Strani vicini

Appuntamento fissato per lunedì 21 settembre 2020 dalle 21.00 all'una con un tema di Sara Bilotti e 4242 caratteri per scrivere il proprio racconto!
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Gennibo
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Strani vicini

Messaggio#1 » martedì 22 settembre 2020, 0:58

Domani esce il mio secondo libro!
Il titolo è: “Strani vicini 2” Stamattina sono stata intervistata da un dj che non ha mancato di fare battute chiedendomi se anche io mangio cristavoli e pimpirinchine per colazione, gli ho risposto acida che no, non è per questo motivo che sono sovrappeso, ma poi mi sono pentita; non credo che volesse mettermi in crisi, sono io che sono bravissima a colpevolizzarmi da sola; comunque, cinque blog mi hanno chiesto una copia omaggio in cambio di una recensione entusiastica e mia madre, che ha già avuto 10 copie autografate da regalare alle amiche, mi telefona per darmi il suo parere:
Avrebbe preferito qualcosa di meno cruento, io sono la sua dolce bambina e certe parolacce era meglio se non le scrivevo, e uffa, ho capito, riattacco.
Vado a dormire, ma il sonno è tormentato da una tempesta di neve, sono in macchina, sto guidando, esco di strada, sbatto la testa, perdo conoscenza, sento che mi stanno tirando fuori dalla macchina, riesco a distinguere il viso di un uomo, mi sorride in modo rassicurante, ma poi mi riconosce e comincia a insultarmi:
Ma come ho fatto a mandare in stampa quel libro senza parlarne con lui, non doveva finire così, se solo gli avessi chiesto prima un parere, sarà un fallimento.
Mi sveglio, qualcuno al piano di sopra sta camminando come se ballasse il tip tap, deve avere delle scarpe con le suole di metallo, il rumore è quello di un mucchio di chiodi che si conficcano nel mio cervello.
Deve essere il nuovo inquilino, ho provato a chiedere sue notizie alla padrona di casa, ma non sa niente.
Ho bisogno di dormire, domani ho una presentazione alla libreria del centro, prendo il cuscino lo metto sopra la testa, ma niente, quello sopra sembra aver preso il ritmo e sbatte con entusiasmo quelle suole chiassose su di me.
Mi alzo, esco dal mio appartamento, il vetro smerigliato del finestrone sopra le scale riflette la luce della luna e le stelle di Van Gogh.
Arrivo davanti alla sua porta.
Suono, niente.
Busso, niente.
Sbatto i pugni con forza.
Dall’altra parte un rumore, una serratura che scatta, la porta si apre: lui, lo stesso del sogno.
Dal rumore di tip tap mi ero immaginata un Fred Astaire con frac e cappello a cilindro, invece c’è un tipo tondetto, non tanto alto, con la canottiera bianca che sbuca da un accappatoio di ciniglia rosso sbiadito, uno spacco mostra i polpacci pelosi, e indossa calzini corti a losanghe infilati nelle scarpe nere lucide da tip tap:
qualcosa di giusto me lo ero immaginato, alla fine.
Anche gli occhiali a metà naso sono tondi, la calvizie ha raggiunto mete da deserto che avanza in tempi da riscaldamento globale.
Mi guarda smarrito, come se non capisse, ma presto gli si accendono i neuroni:
– Oh, mi spiace, è che soffro di insonnia, e quando sto così devo ballare, sennò non riesco ad addormentarmi, stavo guardando un film su YouTube con…
– Eh, ho capito, con chi, ma apprezzerei che la smettesse, domani io…
– Ma lei è quella degli “Strani vicini”, Giusto? – e sorride con aria di sufficienza, ma chi si crede di essere lui, il re dei normali? Io ho solo un paio di bigodini in testa, indosso la mia magliettona con Puffetta, e sono scalza e silenziosa, mica come lui.
Mi tende la mano.
– Piacere, mi chiamo Fausto. Mi sono appena trasferito, mia moglie non mi sopportava più…
– Chissà perché! – dico io sarcastica.
– No, no, il tip tap le piaceva, erano le ore davanti al computer che non sopportava, ne era gelosissima, sa, io faccio lo sceneggiatore e questo è un colpo di fortuna perché il suo primo libro mi ha ispirato e pensavo di farlo diventare un film, che ne pensa? – beh, un po’ bizzarro, ma anche simpatico. – Anzi, guardi, le offro una pimpirinchina, così ne parliamo, perché ho in mente un altro finale…
– Beh, se la mette su questo piano, allora…
È che io alle pimpirinchine non sono mai riuscita a dire di no.



