Cimelio Odontoiatrici

Appuntamento nell'Arena con un tema di Livio Gambarini fissato per le 21.00 di lunedì 19 ottobre!
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Eugene Fitzherbert
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Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#1 » martedì 20 ottobre 2020, 0:58

Cimeli Odontoiatrici
Di Eugene Fitzherbert


Affondo nel divano di Jan e appoggio la testa allo schienale. «Che fine hai fatto?»
Soffoco un rutto con il dorso della mano e deglutisco
«Arrivo subito. Devo farti vedere l’ultimo cimelio odontoiatrico. Una vera chicca.»
Roteo gli occhi. «La tua è una vera ossessione per i dentisti!» Anche se nessuno potrebbe mai sistemarti quelle lapidi storte che hai in bocca! Ridacchio. «Sbrigati! Mi viene sonno.»
Rimorchiare nei bar per single aveva il suo lato negativo: conoscere gente come Jan. Ma dopo avergli rotto le scatole con l’incidente e la morte di Piero ho il dovere di fargliela annusare.
Prendo il telecomando dal tavolino di fronte a me. Accendo la TV.
Le riprese concitate mostrano un ragazzo alla guida e una ragazza dal lato del passeggero di un’auto che viaggia nella notte. I loro volti sono senza lineamenti.
La ragazza: «Sei un porco. Con tutte le femmine che ti potevi scopare, proprio mia sorella!»
Il ragazzo: «Lascia perdere Clotilde.»
Mi sporgo sul divano, il sedere in equilibrio sul bordo. Clotilde è il nome di mia sorella. E questa sequenza…
«Non c’entra niente? Me la pagherete, Piero.»
«Non essere melodrammatica. Non è successo niente, ti ho detto.»
Tremo. Stringo i pugni. Serro le mandibole.
«Ma vaffanculo!» La ragazza in macchina si rimette seduta con un saltello e fissa lo sguardo davanti a sé. «Stronzi.» Si gira verso il ragazzo. «Non mi meritate.» La ragazza apre lo sportello e si lancia fuori dalla macchina.
La mia sbornia evapora del tutto.
Lui la prende per il braccio e la riporta dentro. La macchina sbanda, urta guardrail e si ribalta. Rumore delle lamiere che si contorcono. Grida soffocate di lui.
Una lacrima mi scorre sulla guancia.
La telecamera inquadra il corpo martoriato di Piero.
È il mio incidente. Clotilde. La ragazza che si butta fuori.
A parte l’epilogo: io sono viva.
Che razza di scherzo è?
Un tintinnio alle mie spalle. «Ecco il pezzo forte.»
«Jan. Dove hai preso quel filmato?»
Lui aggrotta le sopracciglia. «COsa? La TV è spenta.»
Eh? Spalanco gli occhi. Il monitor è nero. Il telecomando è sul tavolino. «Ma...»
«Ti sei addormentata.»
Non mi sono addormentata. Era un telefilm sul mio incidente.
«Questa cosa non la troverai in nessun museo.» Mi mette davanti un barattolo di vetro spesso.
«Che schifo! Sono denti!»
«Guarda bene.»
Prendo il barattolo e lo avvicino agli occhi.
«Non è incredibile?» Mi sussurra Jan. Ha la pronuncia un po’ impastata. «Su ogni dente è stato inciso il nome della persona a cui apparteneva.»
Ce ne sono a decine. Ada. Tea. Che razza di nome è Marice? «Di chi sono?»
«Miei.» La sua voce è farfugliante. «Ma manca il pezzo migliore.»
Mi prende per i capelli e mi rivolta la testa all’indietro.
Urlo, e lui mi infila la tenaglia in bocca. Il dolore mi incendia la lingua, e il sapore del sangue mi arriva in gola.
«Giusto un trofeo.»
Lo prendo a pugni sulla mano, la pinza mi graffia le guance, mi taglia le gengive. Un crack mi scuote il cranio, e il dolore esplode in bocca. Spingo con la punta della lingua contro il metallo.
Lacrimo. Il sangue mi cola sul mento e lungo le guance e sul collo.
Con uno schiocco, la pinza si porta via il mio dente.
Jan mi lascia la testa. Io mi porto le mani alla bocca e mi getto giù dal divano. «Vaffanculo, pazzo bastardo.»
«Tra un po’ finirà tutto.» Lascia cadere il dente nel contenitore: scende in mezzo agli altri, una scia rosata lo segue a spirale.
SInghiozzo. Mi lancio verso la porta ma inciampo sul tavolino. Cado di faccia sul pavimento.
Mi blocca al suolo.«Non fare la difficile. Stasera mi sono sorbito tutte le tue stronzate. Abbi almeno la compiacenza di collaborare.»
«Ma chi sei?»
Sorride.
Ci sono le gengive rigonfie e pulsanti. Con un pop scoppiano come bubboni rosati e mi schizzano in faccia. Dalle gengive emergono dei tentacoli biancastri. Mi accarezzano la faccia. Sono caldi, viscidi. Trattengo un conato.
«Ora è venuto il momento di riportarti dove appartieni, Vera.»
«Non uccidermi, ti prego!»
«Se io sono qui non è per ucciderti. Ma perché non vuoi rimanere morta.»
Due tentacoli si lanciano verso i miei occhi. Il mondo si spegne.
«Ora devi andare là dove appartieni. Dove meriti.»
Mi sento stringere la gola, una morsa molliccia e scivolosa.
«Va’ all’inferno. Il tuo fidanzato di sta aspettando.»



