Gruppo Anversa 1920

Partenza: 01/07/2020
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Spartaco
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Gruppo Anversa 1920

Messaggio#1 » giovedì 16 luglio 2020, 13:11

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Questo gruppo è dedicato alle Olimpiadi di Anversa 1920 .
Passerà alla semifinale solo il racconto primo classificato di questo gruppo.
I concorrenti dovranno leggere, commentare e classificare i partecipanti del Gruppo Atena 1896 e saranno giudicati dai partecipanti del gruppo Stoccolma 1912. Ogni concorrente dovrà indicare se, nei racconti che commenta, sono presenti i bonus.

Il migliore di questo gruppo andrà a sfidare i primi classificati dei gruppi Parigi 1900 e Londra 1908, Francesco Nucera sarà il giudice della loro semifinale.


Vediamo i racconti ammessi:

O R, di Polly Russell consegnato l' 08 luglio alle 13:46
Colpo d'Incontro, di Stefano Pais consegnato il 13 luglio alle 21:31
Il processo di Frine, di Teoz consegnato il 14 luglio alle 21:20 Squalificato per non aver postato i commenti e la classifica.
La Devota Vichy, l'Ultima delle Aragoniti, di Eugene Fitzherbert consegnato il 15 luglio alle 21:03




Avete tempo fino alle 23.59 di sabato 25 luglio per commentare i racconti del gruppo Atene 1896.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a Spartaco.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Atene 1896.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri thread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



Giulio_Marchese
Messaggi: 208

Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#2 » lunedì 20 luglio 2020, 0:02

Sono il primo, qualcuno deve pur cominciare, no? Bella sfida, tante facce nuove, tanti bei racconti. Mi sono divertito tantissimo!
Domani i 100 metri piani (difficilissima)! Sta cosa delle olimpiadi mi ha fatto infognare, iniziativa spettacolare in un'estate "anomala". Grazie MC!

Classifica e commenti:

1) O R, di Polly Russell

► Mostra testo


2) La Devota Vichy, l'Ultima delle Aragoniti, di Eugene Fitzherbert

► Mostra testo


3) Il processo di Frine, di Teoz

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4) Colpo d'Incontro, di Stefano Pais

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wladimiro.borchi
Messaggi: 207

Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#3 » lunedì 20 luglio 2020, 10:05

Segue la mia classifica e la ripetizione dei commenti.
Siccome sono stato velatamente accusato di parzialità, mi permetto di sottolineare che la presenza di refusi è un dato oggettivo esattamente come il mancato rispetto delle regole della c.d. narrativa immersiva, che sono oggettive e identiche per tutti coloro che si approcciano a un testo da qualsiasi punto di vista o angolazione (scrittori, lettori, editor e valutatori).
Tali regole si fondano su profonde basi scientifiche e, ancorché non debbano esser prese come oro colato, forniscono teoria, metodo di lavoro e elementi di analisi.
Per conoscerle rimando al manuale base di scrittura immersiva sul sito dell'Agenzia letteraria del Duca, che mi ha aperto e continua ad aprirmi orizzonti.
Il racconto di Polly mi ha emozionato più degli altri e, guarda caso, è quello più in linea con gli insegnamenti della teoria sopracitata.
A rileggerci presto a tutti.
Wladimiro



1- O.R.

