I fatti - Giulio Palmieri

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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giulio.palmieri
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I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#1 » lunedì 22 giugno 2020, 23:44

– Quante pastiglie prendeva al giorno sua sorella?
– Non erano pastiglie. Era eparina.
Il commissario Cenci guardava Rachele Calmusi, seduta alla scrivania, le mani ossute posate su una borsetta in una posa da educanda di collegio, mentre l’appuntato Simeri batteva sui tasti circolari della Klein-Adler, ritmando il silenzio dell’interrogatorio. Faceva caldo a giugno, a Otranto.
– E come assumeva la sostanza donna Betta?
– Tramite iniezioni in endovena. Gliele facevo io. Anche questo dovrebbe saperlo.
Donna Rachele pareva giovane, di una bellezza invecchiata. I capelli grigi necessitavano di un po’ di colore, e la gonna nera sulle gambe le nascondeva le caviglie. Il commissario aveva un certo fiuto per le donne: oltre a piacergli, lo portavano, il più delle volte, nel cuore di quelli che lui chiamava i fatti. Era stato un fatto, ad esempio, che la sorella di donna Rachele, donna Betta Calmusi, fosse stata colta da infarto dieci giorni prima. L’infarto era stato confermato da regolare referto del medico che la seguiva.
– Oh, certo. Stai scrivendo, Simeri? Benissimo.
Era anche stato un fatto che pochi giorni prima della morte donna Betta avesse fatto testamento, lasciando la casa di cui era proprietaria alla sorella Rachele, escludendo del tutto i fratelli e la governante, che l’aveva assistita per vent’anni. Il commissario Cenci aveva raccolto quelle voci da alcuni conoscenti della donna, dai fratelli e dalla governante. E dal proprietario della farmacia del porto. D’altronde certi fatti li conoscevano tutti.
– Simeri, mi fai un favore? – continuò Cenci, alzando la voce. – Scrivi anche che donna Betta aveva allentato l’assunzione di eparina da circa quindici giorni, prima di essere colta da infarto?
Simeri non parlava mai. Cenci gli aveva insegnato a non intervenire, perché gli interrogatori spettavano a lui. – Scrivi anche che aveva confidato al farmacista di doversi togliersi un dente. D’altronde si sa: non poteva subire l’operazione sotto effetto degli anticoagulanti, e per questo aveva diminuito l’acquisto delle dosi di eparina. Però, qui sta il fatto. Penso che una sorella premurosa, a cui aveva lasciato tutto, l’avesse convinta a non prenderne affatto, per pochi giorni: d’altronde coi denti non si scherza, e neanche coi medici. Vero, signorina Calmusi?
– Cosa vuole dimostrare, Cenci? – rispose donna Rachele a voce bassa. Aveva riposto la borsetta a terra e lo guardava con due grandi occhi neri che erano tutta la sua bellezza.
– Continuo a scrivere, commissa’? – intervenne Simeri, nel silenzio afoso dell’ufficio.
– Sime’. Hai fatto bene a chiedermelo. Non scrivere più. Certi fatti si sanno e basta, non sono dimostrabili. Li diciamo per saperli, per ripeterceli tra di noi, anche oggi, che tutti sono in vacanza.
La governante di donna Betta mi ha suggerito che l’eparina va presa a dosi regolari, ogni giorno, e che donna Rachele è un gendarme nel badare alla sorella. Sta con lei da poco più di un anno, da quando si è separata dal marito, fuggito in Albania, senza lasciarle niente. Donna Rachele abita al piano di sotto, e donna Betta di sopra. Sono sempre state lontane, per una vita, almeno fino al giorno in cui, per ringraziarla, donna Betta la porta dal notaio per lasciarle la casa. Vivranno assieme ancora per poco però, perché donna Rachele la convincerà a non assumere l’eparina, giusto fino all’operazione concordata col medico. Il farmacista, negli ultimi giorni, vede calarne l’acquisto. In fondo, l’unico demerito di donna Rachele è ciò che non ha fatto: ha omesso solo alcune punture, quanto bastava perché a donna Betta capitasse in un infarto. È andata così, vero, donna Rachele?
Ultima modifica di giulio.palmieri il lunedì 22 giugno 2020, 23:47, modificato 2 volte in totale.