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antico
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#2 » martedì 20 ottobre 2020, 1:05

Ciao Eugene! Tutto ok con i parametri, buona LIVIO GAMBARINI EDITION!

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~Proelium~
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#3 » martedì 20 ottobre 2020, 16:54

Ciao Eugene,
finalmente ti ripesco nell’Arena, leggo il tuo racconto e, come al solito, mi accorgo che classificarti è un gran casino: ciò che scrivi è interessante, complicato, viscerale, divertente, caotico, imprevedibile... e mi fermo perché potrei andare avanti per altri 500 caratteri. A differenza di altri racconti che ho letto, la tua prosa è esplosiva: in uno spazio ristretto ci sono dialoghi serrati (e coloriti, al tuo solito...), un racconto nel racconto, descrizioni spietate almeno quanto il tuo umorismo, un finale in crescendo che esplode all’improvviso, inatteso e assurdo come un’allucinazione. Un caos ricchissimo, ma che leggendolo una, due, tre volte, ancora non riesco a imbrigliare come vorrei. Strutturalmente trovo che il racconto nel racconto vada reso più netto e univoco, sia a livello visivo che sintattico, per il bene del lettore. Stesso discorso per Jan, perverso e metamorfico, di cui non riesco ad afferrare l’essenza. Mi ricorda un pg con una fissazione simile, visto o letto chissà dove... mi sto spremendo le meningi ma non riesco a ricordare. Perché è fissato coi cimeli odontoiatrici e cosa sta facendo esattamente, e perché? È un diavolo, un mind flayer, la fatina dei denti o Cthulhu che attende sognando? Molto mi sfugge, ma sai che ti dico? Mi è piaciuto lo stesso.

alexandra.fischer
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#4 » martedì 20 ottobre 2020, 19:31

CIMELIO ODONTOIATRICI Di Eugene Fitzherbert Tema centrato. L’inferno di Vera è quello del fidanzato fedifrago che uccide tutte le amanti di turno. L’unica a essersi salvata è Clotilde, la sorella del protagonista, le altre, invece, sono nomi scritti sui denti di lei, e il dentista che glieli estrae senza anestesia, almeno così mi pare di capire, è il Dentista Caronte, che esaudisce il desiderio di lei non restare più in vita per non vedere altri filmati di incidenti nei quali il fidanzato si libera delle prede dopo l’uso. E Piero è morto e l'aspetta all'Inferno.
Attento:
Io dopo al che: «Che fine hai fatto?» aggiungerei: mi chiese Jan.
Sotto ti mostro le parti da correggere.
«Lascia perdere, Clotide.»
«Cosa?»
Singhiozzo.

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Davide Di Tullio
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#5 » mercoledì 21 ottobre 2020, 22:41

Ciao Fitz

piacere di leggerti! il tuo racconto fila piuttosto bene. Descrivi l'ambientazione in modo vivido, i dialoghi mi paiono abbastanza realistici. Ci sono però degli elementi che hanno rallentato la lettura.

Partiamo dall'incipit. Non è chiara l'identità di chi sta parlando (se è uomo, se è donna). Lo si capisce molto dopo, quando parli del rimorchio di Jan nel bar (anche se potrebbe benissimo essere omosessuale). Io Avrei anticipato la storia del rimorchio all'inizio, giusto per chiarire subito la relazione tra i due personaggi della storia.

La parte in cui la protagonista si rivede durante l'incidente, è piuttosto ambigua. Ho dovuta rileggerla un paio di volte per capire di chi stesse parlando.

