Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

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Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 21 aprile 2020, 2:09

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BENVENUTI ALLA PATRIZIA RINALDI EDITION, L'OTTAVA DELLA SETTIMA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 140° ALL TIME!

Questo è il gruppo LA DANZA DEI VELENI della PATRIZIA RINALDI EDITION con PATRIZIA RINALDI nella veste di Guest Star.

Gli autori del gruppo LA DANZA DEI VELENI dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo TRE NUMERO PERFETTO.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo ROSSO CALDO


Questo è un gruppo da OTTO racconti e saranno i primi TRE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da PATRIZIA RINALDI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro in possesso di punti RANK DELLA SETTIMA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che non hanno ancora ottenuto punti nel corso della SETTIMA Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo LA DANZA DEI VELENI:

Abracadabra, di Emiliano Maramonte, ore 00.24, 3329 caratteri
L’assalto, di Andrea Lauro, ore 23.48, 3321 caratteri
Il piede, di Filippo Mammoli, ore 22.51, 3304 caratteri
Amore senza limiti, di Alessio Magno, ore 00.57, 3321 caratteri
Hybris, di Dario Cinti, ore 00.27, 3282 caratteri
Al di là, di Luca Pagnini, ore 00.35, 2842 caratteri
Souvenir, di Gimmi La Rosa, ore 22.41, 1430 caratteri
La giostra, di Roberto Romanelli, ore 00.30, 3332 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 30 APRILE per commentare i racconti del gruppo TRE NUMERO PERFETTO. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 1 MAGGIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i racconti del gruppo TRE NUMERO PERFETTO e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare gli altri racconti in gara e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo TRE NUMERO PERFETTO.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

E infine: una volta postate e da me controllate, le classifiche non possono più essere modificate a meno di mia specifica richiesta in seguito a vostre dimenticanze. L'eventuale modifica non verrà contabilizzata nel conteggio finale e sarà passibile di malus pari a SETTE punti.

BUONA PATRIZIA RINALDI EDITION A TUTTI!



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Massimo Tivoli
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 21 aprile 2020, 17:13

Ecco la mia classifica e i relativi commenti. È un piacere tornare a calcare l’arena di MC.
Buona Edition a tutti!

--- CLASSIFICA ---
1. L’assalto, di Andrea Lauro
2. Abracadadra, di Emiliano Maramonte
3. Il piede, di Filippo Mammoli
4. Souvenir, di Gimmi La Rosa
5. La giostra, di Roberto Romanelli
6. Amore senza limiti, di Alessio Magno
7. Hybris, di Dario Cinti
8. Al di là, di Luca Pagnini

--- COMMENTI ---
Abracadabra, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, è sempre un piacere leggerti.
Mi è piaciuta la tua interpretazione del tema legata alla magia illusionista della scrittura. Un racconto metaforico: l’autore diventa l’illusionista portando il lettore in un mondo immaginario dove, grazie alla fantasia supportata da un utilizzo sapiente delle parole, si può superare qualsiasi limite. Bellissima prova con un’interpretazione del tema originale, non ovvia.
Per certi versi, sento la mia interpretazione del tema vicina alla tua, sebbene diversa. Abbiamo entrambi voluto fare un esperimento. Quanto questo ci ripagherà? Non lo so, ho i miei dubbi. Quello che c’è tra le righe di un racconto-esperimento potrebbe non essere colto facilmente, rischiando di apparire agli occhi dei più come un mero divertissement.
Io ho molto apprezzato. Come sempre, scrittura impeccabile.

L’assalto, di Andrea Lauro
Ciao Andrea, è un piacere leggerti.
Mi è piaciuto molto il tuo racconto e il messaggio, per niente banale, che sottintende: talvolta, superare i propri limiti potrebbe significare mollare, rinunciare, liberandosi di qualcosa che ci avvelena la vita. Messaggio profondo che hai veicolato al lettore in modo avvincente, inscenando un incontro di scherma all’ultimo colpo. Adoro la paratassi, quando usata come si deve. Pertanto, il tuo stile mi ha stregato sin dalle prime righe. Oltre al tuo, ho letto solo un altro racconto, quindi è ancora tutto da dire, ma le narici mi pizzicano di odore di podio.
Complimenti!

Il piede, di Filippo Mammoli
Ciao Filippo, pacere di leggerti.
Un mini-noir senza redenzione, come piace agli amanti del genere come me. In genere il limite viene sempre visto come un confine, una frontiera da valicare, nel senso di stare o da una parte o dall’altra. Di questo racconto mi è piaciuta la natura bidimensionale del superamento del limite: la perdita di dignità e del rispetto per se stessi, sottoponendosi a vittima, da una parte; e la perdita del rispetto per gli atri, eleggendosi a carnefice, dall'altra. In fin dei conti, la strategia di sopravvivenza in un ambiente ostile ci porta a superare il confine dell'umanità, in un senso e nell’altro all’occorrenza, ed entrare nel terreno del disumano, del bestiale. Racconto tecnicamente semplice, con una parte centrale di “tell” puro, che però risulta efficace nello scatenare le riflessioni di cui sopra. Bella prova.

Amore senza limiti, di Alessio Magno
Ciao Alessio, piacere di leggerti.
Racconto struggente, il tuo. Il tema è centrato in modo, tutto sommato, non particolarmente originale ma efficace da un punto di vista emotivo. Chi non si riconoscerebbe nel legame madre-figlio? Sebbene nel tuo caso questo legame sfocia nel morboso. Talmente morboso che il nostro povero protagonista valica il limite della ragione, togliendosi la vita per ricongiungersi alla tanto amata madre. Insomma, come dice anche il titolo, si tratta di un amore senza limiti, che va oltre la vita, oltre la morte. Forse, quello che manca, ma del resto nel “limite” di battute imposto dal contest sarebbe stato davvero difficile farlo, è un qualche guizzo (francamente, non saprei neanche io quale) che avesse riconosciuto più unicità, ai fini del racconto, al legame specifico. In fin dei conti, lo stesso racconto poteva essere scritto tra un innamorato per la sua innamorata. Non so se mi sono spiegato. Ad ogni modo, l’attacco mi è piaciuto parecchio, tirandomi istantaneamente dentro la storia. Una prosa ricca, ma al punto giusto, tanto da risultare molto evocativa.
Segnalo un insignificante refuso: “Ma io non così forte” -> “Ma io non sono così forte”.

Hybris, di Dario Cinti
Ciao Dario. Ho riletto il tuo racconto tre volte perché, credimi, mi dispiace sempre fare la figura del lettore che non capisce. Intimamente, non lo attribuisco mai all’autore ma sempre a una mia incapacità come lettore. Tuttavia, non posso neanche far finta di non aver capito nulla, commentando in maniera generica e, ancora più grave nei tuoi confronti, falsa.
Mi dispiace davvero tanto, ma non ho particolari commenti da farti per aiutarti a migliorare il testo per i lettori “tonti” come me, perché davvero ho fatto – e faccio ancora – difficoltà a capire la vicenda. Proprio per non fare scena muta, posso condividerti quella che è la mia vaga impressione, per quello che può valere considerato che si basa su una incomprensione totale del testo: mi sembra che questa storia non possa essere schiacciata nel “limite” di battute imposto dal contest. Un po’ lo dimostra l’incipit denso e bello carico di informazioni e, forse addirittura, nozioni che il lettore fa fatica a elaborare nel breve lasso di tempo di un racconto, appunto, brevissimo. Ti chiedo scusa per la scarsezza del mio riscontro. A rileggerci e spero che tu abbia più fortuna con gli altri lettori partecipanti al contest.

