L'altro lato del Big Bang di Angelo Frascella

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
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angelo.frascella
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L'altro lato del Big Bang di Angelo Frascella

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 1:11

“Com’è andato il viaggio” disse l’uomo che Jim era andato a sostituire, con occhi spiritati e arrossati.
“Ottimamente: con l’ibernazione, ho recuperato mesi di sonno” scherzò Jim. L’uomo neppure finse di sorridere. Invece si guardò attorno allarmato.
“L’hai sentito anche tu?”
Jim fece segno di no.
“Goditi il silenzio finché sarai in grado di percepirlo.”
Jim si strinse nelle spalle: “Perché tieni tutte le luci accese?”
“Fra qualche settimana il buio sarà il tuo peggior nemico. Io prendo la tua navetta e torno sulla Terra. Goditi la base spaziale.”
L’uomo si voltò e, galleggiando in assenza di gravità, scomparve. Per tutto il tempo, non aveva mai battuto le palpebre.
 
“Diario di Jim Ray. Ventesimo giorno sull’antenna gravitazionale spaziale LISA. La solitudine nello spazio gioca brutti scherzi. Dormo male e ho allucinazioni uditive e visive.”
Si lasciò cadere sulla poltrona. Faceva fatica a riordinare i pensieri. Chiuse gli occhi e una bambina gli comparve davanti. Camminando all’indietro si ritrovò seduta su un lettino. Con voce infantile disse: “em noc ihcoig. Ogerp it.”
“Computer. Accendi tutte le luci e metti musica a tutto volume”.
 
Jim si svegliò e subito aprì gli occhi. Il sonnifero era stato efficace e si sentiva finalmente lucido. Doveva pensare e capire. Dov’era? Su una stazione spaziale posta al centro di tre sonde distanti a milioni di kilometri fra loro, per creare un’antenna gravitazionale.
Chiuse gli occhi e vide un cane che correva all’indietro, mentre un bastone tornava nelle mani del padrone.
Riaprì gli occhi. Chi era? Jim Ray, un uomo solo al mondo la cui vita era stata fallimento finché la NASA non lo aveva selezionato per capacità psioniche latenti. “Sarai la vera antenna e decodificherai le onde gravitazionali provenienti dalla materia oscura che permea l’universo” gli avevano detto.
Chiuse gli occhi e i resti sfracellati di un uomo si ricomposero e volarono all’indietro sulla cima di un palazzo. Il volto era quello di Jim.
 
Lo scienziato della NASA guardava i resti dell’uomo.
“Era Jim Ray.”
Il poliziotto era certo che c’entrasse col suicidio.
“Com’è possibile che la morte di quest’uomo fosse descritta nel suo articolo?”
L’uomo sospirò: “Era stato lui a raccontarmelo.”
“E come avrebbe fatto a saperlo?”
“Era in grado di vedere all’interno della materia oscura che permea l’universo. È stato anche grazie a lui che siamo stati in grado di capirne la natura.”
Il poliziotto non aveva idea di cosa stesse parlando, ma doveva farlo continuare, sperando che si tradisse.
“Cioè?”
“È il nostro stesso universo che, arrivato alla sua massima espansione, si riavvolge su se stesso, come una videocassetta. Jim era un’antenna capace di ricevere le immagini gravitazionali di questo riavvolgimento.”
Il poliziotto rise.
“E magari voi scienziati-chiromanti sapreste dirmi anche il mio futuro.”
“Ora lei scapperà via, dopo aver ricevuto una telefonata che la informa di un grave incidente capitato a sua moglie.”
Il poliziotto rise e, nello stesso istante, il suo telefono squillò.



Fernando Nappo
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 21:55

Ciao Angelo.
Ho trovato l'inizio del racconto un po' difficile da mettere a fuoco, forse perché presenti prima un comprimario anziché mettere al centro dell'attenzione fin da subito Jim, che è il protagonista. Inoltre ho avuto qualche difficoltà ad attribuire al giusto personaggio questa frase:
“Goditi il silenzio finché sarai in grado di percepirlo.”
Da lì in poi il racconto è più facile da seguire, anche se l'argomento, piuttosto complesso, mi sembra un po' stretto nelle tremila battute a disposizione.
Nell finale, sono un cuccio, lo so, mi sono perso di nuovo: come può lo scenziato conoscere il futuro del poliziotto? E' anche lui come Jim? E può vedere il futuro di chiunque così su due piedi? Scoprire la natura della materia oscura vuol dire diventare capaci di leggere il futuro con tanta facilità?
Lo rileggerò ancora, ma mi ha lasciato poco soddisfatto, come con un senso di incompiuto.

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angelo.frascella
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Messaggio#3 » mercoledì 26 agosto 2015, 0:32

Grazie Fernando.

Purtroppo mi sono potuto mettere al computer solo dopo mezzanotte e il racconto, evidentemente, ha sofferto dei minuti troppo contati.

