Scacco Matto

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Gabriele Dolzadelli
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Scacco Matto

Messaggio#1 » lunedì 20 luglio 2020, 22:53

Una scacchiera, bianchi contro neri, Brandon contro Viktor.
Le pedine strisciavano sulle caselle come pantofole sul pavimento.
La guardia carceraria, armata fino ai denti, li osservava in silenzio.
Il cavallo del russo fu mangiato.
Brandon trattenne un risata. Viktor un'imprecazione.
La lancetta scandiva i secondi. Viktor fece la sua mossa, Brandon ci rimise un pedone.
Tic, tac, tic, tac.
Brandon spostò l'alfiere, esibendolo senza protezione.
Viktor piegò la bocca da un lato e ne approfittò subito.
Altra mossa, altro fallo. Brandon si ritraeva come un pugile messo alle corde.
Viktor, famelico, avanzava divorando i brandelli dei suoi resti, fino al re. Era sul bordo della scacchiera, come se volesse buttarsi di sotto, piuttosto che cedere.
«Scacco matto!» urlò il russo, alzandosi in piedi. La guardia avanzò di un passo. Annuì e dalla porta entrarono tre infermieri. Afferrarono Viktor per le braccia e lo trascinarono fuori. La guardia spiegò un foglio.
«145 punti per Viktor, 138 per Brandon. Ottimi QI. Peccato ce ne serva solo uno.»
Brandon si alzò.
«Ho vinto io. Torre da c2 a c7, tre mosse fa. Potevo vincere!»
«Sì, potevi.»
«E non l'ho fatto apposta. Perché so bene cosa fate a chi vince.»
«Sentiamo.»
«Esperimenti al cervello. Credete non me ne sia accorto? Invece sì, perché sono io quello col QI a 145! Ho perso di proposito!»
La guardia annuì. Mise un dito sull'auricolare e gli diede le spalle.
«Chiama Ted. Digli di far venire a prendere anche l'altro. Anzi, no. Direi proprio di no.»



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antico
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Re: Scacco Matto

Messaggio#2 » lunedì 20 luglio 2020, 22:59

Tempo e caratteri ok, che le Olimpiadi siano con te!

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Fagiolo17
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Re: Scacco Matto

Messaggio#3 » martedì 21 luglio 2020, 21:20

Il tuo racconto mi è piaciuto fino alla fine della partita a scacchi, nel momento in cui si comincia a parlare di QI, e sono entrati gli infermieri ha perso un po’ di mordente.
Tra l’altro non ho capito perché se Brandon è conscio di cosa gli faranno se vince, non rimane semplicemente in silenzio e ragiona tra sé e sé sulla possibilità di chiudere la partita qualche mossa prima invece di dirlo con le guardie. Non ne ho capito il senso. Voleva comunque dimostrare di essere il migliore nonostante rischiasse esperimenti al cervello?
Altro appunto, non mi è piaciuta la frase finale. “Anzi no. Direi proprio di no.” Che cosa volevi intendere? Non sono riuscito a immedesimarmi in questa battuta e non ho capito dove volessi andare a parare.

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Scacco Matto

Messaggio#4 » martedì 21 luglio 2020, 22:09

Ciao Fagiolo.
Riguardo al fatto che Brandon non stia zitto è proprio per la sua voglia di vincere, come dice il tema della traccia. Ovviamente non legato alla partita ma alla questione del quoziente d'intelligenza. Parla per orgoglio e questa è la sua condanna.
Sulla frase finale ho immaginato una sorta d'indecisione dovuta a un paradosso. Se Brandon venisse considerato più intelligente di Viktor, portandolo nel laboratorio sarebbe come considerarlo più stupido, in realtà, avendo istintivamente confessato.
Invece, non portandolo e considerandolo più stupido per via della confessione, sarebbe come considerarlo più intelligente, perché avrebbe raggiunto il suo scopo, ossia non finire nel laboratorio. Quindi, portarlo o non portarlo?
Mi sono divertito in questa analisi, ma se non è stata capita e ho dovuto spiegarla allora è chiaro che ho sbagliato qualcosa. Grazie per il tuo parere.

