darebbe un po' fastidio, ma l'ho interpretata come una leggera presa in giro per il lettore e quindi ci sta.
Non avrei usato il termine figure spettrali, perché mi hai fatto visualizzare dei fantasmi che poi erano animali impagliati. Ho capito cosa intendevi, ma per giocare con il lettore devi utilizzare immagini che siano davvero fraintendibili. Se avessi messo cadaveri - dopo tutta la tensione caricata - mi sarei immaginato delle persone morte e subito dopo mi parli di animali imbalsamati, cosa che mi fa ripensare "che stupido che ho pensato subito male" e mi avrebbe divertito. La spiegazione non è delle migliori, perdomani.
Ps: cantina, nel titolo, lo metterei minuscolo.

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Vastatio
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#7 » giovedì 23 aprile 2020, 17:30

Ciao,

devo ammettere che la cosa che mi è piaciuta di più è la fine. Forse a qualcuno potrà sembrare tronca, ma a me piacciono così.
Quello che mi sarebbe piaciuto trovare è l'immersione nel personaggio, nelle sue paure e meno "spiegazioni" su cosa muove la nostra protagonista. Show don't tell. Soprattutto se quella che stai raccontando è una storia di "paura", eccitazione per aver infranto le regole e timore per lo stesso motivo.
Per questo dico che a me piace la fine. Ci puoi leggere un "mi sono cagata troppo sotto, la botola la prossima volta" o un'altra decina di varianti. Però me la sono immaginata io perché tu, di lavoro in tal senso, nei hai fatto pochino a livello di suggestioni.

luca.pagnini
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#8 » venerdì 24 aprile 2020, 17:12

Ciao Giulio. Devo ammettere che il racconto non mi ha mai preso, eppure dovrebbe essere un thriller, quindi questo è un problema. Al di là dei miei limiti di lettore, credo che il punto sia nella mancanza di empatia con i personaggi nonostante che, questo sì, siano delineati molto bene. Per essere con loro bisogna riuscire a trasmettere le loro sensazioni e questo soprattutto in questo genere di racconti. Ti faccio un esempio, prendiamo questo pezzetto: “Oltre la soglia era buio e c’era uno strano odore. Alessia cercò un interruttore ma non ne trovò alcuno, così decise di immergersi nell’oscurità.” Se invece avessi scritto: “Oltre la soglia era buio e c’era uno strano odore. Alessia fece scivolare la mano sinistra sul muro, mentre con la destra cercava Carla. Le dita toccarono qualcosa di ruvido – un mattone? Poi di liscio, viscido. Di scatto ritrasse la mano. Il respiro le si bloccò e il cuore sembrò uscirle di gola…” E così via. Sono banalità buttate lì, ma è per rendere l’idea. Dobbiamo vedere (sentire, toccare) e, in questi casi ancora di più del solito, esserci, spero di essermi spiegato. Il finale non mi dispiacerebbe ma dovrebbe essere arricchito, fosse un romanzo niente da dire, ma in un racconto che non avrà seguito serve qualcosa, magari degli accenni disseminati prima, così sembra buttato lì tanto per chiudere in qualche modo. Un ultimo dettaglio ininfluente, visto che c’è il pendolo, forse sembrerebbe più semplice spiegare il 12 con i rintocchi che poi, per l’appunto, serviranno a muoversi.

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filippo.mammoli
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#9 » sabato 25 aprile 2020, 11:47

Ciao Giulio, ben ritrovato.
Inizio dalle cose che mi sono piaciute.
Il tema è ben presente e trovo carina l'idea del limite delle bambine che sono in bilico tra rispetto delle regole imposte e trasgressione per scoprire da sole il significato di quel limite.
La prosa è molto buona e scorrevole, i dialoghi realistici.
Peròanca del tutto il sussulto, ho trovato lo scorrimento dell'azione un po' troppo piatto e statico.
Anche la presunta sorpresa finale nel trovare gli animali impagliati, non mi ha dato lo scossone che attendevo.
Perché la scena era anche ben preparata, ma devi ammettere che la scolta horror in stile King sembrava davvero soetro l'angolo.
Una prova discreta a cui è mancato quel quid.
Ultima modifica di filippo.mammoli il domenica 26 aprile 2020, 0:30, modificato 1 volta in totale.

