Un attimo, per sempre

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
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willy
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Un attimo, per sempre

Messaggio#1 » lunedì 24 agosto 2015, 23:23

È la pioggia sul viso che mi fa credere che non sia un sogno. L'aria fredda che si intrufola nei vestiti e le gocce che mi appiattiscono i capelli.
E poi riconosco la strada, ogni albero, ogni curva, solo che da quest'altezza tutto è diverso. Sfreccio sopra le rare macchine che passano a notte inoltrata e bucano il buio nei tratti senza lampioni. Fa freddo. E mi sono appena accorto di una cosa: non posso cambiare direzione, posso andare solo avanti, con una sensazione paradisica appena inquinata dalla consapevolezza che noi uomini non possiamo volare.
Non il nostro corpo, almeno. E allora?
Che mi sta succedendo?
Sto planando e trattengo i brividi, quando mi rendo conto di essere nei pressi del fiume che taglia in due la città, il ponte ora è ben visibile e l'auto che lo attraversa mi è familiare. Al volante c'è Giorgia.
Il cuore comincia a pompare disordinatamente mandandomi il cervello fuori giri, mi si apre un varco nel ventre e ci entra una bolla nera di paura. Giorgia... rallenta Giorgia. La mia bambina. Ha la pelle liscia come una pesca, con le guance ancora da mordere. Perché sono qui sopra di te? Vai piano, amore. Perché non sono a letto, steso vicino a tua madre? Dio, quanto fa freddo. Il ponte è ormai dietro di noi.
Brava, rallenta, così. No, metti via quel cellulare. Guarda avanti. Perché non mi schianto a terra? Tutta la paura che mi sento dentro dovrebbe trascinarmi giù, a rotolare sull'asfalto bagnato.
Mi devo svegliare. Svegliatemi! Dio, ascoltami! Cancella dai miei occhi questa strada, non la voglio vedere. So dove porta. Farò tutto quello che vuoi, tutto. Svegliami!
 
La macchina fila sulla lunga retta prima del paese dove abitiamo. I fari di un'altra auto si avvicinano nella direzione opposta. La mia pelle è coperta di ghiaccio e non posso distogliere gli occhi da quello che avviene sotto di me.
L'urto è tremendo, ma non sento rumore; ci sono scintille e pezzi che saltano ovunque. Mi trovo a girare in tondo senza poter scendere, come un condor affamato, allora urlo tutta la mia rabbia e, finalmente, posso avvicinarmi a terra.
C'è la luna che sbuca tra le nuvole e manda bagliori dai cristalli in frantumi. Mia figlia è faccia sotto sull'erba fradicia, con le gambe piegate in malomodo sul selciato. Mi avvicino piano per girarla e raccoglierle la testa sulle ginocchia, il sangue rende bianca la sua pelle.
Deposito tutti i baci che posso sul viso tiepido e aspiro vorace il suo respiro sempre più debole.
«Sono qui, Giorgia, mi senti? Sono qui con te.»
«Papà... » poco più di un sussurro. Apre gli occhi e guarda fisso nella notte. Quello che c'è di me vicino a lei è meno visibile di un raggio di luna.
«Dormi, bambina, non ti lascio, ora dormi.»
L'abbraccio stretta mentre se ne va e uno scroscio di pioggia porta via il sangue dalle sue guance livide.
 
Mi sveglia il suono insistente del campanello e, prima che possa impedirlo, mia moglie è già sulla soglia. Non posso più fare niente. Mi è stato dato un attimo e dovrà bastarmi per sempre.



valter_carignano
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 17:51

Complimenti, scritto bene e con proprietà. Inizialmente, avevo pensato che il padre fosse morto, e che vegliasse in qualche modo sulla figlia. E poi che il dialogo si riferisse al fatto che lei - morta - se ne sarebbe andata con lui nel fatidico 'posto migliore'.
Detto questo, che può essere benissimo soltanto un mio errore, efficace anche il finale.

alexandra.fischer
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Messaggio#3 » martedì 25 agosto 2015, 20:58

UN ATTIMO, PER SEMPRE di Vilma Cretti È una storia che contiene l’invisibilità. Ma io l’ho vista come l’invisibilità dell’incidente che avviene senza spettatori, a parte il padre. Non ci sono anche gli occupanti dell’altra auto coinvolta nell’incidente. L’atteggiamento del padre è poco chiaro: nega di stare vivendo un sogno. Io ho visto lui nell’auto con la figlia e accanto a lei quando è spirata. Poi c’è stata la scena di lui a casa con la figlia, per un saluto finale. Rileggendola una seconda volta ho capito che lui era con la figlia durante un viaggio sul piano astrale. Il suo corpo eterico era con lei, ma quello fisico era a casa. Ben scritta, ma molto complessa per il lettore medio.