Edoardo Foresti
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Re: Scacco Matto

Messaggio#5 » mercoledì 22 luglio 2020, 21:04

Ciao Gabriele, hai scritto un bel brano! Trovo che il tema assegnato sia stato trattato in modo non banale.
Per quanto riguarda la prosa, il testo scorre bene. Dialoghi chiari, niente orpelli.
L'unica frase che mi è risultata fuori posto è questa: "Era sul bordo della scacchiera, come se volesse buttarsi di sotto, piuttosto che cedere.", non l'ho trovata molto evocativa e avrei cercato un'altra metafora oppure avrei ripiegato su dettagli sensoriali concreti.
Anche se non sono il più grande amante dell'onnisciente, qui funziona e si avverte un suo utilizzo consapevole. Personalmente sarei stato curioso, però, di leggere la scena filtrata dal punto di vista di Brandon.
Comunque, tralasciando questi dettagli, trovo che la storia funzioni senza intoppi!

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megagenius
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Re: Scacco Matto

Messaggio#6 » giovedì 23 luglio 2020, 10:44

Ciao Gabriele!!
Felice di ritrovarti nell'arena!
Le storie a sfondo scacchistico hanno sempre il loro fascino. La tradizione è lunghissima e mi piace citare uno dei romanzi a tema più geniali della fantascienza, scritto da John Brunner, i cui personaggi e la cui trama riproducono mossa per mossa una storica partita del 1892. Nel tuo caso le mosse e la tensione della gara scandiscono il flusso narrativo fino alla rivelazione finale. Con queste premesse, dico che mi è piaciuta la dinamicità della narrazione: mi sono trovato di fronte a una battaglia psicologica interessante, e, ribadisco, al fascino eterno di una partita a scacchi. Ho poco apprezzato, invece, la "semina". Per metà racconto c'è questa realtà fattuale: una sfida tra detenuti. Nessuna traccia di una minaccia autoritaristica, nessun indizio sugli esperimenti, nessun altro riferimento che inquieti il lettore. Ecco perché il colpo di scena finale mi è risultato un po' "appiccicato", artificiosamente. E ciò ha generato molte domande e io dico sempre che se un lettore comincia a porsi troppe domande su una trama, allora c'è qualcosa che non va. Per esempio: che esperimenti sono? E per cosa? C'è l'esercito di mezzo? In che paese? In che periodo? Forse sono io a essere pedante, ma sono quesiti che mi sono posto.
Qualche considerazione tecnica.
- "La guardia carceraria armata fino ai denti", mi sembra eccessivo. Manco a Guantanamo le guardie sono armate così.
- "Il cavallo del russo fu mangiato." - Da evitare, se possibile, le costruzioni passive: indispettiscono il lettore e rallentano la lettura.
- "Brandelli di resti": ridondante. I brandelli già sono frammenti assimilabili ai resti (di qualsiasi tipo).
- "Era sul bordo della scacchiera, come se volesse buttarsi di sotto, piuttosto che cedere." - "Piuttosto che", da evitare (quasi) come la peste.

Nel complesso un racconto godibile, ma non al top.

Buona Olimpiade!

Kiljedayn
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Re: Scacco Matto

Messaggio#7 » giovedì 23 luglio 2020, 11:44

Gabriele Dolzadelli ha scritto:Una scacchiera, bianchi contro neri, Brandon contro Viktor.
Le pedine strisciavano sulle caselle come pantofole sul pavimento.
La guardia carceraria, armata fino ai denti, li osservava in silenzio.
Il cavallo del russo fu mangiato.
Brandon trattenne un risata. Viktor un'imprecazione.
La lancetta scandiva i secondi. Viktor fece la sua mossa, Brandon ci rimise un pedone.
Tic, tac, tic, tac.
Brandon spostò l'alfiere, esibendolo senza protezione.
Viktor piegò la bocca da un lato e ne approfittò subito.
Altra mossa, altro fallo. Brandon si ritraeva come un pugile messo alle corde.
Viktor, famelico, avanzava divorando i brandelli dei suoi resti, fino al re. Era sul bordo della scacchiera, come se volesse buttarsi di sotto, piuttosto che cedere.
«Scacco matto!» urlò il russo, alzandosi in piedi. La guardia avanzò di un passo. Annuì e dalla porta entrarono tre infermieri. Afferrarono Viktor per le braccia e lo trascinarono fuori. La guardia spiegò un foglio.
«145 punti per Viktor, 138 per Brandon. Ottimi QI. Peccato ce ne serva solo uno.»
Brandon si alzò.
«Ho vinto io. Torre da c2 a c7, tre mosse fa. Potevo vincere!»
«Sì, potevi.»
«E non l'ho fatto apposta. Perché so bene cosa fate a chi vince.»
«Sentiamo.»
«Esperimenti al cervello. Credete non me ne sia accorto? Invece sì, perché sono io quello col QI a 145! Ho perso di proposito!»
La guardia annuì. Mise un dito sull'auricolare e gli diede le spalle.
«Chiama Ted. Digli di far venire a prendere anche l'altro. Anzi, no. Direi proprio di no.»