Al di là, di Luca Pagnini
Ciao Luca. Purtroppo, come nel caso di un altro racconto di questo gruppo, anche per il tuo racconto non so cosa dire. L’ho riletto due volte, prima in un senso, poi nell’altro, pensando che la prima volta la trama al contrario, all’indietro, non mi avesse aiutato nella comprensione. Ma niente, non ho capito nulla. Come scritto anche a Dario per il suo racconto, ti chiedo scusa per la mia incapacità di intendere il testo. Spero che gli altri siano più arguti di me nel valutarti. Buona edition e in bocca al lupo.

Souvenir, di Gimmi La Rosa
Ciao Gimmi. Un testo ermetico, il tuo. Di un ermetismo più tipico della forma poetica piuttosto che di quella narrativa. Anche tu, come altri in questo gruppo, hai voluto sperimentare, chiedendo forse troppo impegno da parte del lettore. Intendiamoci, non c’è nulla di male in questo, anzi (anche il mio non è un racconto, è più un meta-racconto), però è risaputo che è una scelta intrinsecamente rischiosa. Tuttavia, nel tuo caso riesco addirittura a intuire o, per meglio dire, a scorgere tra le righe una storia di disagio, di voglia di libertà, e di evasione. Alla faccia di chi resta... anche loro, ormai per sempre, souvenir. Per me, esperimento riuscito.

La giostra, di Roberto Romanelli
Ciao Roberto, piacere di leggerti.
Racconto immersivo, il tuo, come è giusto che sia per la vicenda che sta alla base del racconto. Un giro di giostra nei ricordi altrui, con tutti i rischi del caso. Buona la resa della dimensione onirico-inconscia (il termine che ho usato è orribile, ma non saprei come altro definirla), fornita con un ritmo incalzante e con un buon utilizzo della paratassi. Buona anche la resa della dissoluzione che regna nello scenario futuristico immaginato. Mi sento di non aver afferrato proprio tutto, e forse in parte di essere anche un po’ fuori strada, ma in definitiva mi basta quanto ho colto. Buona prova.

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Il Calmo
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » mercoledì 22 aprile 2020, 11:29

CLASSIFICA FINALE:

1) L’ASSALTO
2) IL PIEDE
3) ABRACADABRA
4) AMORE SENZA LIMITI
5) AL DI Là
6) SOUVENIR
7) LA GIOSTRA
8) HUBRYS



LA GIOSTRA
È un racconto che mi ha lasciato interdetto.
Sono partito molto coinvolto ma poi progressivamente mi sono perso nei nomi e riferimenti tecnologici.
Forse è stato un mio limite, dovrò rifletterci sopra prima di dare un giudizio più completo però mi sento di dire che secondo me l’idea è buona ma forse troppo complicata per un racconto breve.
Anche il tema devo dire che ce l’ho visto un po’ poco.
Apprezzo comunque molto lo stile e come hai scritto e questo è un punto di merito.

SOUVENIR
Sono partito prevenuto per l’ecessiva brevità lo ammetto.
Poi ho iniziato a leggere e ho gradito lo stile evocativo e anche un po’ ermetico.
Ho finito però con l’amaro in bocca perché secondo me sei stato davvero troppo ermetico e mi sono perso nel significato del testo.
Il limite qual è? L’uomo che vuole scappare? La sua voglia di avventura e quindi il limite è l’incapacità di vivere in una famiglia?
Ripeto, lo stile mi è piaciuto e la brevità qui era anche efficace ma purtroppo in questo modo manca qualcosa di troppo importante.

AL DI Là
Mi dispiace davvero dover alla fine dare un giudizio negativo.
Mi dispiace perché l’idea del diario a ritroso per me era ENTUSIASMANTE e avrei voluto avercela io!!
Però io davvero non riesco a capire cosa sia successo, quale sia il problema e dove sia il tema del contest.
Cioè che succede? È una lotta tra i riflessi e le persone vere? Davvero non si capisce ed è un peccato.
Lo stile era buono, il ritmo incalzante..però rimane una grande incompiuta! Spero almeno che ci sia qualcuno che comprenderà meglio il significato e me lo spieghi!

HYBRIS
Sono francamente disarmato davanti a questo racconto perché purtroppo non ci ho capito molto.
Il titolo è importante, è un riferimento all’essere arroganti e troppo sicuri di sè per poi fallire miseramente ma qui io non riesco a ritrovarcelo.
Anche il limite, sì viene detto ma non riesco a capire bene il quadro generale.
Ci sono troppi nomi, troppi dati, troppo di tutto per poter essere chiaro.
Sono ovviamente solo mie impressioni soggettive ovviamente, può essere che sia io a non averci capito molto ma è la mia sensazione.
Anche chi sta parlando non si capisce se è umano o androide, è tutto davvero molto confuso.

AMORE SENZA LIMITI
Un racconto lineare, senza colpi di scena, che descrive una situazione triste e di sofferenza.
L’ho apprezzato anche se però mi è risultato un po’ piatto nello stile.
Provo a spiegarmi: la parte del ricordo in corsivo secondo me è molto pesante e non aiuta lo scorrimento della storia.
Sarebbe forse (parere mio), stato meglio magari alternare i piani temporali e arrivare poco a poco al tragico finale.
Il dialogo con la madre mi risulta un po’ troppo meccanico, troppo “spiegone”.
Il tema comunque è centrato.

IL PIEDE
Racconto che ho gradito per la sua chiarezza e anche per l’ambientazione.
Hai dipinto bene il protagonista e il tema è centrato.
Il finale ottimo e spiazzante.
L’uso del romanesco ci sta anche se non so quanto mi abbia convinto.
Non mi è piaciuto molto il momento del “piede”. Quella scena secondo me andavaa meno descritta e più mostrata e forse, dico forse, andava allungata.
Mi sembra troppo “irreale” che dopo cinque minuti in cella si arrivi a un gesto così, capisco i caratteri ovvio, ma è una osservazione che mi sentivo di farsi.
Comunque buona prova.

L’ASSALTO
Bel racconto, pulito, scritto bene. Tema centrato.
Gran ritmo nella narrazione (e non è facile quando si tratta di sport perché si rischia il banale).
Ottima la scelta della protagonista femminile e ottimo il finale comunque aperto che lascia al lettore immaginarsi la scena.
Questi sono i racconti brevi che personalmente amo leggere, senza tanti fronzoli e pieni di polpa.

ABRACADABRA
Racconto particolare, certamente ben scritto con mano sapiente e certamente avvincente.
Però non riesce a convincermi fino in fondo, forse è appunto un “limite” mio ma questo limite qui lo vedo e non lo vedo e il finale mi ha un po’ confuso.
Ad ogni modo una prova molto gradevole che dipinge una scena molto forte e di grande impatto visivo, quindi bravo!

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Davide Di Tullio
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » domenica 26 aprile 2020, 15:20

CLASSIFICA

1. L'assalto
2. Al di là
3. Abracadraba
4. Il piede
5. Hybris
6. Amore senza limiti
7. Souvenir
8. La giostra

1. L'assalto

piacere di rileggerti! buona performance direi. l´atmosfera si sente bene. Sembra davvero di essere in pedana con il protagonista. Certo l´argomento trattato farebbe piú presa su un schermitore, che conosce piú da vicino termini e sensazioni, ma tutto sommato rendi bene la cosa, semplificandola al massimo e rendendola "empatizzabile". Il finale mi lascia un po intedetto. Ho dovuto rilggermelo un paio di volte per far si che arrivasse al segno. O meglio, avevo capito fin da subito, ma volevo esserne certo perché in poche battute si passa dall´immagine della madre che sbraita, al guardarsi dentro per finire all´immagine dell´aversario. Qualche non detto di troppo forse, ma forse il racconto doveva avere questo epilogo viste le premesse.