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antico
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Re: Strani vicini

Messaggio#2 » martedì 22 settembre 2020, 0:59

Ciao Isabella, pronta per questa nuova Era? Tutto ok con caratteri e tempo, buona SARA BILOTTI EDITION!

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Gennibo
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Re: Strani vicini

Messaggio#3 » martedì 22 settembre 2020, 1:13

Ciao Maurizio! Prontissima :D Grazie!

alexandra.fischer
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Re: Strani vicini

Messaggio#4 » martedì 22 settembre 2020, 8:34

STRANI VICINI Di Isabella Valerio Tema centrato. E che bella trama. Sai, mi ricorda lo stile di Queneau. Tu sei su quei livelli lì. Per le pimpirinchine e i cristavoli (che non so cosa sono, e il bello è questo: immaginare qualcosa di autunnale, dolciastro, trasgressivo) e anche per il vicino ballerino (prima lo mostri come un Fred Astaire nel POV della protagonista, e poi si vede questo tizio in vestaglia, canottiera, calvo, in calzini e scarpette da ballo, mandato via dalla moglie non per il ballo notturno stile orso danzante, ma perché…legato al PC e sceneggiatore. Quindi, in grado di farle da Fata Madrina per il libro STRANI VICINI 2, che fino ad allora aveva avuto un discreto successo: copie date via gratis. Certo, diventando un film la zucca si trasforma in carrozza). Bella la descrizione di lei, insicura, un po’ rotondetta, con i bigodini e la maglia di Puffetta.

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maurizio.ferrero
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Re: Strani vicini

Messaggio#5 » mercoledì 23 settembre 2020, 12:00

Ciao Isabella, piacere di rileggerti!

Tema centrato, ma credo non ci sia neanche bisogno di dirlo! Due strani vicini, che risultano essere ben normali l'uno per l'altro, si incontrano. E poi... Eh, questo è un po' il problema. La prima parte, che con un flusso di coscienza racconta del libro scritto dalla protagonista e delle sue insicurezze è interessante, ma decisamente troppo lunga nell'economia del racconto. Taglia spazio all'incontro con il vicino ballerino, che si conclude in quella che con tutta probabilità sarà una buona amicizia, ma non c'è molto altro. È una fotografia interessante, ma manca il succo della storia.
Buono l'uso dei termini inventati, mi è piaciuto come hai tirato di nuovo in ballo le pimpirinche nel finale.

A presto

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Gennibo
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Re: Strani vicini

Messaggio#6 » domenica 27 settembre 2020, 0:03

alexandra.fischer ha scritto:STRANI VICINI Di Isabella Valerio Tema centrato. E che bella trama. Sai, mi ricorda lo stile di Queneau. Tu sei su quei livelli lì. Per le pimpirinchine e i cristavoli (che non so cosa sono, e il bello è questo: immaginare qualcosa di autunnale, dolciastro, trasgressivo) e anche per il vicino ballerino (prima lo mostri come un Fred Astaire nel POV della protagonista, e poi si vede questo tizio in vestaglia, canottiera, calvo, in calzini e scarpette da ballo, mandato via dalla moglie non per il ballo notturno stile orso danzante, ma perché…legato al PC e sceneggiatore. Quindi, in grado di farle da Fata Madrina per il libro STRANI VICINI 2, che fino ad allora aveva avuto un discreto successo: copie date via gratis. Certo, diventando un film la zucca si trasforma in carrozza). Bella la descrizione di lei, insicura, un po’ rotondetta, con i bigodini e la maglia di Puffetta.

Grazie Alexandra! Sei sempre molto incoraggiante, oltre che super veloce.

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Gennibo
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Re: Strani vicini

Messaggio#7 » domenica 27 settembre 2020, 0:12

maurizio.ferrero ha scritto:Ciao Isabella, piacere di rileggerti!
Tema centrato, ma credo non ci sia neanche bisogno di dirlo! Due strani vicini, che risultano essere ben normali l'uno per l'altro, si incontrano. E poi... Eh, questo è un po' il problema. La prima parte, che con un flusso di coscienza racconta del libro scritto dalla protagonista e delle sue insicurezze è interessante, ma decisamente troppo lunga nell'economia del racconto. Taglia spazio all'incontro con il vicino ballerino, che si conclude in quella che con tutta probabilità sarà una buona amicizia, ma non c'è molto altro. È una fotografia interessante, ma manca il succo della storia.
Buono l'uso dei termini inventati, mi è piaciuto come hai tirato di nuovo in ballo le pimpirinche nel finale.
A presto

Ciao Maurizio, il tuo commento mi ha fatto capire che non sono riuscita a far passare, con il sogno, una citazione da un film che rendesse il finale non così sicuro e rassicurante, colpa della mia passione per le storie d'amore che mi fa virare verso trame del genere. ;)
Alla prossima e buona edition!