Quando dici:

Eugene Fitzherbert ha scritto:Clotilde è il nome di mia sorella


stai uscendo dall'immersione. Questa affermazione, che pretende di essere un pensiero della protagonista, sembra un raccontato del protagonista. Prova ad immaginare il pensiero. Io credo che non avrebbe mai questa forma. Sarebbe piuttosto una cosa del tipo "Dio, Clotide... Mia sorella"

I passaggi da una scena all'altra sono troppo repentini. Jan gli mostra un vaso di denti, subito dopo aver discusso del sogno. Perchè? che relazione c'è tra i due momenti? questo resta non detto. Come resta non detto il perchè il mostro la dovrebbe mandare all'inferno.

Nel complesso una buona performance, ammaccata da questi non detti, che resteranno un mistero finché campiamo e oltre

buon contest!

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Eugene Fitzherbert
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#6 » giovedì 22 ottobre 2020, 15:36

Davide Di Tullio ha scritto:Ciao Fitz

piacere di leggerti! il tuo racconto fila piuttosto bene. Descrivi l'ambientazione in modo vivido, i dialoghi mi paiono abbastanza realistici. Ci sono però degli elementi che hanno rallentato la lettura.

Partiamo dall'incipit. Non è chiara l'identità di chi sta parlando (se è uomo, se è donna). Lo si capisce molto dopo, quando parli del rimorchio di Jan nel bar (anche se potrebbe benissimo essere omosessuale). Io Avrei anticipato la storia del rimorchio all'inizio, giusto per chiarire subito la relazione tra i due personaggi della storia.

La parte in cui la protagonista si rivede durante l'incidente, è piuttosto ambigua. Ho dovuta rileggerla un paio di volte per capire di chi stesse parlando.

Quando dici:

Eugene Fitzherbert ha scritto:Clotilde è il nome di mia sorella


stai uscendo dall'immersione. Questa affermazione, che pretende di essere un pensiero della protagonista, sembra un raccontato del protagonista. Prova ad immaginare il pensiero. Io credo che non avrebbe mai questa forma. Sarebbe piuttosto una cosa del tipo "Dio, Clotide... Mia sorella"

I passaggi da una scena all'altra sono troppo repentini. Jan gli mostra un vaso di denti, subito dopo aver discusso del sogno. Perchè? che relazione c'è tra i due momenti? questo resta non detto. Come resta non detto il perchè il mostro la dovrebbe mandare all'inferno.

Nel complesso una buona performance, ammaccata da questi non detti, che resteranno un mistero finché campiamo e oltre

buon contest!


Davide, grazie per il commento.
Però, quanto scassi il cazzo. Te lo devo dire. *
Per fortuna non ti conosco, se no ti bucavo le ruote della macchina. Ecco, questo non è NON DETTO! :D

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Pretorian
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#7 » venerdì 23 ottobre 2020, 0:01

Ciao Eugene. Da quanto tempo non ci si sente, eh?
Questo racconto ha i suoi maggiori punti di forza in una scrittura molto pulita e molto raffinata e in una cura per le singole scene davvero eccellente: l'estrazione del molare, il video della morte, la comparsa dei tentacoli orali... sono tutte scene estremamente efficaci e ben costruite. Purtroppo, questo punto di forza rappresenta anche la principale debolezza del racconto: le scene in sé sono ben costruite, ma il collegamento tra di loro è molto sottile, nel senso che il passaggio da una scena all'altro è faticoso. Insomma, perché la creatura prende i denti? Perché fa vedere il video? Clotilde è morta o no?
Tutto questo senza contare che si tratta di scene con un notevole impatto che vengono messe una in fila all0altra, con il risultato che si finisce per gustare poco il valore del singolo pezzo. è come se a una cena ti offrissero tutte le portate, dall'antipasto al dolce, in un unico piatto. Magari presi singolarmente sono anche buoni, ma, messe tutte assieme fai fatica a gustarle.

Capito? Insomma, tieni separato la cicoria dalla delizia al limone e vedrai che andrà tutto bene.

Alla prossima!

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Dario17
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#8 » venerdì 23 ottobre 2020, 17:15

