Voglio la bici di E.T.

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
Fernando Nappo
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Voglio la bici di E.T.

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 0:50

Voglio la bici di E.T.

di Fernando Nappo


Cara mamma, tre giorni fa ho fregato una bici.
Non era una bella bici, ma tanto non mi serviva che lo era. era anche un pò vecchia e con la vernice che veniva via ma mi andava bene lo stesso.
Lo’ fregata al Riccardo, il figlio del panettiere, che quando entra a consegnare il pane dalla Laura ci sta sempre mezzora. Sta li e parla, parla, e a me non mi ha mai nemmeno detto ciao. E la bici la lascia li’ fuori dal negozio.
Allora mi e’ venuta un idea e glielò fregata, che mi serviva di piu che a lui, e poi lui c’ha i soldi per ricomprarsela se proprio non poteva aspettare che gliela davo indietro.
Allora ci sono saltato su e ho cominciato a pedalare con tutta la forza che c’avevo nelle gambe.
Ma quello se ne’ accorto e ha cominciato a urlare che qualcuno gli aveva fottuto la bicicletta.
Allora mi sono voltato e glio gridato di non dire le parolacce e che la bici miserviva solo per una cosa. ma lui ha continuato a gridare.
Ma non sono più pratico a guidare una bici e cera troppa gente per strada, qualcuno ha cercato di fermarmi e io mi sono spaventato e sono caduto.
Non o fatto in tempo a rialzarmi che il Riccardo è arrivato di corsa e ha cominciato a spingermi e a dirmi un sacco di parolacce. E mi ha dato anche uno schiaffo.
Gli ho ripetuto che non doveva dire le parolacce, come mi ai insegnato tu, ma non la smetteva. Era così arrabbiato che dei signori lo tenevano fermo e gli dicevano di calmarsi, che tanto la bici laveva recuperata. Ma lui mi ha dato del ladro e a detto un sacco di brutte cose su di te e che non potevi mica insegnarmi niente di buono. Allora mi sono arrabbiato anchio e gliel’ho urlato in faccia a lui e agli altri che avevo preso la bici perché ho pensato che forse se pedalavo abbastanza forte riuscivo a passare davanti alla luna, come nel film, e così qualcuno mi vedeva.
Per un po sono stati tutti zitti, poi sono arrivati due carabinieri e mi anno portato via.
L’avvocato è gentile, dice che forse non mi mettono in prigione. Dice che ce’ un posto dove posso andare e ci sono tante persone che ci possiamo fare compagnia. Ma la sai la cosa più bella?
L’avvocato dice che il riccardo ha voluto comperarmi una bicicletta tutta nuova, col cestino davanti e la luce per quando vai in giro la sera.
Li c’hanno un giardino grande e mi ha detto che forse riesce a farmela portare, così la uso tutti i giorni, proprio come voglio io.
Questa lettera e anche le prossime che ti scrivo le mando a lui. Mi ha detto che ci pensa lui a venire a leggertele, che tanto va tutte le settimane a cambiare i fiori alla sua mamma.
E non preoccuparti, che non mi hai fatto venire su un ladro. Gliela restituivo davvero la bici al riccardo dopo che l’avevo usata.



marina81
Messaggi: 27

Messaggio#2 » mercoledì 26 agosto 2015, 19:43

Ciao Fernando
Il tuo racconto sembra scritto da uno dei personaggi di "Io speriamo che me la cavo", che a me personalmente facevano ridere con tutti quegli errori grammaticali. Anche il tuo mi ha divertito,( spero che gli errori siano stati fatti apposta) anche se fatico a capire dov'è il tema dell'invisibile.

F.T. Hoffmann
Messaggi: 34

Messaggio#3 » giovedì 27 agosto 2015, 9:55

Ciao Fernando,

il racconto è indubbiamente coraggioso sia per tema che per stile che per resa finale. E per questo ti premio con il primo posto.
Lo stile e la forma sono ben calibrati e passano il messaggio davvero molto bene. Certo, il livello di errori sebbene voluto è forse eccessivo, ma è una tua decisione. La forma di lettera o biglietto è esemplare: un efficace preambolo, un corretto sviluppo e una perfetta conclusione.