2. Al di là

Piacere di rileggerti. A me il tuo racconto non è dispiaciuto affatto. Mi sembra scritto piuttosto bene. Si vede che hai studiato l'esposizione strutturandola con un preciso intento. C'è il rimando allo specchio già al primo paragrafo. Lo specchio, elemento archetipato della letteratura di tutti i tempi, dal molteplice significato simbolico. C'è il tema del l'inversione del tempo con questo countdown che rimanda alla specularità del riflesso e poi questa fine un po' enigmatica. Non è un racconto che arriva immediato, è vero. E un po' troppo celebrale forse, ma non vedere quel "troppo" come una critica. Credo che inserendo un aforisma all'inizio del testo o una sorta di morale alla Esopo alla fine, avresti fornito al lettore frettoloso del contest, compreso me, una chiave esegetica inequivocabile. Pensaci. Per me, comunque, una buona prova. A rileggerci!

3. Abracadraba

sempre un piacere rileggerti. Un prosa pulita e una proprietá di linguaggio alla Emiliano direi :-). Tecnicamente non riscontro sbavature. La prosa fluisce senza intoppi. ho provato a schioccare le dita ma l´illusionista non s´é visto! voglio essere rimborsato ! :-D. A parte gli scherzi, credo che al di lá di tutto, il racconto non mi sia arrivato immediato. Si intuisce un messaggio tra le righe, ma a mio avviso si perde un pó nella narrazione. Forse il racconto é un po' celebrale (cosa che ovviamente non é classificabile come difetto)

4. Il piede

piacere di rileggerti! allora, al solito la tua prosa scorre liscia e lineare. Apprezzo anche l´originalitá nell´uso dell´idioma romanesco. Eppure.. non so credo che manchi di realisticitá. Non che la situazione in se non possa essere verosimile, ma ho trovato i dialoghi un po troppo stereotipati e quindi meno vividi.
Il tema é centrato e la vicenda in se ha una costruzione sensata, ma a mio gusto manca un po di verve.

5. Hibris

piacere di rileggerti. Ho dovuto tenere ferma la concentrazione per non perdere il bandolo della matassa. Il racconto tuttavia ha un suo pregio. Il gesto concreto di omega che collega il cubo alla testa per superare i limite spaziale assurge ha il valore simbolico del superamento dei limiti mentali. un passaggio interessante del racconto. Tuttavia la prima parte mi pare un po troppo articolata. Forse ci sono troppi soggetti in ballo, che si sovrappongono nell´alternanza dei dialoghi, che paradossalmente sono fin troppo realistici, dando la sensazione di una discussione dove non si capisce subito chi sta parlando. Secondo me rimettendo ordine ai dialoghi, magari inserendo qualche "beat" nel mezzo per identificare meglio il parlante, la chiarezza e la leggibilitá ne dovrebbe giovare.

6. Un amore senza limiti

piacere di rileggerti! ho apprezzato l´impianto del racconto, che lo rende piú leggibile. Un tripartizione logico-narrativa con un prologo, una parte centrale e un epilogo. Man mano che leggo i tuoi racconti, imparo a conoscere anche il tuo stile. In qualche modo indugi nella prosa poetica, con l´uso di un´aggettivazione importante che tende all´onirismo. Sono scelte stilistiche assolutamente legittime. Nell´introspezione poi, (come é il caso del tuo racconto) sono quasi d´obbligo. Naturale, in questo senso, che la lettura tendi a rellantare. Di per se non é sicuramente un scelta sbagliata; certo é che appesantisce la fluiditá del testo. Non a caso la seconda e la terza parte (soprattutto la seconda) hanno un andamento piú scorrevole.
Ho riscontrato un dubbio semantico nell´uso della parola "focolare". Nel testo sembra che tu lo abbia usato per indicare la fiamma. dici infatti: "ravvivando un focolare che era sulla via d’estinguersi". Ma il focolare é la struttura entro il quale il fuoco brucia, quindi non ha molto senso senso scrivere "un focolare che sulla via di estinguersi". Oppure ho frainteso?

7. Souvenir

piacere di leggerti! Il tuo racconto ha una prosa essenziale, alla Arbasino, per intenderci. Un ritmo elevato dettato da una punteggiatura serrata, periodi corti. Personalmente non mi dispiace, fuorché il fatto che non riesca a scorgere l' attinenza al tema del limite. l' ho riletto un paio di volte, per capire se mi fosse sfuggito qualche dettaglio rivelatore, ma davvero non sono riuscito a trovare alcun indizio. Peccato, perché il tuo racconto è tra i più originali che ho letto nel contest

8. La giostra

piacere di leggerti! Allora, il tuo scritto mostra una certa disinvoltura nello sviluppo della narrazione. hai una buona proprietà di linguaggio, ma per qualche ragione ho davvero fatto fatica a seguire la trama.Non sono nemmeno sicuro di aver capito di cosa si stia parlando. Diciamolo pure: il tuo racconto non mi è arrivato. Proverò a rileggerlo un altra volta, ma questo di solito non è un buon segno. Mi spiace

Daniel Travis
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » domenica 26 aprile 2020, 18:12

Ecco la mia classifica e, sotto, i miei commenti.

1. L’assalto di Andrea Lauro
2. Abracadabra di Emiliano Maramonte
3. Il piede di Filippo Mammoli
4. Hybris di Dario Cinti
5. La giostra di Roberto Romanelli
6. Amore senza limiti di Alessio Magno
7. Al di là di Luca Pagnini
8. Souvenir di Gimmi La Rosa

