L'Età dell'Oro

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Pretorian
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L'Età dell'Oro

Messaggio#1 » domenica 21 giugno 2020, 16:24

L’Età dell’Oro

La Presidente guarda nel falso specchio. La prigioniera è anziana: i capelli bianchi cadono su un volto rugoso e la tunica che indossa copre un corpo più vicino alla forma scheletrica che all’anatomia umana. È legata alla poltrona ed è sorvegliata da otto soldati delle forze speciali armati fino ai denti, eppure sorride. I suoi occhi passano da un guardiano all’altro senza sosta, poi si fermano. La Presidente si rende conto che le iridi pallide stanno puntando nella sua direzione e rabbrividisce.
- L’abbiamo trovata nella Foresta Nera, tra le rovine di un tempo primordiale – dice il Generale. –Abbiamo perso molti uomini per catturarla.
La Presidente annuisce e si avvicina alla porta. Quando lei e il suo seguito entrano nella stanza, i guardiani le rivolgono il saluto.
- Visite! – esclama la prigioniera, agitando i piedi nudi. – Quanta gente importante che viene a trovare questa povera vecchia!
La Presidente si avvicina alla donna. Sente il sudore inzupparle la camicetta di lino.
- Sai chi sono?
- Oh, questa vecchia sa molte cose: gliele sussurra la Terra – La donna piega la testa di lato e sembra concentrarsi per qualche istante. – Si… la Terra dice che sei un capo… un capo di uomini vestita di seta.
- Sono la Presidente della Commissione Europea.
- Che titolo altisonante! Se i vermi avessero una regina, sono sicura che avrebbe la tua stessa arroganza…
Uno dei soldati alza il braccio per schiaffeggiarla, ma la Presidente lo ferma con un cenno del braccio.
- Voglio farti vedere una cosa - Viene fatto entrare un grande televisore piatto. Un uomo della scorta passa alla Presidente il telecomando. – Penso possa interessarti.
Lo schermo si accende.

Un enorme uomo-toro corre per le vie di una città. La folla scappa, ma lui è più veloce e i suoi corni squarciano carni e ossa con la forza di una cannonata. Una giovane donna urla: mentre lo zoccolo della creatura le schiaccia il cranio, chiede che qualcuno porti via il neonato che stringe al petto. Nessuno interviene: l’uomo-toro afferra il bambino con le mani deformi, lo annusa, poi lo azzanna alla pancia e comincia a divorarlo.

Un immenso drago sovrasta il Palazzo Imperiale di Tokyo. Ha otto teste e otto code e sulla sua schiena si intravedono escrescenze simili ad alberi. Uomini delle Forze di Autodifesa aprono il fuoco contro di lui, ma proiettili e bombe colpiscono senza esito le scaglie titaniche. Le otto fauci si spalancano e ne eruttano fiamme oscure. Ogni cosa scompare nel buio.

Tentacoli immensi emergono dalle acque. Afferrano incrociatori e portaerei come se fossero giocattoli. Li sollevano in alto. Ne stritolano le fiancate d’acciaio. Sullo sfondo, la testa di un serpente grande quanto l’orizzonte emerge dal mare e punta il suo sguardo verso la costa devastata dagli tsunami.

Il fianco di un vulcano esplode, rivelando la presenza di un gigante con la testa d’asino e le ali da pipistrello. Il titano ruggisce una bestemmia al cielo, poi, una delle teste da rettile che emergono dai suoi fianchi erutta lava sui villaggi abbarbicati sul monte.

Un aereo di linea precipita lentamente al suolo, mentre uno stormo di uccelli dalle piume di metallo ne frantumano le ali.

Un branco di capre umanoidi atterra uomini e donne in fuga e ne fa scempio. Uno di loro, un colosso con un solo occhio, demolisce un’abitazione usando una clava.

Un essere con dieci teste e venti braccia schiaccia carri armati in una città in fiamme.