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maria rosaria
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Messaggio#4 » mercoledì 26 agosto 2015, 13:50

Ciao, Vilma.
Concordo con chi mi ha preceduta.
Trovo il racconto scritto benissimo, scorre via fino al finale coinvolgendo il lettore.
Però è proprio il finale che mi ha lasciato interdetta.
Non l'ho capito.
All'inizio pensavo che lo spirito del padre rivivesse l'episodio della morte della figlia in un tentativo, vano, di cambiare il corso degli eventi.
Però poi quel suono del campanello e la moglie sulla soglia mi hanno confusa.
Mi dispiace perchè il racconto è scritto veramente bene.

maria rosaria
Maria Rosaria

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Flavia Imperi
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Messaggio#5 » mercoledì 26 agosto 2015, 21:41

Complimenti Vilma. Un racconto scritto molto, molto bene.
All'inizio anche io avevo il dubbio che il padre fosse morto, uno spirito che veglia sulla propria figlia, ma si capisce che giochi proprio su quello e alla fine, quando suona il campanello (forse avrei usato la sveglia) ti rendi conto che era un sogno profetico, o un volo astrale.
Mi sono goduta il racconto senza incappare in veri e propri errori, scritto in uno stile pulito, scorrevole, efficace. Quindi per me balzi su nella classifica.
Solo verso il finale mi ha lasciata un po’ perplessa la frase: “aspiro vorace il suo respiro”; il termine “aspiro” è un po’ forte e mi ha fatto immaginare che lui fosse uno spirito famelico. E quell'abbraccio... se lui non è presente in modo fisico è difficile da immaginare, ma col tempo e i caratteri a disposizione, penso che tu abbia creato davvero un’ottima storia. Brava!
Le storie sono tatuaggi dell'anima

Il Soldato
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Messaggio#6 » domenica 30 agosto 2015, 18:37

Un attimo, per sempre -Willy

 

Storia a dir poco fantastica! amo la drammatacità, la morte della ragazza è stata la più bella e toccante scena. Si respira la disperazione del padre che, essendo invisibile, non può far altro che assistere al successivo e imminente schianto. La parte finale mi ha lasciato con un dubbio, era tutto un sogno quindi? oppure la ragazza è morta lo stesso? Concludo con il dire che la storia è scorrevole e molto ben scritta. Si legge con piacere. Buon lavoro :)

Serena
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Messaggio#7 » martedì 1 settembre 2015, 13:33

Ciao Vilma! Avevo intuito che il padre fosse in una sorta di limbo astrale da subito. Il suo essere conscio della situazione è reso dalla sua percezione della pioggia che gli bagna i capelli. E' molto bella la scena dell'incidente, quasi delicata nella sua potenza mortale. Pur non amando le storie stucchevoli o di facili sentimenti, ho trovato la tua molto elegante e dignitosa e nella sua sofferenza.

A presto!

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ceranu
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Messaggio#8 » martedì 1 settembre 2015, 23:18

 

Ciao Vilma, ben trovata.


 

Cavolo, quanti sentimenti in così poche battute. Brava, la storia mi è piaciuta molto, bella l'atmosfera che hai creato, e perfetta nel trasmettere l'impotenza ovattata del viaggio onirico. Il protagonista si sentiva trascinare da quella forza invisibile, ma non aveva paura. Sembrava di vivere un sogno anche a me. Complimenti. Però, il finale non mi piace, stona con il resto del racconto. Perché non fargli rivivere il dramma? Si sveglia privo di ricordi e gli danno la notizia della morte della figlia. Lo avrei apprezzato di più.


 

Nel complesso è un ottimo lavoro.


