Cerbero-Pietro Alcaro

Appuntamento nell'Arena con un tema di Livio Gambarini fissato per le 21.00 di lunedì 19 ottobre!
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PietroAlcaro
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Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#1 » lunedì 19 ottobre 2020, 23:32

Cerbero
Pietro Alcaro

Le gambe di Dante affondavano nel terreno melmoso fino agli stinchi, per proseguire doveva sol-levare le ginocchia fino al petto. L’aria fetida del girone dei Golosi gli provocava conati di vomito. Virgilio lo precedeva. I suoi passi erano molto più svelti, la sua andatura più elegante. A volte, Dante dimenticava che, Virgilio, apparteneva a quel mondo.
I latrati diventavano sempre più forti. Cerbero non doveva essere lontano. Gli spiriti intorno a lo-ro si coprivano le orecchie con le mani, si contorcevano a terra ed emettevano urla disumane. I loro volti erano deturpati in smorfie di dolore. Il contrappasso era la legge più spietata.
Come poteva scappare da una bestia di quelle dimensioni? Quelle tre teste lo rendevano ancora più mostruoso. Per non parlare delle zanne. Era perduto.
No, doveva proseguire.
La pioggia non gli dava pace. Le vesti, una volta rosse, avevano assunto la stessa tonalità tetra del cielo. Annaspava. Il cappuccio fradicio gli si era incollato sulla testa. Gocce di sudore gli colavano dalla punta del naso sul labbro inferiore. Ne assaporò una con la lingua. Era acidula.
Dante crollò a terra sulle ginocchia. Le mani sprofondarono nella fanghiglia. Aveva il fiato corto e le sue gambe erano a pezzi, i polpacci gli pulsavano.
«Virgilio, non ce la faccio più. Rallenta, non riesco a starti dietro.»
«Devi sbrigarti se non vuoi finire come quegli spiriti. Il Vermo non conosce pietà.»
«Come faremo a scappare da quella belva?»
«Non temere. Ce la farai, devi solo alzarti.»
«Credi davvero che ci riusciremo?»
«Io non credo, ne ho la certezza. Non dimenticare: sono io a guidarti.»
Dante si diede una spinta con le braccia e si rimise in piedi a fatica. Chiuse gli occhi e tirò un lun-go sospiro. Il caldo sorriso di Virgilio gli diede la forza che gli serviva per proseguire. Quegli occhi chiari erano come delle torce che schiarivano l’oscurità. Virgilio sporse la sua mano verso di lui. Dan-te non indugiò, la strinse. Era la sua ancora di salvezza.
Ora, i passi di Dante andavano più veloci, come se fosse sulla terra ferma. La stanchezza aveva lasciato posto ad un piacevole tepore. Anche la pioggia sembrava essere piacevole. Un regalo del cie-lo alla terra. La melma, a contatto con le vesti di Virgilio, si allontanava come se fosse viva, e pro-vasse dolore solo a stare vicino a lui. La sua schiena era come un faro che lo guidava al sicuro. Era salvo.
Un latrato gelò il sangue di Dante. Cerbero era dietro di loro. Con balzo li superò e si mise pro-prio davanti. Gli aveva tagliato la strada. Tra le lunghe zanne pendeva il corpo di un Goloso che si dimenava e lanciava urla. Stretti tra gli artigli altri due cercavano di fuggire e imploravano pietà. Cerbero ne afferrò uno e con un artiglio lo scuoiò e ne dilaniò le carni. Dante sbarrò gli occhi. Il suo viso divenne terreo.
Che spettacolo orribile.
Gli occhi di Cerbero, rossi come due tizzoni ardenti, puntavano su Dante. Il suo alito era nausea-bondo. Agitava la coda come se fosse una frusta. La sua pelliccia nera era ricoperta da pustole, dalle quali fuoriuscivano vermi bavosi. Nemmeno Virgilio poteva fare qualcosa in quella situazione.
Cerbero lasciò cadere in terra ciò che rimaneva dei due golosi e, con uno scatto, si avventò su di lo-ro. Dante, con un colpo di reni, saltò all’indietro e schivò la sua zampa. Tra gli artigli rimase solo un lembo della sua tunica, ormai lacerata. Lo sguardo di Cerbero si fece ancora più minaccioso. Dante deglutì, le sue gambe tremavano, rivoli di sudore scorrevano sul suo volto. Il miracolo di prima non si sarebbe ripetuto.
Cerbero scattò di nuovo. Dante si rannicchiò a terra, si coprì la testa con le braccia e chiuse gli occhi. Non riusciva a fare altro. Era finita.
Un rumore di sgranocchio lo destò. Cerbero era sdraiato a pancia in giù proprio davanti a lui. Tra le fauci aveva un pezzo di melma solidificata con le sue sembianze. Dante a quella vista cadde in terra. Il tremore stava scomparendo. Si tocco la faccia, le braccia e le gambe. Era tutto intero. Non poteva credere ai suoi occhi. Era vivo.
Virgilio era in piedi vicino a lui. Si sfregava le mani e con occhi soddisfatti guardava Cerbero saziarsi.
«Te l’ho detto, non devi preoccuparti. Hai me come guida.»