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emiliano.maramonte
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#10 » sabato 25 aprile 2020, 16:54

Ciao Giulio! Piacere di conoscerti. Non mi pare di averti mai incontrato nell'Arena.
Il racconto mi è piaciucchiato, soprattutto il finale. Scorre abbastanza bene, con qualche intoppo dovuto a lungaggini e alleggerimenti che dovevi fare, trattandosi di una storia dalle tinte thriller e mistery (quindi bisognava battere sul dinamismo della narrazione), e, come ti ha fatto notare qualcuno, l'incipit è appesantito da troppe informazioni evitabili.
Sicuramente la curiosità è stata forte di capire dove volessi andare a parare e la risoluzione della vicenda è un NI bello grosso, in quanto ho trovato intelligente l'intuizione di spostare il limite ancor più in là (una botola che diventa una nuova sfida per le bambine, che già hanno messo in campo tutto il loro coraggio per scendere in cantina), ma dall'altro lato manca di uno "schiaffo" al lettore. Quando sono arrivato alle ultime righe mi sono detto: "Be', ci sono animali impagliati, magari il nonno ha impagliato pure il cadavere di un essere umano...", e invece niente di tutto questo. Non che sia un difetto grave, ma avrebbe dato quello sprint in più alla trama.
Qualche problemuccio nel comparto tecnico:
- Disattenzioni sulla punteggiatura (ma a MC ci può stare, succede anche ai migliori...)
- "Qual'è" con l'apostrofo; a voler seguire l'Accademia della Crusca, assolutamente non è tollerato (se non in alcune forzature giornalistiche ed "eretiche")...
- Troppi possessivi, "sua", "sue", e ripetizioni "sua amica", "sue amiche", che indispettiscono il lettore.
- "Mezza notte", ovviamente è "mezzanotte", ma, anche in questo caso, posso attribuire questa svista al meccanismo infernale di MC.

Nel complesso, voglio accreditarti una quasi sufficienza.
In bocca al lupo!
Emiliano.

alexandra.fischer
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#11 » martedì 28 aprile 2020, 19:32

Tema centrato in pieno. Il limite è la botola nascosta dal tappeto polveroso. Mi piace l’atmosfera della casa di campagna della nonna dalle molte sorprese che accendono la fantasia dell’intraprendente Alessia di cinque anni. Simpatica la sua prudente ma accondiscendente amica Carla. Mi è piaciuta la caratterizzazione del personaggio di Alessia: arrampicatrice di alberi ed esploratrice abitudinaria di mezzanotte della cantina della nonna e questo è ben reso dal dialogo. Inquietante l’hobby del nonno (impagliare animali: cagnolino incluso). Ma il limite, per Alessia, è qualcosa da superare un’altra notte. E allora se ne vedranno delle belle. Può essere l’inizio di una storia avventurosa. Complimenti.

Attento a:
scalere (scalare) però mi piace di più: arrampicarsi sull’ulivo.
la lancetta piccola sia sul 12 (hai dimenticato il punto)
la mezza notte (la mezzanotte)
Vieni dai (Vieni, dai)

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giulio.marchese1
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#12 » giovedì 30 aprile 2020, 20:11

Grazie mille a tutti per i commenti! Farò tesoro di tutte le osservazioni ricevute.
Non so se riprenderò questo racconto, se dovessi farlo la prima parte sarà certamente rivoluzionata (troverò comunque un modo per farla arrampicare su un albero XD), e mi avete convinto sul bicchiere d'acqua. Ancora, grazie!

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antico
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Re: La Cantina - Giulio Marchese

Messaggio#13 » domenica 3 maggio 2020, 14:01

Oscar personale del commento per questo racconto ad Andrea Lauro perché è come se mi avesse anticipato: un incipit con troppi personaggi, scena del bicchiere che va quanto meno rivista perché poco significativa, finale molto buono. In generale, ho trovato questa tua prova decisamente compatta e interessante con delle protagoniste che possono uscire ancora meglio una volta eliminato il superfluo e tenuta più desta l'attenzione su di loro. In sostanza, un pollice tendente verso l'alto che tendo a preferire rispetto al racconto di Dolzadelli (stessa valutazione) proprio per questo finale così pregno di possibilità future e non solo.

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