La neve rossa di Culloden

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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Polly Russell
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La neve rossa di Culloden

Messaggio#1 » martedì 23 giugno 2020, 0:22

Era freddo. Tanto da congelare il sangue che ricopriva il prato. Scricchiolava come brina vermiglia sotto gli stivali dei soldati. Il clangore del metallo era talmente assordante da nascondere il suono delle cornamuse e il passare del tempo era scandito dai colpi: poco e meno di un minuto i fucili, poco di più i cannoni. E sembravano non aver mai smesso.
Connor era più o meno al centro della distesa erbosa, era arrivato con la prima carica e tutto quello che aveva fatto, da quel momento in poi, era stato infilzare, affondare e schivare: quest’ultima cosa non gli era riuscita sempre. Si prese un momento, in cui sembrava che intorno a lui si fosse fatto il vuoto. La polvere delle esplosioni e la nebbia non gli permettevano di vedere oltre la punta della propria spada. Scavalcò un paio di corpi, Freser, almeno sembravano tartan Freser i drappeggi che ne ricoprivano i corpi smembrati.
La battaglia infuriava da ore, ogni fibra del suo corpo era in tensione, gli avrebbe fatto male, se l’adrenalina non fosse stata così tanta. Piantò la spada sul terreno smosso e vi si appoggiò sopra con entrambe le mani per riprendere fiato. Dietro di lui un grido che aveva poco di umano lo costrinse a girarsi. Ancora uno. Un McTavish, dal ventre aperto ribollivano gli intestini squarciati, con un odore nauseabondo. «Dove siete!» Gridò. Era più un rantolio che un grido vero e proprio, il ruggito di un orso stremato. In ogni direzione solo corpi morti e solo scozzesi. Eppure la nebbia avrebbe dovuto giocare a loro favore. Eppure non dovrebbe essere difficile vedere una giubba rossa spuntare dalla bruma.
Poco lontano, non avrebbe saputo dire quanto, una sagoma color porpora. Afferrò l’arma con entrambe le mani e gli si scagliò contro, il motto del proprio clan gli raschiò la gola.
A meno di un paio di passi si fermò, la sagoma aveva assunto la forma esile di un ragazzino. Era in ginocchio, le mani e il petto pieni di sangue. Scivolò e si accasciò sul corpo di un altro soldato.
Connor sollevò la spada ma non riuscì a sferrare il colpo. Con la punta della lama aprì la giacca del nemico. Non era una ferita mortale, almeno non lo sembrava. Fissò quegli occhi pieni di paura qualche momento, poi si voltò.
Cadde un istante più tardi, la punta di una baionetta brillava vicino al suo ombelico.

Aveva iniziato a nevicare. Cadeva piano, si appoggiava con grazia sui corpi morti, accarezzava i moribondi. Qualche lamento, pochi per la verità. E il suono strascicato delle baionette che regalavano il colpo di grazia.
Connor riuscì a voltarsi su un fianco, non sarebbe morto con la faccia nella terra, né col culo esposto alla feccia inglese.
Lo scricchiolio dei passi sull’erba ghiacciata era vicino, sentì solo una forte pressione sulla spalla e si ritrovò supino, la bocca piena di sangue e rammarico.
La giubba rossa si guardò intorno, si inginocchiò verso di lui e lo afferrò per il bavero della camicia, rimettendolo nella posizione in cui lo aveva trovato. «Qui sono tutti morti!» Gridò, lo sguardo verso la parte del fronte inglese.
«Perché?» Riuscì a sussurrare l’highlander.
«Aspetta la notte per andartene.»
«Cosa ho fatto per meritarmi la tua compassione?»
La giubba rossa aprì la casacca, la ferita sul petto era poco evidente, ma i suoi occhi erano gli stessi di poche ore prima.
«È qualcosa che non hai fatto: grazie.»
Ultima modifica di Polly Russell il martedì 23 giugno 2020, 0:23, modificato 1 volta in totale.


Polly

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eleonora.rossetti
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#2 » martedì 23 giugno 2020, 0:22

Ciao Polly, ci sei anche tu! Tutto ok con i parametri, benvenuta nella Cerbero Edition!
Uccidi scrivendo.