Niente di meglio per cominciare questa avventura olimpica che commentare un racconto dell'amica Polly.
Stante il livello della "tenzone" mi sono ripromesso di fare le pulci a tutti, un po' alla Luca Nesler maniera, ma, come c'era da immaginarsi, nel tuo caso non è stato affatto facile.
Comincio col dire che il racconto è stupendo. Di stile ne hai sempre avuto da vendere e, anche in questa prova, hai dato sfoggio di una tecnica davvero notevole.
La crudezza del campo di sterminio passa attraverso una serie di immagini evocative di una perfezione invidiabile (ma invidia vera, quella brutta, quella che ti fa dire: "cazzo perché a me non vengono così"). Mi riferisco a espressioni come "i walzer e gli assoli di violoncello, davano al campo un aria di serenità malsana": due parole e hai creato un atmosfera che ti resta appiccicata (certo la virgola fra i soggetti e il verbo la potevi evitare!).
La morte (anche quella del protagonista) e la violenza "accadono" con semplicità, con naturalezza, senza enfasi, senza partecipazione emotiva. Perché così accadeva e il lettore lo percepisce e trova ancora più doloroso tutto quel che gli passa dinanzi agli occhi. Ci ho rivisto "Mattatoio n. 5" di Vonnegut. Lui però c'era stato sotto i bombardamenti di Dresda, tu no e questo rende ancora più pregevole questa tua ultima prova.
Ancora bellissimo come sei riuscita sfruttando lo sciogliersi della "la neve" a comunicare il passaggio del tempo senza fastidiose didascalie, ma solo e sempre con immagini efficaci.
Unico consiglio per, eventualmente, provare a migliorare l'opera per la finale è quello che segue.
"«Detenuto Trollmann!» Gracidò un soldato senza nemmeno entrare."
Ancora in questo punto non hai dichiarato che si tratta di soldati tedeschi, ma si è già capito. "Gracidare" non mi sembra renda giustizia a una lingua secca, sincopata e gridata come quella che parlano lorsignori. Secondo me puoi fare di meglio.
Forse uno dei tuoi racconti più belli che ho letto.
Complimenti ancora,
Wladimiro




2 - La Devota Vichy, l'Ultima delle Aragoniti

Boia Eugene quanta fantasia.
Ti invidio davvero il cervello, mi basterebbe un decimo della tua ispirazione per poter scrivere qualcosa di decente anche io.
La trama è davvero ben congegnata e i personaggi che hai scelto sono messi in posizione tale da essere assolutamente credibili.
L'ho trovato un fantasy storico assolutamente geniale e ben scritto (con un ma).
Il ma è che (oltre ad avermi rinnegato come amico nei post sotto "Frine") non hai focalizzato nessun PDV.
Ci godiamo la storia ma non proviamo l'ansia che ci tiene incollati. Secondo me avresti dovuto scegliere due PDV (Robespierre o Fabien nelle scene corali e De Sade in quelle in cui lui è da solo), alternando la distribuzione delle loro sensazioni). Il narratore onnisciente, invece, se da un lato non ci nega niente, dall'altro non ci fa empatizzare fino in fondo con la vicenda e, alle volte, disorienta.
Un buon lavoro, in ogni caso, che si piazza subito dopo quello di Polly nella mia classifica personale.
Un abbraccio
Wladimiro



3 - Il processo di Frine

Ciao Teoz, piacere di leggerti.
Il tuo è un racconto difficile da giudicare.
Sicuramente riuscita è la gag che vuole il disvelamento del seno di Frine dinanzi ai giurati come la conseguenza di una caduta, anziché come ultimo atto difensivo e ragionato dal protagonista.
Quello che non ho apprezzato fino in fondo è lo stile "cartone animato".
Sono sicuro che dietro c'è una volontà esplicita in tal senso, lo si deduce in maniera forte quando ai giurati esce il sangue dal naso alla "hentai maniera". Lo stile, di conseguenza, è volutamente molto leggero e questo mi piace, però in alcuni punti non sei riuscito a tenerlo fino in fondo.
Ti faccio un esempio. Frine esordisce in pieno stile "antico" ("«Confidi di dire qualcosa anche tu, prima che la nobile Selene inizi a tingere d’argento i tetti dell’Acropoli, o devo arrangiarmi per conto mio?»"), le battute che seguono sono invece tremendamente colloquiali ("«Non si preoccupi, signorina. Lasci fare a me. Ho diverse frecce al mio arco»").
Questa alternanza tra antichi sapori e "cartone animato" perdura per tutto il racconto, contribuendo a non definirne fino in fondo lo stile.
Peraltro questa ricerca di leggerezza non ci consente di empatizzare in alcun modo con i protagonisti.
Frine a breve morirà, ma non cogliamo alcuna disperazione, anzi, sembra "nonna Era" di Pollon, che fa fumo dalle orecchie perché è arrabbiata con "nonno Zeus".
Il protagonista è l'avvocato dei "Simpson", sembra del tutto incurante della sorte della cliente e la sua preoccupazione più grande pare solo quella di non uscirne con una figura troppo cacina. Avere la pelle di una persona tra le mani deve essere terribile. Lo dico per esperienza. In Italia non abbiamo la pena di morte, ma già sapere che da un tuo errore possono dipendere decine di anni da galera è roba che non ti fa dormire la notte, te lo garantisco.
Tutto, secondo me, era nei tuoi piani, il che rende il racconto godibile e divertente, come una puntata dei Simpson, appunto. Non arriva, però, alcuna emozione e la narrativa, oltre a divertire, dovrebbe emozionare.
I bonus, con l'espediente della gara di giavellotto il giorno prima del processo, sono davvero appiccicati e messi lì, senza alcuna attinenza al racconto.
Nel complesso una prova più che sufficiente, divertente e snella, ma nel tuo gruppo, ahimè, ho letto di meglio.
A rileggerci presto.
Wladimiro