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Strani vicini

Messaggio#8 » domenica 27 settembre 2020, 21:21

Ciao Isabella, piacere di leggerti.
Sono un po' combattuto su questo racconto. Di certo hai presentato uno stile molto originale e invidio il tuo modo di scavare nell'introspezione, però, dividendo il racconto in segmenti, mi è sembrato che la trama zoppiccasse un po', creando un calderone che fa un po' confusione.
Ti prendi molto tempo per parlare della protagonista e del suo libro, dandoci un quadro molto vasto, che poteva essere utile in un racconto di più largo respiro, piuttosto che in 4000 battute scarse.
Inserisci un sogno che mi ha ricordato molto Misery e che credo abbia voluto dire qualcosa ai fini della narrazione, ma non sono riuscito a coglierlo.
Infine, la parte dell'incontro e della collaborazione. Forse quella più riuscita, con la citazione che riporta all'inizio del testo. Forse, rimettendo ordine ai primi due terzi del racconto ne guadagnerebbe il tutto.
A presto!

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Gennibo
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Re: Strani vicini

Messaggio#9 » domenica 27 settembre 2020, 22:24

Gabriele Dolzadelli ha scritto:Ciao Isabella, piacere di leggerti.
Sono un po' combattuto su questo racconto. Di certo hai presentato uno stile molto originale e invidio il tuo modo di scavare nell'introspezione, però, dividendo il racconto in segmenti, mi è sembrato che la trama zoppiccasse un po', creando un calderone che fa un po' confusione.
Ti prendi molto tempo per parlare della protagonista e del suo libro, dandoci un quadro molto vasto, che poteva essere utile in un racconto di più largo respiro, piuttosto che in 4000 battute scarse.
Inserisci un sogno che mi ha ricordato molto Misery e che credo abbia voluto dire qualcosa ai fini della narrazione, ma non sono riuscito a coglierlo.
Infine, la parte dell'incontro e della collaborazione. Forse quella più riuscita, con la citazione che riporta all'inizio del testo. Forse, rimettendo ordine ai primi due terzi del racconto ne guadagnerebbe il tutto.
A presto!

Grazie mille Gabriele del bellissimo commento, hai ragione su Misery, mi dispiace di non aver fatto passare il messaggio, ho avuto un buco di idee enorme e ho iniziato tardissimo a scrivere, tanto che ci avevo quasi rinunciato, poi, con un po' di fiducia e di colla sulla sedia ;) una storia è venuta fuori. L'idea era quella che quando si scrive un libro o un racconto un po' si ha paura di quello che gli altri possano dire, e qui il sogno che dà voce a quelle paure, e anche che quando il libro va in stampa e gli altri lo leggono non è più solo tuo, altri si fanno idee diverse, desidererebbero un finale diverso, un registro diverso, tutte cose che nella mia testa echeggiano come un tip tap sul soffitto...

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Mauro Lenzi
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Re: Strani vicini

Messaggio#10 » lunedì 28 settembre 2020, 14:20

Ciao Isabella,

questo tuo racconto mi ha spiazzato; in tutta sincerità sono piuttosto incerto sulle mie capacità di giudicarlo in modo oggettivo.

Quello che mi è piaciuto è quest’espressività frizzante, originale e personale. Descrizioni ispirate ma anche molto dettagliate, che toccano sia i pensieri della voce narrante che i suoi sensi, rimbalzando tra essi con una naturalezza notevole.
La voce narrante mi è piaciuta nella sua ironia, meno quando era un po’ bambinesca.

Dove ho avuto difficoltà a digerire il tutto sono i contenuti.
All’inizio c’è ciò che chi tecnicamente è più preparato di me ha definito flusso di coscienza, che mi ha dato l’impressione di una persona che mi blatera dei cavoli suoi, saltando da una cosa all’altra. Come tale, mi ha irritato; non so se ti proponevi di dare questa resa, ma nel caso ci sei riuscita.
Poi una trama che la mia mente razionale non ha voluto trovare credibile: un sogno, poi ritrova il tizio del sogno che deve ballare il tip tap in piena notte per addormentarsi stupendosi di dar fastidio, guarda caso è uno sceneggiatore che guarda caso voleva fare un film del suo libro, che tra l'altro deve ancora uscire ma di cui lui conosce già il finale.