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eleonora.rossetti
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 23:45

Ciao Giulio, benvenuto! Hai un po' sforato, ma hai tempo fino all'una per rientrare nei 3333 caratteri e non incorrere in malus!
In bocca al lupo e buona Cerbero Edition!
Uccidi scrivendo.

Sybilla Levanti
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#3 » martedì 23 giugno 2020, 18:44

I FATTI - Ciao Giulio, penso che questa sia la prima volta che ti commento un racconto e l'ho apprezzato: sono un'amante dei polizieschi e dei thriller e l'idea potrebbe anche essere ampliata, a mio avviso.Il topic l'hai colto e sviluppato bene. Da un punto di vista strutturale del testo, trovo che sia scorrevole. Ci sono alcuni termini che non mi convincono, come "allentato" riferito all'assunzione dell'eparina per citarne uno ma non rappresentano un problema all'interno dell'economia generale del racconto.
Questa frase, invece,
I capelli grigi necessitavano di un po’ di colore, e la gonna nera sulle gambe le nascondeva le caviglie.
non mi convince per come l'hai formulata. Il senso è chiaro ma mi sembra che manchi qualcosa a livello sintattico.
Comunque un buon lavoro e un thumb up per te.

Sybilla

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Piscu
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#4 » giovedì 25 giugno 2020, 11:02

non è facile condensare un giallo in così poco spazio, e purtroppo credo che tu abbia avuto qualche difficoltà nel bilanciare la storia. infatti l'introduzione è molto distesa, con descrizioni e dettagli, ci fai vedere i personaggi e il contesto. poi nel finale hai dovuto sintetizzare tutto in uno spiegone che il commissario sputa tutto d'un fiato a beneficio del lettore, perché il racconto sta finendo e bisogna tirare le fila. la storia, anche se non originale, funziona, ma il racconto soffre molto di questo disequilibrio. sarebbe stato meglio diluire meglio le informazioni, mettere qualche primo indizio già nella prima parte e non dover quindi fare lo spiegone alla fine. credo che già rimuovendo il personaggio dello stenografo o quel che è, che di fatto non aggiunge niente, avrebbe dato più spazio di sviluppare la storia meglio.

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giulio.palmieri
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#5 » giovedì 25 giugno 2020, 13:55

Ciao, grazie per i commenti. In effetti condensare un giallo in poco spazio è una bella scommessa. Per quanto riguarda Simeri, è un personaggio che nel mezzo del raccontino semtte di battere a macchina, evidenziando che il caso dell'interrogatorio non può essere dimostrato. Si basa tutto su fatti deducibili (da "i suggerimenti" dei parenti della donna) che vanno in direzione del topic: so cosa non hai fatto, nel senso "a 'sto giro ti ho beccato, anche se non possiamo dimostrarlo". il riassunto finale serve (nelle intenzioni) a dare coerenza, delineando i fatti umani dietro la vicenda (le sorelle che vanno a convivere, la gratitudine di donna Betta etc. etc.). Buona edition!

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Davide Di Tullio
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#6 » sabato 27 giugno 2020, 23:51

Ciao Giulio

Devo ammettere che ci vuole coraggio a scrivere un giallo in così poco spazio e la cosa ti fa onore. Nel contempo devo però ammettere che il risultato resta un po' deludente. Il racconto parte bene (Anche se a mio avviso chiamare "donna" anziché "signora" la protagonista risulta un po' anacronistico nell'Italia di oggi). Il maresciallo anziché andarsi a leggere il testamento raccoglie delle "voci" e anche questo suona un po' bizzarro. La prima metà della vicenda è scritta in forma di dialogo, poi parte lo spiegone, che sembra dell'autore onnisciente, ma vista la chiosa potrebbe essere del maresciallo. Insomma un po' si confusione sul PDV che certo non aiuta a metabolizzare la vicenda.
A rileggerci!

