Lontano una vita da qui

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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Davide Di Tullio
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Lontano una vita da qui

Messaggio#1 » lunedì 22 giugno 2020, 23:48

L'immagine riflessa nello specchio è deforme. «Non ti sei ancora a liberarti di 'sta cianfrusaglia, ma'»
«È un ricordo di nonna, lo sai», la sua voce arriva dalla cucina.
«Mi fa più brutta di quella che sono»
«Brutta non lo sei mai stata, tesoro»
Mi volto, mia madre regge il vassoio con le tazzine di caffè. Ha il solito vestito a fiori. Porta ancora quell'orribile cerchio fucsia. Credo abbia esagerato col rossetto.
«Ti vedo un po' sbattuta, però. Hai litigato di nuovo con Matteo?»
«Mattia, mamma! No... in realtà ci siamo lasciati da un paio di settimane»
La mamma si siede sulla poltrona senza distoglie lo sguardo. Allunga le braccia e poggia il vassoio sul tavolino al centro del salotto
«Perché mi guardi così?»
«Sono preoccupata, tesoro. Cambi spesso ragazzo. C'è qualcosa che non va?»
Eccola che ricomincia. «Mi stai dando della troia?»
«Per carità!», si sfiora il collo, e fa scivolare la mano sulla gonna.
«Tuo padre non tollererebbe questo linguaggio». Distoglie lo sguardo.
«Beh, papà è morto, o quello a San Basilio era il funerale del nostro vicino?» Ti odio.
«Non parlarmi cosi, Sara! Cerco solo di starti vicina. Stai continuando le sedute dall'analista?»
«Ho smesso da un mese»
«Non mi hai detto nulla!» Immerge una zolletta di zucchero nella sua tazzina.
Non riesce proprio ad avere un briciolo di empatia. «Non pensavo fosse importante».
«Che sciocchezze! Voglio sperare che tu non abbia più attacchi di panico»
«Invece sono più frequenti»
La mamma solleva il cucchiaino, lo rigira tra le mani, e lo immerge nel caffè. Il tintinnio mi tormenta come il ronzio di un insetto.
«Capisco». Pulisce il cucchiaino mettendoselo in bocca.
«Tutto qua?» Devo stare calma.
«Sai, credo che una relazione stabile ti darebbe equilibrio»
«Stabile come la tua con papà?»
«Puoi dirlo forte! Tuo padre ci ha sempre riempito di attenzioni. A volte penso che lui sia stato l'unico vero uomo della tua vita»
Ho la sensazione che qualcuno tenga il mio stomaco stretto in un pugno.
«Cosa dici, mamma? Papà ti ha tradita, e senza alcun rimorso!»
«Sapevo che uomo fosse quando l'ho sposato. Questo è vero amore, tesoro mio»
«E non pensi al dolore che ho dovuto patire? Io... Come posso amarlo dopo tutto quello che ci ha fatto?»
La mamma si alza dal divano e si avvicina. Afferra una ciocca di capelli e me la sistema dietro l'orecchio. «Te lo ricordi quando lo faceva papà? Come ti chiamava? Ah, sì! Fiore di maggio...»
Sento un conato salire.
«Certo che lo ricordo... Ma avevo rimosso tutto il resto... L'adolescenza passata a domandarmi la ragione di questo eterno peso sullo stomaco»
«Sei sempre stata una ragazza così sensibile_»
«Ah sì? Allora dov'eri quando papà entrava nel mio letto per accarezzarmi? Quando mi sussurrava le favole delle buona notte per baciarmi il collo? Una bambina! Sua figlia!»
Mia madre fa un passo indietro. Distoglie ancora lo sguardo per posarlo sulla finestra.
«Dio... tu sapevi...»
«Tesoro, non avrei mai potuto essere gelosa dell'amore di un padre per sua figlia»
La mamma si passa tra le dita collana di perle. La pelle floscia sul collo la fa sembrare una vecchia statua ricoperta di muschio.
Ecco cos'è mia madre, un illusione. Il dottor Lauri ha davvero fatto un buon lavoro.
Guardo fuori dalla finestra. Il cielo si è aperto e fa caldo. Mi prenderò un gelato. Mi dicono che ne fanno uno buono oltre il fiume. Lontano una vita da qui.
Ultima modifica di Davide Di Tullio il lunedì 22 giugno 2020, 23:52, modificato 1 volta in totale.