In generale non credo sia una buona strategia affidarsi alla conoscenza di un’altra opera da parte del lettore: ogni racconto è a sé e bisognerebbe dare a chi legge tutti gli elementi affinché lo capisca.
Un discorso analogo lo faccio per le pimpirinchine e i cristavoli; ma qui è un gusto mio. Non gradisco terminare un’opera con ancora dei dubbi aperti su cosa sia una tal cosa, o come il tal evento sia potuto succedere.

Senz’altro è un’opera lontana dai miei gusti: ma ha una sua armonia. Se dovessi dare un suggerimento, calcherei più sull’ironia della protagonista, provando a buttarla un po’ più sul ridere di fronte a certe assurdità che le capitano.
Inoltre taglierei buona parte del cappello informativo a inizio storia, rimuovendo gli elementi che non apportano un particolare significato a quanto viene dopo. E darei più spazio al rapporto tra il sogno premonitore e l’incontro tra i due personaggi, che secondo me è la parte con più potenziale.

Spero di averti fornito qualche indicazione interessante.

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Giacomo Puca
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Re: Strani vicini

Messaggio#11 » lunedì 28 settembre 2020, 17:39

Ciao Isabella, leggo e valuto per la prima volta un tuo racconto.

Tema.
Centrato, i(l) vicino è parecchio strano e lei scrive di “strani vicini” e le due cose si uniscono nel finale.

Stile.
Uno stile molto particolare. Ora qui di certo non mi metterò a dire “avresti dovuto mostrare e non raccontare” perché è evidente che hai adottato deliberatamente un certo approccio. Senza dubbio è il racconto con lo stile più originale e anche più personale (quasi autoriale rischierei di dire) di tutto il gruppo.
Questo non è in generale un modo di scrivere che mi faccia impazzire, ma la lunghezza dell'opera gioca a tuo favore. Se avessi avuto tra le mani un racconto lungo, per non dire un romanzo, probabilmente l'avrei abbandonato. Ma su un'opera così breve ha un suo perché.
Le scelte di stile che hai fatto conferiscono un certo ritmo, quasi ipnotico al racconto. L’atmosfera che crea è onirica da inizio alla fine.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente: pur ricorrendo a uno stile “letterario” mantieni una prosa asciutta, risparmiando al lettore l’ampollosità tipica del dilettante che tenta di imitare i grandi.

Un appunto sullo scambio di battute finale:
[…]diventare un film, che ne pensa? – beh, un po’ bizzarro, ma anche simpatico. – Anzi, guardi, le offro una pimpirinchina, così ne parliamo, perché ho in mente un altro finale…
– Beh, se la mette su questo piano, allora…
È che io alle pimpirinchine non sono mai riuscita a dire di no.

Ho completamente perso il filo, non capisco chi dice cosa, e la scelta di usare il trattino non ha aiutato. Ho riletto tre volte per capire bene. Sarebbe bastato andare a capo al Beh, e poi di nuovo all’ Anzi e avresti risolto.

Trama
Difficile anche qui dare una valutazione. La trama sembra avere una sua circolarità, con l’accenno alle “pinpirinchine” all’inizio e alla fine. La cosa funziona talmente tanto che ho provato a leggere il racconto partendo dal risveglio, finendolo e poi ripartendo dall’inizio. Fila bene lo stesso.

Se dovessi spingermi a dare una interpretazione personale ho l'impressione che tutto il narrato avvenga nei dieci minuti che passano quando si "rimanda" la prima sveglia e si aspetta che suoni di nuovo. La protagonista deve presentare il suo nuovo libro e, nel dormiveglia, paure, sogni, impegni e ricordi si mischiano.

Valutazione finale
Il racconto più sorprendente e difficile da valutare di tutto il gruppo. Normalmente ho un mio metro di giudizio per cui già alla prima lettura capisco se un racconto è da parte alta o bassa della classifica, ma il tuo sguscia via tra le mie rigide maglie valutative. Una parte di me ti metterebbe in bassa classifica, un’altra ti farebbe lottare in alto. Dovrò riflettere parecchio sulla questione.

P.S. potrei sapere qual è il film citato?

Per qualsiasi cosa non esitare a rispondere.
È stato un piacere, alla prossima!
Giacomo
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Giorgia D'Aversa
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Re: Strani vicini

Messaggio#12 » lunedì 28 settembre 2020, 19:52

Ciao Isabella!
Che dire, il tuo racconto sulle prime mi ha lasciata parecchio perplessa: non sono un’amante dei flussi di coscienza e la parte iniziale l’ho trovata strana e confusa. Ho dovuto rileggere.