1. L’assalto di Andrea Lauro
Il tuo punto di forza è senza dubbio la caratterizzazione, la conduzione di una voce viva e unica.
Il casino è che, in questo racconto, il tuo punto di forza si associa a una serie di altre note positive e a nessuna specifica o importante nota negativa. La storia funziona, la forma è chiara, il viaggio emotivo della protagonista lo fa anche chi legge, e ne esce soddisfatto - cosa rara, nei brevissimi racconti di Minuti Contati.
Temo che in questa edizione non riuscirò ad aiutarti a migliorare, perché arranco nel cercare difetti specifici da indicarti.
Complimenti.
2. Abracadabra di Emiliano Maramonte
Un divertissement con sotto un cuore che batte. Si sente la passione per la magia, l'illusione, l'escapismo, vibrare sotto ogni parola.
La cosa che non ho apprezzato è il cambio di punto di vista finale. Forse non ci sarebbe stato verso di mantenere un'ombra di mistero, ma avrei comunque preferito sentire la voce del protagonista fin dall'inizio, o vederla alternata a quella di qualcun altro; l'accenno di misdirection della terza persona che diventa prima mi ha dato un po' di noia (in un testo più lungo, in cui la sorte del protagonista è veramente in dubbio nella mente del lettore, avrebbe forse più efficacia), in un testo che, in generale, mi ha trasmesso invece un forte entusiasmo.
Complimenti davvero.
3. Il piede di Filippo Mammoli
Il tuo è un ottimo racconto da 4000 caratteri, che scende a buono nello spazio ristretto dei 3333 del contest.
Nonostante qualche eco didascalica, lo stile funziona: ci porti nel bel mezzo di un mondo tutt'altro che gradevole e ce lo fai respirare, che ci piaccia o no - per tre quarti del testo ci tieni incollati alle parole.
Il finale, però, finisce un po' sbrodolato: un singolo periodo di una riga o poco più per la scena centrale del resto, seguito da una piccola svolta («Ma non lo devi fà sempre e con tutti. Devi imparà dove sta er tu' limite») ancora più corta, e un finale affrettatissimo. Se questi tre momenti - il piede, il dialogo, l'aggressione finale - avessero in mezzo un paio di punti e di righe in più (e magari esplorassero una fonte d'astio diversa dal trito abuso in doccia), sarebbe un testo fenomenale.
Resta, comunque, una bella prova.
4. Hybris di Dario Cinti
Premessa: il problema che incontro più spesso con le mie storie brevi, qui su Minuti Contati (più di rado altrove, a dire il vero), è il loro più o meno effettivo ermetismo.
Vuoi perché in una manciata di giorni si leggono tanti generi diversi, tanti autori, tante voci - alcune agli inizi, altre esperte, altre in piena sperimentazione -, vuoi perché certe tematiche o certi generi sono meno familiari, capita. 'Un si capisce.
Nelle ultime due edizioni, tutti i commenti lamentavano una mancata comprensione di testi che, per me e i miei beta reader casalinghi, erano limpidi quanto l'acqua dei canali veneziani al quarantanovesimo giorno di quarantena.
So quanto può essere frustrante, e ancora oggi mi scappa qua e là una risposta passivo-aggressiva, tanto per non tenermi la bile dentro. Confido che, dato il contesto, di rado qualcuno si offenda personalmente (spero che, più spesso, raccolgano il guanto della sfida).
Detto questo, il tuo racconto si capisce?
Sì: è una conversazione a tre, con due elementi d'ambientazione originali due che vengono spiegati e rispiegati e un finale dolorosamente didascalico, non la teoria delle stringhe.
La storia mi piace: mi piace la sua semplicità, soprattutto, che riflette la determinazione assoluta di Omega.
I nomi, in un'ambientazione originale, sono un problema parziale, quando uno dei tre personaggi è un androide - ma, funzionalmente, non ha niente di diverso dai personaggi umani. Se non gli dai nient'altro di distintivo, almeno il nome... - e un altro è una "pila umana". Non ci dai nessuna ragione di credere che Sigma non sia un'androide a sua volta, e quando le parti non sono indicate appropriatamente questo appesantisce la lettura (attenzione: appesantire ≠ rendere incomprensibile).
Al di là del difetto - assolutamente trascurabile - dei nomi, l'intero testo sembra una scena strappata via a una storia più lunga, in cui l'informazione era filtrata con più calma.
Non manca di potenziale.
5. La giostra di Roberto Romanelli
Devo confermare l'impressione generale che arriva dagli altri commenti: il racconto non è incomprensibile, ma lascia l'impressione di qualcosa di incompiuto. Ho l'impressione che dare più spessore al protagonista - renderlo più accattivante, o meglio motivato -, anche a scapito dell'ambientazione, potrebbe aiutare: altrimenti, si arriva alla fine magari interessati al mondo di cui ci racconti, alla ragazza, persino a Fai Spazio... Ma non alla sorte del protagonista.
Alternativa: spostare il focus da lui a qualcun altro, o alternare due diverse prospettive.
Potrebbe funzionare come no, io nel dubbio la butto lì.
6. Amore senza limiti di Alessio Magno
L'intento dietro il racconto è ottimo, e parte dell'immaginario usato è davvero d'effetto, almeno in potenza; inoltre, la spirale tragica verso il finale non è affatto una cattiva idea, se scritta con la cura necessaria.
Eppure il pezzo nel suo complesso non mi ha convinto del tutto: le metafore sono troppe e troppo ammassate, il lessico tanto affettato da perdere umanità per strada, e il dialogo centrale piuttosto piatto.
Consiglierei di spogliare un testo del genere da qualunque pretesa aulica, immergerlo in un registro comunicativo più organico e aggiungere ritmo al dialogo.
7. Al di là di Luca Pagnini
L'idea non mi dispiace, e lo specchio come limite funziona.
C'è un problema, però: tutto il racconto si basa su un trucco - il diario all'incontrario - e, se il trucco non funziona, va in frantumi.
O meglio, diventa una storia estremamente semplice e usuale.
E la verità è che, almeno per me, seguire il filo in entrambi i sensi non è stato troppo divertente: non mi porta a una chiave di lettura fighissima, che non mi sarei mai aspettato, o intensissima, che mi sposta qualcosa dentro, ma a... Esattamente quello che mi sarei aspettato da un racconto sui riflessi, ma with extra steps.
A meno che non mi sia sfuggito qualcosa.
8. Souvenir di Gimmi La Rosa
Il tuo punto di forza è il ritmo secco, serrato, asciutto.
Qualche debolezza la mostra la forma più in generale: manca un punto dopo Brandeburgo, la frase Fissa la mattina dopo sul pavimento trasmette un messaggio, ma lo fa in modo pesante e sgrammaticato.
La narrazione è semplice, tanto semplice e ridotta da avvelenare un po' l'efficacia del racconto.
Il protagonista vuole evadere, ma non abbiamo accenni - né narrati, né in termini emotivi - del motivo. Da cosa vuole evadere? Perché? Non serve un motivo specifico ("Mettici quello per cui vuoi evadere tu," potresti dire), ma, data la presenza della piccola, serve sì una spinta emotiva più profonda, appena più articolata.
Altrimenti, non abbiamo l'accesso necessario al protagonista per entrare in una connessione empatica con lui.
Non siamo compagni di fuga di un ribelle, né tormentati dal prurito del viaggio insieme a un irrequieto, ma soltanto testimoni di un irresponsabile. Il che andrebbe bene... Se, di nuovo, avessimo una connessione empatica con lui, che manca.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

viviana.tenga
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 27 aprile 2020, 20:23

CLASSIFICA
1)ABRACADABRA - di Emiliano Maramonte
2)SOUVENIR - Gimmi La Rosa
3)IL PIEDE - di Filippo Mammoli
4)L'ASSALTO - di Andrea Lauro
5)LA GIOSTRA - di Roberto Romanelli
6)AL DI LA' - di Luca Pagnini
7)AMORE SENZA LIMITI - di Alessio Magno
8)HYBRIS - di Dario Cinti

COMMENTI
1)ABRACADABRA - di Emiliano Maramonte

A mio parere sei stato davvero bravo a creare tensione narrativa e gestirla lungo tutto il racconto. Sembra di essere sul ponte assieme al pubblico, ad attendere il gran momento e vedere cosa succederà.Il protagonista ha i contorni poco definiti, rimane avvolto in un alone di mistero e magia, come è giusto che sia. Alla fine, la magia è il racconto stesso, il fatto che Tobrell sia allo stesso tempo sfracellato sulle rocce e accanto a noi.
Volendo trovare un appunto da farti, non mi ha convinto molto quel "voltatevi". E' come se ci suggerisci che Tobrell debba essere fisicamente vicino a noi, avrei preferito qualcosa di più vago/allusivo.
Nel complesso, ottima prova.

2)SOUVENIR - Gimmi La Rosa
Racconto efficace nella sua essenzialità. Mi è piaciuta molto l'immagine dell'ombra delle tapparelle che si sposta al passaggio della macchina, così nitida e concreta che ci fa entrare un po' in un'ambientazione che per il resto rimane molto vaga.
Non penso ci sia bisogno di dare una ragione al desiderio di evasione del protagonista. La centralità della Sfinge ci fa intuire che sia un enigma anche per lui. Sentiamo il suo dolore nel non riuscire a stare vicino a sua figlia. Non sappiamo nulla della sua storia, ma vediamo un'istantanea chiara e intensa.
Ammetto che ho trovato lo stile un po' ermetico e ho dovuto leggerlo un paio di volte prima di apprezzarlo a pieno, ma nel complesso la trovo un'ottima prova.

