L'illuminazione

Appuntamento nell'Arena con un tema di Livio Gambarini fissato per le 21.00 di lunedì 19 ottobre!
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Alfabri
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L'illuminazione

Messaggio#1 » martedì 20 ottobre 2020, 0:59

Aveva ancora i peli rizzati mentre volava verso casa. Lo scontro con il direttore di Rete Heaven era stato durissimo. E ovviamente perdente.
Un ultimatum, Daniel lo aveva ben chiaro. Doveva farsi venire un’idea al più presto.
Era la prima volta che affrontava il blocco dello scrittore in vita sua, ed era tremendo. Per quanto nemmeno fosse scrittore, e neppure avesse mai desiderato esserlo.
In fondo però sapeva di condividere con i colleghi di penna una sorta di dipendenza dalle buone idee, e dalla capacità di dare loro una forma e una sostanza appetibile per la più vasta fetta di pubblico possibile: questo è il duro destino di ogni showrunner, meditava Daniel tra sè, mentre già imboccava il vialetto di casa.
Entrò con ancora la testa bombardata di pensieri, e si spogliò distrattamente cercando con lo sguardo la moglie oltre la porta della cucina: “amore sono a casa!”
Nessuna risposta, la casa sembrava deserta. Tuttavia una strana sensazione si fece strada dentro di lui, come una perturbazione, figlia di quella sorta di sesto senso che aveva sviluppato da quando viveva in Paradiso.
Salì le scale a due a due e raggiunse la camera da letto. Come aprì la porta, il suo sguardo fu invaso da quattro ali celestiali intrecciate tra loro.
“Finalmente ti ho beccato, troia! Era una vita che aspettavo questo momento!” proruppe, la voce completamente in fiamme.
Lilith balzò in piedi, facendosi strada tra le coperte e le cosce del suo concubino: “Daniel ti prego, cerca di capirmi, non sei mai a casa… Lo dice anche Gesù, lo spirito è forte ma la carne è debole!”
“Non c’è proprio un cazzo da spiegare” per un attimo Daniel si sentì proiettato in una delle sue stesse serie televisive: “Vai all’inferno, puttana!”
Fu un colpo secco come una frustata. Una sensazione così potente da provocargli quasi un contraccolpo di dolore fisico.
“Oh Signore Benedetto grazie, sono salvo!” urlò Daniel, lo sguardo al cielo, come d’abitudine terrena, e un sorriso verso la moglie, che lo scrutava totalmente disorientata. “E grazie anche a te, mia cara Lilith, mi hai salvato! Avrai comunque mie notizie dall’avvocato, non temere!” Ma già queste parole si perdevano lungo le scale, dato che Daniel vi si era letteralmente lanciato, nuovamente diretto verso il proprio posto di lavoro.

Daniel vagava senza requie per la cabina di regia.
Mancavano pochi minuti alla première, e le ali parevano staccarsi dalla schiena per la tensione.
“Sarà etico quello che stiamo facendo? Possiamo permetterci di affidare questo tipo di decisioni ad uno show televisivo? Si interrogava ad alta voce, coinvolgendo il direttore di Rete che gli stava a fianco, coperto da un sorriso indulgente. “Stai tranquillo Daniel, i professoroni invidiosi hanno sempre la critica sulla punta della lingua, ma non ti preoccupare, sono certo che questo programma farà impazzire il pubblico, ed è tutto ciò che conta.”
Effettivamente il suo demone razionale gli suggeriva di stare tranquillo: tutti alla rete si erano complimentati per l’idea brillante (per quanto in parte presa in prestito dai colleghi del pianeta Terra). Lui però era fatto come San Tommaso, voleva toccare con mano prima di credere.
“Tutti ai posti, si va in scena!” gridò il regista. “In onda tra tre, due uno… sigla!”
Le luci in studio, gli applausi del pubblico, il saluto della presentatrice (doveva essere stata un angelo pure in vita, a giudicare dalla bellezza, si trovò a pensare Daniel):
“Signori e Signore, buonasera dalla vostra Althea Parisi, e benvenuti a questo nuovo straordinario show! Venti angeli, cento giorni, una sola Casa, un solo vincitore.
Tutto questo, è «Vai all’Inferno!», il primo e unico programma in cui potete decidere non solo chi cacciare dalla casa, ma anche chi non merita di stare in Paradiso! Amici del pubblico, amici telespettatori, tutto è nelle vostre mani!”
Tra le urla e gli applausi estasiati del pubblico, la tensione si sciolse dal volto di Daniel: era tutto vero, ce l’aveva fatta.