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Pretorian
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#3 » mercoledì 24 giugno 2020, 22:48

Ciao, Polly. In primis, i miei complimenti per aver voluto ambientare il racconto in una battaglia tanto sconosciuta quanto importante, tra l'altro lasciando filtrare anche alcuni dettagli sugli avvenimenti e della strategia. Uno degli ultimi sopravvissuti scozzesi salva la vita a un ferito inglese e ne viene a sua volta salvato. Il grosso del racconto regge e rende bene le emozioni dei protagonisti: se posso fare un appunto, direi che ci sono giusto due cose che potrebbero essere migliorate. La prima è la scena in cui Connor viene ferito: sintetica e confusa com'è, avevo seriamente pensato che fosse stato il ragazzo inglese a pugnalarlo con la baionetta. Meglio essere più precisi, magari con una scarica di fucileria dalla nebbia. Il secondo punto migliorabile, a mio giudizio, è il finale: Lo scambio di battute secondo me è superfluo, anzi, avresti potuto ottenere molto di più se avessi semplicemente descritto uno scambio di occhiate e l'apertura della giubba rivelatrice. Ricorda sempre (come se ne avessi bisogno) le emozioni più forti sono quelle che descrivi tramite gli eventi.

Alla prossima!

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#4 » giovedì 25 giugno 2020, 8:30

Hai ragione cacchio! Rileggendo, i tuoi appunti sono perfetti. Sembra proprio che l’abbia infilzato il ragazzino. Più che una sventagliata da dietro, sarebbe meglio un secondo soldato inglese, sopraggiunto per aiutare il compagno.
Eh, adoro la Scozia e ho una passione viscerale per gli uomini in kilt, e la battaglia di Culloden è probabilmente stata la più importante. Contenta che ti sia piaciuto.
Polly

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emiliano.maramonte
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#5 » giovedì 25 giugno 2020, 16:49

Ciao Polly!
Che bello leggere un tuo nuovo lavoro!
Ho apprezzato molto l'affresco della battaglia: suggestivo e dipinto a tinte vivide, fosche e drammatiche. Ammetto di conoscere poco questo episodio storico che tu citi, se non attraverso frammenti di film o di documentari. Sei stata brava a far respirare le atmosfere di una situazione che per sua natura reca in sé infinite tragedie, morte e distruzione. Ho molto apprezzato anche la scelta di affidare il tema a un episodio "piccolo" (l'incontro col ragazzo) che torna alla fine con il twist con un buon impatto emotivo. Nonostante tu ti sia impegnata molto nel curare le "pennellate" narrative, purtroppo non tutto si snoda limpido nella mente del lettore, come, ad esempio, il finale; a questo si aggiunge un po' di "ristagno" nella narrazione della battaglia, la quale poteva essere sfrondata a favore di un maggiore spazio per lo sviluppo del climax, non necessariamente a parole, come suggerito già da qualcuno prima di me.
Nonostante qualche difetto e qualche sbozzatura da operare ("Eppure non dovrebbe essere difficile vedere una giubba rossa spuntare dalla bruma." Qui con i tempi verbali non ci siamo, a meno che tu non ti sia dimenticata il corsivo e allora è un pensiero del protagonista...), il racconto fa buona presa. Tema centrato.

Buona Edition!
Emiliano.

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#6 » giovedì 25 giugno 2020, 17:28

Emiliano grazie, sono contenta che ti sia piaciuto. Ho una passione per la Scozia, l’ho già detto? XD
Per gli appunti, no, nessun corsivo dimenticato, ho proprio cannato il tempo, ma me ne sono accorta rileggendolo è ormai ero fuori tempo per correggere.
Polly

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Andrea Lauro
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#7 » giovedì 25 giugno 2020, 18:45

Ciao Polly,
mi è piaciuto il tuo racconto! Molto evocativo, molto realistico. Fan della Scozia pur'io!
In particolare ho adorato il passaggio: “E il suono strascicato delle baionette che regalavano il colpo di grazia.”. Dà proprio l’idea del silenzio e dell’opera sistematica di annientamento degli sconfitti. Concordo con la scena del colpo inferto a Connor, vedo comunque che l’hai già recepita quindi non insisto.
Bello. Sicuramente si piazza nei miei primi due, mi manca da leggere solo quello di Viscusi.
a presto!
andrea

alexandra.fischer
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#8 » giovedì 25 giugno 2020, 18:49

