Chiudo gli occhi e respiro

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
Chris Magri
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Chiudo gli occhi e respiro

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 0:42

Da un paio di settimane seguo un corso serale incentrato sulla meditazione. Un istruttore pieno di muscoli vuole insegnarmi a prendermi sul serio, ma se non riesco a prendere sul serio lui… ci fa distendere su una stuoia blu, ci chiede di chiudere gli occhi  ⎯  Respirate profondamente. Respirate. Gettate fuori.  ⎯  la sua barba lunga mi distrae, ma lo seguo a volte. Nel mio gruppo ci sono un mucchio di donne sulla cinquantina. Tutte indossano tute attillate e micro canottiere. Sono abbastanza sexy, anche la moglie del salumiere di piazza Mondini è sexy, con i suoi fiori colorati, piccole margherite gialle che diventano girasoli giganti fra le sue chiappe. Rideresti di gusto se venissi, anche solo una lezione di prova basterebbe per farti ridere per anni. Hai sempre un ricordo da rispolverare, sempre qualcosa per cui sorridere. Ho acquistato un cd di musica classica per allenarmi a casa, provo a meditare anche a casa. Non uso nessuna stuoia, e spesso non chiudo gli occhi, guardo la parete attrezzata e respiro. Attraverso una vetrinetta fisso la foto che ti ritrae a Como. Potevi essere ovunque. Ovunque sarebbe stato un bel posto. Quando inizio a esercitarmi mi distendo sul tuo tappeto persiano. L’iraniano che ce l’ha venduto ha affisso manifesti dappertutto: “Svendita totale”. Forse ne compro un altro, ma questo non lo tolgo dal salotto, c’è ancora qualche atomo che ti appartiene su queste fibre. In realtà questo corso non mi darà rinnovata fiducia, non finirò per accettare l’inaccettabile, non scoperò con una di quelle cinquantenni. A cosa cazzo serve allora? Io non respiro a comando, resto in apnea anche a occhi chiusi. A cosa cazzo serve? Non ti ho mai accompagnata nelle tue lunghe passeggiate in bici. Adesso pago per respirare profondamente. Non credo all’abracadabra che mi vuole propinare quel tizio, ma intuisco l’esigenza che mi ha portato da lui. La tua morte ha polverizzato tutto. Anche il silenzio. E adesso io lo voglio. Voglio tutto il silenzio dell’universo mentre dorme. E L’istruttore  ⎯  Povero diavolo  ⎯  fa questo mestiere. Chiede e spera di dare il silenzio. Per sentire il bisogno di ascoltare. Per sentire l’eco assordante dei pensieri languidi. Il deposito di frastuono che la tua morte ha lasciato mi perseguita. Voglio silenzio, per concepire il fatto che tu non esisterai più nei rumori della terra. Per il semplice motivo che l’esistere si sdoppia in corpi e anime. All’improvviso. Io sono in questa stanza e tu da un’altra parte. Io sono in questa vita e tu da un’altra parte. Io sono ancora io, e tu, fino a prova contraria, potresti essere già chiunque. In un luogo qualunque. Nel nulla di un’ignoranza a noi imposta. Stasera non vado al corso. Preparo la cena alle nove in punto, nell’ora in cui tu potresti tornare. Sento un brivido alla schiena. Il piatto è a tavola amore mio, la cena è pronta. Mi siedo e tiro giù un bicchiere di vino. Gli occhi si appannano e ti vedo seduta di fronte a me.

   Christian Magrì

 



cristina.danini
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 14:03

Ciao Christian :-)
Il tuo racconto è davvero commovente. Incredibile quanto una persona che amiamo possa essere presente più che mai nel momento in cui se ne va. Tu rendi a meraviglia questo sentimento, insieme al vuoto che prova il protagonista, che cerca di uscire dal suo dolore senza riuscirci. Affronti il tema della perdita in maniera toccante, complimentissimi!