4 - Colpo d'incontro.

Ciao Stefano,
non so se sei nuovo di MC, ma qui ce le suoniamo di santa ragione con il solo scopo di migliorarci. Non prendertela se ti dirò cose che troverai scomode. Non si tratta di attacchi a te, ma a informazioni che puoi utilizzare per migliorare.
Detto questo, credo che si la prima volta che leggo qualcosa di tuo e ho fatto davvero troppa fatica ad arrivare in fondo.
Questo, come puoi immaginare, non è un buon segno.
Partiamo dallo stile.
Hai scelto un "io narrante" declinato al presente. Questo, se da un lato non crea problemi di PDV, dall'altro rallenta estremamente il racconto, perché sei costretto a far passare davanti agli occhi del lettore tutto, anche fatti del tutto irrilevanti.
Non so quanto tu sia alle prime armi o quanto, invece, possa aver imboccato una storia particolarmente sfortunata. Ma se tu fossi all'inizio della tua avventura di scrittore, mi permetto di consigliarti una più semplice terza persona al passato (ponendoti comunque nel PDV del protagonista). Così, almeno secondo la mia esperienza, dovresti riuscire a risparmiare al lettore tutta una serie di informazioni inutili che rallentano estremamente la lettura.
Sempre da un punto di vista tecnico devi prestare molta attenzione alle ripetizioni involontarie, creano cacofonie fastidiose e evidenziano un approccio particolarmente amatoriale. Te ne copio qui un po', ma il racconto ne è pieno.
"piede sul marciapiede"
"posto abbastanza elegante, difficile incontrare conoscenti in un posto del genere"
"lungo disteso a terra... lungo la tempia"
"Sposta l’indice per aria come se ripercorresse il percorso a memoria. «Dieci, quindici minuti in macchina.»
«Fanno quindici euro.» Il tassista batte l’indice sul tassametro."
Cerca dei sinonimi e evitale come la peste!
Distingui i pensieri del protagonista in qualche modo, magari utilizzando un corsivo, altrimenti si creano fraintendimenti.
Qui ed esempio "oltre cento metri alla mia destra, alzo le spalle, troppo lontane, attraverserò qui", a una prima lettura, avevo inteso che ad essere troppo lontane fossero le spalle del protagonista.
Attenzione alle "d" eufoniche: si usano solo se c'è dopo la stessa vocale, altrimenti rallentano inutilmente la lettura (es. ad andare (OK) a andare (ERRATO), burro ed alici (ERRATO) burro e alici (GIUSTO).
Per i motivi che ti ho evidenziato la storia tende ad annoiare, atteso che sei stato costretto, dall'iniziale decisione stilistica, a infarcire il racconto di fatti irrilevanti e dialoghi inutili e ripetitivi.
«Voglio trovarla.» Una così devo averla nella squadra!...
«Non può capire,» Scuoto la testa. «Io devo trovarla.»...
Questa donna potrebbe essere proprio quella che fa al caso mio...
Leggendo restano un sacco di nodi irrisolti per il lettore:
"«Non fraintendetemi, il mio interesse è professionale.» Entrambi mi fissano senza capire. «Sono l’allenatore della nazionale di boxe femminile e questa Brigida,» Allargo le braccia. «Ha molta stoffa. Devo convincerla a entrare in squadra.»"
Perché all'inizio il buon Sinistri tiene una sorta di riserbo sul perché vuol trovare la donna («Non può capire,» Scuoto la testa. «Io devo trovarla.») e dopo due battute si sbottona? Sei un io narrante, ci devi dire perché all'inizio è ritroso e dopo decide di aprirsi.
Anche quando incontra la futura allieva Sinistri passa da chiamarla "signorina" a darle del tu. Perché?
Infine, la storia l'ho trovata davvero inverosimile. La super donna indomabile, alla fine, si fa domare con un paio di occhiacci. Perché? Qual'è il suo percorso psicologico. Come mai cambia? Cosa la fa cambiare? Resta tutto irrisolto e il sapore della storia diventa quello dell'improbabilità.
Spero di averti dato un po' di informazioni utili per il tuo futuro da scrittore e che non ti arrabbierai.
Pensa che scriverti "bravo" mi sarebbe costato molta meno fatica.
A rileggerci presto, migliorando assieme.
Wladimiro