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giulio.palmieri
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#7 » lunedì 29 giugno 2020, 1:25

Ciao Davide, ti ringrazio per il commento. In effetti, recepisco il fatto che uno spiegone a fine racconto (breve o lungo) possa essere assimilabile a un pdv onnisciente, in quanto, si vanno a dare tutta una serie di informazioni senza che il lettore le abbia acquisite poco per volta (per quanto lo spiegone in questione faccia parte del discorso in prima persona del personaggio principale). In questo racconto mi serviva per dare coerenza al tutto; ma ovviamente non sta a me il giudizio.
Per il fatto di usare il "donna", be', è un espediente per contestualizzare il racconto in un ambiente diverso da quello di ogni giorno. Saluti e buona edition

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Vastatio
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#8 » lunedì 29 giugno 2020, 8:30

Ciao,

il fatto è che hai finito lo spazio. Solo così si spiega l'infodump finale (non è che, solo perché è in un dialogo, non puzza di infodump). E il problema è che tutto il ragionamento del "commissario" si basa su voci che potrebbero, facilmente (forse), essere dimostrate da ricette del medico non usate in farmacia, da flaconi di erparina buttati ancora pieni, o il conto delle siringhe che non quadra. Non è che stiamo parlando della morte di "ieri" e del commissario che, in meno di 24 ore, sbroglia la matassa, usando solo voci e il suo intuito. Son passati dieci giorni!

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giulio.palmieri
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#9 » lunedì 29 giugno 2020, 12:32

Vastatio ha scritto:Ciao,

il fatto è che hai finito lo spazio. Solo così si spiega l'infodump finale (non è che, solo perché è in un dialogo, non puzza di infodump). E il problema è che tutto il ragionamento del "commissario" si basa su voci che potrebbero, facilmente (forse), essere dimostrate da ricette del medico non usate in farmacia, da flaconi di erparina buttati ancora pieni, o il conto delle siringhe che non quadra. Non è che stiamo parlando della morte di "ieri" e del commissario che, in meno di 24 ore, sbroglia la matassa, usando solo voci e il suo intuito. Son passati dieci giorni!


Ciao, guarda ti invito a valutare l'idea di fondo in funzione della sua realizzazione. Lo spiegone finale serve a dare chiarimenti non emersi prima e a ricostruire i rapporti tra i personaggi. Poi, il racconto è brevissimo, e bisogna intendersi su cosa far passare al lettore. Ti faccio presente che il commissario cita la diminuzione degli acquisti d'eparina e il fatto che la protagonista era soggetta a orari ferrei di somministrazione (il che giustifica che la vittima abbia reso la sorella destinataria dei propri beni).
A mio avviso, produrre prove tangibili non aveva senso, principalmente perché la protagonista doveva essere accusata "per ciò che non ha fatto" e questo può avere fondamento in una realtà in cui tutti si conoscono (id est: paesino del sud) ma in cui le "voci" provano una certa versione dei "fatti".
Se non ti convince amen, ti invito però a valutare se la base dell'idea sia ben restituita al lettore.

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Piscu
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#10 » lunedì 29 giugno 2020, 15:37

chiedo scusa se intervengo in merito a un commento non mio, ma visto che si parla della stessa cosa che avevo segnalato:

giulio.palmieri ha scritto:Lo spiegone finale serve a dare chiarimenti non emersi prima e a ricostruire i rapporti tra i personaggi. Poi, il racconto è brevissimo, e bisogna intendersi su cosa far passare al lettore.


non mi puoi giustificare uno spiegone in questo modo. è come se io andassi in pizzeria e mi portano la mozzarella a parte dicendo "questa considera che va con la pizza". beh tante grazie, ma non è così che me la servi!

proprio perché il racconto è breve, bisogna fare in modo che le informazioni siano nella quantità giusta e somministate ai momenti opportuni.

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Vastatio
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#11 » martedì 30 giugno 2020, 10:35

giulio.palmieri ha scritto:Ciao, guarda ti invito a valutare l'idea di fondo in funzione della sua realizzazione. Lo spiegone finale serve a dare chiarimenti non emersi prima e a ricostruire i rapporti tra i personaggi. Poi, il racconto è brevissimo, e bisogna intendersi su cosa far passare al lettore. Ti faccio presente che il commissario cita la diminuzione degli acquisti d'eparina e il fatto che la protagonista era soggetta a orari ferrei di somministrazione (il che giustifica che la vittima abbia reso la sorella destinataria dei propri beni).
A mio avviso, produrre prove tangibili non aveva senso, principalmente perché la protagonista doveva essere accusata "per ciò che non ha fatto" e questo può avere fondamento in una realtà in cui tutti si conoscono (id est: paesino del sud) ma in cui le "voci" provano una certa versione dei "fatti".
Se non ti convince amen, ti invito però a valutare se la base dell'idea sia ben restituita al lettore.


