Una vita da Mediano

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Andrea Partiti
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Una vita da Mediano

Messaggio#1 » lunedì 20 luglio 2020, 22:47

Nel villaggio tutti hanno tre teste e un unico corpo. Io sono un Mediano.
Siamo i più sfortunati, subiamo quello che i nostri fratelli fanno del loro lato senza poter decidere mai. Possiamo parlare ma è facile zittirci.
I pasti sono il momento peggiore. Le mani nutrono la testa dal loro lato e a noi giusto un boccone per pietà o tormento. Il corpo è sazio ma la fame non passa mai.
Se un fratello è debole, a volte ho qualche sprazzo di controllo, ma vengo punito se ne approfitto.
Ci sono leggende di antichi Mediani così forti da controllare tutto il corpo. Storie ridicole ovviamente, non esistono Mediani così nel mondo reale.
I miei fratelli hanno sempre litigato. Si odiano, complottano.
Non mi intrometto nelle loro beghe, lascio che si sfoghino e aspetto che passino i momenti peggiori. Se mi interpellano resto muto.
Non mi aspettavo che davvero prendessero le armi, che si attaccassero con tanto odio: si gettano contro i muri e a terra. Cercano di accecarsi e mutilarsi. Respiriamo appena.
Chiudo gli occhi e prego, perché in quel momento per loro non esisto: sono un accettabile danno collaterale.
Si fermano.
Destro ansima. Sinistro, viola e tumefatto, non è più con noi.
Il controllo di Destro brucia e si espande come radici, escludendomi.
Ho sempre pensato che fossero entrambi malvagi e brutali, ma era il loro equilibrio a tenerci insieme, a darmi spazio.
Ero cieco, ma ora capisco.
Pensavo di proteggermi non lottando, non scegliendo, non rispondendo.
Ma non schierarmi era comunque una scelta.



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antico
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#2 » lunedì 20 luglio 2020, 22:55

Tempo e caratteri ok, che le Olimpiadi siano con te!

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Polly Russell
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#3 » martedì 21 luglio 2020, 1:03

Ciao Andrea.
Se devo dirti, non ho capito il finale di questo brevissimo. Non capisco cosa succeda a Mediano.
Parrebbe una presa di coscienza e potere, in prima analisi. Fuori una testa, l’altra è ferita, finalmente comando io. Però in realtà è Destro a prendere il potere lasciato vacante da Sinistro. Quindi Mediano (perché non Medio?) semplicemente constata che è sempre stato il più de Olpe e che ha scelto di esserlo? Non so... credo che mi sia sfuggito qualcosa.
Come al solito, i complimenti maggiori vanno a la tua florida fantasia, non so in che cilindro tieni le idee, ma quando le estrai sono sempre candidissimi, bellissimi conigli!
Unico appunto, a parte non aver capito il finale, la prima frase.
Nel villaggio tutti hanno tre teste e un unico corpo
, se devo iniziare un racconto, non lo comincerei mai con “nel mio paese abbiamo tutti due occhi e una bocca.
Avresti dovuto introdurmi l’elemento fantasy dandomelo per normale. Non so bene come, ma avresti dovuto trovare un modo. Lol
Che ne so “delle tre teste, io sono quella sfigata: il Mediano.” O una cosa così,
Comunque un racconto gradevole, mi piace la “guerra delle parti”; chi mangia, chi decide, chi muove le mani...
Intanto buona olimpiade.
Polly

alexandra.fischer
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#4 » martedì 21 luglio 2020, 21:00

UNA VITA DA MEDIANO di Andrea Partiti Tema centrato. Essere un Mediano in un mondo di esseri tricefali con un corpo unico è il dramma del tuo protagonista. La sua vittoria, in questo caso, è stata di non scegliere di unirsi alla lotta fra Destro e Sinistro. Resta lì, al centro, a osservare le loro lotte, lasciandoli sfogare e nutrendosi di quello che loro gli offrivano. Certo, la sua fame non è solo fisica, ma emotiva. Non lo considerano. L’alienazione del tuo protagonista è ben resa dall’uso del plurale. Non: io Mediano, ma noi. Ottima scelta, di sapore kafkiano.

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Dario17
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#5 » mercoledì 22 luglio 2020, 14:45

Mediano ti permette sia la citazione che la similitudine della Canzone, certo , ma Medio o Mezzo sarebbe stato più azzeccato.
All'inizio pensavo il Mediano fosse qualcuno che NON avesse tre teste, poi andando avanti ho capito.
Un incipit più lineare mi avrebbe giovato.
Fantasioso, ispirato, scritto discretamente.
La voglia di vincere è riferita a Destro e Sinistro che cercano di fregiarsi l'un l'altro, presumo. Spero di non aver capito male.
Prova sufficiente.

Emamela
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#6 » giovedì 23 luglio 2020, 16:21

Ciao Andrea,
idea molto originale! La rivalità che spesso si trova in tre fratelli unita in un solo corpo e il fratello di mezzo è proprio come il Mediano, né piccolo né grande, senza grandi possibilità di parola e decisione. Mi sarebbe piaciuto vedere la rivincita del Mediano e il finale mi ha lasciata un po’ così, forse un po’ ristretto, ma è un giudizio puramente soggettivo.
A presto
Emanuela

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#7 » giovedì 23 luglio 2020, 16:43

Ciao Andrea, ben ritrovato.
L'idea è molto interessante e originale. In merito alla scrittura non ho nulla da dire. Ottima tecnica e uno svolgimento lineare e molto chiaro.
L'unico aspetto che ho faticato a capire (anzi, credo di non averlo capito del tutto) è il finale.
Una volta morto Sinistro, Destro prende il controllo del corpo. Quindi, Mediano continua nel suo essere passivo? Eppure, nel racconto, descrivi una sorta di sua presa di consapevolezza, come se avesse capito l'errore di non aver lottato. Quindi, dov'è la trasformazione, dato che le cose continuano come prima? E dove sarebbe l'equilibrio che prima c'era, dato che una delle teste ci ha pure rimesso la vita? C'è qualcosa che sfugge, forse perché non detto. Aggiustando qualcosa si potrebbe rendere tutto un po' più chiaro. Alla prossima.

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eleonora.rossetti
Messaggi: 539

Re: Una vita da Mediano

Messaggio#8 » venerdì 24 luglio 2020, 8:50

Ciao Andrea,
fammi indovinare, è stata la canzone a suggerirti il racconto? :)
Indovinelli a parte, questa è forse l'interpretazione più originale del tuo girone. La voglia di vincere è dei fratelli, mentre Mediano assiste passivo. Tuttavia mi spiazza un po' il finale, mi ha fatto un po' dire "tutto qui"? Mi sarei aspettata che Mediano diventasse la nuova metà (e che fosse stato passivo solo per prendere il posto del perdente), quindi perché soccombe? Per come avevo inteso, lui non interviene perché non vuole, non perché non può. Non so, c'è una sorta di mancata evoluzione del tuo protagonista che mi toglie sapore al racconto. Alla prossima e buona Olimpiade!
Uccidi scrivendo.

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Giorgia D'Aversa
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Re: Una vita da Mediano

Messaggio#9 » venerdì 24 luglio 2020, 10:48

Ciao Andrea!
Anche io, come gli altri sopra, condivido la perplessità in merito al finale: che succede quindi al nostro Mediano? Se viene del tutto escluso dal comando, com'è possibile visto che ora non si trova in mezzo a quella lotta al potere dei due fratelli? Temo di non aver percepito grande voglia di vincere da parte sua...
A parte questo, il racconto scorre bene, suscita curiosità e hai sicuramente avuto un'idea brillante.

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