Il Cappello

Appuntamento nell'Arena con un tema di Livio Gambarini fissato per le 21.00 di lunedì 19 ottobre!
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Gennibo
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Il Cappello

Messaggio#1 » martedì 20 ottobre 2020, 0:19

Il cappello

Occhi contornati di pelle rugosa fissarono Edoardo e un sorriso sdentato accese il volto della contadina che sembrava aver trovato un tesoro cercato da tempo. Lei gli porse l’erba da fumare, lui pagò. La vecchia gli appoggiò in testa il suo cappello.
Un dono indigeno non si rifiuta mai, pensò lui. I ricami sulla larga tesa gli ricordavano antiche geometrie Atzeche. Doveva essere già stato usato, perché nella parte alta del cappello c'erano due fori, forse due buchi di proiettile, due buchi neri che lo fissarono come a cercare un posto preciso nella sua anima. Lo indossò, e, come se quell’indumento frugasse tra i suoi pensieri, prese forma il ricordo della sua ultima paziente: un’appendicectomia.
Una fortuna. Inconsapevole, innocente, minorenne, carnagione chiara, le lentiggini appena accennate, qualche brufolo e i capelli nascosti dalla cuffia di plastica azzurra. Le aveva tolto il lenzuolo di dosso, l'odore di disinfettante lo eccitava, gli ricordava che il personale era a una parete di distanza, occupato nei preliminari del suo prossimo intervento chirurgico.
Si impossessò di quel corpo, tutto a sua disposizione. Il sangue, insieme alle fantasie depravate diventate realtà, pomparono energia facendolo sentire un Dio.
Nessun tedioso preliminare lo separava dal suo appagamento.
Un rumore interruppe i suoi pensieri.
Tornò alla realtà, sull’altopiano peruviano. Si accese del fumo. Una leggera nebbiolina profumata lo circondò.
Si irrigidì.
Una ragazzina lo stava fissando: freddi occhi di ghiaccio, biondi capelli lunghi, magra; un abito di chiffon rosa antico svolazzava al vento che soffiava sulle Ande e i dodici centimetri di tacco in tinta non sembravano l’abbigliamento più adatto per quel posto anche se l’insieme era piacevole e molto attraente.
Una turista come lui? Non ricordava di averla vista.
Le lunga braccia abbronzate erano tese e le mani, raccolte in unico pugno, stringevano una pistola.
Un feroce sguardo sembrava volerlo colpire al cuore. Ferirlo a morte.
A Edoardo i momenti più belli si accavallarono in un film accelerato per mostrargli tutta la sua vita, trentasette anni in un soffio di vento a graffiargli l'anima granitica.
Chiuse gli occhi: è un brutto incubo, si disse, e per la legge del contrario li avrebbe riaperti nel suo letto. Magari grondante sudore, ma al sicuro.
Invece sentì gridare:
- Vai al Diavolo!
Dalla canna esplose il proiettile, sfumando l’immagine femminile evocata dalla droga e mettendo a fuoco la vecchina che aveva sparato e che raccolse da terra il cappello rimettendoselo in testa per poi specchiarsi nell’acqua di uno stagno. Era da tanto tempo che le rughe e i lineamenti non cambiavano forma, forse la gobba si era un po' accentuata, ma vista la sua età millenaria non poteva pretendere di meglio.
Era un inevitabile quadratura di giustizia universale che la teneva in vita, una missione a cui non poteva sottrarsi. Per chiunque una maledizione, ma non per lei.
Se ne andò via, inosservata. Nonostante il rumore dello sparo di poco prima.
Poi tornò a sedersi sulla sponda del fiume, nelle sperdute montagne peruviane.
Ad aspettare un altro cliente per quel cappello.



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antico
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Re: Il Cappello

Messaggio#2 » martedì 20 ottobre 2020, 0:26

Ciao Isabella! Parametri rispettati, buona LIVIO GAMBARINI EDITION!