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antico
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#2 » lunedì 19 ottobre 2020, 23:38

Ciao Pietro e benvenuto nell'Arena! Caratteri e tempo ok, buona LIVIO GAMBARINI EDITION! Ps: se ancora non ci sei, ti consiglio di entrare nel gruppo fb di Minuti Contati ;)

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PietroAlcaro
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Messaggio#3 » lunedì 19 ottobre 2020, 23:39

Grazie mille. Entrerò sicuramente.

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Stefano Impellitteri
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#4 » martedì 20 ottobre 2020, 23:44

Ciao Pietro, molto piacere.
È per me la prima volta a fare una cosa del genere, e non so bene come dovermi porre quando qualcosa non mi piace. Io spero vivamente tu non la prenda sul personale, soprattutto perché è solo una mia opinione e di certo non penso di avere qualifiche che legittimino ciò che penso come una verità.
Purtroppo non ho trovato una vera idea nel testo che hai scritto, o almeno non la ho capita. In molti punti non mi trovo a mio agio con il testo; già all’inizio ad esempio: “A volte, Dante dimenticava che, Virgilio, apparteneva a quel mondo” tutte quelle virgole penso che rallentino e basta. Sono certo che confrontandoci qui, tutti noi non si potrà che migliorare.

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PietroAlcaro
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#5 » mercoledì 21 ottobre 2020, 6:27

Ciao Stefano, grazie mille per l'opinione. È la mia prima volta in un contesto del genere e sono un po' impacciato. Per quanto riguarda l'idea del racconto, è ispirato al girone dei Golosi dell'inferno dantesco. I due poeti sono braccati da cerbero che vuole papparseli e loro cercano in tutti i modi di farsi largo in un mare di fango per sfuggirgli. Alla fine, Virgilio lo inganna gettandogli tra le fauci una statuetta di Dante fatta di fango e cerbero la divora pensando sia il vero Dante.
Per quanto riguarda le virgole, hai ragione. Appesantiscono troppo il testo e costringono e costringono il lettore a fermarsi troppo. Non me ne ero reso conto. Ancora grazie per l'opinione.

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wladimiro.borchi
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#6 » venerdì 23 ottobre 2020, 12:24

