L'ultima cena

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el_tom
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L'ultima cena

Messaggio#1 » domenica 21 giugno 2020, 22:58

L’ultima cena

“...chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così, o meglio, qualcuno l’aveva anche detto, più di qualcuno a dirla tutta, ma erano stati dileggiati dalla maggioranza.
Scie chimiche, vaccini, microchip per il controllo mentale, 5G, nuovo ordine mondiale, massoneria, finanza controllata, bioterrorismo, rettiliani... era tutto vero.
I complottisti, tutti, almeno in parte avevano sempre avuto ragione, solo che le loro teorie non erano complete.
Come per i fisici teorici, anche a loro era sfuggita la legge suprema che avrebbe spiegato tutto, avrebbero dovuto unire tutte le varie teorie cospiratorie a danno dell’umanità.
Solo i terrapiattisti e i vari estremisti religiosi sono rimasti a bocca asciutta.
Peccato solo che gli umani a cui era stato affidato il potere supremo, e la salvezza, erano una simpatica combriccola di stronzi ingordi che, non contenti di soggiogare la stragrande maggioranza della gente, hanno complottato gli uni contro gli altri. Il risultato? L’apocalisse!”
“Chiudi quella cazzo di bocca! Sono ore che blateri le tue stronzate! Lo sappiamo tutti com’è andata e non mi interessa la lezioncina di storia, coglione!”
“Ma come siamo nervosi, amico mio”
“Non sono tuo amico, siamo solo sfortunatamente costretti a stare in questo buco di culo insieme”
“Devi scusarmi, amico mio, ma quando sono brillo divento un chiacchierone.
Tu parli di sfortuna ma qui non si sta mica così male, siamo al riparo dalla pioggia radioattiva e al sicuro dai mutanti, abbiamo cibo e pure del buon vino!”
“Sei proprio un coglione integrale, credi veramente che i nostri gentili ospiti ci tengano qui per carità cristiana o per gentilezza?”
“Per carità cristiana no di sicuro, dopo il crollo della civiltà le religioni si sono rivelate tutte false.
La vera scienza ha preso il sopravvento, anche se è diventato praticamente impossibile praticarla, oramai chiunque trovi un camice ed un alambicco viene venerato come un profeta”
“Non ricominciare con le tue stronzate!”
“Va bene amico mio, ma dimmi allora, perché ci hanno rinchiuso qui e ci rimpinzano di delizie?”
“Guardami bene, ti sembro il fottuto oracolo di Delfi?
Cosa cazzo vuoi che ne sappia io!
E poi, a te danno le delizie, io finora ho mangiato una minestra mefitica e calci in culo e, nonostante la fame, faccio proprio fatica a digerirli. Tu sei comodamente sdraiato su un letto, io ho il culo sulla fredda pietra”
“Ma non stare sempre a lamentarti, almeno qualcosa hai mangiato no? E poi non ti hanno colpito così forte dai, te sei un omone grande e grosso, per te saranno state poco più che carezze”
“Fottuto coglione! Se non ci fosse questa grata a separarci te le farei provare volentieri un paio di carezze!”
La robusta porta di metallo si aprì ed entrarono in due, il vescovo, non lo era sicuramente ma la palandrana rossa scura che lo avvolgeva lo faceva assomigliare ad un alto prelato, venne verso di me.
L’altro, un ciccione sudato, unto e sporco, si diresse verso il mio amico, lo salutò con un grugnito e cominciò a pungolarlo con uno storditore elettrico del tipo che si usa per il bestiame. Continuò fino a che il poveretto svenne, infierì sul corpo inerte calciandolo con forza, lasciò in un angolo un secchio lercio e maleodorante che conteneva la brodaglia che erano soliti dargli e se ne andò senza dire nulla.
Solo allora il vescovo si rivolse a me “Buongiorno, mio caro, come stai quest’oggi? È stato di tuo gradimento il vino?”
“Buongiorno a lei signoria, bene grazie, il vino era superbo, posso chiedere cosa fosse?
“Ne sono lieto, era un pinot bianco 2012, eccellente annata, ho pensato si sposasse bene con il branzino al forno a cui lo abbiamo abbinato, cosa ne dici?”
“Oh, era decisamente perfetto”
“Molto bene, sono felice che tu abbia apprezzato.
Per ora invece, ho pensato al Brunello di Montalcino”
Batté le mani e il ciccione entrò nella stanza spingendo un carrello, la sua vista mi spaventò, il vescovo lo notò e subito intervenne “Non ti devi preoccupare, non ti verrà fatto alcun male, Lucas è qui solo per portarti il desinare”
“Grazie signoria e grazie signor Lucas…”
Il vescovo rispose con un cenno del capo e Lucas con un grugnito “… ma come mai io sono trattato con tanta gentilezza e il mio sventurato compare viene malmenato?”
Il vescovo mi sorrise “Perché sappiamo chi siete. Lui è un farabutto comune, un ladro, un truffatore, un assassino, un uomo rozzo che cerca di sopravvivere con gli scarsi doni che la natura gli ha donato. Si è introdotto nei nostri territori probabilmente per rubare qualcosa o forse per uccidere qualcuno. Abbiamo dovuto prendere provvedimenti piuttosto duri, di questi tempi dobbiamo essere prudenti, l’umanità ha subito un duro colpo e quel che ne è rimasto è oramai allo sbando.
Tu invece, tu sei un a persona civile, abbiamo indagato su di te, pare che tu sia uno scrittore”