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antico
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Re: L'illuminazione

Messaggio#2 » martedì 20 ottobre 2020, 1:07

Ciao Fabrizio! Tutto ok con i parametri, buona LIVIO GAMBARINI EDITION!

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~Proelium~
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Re: L'illuminazione

Messaggio#3 » martedì 20 ottobre 2020, 17:04

Ciao Fabrizio,
piacere di leggerti, credo sia la prima volta. La tua scrittura è piuttosto fluida, ma ho trovato un po’ confusionarie le escursioni lessicali: passi dal ricercato allo scurrile troppo spesso e senza un piano preciso che bisogna avere sempre. Il concept, benché curioso e originale, non mi ha convinto granché: non è un testo scritto male, ma in così poco spazio credo tu abbia riversato davvero troppe cose (voli pindarici, orge celestiali, crisi di ispirazione, scene di girato, proiezioni terra-cielo, reality show...). Ciò che bolle nel paiolo narrativo deve cuocere e amalgamarsi il più possibile, altrimenti il lettore fa fatica a digerirlo.

alexandra.fischer
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Re: L'illuminazione

Messaggio#4 » martedì 20 ottobre 2020, 20:13

Tema centrato e il racconto è scorrevole. Tuttavia, riferendomi a Daniel, lo vedrei più come un autore televisivo in crisi piuttosto come uno scrittore (difatti lavora nel reality show dove il pubblico deve decidere su chi scacciare dal Paradiso per mandarlo all’Inferno e lui il Paradiso lo ha conosciuto). Interessante che la scossa gliela dia l’infedele moglie Lilith (un nome, un programma) per dare una nuova scossa al programma.

Attento:
“Amore, sono a casa”.
Ci sono troppi punti esclamativi.
Toglili da:
“Finalmente ti ho beccato, troia. Era da una vita che aspettavo questo momento”.
“…Lo spirito è forte ma la carne è debole”.
“E grazie anche a te, mia cara Lilith, mi hai salvato. Avrai comunque notizie dal mio avvocato, non temere.”

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Pretorian
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Re: L'illuminazione

Messaggio#5 » venerdì 23 ottobre 2020, 0:43

Ciao, Fabrizio e piacere di leggerti.
Ti dirò la verità: il tuo racconto mi ha convinto molto poco. Narrativamente parlando, è lento, macchinoso (l'inizio con "aveva ancora i peli rizzati"senza introdurre nessun soggetto, è il modo migliore per cominciare con la massima confusione)e a tratti troppo prono verso il raccontato, che verso il mostrato. A sua volta, la trama è confusa e si basa su un background troppo vago: come ti ha già fatto notare qualcuno, Daniel ha ben poco dello scrittore, ma si muove in un mondo che non ha praticamente nulla del paradiso, in qualsiasi forma lo si voglia declinare. La scena della scoperta dell'adulterio è probabilmente il picco massimo della confusione e ho dovuto rileggerla più volte anche solo per riuscire a capire davvero chi stesse facendo cosa. L'ultima parte, invece, vede pochissima azione e concentra tutte le sue carte nella descrizione del nuovo show che, certo, suscita un sorriso per la satira che fa del mondo dei reality show, ma finisce per drenare troppi dei caratteri a disposizione, che potevano essere meglio investiti.
Quindi, direi che questo lavoro non sia riuscito proprio benissimo. Sarà per la prossima volta.

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Dario17
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Re: L'illuminazione

Messaggio#6 » venerdì 23 ottobre 2020, 17:17

È stato veramente faticoso venir fuori dal primo paragrafo e capire chi fosse chi e dicesse cosa. Parti con un pov onnisciente e con molto raccontanto e poco mostrato.
Ho avuto bisogno di tre letture e non sono ancora sicuro di aver capito: Lilith è la moglie del protagonista beccata con un altro?
Non è chiaro.
La seconda e ultima parte va già meglio perchè più lineare.
Per un immersione migliore sarebbe meglio eliminare tutti gli avverbi in -mente che usi parecchio, limare i vari "come" sparsi per il brano e lavorare di più sul punto di vista di Daniel così da farci capire cosa prova e non solo quando subodora le corna che si sta pigliando grazie ad una "sorta di sesto senso". Anche perchè è puro sesto senso quello, non "una sorta".
Non ho niente contro le parolacce in un dialogo, però ne hai abusato un po'.
L'ambientazione ha un suo perchè, ma è parecchio vuota. Vanno bene i nomi pittoreschi che richiamano il paradiso tipo Rete Heaven, la moglie Lilith, Althea Parisi o il fatto che la gente abbia le ali, però per me manca ancora qualcosa per caratterizzare un aldilà così simile alla nostra realtà.
Una trama c'è e si sviluppa discretamente, benino la rivelazione finale anche se già a metà si capisce che l'idea sarà per un reality show.