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eleonora.rossetti
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 23:49

Ciao Davide! Parametri ok (al pelo per i caratteri ;) ) in bocca al lupo per questa Cerbero Edition!
Uccidi scrivendo.

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Andrea Lauro
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#3 » mercoledì 24 giugno 2020, 18:35

Ciao Davide, piacere di rileggerti. Dunque, il brano mi è anche piaciuto, ma una sfilza di errorini / erroracci mi ha fatto fermare più volte facendomi perdere il filo! Per punizione, te li metto in mezzo al commento, senza usare la funzione spoil!
Non ti sei ancora a liberarti di 'sta cianfrusaglia, ma’ (PUNTO)
senza distoglieRE lo sguardo
al centro del salotto (PUNTO)
tesoro mio(PUNTO)»
così sensibile_» (ci vuole l’EM DASH, non l’UNDERSCORE)
tra le dita (?) collana di perle.
un illusione

Ecco fatto, mi sono vendicato di questo sopruso perpetrato ai miei danni.
Dunque, dicevo, la storia mi è piaciuta. La continua negazione e rielaborazione della madre potrà anche avere un effetto calmante su di lei, ma sulla protagonista è un coltello nelle reni.
Quindi il “so cosa NON hai fatto” del tema è una presa di coscienza della figlia, capisce che la madre non ha mosso un dito quando era al corrente della situazione.
Una buona prova, ma attenzione a quelle $£&Q/£=£$=/ di battiture!
a presto
andrea

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#4 » mercoledì 24 giugno 2020, 19:06

Ciao Andrea

Andrea Lauro ha scritto:Per punizione, te li metto in mezzo al commento, senza usare la funzione spoil!
Non ti sei ancora a liberarti di 'sta cianfrusaglia, ma’


Grazie per il commento. Hai perfettamente ragione. Non è per pigrizia che non ho sistemato i refusi (di cui mi ero accorto subito dopo aver postato) ma avevo un figlio da mettere a letto :-D
Per _ mi suggerisci la combinazione da Tastiera, per inserirlo? Mi sono mangiato la testa per trovarlo senza risultati

A rileggerci!

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Andrea Lauro
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#5 » mercoledì 24 giugno 2020, 19:29

Davide Di Tullio ha scritto:Grazie per il commento. Hai perfettamente ragione. Non è per pigrizia che non ho sistemato i refusi (di cui mi ero accorto subito dopo aver postato) ma avevo un figlio da mettere a letto :-D
Per _ mi suggerisci la combinazione da Tastiera, per inserirlo? Mi sono mangiato la testa per trovarlo senza risultati

allora in parte sei scusato! io scrivo il testo su Drive, lì vado su "inserisci" -> "caratteri speciali" e nel campo "cerca per parola o punto di codice" scrivo papale papale "em dash". et voilà.

sicuramente non il metodo più veloce (leggo ora che il codice è U+2014), però funziona, in fase di revisione.
a presto!
andrea
ps mi piace questo scambio molto "operativo"

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#6 » mercoledì 24 giugno 2020, 19:38

Fantastico! Grazie mille. Questo scambio assomiglia molto alle info risolutive che si trovano in certi blog del tipo "cosa fare se devi operare una Tracheotomia ma sei in un bosco e hai solo un coltellino svizzero" :-D

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Pretorian
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#7 » mercoledì 24 giugno 2020, 23:42