“Oh no, non lo facevo di professione, non ho mai pubblicato nulla. Mi piaceva, certo, ma era poco più di un passatempo, ho partecipato a qualche concorso, soprattutto online, minuti contati e siti del genere, ma i risultati sono stati, ad essere generosi, altalenanti, non ho mai prodotto niente meritevole di nota, gli altri partecipanti erano sicuramente più dotati di me”
“Questo lo dici tu! Ho avuto modo di leggere i tuoi scritti, la rete esiste ancora per chi ha risorse sufficienti per accedervi, e devo dire che i tuoi racconti sono stati sottovalutati, le grandi menti sono sempre state ostacolate da quelle mediocri, è sempre stato così nella storia dell’uomo.
Ma ora è tempo per te di mangiare in pace”
Lucas tolse il coperchio dal vassoio posto sul carrello, rivelò una fiorentina da almeno un chilo, tagliata a piccoli tranci che ne rivelavano la cottura perfetta, al sangue.
La bocca mi si inondò di acquolina, mi riempii il bicchiere con il nettare rosso rubino ed afferrai le posate.
Lucas era già uscito dalla stanza e lo stesso stava per fare anche il vescovo ma lo fermai.
“Grazie per tutto questo signoria, posso solo chiederle dove siamo e qual è il suo nome o generoso anfitrione che ci ospita”
“Siamo noi a ringraziare te per i tuoi servigi ed a scusarci per le impietose condizione a cui ti sottoponiamo”
“I miei servigi? Non capisco”
“Abbiamo pensato che tenendoti a contatto con quel bruto qui di fianco avresti potuto mitigare la sua natura violenta e volgare, ahimè pare che nulla possa elevare a rango di uomo quella bestia.
Dove siamo? Ormai i nomi non hanno valore, siamo in una piccola isola di civiltà circondati da un oceano di follia.
Il mio nome non è importante, io sono solo un umile servo, sono ben altre le personalità a cui dobbiamo riconoscenza, ma non ti crucciare ora, goditi tranquillo il desco, ci rivedremo presto mio caro” e uscì chiudendo silenziosamente la porta.
Dall’altra parte della grata arrivò la risata del mio compagno di stanza.
“Sono lieto che il tuo umore sia migliorato, cominciavo ad essere preoccupato, temevo potessi cadere in depressione visto i discorsi distruttivi che facevi”
“Sei proprio il campione dei coglioni, non avrai mica creduto a quel fighino vestito donna?”
“È un prelato, è normale che sia vestito in quel modo”
“Si, ed è devoto al santo della cappella di sto cazzo! Stupido idiota, l’hai detto tu che non esistono più le religioni!”
“Ma non riesci ad esprimerti senza turpiloquio? Cos’è, una forma di protesta verso il tuo paparino che da piccolo ti dedicava attenzioni particolari?”
Il mio coinquilino scattò come una molla e si appese alla grata scuotendola con tutta la forza che possedeva mentre ringhiava come un animale. Il vescovo aveva ragione in fondo, era proprio una bestia.
“Riuscirò a venire da te, ti stancherò la testa e ti cagherò giù per il collo!”
“Ah, eccoti qua, hai ritrovato la tua verve finalmente!”
Questa volta fui io a ridergli in faccia, di gusto anche, alzando poi il bicchiere per brindare alla sua salute.
La porta si aprì e Lucas, con il pungolo elettrico in mano entrò e si avventò contro quello scimmione scalmanato.
Quando svenne gli ammanettò i polsi e le caviglie e lo appese ad un gancio che era fissato sulla parete opposta a quella della mia parte di stanza. Uscì e rientrò con in mano una sorta mazza da cricket ed accompagnato dal vescovo.
Lucas cominciò a picchiare l’appeso con quel suo palettone.
Il vescovo intanto venne verso di me.
“Era buona la bistecca?”
“Splendida, mi si scioglieva in bocca”
“Bene, bene. E il vino, era appropriato?”
“Certo, si sposa a meraviglia con la carne, però è più forte di quello che credevo, mi ha tagliato le gambe, credo che farò un pisolino digestivo”
“Oh certo, dormirai” disse il vescovo sfoderando un sorriso inquietante.
“Perché lo picchiate in questo modo? Ormai è svenuto”
“Le scosse elettriche contraggono i muscoli, il massaggio di Lucas aiuta la frollatura”
“Frollatura? Ma non si fa con i fagiani e i manzi?”
“Esatto, un trattamento necessario se si vuole sviluppare il massimo potenziale delle carni”
Avevo sentito bene? Il massimo potenziale delle carni?
Non ne ero per nulla sicuro, quel vino mi stava stendendo, facevo fatica a tenere gli occhi aperti.
Il vescovo continuava a parlare anche se facevo sempre più fatica a seguirlo.
“Vedi, ora la scienza, quella vera, pervade ogni branca della vita dei sopravvissuti, anche la cucina.
In questo campo c’è una continua formulazione di teorie e la loro confutazione tramite il metodo sperimentale.
Una scuola di pensiero dichiara che le carni raggiungono il loro apice quando sono sature di adrenalina, come quelle del tuo amico qui di fronte che è stato sottoposto a forte stress, maltrattamenti fisici e psicologici.
La scuola contrapposta, invece, dice che è la serotonina a rendere le carni più gustose, tu infatti sei stato trattato con tutti i riguardi, hai ricevuto complimenti per esaltare il tuo ego.
Ma ora, per te, tutto questo non conta.
Dormi, dormi tranquillo”
La voce del vescovo era una ninna nanna, mi sentivo sempre più stanco, le palpebre pesanti, una dormita mi avrebbe fatto proprio bene.
Mentre l’oblio m’avvolgeva riuscì ancora a sentire un risata rauca.
“Si, dormi, coglione!”