Per quello che riguarda la previsione sul poliziotto, fa parte, probabilmente, delle testimonianze rese da Jim relative alla sua morte (tieni conto che siamo nei momento successivi al suicidio...).

Ho forse, gli scienziati, grazie a quel lavoro sono diventati in grado di sbirciare nel proprio futuro (la scena della telefonata accade davanti allo scienziato e quindi lui avrebbe potuto vederla...). Nella prima versione del racconto tutte le scene a cui assisteva Jim erano legate alla propria vita. Poi ho modificato questo particolare, ma probabilmente ho sbagliato a farlo...

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angelo.frascella
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Messaggio#4 » mercoledì 26 agosto 2015, 10:36

PS ieri sera scrivevo in preda al sonno e non ho riletto mentre scrivevo e modificavo il post, così mi è venuto fuori un terribile pasticcio all'inizio dell'ultimo paragrafo.

Correggo:

<span style="color: #282828; font-family: 'Open Sans'; font-size: 14.3000001907349px; line-height: 20.8000011444092px; background-color: #fbfbfb;">Ho in mente anche una spiegazione alternativa: forse, gli scienziati, grazie a quel lavoro sono diventati in grado di sbirciare nel proprio futuro (la scena della telefonata accade davanti allo scienziato e quindi lui avrebbe potuto vederla…). Nella prima versione del racconto tutte le scene a cui assisteva Jim erano legate alla propria vita. Poi ho modificato questo particolare, ma probabilmente ho sbagliato a farlo…</span>

F.T. Hoffmann
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Messaggio#5 » mercoledì 26 agosto 2015, 12:16

Ciao Angelo,

Il racconto è, senza mezzi termini, molto confuso. 4 stacchi ( con tre cambi di POV + due narratori) sono davvero troppi per 3000 caratteri. Ed è un grande peccato perchè questo racconto se ben sviluppato, magari in 10000 caratteri, potrebbe essere davvero bello.

Analizzando meglio, ti dico: il primo paragrafo è tremendo.Non c'è setting, non c'è un appiglio, non c'è niente tranne due uomini di cui uno rimane ignoto. Il lettore si trova totalmente spaesato. Avresti potuto a mio avviso far partire tutto con il diario, e poi affrontare l'episodio del primo paragrafo come un flashback, in cui il protagonista capisce la follia dell'uomo(e dagli un nome a 'sto uomo, per favore.)

Inoltre il terzo paragrafo dovresti renderlo in diario. Se cominci con un diario non puoi usarlo solo con due righe, devi presentare almeno due o tre pagine.

Infine ultimo paragrafo: discreto, anzi quasi buono se non fosse che la parte spiegone è troppo invasiva. Non so come ma dovresti diluirla un po'.

Stile e forma: stile buono e scorrevole, ma per favore non usarmi un diario solo per due righe. e il primo paragrafo è da riscrivere, perchè troppo, troppo confuso. Però lavoraci sopra che l'idea è molto buona!

marina81
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Messaggio#6 » giovedì 27 agosto 2015, 11:34

Ciao Angelo
Mi piace l'ambientazione del tuo racconto, però ho fatto un po' di fatica a seguirlo.
Forse la narrazione è un po' confusa e i personaggi non davvero delineati , però mi rendo conto che con 3000 caratteri non è facile esprimere bene le idee che si hanno nella testa, sicuramente avendone di piu' a disposizione la storia poteva essere raccontata con piu' dettagli . E' un lavoro che se sviluppato meglio, ha un bel potenziale.

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alberto.dellarossa
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Messaggio#7 » venerdì 28 agosto 2015, 12:54

Ciao Angelo,

si vede che il racconto soffre della mancanza di tempo. D'altronde lo so bene pure io, che ho scritto il racconto in 45 minuti. C'è molta confusione ma, soprattutto TROPPA carne al fuoco. Come ti è già stato fatto notare troppi cambi in solo 3000 caratteri. L'argomento merita una trattazione ben più ampia. Due consigli minori: la frase al contrario della bambina assume significato solo nella rivelazione finale, ma fino a quel momento la sensazione che permane nel lettore è "ma daaaaaiiiiii siamo ancora alle registrazioni al contrario???"; tanto più che l'idea di fondo del racconto (il riavvolgimento) è molto bella. Toglierei inoltre il discorso della psionica, o meglio lo camufferei. Ti dirò, per alcuni versi il tema racconto mi ha ricordato il meraviglioso Damia di Anne McCaffrey.