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Dario17
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Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#4 » martedì 21 luglio 2020, 18:47

Nei commenti ho evitato di dire se il tema fosse centrato o meno, stesso discorso per i bonus.
Più o meno, secondo le regole anche piuttosto elastiche, tutti e 4 i racconti sono stati in tema ed hanno centrato i bonus richiesti.


1. O R
2. La Devota Vichy, l'Ultima delle Aragoniti
3. Colpo d'Incontro
4. Il processo di Frine

_____________________________________________________________________________________________

O R

Ehi!

Curioso l'approccio che ho avuto con questo racconto: Conoscevo la storia, l'avevo dimenticata, man mano che andavo avanti ne ho recuperato la conoscenza.
L'ambientazione fa il suo dovere ed è tratteggiata con cura e con poca banalità. Non era scontato, visto il soggetto.
Si fa leggere quasi tutto d'un fiato ed è anche merito del fatto che perlopiù sono fasi di combattimento sul ring. Ho apprezzato anche come hai tenuto basso il numero di definizione tecniche a favore di metafore e parole più stilose ed evocative. ( Cercato di fare lo stesso anche per il mio racconto che parla di Boxe anche lui, sebbene in stile cyberpunk ).

Nota dolente: devi proprio odiarle le virgole! Le massacri e le lasci a terra un po' come il tuo Rukeli ha suonato un nazi dopo l'altro. Magari si chiude un occhio quando il contest è quello da quattro ore tipico di MC, però con più giorni a disposizione magari una ricontrollatina...
Buon lavoro anche come ricostruzione storica.
Un'ottima prova.

COLPO D'INCONTRO


Parto subito con quelli che a mio avviso sono i due macigni che gravano su questo racconto.
I clichè e i blocchi di informazioni e dialoghi poco utili.

La trama, i personaggi, i luoghi e le circostanze di questo tipo sono davvero state sviscerate in ogni modo negli ultimi secoli e in tutto il globo oltre che con i romanzi, ma anche con film, fumetti, ecc...
"La testa calda talentuosa e senza futuro incontra( e si scontra) un mentore ex vecchia gloria, un po' disilluso ma bonario, che la raddrizza e le da uno scopo. All'inizio la testa calda si trova maluccio, ma poi piano piano recupera".
Se andando avanti con la lettura immagino ed indovino tutto quello che i protagonisti diranno/faranno/penseranno, mi scema la voglia di continuare per saperne di più e per appassionarmi.
Andava fatto uno sforzo non indifferente di originalità in più, infilare qualche caratteristica atipica nei personaggi o negli eventi, mettere del conflitto in più, evitare i percorsi narrativi già abbondandemente arati ed anche i comprimari che lasciano il tempo che trovano ( gli avventori del bar maiali, supponenti e spregevoli sono una fonte di luoghi comuni...)