Ciao, Davide e piacere di leggerti. Una madre e una figlia si confrontano sul loro rapporto con un padre fedifrago e pedofilo. Alla mentalità sottomessa e complice della madre si contrappone la personalità della figlia. Il racconto si regge su dialoghi ben scritti ed efficaci, funzionali a descrivere le diverse personalità delle protagoniste e il contrapporsi. Personalmente, avrei evitato gli estratti dei pensieri della figlia e mi sarei gettato sulla narrazione al 100%: ricorda che non c'è emozione più potente in un racconto di quella che non racconti, ma che mostri tramite parole, gesti e dettagli. A parte questo (che è un suggerimento, più che una constatazione di errore) direi che l'unico limite che trovo è il finale, che sembra non mettere un punto effettivo alla vicenda. Insomma, la figlia non è già scappata da quella situazione? Almeno, mi sembra di capire che abbia da tempo lasciato la casa dei genitori, quindi non capisco perché il vagheggiare di "un post lontano una vita".

Alla prossima.

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#8 » giovedì 25 giugno 2020, 9:28

Pretorian ha scritto:Ciao, Davide e piacere di leggerti. Una madre e una figlia si confrontano sul loro rapporto con un padre fedifrago e pedofilo. Alla mentalità sottomessa e complice della madre si contrappone la personalità della figlia. Il racconto si regge su dialoghi ben scritti ed efficaci, funzionali a descrivere le diverse personalità delle protagoniste e il contrapporsi. Personalmente, avrei evitato gli estratti dei pensieri della figlia e mi sarei gettato sulla narrazione al 100%: ricorda che non c'è emozione più potente in un racconto di quella che non racconti, ma che mostri tramite parole, gesti e dettagli. A parte questo (che è un suggerimento, più che una constatazione di errore) direi che l'unico limite che trovo è il finale, che sembra non mettere un punto effettivo alla vicenda. Insomma, la figlia non è già scappata da quella situazione? Almeno, mi sembra di capire che abbia da tempo lasciato la casa dei genitori, quindi non capisco perché il vagheggiare di "un post lontano una vita".

Alla prossima.


Ciao Agostino, grazie per il tuo commento. La tua riflessione sull´impiego del pensiero é molto interessante. Ci credi che ci stavo giusto pensando ieri? Concordo con il fatto che sono le azioni e il corretto mostrato a dare tensione alla scena. Allora, ti starai chiedendo " E sti cazzi, allora perché non lo fai?" . Ho appreso l´uso del pensiero in formato di solipsismo qui su MC. L´ho trovato un buon compromesso tra un dialogo e un raccontato. In buona sostanza, riconosco essere un trucchetto comodo e ben cogegnato per ridurre l´impiego dei caratteri e "spiegare" quello che accade. In uno scritto di 3333 caratteri é uno strumento potente, perché lascia ancora intatta l´esperienza immersiva al lettore, anche se non é efficace come un ottimo mostrato. Nel caso specifico del mio racconto, temevo che la scena costruita non fosse abbastanza elequente su quello che stava accadendo. Ovviamente, é un limite di chi scrive se non si riescea a rendere l´idea di una scena con un numero di caratteri limitato. Insomma lo so perfattmente che non sono Carver :-D

Detto questo, sul finale vorrei spiegarmi. Sara si é allontanata fisicamente da casa dei genitori, ma porta con se ancora il peso di una violenza subita tra le mura domestiche (che ha apprso solo dopo svariate sedute dall´analista). Quel congedo finale é fisico ma soprattutto simbolico. Sara finalmente sa da dove deriva la sua angoscia, sa chi é l´origine del male. Una volta sciolto il nodo, porterá per sempre le sue ferite, ma smetterá di sentirsi in colpa.

a rilggerci!

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Laura Cazzari
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#9 » venerdì 26 giugno 2020, 21:13

Ciao Davide, hai scelto di dare un taglio drammatico al tuo racconto, il tema è presente nell’indifferenza della madre a quello che accadeva alla figlia. I dialoghi sono realisti e la scena ben descritta. Non capisco molto cosa intendevi con la frase “mia madre è un’illusione”. In generale una buona prova.
Occhio ai refusi Non ti sei ancora a liberarti, un illusione
Laura Cazzari

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#10 » venerdì 26 giugno 2020, 22:24

Laura Cazzari ha scritto:Ciao Davide, hai scelto di dare un taglio drammatico al tuo racconto, il tema è presente nell’indifferenza della madre a quello che accadeva alla figlia. I dialoghi sono realisti e la scena ben descritta. Non capisco molto cosa intendevi con la frase “mia madre è un’illusione”. In generale una buona prova.
Occhio ai refusi Non ti sei ancora a liberarti, un illusione

Ciao Laura, grazie per il tuo commento. Ammetto che l'espressione 'mia madre è un illusione' è un po' troppo concentrata. Sara considera sua madre morta, nel senso che dopo quello che è accaduto, l'idea di avere una madre è un illusione.