Ciao,

guarda, io sono un "glorioso" esponente del "non si capisce". Un po' per mia deformazione (tendo a omettere troppo) un po' per "dimensione".
Le storie che creo, o che evolvono durante la stesura, non "stanno" in 3k. Io e te possiamo darci tutte le scusanti di questo mondo o dare degli assunti che riteniamo accettabili riguardo a cosa omettere/dare per scontato, ma, in un'ottica di miglioramento ficcare la testa sotto la terra per via del "visto che ho poco spazio allora posso rilassare alcune buone usanze", nel momento in cui non trovano riscontro nei commenti, serve a poco.
Personalmente, visto il tempo trascorso, dieci giorni, trovo poco credibile che si basi tutto sulel voci e, come ho scritto (chiaramente opinabile) anche il NON FATTO lascia tracce.
PS: non sono un grande esperto di "legislazione italiana" sulle successioni, ma mi pare che il testamento sia sempre impugnabile dai parenti in linea diretta, quindi il fatto che vengano estromessi gli altri fratelli (in assenza di figli) lascia il tempo che trova.

Kiljedayn
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#12 » mercoledì 1 luglio 2020, 15:19

Ciao, Giulio, piacere di conoscerti e leggerti per la prima volta!

Come già in passato, mi tocca uscire allo scoperto: il giallo , soprattutto all'italiana, non fa proprio per me, a livello di gusto personale. Chiaramente sul mio giudizio cerco di non lasciarmi influenzare dalla cosa, ma mi sembra onesto avvisare. Il tuo racconto, come ti hanno già detto, sembra un po' grosso per questi 3k caratteri maledetti. L'inizio è molto buono, l'uso di forme un po' desuete e la descrizione della protagonista aiutano molto a predisporre il "feeling" della tua scena, non è difficile immaginare questo ufficio piccolo e soffocante nel caldo di Otranto. Il commissario, sicuro di quali siano i fatti, gioca con la sospettata come fa il gatto col topo, si prende il suo tempo, insinua, testa le difese della sua avversaria. Questo, però, fintanto che sentivi di avere spazio a sufficienza: esauriti i caratteri, la velocità della scena si impenna, a scapito di quell'atmosfera costruita in precedenza.
Onore al coraggio di proporre un genere così complesso in uno spazio tanto ridotto, e ti faccio un grosso in bocca al lupo per la gara!

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giulio.palmieri
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#13 » mercoledì 1 luglio 2020, 15:40

Salve, grazie per i commenti. Di sicuro lo spazio è stato tiranno, e in effetti... forse continuare il racconto con qualche altro indizio potrebbe starci. Se la prima scena funziona potrebbe valere la pena continuarlo. Ci penserò.
Per quanto riguardo il tema dei dettagli (ricette del medico etc.) sì, si poteva fare, ma ho puntato tutto sullo scioglimento finale, presupponendo che il commissario avesse già i dettagli in suo possesso. Per quanto riguarda i diritti di successione, dovrei verificare, ma in caso di testamento scritto credo che i fratelli e/o sorelle non designati possano tentare le vie legali, ma la questione rimane aperta. Mi segno il punto e lo verifico a fondo, ad ogni modo. Grazie per i vostri commenti, sono le critiche che aiutano a crescere. E buona edition a tutti
Ultima modifica di giulio.palmieri il giovedì 2 luglio 2020, 3:21, modificato 1 volta in totale.

