FINALE PRE OLYMPIC SPECIAL CERBERO EDITION: La classifica di Linda De Santi

Appuntamento alle 21.00 di lunedì 22 giugno con il tema proposto da tre grandi donne di Minuti Contati: Linda De Santi, Eleonora Rossetti e Ambra Stancampiano!
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FINALE PRE OLYMPIC SPECIAL CERBERO EDITION: La classifica di Linda De Santi

Messaggio#1 » lunedì 13 luglio 2020, 18:35

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Ecco i miei commenti e la mia classifica. Premetto che in questi giorni mi sono tenuta lontanissima dal forum di Minuti Contati per non vedere chi aveva scritto cosa, quindi ho commentato senza sapere le identità degli autori dei racconti. Dopo che avrò inviato questa classifica all’Antico, correrò a vedere chi ha scritto cosa!
Faccio i miei complimenti ai finalisti: i racconti erano tutti molto belli e presentavano sviluppi originali del tema (che non era affatto facile). Inutile dire che ho fatto una fatica enorme a stilare la classifica.
Bravi tutti e in bocca al lupo!

Linda De Santi

Il pozzo nuovo di Valbassa
“So cosa non hai fatto” in questo racconto è un’offerta che sia adeguata a tenere chi la fa lontano dalla persecuzione del pozzo.
Bella l’atmosfera da favola dark che trascina subito nella lettura. Forse a un certo punto dai fin troppi indizi sull’entità che si trova nel pozzo, dicendo che è qualcosa che “mastica e digerisce”: avrebbe funzionato lo stesso anche lasciando tutto un po’ vago, magari insinuando anche il dubbio che nel pozzo in realtà non ci sia niente, che il terrore sia tutto nella mente degli abitanti che credono a vecchie storie e leggende.
Sul finale si intuisce che le offerte degli abitanti possono fruttare loro degli avvenimenti benevoli, ma, dopo aver fatto succedere qualcosa di bello ai donatori, il pozzo può decidere che l’offerta non era abbastanza, gettandoli nello sconforto. Un po’ curioso, ma ci può stare.
Una bella prova.

Tocca a te
Racconto ben scritto, in cui il tema viene sviluppato a partire da un’azione che uno dei cannibali avrebbe dovuto compiere e che invece non ha compiuto. L’atmosfera alla Mad Max è ben resa grazie a elementi semplici ed efficaci (l’ustione da radiazioni, le moto sgangherate, le nuvole di polvere tossica).
Mi è sembrata un po’ strana la questione dei genitori che fuggono quando vedono arrivare i cannibali lasciando il figlio lì, apparentemente senza motivazione. A quel punto, tra l’altro, Karloff e Ditagialle avrebbero potuto uccidere subito il bambino, oppure legarlo da qualche parte mentre decidono chi lo ucciderà. Invece scelgono di buttarlo in una grotta: come mai? Capisco la necessità di un elemento come la grotta per mettere in moto la vicenda (il finto delitto), ma in questo caso penso che servirebbero delle motivazioni più forti.
Anche il finale avrebbe meritato più spazio: i Mangiauomini del Sud arrivano all’improvviso e sembrano un po’ piovuti dal cielo, forse sarebbe stato utile un piccolo accenno alla loro esistenza durante il racconto (magari nel dialogo tra Karloff e Ditagialle).
La lettura è comunque ottima e la storia ben condotta.

Una splendida coppia
Mi è piaciuta molto l’essenzialità dei dialoghi di questo racconto e il modo in cui l’ambientazione si svela poco a poco, di pari passo con la condizione mentale di Paolo. Il contesto si svela in pochi e semplici dettagli, con parole posizionate al posto giusto, senza forzare mai la mano.
All’inizio ho fatto un po’ di fatica a capire chi era a parlare (anche se è un botta e risposta; al quarto scambio non capivo più chi diceva cosa), ma con il delinearsi delle personalità dei personaggi è diventato più semplice.
La tensione della situazione, che cresce poco a poco, è ben condotta e trova un degno apice nel finale. Mi ha disturbato un po’ non sapere in che tipo di rapporti sono il protagonista e Paolo: forse si poteva lasciare qualche indizio in più all’interno del testo per chiarire il legame tra i due (potrebbero essere amici, vicini di casa, parenti…) e fornire così qualche riferimento in più sulla situazione.

Viridavirus
Racconto molto divertente, che personalmente farei leggere agli stessi personaggi che prende di mira (anche se mi sa che non lo capirebbero…).
Il finale è inevitabilmente prevedibile nel momento stesso in cui si capiscono le intenzioni del personaggio, ma la storia riesce lo stesso ad essere godibile. Forse leggo un po’ troppo nel testo, ma l’aspetto del dottore mi fa pensare che non sia troppo attento alle raccomandazioni mediche (tanto per dire, è sdentato): ciò significa che nel futuro questi soggetti saranno stati accettati al punto da poter addirittura diventare operatori sanitari. Questo, insieme ai novac che sono riusciti ad arrivare alla sesta generazione, sono gli aspetti più inquietanti in assoluto del racconto.

Languore
Un racconto molto dolce e per nulla banale. Mi ha intenerito lo sforzo estremo con cui Matteo cerca di resistere alla tentazione di mangiare, vanificando così gli sforzi fatti per seguire la terapia. La narrazione è ben condotta, con un crescendo di suspense che si ferma giusto un istante prima di diventare eccessivo (per quello che è poi il finale, in cui non ci sono eventi eclatanti ma che riesce lo stesso a essere d’impatto).
Le uniche cose che mi sono sembrate strane sono la presenza dei dolci in casa (per un bambino che sta seguendo una dieta sarebbe una vera tortura) e la posizione della dispensa, che si trova al piano di sopra (non dovrebbe trovarsi vicino alla cucina al piano di sotto)? Per il resto, una bella prova.