La trama è anche lei molto coraggiosa. Un sorriso amaro e triste lo strappa senza dubbio. L'unica cosa che potresti un attimo migliorare è nel far capire che la madre è morta. Chessò, magari dire
"ho pensato che forse se pedalavo abbastanza forte riuscivo a passare davanti alla luna, come nel film, e così  forse ti potevo rivedere, mamma."

Ma per il resto sul serio, grandi complimenti.

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Messaggio#4 » giovedì 27 agosto 2015, 11:18

@marina81: grazie per il commento. In realtà la forma così sgrammaticata (voluta, ovviamente) vorrebbe rifarsi a un famoso romanzo, ma non avrei mai che a qualcuno potesse venire in mente Io speriamo che me la cavo. E l'intero racconto, almeno nelle mie intenzioni, non dovrebbe far ridere, al contrario.
Grazie per le tue impressioni che, proprio perché vanno in senso del tutto contrario alle mie intenzioni, mi risultano particolarmente preziose.

@Fabio Tarussio: grazie per il commento. Riguardo alla mamma, confermo che è morta. Speravo che questo passaggo lo lasciasse intendere con sufficiente chiarezza:
Mi ha detto che ci pensa lui a venire a leggertele, che tanto va tutte le settimane a cambiare i fiori alla sua mamma.
Ho usato il verbo cambiare proprio con lo scopo di far venire in mente un cimitero, luogo dove è abbastanza normale andare a cambiare i fiori con una certa periodicità. Evidentemente non è così facilmente intuibile.
Grazie molte anche a te per le preziose indicazioni.

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angelo.frascella
Messaggi: 698

Messaggio#5 » venerdì 28 agosto 2015, 0:29

<p class="MsoNormal">Ciao Fernando</p>
<p class="MsoNormal">Il tuo racconto mi ha davvero commosso e se, data la scelta dell’argomento, sembra facile toccare le corde del sentimento, in realtà sarebbe stato molto più facile esagerare e cadere nel melodrammatico. Invece, tutto viene fuori da un uso sapiente dello stile che riesce a imitare bene quello di un ragazzo con qualche ritardo e allo stesso tempo non indulge in sentimentalismi, ma costruisce scene vivide e d’impatto, lasciando che la verità venga fuori da alcune informazioni sparse qua e là. Bello e decisivo il cambiamento dell’atteggiamento di Riccardo, che viene fuori dalla lettera del ragazzo. Ottima prova</p>

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raffaele.marra
Messaggi: 383

Messaggio#6 » sabato 29 agosto 2015, 9:47

Sicuramente un bel racconto, caratterizzato da uno stile che è tutt’uno con la trama, anzi le dà forza e la sostiene. Devo dire che il fatto che la madre sia morta è abbastanza prevedibile, ma non credo che il tuo intento fosse quello di creare un racconto “a sorpresa”. Si tratta invece di un racconto delicato, amaro e assolutamente realistico. Complimenti.

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Messaggio#7 » sabato 29 agosto 2015, 14:07

@Angelo: grazie per aver letto il racconto. Sono contento che ti sia piaciuto.

@Raffaele: grazie molte per il commento. Confermo, e mi fa molto piacere che tu l'abbia notato, che non c'era alcun intento di scrivere un finale a sorpresa.

Grazie ancora a entrambi.