L'incipit ti lascia stordito già dopo le prime otto/dieci righe perchè abbiamo a che fare subito con quattro personaggi: il pov di cui capiamo solo il sesso per l'allusione al profumo dei suoi organi genitali, un secondo che è presente ma da un'altra parte e con solo un nome ambiguo a referto (Jan), una coppia di tizi su schermo che viaggiano in auto.
Non sono troppi? A quanto pare no, perchè poi arriva anche Clotilde, la sorella.
La sequenza dell'incidente è serrata al punto giusto e ha un bel "mordente" (battutona...) anche se la dinamica non è realistica e fa molto film americano in cui ci si getta dalla macchina come se non ci fosse un domani.
Ritorniamo dai due protagonisti.
Il filmato era reale? Si, l'incidente è quello. No non lo era, Vera non si getta fuori. O forse si?
Un what if? Un delirio per la sbornia? No, perchè le evapora durante la visione.
Le domande rimangono sospese e comincia la seconda parte.
Le azioni sono descritte in maniera impeccabile con il giusto mix di gesti e percezioni sensoriali. Il senso di sofferenza cresce con il continuo nella storia, abbiamo un climax che porta alla mutazione di Jan e alla rivelazione della sua matura mostruosa.
Occhio ad una doppia coppia di ripetizioni gengive-faccia.
Ora Vera deve morire. No, è già morta. O forse è morta in senso figurato? E chi è Jan?
Fine.
E via che si rilegge il racconto da capo per paura di esserti perso qualcosa.
Ok la scrittura è dalla tua parte, ma questo spalancare di continuo porte e interrogativi e quel tono di delirio da irrealtà Lovecraftiana "sborniano" il lettore.
Hai dalla tua che una EVENTUALE seconda o terza lettura non peserebbe al lettore perchè il ritmo è buono, ma vale il detto "il troppo stroppia" anche per la narrativa scritta bene.
Il tema è preso alla lettera.

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Filippo Santaniello
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#9 » sabato 24 ottobre 2020, 12:14

Hey Fitz,
non t'arrabbiare se ti dico che ho dovuto rileggere il tuo incipit 4/5 volte prima d'andare avanti nella lettura.
Ho fatto fatica a capire chi stava parlando e con chi, il sesso dei personaggi, insomma non ho mai provato un vero senso d'immersione nella lettura. Detto ciò aggiungo che si percepisce che hai una fantasia sfrenata che però devi riuscire a tenere a bada se non vuoi che il lettore si perda nella tua prosa delirante. In sostanza puoi delirare quanto vuoi, ma con criterio.

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Ilariya_
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#10 » sabato 24 ottobre 2020, 15:28

Racconto ambientato molto bene, sono riuscita a visualizzare le scene descritte e caratterizzate davvero bene.
Tuttavia, per quanto buona sia l'ambientazione, la trama non è chiara a causa della mancanza di alcuni dettagli che avrebbero fatto bene al lettore. Risolvendo questi interrogativi irrisolti, se ne otterrebbe un'ottima storia.

Giulio_Marchese
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#11 » martedì 27 ottobre 2020, 21:52

Uff
Ciao Eugene,
uff
Mi hai scioccato. L'immagine del dente strappato mi ha fatto provare un senso di disgusto incredibile. Il Diavolo (mostro o quello che è) penso di averlo già sognato qualche volta. La storia dei denti mi ha ricordato la Chimera di un libro che ho letto di recente "La Chimera di Praga" (primo di una trilogia che non proseguirò, niente di che ma con alcuni spunti interessanti se ti piace il genere...).
La scrittura è buona: si capisce tutto malgrado la mole di elementi inseriti. Sarà difficile trovargli una posizione in classifica. A livello emotivo è il racconto che mi ha colpito di più, il tema penso sia rispettato malgrado qualcosa non torna. Gestire tutta questa roba in pochi caratteri era davvero troppo difficile. Però ripeto: mi è piaciuto molto. Il resto sono chiacchiere per arrivare a 300 caratteri.
Uff = Bello quanto insolito.

Charlesdexter
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#12 » mercoledì 28 ottobre 2020, 23:43

Ciao Eugene, mi è piaciuto lo stile del racconto, ben dosato, con descrizioni efficaci e alcuni spunti creativi coraggiosi, il tema del traghettatore delle anime che colleziona denti per un fine superiore. La cosa che non vedo riuscita è l’amalgama tra i vari elementi: Jan, la donna, il cimelio, tanta carne al fuoco e poco tempo per stufarla. La base per lavorare è comunque ricca.

Inserire “il” prima di “guardrail”
È scritto “di sta” che andrebbe corretto in “ti sta”.

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antico
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Re: Cimelio Odontoiatrici

Messaggio#13 » sabato 31 ottobre 2020, 21:06

Ho faticato anch'io a capire il sesso della protagonista, penso andrebbe specificato prima. E ho faticato a comprendere la scena dell'incidente, dalla quale, desumo, si sarebbe dovuto capire anche il perché lei sia morta e come e perché sia "dannata". Non è per nulla chiaro, insomma. Idem, pertanto, la figura di Jan. Insomma, un grande esercizio di scrittura con dei pezzi di alto livello, ma la cui amalgama risulta poco efficace. Per me un pollice tendente verso l'alto, ma al pelo.

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