La sindrome di Olivia B.

70ª Edizione, Minuti Contati saluta l'estate dedicandogli la Summer Edition. Guest Star è Livio Gambarini, in passato anche concorrente e ora lanciatissimo nel mondo dell'editoria. QUI potete visionare il trailer, potete trovarci anche degli indizi per il tema che vi aspetta. Ricordiamo: l'appuntamento è per lunedì 24 agosto dalle ore 21.00 all'una. Una singola sera, in contrapposizione alla Two Days appena conclusa.
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AmbraStancampiano
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La sindrome di Olivia B.

Messaggio#1 » martedì 25 agosto 2015, 1:34

Olivia guarda fuori dalla finestra del resort; uno stuolo di paparazzi attende, pronto a rubare qualche scatto della supermodella. Il telefono squilla, lei si volta di scatto; è davvero pallida.
Alzo la cornetta, la receptionist mi avvisa:
- E’ arrivato il dottor Corelli.
Sul tavolino accanto a noi occhieggia un tabloid con in copertina una foto sgranata. Il titolo urla: “La venere nera in realtà è bianca? Tutto ciò che NON sappiamo su Olivia B”. Bussano. Il dottore è arrivato.
Corelli è un esperto di arte rinascimentale. Era sorpreso della mia chiamata, ma non quanto me davanti al santone indiano che me l’ha consigliato.
Il dottore guarda Olivia ammirato:
- Qual è il problema? Io trovo che la signorina sia splendida! - arrossisce - e poi, come già sa, mi occupo di quadri.
Mostro al dottore una sua foto di un mese fa: nera come l’ebano. Lui fissa la donna diafana davanti ai suoi occhi, poi di nuovo la foto: sono proprio la stessa persona.
- Affascinante - mormora - sa dirmi quante fotografie le scattano ogni giorno?
Gli spiego che Olivia, top model impegnatissima, rappresenta 5 case di moda. Da due anni fa almeno un set fotografico al giorno. Ed ora rischia di saltare tutto per questa assurdità.
Il dott. Corelli scaccia le mie lamentele agitando una mano. Guarda Olivia, incredulo:
- Per quanto sembri assurdo anche a me, credo di aver capito; alla signorina sta accadendo ciò che succede alle tele del ‘500 esposte malamente: i flash ne consumano il colore, che rischia di scomparire.
- Cioè… sto diventando invisibile? - domanda lei.
- E cosa possiamo fare? - chiedo concitato - Olivia è una modella, si fa fotografare per lavoro!
- Temo che dovrà trovare un altro lavoro. - taglia corto il dottore.
Ci stringe la mano, poi presenta la sua parcella; stavolta sono io ad impallidire. Chiudo la porta, poi la tempesto di pugni:
- Dannazione!
Olivia mi abbraccia:
- Non disperarti, magari tornerò normale.
Lo spero, ma non ci credo veramente.
- E ora che facciamo?
- Non sei il mio manager? Ti pago per trovare soluzioni, non per abbatterti.
Mi arruffa i capelli, le schiocco un bacio.
Mi schiarisco la voce:
- Convochiamo una conferenza stampa per annunciare il tuo ritiro.

I giornalisti in sala fremono; li sento lamentarsi fuori dalla porta: quando mai si è vista una conferenza stampa off limits per le macchine fotografiche? Organizzata da una modella, poi. Il brusio cessa appena entriamo in sala. Olivia è così coperta che sembra travestita, ma quando scosta il foulard per parlare al microfono diventa chiaro che qualcosa non va: le sue guance, le sue mani... Il brusio ricomincia: allora è vero! Olivia B. è bianca!
Con un filo di voce, lei annuncia il suo ritiro dalle passerelle; piovono domande. Un fattorino mi avvisa che la nostra limousine è pronta, lasciamo la sala tra le proteste generali.
Nell’atrio un fan la riconosce, chiede un autografo. L’intera sala si gira, tutti prendono il cellulare, scattano fotografie, la chiamano, cercano di avvicinarsi. Olivia, terrorizzata, mi stringe la mano. Corriamo verso la limo, chiudiamo lo sportello in faccia alla folla. Olivia è invisibile, piange a dirotto. Io riesco solo a fissarla: una pelliccia aperta su un tailleur di Chanel, occhiali da sole Prada, foulard Hermès, un cappello Borsalino. Tutto scosso dai singhiozzi. Le etichette sono bene in vista, là dove il suo corpo le nascondeva:
- Tesoro non piangere, ho trovato: vedi le etichette? Adesso sei davvero la modella perfetta! Gli stilisti vorranno solo te, l’unica a non distrarre l’attenzione dai loro capi!


Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

marina81
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Messaggio#2 » martedì 25 agosto 2015, 19:31

Ciao Ambra
il tuo racconto mi è piaciuto. L'idea del cambiamento della pelle della modella, fino a diventare invisibile l'ho trovata molto originale. Il messaggio arriva chiaro e diretto con un finale ironico ma nello stesso tempo un po' amaro. Il personaggio del manager rappresenta in maniera molto schietta la sua avidità di denaro e la sua poca umanità nei confronti della modella. Finale che fa riflettere.

Fernando Nappo
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Messaggio#3 » martedì 25 agosto 2015, 20:59

Ciao Ambra,
ti dirò, calata in una ambientazione così realista l'idea che una persona possa sbiancare fino a diventare invisibile a causa dei flash mi lascia un po' perplesso, anche se nel finale la questione trova una giustificazione che la rende, ai fini del racconto, maggiormente accetabile. Forse una sfumatura più SF nel racconto avrebbe reso più facile la sopsensione dell'incredulità; ma questa è la mia opinione di lettore molto SF oriented.
Ben scritto, comunque, anche se la prima domanda del dottore lascia subito intendere la svolta che prenderà il racconto.

F.T. Hoffmann
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Messaggio#4 » mercoledì 26 agosto 2015, 11:58

Ciao,

Il racconto in sé è discreto: un'idea semplice, bene calata nel contesto che porta a un finale amaro e sarcastico, di cui la battuta conclusiva rappresenta un'ottima somma.
Come altri hanno fatto notare, tuttavia, l'elemento "magico" è un po' debole. Mi spiego: presenti la scena della visita e inserisci un esperto d'arte, che senza nemmeno pensarci inventa la teoria dei flash. Un esperto d'arte. Non un medico. E senza averla mai vista prima, senza pensarci più di un istante, senza alcun dato a riguardo e senza una controprova.
Mi spiace ma questo è un punto decisamente debole.
Poteva funzionare ma a mio avviso dovevi inserire, non so, un team di persone. Il medico dermatologo, l'esperto d'arte, il santone indiano che hai nominato e magari uno sciamano indiano(d'america, per cui, ad esempio, le foto rubano l'anima. e rubandole l'anima lei svanisce... e da lì l'esperto d'arte poteva tirare fuori la sua teoria.)

Stile e forma. Mi ripeto, racconto discreto. la prima parte a mio avviso è un po' confusa perchè lasci troppe cose per scontato. Ho dovuto rilegger 3 volte le prime righe per capire che la supermodella non fosse il pov, né chi fosse la segretaria/manager. E altre tre volte per capire chi fosse il dottore e cosa centrasse il santone.
Senza contare che hai anche sforato di 500 caratteri buoni, quando strutturando diversamente la prima parte( ripeto, una discussione a più voci fra un team di esperti) potevi risparmiare caratteri e rendere tutto più fondato.

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angelo.frascella
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Messaggio#5 » sabato 29 agosto 2015, 0:50

Ciao Ambra

Davvero divertente la tua interpretazione del tema e la reinterpretazione dell’uomo invisibile (che diventa donna) e soprattutto la ragione per cui lei sta diventando invisibile. Forse l’unico punto debole è il fatto che la sospensione dell’incredulità viaggia davvero su un filo del rasoio, visto che l’ambientazione è realistica e la motivazione poco credibile. Considerando però che è una satira (il finale è perfetto in questo senso) questo si può perdonare il tiro e credo che basterebbe allungare un pochetto il racconto per avere lo spazio necessario a eliminare questo difettuccio.

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chiara.rufino
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Messaggio#6 » lunedì 31 agosto 2015, 13:09

Ciao ancora:D.

Come ti ho già detto, il racconto mi è piaciuto, anche se ho notato alcune cose.

Come dice Fabio, non mi è molto chiaro il POV, è il suo manager? Verso la fine si capisce meglio ma all'inizio ero molto indecisa su chi fosse. Avrei voluto sapere anch'io,un minimo, sapere perché proprio i flash l'abbiano resa invisibile, però sai che io sono un po' contorta di mio.
404 Patience Not Found

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eleonora.rossetti
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Messaggio#7 » martedì 1 settembre 2015, 14:37

Ciao Ambra,

carina davvero la tua interpretazione del tema dell'invisibile, che in questo caso è una povera modella che viene sfruttata persino in una condizione che le dà pena infinita (della serie, non è l'immagine di te ma l'immagine che dai al prodotto sponsor). Mi ha lasciato un po' perplessa la storia dell'esperto d'arte. L'ideale sarebbe stato davvero l'equipe medica, ma forse, per rendere ancora più "superficiale" la condizione che si trova a vivere la protagonista, avrei quasi preferito che la modella l'avesse saputo spulciando Internet e azzardando un'ipotesi stramba ma che infine ha il sapore della verità.