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Laura Cazzari
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Re: Il Cappello

Messaggio#3 » mercoledì 21 ottobre 2020, 20:39

Ciao Isabella, piacere di rileggerti. Le tue descrizioni iniziali mi piacciono sempre. Mi piace come hai descritto le colpe del medico e la giustizia che gira sulla terra con un cappello che rivela i peccati. Ricorda un pochino il cappello di Harry Potter. Il tema c’è.
Trovo solo una piccola incongruenza, la contadina gli mette il cappello e poi dici che lui lo indossò, ma ce l’aveva già in testa… non è chiaro. Qui invece manca un apostrofo “Era un inevitabile quadratura”
Nel complesso comunque una buona prova.
Laura Cazzari

Edoardo Foresti
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Re: Il Cappello

Messaggio#4 » mercoledì 21 ottobre 2020, 21:35

Ciao Isabella! Questa è la prima volta che ti leggo, spero che il mio commento risulti utile.
Prima di tutto, il testo mi ha dato una sensazione particolare, quella che di solito mi suscita il realismo magico: un costante senso di sospensione tra la realtà e l'onirico. Il tema c'è e non è difficile capire perché Edoardo se ne vada dritto all'Inferno.
Sul lato tecnico ho solo due perplessità. Prima di tutto ho notato anche io, come segnalato prima di me, l'incongruenza del cappello. In secondo luogo, ammetto di non aver troppo apprezzato la gestione del punto di vista. Da una parte mi ha fatto strano il balzo da Edoardo alla anziana peruviana, giustamente lui non poteva mostrarci nulla da morto, ma avrei preferito uno stacco per passare a un frammento conclusivo focalizzato su lei. Inoltre, piuttosto che inserire il flashback a posteriori mi sarebbe piaciuto vedere quella scena in apertura. Così avresti avuto tre frammenti, che con questi caratteri a disposizione capisco essere una scelta che non avrebbero apprezzato tutti, ma personalmente trovo che avrebbero reso tutto più scorrevole.
Nel complesso, comunque, il testo funziona. Ho trovato un'atmosfera particolare e il conflitto c'è eccome.
A presto!

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Gennibo
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Re: Il Cappello

Messaggio#5 » mercoledì 21 ottobre 2020, 22:33

Edoardo Foresti ha scritto:Ammetto di non aver troppo apprezzato la gestione del punto di vista. Da una parte mi ha fatto strano il balzo da Edoardo alla anziana peruviana, giustamente lui non poteva mostrarci nulla da morto, ma avrei preferito uno stacco per passare a un frammento conclusivo focalizzato su lei.
In effetti me lo sono chiesta anche io come fare a passare da un PDV all'altro, e lo sparo mi era sembrato sufficiente, ma in effetti anche lo stacco ci andrebbe.
Edoardo Foresti ha scritto: Inoltre, piuttosto che inserire il flashback a posteriori mi sarebbe piaciuto vedere quella scena in apertura. Così avresti avuto tre frammenti, che con questi caratteri a disposizione capisco essere una scelta che non avrebbero apprezzato tutti, ma personalmente trovo che avrebbero reso tutto più scorrevole.
Nel complesso, comunque, il testo funziona. Ho trovato un'atmosfera particolare e il conflitto c'è eccome.
A presto!
Interessante il tuo suggerimento, ci proverò per vedere come viene.

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Gennibo
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Re: Il Cappello

Messaggio#6 » mercoledì 21 ottobre 2020, 22:34

Laura Cazzari ha scritto:Ciao Isabella, piacere di rileggerti. Le tue descrizioni iniziali mi piacciono sempre.
Grazie Laura! Mi fa molto piacere.
Laura Cazzari ha scritto: Trovo solo una piccola incongruenza, la contadina gli mette il cappello e poi dici che lui lo indossò, ma ce l’aveva già in testa… non è chiaro.
Sigh, il giorno dopo quando l'ho riletto ed ero sveglia me ne sono accorta anche io. Dovevo fare in modo che la vecchina glielo porgesse, così lui se lo poteva guardare.