3)IL PIEDE - Filippo Mammoli
Mi è piaciuto lo stile limpido e il modo in cui hai caratterizzato i personaggi (sia il protagonista che Claudio - per quel che mi riguarda, l'uso del romanesco funziona alla grande). Ho trovato la frase finale molto potente nella sua violenza improvvisa (resa ancora più marcata dal fatto che Ahmad non gli ha fatto nulla, solo "provato a"), sicuramente un'ottima chiusura. Concordo con altri commenti sul fatto che la scena del piede meritava più spazio. O, se non la scena in sé, la trasformazione che avviene in quel momento nella mente del protagonista, che è il punto centrale del racconto.

4)L'ASSALTO - di Andrea Lauro
Mi è piaciuta molto la tua interpretazione del limite: non quello più appariscente del successo agonistico, ma riuscire a sottrarsi alle pressioni di un genitore opprimente. Molto ben reso lo scontro con Rossana, sono riuscita a seguirlo anche senza saperne un granché di scherma. Il finale è potente come idea, ma l'ho trovato un po' sotto tono come resa. Mi è rimasta un po' l'impressione che Arianna pensi che, una volta persa la gara, le pressioni della madre spariranno da sole. Parla di "liberazione", ma è più probabile che si trovi ad affrontare scenate spiacevoli e pressioni perché si alleni ancora di più... insomma, che la battaglia sia appena cominciata. Mi sarebbe piaciuto vedere un po' più di consapevolezza della protagonista su questo aspetto, oppure capire cosa le fa pensare che, una volta persa la gara, sarà facile recuperare il controllo sulla sua vita. Magari sono io che sto andando un po' fuori strada con l'interpretazione.
In ogni caso, il racconto mi è piaciuto, sia per l'idea sia per lo stile.

5)LA GIOSTRA - Roberto Romanelli
Storia (e soprattutto ambientazione) molto impegnativa da trattare in così pochi caratteri. Diciamo che ne sei uscito a testa alta, nel senso che si riesce a seguire la trama e farsi un'idea discretamente accurata dell'ambientazione. La parte della giostra, per quanto evocativa, è secondo me la più difficile da seguire. Si capisce che si gioca a strappare brandelli dalla coscienza della sventurata che ospita la competizione, che Fai Spazio è più abile del protagonista, che il protagonista si avvicina troppo al nucleo e questo gli fa fare una brutta fine; mi è rimasta però l'impressione di essermi persa qualche dettaglio, di aver solo intuito una visione d'insieme di qualcosa che nella tua testa era molto più complesso.
Insomma, l'impressione complessiva è che tu ti sia lanciato in qualcosa di molto complicato e che ne sia venuto un racconto buono ma che rimane un po' nebuloso.

6)AL DI LA' - Luca Pagnini
Il tuo racconto mi ha incuriosito molto ed è sicuramente un esperimento interessante, ma non sono sicura di averlo capito a pieno. Ho intuito che si parla di personaggi che vivono oltre uno specchio, riflessi che vogliono liberarsi dalla loro condizione subordinata varcando il limite dello specchio. Ho trovato molto evocativa l'immagine di loro che vengono "richiamati a riflesso", l'idea di una forza misteriosa che li tiene incatenati alla loro controparte oltre lo specchio.
Detto questo, sono rimasta con l'impressione che mi sia sfuggito qualcosa. Non ho capito il commento finale sulla vanità del Presidente, che da come è posta sembra debba essere la chiave per comprendere tutto.
Insomma, l'impressione complessiva è quella di un racconto potenzialmente molto affascinante, ma ancora un po' troppo criptico.

7)AMORE SENZA LIMITI - di Alessio Magno
Racconto emotivamente potente per il tema trattato; ci sono però un paio di cose che non mi hanno convinto dal punto di vista stilistico
Puch89 ha scritto:Stava fissando il vuoto con sguardo vacuo, senza soffermarsi su alcun dettaglio in particolare. Si sentiva complementare con il vuoto, poiché ormai era come una conchiglia in cui al suo interno non c’è nulla da udire, nessun lontano richiamo del mare, nessun sogno di spiagge dalla sabbia dorata.

Capisco la volontà di sottolineare il senso di vuoto, ma ho trovato le ripetizioni un po' eccessive (soprattutto il vuoto - vacuo a distanza di poche parole).
Ti segnalo anche un refuso nella frase seguente, "nessun eco" invece che "nessuna eco".
Altro punto che non mi ha convinto è stato il dialogo centrale, che ho trovato un po' tirato per le lunghe. Avrei preferito meno battute, ma più cariche ed incisive.
La sezione finale invece è quella che mi è piaciuta di più, soprattutto per la semplicità della frase con cui ci fai capire che il protagonista si sta suicidando.
Nel complesso, un lavoro che andrebbe ancora un po' rifinito.

8)HYBRIS - di Dario Cinti
Commento dopo aver letto due volte il racconto e poi il tuo commento chiarificatore.
Purtroppo, anch'io durante la lettura ho fatto un fatica a capire cosa stesse succedendo. Provo a elencarti quelli che secondo me sono due punti critici:

- il mix di umani e androidi: il fatto che ci sia un'umana chiamata "professoressa Sigma" e un androide chiamato "ingegner Tau", ma nessuno dei due viene descritto esplicitamente, crea confusione. Prima di leggere il tuo commento avevo pensato che fosse androide anche Sigma, e che fossimo in uno scenario "alla Matrix" di macchine che sfruttano gli umani per produrre energia. Chiamare tutti con lettere greche non aiuta. Magari Tau potrebbe rimanere Tau e i personaggi umani avere nomi umani.

- i dialoghi. Riportare le battute senza specificare chi parla va bene finché i personaggi sono due, con tre comincia a essere complicato. In particolare, ci ho messo un po' a capire che la battuta "«Professoressa! Se a quell’androide non hanno montato le palle,.." era di Omega e non di Tau, e mi chiedevo chi fosse quest'altro androide a cui faceva riferimento. Questo perché hai inserito Omega nel mezzo di uno scambio tra Sigma e Tau senza esplicitarlo, e l'hai fatto all'inizio del racconto, quando ancora il lettore non ha inquadrato bene i personaggi.

Inoltre, tieni conto che la fantascienza è un tema particolarmente difficile da trattare in così poco spazio. Questo non vuol dire che non si possa fare, ma ci saranno inevitabilmente tante informazioni concentrate in poco spazio. Quindi, già di base il lettore deve fare uno sforzo in più per capire tutto, diventa davvero importante facilitargli la vita il più possibile.

Spero di essere riuscita a esprimere le mie critiche in modo costruttivo.

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Laura Cazzari
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » martedì 28 aprile 2020, 9:23

Complimenti a tutti, è stata davvero dura questa volta perchè ci sono sul tavolo delle idee e delle sperimentazioni davvero ottime.

Ecco la mia sudatissima classifica e i commenti:

1. L’assalto, di Andrea Lauro
2. Il piede, di Filippo Mammoli,
3. Abracadabra, di Emiliano Maramonte
4. La giostra, di Roberto Romanelli
5. Amore senza limiti, di Alessio Magno
6. Al di là, di Luca Pagnini
7. Souvenir, di Gimmi La Rosa
8. Hybris, di Dario Cinti


Abracadabra, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, è un piacere rileggerti. Il tuo stile di scrittura è impeccabile e apprezzo l’esperimento che hai voluto fare cercando di ricreare un’illusione con le parole. Il risultato però non mi convince al 100%. Quando ho finito il racconto mi ha lasciato dentro un senso di incompiuto. Inoltre il tema del limite mi sembra solo leggermente sfiorato. Buona mano comunque.