Giulio_Marchese
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#14 » mercoledì 1 luglio 2020, 20:29

Ciao Giulio,
Le cose che ho apprezzato del racconto sono l'incipit e i personaggi, li ho trovati abbastanza simpatici.
Continuando a leggere, però, la cosa che mi ha colpito è che, per essere un interrogatorio, mancano le domande. Ce ne sono poche e sono per lo più domande retoriche, contengono la risposta e l'interrogatore chiede solo conferma di quanto ha già dedotto in separata sede, finendo così per assomigliare (soprattutto nel finale) alla spiegazione delle deduzioni più che a un vero interrogatorio.
In diversi passaggi non mi era chiaro quando si trattasse di dialogo e quando di narrazione, la scelta del trattino lungo, in questo senso, la ritengo un errore: con i caporali avresti potuto rendere più chiara la distinzioni tra le parti dialogate e quelle narrative. Ho letto nelle tue risposte ai commenti che lo spazio è stato tiranno, sicuramente vero, però avresti dovuto settarti sul numero di caratteri a disposizione e valutare, eventualmente, di semplificare la trama. Non sempre è facile, spesso pensi che ci sta e invece hai bisogno di più spazio. Capita. Bisogna farci il callo. Anch'io in quest'edizione ho intrapreso la strada dell'interrogatorio, quindi capisco bene quanto sia difficile condensare tutte le informazioni, e penso che un po' di "spiegazione" ci può anche stare, ma dev'essere più dosata. Dal mio punto di vista eccedi un po', e questo danneggia il racconto, che diventa una disamina delle ipotesi del commissario. In effetti gli elementi che dovevano venir fuori erano:
1)La vittima è sorella dell'indagata
2)L'indagata dava le medicine alla vittima
3) L'indagata a smesso di dargliele
4) L'indagata è l'erede della vittima
5) La vittima è morta a causa della mancanza di medicine.
Anche secondo me questi cinque elementi ci entrano in 3333 caratteri, quindi il problema non è stato tanto la scelta della trama, troppo lunga rispetto allo spazio, ma il modo in cui la stessa è messa giù. Secondo me avresti potuto passare queste informazioni nel sottotesto, magari facendoli parlare di "altro". Ovviamente è solo un'idea.
A rilegerci!
P.S. scusa per il ritardo nel commento, spero ci sia il tempo per la replica.

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Polly Russell
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#15 » mercoledì 1 luglio 2020, 23:23

Ciao! Credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo. Comincio col dire che non sono una gran fan dei gialli, principalmente perché non li capisco, e rimango sempre indietro su quale era l’indizio o su chi sia il colpevole, ma questo non influenzerà la mia decisione.
Ho dei dubbi su come hai gestito il racconto, fondamentalmente questo ispettore sa che la colpa è della sorella ma non può dimostrarlo, quindi gli sciorina tutta la sua tesi, così, per sfogo. Ci starebbe pure, ma avrei optato allora per un soliloquio, una sorta di flusso di conoscenza che avrebbe fatto apparire la parte finale del tuo racconto meno “spiegone”.
I caratteri sono quel che sono, ma lo sappiamo dall’inizio, quindi vanno dosato con saggezza. E io ne avrei risparmiati un bel po‘, omettendo la descrizione fisica delle donne o le impressioni dell’appuntato, e li avrei usati per diluire l’infodump finale.
Detto questo, mi perplime anche la dinamica. L’eparina per via endovenosa è un farmaco particolare, monitorato dalle Asl e soggetto a controlli ematici periodici, difficile che il dentista non abbia discusso con il curante la diminuzione del farmaco o che la defunta si sia fidata delle parole della sorella. Tutto può essere ma è strano. Oltretutto, se progetto di far morire qualcuno evitando di curarlo, continuerei a richiedere ricette, ritirare farmaci, svuotare il contenuto delle siringhe nel cesso e gettarle dove le getto di solito.
Insomma, una buona idea di base, ma va migliorata nella realizzazione.
Polly

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giulio.palmieri
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#16 » giovedì 2 luglio 2020, 1:33

