Summer edition starring Livio Gambarini - La sindrome di Olivia B.

Con qualche giorno di ritardo apre il laboratorio di settembre. Postate i vostri racconti e sotto con il lavoro.

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AmbraStancampiano
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Summer edition starring Livio Gambarini - La sindrome di Olivia B.

Messaggio#1 » lunedì 7 settembre 2015, 17:11

Anche questa è stata una notte insonne. Non vedo le mie occhiaie - abbiamo scelto una stanza senza specchi per stare tranquilli - ma le sento bruciare, mentre spengo la millesima sigaretta dentro un posacenere stracolmo e lo poggio su una pila di riviste. Davanti a me, Olivia è affacciata alla finestra del resort e fissa lo stuolo di paparazzi che ci segue dall’aeroporto, con aria più preoccupata che stanca.
- Secondo te hanno dormito là fuori?
Il telefono squilla, lei si volta di scatto; è davvero pallida.
- E’ arrivato il dottor Corelli.
Dalla pila di riviste occhieggia un tabloid con in copertina una foto sgranata. Il titolo urla: “La venere nera è bianca? Tutto ciò che NON sappiamo su Olivia B”.

Corelli è un esperto di arte rinascimentale, e la nostra ultima spiaggia: all’inizio ci siamo rivolti ai medici, i migliori, che hanno studiato il caso; uno è impazzito, un altro si è dato alla macchia. Appurato che la medicina non funzionava, siamo passati agli olistici, ai pranoterapeuti, ad un santone indiano e ad una tribù di sciamani africani che bevendo un infuso puzzolente entrano in trance e hanno visioni accompagnate da strani spasmi; uno di loro ha cominciato ad urlare:
- Corelli! Le foto… del professore… Corelli! Firenze! Firenze!
Era scosso da convulsioni così forti che avrei chiamato un’ambulanza; ma dove cazzo la trovi un’ambulanza nella giungla africana?

Bussano, il professore è arrivato; entra lamentandosi dei paparazzi, poi focalizza la sua attenzione sulla stanza:
- Bene, dov’è il quadro?
Io e Olivia ci guardiamo, in imbarazzo:
- Sa dottore, speravamo che ci aiutasse con un altro problema... personale… di Olivia.
Corelli la guarda, arrossisce sulle orecchie:
- Ma… io mi occupo di quadri, non di persone! E poi la signorina è bellissima, non sembra avere alcun problema! E’ ammalata?
Mostro al dottore una sua foto di mesi fa: nera come l’ebano. Lui fissa la donna diafana che ha davanti, poi ancora la foto: sono proprio la stessa persona.
- Affascinante - mormora - la vitiligine più strana che abbia mai visto.
Gli spiego che non si tratta di vitiligine, racconto di tutta la nostra tiritera fino agli sciamani. Sembra lusingato dall’essere conosciuto come un grande esperto anche in Africa, ma non può aiutarci. Ci salutiamo, poi si rigira, ha le orecchie rosso fuoco:
- Potrebbe… ehm… farmi una foto con la signorina?
Dice in imbarazzo, porgendomi il cellulare. Lo prendo, inquadro, scatto; sul flash Olivia sospira, sembra impallidire ancora. Il professore, che non l’ha mai persa di vista, si fa pensieroso:
- Sentite, sembra una follìa anche a me… ma… quante foto le scattano ogni giorno?
Gli spiego che Olivia è una top model impegnatissima: da due anni fa almeno un set fotografico al giorno. Ed ora rischia di saltare tutto per questa assurdità.
Corelli scaccia le mie lamentele agitando una mano. Fissa lei, incredulo:
- Sa cosa succede alle tele del ‘500 quando non sono dovutamente preservate? La gente le fotografa di continuo, sperando di coglierne la bellezza e portarsela a casa, e così facendo il colore svanisce.
- Cioè… sto diventando invisibile? - domanda Olivia.
- Be’, dovrebbe essere una tela del ‘500.
- Ma Olly è una modella - dico concitato - si fa fotografare per lavoro!
- Se questa assurdità dovesse essere reale (ma sono sicuro che dandomi un pizzicotto mi sveglierò), mi sembra ovvio che la signorina dovrà cambiare lavoro. - taglia corto il dottore.
Ci stringe la mano, poi presenta la sua parcella; stavolta sono io ad impallidire.
Chiudo la porta, mi giro e scatto una foto ad Olivia senza avvisarla; lei sospira. La guardo, è sempre più bianca.
- Dannazione!
Lei mi guarda con rimprovero:
- Non sei il mio manager? Ti pago per trovare soluzioni, non per abbatterti.
Si rosicchia le unghie; nessuna modella dovrebbe farlo, mai.
Mi schiarisco la voce:
- Annunciamo il tuo ritiro alla stampa.