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Eugene Fitzherbert
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Re: Il Cappello

Messaggio#7 » giovedì 22 ottobre 2020, 10:20

Ciao, Gennibo/Isabella,
ben trovata.
Ti hanno fatto già notare il problema del cappello che viene indossato quando già è in testa. In realtà quella scena ha anche altre sbavature. Non credo che sia preciso dire che il protagonista ricordi il disegno azteco: voglio dire è in Perù, sulle Ande, che il disegno sia azteco è abbastanza un dato di fatto. Poi: come fa a capire che sono due fori di proiettile? capisco che vuoi creare la metonimia narrativa che ti porterà al colpo di pistola successivamente, ma allora devi aggiungere dei dettagli che lascino pensare al letto che siano fori di proiettile (bordi bruciacchiati, macchie scure e secche), senza buttare in mezzo un pensiero che potrebbe sembrare una forzatura.
Poi: non capisco il flashback come funzioni. La ragazzina è addormentata in sala prima dell'intervento (e non può essere da sola, perché ci sarebbe vicino almeno un(')infermiere e l'anestesista? È in recovery room dopo l'intervento (e vale la stessa cosa di prima)?
La parte della droga: scrivi: si accese del fumo; immagino che il riferimento sia al "fumo" che è la versione colloquiale dell'hashish, che è resina estratta dai fiori di cannabis (detta in maniera semplicistica) e solidificata in panetti. Ma purtroppo il protagonista ha comprato dell'erba (di natura tutta da verificare, e probabilmente di qualità incredibile visti gli effetti allucinogeni).
Interessante la sessualizzazione della bambina durante il sogno a occhi aperti, però se vuoi creare il collegamento con le sue malefatte, allora dovresti mostrare dei particolari che facciano tornare alla memoria la bambina che ha stuprato in ospedale e siccome l'hai descritta ampiamente, avresti solo l'imbarazzo della scelta.
Sul finale, presumo che la vecchina rappresenti una sorta di personificazione della giustizia e mi sta bene. Sarebbe stato meglio se la giustizia fosse andato a trovare il protagonista e non il contrario. Ma non c'è problema, queste sono quisquiglie.

Attenta alla gestione del PDV: in un racconto così breve saltare da uno all'altro può essere deleterio perché hai pochi elementi per caratterizzare i cambi di prospettiva. Focalizzati su uno (in questo caso il chirurgo porco) e tienilo fino alla fine: la storia avrebbe funzionato lo stesso.

Alla prossima e spero di esserti stato d'aiuto!

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Giacomo Puca
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Re: Il Cappello

Messaggio#8 » giovedì 22 ottobre 2020, 16:27

Ciao Isabella, piacere di rileggerti.

Tema
Centrato. Una sola domanda: perché la scelta della battuta finale "vai al diavolo" e non il più tematicamente aderente "vai all'inferno"?

Stile

Non scorrevolissimo, un po' troppo "lirico" per i miei gusti. Tutto si esemplifica con la frase iniziale: lunghissima, senza virgole, con 3 soggetti diversi.
La "questione cappello" è già stata discussa. Dico la verità, non do troppo peso a queste incongruenze se non minano la trama. Considerati i tempi stretti può capitare.
La gestione del pdv non è il massimo e sul finale è veramente confusa. Il salto di pdv è talmente repentino che in prima istanza ho pensato che l'anima del chirurgo fosse saltata nella vecchia.

Trama
Se ho ben capito la dinamica degli eventi è:
Il chirurgo dalle oscure abitudini si reca fin sulle Ande per consumare erba.
Mette un cappello "magico" rivivendo una delle sue malefatte.
Fuma, ha la visione di una ragazza che direi sia la stessa dell'operazione.
La ragazza gli spara, e lui capisce che in realtà è la vecchia.
La vecchia si riprende il cappello e aspetta la prossima vittima.

Ora io non ho colto il... senso. Perché lui è lì? Vi è stato attirato? Lo spirito vendicativo ha un modo per attrarre i malvagi?
Se lui si reca lì per una esperienza mistica, sarebbe stato meglio evitare "erba" che sembra che sia andato sulle Ande per una canna, ma usare termini più specifici, che denotano la natura ritualistica del consumo: Ayahuasca, Psilocybe...

Valutazione finale.

È il secondo tuo racconto che leggo, è confermo la prima impressione: tra tutti quelli che ho letto fin'ora sei una delle poche con una "voce" riconoscibile. In questo racconto però ci sono parecchie cose che non mi tornano, dalle scelte stilistiche alla trama. Resta interessante l'effetto onirico che trasmetti nei tuoi testi.