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Angela
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Messaggio#3 » mercoledì 26 agosto 2015, 11:35

Leggendo questo testo, mi è tornata in mente l'unica seduta di yoga che ho fatto. L'unica della mia vita, probabilmente. Nel momento in cui ci hanno chiesto di stare in silenzio a meditare, mi sono spaventata perché non ero abituata a stare in contatto così profondamente con me stessa. Una vera e propria crisi di ansia. Torniamo al tuo racconto. Ci sono delle parti esilaranti e molto visive come per esempio le signore cinquantenni in microtutina a fiori. Ci sono anche delle parti profonde, quando lei si allena a casa e arriva il flusso dei ricordi. Un racconto che ha tante anime. Qualche incertezza nella forma che potrai domare facilmente (sono quisquiglie) che trovi di seguito. Devo dare un voto (serve a me per la classifica finale). Un sette quasi pieno.

ma se non riesco a prendere sul serio lui…
qui avrei visto meglio un punto esclamativo.

ma lo seguo a volte.
Ti ho segnalato questo passaggio solo perché vedo che hai l’abitudine di usare molto il “ma”, come hai fatto nella riga sopra.

per allenarmi a casa, provo a meditare anche a casa.
Sono due precisazioni che vogliono dire in sostanza la stessa cosa. Se decidessi di mantenerle, ci vorrebbe comunque un punto e virgola.

E L’istruttore ⎯ Povero diavolo ⎯ fa questo mestiere.
Via la maiuscola nell’inciso.
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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Andrea Partiti
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Messaggio#4 » giovedì 27 agosto 2015, 0:20

Ho apprezzato davvero molto il cambio graduale e sottile di tono del tuo racconto. Mi piace che tu riesca a passare senza fatica (per chi legge, non per te che scrivi!) dal lieve umorismo iniziale, con personaggi improbabili, il disagio delle prime lezioni di yoga che costringono a venire a patti con la propria dignità e compostezza, fino alla malinconia quasi disperata del finale, con la perdita totale di fiducia verso il mondo e le sue pezze per contenere il dolore.
È un racconto davvero toccante.

Chris Magri
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Messaggio#5 » giovedì 27 agosto 2015, 15:27

Grazie a tutti per i commenti! :)

Veronica Cani
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Messaggio#6 » sabato 29 agosto 2015, 16:37

Ciao, Christian!
Un racconto molto toccante e commovente, con punte di ironia quando descrivi l’ambiente del gruppo di meditazione. La parte iniziale, in cui usi un tono irridente nei confronti delle donne sulla cinquantina, è proprio quella che ho apprezzato di più dal punto di vista della scorrevolezza nel ritmo della narrazione. Ho dovuto leggere più volte una frase, “la sua barba lunga mi distrae, ma lo seguo a volte” perché non riuscivo a cogliere il senso del sintagma “a volte”. Ti segnalo una ripetizione: quella di “a casa” nella frase “ho acquistato un cd di musica classica per allenarmi a casa, provo a meditare anche a casa”. A parte queste osservazioni un buon racconto, complimenti! :)

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invernomuto
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Messaggio#7 » domenica 30 agosto 2015, 7:37

Ciao Christian, è la prima volta che ci incrociamo nell'arena, lieto di fare la tua conoscenza.

La tua storia è quasi visibilmente un gradiente che dalla commedia si sposta sfumando sempre più giù verso la malinconia.

Hai centrato il tema proposto sviluppandolo in modo particolare e sensibile, cosa che mi fa gradire ancora di più il tuo racconto mentre lo stile segue in un certo senso il mood del racconto arricchendosi mano a mano che la storia prosegue.

L'unico appunto preciso che voglio farti riguarda questa parte: “[...] ma se non riesco a prendere sul serio lui...”

I puntini di sospensione sono secondo me poco appropriati, non è una frase che viene interrotta bruscamente e il protagonista non sembra voler omettere un suo pensiero che sarebbe seguito.

Il racconto mi è piaciuto e la sensibilità che traspare dalle righe lo migliora ulteriormente, una buona prova, alla prossima!

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Vastatio
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Messaggio#8 » martedì 1 settembre 2015, 10:55

Ciao, mi piace come sei riuscito a inserire in una storia tragica dell'ironia senza che questo rovini in alcun modo lo scritto. I molti riferimenti che lasci già all'inizio non permettono di considerare la morte del partner come una sorpresa finale, ma la bellezza di questo racconto ritengo sia proprio l'amara ironia di chi cerca di riprendersi da una situazione così dolorosa.
Per altro al liceo avevo partecipato a delle lezioni di training autogeno e, anche lì, l'istruttore aveva la barba. Credo sia un obbligo per la categoria, forse per non far vedere quando ridono di tuti quei fessi che ispirano ed espirano a comando.

