Red Carpet

Appuntamento nell'Arena con un tema di Livio Gambarini fissato per le 21.00 di lunedì 19 ottobre!
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maurizio.ferrero
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Red Carpet

Messaggio#1 » lunedì 19 ottobre 2020, 23:00

Al dodicesimo rintocco, il pendolo del vecchio orologio si ferma a metà strada. Due tomi impolverati sussultano sulla libreria nell’angolo e cadono a terra, come vittima di un terremoto. Le pagine si aprono su illustrazioni di simboli arcani.
Sarah indietreggia, il mento le trema. I talloni scalzi toccano qualcosa che fino a un istante prima non c’era.
Si volta con lentezza. Il vecchio guardiano della villa è riverso sul tappeto. Uno squarcio profondo gli parte dalla gola e arriva fino alla pancia. Il sangue fluisce dalla ferita sciaguattando.
Sarah urla di terrore. Un’ondata di liquido rosso si solleva dal cadavere come spruzzata da un estintore, ricoprendola di una patina viscosa. La camicia da notte immacolata ha un nuovo colore.
«Stop!» esclama Whiley. La campanella segnala la fine delle riprese. «Da rifare!»
Sarah emana un odore rivoltante. Una delle ricette più economiche per il sangue finto consiste in aceto e caffè mischiato con colorante rosso. Si dirige dal regista lasciando le impronte dei piedi nudi sul set.
«Io non la rifaccio.» Mette i pugni sui fianchi.
«Ci hai messo una vita a girarti verso il corpo.» Whiley si porta una sigaretta alle labbra. «E quell’urlo faceva cagare.»
«Cosa? Senti un po’, stronzo, io non ho intenzione di farmi ricoprire di nuovo da questa merda.» Sarah sputa per terra. La saliva è rossa. Quella roba gli è finita anche in bocca, riesce a sentirne il sapore.
«E invece lo farai. E pure bene, perché tutte le volte che facciamo questa scena dobbiamo ripulire il set. E devi ripulirti anche tu.» Il regista accende la sigaretta. «Anzi, meglio che vai nella roulotte a lustrarti la passerina. Giriamo tra mezz’ora.»
«Va all’inferno, Whiley!»
«Ottimo titolo per il seguito. Ci sarai anche tu, no?»
L’assistente si avvicina e porge a Sarah un accappatoio bianco. L’attrice glielo strappa di mano, infila le infradito e si allontana dal set a grandi passi.
Attraversa il parcheggio ed entra nella roulotte. Si dirige alla specchiera illuminata da una arco di lampadine e ci si siede davanti.
Le occhiaie sono evidenti anche sotto il sangue finto che la ricopre.
Apre la trousse, estrae un barattolo di cipria e fa scivolare sul tavolo qualche grammo di cocaina. Prende una carta di credito, con cui la sminuzza e la sistema in una striscia.
Il suo smartphone suona. Gli lancia un’occhiata. È Martin, il suo agente. Preme il tasto rosso di chiusura della chiamata.
Prende una cannuccia dorata dalla trousse e si fa la striscia. La coca è di ottima qualità e le arriva al cervello in un attimo. Si sente più lucida e allo stesso tempo più incazzata.
Lo smartphone suona di nuovo, è sempre Martin. Riattacca.
«Non mi aspettavo una merda del genere.»
Due mani caldi le si appoggiano sulle spalle. Nonostante la sensazione bruciante, la fanno rabbrividire.
«Non volevi forse diventare un’attrice?»
Sarah cerca nello specchio la figura che le sta alle spalle, ma c’è solo un’ombra fumosa.
«Di film di serie B. Potevi impegnarti un po’ di più.»
Una delle mani scivola dalla spalla all’avambraccio. Ha pelle bianca perfetta ma priva di vita, simile a quella di un cadavere. Con il pollice le gratta via un po’ di sangue sull’incavo del gomito, rivelando una cicatrice simile a una stella a cinque punte.
«Per l’anima di tua madre non potevo poi far molto, la vecchia aveva già un piede nella fossa. Se avessi la tua, d’altro canto…»
Sarah abbassa lo sguardo. Lo smartphone suona ancora.
«Mettiamola così, dolcezza. Prima o poi dovrai rispondere. Martin potrebbe essere molto incazzato perché Whiley gli ha detto che stai facendo la stronza sul set, oppure… chi è il tuo regista preferito?»
Sarah prepara un’altra striscia di coca sul tavolo e la sniffa. La botta è più forte della precedente, per un istante vede tutto nero.
«Vacci piano con quella roba. La tua carriera potrebbe durare poco.»
«Non mi interessa che duri poco, se fa schifo.»
«Lo devo prendere come un sì?»
Sarah non risponde. Il Diavolo sogghigna. Ha già capito tutto.
Non sente più la presenza alle sue spalle. Prende lo smartphone e preme il tasto verde.
«Tesoro, non indovinerai mai chi mi ha chiamato!» esclama Martin.
Sarah sente poche parole del resto della conversazione. Si sta già immaginando la stella a cinque punte sulla Hollywood Walk of Fame.