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Davide Di Tullio
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Re: L'illuminazione

Messaggio#7 » sabato 24 ottobre 2020, 9:22

Alfabri ha scritto:Aveva ancora i peli rizzati mentre volava verso casa. Lo scontro con il direttore di Rete Heaven era stato durissimo. E ovviamente perdente.
Un ultimatum, Daniel lo aveva ben chiaro. Doveva farsi venire un’idea al più presto.
Era la prima volta che affrontava il blocco dello scrittore in vita sua, ed era tremendo. Per quanto nemmeno fosse scrittore, e neppure avesse mai desiderato esserlo.
In fondo però sapeva di condividere con i colleghi di penna una sorta di dipendenza dalle buone idee, e dalla capacità di dare loro una forma e una sostanza appetibile per la più vasta fetta di pubblico possibile: questo è il duro destino di ogni showrunner, meditava Daniel tra sè, mentre già imboccava il vialetto di casa.
Entrò con ancora la testa bombardata di pensieri, e si spogliò distrattamente cercando con lo sguardo la moglie oltre la porta della cucina: “amore sono a casa!”
Nessuna risposta, la casa sembrava deserta. Tuttavia una strana sensazione si fece strada dentro di lui, come una perturbazione, figlia di quella sorta di sesto senso che aveva sviluppato da quando viveva in Paradiso.
Salì le scale a due a due e raggiunse la camera da letto. Come aprì la porta, il suo sguardo fu invaso da quattro ali celestiali intrecciate tra loro.
“Finalmente ti ho beccato, troia! Era una vita che aspettavo questo momento!” proruppe, la voce completamente in fiamme.
Lilith balzò in piedi, facendosi strada tra le coperte e le cosce del suo concubino: “Daniel ti prego, cerca di capirmi, non sei mai a casa… Lo dice anche Gesù, lo spirito è forte ma la carne è debole!”
“Non c’è proprio un cazzo da spiegare” per un attimo Daniel si sentì proiettato in una delle sue stesse serie televisive: “Vai all’inferno, puttana!”
Fu un colpo secco come una frustata. Una sensazione così potente da provocargli quasi un contraccolpo di dolore fisico.
“Oh Signore Benedetto grazie, sono salvo!” urlò Daniel, lo sguardo al cielo, come d’abitudine terrena, e un sorriso verso la moglie, che lo scrutava totalmente disorientata. “E grazie anche a te, mia cara Lilith, mi hai salvato! Avrai comunque mie notizie dall’avvocato, non temere!” Ma già queste parole si perdevano lungo le scale, dato che Daniel vi si era letteralmente lanciato, nuovamente diretto verso il proprio posto di lavoro.

Daniel vagava senza requie per la cabina di regia.
Mancavano pochi minuti alla première, e le ali parevano staccarsi dalla schiena per la tensione.
“Sarà etico quello che stiamo facendo? Possiamo permetterci di affidare questo tipo di decisioni ad uno show televisivo? Si interrogava ad alta voce, coinvolgendo il direttore di Rete che gli stava a fianco, coperto da un sorriso indulgente. “Stai tranquillo Daniel, i professoroni invidiosi hanno sempre la critica sulla punta della lingua, ma non ti preoccupare, sono certo che questo programma farà impazzire il pubblico, ed è tutto ciò che conta.”
Effettivamente il suo demone razionale gli suggeriva di stare tranquillo: tutti alla rete si erano complimentati per l’idea brillante (per quanto in parte presa in prestito dai colleghi del pianeta Terra). Lui però era fatto come San Tommaso, voleva toccare con mano prima di credere.
“Tutti ai posti, si va in scena!” gridò il regista. “In onda tra tre, due uno… sigla!”
Le luci in studio, gli applausi del pubblico, il saluto della presentatrice (doveva essere stata un angelo pure in vita, a giudicare dalla bellezza, si trovò a pensare Daniel):
“Signori e Signore, buonasera dalla vostra Althea Parisi, e benvenuti a questo nuovo straordinario show! Venti angeli, cento giorni, una sola Casa, un solo vincitore.
Tutto questo, è «Vai all’Inferno!», il primo e unico programma in cui potete decidere non solo chi cacciare dalla casa, ma anche chi non merita di stare in Paradiso! Amici del pubblico, amici telespettatori, tutto è nelle vostre mani!”
Tra le urla e gli applausi estasiati del pubblico, la tensione si sciolse dal volto di Daniel: era tutto vero, ce l’aveva fatta.