Tom


La frase più pericolosa in assoluto è: Abbiamo sempre fatto così.

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Sara Ronco
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Re: L'ultima cena

Messaggio#2 » mercoledì 24 giugno 2020, 13:05

Ciao, Tom
uhm, agghiacciante il finale!
E anche l'inizio mi è piaciuto molto e mi ha coinvolta, ma c'è qualcosa a metà che non mi ha convinta del tutto, forse è solo una questione personale, non so, mi sono come persa.
Comunque il tuo racconto mi è piaciuto molto!
Nonostante io scriva romanzi dall'età di 13 anni (con moooolta discontinuità) ho ancora bisogno della "badante letteraria".
Rimanete sintonizzati e vi stupirò.

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Eugene Fitzherbert
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Re: L'ultima cena

Messaggio#3 » mercoledì 24 giugno 2020, 16:28

Ciao, El tom,
Un racconto abbastanza disturbante, ed è una cosa positiva! L'idea di allevare due esseri umani in modo diverso per vedere l'effetto che fa è una bella trovata.
Il ritmo è molto sostenuto e lo spiegone iniziale è abbastanza camuffato dal dialogo e dall'idea che quando il tipo è brillo diventa chiacchierone. Purtroppo ben diverso è lo spiegone finale che purtroppo appare per quello che è. Forse su quel punto avresti potuto mascherare un po' di più l'intento e cercare di lasciare che il lettore capisse cosa stesse succedendo. Magari inventandoti delle scommesse sulla bontà dell'uno o dell'altro, o altri sotterfugi per far passare l'informazione senza essere didascalico.