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megagenius
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#11 » lunedì 29 giugno 2020, 12:51

Ciao Davide!
E' stata una lettura davvero interessante, una specie di esperimento psicoanalitico, abbastanza riuscito. La trama, ti confesso, mi aveva un po' annoiato, troppe parole pochi fatti, ma poi ho capito e ho seguito il resto con trepidazione e crescente partecipazione emotiva, fino alla conclusione, che è una bella botta nello stomaco.
E' un durissimo confronto famigliare con scabrose ruggini, che riemergono proprio in ragione del trauma di Sara (gli abusi...) e le omisssioni (gravissime) della madre. Agghiacciante l'aplomb della madre, la quale nasconde la miseria umana del marito dietro il complesso di Elettra, e massima commiserazione per la ragazza che vive il tormento di una vita segnata da scelte scellerate.
Peccato per la scarsa attenzione alla pulizia del testo e al finale non proprio chiarissimo (quindi il dialogo con la madre è una sorta di regressione ipnotica con l'analista o è reale?), perché il racconto ha un ottimo spessore e una buona incisività.

Buona Edition!
Emiliano.

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#12 » lunedì 29 giugno 2020, 13:01

megagenius ha scritto:Ciao Davide!
E' stata una lettura davvero interessante, una specie di esperimento psicoanalitico, abbastanza riuscito. La trama, ti confesso, mi aveva un po' annoiato, troppe parole pochi fatti, ma poi ho capito e ho seguito il resto con trepidazione e crescente partecipazione emotiva, fino alla conclusione, che è una bella botta nello stomaco.
E' un durissimo confronto famigliare con scabrose ruggini, che riemergono proprio in ragione del trauma di Sara (gli abusi...) e le omisssioni (gravissime) della madre. Agghiacciante l'aplomb della madre, la quale nasconde la miseria umana del marito dietro il complesso di Elettra, e massima commiserazione per la ragazza che vive il tormento di una vita segnata da scelte scellerate.
Peccato per la scarsa attenzione alla pulizia del testo e al finale non proprio chiarissimo (quindi il dialogo con la madre è una sorta di regressione ipnotica con l'analista o è reale?), perché il racconto ha un ottimo spessore e una buona incisività.

Buona Edition!
Emiliano.


Ciao Emiliano, grazie per il tuo commento.
Sulla sporcizia del testo, mi cospargo il capo di ceneri. Purtroppo quando non ho il tempo di rivedere il testo, mi vengono fuori delle cappelle di tal fatta, e c´é poco da fare, non posso che stare zitto e muto :-)
In merito al tuo ultimo dubbio ti rispodo dicendo che, certo, la situazione é reale (peró quasi quasi la tua idea sarebbe stata ancora piú accattivante :-)). Volevo lasciare intendere che il problema di Sara era legato al fatto che non era mai riuscita ad affrontare sua madre. Grazie all´analista ci riesce, cosa che fa scoperchiare il vaso di pandora e, nel contempo, la libera dal suo pesante fardello di sensi di colpa.

a rileggerci!

alexandra.fischer
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#13 » lunedì 29 giugno 2020, 16:33

Davide di Tullio
Storia di follia familiare (una madre che fa la moralista nei riguardi della figlia che cambia spesso ragazzo, ma che ritiene lecito l’incesto padre-figlia?). Sara ha fatto fin troppo a farle visita. Quella donna non ha fatto una cosa importante: riconoscerla come figlia e indurre il marito a fare lo stesso (la tradiva? Benissimo, poteva ben dirgli di “accontentarsi” delle altre e di lasciare in pace il “Fiore di maggio” e lasciarlo fiorire in pace, tenendo lontane le mani). Tema centrato. Simpatizzo per Sara (altro che attacchi di panico. Ha fatto tanto a limitarsi a vedere la corruzione della madre e ad andarsene. Bellissima l’immagine della madre paragonata a una statua coperta di muschio, ne attesta il marciume anche esteriore (vedi il collo dalla pelle cascante).