La Presidente studia le reazioni della prigioniera ai video che passano in rapida successione sullo schermo. La ragnatela di rughe non si discosta mai dal sorriso.
- È così in tutto il mondo da più di dieci giorni – dice, cercando di impedire alle mani di tremare mentre spegne il televisore. – Abbiamo perso ogni contatto con molti paesi. Di altri sappiamo solo che sono ridotti a mattatoi di uomini.
Si volta verso la prigioniera. Deglutisce e si morde le labbra mentre ne sfida lo sguardo beffardo.
- Anche se mi sembra impossibile, le nostre fonti ci hanno riferito che tutto questo orrore è stato causato da un unico… evento. Un evento di cui tu sei responsabile.
- Vuoi sapere come l’ho fatto?
Il Presidente e i suoi assistenti si guardano tra di loro in silenzio. La megera ne osserva i volti pallidi e scoppia a ridere.
- Mi sono appesa a testa in giù a un albero per nove giorni e nove notti. Ho spiato i corvi mentre si raccontavano i misteri del mondo. Ho appreso i segreti che la Terra aveva dimenticato e glieli ho sussurrati all’orecchio – dice, agitando la testa da una parte e dall’altra. – Ora lei è uscita dal sogno di roccia e fango in cui gli dei l’avevano confinata e il suo ventre è di nuovo gravido dei figli della sua furia primordiale.
La Presidente scuote il capo. Resta in silenzio per qualche minuto, lo sguardo lontano dal ghigno demente della prigioniera. Alla fine, torna a rivolgerle gli occhi lucidi.
- Perché?
- Perché gli uomini hanno precipitato questo mondo in un’eterna Età del Ferro. Un’epoca di metallo e ingranaggi, che inghiotte la purezza della natura e vomita corruzione – risponde la megera. Il suo volto abbandona per la prima volta il sorriso e si contrae in un grugno tremante e rabbioso. – Ora che i figli della Terra stanno emergendo dal suo grembo, purificheranno ogni cosa e la restituiranno alla perfezione che ha preceduto l’inizio della Storia.
La Presidente resta impassibile. Dopo qualche istante di attesa, si fa indietro e fa un cenno ai suoi accompagnatori.
- Qui abbiamo finito.
Una guardia del corpo apre la porta e la donna si allontana.
- L’Età dell’Oro sta tornando! – urla la vecchia. – E nella sua purezza non vi sarà alcun posto per l’Uomo!


La Presidente e il Generale sono soli nell’ascensore.
- Spazzati via dal delirio di una vecchia – biascica il militare, stringendo tra i denti un sigaro spento. – Se un mese fa mi avessero detto una cosa simile, mi sarei messo a ridere.
- Quante possibilità abbiamo?
Il Generale alza le spalle e scuote la testa. Anche la Presidente resta in silenzio. L’ascensore raggiunge il piano più basso del bunker… e continua a scendere.
- Dove stiamo andando?
- In un posto che lei non conosce, Generale. E scommetto che nemmeno i corvi che sussurravano nel cervello di quella pazza ne sono a conoscenza.
La porta si apre. La Presidente entra nel laboratorio, il militare la segue guardandosi attorno con circospezione. Quando lo sguardo si abitua alle luci soffuse della stanza, l’uomo si accorge che vi sono decine, forse centinaia di enormi tubi trasparenti pieni di un liquido opaco. In ognuno di essi galleggia un uomo o una donna interamente nudo.
- Ma cosa… cosa diavolo sono?
- Il nostro piano d’emergenza nel caso in cui i russi avessero deciso di fare una gita in Occidente – risponde la Presidente, allargando un sorriso leggero. – O pensava davvero che i soldi dei contribuenti li utilizzassimo per calmierare il prezzo delle zucchine?
Il Generale si avvicina a uno dei tubi e osserva l’uomo a mollo. È alto forse il doppio di lui, che pure sfiora i due metri e i suoi muscoli, anche se a riposo, sono dieci volte più gonfi di quelli che lui avrebbe potuto sfoggiare nella sua gioventù.
- Quella vecchia strega potrà anche voler riportare il mondo dall’Età del Ferro a quella dell’Oro, ma dimentica un passaggio importante – dice la Presidente, avvicinandosi a sua volta ai tubi. – L’Età degli Eroi.
La donna allunga la mano verso una pulsantiera e preme alcuni comandi.
- È tempo di liberare il Progetto “Heracles”.


di Agostino Langellotti



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alberto.tivoli
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Re: L'Età dell'Oro

Messaggio#2 » lunedì 22 giugno 2020, 16:44

Ciao, Agostino.
Di seguito il mio commento.