Di contro la seconda parte, dal risveglio causato dal vicino molesto alla conclusione, è molto più lineare e facile da seguire: non so dire se avrei preferito che continuassi con un flusso di coscienza totale una volta iniziato a scrivere in questo modo, più per coerenza che altro, ma di sicuro hai aiutato il mio cervellino a riassestarsi sul finale.
Ciò che più emerge nel testo è la voce della protagonista, forte e cristallina. Certo, la tecnica che hai adottato aiuta moltissimo a immergere nella mente del punto di vista e a esternarne i pensieri ma la nota di merito va all’ironia. La chiusa finale mi ha divertita moltissimo!

Neanche io starò a sindacare su mostrato e raccontato, perché mi rendo conto che non era lo scopo principale della tua prova: di sicuro spicchi nel girone per voce autoriale e scelte stilistiche, e per questo meriti un appunto positivo.
Devo essere onesta, non so bene come inquadrare il tuo racconto. Da un lato sono presenti diverse cose che, a livello personale, non apprezzo particolarmente, dall’altro vorrei premiare l’originalità. Ci penserò su. Buona sfida!

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roberto.masini
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Re: Strani vicini

Messaggio#13 » giovedì 1 ottobre 2020, 18:08

Ciao, Isabella.
Il sogno di realizzare un film da un racconto è anche il mio e perciò ho particolarmente apprezzato la tua narrazione. Forse il racconto introspettivo della scrittrice prevale sulla figura del vicino ma comunque tutto scorre e lo stile è perfetto. Non mi sembra qui il caso di evocare il mostrato o il raccontato davanti a quello che qualcuno ha giustamente chiamato "flusso di coscienza"
Dopo "il suo parere" ci sono due punti anziché un punto.
Se il racconto è autobiografico speriamo che si avveri!

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Alfabri
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Re: Strani vicini

Messaggio#14 » giovedì 1 ottobre 2020, 19:02

Ciao Isabella,
vado un po' controcorrente rispetto agli altri commenti: ho apprezzato molto la parte del flusso di coscienza, in cui riesci a farci entrare al 100% nella vita di un'autrice con pochi tratti (l'autocolpevolizzazione, il rapporto con la madre e con il proprio corpo, le difficoltà nel "confrontarsi con il mercato editoriale"). Tutti questi aspetti di conflitto interiore prendono apprezzabilmente e vividamente forma nel piccolo incubo che l'autrice ha nel sonno. Fin qui per me ottimo.
Poi però devo dire che lo svolgimento non mi ha convinto. Mi è sembrato tutto decisamente forzato per calzare con il tema proposto (a partire dal titolo del libro pubblicato), non ho trovato una ragione al parallelismo tra l'uomo dell'incubo e il vicino, e tutto sommato il "colpo di fortuna" del casuale incontro tra uno sceneggiatore e l'autrice del libro da cui egli vorrebbe ottenere un film mi sembra poca cosa come "colonna portante" del racconto.
Stilisticamente poco da dire, piacevole e scorrevole.
Alla prossima!

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antico
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Re: Strani vicini

Messaggio#15 » venerdì 2 ottobre 2020, 14:14

Di solito non lo faccio, ma devo rubare le parole di Lenzi perché rappresentano perfettamente quello che penso della prima parte del tuo racconto: ... espressività frizzante, originale e personale. Descrizioni ispirate ma anche molto dettagliate, che toccano sia i pensieri della voce narrante che i suoi sensi, rimbalzando tra essi con una naturalezza notevole. Insomma, in quella parte ci ho trovato una voce davvero interessante e fresca. Putroppo, però, c'è il problema che in rapporto all'economia del racconto quella prima parte occupa davvero troppo spazio e sembra anche un pelo gratuita. La seconda parte, il racconto vero e proprio, è più lineare e basata su una problematica di fondo: senza riconoscere il film citato non è possibile apprezzare l'evoluzione della storia e quindi il tutto risulta poco incisivo. Per quanto riguarda il tema, invece, è preso in pieno. Insomma, c'è poca coesione interna e un problemone riguardante la citazione quindi direi un pollice tendente verso l'alto, ma in modo poco brillante. Però quello stile da te abbozzato nella prima parte è decisamente bello e funzionale, anche se temo che sia estremamente difficile da tenere lungo tutto un testo.

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