Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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jimjams
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Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » lunedì 22 giugno 2020, 23:01

L'uomo in camice bianco sembrava la caricatura dello scienziato pazzo. Occhi spiritati, capelli lunghi e spettinati, insomma un quadro per niente rassicurante. D'altra parte trattare con lui era l'unico modo che aveva per raggiungere il suo obiettivo.
"Ha portato i soldi?"
Argo allungò il microchip vCoin sul tavolo sporco. A quella vista il medico mostrò un sorriso sdentato, passò il chip sul ricettore e annuì soddisfatto.
"Bene, bene, ecco il suo certificato di vaccinazione."
Argo lo raccolse e se ne andò senza salutare. Gli sembrò di sentire il vecchio sghignazzare, ma fece finta di niente. La sua era la sesta generazione di novac e non sarebbe certo stata l'ultima.

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L'addetto all'imbarco alzò gli occhi dal terminale e lo squadrò di sottecchi.
"Non risulta la vaccinazione" sibilò querulo, con l'aria di chi ha beccato un bimbo con le mani nella marmellata.
"L'ho fatta questa mattina" rispose Argo, e aggiunse "brutto stronzo" tra sé e sé. Consegnò il chip all'impiegato e per un attimo gli venne il dubbio che il vecchio medico corrotto lo avesse fregato. Ma il terminale emise un bip rassicurante e l'addetto, non troppo felice del risultato, glielo restituì.
"Può andare, buon viaggio".
Argo si trattenne dal gioire apertamente, ma ribolliva dentro. Ci era riuscito, sarebbe partito.

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Quando lo svegliarono aveva ancora un pizzico di quell'euforia in corpo. Nei giorni che li separavano dallo sbarco reagì bene alla procedura di riabilitazione psicofisica. Alla fine si sentiva in forma come non mai e non certo per merito del super vaccino, come continuavano a ripetere, visto che non lo aveva fatto.
All'arrivo ci sarebbe stata una specie di cerimonia di benvenuto, spiegarono loro come si sarebbero dovuti disporre una volta a terra e come si sarebbe svolta la cosa. In tutto un'oretta, poi sarebbe stato libero di fare quello che voleva. Non vedeva l'ora. Avrebbe lasciato passare qualche mese, poi avrebbe gridato al mondo la verità, sputtanando finalmente l'industria farmaceutica che viveva sulle spalle della gente grazie a quell'inutile vaccino.
Non ci sarebbe voluto molto.

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Li fecero scendere in fila per due, per poi disporsi sul piazzale in una specie di formazione militaresca, non troppo ordinata ma tutto sommato decente.
Di fronte a loro le autorità locali, il capo della colonia, qualche militare, il responsabile della sicurezza sociale.
Fu proprio quello che venne dritto verso di lui tra il mormorio dei presenti.
"Un altro coglione che non si è vaccinato" gli disse, senza mezzi termini.
Argo si chiese come avesse fatto a sapere. Forse il vecchio dottore alla fine era davvero uno spione. Ma non aveva importanza, sarebbe stato meglio aspettare, ma ormai era lì, aveva dimostrato che il vaccino non serviva.
"Sì, non mi sono vaccinato" strillò "eppure non mi è successo niente!"
Il militare scrollò la testa e, ripetendo un gesto che doveva essergli usuale, estrasse uno specchio e glielo porse.
Per un paio di secondi Argo non capì, poi si guardò. Nello specchio vide la sua faccia, nello stessa occhiata vide le sue mani.
L'uomo di fronte a lui annuì. "Eh sì, la sua pelle è verde, non è un trucco, si tratta di un batterio locale, e non c'è cura. Ringrazi il cielo che non ha altri effetti, e benvenuto su Marte."