Ciao Pietro,
riporti un episodio dantesco con una prosa un po' faticosa.
Il racconto presenta qualche punto di forza nella descrizione delle ultime fasi del duello con Cerbero, dove introduci gli elementi di novità rispetto al poema dantesco.
Per il resto, si vede che la penna non è professionale.
Non che lo sia la mia, ma alcune cose qua dentro le ho imparate. Grazie a quelli che me le hanno sbattute in faccia con modi non sempre carini.
Cercherò di fare lo stesso con te e non me ne volere.
Nella narrativa c.d. immersiva, che è quella che emoziona di più, si tende a focalizzare la scena sul punto di vista (PDV) di uno dei suoi protagonisti.
All'inizio del racconto sembra che tu sia focalizzato sul PDV di Dante. Ma ad un tratto ci dici che il suo "viso diviene terreo". Ecco, così facendo crei subito un effetto fastidioso, disorienti il lettore che fino a quel momento era concentrato sulle sensazioni di Dante, che non può in alcun modo vedere il proprio viso.
La focalizzazione su un PDV, peraltro, permette di evitare passaggi inutilmente faticosi come:
"Era salvo.
Un latrato gelò il sangue di Dante."
Sei focalizzato su Dante, è lui che "era salvo" non importa specificare che il sangue gelato sia il suo. La frase avrebbe suonato meno artefatta e più veloce scrivendo:
"Era salvo.
Un latrato gli gelò il sangue."
Stacci attento perché è un appesantimento in cui sei caduto diverse volte ("Gli occhi di Cerbero, rossi come due tizzoni ardenti, puntavano su Dante." - Se sei focalizzato su dante basta scrivere: "Su di lui").
Attenzione anche a non esagerare con i pronomi personali. A un tratto scrivi: "Gli dette la forza che gli serviva". Potevi tranquillamente evitare il doppio "gli" scrivendo "Gli dette la forza che serviva".
Ho visto che hai diviso in sillabe alcune parole (lun-go, lo-ro, Dan-te), non importa, il testo viene formattato in maniera diversa quando lo invii, e viene mandato a capo automaticamente in punti diversi da quelli che avevi nella pagina in cui lo hai scritto.
Un buon inizio nel mondo di MC. Il racconto è quasi tutto "show" (e questo è un bene) seppur ti sia lasciato andare a qualche inutile "spiegone". Ma qui puoi imparare ancora un sacco di cose per migliorare il tuo stile.
A rileggerci presto.
W

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PietroAlcaro
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#7 » venerdì 23 ottobre 2020, 18:49

Ciao Wladimiro,
grazie mille per la tua opinione. Mi era già stato fatto notare della mia prosa troppo pesante.
Pensavo che usare espressioni del tipo "il suo viso divenne terreo" fosse un buon modo di rendere la sensazione di paura rimanendo nel PDV, ma mi sbagliavo. Ancora grazie, prendo appunti.

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Fagiolo17
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#8 » venerdì 23 ottobre 2020, 19:53

Ciao Pietro,
ben trovato. Il tuo racconto non mi è dispiaciuto, ma devo concordare con chi mi ha preceduto sulla pesantezza di alcuni passaggi della trama. Ci sono forme e dettagli che ho apprezzato molto e mi piace anche la scena che hai scelto di rappresentare, ma non la percepisco come un racconto. La sento più come, appunto, una scena, uno spaccato, che non ha un vero inizio e una vera fine.
Ti hanno già fatto notare le - per gli a capo, quindi non lo ripeto (ok, l'ho appena fatto), ma al di là di quello non ho visto grossi errori, solo una scrittura un po' troppo ricercata e sfarzosa per i miei gusti. Non so se lo hai fatto a posta per stare in tema Divina Commedia o se è il tuo stile e per questo non voglio dire che sia sbagliata a prescindere. Sono gusti.
A rileggerci presto.

Fabio84
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#9 » sabato 24 ottobre 2020, 11:10

Ciao Pietro,
ho letto il tuo racconto con piacere.
La storia regge bene il senso di angoscia per l'arrivo di Cerbero.
Ci sono alcune cose su cui ero più perplesso per per gusto personale.

PietroAlcaro ha scritto:Le gambe di Dante affondavano nel terreno melmoso fino agli stinchi


L'incipit l'avrei focalizzato direttamente su Dante (es. Dante affondava nel terreno melmoso fino agli stinchi).
Ci sono alcune frasi simili anche successivamente.