L’assalto, di Andrea Lauro
Ciao Andrea. Il tema c’è e ho apprezzato che hai deciso di abbinarlo al mondo dello sport dove oltrepassare il proprio limite è all’ordine del giorno. In poche battute sei riuscito a descrivere la protagonista e il suo rapporto conflittuale con la madre. Una pecca: forse un pochino lunga la parte del combattimento, ma per il resto buona prova.

Il piede, di Filippo Mammoli,
Ciao Filippo, il tuo racconto è crudo e arriva dritto al punto. Il tema del limite c’è, ma devo ammettere che mi sarebbe piaciuto che finisse con l’umiliazione e non con la vendetta, perché ai miei occhi il superamento del limite era quello della dignità. Un po’ veloce la parte finale, ma capisco che avevi bisogno di caratteri per descrivere il personaggio. Buona prova comunque.

Amore senza limiti, di Alessio Magno
Ciao Alessio, capisco come hai voluto interpretare il tema, ma le frasi dove cerchi di introdurre la parola limite sono infilate un po’ forzatamente, secondo me il racconto parlava da sè. La storia è carina, ma secondo me non l’hai sviluppato al meglio. L’inizio è un po’ pesante e si inciampa un po’ nella lettura. Idea buona ma poteva essere sviluppata meglio.

Hybris, di Dario Cinti
Ciao Dario, il tema del limite sicuramente c’è ed è stato affrontato in modo originale. Credo però che il tuo racconto non fosse adatto ad essere rinchiuso in soli 3K. Sono contenta che tu non sia caduto preda dell’info-dump, ma purtroppo parli di cose estranee al lettore, come l’uomo pila, e non gli concedi il tempo per capire. Sinceramente ho avuto difficoltà a immaginare la scena, forse perché ti sei concentrato solo sull’azione e poco sul resto. Da migliorare.

Al di là, di Luca Pagnini
Ciao Luca, la tua è stata davvero un’ottima idea. Scrivere un racconto al contrario è stato un lampo di genio. Ho dovuto sforzarmi di leggerlo la prima volta nell’ordine che hai scelto tu, ma ho faticato molto. Purtroppo, non mi è chiara la storia e inoltre il tema del limite, probabilmente non avendo capito cosa volevi raccontare, non l’ho trovato. Lavorandoci un pochino può venire fuori un grande racconto.


Souvenir, di Gimmi La Rosa
Ciao Gimmi, racconto minimal il tuo. Non sono partita prevenuta, perché so che spesso le racconto piccolo c’è il vino buono. La voglia di viaggiare di uscire dalla vita famigliare è chiara, ma qual è il limite? Il contrasto della tapparella di casa con i grandi monumenti del mondo è perfetto. Tuttavia, trovo che manchi un finale adeguato, le tre righe finali non sono sufficienti a reggere il peso dell’introduzione. Buono stile comunque.

La giostra, di Roberto Romanelli
Ciao Roberto, caspita che idea originale hai avuto. Ti è venuta in mente solo per MC o è un progetto a cui stai già lavorando? Te lo chiedo perché per il tuo racconto 3K caratteri sono un po’ pochi, si vede che stanno stretti perché su alcune parti corri un po’ troppo e si fa difficoltà a seguirti. Il tema è solo appena sfiorato, ma c’è. Il tuo stile è davvero buono. Con qualche ritocco poteva essere un ottimo racconto.
Laura Cazzari

Kiljedayn
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 28 aprile 2020, 11:23

Salve a tutti! Ecco qui la mia classifica, soffertissima. Siete tutti dei grandi autori e vi faccio i miei complimenti!

CLASSIFICA
1) "L'Assalto" di Andrea Lauro
2) "Al di Là" di Luca Pagnini
3) "Amore Sena Limiti" di Alessio Magno
4) "Il Piede" di Filippo Mammoli
5) "La Giostra" di Roberto Romanelli
6) "Abracadabra" di Emiliano Maramonte
7) "Hybris" di Dario Cinti
8) "Souvenir" di Gimmi La Rosa

COMMENTI
L'Assalto:
Ciao Andrea, piacere di rileggerti!
Non voglio girarci intorno: il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo. Forse è perché ho praticato la scherma anche io e sebbene non abbia mai partecipato a gare di alto livello, ricordo bene lo stress, la fatica, l'ansia. Hai racchiuso tutto questo in uno spazio davvero piccolo ma senza sacrificare un'oncia di efficacia, e per questo ti faccio tutti i miei complimenti. Arianna scopre che il suo limite è l'imposizione della pressione di sua madre, e riconosce la propria inferiorità rispetto a Rossana, in un passaggio che ho trovato molto emozionante, nel quale il "nemico" riacquista un nome, un volto, un'umanità.
Primo posto meritatissimo, nella mia classifica. I miei migliori auguri per questa Edition!

Al di Là:
Ciao, Luca!
Devo ammettere che alla prima lettura, il tuo racconto mi aveva lasciato piuttosto interdetto. Soltanto "riavvolgendo il nastro" sono riuscito a farmi un'idea ben precisa di cosa stesse succedendo. Bravo, bravo davvero, questo è stato un trucchetto molto efficace! Mi resta un quesito: il richiamo alla vanità del Presidente, come si incastra nella storia? Forse il riflesso del presidente ha deciso di guidare la rivolta dei riflessi, stufo di dover costantemente rimirare un vanaglorioso e copiarne i movimenti?
Ti faccio i miei complimenti, davvero una bella prova, per quanto sperimentale!

Amore Senza Limiti:
Ciao, Alessio! Piacere di rileggerti dopo la Sfida alla Ballata di fango e ossa! Questo racconto è decisamente potente, dal punto di vista emotivo. Sono assolutamente convinto che questo sia il maggior punto a favore del tuo lavoro: malinconia, tristezza, tenerezza e amore sono presenti in questa cupa riflessione che precede il suicido del protagonista, sei stato davvero bravo nel trasmettermeli. Mi sento solo di consigliarti, per il futuro, un inizio meno magniloquente. Quando si lavora con un numero così ristretto di caratteri, ritengo sia importante andare dritti al sodo. L'introduzione del tuo racconto, per quanto impreziosita da immagini sicuramente eleganti, risulta un po' farraginosa nel procedere; viceversa, il resto del testo scorre nel suo linguaggio semplice, che non sacrifica niente della potenza emotiva della vicenda, ma anzi, la esalta con i dialoghi fra il protagonista e la madre.
Davvero un buon lavoro, alla prossima!

Il Piede:
Ciao, Filippo, piacere di leggerti e conoscerti! Il tuo è un buon racconto, che raggiunge lo scopo prefisso: mostrarci l'evoluzione del protagonista da "bravo ragazzo" (per usare le parole di Claudio) a detenuto scafato pronto a farsi rispettare con la violenza. Condivido tutte le osservazioni che ti sono state fatte dai commentatori precedenti, forse la scena del piede viene un po' superata con leggerezza; tuttavia, la sua importanza simbolica c'è, e risulta abbastanza efficace. Buona la caratterizzazione di Claudio. In sostanza, un racconto che ho apprezzato. Ti faccio i migliori auguri per questa edition, alla prossima!