 

Ciao


 

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beppe.roncari
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Messaggio#9 » giovedì 3 settembre 2015, 12:37

Ciao Vilma, ben trovata!
Bella storia, un po' di difficile comprensione alla prima lettura, unico appunto che posso muoverti, essendo troppe le possibili opzioni (è il padre che guida e che si vede come dall'esterno? è un sogno? è un ricordo? è una proiezione astrale? è qualcosa di metafisico che succede veramente? o no?).
Alla fine credo che sia il padre che ha visto in modo metafisico la morte della figlia senza averla potuta impedire, la rivive "sempre", ogni notte, in sogno. Che sia successo veramente o no, cambia forse poco.
Alla prossima!

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Adry666
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Messaggio#10 » giovedì 3 settembre 2015, 17:06

Ciao Vilma,

tema centrato in duplici modi! ;-)

Mi sono commosso e, da padre, ho provato lo stesso terrore del protagonista maschile.
Anch’io all’inizio avevo pensato che il padre fosse morto, invece tu riveli una sorta di “ponte” attraverso i sogni (incubi). Il finale fa venire la pelle d’oca: non aprire quella porta!!

Buon ritmo, suspense, scritto indubbiamente bene.
Nel passaggio: “…E mi sono appena accorto di una cosa: non posso cambiare direzione, posso andare solo avanti, con una sensazione paradisica appena inquinata dalla consapevolezza che noi uomini non possiamo volare….”
Penso che paradisiaca suoni meglio di “paradisica”
Come ti hanno già detto il termine “aspiro” suono un po’ troppo forte e ha una connotazione negativa

Molto brava! :-)

A presto
Adriano

Omaima Arwen
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Messaggio#11 » giovedì 3 settembre 2015, 18:02

Ciao, Vilma.
Innanzitutto, il racconto che hai scritto è attinente al tema prestabilito. E' tutto davvero ben scritto, scorrevole, efficace e coinvolgente. Molto bello il modo in cui descrivi l'atmosfera e i sentimenti del protagonista. Ma devo ammettere che anche a me il finale ha lasciato parecchi dubbi...
Nel complesso una piacevole lettura, la storia mi è piaciuta molto. Complimenti!

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willy
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Messaggio#12 » venerdì 4 settembre 2015, 12:25

Eccomi, finalmente! Ringrazio tutti per i commenti. Ho notato che il finale non è piaciuto granché... provo a chiarire anche se l'interpretazione può essere personale.
La spiegazione sta in questa frase:
"Perché sono qui sopra di te? Vai piano, amore. Perché non sono a letto, steso vicino a tua madre?"
Lui è vicino (sopra la figlia) e assiste all'incidente per poterla salutare e perché non muoia sola. Lo intuisce e si spaventa, ma non può cambiare le cose.
Il campanello suona e sono gli agenti che portano la cattiva notizia, per questo lui vorrebbe avere il tempo per preparare la moglie che invece è già sulla soglia. Si ritiene "fortunato" per quell'attimo eterno che gli è stato concesso. Complicatino, eh? ;)

Omaima Arwen
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Messaggio#13 » venerdì 4 settembre 2015, 16:29

Ciao, Serena.
Hai di per certo molto talento nello scrivere, molto belle le descrizioni e tutto molto scorrevole, ma questa storia, con questo finale a sorpresa, personalmente l'ho trovata un po' troppo surreale... povero marito! Comunque hai utilizzato un'idea del tutto originale e stravagante, ma forse un po' troppo azzardata per i miei gusti. Complimenti in ogni caso per il coraggio!

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antico
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Messaggio#14 » lunedì 7 settembre 2015, 21:23

Struggente. Idea ottima, realizzazione molto efficace. Mi è piaciuto anche se penso possa fare un passo ulteriore. Per praticamente tutto il racconto attendiamo l'inevitabile con questo padre che si dispera per quanto immagina. Il fatto è che il lettore non "sente" Giorgia. Aggiungerei degli inserti, brevissimi, quasi dei flash, sui ricordi che il padre ha di lei, sullo stile della vita che ci scorre davanti agli occhi quando subiamo un trauma importante, solo che in questo caso si ripercuote su un osservatore. In questo modo potresti rendere davvero partecipe il lettore del dramma immane che si sta per consumare. Pollice su, ma t'invito a provare a postare una versione riveduta nel laboratorio proprio tesa a questo obbiettivo. Se il risultato non fosse quello sperato, la mia intenzione è di promuovere direttamente questa versione alla vetrina del sito, anche in caso tu non passi il turno.

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