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chiara.rufino
Messaggi: 147

Messaggio#8 » lunedì 31 agosto 2015, 15:24

Ciao Fernando,

Non posso fare a meno di ribadire quanto hanno detto gli altri, la lettera alla "Io speriamo che me la cavo" funziona, anche se, forse, l'ho trovato un po' schematico quando racconta alla mamma la vicenda. Questo è l'unico commento che posso farti.
404 Patience Not Found

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eleonora.rossetti
Messaggi: 499

Messaggio#9 » martedì 1 settembre 2015, 16:49

Ciao Fernando,

racconto ben riuscito e toccante nel suo tono ingenuo e volutamente sgrammaticato. Come altri ti hanno già detto, se avessi dato ulteriore forza al dettaglio della bici e della luna (appunto, dicendo che vorrebbe rivedere la madre così) sarebbe stato a dir poco perfetto, anche perché avrebbe dato maggior senso all'ammutolimento degli adulti (a meno che quel "qualcuno" fosse sottinteso alla mamma e non a un qualcuno in generale, ma in tal caso io non l'ho capito).

Sarà una banalità, ma l'inizio

"Cara mamma, tre giorni fa ho fregato una bici".

mi ha davvero (e positivamente) spiazzato, con questa "ammissione di colpa" così serena e limpida (dato che comunque i bambini non sono così sinceri sulle loro marachelle)

Complimenti ;-)

 

 
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alessandra.corra
Messaggi: 280

Messaggio#10 » mercoledì 2 settembre 2015, 11:32

Ciao Fernando,
oltre al gia' citato romanzo, il tuo racconto mi ha ricordato il film, ladri di biciclette.
L'idea di narrare una vicenda amara utilizzando un linguaggio apparentemente innocente, e' buona.
Anche se, proprio per l'uso smodato di errori grammaticali, mi e' risultata difficile la comprensione del testo.
Cio' che non mi ha convinto pero', e' l'identita' del protagonista.
Non si tratta di un bambino, perche' cosi' fosse il diverbio con Riccardo non avrebbe assunto tali toni. Forse allora e' un ragazzo con qualche handicap mentale? Ma anche in questo caso mi sembra esagerata la reazione di Riccardo, soprattutto dopo che questo ha recuperato la sua bicicletta. Anche il fatto che venga portato via dai carabinieri, per un tentato furto, non l'ho trovato molto credibile.
Alla prossima!

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AmbraStancampiano
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Messaggio#11 » mercoledì 2 settembre 2015, 15:19

Ciao Fernando,
il racconto parte da una trovata interessante, anche se non sono sicura di aver capito PERCHE' il bambino vuole pedalare fino alla luna: crede così di poter rivedere la madre? Questo punto non è chiarissimo.
Non impazzisco per i figli di madri morte che fanno cose per un fine più alto, a dire il vero, né per quei racconti che sfruttano una facile empatia del pubblico, e questo mi ha fatto un po' storcere il naso sul finale.
Non mi sembra troppo credibile il repentino cambio di atteggiamento del figlio del fornaio, che ci fai capire conosce la storia del ragazzino già da prima. Perché dovrebbe addirittura regalargli una bici? Non lo so, questa cosa non mi torna.
Non mi torna nemmeno il fatto che i carabinieri lo portino via e la tempistica delle azioni; insomma, il tuo protagonista quanti anni ha? E se ha rubato la bici "l'altro giorno" ma non è ancora né in carcere né nell'altro posto (che suppongo sia un orfanotrofio), da dove sta scrivendo? Con chi è? Se la madre è morta, chi lo tiene?
Lo stile sgrammaticato, che aderisce alla parlata ed all'età (?) del protagonista va benissimo, anche se forse in alcuni punti diventa eccessivo e crea qualche minuscola difficoltà di lettura.
Per quel che riguarda il tema, davvero non capisco dove sta l'invisibile. Ci stiamo sempre riferendo alla madre?

Alla prossima!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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antico
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Messaggio#12 » domenica 6 settembre 2015, 16:55

Racconto delicato, forse qualche indizio in più sulla natura del protagonista non avrebbe guastato. Si capisce che ha dei problemi, ma rimane sempre aperto lo spiraglio che sia un bambino (anche se poi si capisce che non lo è). Lo stile mi sembra funzionale, l'invisibile è nel disagio nascosto di tanti individui che ci circondano mentre noi, come Riccardo, siamo pronti a urlare subito "al ladro". Una prova positiva, da pollice su, anche se un pelo in più di rifinitura non stonerebbe.

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