Attento:
cerchio fucsia (cerchietto, se è per capelli)

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Piscu
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#14 » martedì 30 giugno 2020, 9:57

lascio il mio commento anche se non ti devo votare

un racconto-scena che per un testo così breve può funzionare, anche se costringe a comprimere alcune cose per portare tutte le informazioni, come i personaggi che si ricordano a vicenda cose che sanno bene, a puro beneficio del lettore. il dialogo serrato avrebbe reso meglio con qualche spunto in più di azioni e ambientazione, per evitare l'effetto "voci nel vuoto". i pensieri della ragazza in certi casi sanno di didascalico, perché le sue sensazioni si capiscono prima e meglio da come reagisce al dialogo con la madre.

venendo al tema, è sicuramente rispettato, anche se come ho già segnalato per il racconti wladimiro borchi (in un altro gruppo), il riferimento alla pedofilia a mio avviso è un po' cheap. quando si tirano in ballo argomenti tabù come questo, l'impressione soprattutto in una storia così breve è che l'autore abbai puntato tutto sull'effetto shock del tema, e che quindi tutto quanto vada preso sul serio solo perché parla di un qualcosa di terribile. è un po' la stessa sensazione che si può avere per storie che girano intorno all'olocausto, siccome parlano di quello allora devono per forza essere profonde e intense. personalmente, questo mi suscita l'effetto opposto e mi porta a drizzare ancora di più le antenne e cercare qual è il vero valore della storia al di sotto dell'argomento.

attenzione anche alle imprecisioni del testo che ti hanno fatto notare altri, così frequenti cominciano a essere problematiche perché interrompono la lettura. anche il title drop alla fine mi sembra messo un po' a caso, perché ci doveva stare, ma non apparteneva a quella linea di pensiero.

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#15 » martedì 30 giugno 2020, 10:41

Piscu ha scritto:lascio il mio commento anche se non ti devo votare

un racconto-scena che per un testo così breve può funzionare, anche se costringe a comprimere alcune cose per portare tutte le informazioni, come i personaggi che si ricordano a vicenda cose che sanno bene, a puro beneficio del lettore. il dialogo serrato avrebbe reso meglio con qualche spunto in più di azioni e ambientazione, per evitare l'effetto "voci nel vuoto". i pensieri della ragazza in certi casi sanno di didascalico, perché le sue sensazioni si capiscono prima e meglio da come reagisce al dialogo con la madre.

venendo al tema, è sicuramente rispettato, anche se come ho già segnalato per il racconti wladimiro borchi (in un altro gruppo), il riferimento alla pedofilia a mio avviso è un po' cheap. quando si tirano in ballo argomenti tabù come questo, l'impressione soprattutto in una storia così breve è che l'autore abbai puntato tutto sull'effetto shock del tema, e che quindi tutto quanto vada preso sul serio solo perché parla di un qualcosa di terribile. è un po' la stessa sensazione che si può avere per storie che girano intorno all'olocausto, siccome parlano di quello allora devono per forza essere profonde e intense. personalmente, questo mi suscita l'effetto opposto e mi porta a drizzare ancora di più le antenne e cercare qual è il vero valore della storia al di sotto dell'argomento.

attenzione anche alle imprecisioni del testo che ti hanno fatto notare altri, così frequenti cominciano a essere problematiche perché interrompono la lettura. anche il title drop alla fine mi sembra messo un po' a caso, perché ci doveva stare, ma non apparteneva a quella linea di pensiero.