Il racconto è ben scritto e fa immergere il lettore in un’apocalisse mitica, che emerge, avvincendo, dai dialoghi e dalle azioni dei personaggi.

La storia ci presenta un protagonista e un alleato stereotipati (non da prendere in senso negativo, ma nel senso di modelli immediatamente riconoscibili), la presidente e il generale, affiancati da un’antagonista originale, la megera della Foresta Nera. Questo trio svolge bene il compito di guidarci verso il colpo di scena finale che, sebbene non sia così sorprendente, chiude efficacemente il racconto.

Il problema che individuo nella caratterizzazione dei personaggi principali, la presidente e la megera, è che le due sono assolutamente sicure delle rispettive posizioni e del loro potere; il confronto è dunque poco drammatico, non è combattuto. L’effetto sul lettore è che la storia sia stata già decisa sin da prima della prima parola dell’incipit. Probabilmente questo influisce anche sulla forza percepita del colpo di scena finale.

Intensa ed emozionante la parte centrale, ovvero gli attacchi in corso ai danni dell’umanità.

In sintesi: un racconto tecnicamente ben scritto ma che avrebbe dovuto sfruttare di più i potenziali conflitti del protagonista e dell’antagonista.

Segnalo un paio di refusi: “tempo” invece di “tempio”; “Si…” invece di “Sì…”.

In generale riverificherei la punteggiatura nei dialoghi.

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Luca Nesler
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Re: L'Età dell'Oro

Messaggio#3 » lunedì 22 giugno 2020, 17:50

Ciao Agostino. Devo dire che il racconto non mi fa impazzire. Una strega scatena dei mostri con l'intento di punire l'uomo nemico della natura (tema piuttosto noioso ormai),ma la Presidente della Commissione Europea ha in serbo dei super-umani per contrastarla. E tutto finisce lì.
Il personaggio della vecchia è abbastanza interessante, ma ci dici poco (certo, i caratteri, lo so), mentre per il resto non c'è granché che colpisca l'attenzione. Anche tecnicamente hai scritto di meglio. Trovo che la narrazione ti sia scappata un po' di mano. Quando presenti gli umanoidi del progetto Heracles sembrano del tutto normali, poi quando palesano la loro natura straordinaria attraverso il PDV del Generale la cosa sorprende: perché non ce lo avevi detto appena sono entrati in scena?
In ascensore la Presidente chiede al Generale quali possibilità hanno, ma pare evidente che non ce ne siano molte, inoltre lei ha già un asso nella manica e mi aspetterei che abbia più il polso della situazione, mentre la scena ci mostra una donna che si affida ai suoi sottoposti come in una situazione in cui non sa molto. Ma poi lei sa più degli altri.
Perché la vecchia dice "vestita di seta" se lei indossa del lino? Metaforico? Perché la accusa di arroganza quando la donna non ha fatto altro che presentarsi col suo titolo? E la guardia che sta per schiaffeggiare la vecchia fa un po' medioevo o minion del villain di turno. Tipo "Zitto cane! Non sai con chi stai parlando!"
Secondo me si addice poco alla situazione che presenti.
In generale i dialoghi sono poco credibili. In particolare la prima battuta: - L’abbiamo trovata nella Foresta Nera, tra le rovine di un tempo primordiale – Sembra decisamente artificiale.
Hai cambiato PDV sul finale dalla Presidente al Generale e cose come la frase: "La donna allunga la mano verso una pulsantiera e preme alcuni comandi." sembra un po' "buttata lì".
Insomma, tante piccole cosette che non fanno brillare una trama poco interessante (per la parte scelta, perlomeno) e che mi hanno fatto pensare che tu abbia curato il testo meno del solito. Forse stavolta non eri ispirato, chissà.