Secondo punto. Con la prima persona presente, si assorbono troppi particolari inutili. ( Wladimiro è stato esauriente in questo punto e non voglio aggiungere nulla )
Strisce pedonali lontane cento metri.
Citofono ultimo in basso nella colonna di sinistra.
Panda 750.
Una Subaru.
Una banconota rosa e una verde.
Non contesto la tua scelta perchè non avrebbe senso, ognuno affronta la scrittura come vuole almeno agli inizi, ma se persisterai nella prima presente ti toccherà lavorare duro per essere meno prolisso e più accattivante.

Un dubbio random, visto che di boxe ne mastico poca:
Davvero un ex professionista, anche se invecchiato, va giù con un colpo solo dato da una che pesa almeno una ventina di chili in meno?

In definitiva c'è da lavorarci parecchio, però la capacità di gestire più personaggi nella stessa scena, seppur acerba, io l'ho vista nettamente.
Saluti!

IL PROCESSO DI FRINE

Piccola premessa: al momento in cui sto scrivendo, ci sono 31 risposte per questo topic.
Praticamente Woodstock. Per non influenzare il mio giudizio, non ne ho letto nemmeno uno.

Lo stile comico è una scelta paradossalmente molto coraggiosa per la scrittura, raramente qualcuno per questi contest si butta su questo tipo di genere. Necessita di capacità di gran lunga superiori alla media ed io nel tuo testo non l'ho trovata.
Lo stile è un connubio tra diario e flusso di pensieri, davvero troppo prolisso, pieno di inutili orpelli e che esaurisce la sua inspirazione già a meno della metà del racconto. A volte scade nel commento che si fa durante un discorso orale e questo da un po' fastidio se fatto con così tanta frequenza.

"Vero anche quello, in effetti."
" E così, nella breve pausa tra un rigurgito e l’altro..."
"Ehm, no, certo che non mi aveva ascoltato. Mi sembrava strano, infatti. "
"ops"

Anche a livello sintattico e grammaticale ci sarebbe da rilavorarci sopra con impegno, prima fra tutte la successione di eventi (anche questa troppo ingombrante...) elencata e separata da una sfilza di punti e virgola, non proprio elegante per non dire scorretto.

Mi vennero in mente in rapida successione: gli areopagiti che emettevano un verdetto di condanna; Frine che mi si scagliava contro stringendomi le dita intorno alla gola; Thanatos che mi scortava fino ai cancelli dell’Ade; Frine che, varcati quegli stessi cancelli, mi inseguiva lungo tutta la sponda dell’Acheronte per vedere se riusciva a uccidermi una seconda volta; Caronte che, remo in pugno, ci rincorreva con occhi di brace per il gran fuggifuggi di anime che stavamo causando…

Faticando per arrivare alla fine, ho avuto al termine della lettura di aver letto il copione di "SPQR, 2000 ANNI E MEZZO FA" con Boldi, De Sica e Nielsen. Quello stile comico e di satira in cui personaggi dalla chiara foggia moderna sono con la tunica e ballano in una discoteca nella Roma antica, ecco.
Nel testo ci sono parecchi rimandi, terminologie e frasi auliche da cultura classica, è evidente che ne sai. Magari un pizzico di voglia in meno di sfoggiarle per lavorare meglio sulla sintassi sarebbe stata più accorta come decisione.
Trama stringata, ma quello è il meno a dirla tutta.

Al posto tuo riterei fuori questo tipo di ambientazione nei prossimi contest visto che sembri muoverti al suo interno con agio, ma con tematiche, stile ed idee un po' più seriose e di conseguenza più "facili" da trattare.
Anche una riscrittura profonda di questo testo male non farebbe, tutta salute per la propria esperienza.

LA DEVOTA VICHY, L'ULTIMA DELLE ARAGONITI

Non mi abituerò mai a commentare il racconto di chi magari nel contest precedente ha coomentato il tuo.