Buono lo stile, occhio alle concordanze di alcuni tempi verbali (presenti-imperfetti).
Uccidi scrivendo.

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AmbraStancampiano
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Messaggio#8 » mercoledì 2 settembre 2015, 13:59

Ciao a tutti, e scusate se rispondo solo ora ma ho avuto qualche intoppo con la connessione -_-'
Come si può intuire dal supermegaextrastraipermalus, questo racconto parte da un'idea abbastanza fulminante sulla mercificazione della bellezza oggi, ed era lungo (sigh) esattamente il doppio del consentito.
Purtroppo accorciandolo (neanche troppo efficientemente, visti i 500 caratteri in più) ho dovuto fare delle scelte, ed ho scelto di calcare di più sull'aspetto materialistico e disumano del manager, che è il narratore e il punto di vista.
Originariamente, Olivia e il manager si accorgono che lei sta "scolorendo" e si rivolgono prima a dei medici, poi a dei medici alternativi, poi a dei maghi, a degli zingari e infine al santone indiano che consiglia l'esperto d'arte. Perchè un esperto d'arte? Proprio per quel parallelismo (difficile da cogliere, è vero, dopo tutte le riduzioni del caso) tra la bellezza oggi (rappresentata dalle modelle e dai bei vestiti) e la bellezza antica dei quadri, che scoloriscono (appunto) man mano che vengono fotografati coi flash. Come a dire che la nostra morbosità nel vedere e nell'apparire consuma la bellezza stessa.
Vi do ragione riguardo la sospensione dell'incredulità, con l'esperto d'arte come unica premessa la storia si indebolisce di molto. Volendo costruire più che altro una satira (Angelo, ci hai preso in pieno :) ) però ho voluto osare ;)

Alla prossima!
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alessandra.corra
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Messaggio#9 » giovedì 3 settembre 2015, 18:52

Ciao Ambra,

il tuo racconto che vede come protagonista il mondo della moda l’ho trovato molto interessante. Un mondo piuttosto spietato dove le modelle pare siano considerate degli oggetti da vendere per lauti guadagni. Una storia amaro, quindi, ma che riesce a strappare un sorriso. Soprattutto nella chiusa quando viene rivelato, in modo quasi innocente, tutto il cinismo del manager verso la povera modella diventata ormai invisibile, ma pur sempre un oggetto da smerciare. Peccato che i pochi caratteri a disposizione ti hanno penalizzata leggermente, la storia però ha del potenziale.

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Andrea Partiti
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Messaggio#10 » giovedì 3 settembre 2015, 18:58

Non so se sia considerato sconveniente commentare i racconti degli altri gruppi, ma girellavo leggendo a caso e il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto, come metafora del mondo della moda diviso tra il volere una modella di punta ma allo stesso tempo abbastanza invisibile da non sviare l'attenzione da quel che indossa.

Non mi aspettavo quel finale e mi ha fatto fermare a riflettere su questa incongruenza del mondo!

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AmbraStancampiano
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Messaggio#11 » venerdì 4 settembre 2015, 12:54

Ciao, e grazie per i commenti!
Non credo sia sconveniente commentare i post degli altri gruppi, io comunque ho apprezzato ;)
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antico
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Messaggio#12 » sabato 5 settembre 2015, 9:26

Un finale in linea con gli altri tuoi lavori in cui riesci a dare un colpo di coda inserendo, inaspettata, un'ondata di cinismo che colpisce duro e che non può lasciare indifferenti. Qualche dubbio sull'episodio del dottore, troppo affrettata la diagnosi, forse saresti dovuta partire proprio da lì tagliando la prima parte e dando le informazioni necessarie in altro modo. Mi spiego: partire da lì nel senso di far capire che il caso era sotto studio da un bel po' e fare arrivare la soluzione di Corelli quasi per caso, magari dalla lettura di un articolo o altro, ma non come colpo sicuro (arrivo del dottore, risposta). Detto questo il racconto e senz'altro ben organizzato e piacevole, il pollice è tendente all'alto, mi piacerebbe ripostassi nel Lab cercando di risolvere la problematica che ti ho sottolineato.

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AmbraStancampiano
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Messaggio#13 » sabato 5 settembre 2015, 11:07

Volentieri! :)
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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