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eleonora.rossetti
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 23:02

Ciao Mario, ci sei anche tu! Tutto ok coi parametri, buona Cerbero Edition!
Uccidi scrivendo.

alexandra.fischer
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » martedì 23 giugno 2020, 16:28

VIDAVIRUS di Mario Pacchiarotti Tema centrato. E anche in modo originale. Il Nostro è un migrante su Marte e ha contratto un virus marziano (vedi il colore verde della pelle) per essersi astenuto dalla vaccinazione obbligatoria. Meno male che il militare si limita a sgridarlo e lo lascia comunque passare. Mi è piaciuta la scena del pagamento elettronico al medico compiacente (figura caricaturale einsteiniana) e anche la trovata del falso certificato di vaccinazione. C’è la giusta dose di tensione (vedi la scena all’imbarco, dove l’addetto qualche sospetto ce l’ha).
Attento a:
per separare i paragrafi è meglio se usi gli asterischi. Questo a uso dell’Editor Esigente.

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Sirimedho
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » martedì 23 giugno 2020, 20:59

Ben ritrovato, Mario. Racconto in stile scanzonato, che prende in giro una certa tendenza a non volersi vaccinare, che sta emergendo forte anche ora con il coronavirus. Anche nella cattiveria di aver fatto prendere il virus al povero scioccarello, non riesci però ad essere buono e fargli solo prendere una bell’aspetto “marziano”. Sembra di capire che il vaccino costi molto, si capisce meno la ragione per cui il protagonista ne sia un acerrimo nemico: no vax? Contro il capitalismo delle aziende farmaceutiche? Spirito di trasgressione? Forse tutto questo insieme e magari anche di più.

In fondo, sta cambiando pianeta, non deve essere proprio un’anima cheta, forse un filino isterico, come sembra dall’ultimo strillo prima della verità. Alla seconda lettura ho capito cosa volesse dire “novac” (immagino sia “no-vaccini”) mentre all’inizio pensavo fosse una marca di robot, cosa che mi aveva creato qualche scompenso.

Divertente che la cosa sia così comune che il militare vada agli incontri già munito di specchio.

Racconto divertente e ben costruito. Tema centrato appieno.

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maurizio.ferrero
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » mercoledì 24 giugno 2020, 8:25

Ciao Mario,

Tema centrato in maniera ironica, ben delineato il protagonista appartenente a una certa branca di disagiati, che pur di dimostrare un punto immaginario si sottopone a rischi inutili. Il racconto funziona bene e, pur sapendo già dove voglia andare a parare fin dall'inizio, si è incentivati a proseguire per vedere cosa accadrà al malcapitato. Oltre al danno, la beffa: d'ora in poi, chiunque se lo troverà davanti, riconoscerà immediatamente la sua cretinaggine.
La cosa più fantascientifica del racconto, comunque, è che i novax sopravvivano fino alla sesta generazione.

A presto!

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giulio.palmieri
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » giovedì 25 giugno 2020, 2:36

Ciao Mario, piacere di leggerti.
Ho trovato il racconto molto chiaro e scorrevole, sebbene suddiviso in quattro paragrafi. Scorre dall'inizio alla fine, e il messaggio è chiaro: nel finale il protagonista fa la totale figura dell'ingenuo, esattamente come "lo contrapasso" a cui lo hai sottoposto: un battere che lo distingue dagli altri marchiandolo con un colore che rappresenta, a mio avviso, la vergogna. Topic centrato in pieno. Buona edition.

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Luca Nesler
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » giovedì 25 giugno 2020, 11:41

Ciao Mario. Simpatico racconto che ci mostra la figuraccia di Argo, il novax di sesta generazione. Sono certo che i novax di oggi non troverebbero la "perculata" altrettanto spiritosa (ma sono certo che la cosa non ti turbi) :D
Il racconto scorre senza intoppi, ma anche senza particolari guizzi. Per fare un paragone, lo trovo simile a una vignetta da settimana enigmistica ben riuscita: diverte, ma si dimentica in fretta. Il finale mescola gli "omini verdi" marziani all'evidenza dell'ignoranza di Argo che non conosceva nemmeno il motivo del vaccino contro cui si è accanito, rendendolo ancora più ridicolo. Questo, da un lato aumenta lo spasso del racconto, dall'altro lo rende meno credibile. In ogni caso la credibilità è secondaria in un racconto comico, quindi non penso che sia un fattore penalizzante.