Buongiorno Piscu

grazie molte per il tuo commento. Tutta la riflessione mi pare di buonsenso, anche se apprezzo soprattutto le considerazioni di natura tecnica. Sul tema, avevo giá avuto modo di riflettere, e in effetti trovare elementi di originalitá e sottigliezza in un contest come questo é una sfida nella sfida. Riconosco che spesso ci si butta sul sicuro (morti, omicidi, depressioni, drammi infiniti), come fatto in questo caso, ma personalmente, pur riconoscendo il limite, mi preme soprattutto scrivere elaborati che abbiano un senso compiuto, puntando il piú possibile a masticare la tecnica (ma ne ho di strada da fare...). Fatta questa premessa cos`é il title drop?

grazie

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Piscu
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#16 » martedì 30 giugno 2020, 11:00

intendo il momento in cui usi il titolo completo all'interno del testo. non è obbligatorio farlo (per esempio io non l'ho fatto), ma quando lo fai è un momento che ha una certa potenza, quindi deve assumere una sua cenralità. nel tuo caso, se lo rimuovi non cambia proprio nulla nel testo. sia chiaro, non è un errore, però un'occasione sprecata, perché avrebbe potuto essere molto più d'impatto se usato nel modo migliore.

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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#17 » martedì 30 giugno 2020, 11:07

Piscu ha scritto:intendo il momento in cui usi il titolo completo all'interno del testo. non è obbligatorio farlo (per esempio io non l'ho fatto), ma quando lo fai è un momento che ha una certa potenza, quindi deve assumere una sua cenralità. nel tuo caso, se lo rimuovi non cambia proprio nulla nel testo. sia chiaro, non è un errore, però un'occasione sprecata, perché avrebbe potuto essere molto più d'impatto se usato nel modo migliore.


Ah! a questa cosa non avevo proprio pensato! In questo caso, come lo avresti usato?

grazie molte per la tua risposta

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Piscu
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#18 » martedì 30 giugno 2020, 11:59

dipende molto se hai pensato al titolo dopo, o il racconto è nato già col titolo. personalmente, io cerco sempre di figurarmi il titolo di una storia, perché in qualche modo ne determina anche il tono. nel tuo racconto, il titolo è molto forte ma non trova un grande riscontro diretto nel testo, è piuttosto generico. quindi forse nel testo non l'avrei proprio messo, oppure avrei scelto qualcosa che è già nel testo in modo naturale e usato come titolo aumenta di significato, per esempio "favole della buona notte".

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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#19 » martedì 30 giugno 2020, 12:03

Piscu ha scritto:dipende molto se hai pensato al titolo dopo, o il racconto è nato già col titolo. personalmente, io cerco sempre di figurarmi il titolo di una storia, perché in qualche modo ne determina anche il tono. nel tuo racconto, il titolo è molto forte ma non trova un grande riscontro diretto nel testo, è piuttosto generico. quindi forse nel testo non l'avrei proprio messo, oppure avrei scelto qualcosa che è già nel testo in modo naturale e usato come titolo aumenta di significato, per esempio "favole della buona notte".


Ciao Piscu, ora mi é molto piú chiaro. Si, diciamo che ho elaborato la chiosa e poi lo utilizzato come titolo.

grazie ancora

Emamela
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#20 » martedì 30 giugno 2020, 18:54

Ciao Davide,
bellissimo racconto con un tema molto delicato. Scritto bene, qualche errore che ti hanno già segnalato. la dinamica relazionale e dialogica madre/figlia è rappresentata molto bene dai dialoghi e da elementi descrittivi (la pelle cadente, il muschio sulla madre) e permette di entrare da subito nel conflitto fino ad arrivare al disvelamento nel finale. I pensieri della protagonista non mi hanno rallentato nella lettura, anzi, mi hanno permesso di entrare più in profondità nelle emozioni della protagonista.
A presto
Emanuela

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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#21 » martedì 30 giugno 2020, 18:56

Emamela ha scritto:Ciao Davide,
bellissimo racconto con un tema molto delicato. Scritto bene, qualche errore che ti hanno già segnalato. la dinamica relazionale e dialogica madre/figlia è rappresentata molto bene dai dialoghi e da elementi descrittivi (la pelle cadente, il muschio sulla madre) e permette di entrare da subito nel conflitto fino ad arrivare al disvelamento nel finale. I pensieri della protagonista non mi hanno rallentato nella lettura, anzi, mi hanno permesso di entrare più in profondità nelle emozioni della protagonista.
A presto
Emanuela


Ciao Emanuela grazie di cuore per il tuo commento. A rileggerci presto!