Ciao, piacere i leggerti!

Devo ammettere di aver fatto un po' fatica nella lettura. L'uso di proposizioni molto lunghe e di subordinate rende il flusso di lettura irto di ostacoli e questo allontana l'immersione, di pari passo all' attenzione.

Ci sono dei passaggi oscuri, a cominciare dall'incipit. Rileggiamolo:

Alfabri ha scritto:Aveva ancora i peli rizzati mentre volava verso casa. Lo scontro con il direttore di Rete Heaven era stato durissimo. E ovviamente perdente.
Un ultimatum, Daniel lo aveva ben chiaro. Doveva farsi venire un’idea al più presto.


Non si capisce di chi si sta parlando, dove si trovano, e qual é il fattore di conflitto. Tutti elementi necessari a destare l'attenzione del lettore

C'è poi il passaggio in casa, quando Daniel becca la moglie a tradirlo. Lui ringrazia per un avvenimento che non si riesce a visualizzare.

Diciamo che nel complesso il racconto non mi ha lasciato molto. Ci sono ampi margini di crescita

a rileggerci!

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Filippo Santaniello
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Re: L'illuminazione

Messaggio#8 » sabato 24 ottobre 2020, 11:33

Ciao carissimo,
devo dire che il tuo racconto mi ha lasciato un po' perplesso. Ho avuto difficoltà a scardinarlo e immergermi nella lettura perciò non ho afferrato fino in fondo il senso della trama. Credo che la confusione nasca già dall'inizio quando non è chiaro il punto di vista dell'azione. Non riporto punto per punto i passaggi che non mi hanno convinto. Sarebbe inutile. Sto parlando in generale. Forse avresti dovuto rileggerlo un paio di volte in più, e immedesimarti nel lettore per capire quanto avrebbe dovuto sforzarsi per entrare nella tua storia. In generale credo che il lettore non debba sforzarsi mai. Al contrario, è lo scrittore che deve fare lo sforzo per fare in modo che ciò non accada.

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Ilariya_
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Re: L'illuminazione

Messaggio#9 » sabato 24 ottobre 2020, 14:45

Ciao Fabrizio,

e piacere di leggerti.
Sono rimasta un po' confusa dal tuo racconto, forse perché, come è stato già detto, non sono sempre ben definiti i soggetti e il punto di vista dell'azione. La trama potrebbe anche funzionare, ma purtroppo non riesco ad ambientare tradimenti, parolacce e nemmeno un programma così malefico come "Vai all'Inferno" in paradiso. Forse sarebbe stato meglio farlo trasmettere in purgatorio?

Charlesdexter
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Re: L'illuminazione

Messaggio#10 » mercoledì 28 ottobre 2020, 23:42

Ciao Fabrizio,
ll racconto nasce da un’idea brillante, quello di ambientare uno show televisivo nell’aldilà. Mi piace il tono ironico e la trovata di far passare la dannazione di Lilith per il televoto, tuttavia mi sa un po' tutto di già visto, non per causa tua ma perché le nostre menti sono sature di reality show e perché uno di essi possa catturare l'attenzione ha bisogno di qualcosa di più della location. Comunque mi ha intrattenuto.

“tra sè”, dovrebbe essere scritto “sé”.
Ci sono “casa” e “casa”, ripetizioni.
“Spiegare”, metterei una virgola dopo.
Rete da solo è scritto minuscolo, lo scriverei sempre così per coerenza editoriale.

Ciao e alla prossima!

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antico
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Re: L'illuminazione

Messaggio#11 » sabato 31 ottobre 2020, 21:08

Devo dire che la lettura mi è stata chiara fin da subito, però manca una cura sufficiente nel momento di svolta, quello dell'epifania. Lo stacco con la seconda parte è troppo netto e, come spesso suggerisco, in un racconto breve tenderei a fondere le due fasi dando priorità a quella principale (in questo caso quella in cui sta per iniziare il programma televisivo) per fare emergere l'altra in fase di sviluppo (e qui ce n'era la possibilità perché il protagonista è corroso dai dubbi). In fase di riscrittura cercherei anche di definire meglio il contesto generale perché questo Paradiso è troppo simile, e senza averne un motivo chiaro, alla Terra. Concludendo, una valutazione simile al racconto di Lupinacci, quindi un pollice tendente verso l'alto al pelissimo, però lo posiziono davanti per una migliore gestione del finale.

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