A rileggersi,
Giacomo
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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PietroD'Addabbo
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Re: Il Cappello

Messaggio#9 » giovedì 22 ottobre 2020, 23:35

Ciao Isabella,

Tenterò di mantenermi oggettivo, aggiungendo le mie annotazioni a quelle già rilevate negli altri commenti, anche se il tuo racconto affronta una tematica, quella degli 'adulti orchi', con la quale non mi sono mai trovato a mio agio come lettore.

A livello di trama mi trovano d'accordo sia i dubbi riguardo la presenza dell'uomo in quel luogo remoto, casualmente a portata di vendetta da parte della vecchia, sia il dettaglio irrealistico della solitudine del medico quando è a tu per tu con la sua paziente.
Viene a mancare la sospensione della incredulità quando si pensi che come chirurgo dovrebbe indossare camice, occhiali, sovrascarpe, guanti asettici, e invece si cala i calzoni, estrae l'arnese, fa i suoi comodi, rimette tutto a posto e riprende ad operare senza che nessuno entri, senza che fluidi propri e altrui tradiscano l'accaduto insozzando tutto. Una soluzione potrebbe essere ridurre il protagonista al ruolo di solitario infermiere di notte, ma forse con il mestiere intendevi sottolineare un sorta di intoccabilità garantita dall'avere un ruolo ammirato e riverito nella società.

Un altro punto che mi ha lasciato perplesso è il dettaglio dei buchi sul cappello. Se si tratta di un cappello magico, la vecchina quando spara dovrebbe evitare di bucarlo per non rischiare di rompere l'incantesimo che vi è legato, oppure il cappello stesso potrebbe essere in grado di autoripararsi per continuare all'infinito la sua funzione. Non vedo proprio la ragione di quei due buchi, tanto che inizialmente credevo avresti rivelato che erano gli occhi del cappello camuffati da buchi accidentali.

La scelta che più mi ha estraniato però è stata quella di usare una pistola come arma di vendetta. Un colpo di pistola è molto rapido, quasi misericordioso, nonché molto occidentale come metodo di vendetta. Una volta che hai fatto accettare al lettore l'esistenza di una vecchia con un cappello magico leggi-pensiero, non hai invece letteralmente limiti alla fantasia da cinema gore per infliggere la giusta punizione al peccatore, e la prima cosa che viene in mente é la legge del taglione: "occhio per occhio, dente per dente". Per dirne una in tema, la vendetta poteva avvenire con i fumi che si solidificano a formare un Quetzalcoatl, il sacro serpente piumato, il quale evira il malcapitato con un sol morso e poi si intrufola nel suo nuovo orifizio per divorargli le viscere dall'interno e fargli sentire le 'pene dell'Inferno' finché non muore dissanguato lentamente.
"Ho solo due cose da lasciarti in eredità, figlio mio, e si tratta di radici ed ali." (William Hodding Carter)

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Gennibo
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Re: Il Cappello

Messaggio#10 » venerdì 23 ottobre 2020, 1:18

Eugene Fitzherbert ha scritto: voglio dire è in Perù, sulle Ande, che il disegno sia azteco è abbastanza un dato di fatto. Poi: come fa a capire che sono due fori di proiettile? capisco che vuoi creare la metonimia narrativa che ti porterà al colpo di pistola successivamente, ma allora devi aggiungere dei dettagli che lascino pensare al letto che siano fori di proiettile (bordi bruciacchiati, macchie scure e secche), senza buttare in mezzo un pensiero che potrebbe sembrare una forzatura.
Poi: non capisco il flashback come funzioni. La ragazzina è addormentata in sala prima dell'intervento (e non può essere da sola, perché ci sarebbe vicino almeno un(')infermiere e l'anestesista? È in recovery room dopo l'intervento (e vale la stessa cosa di prima)?
La parte della droga: scrivi: si accese del fumo; immagino che il riferimento sia al "fumo" che è la versione colloquiale dell'hashish, che è resina estratta dai fiori di cannabis (detta in maniera semplicistica) e solidificata in panetti. Ma purtroppo il protagonista ha comprato dell'erba (di natura tutta da verificare, e probabilmente di qualità incredibile visti gli effetti allucinogeni).
Interessante la sessualizzazione della bambina durante il sogno a occhi aperti, però se vuoi creare il collegamento con le sue malefatte, allora dovresti mostrare dei particolari che facciano tornare alla memoria la bambina che ha stuprato in ospedale e siccome l'hai descritta ampiamente, avresti solo l'imbarazzo della scelta.
Sul finale, presumo che la vecchina rappresenti una sorta di personificazione della giustizia e mi sta bene. Sarebbe stato meglio se la giustizia fosse andato a trovare il protagonista e non il contrario. Ma non c'è problema, queste sono quisquiglie.