Ciao, Gabriele!
Un racconto non semplice da giudicare, il tuo, devo ammetterlo! Ben descritta la tensione della partita a scacchi, anche se personalmente avrei tenuto un po' più in sospeso il fatto che i due protagonisti siano prigionieri per ottenere un effetto sorpresa maggiore alla fine. Il tuo stile è molto buono e dal punto di vista della forma non credo di avere grossi appunti da farti. Quello che funziona un po' meno, secondo me, è la rivelazione finale.
Ok, il tema era "voglia di vincere", perciò ha fatto commettere a Brandon il classico errore da cattivo dei film, svelare il suo piano contro qualsiasi logica, in un'esplosione di autocompiacimento che probabilmente sarà la sua condanna. Tutto corretto, infatti il tema è indubbiamente centrato, però davvero poco credibile, specie da uno stratega così raffinato.
Nel complesso, una buona prova che mi lascia un leggero amaro in bocca per questa incongruenza, funzionale al contest ma che mi ha un po' rotto la sospensione d'incredulità.

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Andrea Lauro
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Re: Scacco Matto

Messaggio#8 » giovedì 23 luglio 2020, 20:30

Ciao Gabriele,
mi accodo agli altri nel dire che non avevo capito la frase finale. Allora sono andato a leggere il tuo commento: ma era geniale! Caspita, un ragionamento davvero arguto, è proprio un peccato che non sia arrivato.
Bello lo stile, conduci bene la partita (in tutti i sensi) fino ad arrivare al punto cruciale in cui purtroppo c’è stato lo scivolone. Ma mi chiedo anche come si poteva salvarlo, in soli 1500, e un modo non mi viene in mente. Bel casino, onore alle armi per averci provato. Con i classici 3000 veniva una bomba.
alla prossima!
andrea

ps Molto bella l’immagine dei pezzi che strisciano come pantofole, sembra proprio di immaginare il feltrino sotto il pedone che passa sul marmo. Fsss.

Giulio_Marchese
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Re: Scacco Matto

Messaggio#9 » giovedì 23 luglio 2020, 23:36

Scacco Matto, di Gabriele Dolzadelli

Ciao Gabriele,
Ti spiego come ho vissuto il tuo racconto: Una partita a scacchi, bella, carine le immagini e buona gestione della scena. Poi succedono cose.
Probabilmente questo racconto avrebbe avuto bisogno di molto più spazio. Possiamo proprio immaginare la partita e gli eventi successivi come due scene separate, che hai accorpato solo per questione di spazio.
Il finale mi è arrivato. Il paradosso e che il paradosso non mi è piaciuto. Proprio perché si chiude con:
Chiama Ted. Digli di far venire a prendere anche l'altro. Anzi, no. Direi proprio di no

E il mio cervello è andato in tilt, perché non può dire di no, ma nemmeno di sì, perché dice di no?
Secondo me avresti dovuto lasciare la cosa più sospesa. Con le guardie che non sanno che fare.
Comunque lettura piacevole,
Complimenti.

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jimjams
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Re: Scacco Matto

Messaggio#10 » domenica 26 luglio 2020, 10:49

Ciao Gabriele, questo racconto mi ha incuriosito parecchio mentre lo leggevo. Quel Viktor mi aveva anche un po' portato fuori strada perché pensavo a un grande campione russo realmente esistito. In generale la scrittura scorre e va tutto bene, ma nel finale non riesco a vedere la rivelazione, la sorpresa, insomma non lo capisco bene. Ci sta che il campione perdente non riesca a frenare la lingua per orgoglio ma poi non capisco il discorso della guardia che per varie ragioni percepisco debole. Se ne può prendere solo uno o no? E poi perché rinunciare. Come d'abitudine commento senza leggere i precedenti commenti e le tue risposte, che leggerò poi.

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