La Giostra:
Ciao Roberto, piacere di conoscerti e di leggerti!
Sono contento di incontrare un compatriota della nazione cyberpunk, il tuo racconto mi è decisamente piaciuto, ma ho alcune osservazioni da farti. Partiamo con le note positive: l'ambientazione. Immagino tu abbia giocato il gdr Cyberpunk2020 e sono certo che tu abbia letto Gibson, la tua descrizione dell'immersione lo prova (è un complimento, specifichiamolo). L'atteggiamo del protagonista, la folle crudeltà della Giostra, sono elementi che aiutano a far sentire a casa il lettore cyberpunk. Purtroppo, però, ogni altro lettore meno avvezzo ai tropi del genere credo faccia ben più fatica a digerire quel che accade. E del resto, se proprio devo essere sincero, nemmeno io ho capito fino in fondo cosa abbia visto il protagonista nel Nucleo; capisco che quello sia il "limite" del racconto, probabilmente il fulcro della coscienza della poveretta che ospita suo malgrado la Giostra, ma nel finale risulta davvero un po' confuso. In definitiva, ho personalmente apprezzato il tuo racconto e spero di rileggere il tuo cyberpunk ironico e cattivo, in futuro, ma mi tocca penalizzarti un po' per via dell'aura da "solo addetti ai lavori" che emana.
Alla prossima!

Abracadabra:
Ciao Emiliano, piacere di conoscerti e di leggerti!

Il tuo è un racconto particolare, un esperimento molto coraggioso che si appoggia quasi esclusivamente sull'immedesimazione del lettore, sul "sentire" la voce narrante, lasciandosi guidare da essa in un numero di illusionismo. Devo quantomeno renderti atto di possedere uno stile di scrittura davvero ottimo, che riesce a coinvolgere anche senza ricorrere al dialogo. Tuttavia, al momento del "gran finale", qualcosa (per me, naturalmente) si è inceppato. La grande rivelazione finale mi ha lasciato, purtroppo, un po' deluso. Non è neppure chiarissimo quale sia il limite da superare: il numero sensazionale, che batterà perfino il maestro Houdini? La rottura dello schermo e la conseguente presenza di Tobrell al nostro fianco? Per concludere, il tuo lavoro è davvero ben scritto, ma temo che non mi sia arrivato come avrebbe dovuto. Ti faccio comunque i migliori auguri per la gara, alla prossima!

Hybris:
Ciao Dario, piacere di conoscerti!
Penso che il tuo racconto abbia un problema simile a quello "La Giostra", ovvero che mostri una grande passione per la fantascienza da parte tua. Condividendo questa passione, non ho trovato particolari difficoltà nel seguire la vicenda, nella quale ho rivisto alcune citazioni (ipotizzo) a Warhammer 40k (Tau), Overwatch (Sigma) e a Promare (la Pila umana), che sicuramente ho apprezzato. Dicevo, la vicenda l'ho colta piuttosto chiramente, ma penso che purtroppo non fosse una vicenda da tremila caratteri. Di fatto, sebbene si concluda appena dopo il superamento del limite, mi è risultata un po' vuota. Certo, Omega, viene "punito" per la sua superbia nel voler superare a tutti i costi il limite, ma cosa avviene a tutti gli altri? Sarebbe molto interessante scoprirlo. Forse sarebbe stato meglio se la cocciutaggine della Pila avesse provocato l'esplosione della nave, e il racconto fosse una sorta di registrazione della sua scatola nera, o l'ultima trasmissione inviata alla base. Non credo che il tuo racconto sia incomprensibile, penso solo che sia molto "settoriale" e che richieda un lettore piuttosto versato nel genere di riferimento.
Alla prossima!

Souvenir:
Ciao Gimmi, piacere di conoscerti!
Il tuo racconto è molto particolare e mi costringe a uscire allo scoperto: non l'ho capito. Credo che il limite sia quello della porta della cameretta della "piccola", che potrebbe annullare la forza del padre verso il suo dovere. Ma non ne sono del tutto sicuro. Tuttavia, la forma che hai impiegato è davvero intrigante, sebbene ermetica. L'impressione è che forse avresti potuto rendere un po' più palese il tema del limite, ma a livello stilistico devo farti i miei complimenti e incoraggiarti a continuare così.
Alla prossima!

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antico
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » martedì 28 aprile 2020, 12:35

Una sola classifica mancante all'appello: quella di Sybilla. Tutte le altre sono controllate e valide.

Sybilla Levanti
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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 29 aprile 2020, 16:55

Eccovi i miei commenti e la mia classifica (sorry per il delay, son giorni complicati per me...).

Disclaimer: i commenti sono in ordine di lettura dei racconti, la classifica sotto.
Grazie dell'attenzione.

1 - abracadabra - Ciao Emiliano, bel racconto. Ben costruito e ben scritto, sia in termini di prosa sia di ritmo (io sono una fanatica del ritmo, un racconto come uno spartito musicale deve suonare in armonia). Riguardo al tema, si scorge di sottofondo ma non viene mai esplicitato del tutto, che da un lato rafforza quel senso di attesa e "trattenere il fiato" tipico di un'illusionita puntando sul mistero del non mostrato ma nell'ambito del racconto lo trovo un punto debole nella trama. Infine trovo il finale telegrafato, forse anche a causa della limitatezza dei caratteri a disposizione, e non rende giustizia al resto dello sviluppo.
Complimenti e spero che makes sense.


2 - L'assalto - Ciao Andrea, davvero un bel racconto. E come Arianna, la protagonista, io ne so qualcosa di madri, limiti, ringhi e annessi quindi mi ci sono immedesimata. Hai uno stile pulito e armonico, l'utilizzo di frasi relativamente brevi e la scelta di andare a capo a ogni dialogo rispecchia il senso della scena e dell'incontro tra le due atlete.
Well done.


3 - Il piede - Ciao Filippo, racconto che pone in primo piano come, se indirizzati (bene o male non ha importanza dato che siamo noi a dare una direzoine positiva o negativa rispetto alla partenza), i limiti che abbiamo dentro si possono, se non superare, di sicuro spingere un po' oltre rispetto ai confini che abbiamo, che ci siamo costruiti o che la society ci ha costruito intorno.


4 - Amore senza limiti - Ciao Alessio, ho apprezzato il tuo racconto. Delinea uno spaccato di vita che molti, a un certo punto, ci troviamo a vivere che lo vogliamo o no costringendoci a fare i conti con quei limiti che spesso nemmeno ci rendiamo conto di avere. Non sono una grande appassionata delle descrizioni dettagliate dei rapporti tra persone preferendo pennellarli in altri termini ma trovo che la tua scelta di esplicitarli sia invece appropriata all'interno della scena che descrivi nel racconto.

5 - Hybris - Che dire Dario? Da fan di sci-fi trovo il tuo racconto bello bello. Hai uno stile pulito e armonico che rende la lettura piacevole e scorrevole. Da ex studente del classico ho amato la scelta del titolo come pure quella dei nomi dei protagonisti. Non trovo particolari difetti nel tuo racconto, forse avrei gestito diveramente la parte dei dialoghi, andando a capo o comunque creando uno spazio dedicato per farli risaltare rispetto al resto nella narrazione.
Well done!

6 - Al di là - Luca, che dire? Ho apprezzato molto il tuo racconto, l'idea dell'andare a ritroso nel tempo makes sense specie quando si intuisce che fa riferimento al mondo dei riflessi e non a quello dal'altra parte. Il fatto che il limite sia lo specchio non emerge in modo chiaro e questo, nell'ambito del contest, rappresenta un piccolo limite dato che bisogna scavare un po' a fondo per arrivarci.
Una buona prova.

7 - Souvenir - Gimmi, dove sta il limite nel tuo raccont? Honestly non l'ho trovato (ma mi sa che sono in buona compagnia).Non vuole essere un rimprovero ma davvero, non l'ho capito. Posso avanzare ipotesi, il limite nel non voler cambiare vita? Il limite del "dovere2 (in caso si tratti di viaggi di lavoro, ad esempio). Le interpretazioni possono essere davvero molteplici ma nell'ambito del contest purtroppo diventa un punto a svantaggio del tuo altrimenti ben riuscito racconto.