Attenta alla gestione del PDV: in un racconto così breve saltare da uno all'altro può essere deleterio perché hai pochi elementi per caratterizzare i cambi di prospettiva. Focalizzati su uno (in questo caso il chirurgo porco) e tienilo fino alla fine: la storia avrebbe funzionato lo stesso.

Alla prossima e spero di esserti stato d'aiuto!

Ciao Eugene e grazie del tuo commento, ho usato "Atzeco" per introdurre l'ambientazione. Ho scritto di questa storia perché mi aveva colpito la notizia di qualche anno fa, di un medico che si era aprofittato di una donna sotto anestesia, l'altra sera ho pensato a come poteva essere successo, e alla fine, visti i tempi stretti e il sonno, ho risolto in quel modo. Sul fumo, ho pensato a dell'erba tipo l'ayahuasca ma non volevo specificare, perché mi sembrava troppo spiegato. Mi piace la tua idea di migliorare il collegamento visivo tra la vittima e la ragazza che spara e capisco quando dici che sarebbe stato meglio che la giustizia fosse andata a prendere il tipo, ma la mia idea era quella di un caso, del karma che ti aspetta, non importa dove va, il destino lo porta lì.

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Gennibo
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Re: Il Cappello

Messaggio#11 » venerdì 23 ottobre 2020, 1:30

Grazie del commento Giacomo! La risposta alla tua domanda è: mi è venuta così.
Grazie anche a Pietro, ho apprezzato la tua oggettività, ma soprattutto la tua vena creativa di finale alternativo.

Andrea76
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Re: Il Cappello

Messaggio#12 » venerdì 23 ottobre 2020, 13:06

Ciao Isabella, mi piace molto la tua scrittura. È così precisa nei dettagli da farti non solo vedere ma toccare i particolari che descrivi, che siano persone o cose. Mi piace l’idea di una Giustizia Superiore incarnata nella vecchina. Ho trovato però dei difetti nella costruzione dell’intreccio: il cappello che prima è sulla testa di Edoardo e poi non c’è più; il ricordo della ragazzina molestata che a mio avviso dovrebbe essere successivo alla sua visione al fine di giustificarne la sollecitazione; il cambio repentino di pdv che tutto sommato sa un po’ di “spiegone” finale. A parte questi elementi che ne rallentano il flusso di lettura, colpisce molto la vividezza del tuo racconto. A presto.

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megagenius
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Re: Il Cappello

Messaggio#13 » sabato 24 ottobre 2020, 19:44

Ciao Isabella! Attendo ogni tuo nuovo racconto con curiosità perché hai la capacità di creare con un narrato evocativo immagini molto intense e sensazioni profonde
In questo racconto, tuttavia, ci sono luci e ombre. Non tutto è chiaro, ci sono diversi punti oscuri che non hai potuto o non sei riuscita a definire bene e ciò va a detrimento della buona riuscita complessiva del testo.
Molto interessante il tema. Dovrebbe emergere una certa riprovazione morale per quegli individui che fanno del turismo sessuale e dei viaggi "scabrosi" uno stile di vita, e penso che tu abbia voluto sottolineare proprio questo aspetto. Ho apprezzato molto l'intuizione del cappello come "talismano" per catalizzare le visioni di un episodio riprovevole, anche se tale passaggio non è proprio chiarissimo e immediato, come anche l'uccisione finale che dovrebbe catapultare Edoardo all'inferno (di fatto agganciandosi al tema del contest).
Peccato per un po' di confusione del punto di vista nel finale e peccato per qualche parte troppo raccontata (ad esempio ho notato che ti soffermi sulla descrizione dei personaggi come se facessi degli identikit. Questo provoca dei veri e propri "fermi immagine" che non giovano al ritmo del racconto. Prova a spezzettare le descrizioni e a disseminarle nell'arco del racconto...).