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antico
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Re: Red Carpet

Messaggio#2 » lunedì 19 ottobre 2020, 23:03

Ciao Maurizio! Caratteri e tempo ok, buona LIVIO GAMBARINI EDITION!

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Stefano Impellitteri
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Re: Red Carpet

Messaggio#3 » martedì 20 ottobre 2020, 11:22

Ciao Maurizio, mi è piaciuto. Ti espongo cosa per me funziona e cosa no.
L’inizio che poi risulta essere un film è una cosa vista milioni di volte, alla stregua di quello in cui poi era tutto un sogno. Non mi ha infastidito in questo caso, forse perché è scritto molto bene, però non fa aumentare di valore il racconto. Le descrizioni sono vivide penso tu sia padrone delle tecniche di scrittura. Resta piacevole nella sua struttura e nella esposizione; manca però una vera idea perché sono concetti da sempre usati, qui con il pregio di una ottima narrazione. :)

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Gennibo
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Re: Red Carpet

Messaggio#4 » martedì 20 ottobre 2020, 12:50

Ciao Maurizio, è sempre un piacere leggerti. Il racconto mi ha appassionato, scritto in modo magistrale e con ironia.
Ho apprezzato lo stacco dalla scena horror con lo “sciaguattare” (anche se su questo termine mi sono soffermata, rallentando la lettura), al set cinematografico; ha dato respiro senza perdere la sensazione di disagio della protagonista. C’è un altro stacco con il tocco del diavolo, tre passi (incipit, set, mano diabolica) che portano la narrazione in avanti incuriosendo il lettore.
L’unico punto su cui sono inciampata è quello dell’anima della madre, mi chiedo: in che modo la figlia è riuscita a dare l’anima della madre al diavolo?
E secondo me puoi togliere: simile a quelle di un cadavere. (già si capisce tutto dalla descrizione precedente.)
Che dire? Molto bravo!

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wladimiro.borchi
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Re: Red Carpet

Messaggio#5 » martedì 20 ottobre 2020, 18:21

Ciao Maurizio,
tema centrato e racconto molto carino.
Il finale sorprende poco, ma lo gestisci molto bene.
Il primo twist, invece, quello che dalla scena splatter iniziale ci porta sul set del b-movie l'ho trovato assai poco prevedibile. Bravo!
Stilisticamente, come sempre, ineccepibile. Solo tre stupidaggini: 1) quello "sciaguattando" per il sangue, che non si può proprio sentì; 2) il "di terrore" a specificare l'urlo (inutile); 3) un refuso "mani caldi" -> "mani calde".
Da un punto di vista "drammaturgico", forse troppa linearità (da quando compare il Satanasso sappiamo dove andremo a parare) e la "questione madre" davvero troppo poco approfondita e che, alla fine del racconto, resta assai fumosa.
Immagino che, come tutti, hai dovuto scontare una serie infinita di tagli per rientrare nei caratteri e ti sia, così, rimasta roba un po' abbozzata.
È stato comunque, come sempre, un gran piacere leggerti.
A presto
W