Polly Russell Bella la ricostruzione di una delle tante battaglie epiche fra gli highlander e le giubbe rosse (molto credibile, sembra di essere lì, fra tartan e uniformi rosse, baionette e fucili e tanta neve intrisa di sangue gelato). Mi piace la fierezza del guerriero scozzese, determinato a combattere sì, fino alla fine per la liberazione della patria dall’Inghilterra, ma abbastanza eroe da non infierire davanti a un inglese mandato in guerra troppo giovane e leggermente ferito. E bello anche il finale: il gesto pietoso viene ricambiato dal soldato bambino. Tema centrato in pieno con una buona scrittura.

Attenta:
Dove siete! (Dove siete?)

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#9 » giovedì 25 giugno 2020, 19:11

Andrea Lauro ha scritto:Ciao Polly,
mi è piaciuto il tuo racconto! Molto evocativo, molto realistico. Fan della Scozia pur'io!
In particolare ho adorato il passaggio: “E il suono strascicato delle baionette che regalavano il colpo di grazia.”. Dà proprio l’idea del silenzio e dell’opera sistematica di annientamento degli sconfitti. Concordo con la scena del colpo inferto a Connor, vedo comunque che l’hai già recepita quindi non insisto.
Bello. Sicuramente si piazza nei miei primi due, mi manca da leggere solo quello di Viscusi.
a presto!
andrea

Grazie! Sono proprio contenta che ti sia piaciuto. Erano anni che volevo ambientare un racconto nella Scozia del 1700, sicuramente ci rimetterò mano.
Polly

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#10 » giovedì 25 giugno 2020, 19:13

alexandra.fischer ha scritto:Polly Russell Bella la ricostruzione di una delle tante battaglie epiche fra gli highlander e le giubbe rosse (molto credibile, sembra di essere lì, fra tartan e uniformi rosse, baionette e fucili e tanta neve intrisa di sangue gelato). Mi piace la fierezza del guerriero scozzese, determinato a combattere sì, fino alla fine per la liberazione della patria dall’Inghilterra, ma abbastanza eroe da non infierire davanti a un inglese mandato in guerra troppo giovane e leggermente ferito. E bello anche il finale: il gesto pietoso viene ricambiato dal soldato bambino. Tema centrato in pieno con una buona scrittura.

Attenta:
Dove siete! (Dove siete?)

Grazie Shanda! In realtà ho scelto l’esclamativo perché sta gridando, e volevo renderlo chiaro. Però si, ci andrebbe un interrogativo
Polly

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Laura Cazzari
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#11 » venerdì 26 giugno 2020, 21:11

Ciao Polly, allora voglio iniziare complimentandomi con te per il titolo che mi subito catturato e per aver scritto il racconto in viola. Allora il tema è più che centrato e ho molto apprezzato come hai deciso di narrarlo. Ci sono molti elementi azzeccati, ma ho trovato qualche pecca. Ho avuto l’impressione di un racconto scritto in fretta e quindi con qualche sbavatura per strada inoltre non mi è chiaro il finale, prima si parla di un ragazzino e dopo invece sembra che si tratti di un uomo. Forse andava gestito meglio il passaggio.
Laura Cazzari

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#12 » venerdì 26 giugno 2020, 23:58

Laura grazie mille, soprattutto per aver apprezzato il viola: Cristiano e Eugene capito?!
XD
Non capisco dove non sia chiara l’età o comunque l’aspetto del soldato inglese, se ti va e hai tempo, me lo indichi? È un racconto su cui vorrei rimettere le mani, quindi mi piacerebbe farlo al meglio. Kiss!
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Per il racconto scritto in fretta: siamo su minuti contati! XD XD XD!
Polly

Emamela
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#13 » martedì 30 giugno 2020, 17:58

Ciao Polly,
il tuo racconto è molto bello. Ho avuto il piacere di leggerti qualche edizione fa e il tuo stile e il tuo modo di scrivere mi piace molto, complimenti! Belle ed evocative le immagini che dai del campo di battaglia utilizzando i cinque sensi e le emozioni che trasmette il personaggio. Ho avuto un po' di smarrimento su chi abbia ferito Connor, ma rileggendo diventa subito chiaro.
A presto,
Emanuela

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#14 » martedì 30 giugno 2020, 22:52

Grazie Emanuela, sono contenta che ti sia piaciuto. La diatriba infinita tra Scozia e Inghilterra mi affascina tanto, e finalmente ho potuto dedicargli qualche attenzione.
Polly

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daniele.mammana-torrisi
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#15 » mercoledì 1 luglio 2020, 1:38

Ciao, Polly!