Giulio_Marchese ha scritto:Ciao Giulio,
Le cose che ho apprezzato del racconto sono l'incipit e i personaggi, li ho trovati abbastanza simpatici.
Continuando a leggere, però, la cosa che mi ha colpito è che, per essere un interrogatorio, mancano le domande. Ce ne sono poche e sono per lo più domande retoriche, contengono la risposta e l'interrogatore chiede solo conferma di quanto ha già dedotto in separata sede, finendo così per assomigliare (soprattutto nel finale) alla spiegazione delle deduzioni più che a un vero interrogatorio.
In diversi passaggi non mi era chiaro quando si trattasse di dialogo e quando di narrazione, la scelta del trattino lungo, in questo senso, la ritengo un errore: con i caporali avresti potuto rendere più chiara la distinzioni tra le parti dialogate e quelle narrative. Ho letto nelle tue risposte ai commenti che lo spazio è stato tiranno, sicuramente vero, però avresti dovuto settarti sul numero di caratteri a disposizione e valutare, eventualmente, di semplificare la trama. Non sempre è facile, spesso pensi che ci sta e invece hai bisogno di più spazio. Capita. Bisogna farci il callo. Anch'io in quest'edizione ho intrapreso la strada dell'interrogatorio, quindi capisco bene quanto sia difficile condensare tutte le informazioni, e penso che un po' di "spiegazione" ci può anche stare, ma dev'essere più dosata. Dal mio punto di vista eccedi un po', e questo danneggia il racconto, che diventa una disamina delle ipotesi del commissario. In effetti gli elementi che dovevano venir fuori erano:
1)La vittima è sorella dell'indagata
2)L'indagata dava le medicine alla vittima
3) L'indagata a smesso di dargliele
4) L'indagata è l'erede della vittima
5) La vittima è morta a causa della mancanza di medicine.
Anche secondo me questi cinque elementi ci entrano in 3333 caratteri, quindi il problema non è stato tanto la scelta della trama, troppo lunga rispetto allo spazio, ma il modo in cui la stessa è messa giù. Secondo me avresti potuto passare queste informazioni nel sottotesto, magari facendoli parlare di "altro". Ovviamente è solo un'idea.
A rilegerci!
P.S. scusa per il ritardo nel commento, spero ci sia il tempo per la replica.


Ciao Simone, grazie per le tue considerazioni. Ho visto che anche tu hai avuto l'idea del giallo e quindi abbiamo viaggiato sulla stessa linea d'onda :)
Ho letto con attenzione i tuoi punti, ma il problema che mi sono posto è che spesso (almeno per me) i dialoghi devono contenere i tratti psicologici dei personaggi. Nel mio caso, rischio sempre di dilungarmi su questo o quel personaggio, nel farlo parlare e nello scoprirlo poco a poco mentre parla. Ad ogni modo, in futuro valuterò di più l'opzione che hai proposto.
Questa volta, ho optato per affidare una serie di informazioni chiave ala narratore, e nel lasciare al commissario la rivelazione finale. Il commissario parla e sbroglia la faccenda mentre gli altri vengono tratteggiati il giusto per far passare un messaggio. Che è (sempre nelle intenzioni) che non tutto può essere dimostrato, e che anche ciò che non si fa può generare "un effetto".
Spero di leggere qualcos'altro di tuo in futuro.
Saluti e buona edition.

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antico
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Re: I fatti - Giulio Palmieri

Messaggio#17 » sabato 4 luglio 2020, 15:54

Premesso che anch'io non ho apprezzato la chiosa finale sia perché sembra volere chiudere in fretta causa caratteri (che hai cmq superato) sia perché graficamente non sembra neppure una linea di dialogo del protagonista a causa dell'andata a capo, cosa che la fa mal percepire dal lettore, imho. Detto questo, un finale di quel tipo poteva anche starci, ma a chiudura di un pezzo che lasciava molta confusione nel lettore a seguito di una vicenda estramamente complessa in cui il lettore faticasse a mettere insieme i pezzi, cosa che qui non è. Si capisce subito che il commissario ha esattamente quei sospetti e il confronto con la "colpevole" invece di risultare una caccia tra un cane e la volpe si riduce a un qualcosa di passivo in cui la vicenda è subito chiara e la "preda" non fa nulla per divincolarsi dalla presa. Questo porta, come conseguenza, a percepire quel finale come eccessivo e poco funzionale al contesto. Per me un pollice ni tendente al positivo perché, comunque, la lettura è piacevole.

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