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maurizio.ferrero
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Re: Red Carpet

Messaggio#6 » mercoledì 21 ottobre 2020, 9:56

Stefano Impellitteri ha scritto:L’inizio che poi risulta essere un film è una cosa vista milioni di volte, alla stregua di quello in cui poi era tutto un sogno. Non mi ha infastidito in questo caso, forse perché è scritto molto bene, però non fa aumentare di valore il racconto.


Ciao Stefano. Perdonami, ma qui scaglio una pietra in mio favore: il trucco del sogno è di solito un colpo di scena messo alla cazzo per chiudere una trama in cui non si sa dove andare a parare. Qui la questione del film è perfettamente funzionale alla trama e serve a far capire l'ambiente e il tipo di lavoro che svolge la protagonista, oltre a darle lo sprone per la risoluzione finale della storia. Insomma, gira tutto intorno a quello. Non voleva essere un colpo di scena (anche perché succede dopo tre righe) e ha una sua utilità. Paragonare le due cose mi sembra azzardato.

Grazie Isabella e Wladimiro. Vi prometto che non userò mai più "sciaguattare" :)

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Stefano Impellitteri
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Re: Red Carpet

Messaggio#7 » mercoledì 21 ottobre 2020, 11:58

maurizio.ferrero ha scritto:Ciao Stefano. Perdonami, ma qui scaglio una pietra in mio favore: il trucco del sogno è di solito un colpo di scena messo alla cazzo per chiudere una trama in cui non si sa dove andare a parare. Qui la questione del film è perfettamente funzionale alla trama e serve a far capire l'ambiente e il tipo di lavoro che svolge la protagonista, oltre a darle lo sprone per la risoluzione finale della storia. Insomma, gira tutto intorno a quello. Non voleva essere un colpo di scena (anche perché succede dopo tre righe) e ha una sua utilità. Paragonare le due cose mi sembra azzardato.


Forse il paragone con il sogno è azzardato, hai ragione, provo a spiegarmi meglio.
Mi è capitato proprio questa settimana di finire un romanzo il cui incipit in mostrato raccontava di un combattimento, che poi si è rivelato essere un allenamento. Il tono iniziale nonostante la focalizzazione in prima persona presente era di "vita o morte" e non è focalizzato perchè il protagonista sapeva benissimo di essere solo in una fase di allenamento.
L'addestramento, così come l'essere in scena a recitare, è senza dubbio funzionale alla trama e quindi coerente alla storia; ciò che a livello personale non mi piace di questo espediente narrativo è l'inganno al lettore catapultandolo in un momento ad alta temperatura che poi risulta essere tutt'altro, un combattimento in cui rischi la vita o una scena di omicidio splatter.
Non è un errore, è una cosa usata spesso per creare da subito conflitti che però cadono non appena svelata la situazione. ciò non toglie che mi sia piaciuto.

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Fagiolo17
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Re: Red Carpet

Messaggio#8 » mercoledì 21 ottobre 2020, 18:44

Ciao Maurizio! Gran bel racconto.
Mi è piaciuto molto come hai gestito la narrazione per quanto il tema non fosse strainnovativo (ma aggiungo anche un bel chi se ne frega!). Introduci la protagonista mostrandocela “al lavoro” e intorno a quel lavoro gira tutto il racconto e la scelta di scendere di nuovo a patti col diavolo. Direi perfetto così.

Giusto due cose tecniche anche se non ho assolutamente niente da insegnarti:

riesce a sentirne il sapore: metterei “ne sente il sapore”. “Riuscire a” non mi fa impazzire.