Alla prossima!

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Dario17
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Re: L'Età dell'Oro

Messaggio#4 » mercoledì 24 giugno 2020, 13:56

L'Apocalisse come arma divina/naturale per una depurazione totale a spese dell'uomo è un grande classico piuttosto usurato ma è indubbiamente in linea con le pretese del contest, tuttavia per dare più colore al racconto sarebbe stata necessaria una sferzata di originalità in più, sopratutto per quanto riguarda la parte della vecchia sacerdotessa/profetessa.
Un unico individuo che accentra in sè causa e relativa spiegazione è una scelta un po' troppo comoda e facile.
I canonici Titani sciorinati tramite un video (rivolto più a noi lettori, non vi è motivo di farli vedere alla vecchia) fanno il loro effetto e sono descritti bene, maavrei gradito di più vederli collocati tutti in ambienti più specifici e non solo il drago a Tokyo, dando un'idea di mito che si infila nel mondo moderno: L'uomo-toro che devasta Piazza Navona? Il serpentone che devasta Amsterdam? Il gigante che esce dal Krakatoa?
Lo stile ed il tono mi piacciono, sebbene qualche ritocchino andrebbe fatto su un paio di periodi un po' telefonati, ridondanti e anche troppo aulici.
Il punto debole dell'opera è l'intreccio:
- La Vecchia, come i classici villain, fa lo spiegone gratuito ma, tolto quello, non serve ad una mazza. La presidentessa le chiede perchè e percome, ma non fa quello che farebbe un leader alle prese con una catatrofe: trapazzare la causa della devastazione per farle sputare fuori una possibile soluzione. Ovvio che la vecchia, in quanto villain, si rifiuterebbe o direbbe che il processo è irreversibile, ma chiunque ci avrebbe almeno provato.
- A che serve lo spiegone alla presidentessa se si capisce dalla lettura che ne sa già a pacchi e, qualche piano più sotto, ha già la SPECIFICA soluzione al disastro pronta all'uso e preconfezionata da anni? E perchè non è già stata attivata visto che sono già dieci giorni che il mondo è in pericolo? La situazione è ben apparecchiata per il lettore per capire chi o cosa succeda ma non è verosimile nella sua struttura.
Il cliffhanger finale è molto cinematografico, da finale post titoli di coda alla maniera MArvel/DC, però proprio come quelli se non si vedono i film successivi perdono di significato e comprensione.
Un intreccio più accattivante e qualche pizzico di originalità in più avrebbero reso una prova, comunque sufficiente, molto migliore.

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el_tom
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Re: L'Età dell'Oro

Messaggio#5 » giovedì 25 giugno 2020, 23:43

Ciao Agostino, eccoci ancora qui!
Hai utilizzato un genere che apprezzo, questa sorta di fantasy con richiami alla mitologia, ci vedo sia quella greca che quella norrena (la prigioniera appesa vuole richiamare Odino e i funerali vichinghi? C’è forse lo zampino di Gaiman? ) e lo hai trasportato in un contesto moderno-attuale.
Però, a sensazione, manca di forza ed epicità, cosa molto difficile da trasmettere visto il numero dei caratteri. Ci sono un sacco di mostri, titani, miti, ma le scene in cui agiscono sono proprio viste da lontano, anche la risoluzione, con il progetto Heracle, non mi ha colpito purtroppo. Sembra un po' un trailer di quei film fantasy in cui si vede che le spade sono di plastica, magari la sceneggiatura è stata scritta a meraviglia, ma la magia della storia non arriva perché si vede che è tutto finto.
La frase più pericolosa in assoluto è: Abbiamo sempre fatto così.

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