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daniele.mammana-torrisi
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#22 » mercoledì 1 luglio 2020, 14:08

Ciao, Davide!

Perdonando i refusi sparpagliati nel testo, mi sono trovato davanti ad una bella presa sul tema del contest. Hai optato per placcare un tema duro, che non è facilmente accogliente. Anzi, potrei dire che è difficile da impugnare, tanto quanto da rendere bene.
Sarà stato il poco spazio, che quindi non permette di vagabondare troppo, ma il risultato mi è parso più che convincente. Ho apprezzato molto il non aver usato nomi di alcuna sorta per le due figure in azione, che così sono quel che sono e non delle identità nominate. L'averla messa in prima persona favoriva una narrazione introspettiva, che più di agire sulla trama si fa prendere da essa ed è una passerella difficile.
Insomma, c'erano tante cose che potevano andare male e che non sia successo mi lascia contento. Devo dire, mi è piaciuto. Difficile il tema, ma che sia venuto così è un plauso. Ottimo!

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#23 » mercoledì 1 luglio 2020, 14:18

daniele.mammana-torrisi ha scritto:Ciao, Davide!

Perdonando i refusi sparpagliati nel testo, mi sono trovato davanti ad una bella presa sul tema del contest. Hai optato per placcare un tema duro, che non è facilmente accogliente. Anzi, potrei dire che è difficile da impugnare, tanto quanto da rendere bene.
Sarà stato il poco spazio, che quindi non permette di vagabondare troppo, ma il risultato mi è parso più che convincente. Ho apprezzato molto il non aver usato nomi di alcuna sorta per le due figure in azione, che così sono quel che sono e non delle identità nominate. L'averla messa in prima persona favoriva una narrazione introspettiva, che più di agire sulla trama si fa prendere da essa ed è una passerella difficile.
Insomma, c'erano tante cose che potevano andare male e che non sia successo mi lascia contento. Devo dire, mi è piaciuto. Difficile il tema, ma che sia venuto così è un plauso. Ottimo!


Ciao Daniele

grazie davvero per il tuo giudizio. Lo apprezzo soprattutto perché mi da la conferma che la scelta optata di raccontare in prima persona ha sortito l´effetto desiderato. Dovendo sperimentare registri divesi a seconda del tipo di evento narrato, é utile raccogliere pareri e rilessioni che mi diano consapevolezza delle scelte fatte. Quello " del sapere bene quello che si sta facendo" per un aspirante scrittore é sicuramente uno delgi obiettivi piú ambiziosi. La strada é lunga ma la voglia c´é :-)

a rileggerci presto!

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jimjams
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#24 » giovedì 2 luglio 2020, 16:37

Ciao, Davide. Di questo racconto mi piace quasi tutto. Bella l'idea, impegnativa da raccontare e forte. Lo stile è pulito, i dialoghi soffrono in qualche punto ma tengono. L'unica cosa che avrei fatto diversamente è l'escalation tra madre e figlia, in particolare la parte in cui la figlia racconta degli abusi. Scritta così sembra che lei stia ricordando alla madre qualcosa di noto, e invece poi si vede che la figlia non aveva idea che la madre sapesse e lo scopre in quel momento. Sarebbe forse stato più d'effetto se la figlia avesse lei rivelato alla madre, aspettandosi che lei non sapesse, degli abusi del padre, proprio come ribellione a quel volerlo sempre difendere della madre. E a quel punto il silenzio della madre avrebbe rivelato l'amara verità. Buona prova.