«E invece lo farai. E pure bene, perché tutte le volte che facciamo questa scena dobbiamo ripulire il set. E devi ripulirti anche tu.» Tre frasi che iniziano con E, forse appesantiscono la linea di dialogo. Togliere la terza.

Prende una carta di credito, con cui la sminuzza e la sistema in una striscia.
Il suo smartphone suona. Gli lancia un’occhiata. È Martin, il suo agente. Preme il tasto rosso di chiusura della chiamata.
Prende una cannuccia dorata dalla trousse e si fa la striscia. La coca è di ottima qualità e le arriva al cervello in un attimo.
Usi due volte PRENDE. Te lo sagnalo solo perché credo ti sia sfuggito.

Sarah non risponde. Il Diavolo sogghigna. Ha già capito tutto.
Toglierei “ha già capito tutto”. Nel momento in cui sogghigna e sparisce mi è già chiaro che hanno un accordo.

A mio avviso uno dei migliori del girone.
A presto.

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maurizio.ferrero
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Re: Red Carpet

Messaggio#9 » sabato 24 ottobre 2020, 12:03

Grazie per le note Luca. Il tuo commento è prezioso.

Fabio84
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Re: Red Carpet

Messaggio#10 » sabato 24 ottobre 2020, 15:22

Ciao Maurizio,
è un piacere leggerti e anche questa volta le aspettative sono rimaste soddisfatte.
A mio avviso stile impeccabile. Giocato molto bene su certi dettagli. Li ho potuti vedere e sentire chiaramente come se fossi lì.
La trama si dipana in maniera lineare.
Questo forse non mi ha fatto sussultare però l'hai condotta in modo perfetto dall'inizio alla fine.
Buon lavoro.
ciao

Fabio

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eleonora.rossetti
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Re: Red Carpet

Messaggio#11 » domenica 25 ottobre 2020, 18:13

Ciao Maurizio! E' sempre un piacere leggerti.
Dunque, ci dai un bello spaccato sulle disillusioni di un'aspirante attrice che ha venduto l'anima della madre al Diavolo e sta per giocarsi la sua per riuscire ad arrivare al successo anziché limitarsi a recitare nei B-movie. Sei riuscito a tratteggiarne il carattere cinico e il desiderio di avere tutto e subito, annegando nella droga per sopportare gli ostacoli.
Il tema c'è e il racconto fila fino alla fine, se devo trovarci un difetto stilistico (oltre a quelli che già ti hanno segnalato, come le "E" ripetute nel dialogo) è:
"Sarah non risponde. Il Diavolo sogghigna. Ha già capito tutto."
Qui togli l'obiettivo che ho puntato su Sarah e lo punti sul Diavolo, per poi ritornare repentinamente su Sarah. Avrei omesso. Il silenzio di Sarah e la successiva chiamata euforica mi avrebbe comunque confermato che il patto era stato sancito.
Bella prova, alla prossima!
Uccidi scrivendo.

Andrea J. Leonardi
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Re: Red Carpet

Messaggio#12 » martedì 27 ottobre 2020, 12:36

Ciao Maurizio, spero di poter aggiungere qualcosa agli ottimi consigli che hai già ricevuto.

Tema: centrato, non tanto per l’uso diretto rivolto al regista. Mi ha dato l'idea che la protagonista abbia la possibilità, e la voglia, di spedire davvero anime all’inferno per poter raggiungere i propri obiettivi.

Trama: una persona ambiziosa disposta a sacrificare le anime degli altri, pur di raggiungere il successo. Nulla di davvero innovativo e sorprendente, ma lo trovo comunque efficace. Ho anche trovato interessante l’interesse del Diavolo per l’uso di droga della protagonista, da l’idea di un possibile sviluppo in cui il Re degli inferi non è intrinsecamente malvagio, ma è solo lì ad aprire le porte più oscure per noi.

