Sopravvivenza

AlastorMaverick
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Sopravvivenza

Messaggio#1 » sabato 20 giugno 2020, 1:30

«Perché siamo soli, papà?»
«Non siamo soli. Ci sono altri come noi. Siamo soli in questa foresta, ma esistono anche altre foreste al mondo.»
«Intendi oltre alla grande distesa di macerie?»
«Sì, Ginevra. Io, te, Martin e la mamma siamo stati tra le persone fortunate.»
Le prese la mano e imboccò il sentiero che portava verso l’esterno del bosco. Camminarono guardandosi intorno, godendosi il verde e ammirando i raggi dorati che filtravano attraverso i fitti rami dei sempreverdi. Il sentiero si allargò e il paesaggio cambiò. Dopo ancora qualche centinaio di metri, gli alberi lasciarono il posto ad arbusti più bassi fino a quando anch’essi non scomparvero. Dopo solo cemento, ghiaia e rovine a perdita d’occhio.
«Ma cosa è successo, papà?»
Nicola sospirò e cercò, frugando nella propria mente, le parole giuste per spiegare la cosa a una dolce bimba di dieci anni.
«La natura ha fatto il suo corso. È stato un virus. Si chiamava Covid-19. All’inizio era comparso come un’influenza che poteva portare alla polmonite e alla morte dei soggetti più deboli. Poi è cambiato. I medici e gli scienziati hanno provato a contrastarlo in ogni modo possibile e a un certo punto sembrava ce l’avessero anche fatta, ma non fu così.»
«Era cambiato di nuovo, papà?»
«Sei sveglia piccola. Corretto.»
«E in cosa si era trasformato?»
L’uomo inspirò profondamente e si coprì gli occhi con una mano per evitare il sole diretto che ruggiva con violenza nel caldo pomeriggio. Spaziò con lo sguardo dalla torre in rovina dell’ex Unipol fino ai grattacieli coperti di rampicanti delle case popolari di quella che una volta era via Mattei.
«Era divenuto più resistente e acquisì la capacità di allacciarsi all’anidride carbonica presente nell’aria.»
«Ma se era intelligente si legava all’ossigeno, no? La mamma dice che si trova anche nell’acqua.»
«Giusta osservazione tesoro. Ma il virus era più furbo e aggressivo. Le nostre città producevano quantità industriali di anidride carbonica e i mezzi di trasporto contribuivano ad espanderla anche in zone di provincia e di campagna. Così la gente cominciò ad ammalarsi anche senza contatto.»
«Come capirono che il virus era evoluto?»
«Lo capirono tardi. Da un killer da poche migliaia di persone nel mondo, si trasformò in una furia omicida da sei miliardi di vittime. Noi siamo stati tra i pochi fortunati.»
La bambina fece un passo in avanti mettendo un piede sull’asfalto ma il padre la tirò indietro con energia facendola tornare all’interno della zona erbosa.
«Il Covid-19 non è ancora scomparso, ci vorranno ancora diversi anni. Non devi mai uscire dalla foresta. La nostra casa ora è questa e dobbiamo prendercene cura al meglio delle nostre possibilità.»
Ginevra lo fissò in volto spostando di lato una ciocca di lunghi capelli biondi dal viso accarezzato dal vento caldo. Lui intuì che era perplessa e quindi indicò il folto bosco alle sue spalle.
«La natura non fa mai le cose in maniera casuale. Il virus ha sterminato l’ottanta per cento delle persone di questo pianeta, ma noi siamo ancora qui. Sapresti dirmi perché?»
La piccola ci pensò su per diversi minuti. Si guardò indietro, seguendo con una linea immaginaria il sentiero fino al centro della foresta dove avevano costruito la loro casa. Frugò nei cassetti della sua mente finché non raggiunse un ricordo vecchio di un paio di anni dove Chiara, sua mamma, le raccontava qualcosa sulla natura e sul perché le foglie degli alberi fossero di colore verde.
«Ha a che fare con la fotosintesi?»
«Di nuovo esatto, tesoro.»
Nicola le sorrise colmo di orgoglio e le passò la mano libera sui capelli scompigliandoli più di quanto non stesse già facendo il vento.
«Gli alberi assorbono l’anidride carbonica e con essa il virus. La eliminano e la trasformano in ossigeno respirabile. Se ci fossero stati ancora tutti gli uomini di nove anni fa, le poche foreste rimaste non avrebbero potuto proteggerci. L’anidride carbonica creata sarebbe stata troppa in confronto all’ossigeno rilasciato dalle piante. La natura ha così dovuto bilanciare agendo sulla fonte del CO2, ovvero gli umani.»