Alla prossima!

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wladimiro.borchi
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » giovedì 25 giugno 2020, 16:38

Ciao Mario,
sempre un piacere leggere i tuoi racconti.
Ho trovato, come sempre, la prosa ineccepibile e il l'idea molto carina.
Mi sarebbe piaciuto un finale più disperato, alla fine la pelle verde è un danno collaterale abbastanza sopportabile.
Pensa che bello se il furbacchione si fosse trovato con un pene al centro della fronte (magari costretto a portare le mutande in faccia per l'eternità) sarebbe stato fantastico.
Ma questo è l'unico appunto che mi sento di fare: più cattiveria la prossima volta, chi non si vaccina abbia conseguenze peggiori!
Un abbraccio e a presto
Wladimiro

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Piscu
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » venerdì 26 giugno 2020, 15:30

commento anche se non ti devo votare :)

racconto simpatico, però rimane forse troppo "moderato". visto che punti su un twist che non è così sconvolgente, credo che avrebbe funzionato meglio esagerando in maniera quasi macchiettistica le caratteristiche del personaggio e del contesto in generale, facendolo diventare praticamente uno sketch.

poi però non chiedermi come perché non sono bravo a far ridere

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Simone Cassia
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#10 » domenica 28 giugno 2020, 0:30

Ciao Mario,
è un piacere leggerti. Come fai spesso, ti sei lanciato sul campo della fantascienza, terreno su cui ti muovi con l'agilità di una gazzella, e questa volta dai un tono comico e canzonatorio che si intuisce già all'inizio dalla descrizione del dottore.
Azzardo che in questo caso non si tratti del tuo racconto più ispirato, perché, come già fatto notare da Luca, il racconto scorre senza infamia e senza lode, portando a casa il risultato senza sforzi particolari.
L'unica cosa che mi sento di dirti è che forse avrei fatto emergere maggiormente la vena complottista e antiscientifica del protagonista un po' di più.
Nel complesso una buona prova.
A rileggerci

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Andrea Partiti
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#11 » martedì 30 giugno 2020, 12:29

Il tema è centratissimo e mi stupisco di non aver neppure pensato ai vaccini, per come sono un argomento martellante di questa era.
Mi piace molto il ritmo del racconto, la divisione in scene con i momenti chiave dell'emigrazione e che ci danno uno spaccato molto preciso e localizzato di quel che sta succedendo.
Sono d'accordo con alcuni commenti precedenti sul finale debole. Non riesco ad immaginarmi un batterio con un effetto solo estetico che potrebbe renderebbe obbligatorio il vaccino, non in maniera così rigorosa almeno. Inoltre il protagonista sembra non essere consapevole di quale sia l'effetto della malattia contro cui si vaccina, non si aspetta lo specchio, non si controlla la pelle. Questo gioca molto a suo favore, bigpharma che sfrutta questo obbligo per arricchirsi vaccinando obbligatoriamente contro una malattia che viene demonizzata, ma dall'altro lato mi stupisce che dicano così liberamente di fronte a tutti che gli effetti sono solo estetici, se è questo gran segreto.
Insomma, ci sono degli ottimi fili ma che non sembrano tornare insieme nel finale per creare una scena coerente, che trovo necessaria anche in un racconto con un taglio (apprezzabilmente) umoristico.

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antico
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Re: Viridavirus - Mario Pacchiarotti

Messaggio#12 » martedì 7 luglio 2020, 15:14

Molto buono. Tema preso in pieno, racconto gestito bene, anche una bella critica a un topic del momento (che spero non arrivi fino alla sesta generazione). Vero è che questo "virus" e la sua presunta segretezza sono un punto debole della logica che sottende il contesto. Per me un pollice quasi su.

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