PietroAlcaro ha scritto:Ora, i passi di Dante andavano più veloci, come se fosse sulla terra ferma



A mio avviso in alcuni casi si può limitare l'utilizzo di alcuni "suo/mio" ecc.. il senso è che, anche se si eliminano, si capisce a cosa si riferisce implicitamente.

PietroAlcaro ha scritto:Virgilio sporse la sua mano verso di lui


Come proposta la frase sopra potrebbe essere: "Virgilio sporse la mano verso di lui" oppure "Virgilio gli offrì la mano"

Nella frase sotto a mio avviso il "sua" può essere eliminato.
PietroAlcaro ha scritto:saltò all’indietro e schivò la sua zampa



Altra cosa, ma forse anche qui ho colto male. Cerbero ha tre teste e sei occhi. Nella frase sotto ti riferitivi che solo UNA testa era concentrata su Dante?

PietroAlcaro ha scritto:rossi come due tizzoni ardenti,


A proposito di questo sembra che quando Cerbero sgranocchi il finto Dante, solo una testa sia impegnata. Le altre?

L'escamotage con cui Virgilio salva Dante secondo me è molto bello, ma avrebbe potuto avere più preparazione prima: magari mostrare che Virgilio è in grado di plasmare il fango. A mio avviso qualche accenno a questo c'è già prima (parli all'inizio proprio di Dante e la melma e che la pioggia scorre via da Virgilio) ma sarebbe stato da approfondire.

Ciao e buon proseguimento.

Fabio

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PietroAlcaro
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#10 » sabato 24 ottobre 2020, 14:38

Ciao fagiolo,
Per l'uso della prosa un pesante, volevo riprendere in un certo senso lo stile della Divina commedia. Però, sì, non mi sono regolato e l'ho resa troppo pesante e questo ha influito sulla scorrevolezza del racconto. Volevo solo che narrasse un passaggio dell'opera dantesca, quindi per questo sembra solo una scena. Grazie mille per l'opinione.

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PietroAlcaro
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#11 » sabato 24 ottobre 2020, 14:43

Ciao Fabio,
sì, mi era già stato fatto notare l'uso eccessivo dei "suo" ecc. Hai perfettamente ragione, diventa davvero troppo pesante e difficile da leggere. Per gli occhi, è stato un errore, dovevo scrivere 6 e ho scritto 2 XD. Purtroppo non ho potuto approfondire alcuni aspetti del racconto per via dei caratteri limitati. Volevo inserire un rigo in dicevo che le teste litigavano tra di loro me azzannate il finto Dante. Peccato. Grazie mille per l'opinione.

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Gennibo
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#12 » lunedì 26 ottobre 2020, 0:23

Ciao Pietro e piacere di leggerti, trovo il racconto interessante, il punto di forza secondo me sono le descrizioni con le azioni, sono d'accordo con quelli che sono arrivati prima di me e non voglio ripeterti sempre le stesse cose, secondo me con un po' di pratica e una migliore focalizzazione potresti migliorare molto, ti faccio qualche esempio:
cerca di usare le frasi in positivo e non in negativo tipo: Cerbero non doveva essere lontano. (Cerbero doveva essere vicino)
Oppure: Quegli occhi chiari erano come delle torce che schiarivano l’oscurità. (Gii occhi chiari erano torce che schiarivano l'oscurità.)
A presto e buona Edition!

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eleonora.rossetti
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#13 » lunedì 26 ottobre 2020, 13:01