8 - La giostra - Ciao Roberto. Il racconto lo trovo ben strutturato, anzi, forse pure troppo con riferimenti che possono essere capiti da chi ama il genere cyberpunk o comunque la sci-fi. Mi sono piaciuti quei riferimenti eh, io amo scrivere cose infarcendole di tutti i dettagli precisini che posso e capisco l'intento. Non hai palesato il tema ma l'hai lasciato all'interpretazione del lettore. Un po' rischiosa come scelta ma apprezzabile.


Classifica -

1 Hybris.
2 La giostra.
3 L'assalto .
4 Abracadabra.
5 Amore senza limiti.
6 Il piede.
7 Al di là.
8 Souvenir.

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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 30 aprile 2020, 12:18

Avete ricevuto tutte le classifiche, nei prossimi giorni posterò i miei commenti.

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Re: Gruppo LA DANZA DEI VELENI: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 8 maggio 2020, 17:31

Ecco a voi la mia classifica per il vostro gruppo!

1) L’assalto, di Andrea Lauro
Racconto sostanzialmente perfetto. Hai una grande capacità di conduzione del racconto, sai dove vuoi arrivare e ci arrivi. Protagonista ottimamamente delineata, doppio conflitto (in pedana e con la madre), finale pregno di significato. Un pollice su senza se e senza ma.
2) Abracadabra, di Emiliano Maramonte
Approvato. Ti prendi i tuoi rischi, ma li inserisci in un testo impeccabile. Il lettore ti segue avvinto poi, quando il gioco comincia a disvelarsi, lo colpisci con il tuo affondo. Sono stato inizialmente incerto perchè, come ormai avrai capito, tendo ad approcciarmi con sospetto a questo tipo di operazioni, ma questo perché ritengo che debbano essere inserite in una struttura ineccepibile. E la tua lo è. Pollice su, per me.
3) Il piede, di Filippo Mammoli
Racconto molto buono che mi lascia un pelo incerto solo sul finale. Bellissimo il duetto tra il protagonista e Claudio e nulla da dire sulla scena del piede, secondo me giusta. I miei dubbi sul finale sono motivati da una presentazione del protagonista sostanzialmente dipinto come debole che, d'improvviso, diventa tosto come Claudio per difendere quelli che sono i suei limiti e va benissimo non fosse che fino a quel punto siamo stati testimoni di un uomo pieno di dubbi e fuori contesto e d'improvviso ce lo vediamo così cambiato. E ci sta alla grande dopo cinque settimane di prigione, solo mi è sembrato proposto in modo troppo repentino in rapporto all'equilibrio del racconto. Pollice quasi su per me.
4) La giostra, di Roberto Romanelli
Molto vicino al pollice su o quasi su e non li raggiunge solo perché ci sono imprecisioni e refusi che rallentano la lettura quando non la rendono meno immediata, nonostante la parola IMMEDIATO non sia proprio la più giusta da affibiare al racconto. La storia c'è ed è ben raccontata, i personaggi ci sono e sono ben delineati, qualche criticità sul finale e sul nucleo che sta collassando, ma nulla di grave. Bella prova e un invito ad allargare il racconto in qualcosa di più ampio perché merita.
5) Sovenir, di Gimmi La Rosa
Finalmente un dettaglio che mi mancava di te: scrivi per i fumetti. Si vede, soprattutto in questo racconto, nel come hai trattato queste tapparelle e te le sei portate in giro per tutta la "tavola" del tuo racconto. Mi è piaciuto, ma forse un pelo di maggiore chiarezza sarebbe stato più funzionale: 1) qualche parola in più sulle statuine, 2) "fissa la mattina dopo sul pavimento" è una frase bellissima, ma molto criptica, forse oltre il limite di quello che dovrebbe, 3) si dovrebbe percepire un pochetto di rimorso in più. Pollice tendente al positivo anche qui e anche qui un po' al pelo e credo che questo proliferare di giudizi simili in questo gruppo sia proprio dovuto al fatto che siete in tanti ad avere voluto sperimentare con racconti ancora non nella loro forma ideale.
6) Amore senza limiti, di Alessio Magno
Hai scelto la via per il racconto e l'hai seguita per bene, senza sbavature. Nessun appunto sulla forma se non quello che la prima parte è un pelo troppo pesante e, a mio parere, va alleggerita. Il problema sta a mio avviso nella tua scelta di spiegare troppo nella parte centrale in un dialogo che, per forza di cosa, ne esce forzato e artefatto. Ecco, più che un dialogo unico ci avrei visto svariati spezzoni tratti da vari momenti, meno espliciti e più narrativi. Questo avrebbe permesso di arrivare al medesimo finale facendo empatizzare maggiormente con il protagonista e risultando più show e meno tell. In definitiva, un pollice tendente verso l'alto, ma in modo non brillante.
7) Hybris, di Dario Cinti
Prima cosa: ci sta reagire a commenti che non rispecchiano le nostre attese. L'ho fatto io stesso più volte nel corso delle mie partecipazioni e, nel tempo, ho imparato a non rispondere subito, ma a fare passare del tempo per "calmarmi" perché i nostri scritti sono "cose nostre" e sentirli criticare ci colpisce direttamente nell'intimo.
Detto questo, ci sta anche che in un contesto in cui si interagisce con autori di svariati generi, ci sia chi ha più strumenti per comprendere e apprezzare e chi non può proprio gradire e anche questo è importante perché ci fornisce un ritorno più variegato e completo.
I nostri beta reader possono apprezzare di più perché 1) sono già selezionati tra lettori che hanno gusti affini ai nostri e 2) ci conoscono e sanno già a prescindere cosa aspettarsi.
Io arrivo già dal campo della fantascienza e il testo mi è stato chiaro pur con le dovute precisazioni: 1) i nomi dei protagonisti sono tali da avermi fatto pensare da subito ad androidi e quando ho capito che ci fossero umani ho un pelo faticato a comprendere chi fosse chi, 2) ho apprezzato molto il tuon non inserire infodump, ma forse qualche semina più specifica ci sarebbe stata bene per permetterci di comprendere meglio soprattutto Omega e il suo passato, oltre al contesto più generale. Questo sono tutte criticità che mi portano a non stupirmi se il testo non è compreso da tutti, soprattutto da chi si muove in ben altri generi. Ma è proprio questo il valore aggiunto di un contesto (non contest) come Minuti Contati: quello di restituirti l'immagine che dei tuoi racconti arriva dal contesto più allargato della realtà.
Arrivando al giudizio: per me è un pollice tendente all'alto, ma al pelo pelo a causa delle criticità che ti ho rilevato.
8) Al di là, di Luca Pagnini
Ecco, qui abbiamo un'idea geniale che però, a mio avviso, necessita di ancora un po' di lavoro per rendere al meglio. Prima cosa, un dubbio strutturale: gli appunti sul diario così ravvicinati alla fine (inizio) mi hanno lasciato perplesso così come penso che dovresti essere più chiaro sul giorno 27 e su chi sia, a quel punto, a scrivere. Probabilmente, risolto quello andrebbe più a posto anche il finale con la figura del Presidente vanesio, ma è da provare. Giustissimi gli appunti che ti ha fatto Davide, li condivido in pieno. Lavoraci che ne viene fuori un capolavoro. Allo stato attuale, è ancora tutto in potenza, direi un pollice tendente verso l'alto sulla fiducia, nel senso che una volta a posto arriva al su con lode. Dispostissimo a nuove letture nel caso tu lo riprenda.

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