Sebbene l'atto in sé non sia proprio originalissimo, più che per te per il fatto che l'idea di soldati di parti opposte che si aiutano a vicenda è qualcosa che si trova perfino in qualche tavoletta sumera, l'ambientazione ha un certo fascino. E' bello, almeno per me, veder prendere un dato momento storico perché la trama gli si adatti sopra.
Non è comunissimo, da queste parti, quindi ha il bello del raro. D'altrocanto, come ho detto, la scena è andata esattamente come mi aspettavo andasse da che lo scozzese risparmia l'inglese.
Un plauso per avere fatto tanti discreti riferimenti storici, con i nomi dei clan e il tempo necessario alle armi per funzionare. Sì, fucili non sarebbe corretto, dato che all'epoca impiegavano moschetti e il termine adatto ad indicarli nei quadri dell'esercito c'era, ma è essere puntigliosi più che utili.

Non fosse che mi aspettavo il finale e che la scrittura viola un po' mi punge gli occhi, sarebbe stata davvero una buonissima presa sul tema. Penserò per la classifica!
Alla prossima!

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Polly Russell
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#16 » mercoledì 1 luglio 2020, 3:31

Grazie Daniele. Beh si, conoscendo il tema, dopo il primo soldato che ne risparmia un altro c’è poco da sorprendersi, e io non ne avevo alcuna intenzione, in effetti. :)
Per il fucile/moschetto, sono abbasta certa che il moschetto sua un tipo di fucile, come quello ad avancarica o l’archibugio, per intendersi. Quindi non credo di aver sbagliato definendoli fucili. Di certo ho tirato a indovinare sui tempi di ricarica. XD
Sono contenta comunque che, tutto sommato, tu abbia apprezzato.
Polly

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daniele.mammana-torrisi
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#17 » giovedì 2 luglio 2020, 16:27

Sì e no.

Sono retroattivamente definiti una tipologia di fucili, ma con il fucile tecnicamente si va ad indicare un tipo di arma con la canna segnata da una specifica rigatura. In verità, fucile -come rifle- appare durante il 1800; prima le armi, che pure sono progenitrici sue, erano moschetti o archibugi.
Due specifiche e diverse armi, con un diverso sistema di caricamento e una canna strutturata in altro modo.
Ma sono minuzie tecniche, alla fine xD

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jimjams
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#18 » giovedì 2 luglio 2020, 16:36

Ciao, Polly. Anche nel tuo caso mi piace l'idea che ha creato il racconto. Ci sono alcuni passaggi un po' ingarbugliati, qualche refuso, niente di drammatico. Una cosa però che cambierei è il finale, non come esito, ma eviterei di spiegare quello che succede, che puoi rendere evidente semplicemente facendo allontanare il ragazzino senza dire niente. Idea mia eh, magari sono l'unico, questa sessione non sono riuscito a leggere nessun commento precedente, e forse va bene così. L'atmosfera poetica e sognante della battaglia poteva insomma arrivare fino alla fine, con il ragazzino che se ne andava via e lo scozzese perso a metà tra delirio e sogno.

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antico
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Re: La neve rossa di Culloden

Messaggio#19 » sabato 4 luglio 2020, 17:08

Sì, la scena del ferimento è organizzata in modo da fare sembrare che fosse stato il ragazzo, ma per me ci sarebbe anche stato. Un Connor in forze avrebbe ucciso altri suoi compagni e quindi bando alla gratitudine e sotto con la baionetta. Diversamente, un Connor ferito poteva essere graziato come ringraziamento per il suo gesto. Ti dirò di più: il racconto ne guadagnerebbe proprio esplicitando questo contrasto. Per il resto, buona declinazione del tema, bel racconto, forse non pulito come quello di Viscusi, ragion per cui, a parità di giudizio, lo piazzo alle sue spalle. Pollice quasi su.

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