Chiarisco subito che come tecnica e stile, questo racconto è il migliore del gruppo.
C'è proprietà di linguaggio, hai in mano il controllo del POV, i dialoghi sono ben allineati e ben scritti, seppur in un paio di frangenti iniziali mi sono perso chi dicesse cosa a chi.
Il ritmo serrato e la sequenza di avvenimenti che accadono uno dopo l'altro con brevi intervalli di tempo, alla Dan Brown per capirci, fanno il loro dovere e si arriva alla fine della lettura con discreta facilità.
Cosa non mi ha convinto del tutto?
I personaggi.
Certo sono descritti bene, certo sono personaggi storici anche piuttosto noti e quindi conosciuti da quasi tutti.
Certo quindi che ormai non danno quel brivido di curiosità a cui mi sarebbe piaciuto avvicinarmi leggendone le frasi dette e i fatti compiuti da essi.
Robespierre è austero e ligio alla causa.
De Sade è perverso e sadico ( per l'appunto...)
La Contessa Du Barry è nobile e devota alla corona fino al midollo.
Giovanna D'arco è giovane e sacra.
Mi hanno ricordato un po' i personaggi del Cluedo: puoi farci centinaia di partite ma quando muovi la pedina alla fin fine sono sempre loro: Scarlet la donna rossa, Plum il professore viola, Green il prete verde...
E se la storia avesse avuto personaggi perlopiù inventati da zero e quelli storici fossero stati solo comprimari a distanza? Lo avrei gradito di più.
In parte anche le ambientazioni subiscono lo stesso clichè: Versailles è scintillante e barocca, le segrete sono buie e umide, i dungeon pieni di torce, i passaggi sono segreti...

Riassumerei il mio giudizio in questa maniera: Una bellissima e regolare partita a Cluedo.

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el_tom
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Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#5 » mercoledì 22 luglio 2020, 17:26

Venghino siore e siori, è dolorosamente giunto, come sempre, il momento della classificonza.
Oltre alle solite (mie) difficoltà a stillare una graduatoria, Voi non aiutate perché scrivete dei racconti che mi sono piaciuti, vergognatevi ;-) e in più ho pure un po’ di paura di Teoz e di Eugene… scherzo… fino ad un certo punto però 

Bando agli indugi:
1) O.R.
2) La Devota Vichy, l’Ultima delle Aragoniti
3) Il Processo di Frine
4) Colpo d’incontro

O.R.

Ciao Polly e piacere di leggerti, mi sembra sia la prima volta che ti tocca subirmi come giudice, mi dispiace per te 
Beh, il tuo racconto mi è piaciuto molto, l’atmosfera è ben resa, un senso di malinconia e rassegnazione lo pervade trasmettendo ineluttabilità ma non disperazione, il detenuto Trollmann affronta il suo triste destino a testa alta con orgoglio e dignità dando prova di una superiorità umana rispetto ai suoi aguzzini. Il finale dolce e amaro con la vittoria e la vendetta del Kapò concludono perfettamente il racconto.
Ben resa l’ambientazione con brevi descrizioni sia per gli ambienti che per il clima, psicologico e temporale.
Buona l’ambientazione ma non originalissima, perché i nazisti? ;-) scherzo… pure io ho utilizzato i seguaci del baffetto 
Bonus tutti presenti.
Alla prossima.