La neve rossa di Culloden
Un racconto molto ben scritto che centra ottimamente il tema. Molto bella la descrizione del campo di battaglia dal punto di vista di Connor, che ci regala frasi evocative come “Il passare del tempo era scandito dai colpi: poco e meno di un minuto i fucili, poco di più i cannoni.” e “La polvere delle esplosioni e la nebbia non gli permettevano di vedere oltre la punta della propria spada”.
Solo, ho dovuto rileggere una seconda volta la scena in cui Connor viene ferito, perché sulle prime ho pensato che fosse stato il ragazzino a colpirlo. Forse come scena è da chiarire un po’ meglio (ma può anche essere che mi sia subentrata la memoria de “La Guerra di Piero”…). Anche il finale ha richiesto una seconda lettura, più che altro perché mi è sembrato strano che Connor non abbia riconosciuto subito il ragazzino che ha risparmiato poche ore prima (è anche girato su un fianco, quindi dovrebbe riuscire a vederlo in faccia).
In ogni caso, un bel racconto con una prosa ottima e molto suggestiva.

Amico aracnide
Un racconto che parte con una “normale” scena di vita di coppia e che poi vira, nel finale, verso l’horror. Ho qualche dubbio sulla parte iniziale: secondo me calchi un po’ troppo la mano sulla scena in cui Davide finge di uccidere il ragno, che di fatto risulta molto recitata e poco credibile (strano che Barbara non si accorga che il marito sta fingendo).
Più interessante, invece, la seconda parte: mi è piaciuta l’idea del ragno che ricambia il favore ricevuto liberando il protagonista da quella che ritiene essere la sua “gabbia”. Anche la chiusa, in cui non si sa se Davide sia contento o meno di questa liberazione (in fondo Barbara era antipatica, ma non così tanto da meritare la morte), funziona. Nel complesso, una lettura piacevole, da rivedere giusto un po’ nella parte iniziale per quanto riguarda la scena del salvataggio del ragno.

Lontano una vita qui
Una scena che racconta una vicenda drammatica di abusi intrafamiliari, scritta con uno stile pulito e scorrevole. Ho avuto l’impressione che la prima parte sia un po’ scollegata dalla seconda, non so se l’esito della vicenda era nelle tue intenzioni da subito o se l’hai deciso in corso d’opera.
In generale mi è sembrato un dialogo surreale, forse un po’ troppo per gli argomenti che tratta. Non mi ha convinto il tono con cui madre e figlia parlano prima dei fidanzati e poi del padre morto, delle sedute interrotte di psicanalisi, del padre che tradisce la madre e, infine, delle molestie sessuali. Se da un lato le terribili risposte della madre creano un potente effetto di straniamento, dall’altro, a lungo andare, i toni finiscono con il perdere credibilità. Non mi è chiaro con quale spirito la protagonista si approcci al dialogo con la madre: sembra convinta che la madre sia in grado di capire cos’ha comportato l’aver taciuto le molestie, poi sembra scoprire per la prima volta la sua follia, poi alla fine scopriamo che grazie al suo analista ha già compreso che la madre è “un’illusione”, cioè scollegata dalla realtà e da qualsiasi consapevolezza.
Ho anche pensato che tutto il dialogo sia in realtà una fantasia della protagonista (mi ha messo la pulce nell’orecchio la frase finale “Ecco cos'è mia madre, un illusione. Il dottor Lauri ha davvero fatto un buon lavoro.”), ma nella storia non ci sono indizi che supportino questa conclusione tanto da fornire una diversa chiave di lettura al racconto: l’accenno al fatto che la ragazza è in cura da un analista non basta, perché si parla di attacchi di panico, mentre se stesse immaginando tutto saremmo ampiamente nel campo della schizofrenia. In definitiva, un racconto scorrevole e con molto potenziale, ma con una struttura da rinforzare.

Quartium
Una bella carogna questo Arkeos: muore per una reazione allergica e dà la colpa al rivale! Il racconto è ben scritto, ma mi sembra che presenti alcune incoerenze. Ad esempio le circostanze della morte di Arkeos: dice di essere stato strangolato, ma in realtà è morto per una reazione allergica; analizzando il corpo, la polizia dovrebbe essere in grado di capire la differenza. Poi, la procedura tramite cui i morti si esprimono attraverso i medium: i defunti non possono mentire, ma il medium attraverso cui si esprimono, che è vivo, sì. Arkeos riesce a mentire perché parla attraverso la bocca di Jerome, che non può fermarlo perché in quel momento è “posseduto” da lui. Questo però inficia un po’, secondo me, l’attendibilità della testimonianza dei morti: non possono mentire, ma se parlano attraverso la bocca di un vivo, per loro diventa possibile dire falsa testimonianza. Quindi di fatto POSSONO mentire… forse la giustizia dà per scontato che, essendo morti, dicano sempre la verità? Non so, magari mi sono persa qualche pezzo, in ogni caso penso che questo racconto funzionerebbe meglio su più caratteri e con qualche dettaglio chiarificatore in più.

CLASSIFICA

1. Il pozzo nuovo di Valbassa
2. Languore
3. Una splendida coppia
4. La neve rossa di Culloden
5. Amico Aracnide
6. Tocca a te
7. Viridavirus
8. Quartium
9. Lontano una vita da qui



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