Occhio a "Atzeche", ma credo sia stata una semplice svista (a Minuti Contati può tranquillamente succedere) e occhio a "legge del contrario", immagino tu volessi dire: "legge del contrappasso" di dantesca memoria.

In bocca al lupo!
Emiliano.

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Gennibo
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Re: Il Cappello

Messaggio#14 » domenica 25 ottobre 2020, 18:00

Ciao Emiliano e grazie del tuo commento, sempre ricco di spunti di riflessione, cercherò di farne tesoro!

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Gabriele Dolzadelli
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Re: Il Cappello

Messaggio#15 » domenica 25 ottobre 2020, 22:42

Ciao Isabella, piacere di leggerti.
Il tuo racconto è molto evocativo e interessante. L'idea del cappello e delle visioni non è affatto male anche se la presenza della ragazzina con la pistola, ultimamente, è stato molto abusato su MC e non mi ha entusiasmato. Avrei preferito un altro modo per farlo morire.
Sul resto del pezzo ti direi che sarebbe stato meglio dosare a singhiozzo, durante il racconto, il passato del protagonista. Questo avrebbe reso meno telefonato il finale, perché capendo da subito che è il cattivo di turno, mi sono aspettato dall'inizio che la vecchietta gliel'avrebbe fatta pagare attraverso la visione.
Rimane comunque una buona prova. Alla prossima.

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Alfabri
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Re: Il Cappello

Messaggio#16 » giovedì 29 ottobre 2020, 16:07

Ciao Isabella.
Subito una annotazione di carattere storico che nessuno ti ha ancora fatto: gli aztechi stavano in Messico, in Peru si è sviluppata la civiltà Inca. Piccolo dettaglio da pignolo ovviamente. Aldilà dei rilievi che ti sono stati fatti, tutti piuttosto corretti, la cosa che mi ha convinto meno è la scelta della pistola come arma per eliminare il chirurgo malfattore: perché un'anziana fattucchiera sudamericana dotata di cappello magico avrebbe mai dovuto uccidere la propria vittima con la pistola? Questa scena meritava probabilmente una maggiore ibridazione tra sogno e realtà, con la comparsa della ragazza che avrebbe potuto ucciderlo diversamente (a mani nude? a morsi tramutandosi in mostro?) mentre in realtà il reale responsabile sarebbe stato direttamente il cappello, che la vecchia avrebbe recuperato conclusa l'opera (in questo modo tra l'altro si sarebbe capito il ruolo della donna senza bisogno della spiegazione finale). Una prova discreta comunque a mio parere.
Alla prossima!

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Re: Il Cappello

Messaggio#17 » giovedì 29 ottobre 2020, 19:50

Grazie Fabrizio per la tua precisazione, ma soprattutto per gli interessanti spunti che mi hai dato e di cui farò tesoro.

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antico
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Re: Il Cappello

Messaggio#18 » venerdì 30 ottobre 2020, 9:21

Idea fantastica, va assolutamente rilavorato per sistemare i problemi e, fuori dai vincoli di MC, per capire se con un respiro maggiore può rendere di più. La figura della vecchia è estremamente riuscita e ho adorato questo suo aspettare in un angolo sperduto del mondo. Poi, vero, c'è il problema del cappello, del sistema per ucciderlo, della necessità di oliare meglio per rendere il tuo più efficace, però bello. Per me un pollice tendente verso l'alto in modo brillante.

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Re: Il Cappello

Messaggio#19 » lunedì 2 novembre 2020, 15:38

Grazie Maurizio! Sì, devo rivederlo, mi sa che è l'occasione per capire come funziona il laboratorio. Spero di riuscire a trovare un momento.
Ciao e a presto!

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