Un piccolo appunto puramente tecnico: quando un discorso diretto va a capo, è buona norma mantenere le virgolette. Esempio:

(Versione originale: “...chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così, o meglio, qualcuno l’aveva anche detto, più di qualcuno a dirla tutta, ma erano stati dileggiati dalla maggioranza.
Scie chimiche, vaccini, microchip per il controllo mentale, 5G, nuovo ordine mondiale, massoneria, finanza controllata, bioterrorismo, rettiliani... era tutto vero.)

Versione modificata: “...chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così, o meglio, qualcuno l’aveva anche detto, più di qualcuno a dirla tutta, ma erano stati dileggiati dalla maggioranza.
"Scie chimiche, vaccini, microchip per il controllo mentale, 5G, nuovo ordine mondiale, massoneria, finanza controllata, bioterrorismo, rettiliani... era tutto vero.

Got it?

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decimo.tagliapietra
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Re: L'ultima cena

Messaggio#4 » giovedì 25 giugno 2020, 8:25

Ciao Tom, bella idea! Come per il racconto di Dario ti faccio solo l’appunto dei dialoghi un po’ forzati, a volte inverosimili. E’ il metodo più corretto per informare il lettore di qualcosa senza rischiare di dover narrare, anziché mostrare, ma a volte si ottiene l’effetto opposto. Capita a tutti, me compreso.
Bel finale.

AlastorMaverick
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Re: L'ultima cena

Messaggio#5 » domenica 28 giugno 2020, 12:34

Ciao Tom
Il racconto è inquietante e credo che tu sia riuscito quasi del tutto nel tuo intento di disturbare il lettore.
Dico "quasi" perché devo farti due appunti. Il primo sta nella parte iniziale. Avresti potuto giustificare ogni cosa col collasso della società e la caduta delle religioni in favore della vera scienza senza nemmeno specificare troppo come ci si è arrivati. Di per sé questo fatto storico anche solo accennato implica una sorta di apocalisse anche se non ne spiega il tipo. Hai poi inserito molti dettagli durante il racconto che è stato ottimamente congegnato nella parte centrale. Perciò secondo me la prima parte è quasi del tutto superflua.
Passiamo alla seconda nota. Il finale. Perfetto in termini di concetto. Hai però sciolto la tensione con la spiegazione finale sulle carni e sul tipo "allevamento". Sei stato chiarissimo su quello che volevi esprimere, ma la scena in sé è stata poco incisiva. Io mi sono immaginato una sorta di Alberto Angela vestito da prelato che spiega ad un tizio seduto che barcolla cosa sta succedendo.
Io, sentendomi come la vittima del racconto, avrei capito che qualcosa in me non andava e avrei per esempio cercato di combattere il sonno, magari cercando con le ultime forze rimaste di aggrapparmi al tavolino per poi cadere privo di sensi dopo essermi tirato dietro qualcosa, tipo il bicchiere o i piatti sporchi. Insomma, avrei voluto mi mostrassi qualcosa in più.
Comunque sia ottimo racconto.

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el_tom
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Re: L'ultima cena

Messaggio#6 » domenica 28 giugno 2020, 13:09

Eccoci qui!
Grazie a tutti per i complimenti e le critiche.
Sono d'accordo sullo spiegone finale, ne ero anche più o meno cosciente mentre lo scrivevo ma non mi veniva in mente altro e il tempo stringeva, ho scritto il racconto domenica pomeriggio, non è una giustificazione, abbiamo avuto tutti lo stesso tempo. Ho avuto un paio di giorni dopo un'idea per sostituirlo, sarebbero bastate un paio di frasi del vescovo mentre il protagonista scivolava nel sonno
" bene, si è addormentato, trattatelo con cura, non vogliamo che si svegli e si innervosisca o i livelli di serotonina potrebbero calare" così almeno mezzo spiegone sarebbe saltato e il racconto avrebbe avuto una coerenza interna più solida, avrei avanzato caratteri e avrei inserito una battuta che mi sono mangiato. Sbagliando si impara.
Grazie Eugene per la dritta tecnica.
Ancora grazie a tutti e alla prossima sfida :-)
La frase più pericolosa in assoluto è: Abbiamo sempre fatto così.

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