La Devota Vichy, l’Ultima delle Aragoniti

Ciao Eugene e piacere di leggerti.
Il tuo racconto mi è piaciuto e divertito, la trama è senza dubbio insolita e ti muovi nell’ambientazione storica con passo sicuro.
Se proprio devo trargli un difetto sta proprio nella trama, sono piccolezze ma a qualcosa dovrò pur aggrapparmi per giustificare la classificazione.
Il ruolo di De Sade mi ha destabilizzato fin da subito, non tanto per le sue simpaticissime manie ma più per il fatto che un marchese, quindi nobile, aiuta Robespierre in un’impresa parallela alla rivoluzione, per eliminare la nobiltà colpevole di essere inumana oltre che per eliminarla perché nobile e basta. In teoria, e pure in pratica a quanto pare, pure il marchese è un mostro, un po’ in tutti i sensi. Ora, i traditori nella storia ci sono sempre stati, i doppiogiochisti pure, nella rivoluzione francese poi… quindi di per sé non è che ci sia un errore, solo che mi è balzato all’occhio e mi ha rovinato un po' il finale.
Secondariamente il ruolo della Giovannona transalpina, come simbolo di una Francia moderna non l’avrei vista molto adatta, come minimo avrebbe portato a una sorta di potere teocratico, ma sono mie speculazioni fine a se stesse in quanto il ruolo più attivo che ha nella storia è dire “Oh cazzo, ho lasciato aperto il gas!” e finire come carbonella assieme alla giovane compagna di giochi di De Sade.
Per questo e per il potere conferitomi dal forum ti ho piazzato al secondo posto.
A presto 

Il processo di Frine

Ciao Teoz e ben approdato sul forum.
Purtroppo pure a te sono capitato io come giudice e di questo ti devi accontentare.
Il tuo racconto mi è piaciuto anche se credo che non trasmetta quello che, presumo, sia il tuo reale obbiettivo.
Se l’obbiettivo è quello di far ridere, non ci riesce, ci sono elementi validi per lo sviluppo comico ma vengono oscurati da una scrittura che tende ad appesantire l’atmosfera.
Le descrizioni con termini molto specifici riguardanti l’ambientazione storica/culturale sono notevoli, sicuramente rendono molto chiaro il palco su cui la scena si svolge e denotano una molto buona conoscenza della stessa. Parallelamente però rallentano molto la lettura, i paragoni continui con la mitologia e il panteon sono veramente tanti.
Secondo me, il difetto principale al mancato raggiungimento dell’apice comico è la mancanza di una struttura caricaturale più estrema, non che sia assente eh, solo che non è sufficiente.
Ci sono degli estremi nell’utilizzo del linguaggio ma non li ho trovati sufficienti per incisività e comunque si perdono nella terminologia appunto.
Per questo e perché Eugene mi ha chiesto l’amicizia su facebook ti becchi la medaglia di bronzo 
A presto.

Colpo d’incontro

Ciao Stefano e piacere di leggerti.
Purtroppo pure a te sono capitato io 
Il tuo racconto mi è piaciuto, è molto piacevole alla lettura, scorre bene e veloce ma scricchiola qui e la.
Non trovo ci siano dei difetti strutturali così gravi è che la trama ha dei risvolti un po' troppo tirati per i capelli. Guarda caso gli eventi risolutivi capitano proprio al momento giusto e non trovano sempre spiegazione, soprattutto nel finale, l’arrivo di Brigida al raduno e il suo successivo crollo psicologico non trovano riscontro, sono un buon punto d’arrivo, manca un po’ il punto di partenza ed il viaggio, non sarebbe stato neppure così improbabile spiegarlo, la sua situazione economica e un qualsiasi risvolto nella riscossione crediti avrebbero potuto scatenare il cambiamento, elementi accennati ma non sviluppati e che lasciano uno spazio troppo vuoto.

Per questo motivo e per i poteri conferitemi dal forum devo, con sincero dispiacere, assegnarti la medaglia di legno.
Ti prego, non mandarmi la Brigida eh.
A presto 
La frase più pericolosa in assoluto è: Abbiamo sempre fatto così.

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Spartaco
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Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#6 » sabato 25 luglio 2020, 0:14

Ricordo a tutti che avete tempo fino alle 23.59 di oggi, sabato 25 luglio, per postare classifiche e commenti!

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Spartaco
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Re: Gruppo Anversa 1920

Messaggio#7 » domenica 26 luglio 2020, 1:48

1) O R, di Polly Russell Punti 0
2) La Devota Vichy, l'Ultima delle Aragoniti, di Eugene Fitzherbert Punti 4
3) Colpo d'Incontro, di Stefano Pais Punti 8

Accede alla semifinale O R, di Polly Russell che potrà postare il racconto sistemato nella discussione della semifinale entro le 23.59 di lunedì 27 luglio

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