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marco.roncaccia
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Messaggio#9 » giovedì 3 settembre 2015, 9:31

Ciao Christian.
Un gran bel racconto il tuo, con qualche incertezza (tipo i puntini sospensivi che già Invernomuto ti ha fatto notare o la puntualissima disanima del testo di Angela). Il tuo protagonista porta il lettore dal sorriso della prima scena alla commozione dell’ultima passando per l’angoscia e la disperazione per la perdita. In termini di respiro fai espirare il lettore con il riso iniziale e poi lo lasci in apnea nel finale. Veramente tanto in sole tremila battute.

Zebratigrata
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Messaggio#10 » giovedì 3 settembre 2015, 12:42

Ciao Christian, ecco qua il mio commento, postato ieri anche nella discussione con le classifiche del nostro gruppo.

L’inizio è molto bello, e non è quello che ci si aspetta dal titolo. allo stesso modo, non ci si aspetta una storia così triste da un inizio del genere, e ho apprezzato il fatto che il racconto abbia cambiato tono poco a poco e abbia portato senza soluzione di continuità dalla buffa descrizione del corso di meditazione alla riflessione sulla morte della moglie.

Forse avrei tagliato o scritto diversamente la parte tra “Per sentire l’eco…” e “…corpi e anime.” La sento più pesante del resto, e con un tono filosofico che distoglie l’attenzione dai piccoli dettagli della quotidianità del narratore in cui la mogli improvvisamente manca. Le ultime frasi credo comunichino bene già da sole lo sconcerto e la tristezza, pur conservando il tono colloquiale che ha il racconto dall’inizio.

Come interpretazione del tema è forse borderline ma non mi sembra sbagliata, perché il protagonista non ha ancora elaborato il lutto e diciamo che si comporta e pensa come se la moglie ci fosse ancora, da qualche parte, anche se non può vederla.

torpedocolorado
Messaggi: 53

Messaggio#11 » venerdì 4 settembre 2015, 11:56

Complimenti per i cambi di registro e di stile, per il saper essere toccanti e quasi intimi: una sorta di confessionale su carta, una dichiarazione della propria fragilità, tra contraddizioni e momenti strasognati che scemano nel flusso dei ricordi. Di un altro presente (im)possibile.

Per contro ho notato qualche smagliatura nella forma ma tutto di poco conto. Forse manca una storia, uno sviluppo, una tela da tessere. Un infinito presente e un'infinita mancanza: il bello ma anche il limite del racconto. Resta il fatto che m'è piaciuto, complimenti Christian !!!

enrico.nottoli
Messaggi: 82

Messaggio#12 » venerdì 4 settembre 2015, 17:03

Ciao Christian,
hai scritto un racconto ottimo a mio avviso. Lasci trapelare una marea di emozioni che spaziano dall’ironia alla nostalgia al rammarico al rimorso … e secondo me il taglio vincente del racconto non è tanto il ricordo della ragazza defunta dal protagonista, quanto la descrizione tragicomica della vita all’inizio, in quell’improbabile corso di yoga. Per questa ragione avrei visto il finale più in linea con l’inizio, chiudendo il cerchio perfettamente piuttosto che far apparire la donna di fronte a lui in seguito a una sbronza :)
Comunque a parte tutto un racconto molto molto bello e toccante, bravo!
Alla prossima :)

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antico
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Messaggio#13 » domenica 6 settembre 2015, 23:49

Struggente, chiude con un colpo in pieno stomaco. Due cose: cerca di dare maggior respiro, anche grafico, ai tuoi testi. Qui e tutto troppo compatto, frasi una susseguente l'altra che, soprattutto nella fase iniziale, faticano a sorreggersi. Seconda cosa: se affronti la questione yoga, fallo fino in fondo. Mi spiego: ok annunciarlo nel primo paragrafo per poi allargare il discorso, ma poi lo riprendi e allora voglio saperne di più, non è sufficiente che tu dica yoga perché il lettore capisca cosa intendi. Altro pollice verso l'alto che posiziono in classifica un po' sotto ad altri pari voto per le questioni sopra affrontate. Ti attendo nel laboratorio e Spartaco mi terrà informato sulle evoluzioni. ;)

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