«E noi come abbiamo fatto a sopravvivere?»
Il padre guardò verso il cielo sospirando profondamente.
«Quando Covid-19 sferrò il suo attacco più massiccio e letale noi eravamo qui, a fare una passeggiata. Avevamo le mascherine e camminavamo nel sentiero che guarda la strada. Vedemmo una macchina sbandare e finire contro il guardrail e altre che la seguirono creando un mostruoso tamponamento. Vedemmo le persone scendere dalle auto e tutte si tenevano le mani intorno alla gola, come se avessero un improvviso attacco d’asma. Vedemmo morire molta gente quel giorno dell’anno 2020. Ricordo che si avvicinava l’estate.»
«Era diventato così letale? Non portava una polmonite?»
«Quando l’abbiamo conosciuto era così. Ma dopo essersi trasformato aveva anche cambiato il suo modo di agire. Qualche giorno prima avevamo sentito notizie riguardo una persona che era risultata negativa al tampone e due giorni dopo era morta di Covid-19.»
«Caspita… Io ero nata da pochi mesi e Martin aveva solo quattro anni.»
«Già. Io e mamma tornammo indietro per il sentiero con l’intenzione di tornare a casa ma vedemmo alcuni runners superarci e uscire dal bosco cominciando a correre sull’asfalto. Caddero anche loro, morti soffocati. Tutti coloro che provavano a uscire dalla zona alberata morivano. Noi invece, seppur spaventati a morte, respiravamo ancora. La natura ci ha protetti e intuimmo che dovevamo stare qui per sopravvivere.»
Ginevra si voltò con le spalle alla distesa di macerie e tirò con dolcezza la mano del padre.
«Rientriamo, dai. La mamma ci starà aspettando per la merenda.»
«Certo, tesoro, certo.»
Camminarono fino alla casa nel bosco fatta di legno e materiale raccolto nelle immediate vicinanze della foresta.
«Come siamo arrivati a oggi?»
«Dopo diverso tempo passato a sopravvivere come nella giungla, avevamo provato ad allontanarci prima di pochi passi, poi di qualche metro dalla zona alberata. Fortuna voleva che dalle parti del quartiere commerciale ci fosse anche un lungo viale con due parchi giochi per bambini vicino. Con la giusta attesa, le piante avevano sanificato l’aria negli immediati dintorni e si era creata una corsia preferenziale per le zone utili come bar, ferramenta, alimentari. Ciò fu utile nei primi tempi per sopravvivere. Poi la natura si riappropriò dei suoi spazi e la selvaggina e svariati tipi di animali cominciarono ad avvicinarsi a noi. Potemmo cacciare e dissetarci con l’acqua bollita del Savena.»
Giunsero alla costruzione ed entrarono salendo su una pedana alta circa trenta centimetri che separava la costruzione dal terreno. Erano riusciti a creare in poco spazio ben tre ambienti. Una sala comune, una stanza per dormire e un bagno. Per lavarsi andavano al fiume che dopo otto anni sfoggiava acqua di una trasparenza unica. Erano tornati anche i pesci e di tanto in tanto si poteva cambiare menù. Si sedettero sul tappeto con cui avevano coperto il pavimento grezzo e si sistemarono intorno a un tavolino rotondo. Chiara li raggiunse con il pentolino di rame. L’odore dell’infuso di erbe si espanse per tutto il locale.
Martin, il più esuberante dei due figli, fece una domanda a bruciapelo.
«Allora papà, quando potremo andarcene da qui?»
Nicola gli sorrise.
«Quando qualcuno verrà a prenderci. Non appena l’uomo sarà in grado di viaggiare da una foresta all’altra senza morire, sarà il momento di uscire allo scoperto. Oppure quando la natura avrà occupato nuovamente tutto lo spazio necessario a purificare totalmente l’aria e richiudere il buco nell’ozono.»
«Capisco. Però nonostante tutto a me mancano le cose che avevo a quattro anni. La tv, i giocattoli, i videogames… Ma soprattutto gli amici.»
«Lo so. Ma siamo vivi. Non so se io e mamma ci saremo quando l’uomo tornerà a camminare sulla terra libera, ma tu ci sarai sicuramente. Figli miei, ricordate questa storia e in futuro divulgatela. Spero che la gente imparerà da questo fottuto e madornale errore.»