Stile: stile ottimo, si vede la padronanza della scrittura. Per gusto personale, non mi piacciono le forme dove “qualcosa è come qualcos’altro” e la ripetizione di “simile” verso la fine, entrambe spostano più verso il raccontato rispetto al mostrato. Altre espressioni che alla prima lettura avrei modificato o rimosso sono «La camicia da notte immacolata ha un nuovo colore» e «Ha già capito tutto».

Sicuramente questa arriva sul podio del gruppo, complimenti.

costellazione di bacco
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Re: Red Carpet

Messaggio#13 » mercoledì 28 ottobre 2020, 18:17

Ciao Maurizio, piacere di leggerti,
comincio con il dirti che il racconto mi è piaciuto e penso che sia scritto molto bene. Fossi in te, inoltre, penserei alla possibilità di continuare il racconto, ha delle ottime basi per essere l’inizio di un romanzo o i un racconto molto più strutturato. Pollice in su.
A rileggerti.
Arianna

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Andrea Partiti
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Re: Red Carpet

Messaggio#14 » giovedì 29 ottobre 2020, 16:39

Mettiamo da parte lo sciaguattare, che il volere popolare ha già condannato.
L'apertura sulla scena girata è ottima, penso che potresti usarla ancora meglio caricandola di più, facendoci sentire quel filmaccio di serie B, mettendoci in fila esagerazioni e cliché che fanno storcere il naso al lettore pensando di essere finito in un racconto pulp sul filo della parodia, in questo modo si sentirebbe molto meglio il cambio di scena, il crollo delle apparenze e il ritorno alla normalità frustrante della protagonista. Magari non è nelle tue corde, ma penso che da lettore mi calerebbe molto di più nella frustrazione a cui invece ti avvicini molto più discretamente.
Mi piace molto la chiusura del cerchio della stella dell'evocazione e da star, funziona bene, è simbolica e allusiva nel modo giusto e giustifica quella spinta finale per la scelta della protagonista.

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rickagram
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Re: Red Carpet

Messaggio#15 » giovedì 29 ottobre 2020, 22:21

Ciao Maurizio, mi è piaciuto il tuo racconto. Adoro le storie ricche di descrizioni dei personaggi e degli ambienti, mi aiuta ad immergermi nella storia ma il finale mi ha lasciato un po' deluso, speravo in qualcosa di più creativo del solito cliché del: Era tutto un sogno.

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maurizio.ferrero
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Re: Red Carpet

Messaggio#16 » giovedì 29 ottobre 2020, 23:51

Grazie a tutti per gli ultimi commenti. Sono contento che il racconto sia in linea generale stato gradito

rickagram ha scritto:Ciao Maurizio, mi è piaciuto il tuo racconto. Adoro le storie ricche di descrizioni dei personaggi e degli ambienti, mi aiuta ad immergermi nella storia ma il finale mi ha lasciato un po' deluso, speravo in qualcosa di più creativo del solito cliché del: Era tutto un sogno.


Rickagram, perdonami, ma credo che tu abbia letto il racconto con molta disattenzione se sei giunto a questa conclusione. Dove si trova il cliché del "era un sogno"?? Non l'ho scritto da nessuna parte, né in maniera esplicita ne sottintesa. Non c'è il minimo cenno al fatto che la vicenda che ho narrato possa essere un sogno.

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antico
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Re: Red Carpet

Messaggio#17 » venerdì 30 ottobre 2020, 17:27

Impeccabile, esecuzione quasi perfetta (qualche refusetto sparso che poteva scappare, ma proprio robetta). Non arrivo però al pollice su fermandomi al quasi su perché è un racconto molto classico, semplice, quasi banale per una penna come la tua. Sostanzialmente, non mi ha smosso nulla ed è stato come bere un bicchiere d'acqua bella fresca e pulita, il che è assolutamente un pregio, anche se poi, appunto, scorre via.

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