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raffaele.marra
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Messaggio#8 » sabato 29 agosto 2015, 10:05

L’idea di base, a mio parere, è grandiosa e potrebbe portare a storie molto interessanti e originali. Nel tuo caso, ovviamente, si notano le difficoltà dovute alla mancanza di caratteri: l’idea dell’universo ad elastico meritava di essere presentata con più calma: sarebbe stato bello descrivere le prime “visioni” ottenute dagli scienziati e le loro reazioni alla scoperta, così come sarebbe stato interessante mostrare altri eventi al contrario o, addirittura, raccontare il momento esatto in cui il tempo rimbalza su sé stesso nel punto di massima espansione dell’universo. Insomma, sto dicendo che da questa idea devi far venire fuori qualcosa di più corposo, non puoi limitarla ad un racconto di tremila caratteri. È come se tu avessi avuto una splendida stoffa e ti fossi limitato a tirarne fuori un semplice fazzoletto, anche un po’ sfilacciato…

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chiara.rufino
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Messaggio#9 » lunedì 31 agosto 2015, 13:12

Ciao Angelo.

Il tuo racconto mi è piaciuto, anche se ci sono state svariate cose che non ho ben capito. Intanto, il POV l'ho visto come onnisciente, o quasi,chiariscimi tu i dubbi a riguardo. Poi. Jim Ray è spedito nello spazio perché ha avuto dei problemi personali ma, purtroppo, approfondisci poco il suo vero ruolo e il fatto che l'universo si riavvolga, a mio avviso, è un po' sbrigativa come spiegazione, avrei voluto saperne di più in generale. Perché poi la frase alla rovescia? Anche quello non mi è molto chiaro. Un bel racconto in conclusione,però un po' criptico.
404 Patience Not Found

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eleonora.rossetti
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Messaggio#10 » martedì 1 settembre 2015, 14:40

Ciao Angelo,

dirò la verità, ho dovuto leggere due volte il racconto per apprezzarlo appieno. Credo che la prima parte potesse essere sfoltita con una sforbiciata completa (quella del cambio della guardia tra astronauti). L'idea che sta alla base - il riavvolgimento dell'universo - è molto interessante, però sembra (come già in altri tuoi precedenti racconti) che tu abbia buttato tantissima carne al fuoco finendo per fare un po' di confusione nell'ansia di far "capire tutto". La parte finale con lo scienziato che predice la telefonata al poliziotto mi è parsa un po' forzata, anche perché se appunto si poteva prevedere quella telefonata perché non si è potuto prevedere (e logicamente fermare) il suicidio di Jim?

In sostanza, idea molto intrigante, ma lo sviluppo temo abbia risentito della fretta.
Uccidi scrivendo.

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AmbraStancampiano
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Messaggio#11 » mercoledì 2 settembre 2015, 19:33

Ciao Angelo,
hai avuto un'idea stupenda per una serie tv, o una serie di romanzi, o di cartoni animati.
Personalmente non ho avuto troppa difficoltà a capire, però è vero che il racconto in alcuni punti è un po' confuso.
La questione del rewind è fantastica, ma va curata meglio ed introdotta diversamente (sulla bambina che cammina all'indietro ho pensato ad un film horror).
Non capisco come e perchè il protagonista muoia.
Sono d'accordo con gli altri: idea spettacolare, che nel formato "racconto breve" non rende, ma che non vedrei l'ora di vedere su uno schermo (scusando il gioco di parole).

Alla prossima!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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alessandra.corra
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Messaggio#12 » giovedì 3 settembre 2015, 19:00

Ciao Angelo,
affascinante l’idea di delineare un personaggio che riesce, durante la sua avventura nello spazio, a scoprire, dentro la materia oscura dell’universo, come il tempo rimbalzi su se stesso e che diventi, in questo modo, una sorta di veggente intuendo gli eventi futuri e perfino la sua futura morte. Le conseguenze di una tale scoperta avrebbero effetti a livello globale non da poco. Penso agli scienziati che se si appropriassero di una capacità di tal portata potrebbero pilotare a loro piacimento la storia futura dell’umanità. Il tuo racconto è un buon incipit, uno spunto interessante, per poter costruire una storia più corposa ed elaborata rispetto l’attuale che, invece, viene penalizzata dalla mancanza di spazio .

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angelo.frascella
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Messaggio#13 » sabato 5 settembre 2015, 0:23

Grazie a tutti per la lettura e per i preziosi suggerimenti. Ne farò tesoro, se, come spero, riuscirò a rimettermi al lavoro sul racconto, per farne qualcosa di più corposo

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antico
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Messaggio#14 » sabato 5 settembre 2015, 11:33

Angelo, qui perdi gran parte della pulizia stilistica che ti contraddistingue e non solo, manchi anche di controllo sul narrato. So in che condizioni hai scritto e hai fatto benissimo a postare perché è tutto allenamento e io stesso quando partecipavo non mi tiravo certo indietro anche perché già solo farcela è un successo e contribuisce a renderci più forti. Detto questo, il pollice è giù. Non c'è un raccordo fra la parte nello spazio e il ritorno sulla Terra, mancano informazioni seminate qui e là su in cosa consiste il progetto, tutto appare ancora poco coeso. Spero che, una volta sistemato con più calma tu possa postare il racconto nel Laboratorio, sono curioso di vederlo nella sua vera forma.

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