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Andrea Partiti
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Re: Sopravvivenza

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 11:31

L'idea è simpatica, per quanto stiracchi al massimo la sospensione dell'incredulità con la questione dell'anidride carbonica, perché sembra una forzatura messa lì per allacciare il covid all'inquinamento, quando l'anidride carbonica è ovunque e si poteva scegliere qualcosa di molto più caratteristico, tipo le polveri fini, che già ora sono un'aggravante.
L'esecuzione è meh, il dialogo è incredibilmente innaturale, con bambini che non parlano da bambini e restano concentrati e articolati per tutto il tempo e proprio in quel momento decidono di farci un comodo riassunto spiegone di tutto quel che è successo, come è successo, come sopravvivono.
Non è convincente, mi spiace.
Per ora è un'ambientazione che si può sistemare, ma il racconto manca di sostanza, sono persone che parlano e ci raccontano l'ambientazione passeggiando e moraleggiando. Non hanno motivazioni, sono solo un tramite per quello che pensi tu-autore, per le tue idee che vengono forzate attraverso il racconto.

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Polly Russell
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Re: Sopravvivenza

Messaggio#3 » lunedì 22 giugno 2020, 15:23

Ciao! L’idea è buona, ma la realizzazione è di certo perfettibile. Io in chimica sono una pippa, quindi questo problema dell’anidride carbonica non l’ho notato, ma non lo avrei notato nemmeno se avessi deciso di far legare il covid all’elio: quindi non conta.
Per il resto non posso che dare ragione ad Andrea. Il racconto non è che una spiegazione dell’universo che hai immaginato. Un paio di persone si mettono comode e raccontano al lettore che cosa è successo. È un prologo, non una storia. Avresti potuto raccontarci la stessa cosa facendocela vivere, magari nel momento in cui loro sono nella zona alberata e vedono i runner morire. Qualche giorno dopo potrebbero sentire dei messaggi da qualche altoparlante che chiede ai superstiti di rimanere nei loro posti sicuri. Per esempio. Anche perché, se non sono mai usciti dal boschetto, se non per rapide incursioni è sempre in posti “green” come fanno a sapere che è una mutazione del covid? Che non è un’arma chimica, un’attacco alieno o che so io?
E soprattutto perché dovrebbe aver scelto proprio questo momento per raccontare tutto alla figlia? Ha otto anni, dovrebbe già saperlo. Insomma, questa idea della natura che protegge invece di macellarci con super tzunami e blizzard è coinvolgente, ma devi lavorarci su.
Polly

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Andrea Lauro
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Re: Sopravvivenza

Messaggio#4 » lunedì 22 giugno 2020, 18:15

Ciao Alastor,
concordo con Andrea e Polly: c'è molto su cui lavorare per rendere meglio l'ambientazione da te creata e ridurre l'infodump. E secondo me i suggerimenti di Polly sono un più che valido aiuto: se mostrassi le azioni dei personaggi, semineresti tutta una piccola serie di indizi che permetterebbe al lettore di unire i puntini strada facendo.
Anch'io ho notato l'incongruenza di vivere in una foresta e sapere tutto quello che è successo fuori. Ho provato a darmi delle risposte, mi son detto: "magari il padre potrebbe raccontare un sacco di fregnacce alla figlia pur di far vedere che ne sa più di lei". Ma in quest'ambito mi sembra del tutto decontestualizzato, quindi ho storto il naso.
Insomma, io proverei a riguardarlo cambiando un po' le prospettive, lo gestirei come un susseguirsi di azioni e di progressiva consapevolezza dei personaggi, anziché come un resoconto dei fatti passati.
grazie della lettura, a rileggerci!
andrea

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wladimiro.borchi
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Re: Sopravvivenza

Messaggio#5 » martedì 23 giugno 2020, 11:07

Ciao Alastor,
una buona idea sfruttata male.
Non nego che utilizzare il dialogo come espediente per mettere il lettore a conoscenza dell'ambientazione sia una furbata, ma in questo caso la realizzazione non è delle migliori.
I personaggi, soprattutto i bambini, non parlano in modo credibile, lasciandosi andare davvero troppo al dettaglio degli eventi che hanno preceduto il racconto.
Le poche volte che utilizzi immagini lo fai in modo suggestivo, ma per la maggior parte del teso il racconto finisce per essere un lungo infodump con cui, nei fatti, spieghi l'ambientazione e ti lascia andare a valutazioni filosofiche.
Fosse una sorta di dialogo prefattivo a un trattato di ecologia potrebbe anche andare, ma per essere un racconto apocalittico necessita di qualcosa di più e di diverso.
A rileggerci presto
Wladimiro

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