Ciao Pietro, ben trovato.
Ciò che apprezzo di più del racconto sono le descrizioni. A parer mio hai saputo tratteggiare il paesaggio infernale in maniera molto immersiva, con una prosa ricca ma non troppo pesante. Anche io ti segnalo gli errori delle virgole di troppo, che mi hanno un po' disorientato col ritmo della lettura. Sulla tecnica, invece ho qualche osservazione, con un POV un po' ballerino, prima focalizzato su Dante e poi proiettato a osservatore esterno in alcune scene. Il tema è sicuramente rispettato, ciò che però non mi convince è il finale, con un "duello" ridotto a uno spazio misero rispetto a tutta la sua introduzione e un escamotage per la salvezza che sembra un po' tirato fuori dal cappello a cilindro, anche perché un personaggio come Virgilio ha tratti ben definiti nell'immaginario collettivo e il potere di plasmare il fango non rientra proprio nei canoni. Avrei preferito che avessi fatto cenno un po' prima alle sue capacità, così che avrei potuto giustificare l'espediente finale.
A rileggerci!
Uccidi scrivendo.

costellazione di bacco
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#14 » giovedì 29 ottobre 2020, 21:17

Ciao Pietro, piacere di leggerti,
comincio con il dire che il racconto, nonostante ami fortemente Dante, non mi è piaciuto: sicuramente il tema è centrato, ma non è originale. Ho trovato la tua idea come un voler giocare sul sicuro e lo spirito di MC, a mio parere, non è questo. Tutti partiamo da più o meno lo stesso livello e bisogna essere quanto più pazzi possibile nella scrittura soprattutto quando ci vengono proposti questi temi. Mi dispiace, ma è un pollice completamente in giù.
A rileggerti.
Arianna

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Andrea Partiti
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#15 » giovedì 29 ottobre 2020, 21:57

Ti hanno già detto dei problemi con la prosa, tutti superabili.
Il mio problema è con la storia che manca di mordente. Usi una ambientazione ben stabilita, Dante e Virgilio all'inferno, posso solo immaginare in una reinterpretazione della Divina Commedia, e come me lo farebbe qualsiasi altro lettore italiano. Allora non serve sottolineare più e più volte i rapporti tra i personaggi.
Sei come in un fumetto Disney: non devi spiegare che i Bassotti sono dei ladri e Zio Paperone è ricco. Sono tutte cose note e puoi costruire partendo da lì, guadagnando in immagini e spazio per raccontarci la tua storia. Concentrati su tutto ciò che è diverso o centrale a quello che vuoi trasmettere.
Stai umanizzando molto sia Dante che Virgilio immergendoli in un tipo di dialogo che è diverso da quelli che abbiamo interiorizzati, allora approfittane e usali per renderli tuoi, per dare al racconto qualcosa in più. Stai competendo con Dante, non puoi vincere sullo stile o sulla crudezza delle immagini infernali, devi per forza giocarti la carta dello stile moderno per vincere!

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rickagram
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#16 » giovedì 29 ottobre 2020, 22:36

Bello l'avatar in stile Account Google poco personalizzato, ad ogni modo il racconto, non mi soddisfa particolarmente ma il solo fatto che ci siano Dante e in particolar modo Virgilio (siccome sono di Mantova vado particolarmente orgoglioso del fatto che venga nominato molto spesso come la guida di Dante). Ho apprezzato anche questa volontà di ricreare lo stile dantesco e la ricchezza delle descrizioni. (Ho già scritto che mi piacciono in altri commenti.) Davvero ottimo tema!

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antico
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#17 » sabato 31 ottobre 2020, 18:03

Mi sembri avere delle belle potenzialità, il racconto è chiaro nonostante la prosa un po' pesante. Quello che proprio non funziona è il finale: scoppia tutto come una bolla di sapone. Ok, Virgilio lo salva e gli fa la battuta, ma il senso del tutto? Allo stato attuale rimane una chiusa priva di mordente, Virgilio lo salva e proseguono, ma senza pathos e senza un motivo fandande il racconto, un qualcosa che ti rimanga. Insomma, un racconto acqua e sapone che però vuole essere, per personaggi e per tono, altro, pertanto il lettore rischia di rimanere confuso e incerto. Per me un pollice ni tendente verso il positivo.

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PietroAlcaro
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Re: Cerbero-Pietro Alcaro

Messaggio#18 » domenica 1 novembre 2020, 8:23

Grazie a tutti per le critiche, mi saranno utili per migliorare.

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