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#25 » giovedì 2 luglio 2020, 17:21

jimjams ha scritto:Ciao, Davide. Di questo racconto mi piace quasi tutto. Bella l'idea, impegnativa da raccontare e forte. Lo stile è pulito, i dialoghi soffrono in qualche punto ma tengono. L'unica cosa che avrei fatto diversamente è l'escalation tra madre e figlia, in particolare la parte in cui la figlia racconta degli abusi. Scritta così sembra che lei stia ricordando alla madre qualcosa di noto, e invece poi si vede che la figlia non aveva idea che la madre sapesse e lo scopre in quel momento. Sarebbe forse stato più d'effetto se la figlia avesse lei rivelato alla madre, aspettandosi che lei non sapesse, degli abusi del padre, proprio come ribellione a quel volerlo sempre difendere della madre. E a quel punto il silenzio della madre avrebbe rivelato l'amara verità. Buona prova.


Ciao, grazie molte per il tuo commento. Alla luce delle tue osservazioni e di quelle di altri, avrei potuto gestire meglio il sottotetto migliorando il testo. Per quanto riguarda invece la trama, ho pensato che il fatte che la madre sapesse e fosse complice della vicenda, rendesse tutto più drammatico

Grazie ancora e a rileggerci!

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antico
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#26 » martedì 7 luglio 2020, 14:47

Occhio che oltre ai refusi che ti sono stati segnalati, ho riscontrato anche un punto in cui è difficile capire chi stia parlando:
«Per carità!», si sfiora il collo, e fa scivolare la mano sulla gonna.
«Tuo padre non tollererebbe questo linguaggio». Distoglie lo sguardo.

Insomma, parecchio sporco in generale e questo danneggia la lettura.
Per il resto, ho notato un netto miglioramento nella gestione del dialogo (tua assoluta caratteristica predominante) con passaggi più contrastati anche se a volte ti sfuggono delle paroline che danneggiano la fruizione appesantendola: «Ti vedo un po' sbattuta, però. Hai litigato di nuovo con Matteo?» quel però messo lì suona proprio male. Tema declinato bene. In generale, direi un pollice tendente verso l'alto.

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#27 » martedì 7 luglio 2020, 15:14

antico ha scritto:Occhio che oltre ai refusi che ti sono stati segnalati, ho riscontrato anche un punto in cui è difficile capire chi stia parlando:
«Per carità!», si sfiora il collo, e fa scivolare la mano sulla gonna.
«Tuo padre non tollererebbe questo linguaggio». Distoglie lo sguardo.

Insomma, parecchio sporco in generale e questo danneggia la lettura.
Per il resto, ho notato un netto miglioramento nella gestione del dialogo (tua assoluta caratteristica predominante) con passaggi più contrastati anche se a volte ti sfuggono delle paroline che danneggiano la fruizione appesantendola: «Ti vedo un po' sbattuta, però. Hai litigato di nuovo con Matteo?» quel però messo lì suona proprio male. Tema declinato bene. In generale, direi un pollice tendente verso l'alto.


Ciao Maurizio, grazie molte per il tuo commento. Anche l´altra volta mi avevi segnalato questo problema della non perfetta identificazione del soggetto parlante. A questo giro ho cercato di porre rimedio, utilizzando una prima persona narrante coinvolta nella vicenda e facendo bene attenzione agli a capo. Tuttavia vedo che la cosa non funziona ancora alla perfezione. In questo caso come si potrebbe togliere l´ambiguitá?

grazie :-)

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antico
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#28 » martedì 7 luglio 2020, 19:00

Senza l'andata a capo. Sta parlando la madre, giusto? Quindi andava messo tutto di seguito :)

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Davide Di Tullio
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Re: Lontano una vita da qui

Messaggio#29 » mercoledì 8 luglio 2020, 9:25

antico ha scritto:Senza l'andata a capo. Sta parlando la madre, giusto? Quindi andava messo tutto di seguito :)

Vero! questa mi é sfuggita, anche se il racconto in prima persona della protagonista che vive la vicenda che racconta avrebbe dovuto levare ogni incertezza su chi sta parlando.

alla prossima!

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