I giornalisti fremono; li sento lamentarsi fuori dalla porta: quando mai si è vista una conferenza stampa off limits per le macchine fotografiche? Il brusìo cessa appena entriamo in sala. Olivia è così coperta che sembra travestita, ma quando scosta il foulard per parlare al microfono tutti vedono che qualcosa non va; le sue guance, le sue mani: allora è vero! Olivia B. è bianca!
Con un filo di voce, lei annuncia il suo ritiro dalle passerelle; piovono domande. Un fattorino mi avvisa che la nostra limousine è pronta, andiamo via tra le proteste.
Nell’atrio un fan la riconosce, chiede un autografo. L’intera sala si gira, tutti prendono il cellulare, scattano fotografie, la chiamano, cercano di avvicinarsi. Lei è terrorizzata. Chiudiamo lo sportello della limo in faccia alla folla. Olivia è invisibile, piange a dirotto: una pelliccia aperta su un tailleur di Chanel, occhiali da sole Prada, foulard Hermès, un cappello Borsalino. Tutto scosso dai singhiozzi. Le etichette sono bene in vista, là dove il suo corpo le nascondeva:
- Olly non piangere, ho trovato: vedi le etichette? Adesso sei la modella perfetta! Gli stilisti vorranno solo te, l’unica a non distrarre l’attenzione dai loro capi!



Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Vastatio
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Messaggio#2 » venerdì 11 settembre 2015, 8:16

Ciao,

sono confuso. Trovo molto ispirata, anche in considerando il tema dell'edizione, l'idea di associare l'effetto dei flash sul corpo umano a quello avuto sui quadri. Bello anche il colpo di coda del manager per ribaltare la situazione in proprio favore. Così come l'ingenuità della modella che scarica sul manager il "trovare una soluzione". Quello che però mi lascia perplesso è lo sfondo su cui si muove il racconto che rimbalza da "verosimile" a "caricaturale".

Quando tiri in ballo lo stregone africano mi hai dato l'impressione che il racconto scivolasse nel "caricaturale", per poi rientrare nel "verosimile" coll'ingresso del critico d'arte e di nuovo caricaturale per la richiesta della foto in un momento del genere.

La cosa ammetto che mi spiazza, avrei forse preferito una scelta più netta da questo punto di vista.

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AmbraStancampiano
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Messaggio#3 » sabato 12 settembre 2015, 10:52

Ciao,
scusami ma credo di non aver capito fino in fondo: cosa intendi per "mondo reale" e "mondo caricaturale"?
Ed in che senso una persona evidentemente disperata per una strana malattia di cui nessuno sa dirle niente è "caricaturale" se si rivolge a degli sciamani africani e rientra nel reale quando parla con un esperto d'arte?

Il mondo che presento è chiaramente un mondo caricaturale, che però ho già visto coi commenti durante l'edizione sembra iperrealistico o verosimile; credevo si trattasse di un problema dovuto alla carenza di caratteri, e quindi all'impossibilità di introdurre la vicenda in maniera completa; inizio a pensare invece che sia perchè spesso e volentieri la realtà supera la fantasia (pensa a quanta gente si è rovinata per comprare le "pozioni" di Vanna Marchi).

Quella che intendevo costruire era una satira sulla mercificazione della bellezza e sull'abitudine che abbiamo oggi a fotografare tutto; e in realtà tutto è esagerato e "caricato", senza però sfociare nell'eccessivo o nel ridicolo.

Puoi riportarmi le frasi in cui senti questo "divario"?
Magari è un difetto della costruzione che da autrice non riesco a vedere bene, ma davvero vorrei capire.
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Spartaco
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Messaggio#4 » lunedì 14 settembre 2015, 0:20

L'ironia di questa sessione del laboratorio sta nell'avere iscritti gli ultimi due vincitori di Minuti Contati. Buffo riscontrare umiltà solo in chi ha già dimostrato qualcosa.
Da regolamento non avreste modo di accedere alla vetrina, ma io sono Spartaco e le regole mi stanno strette.
Quindi cercate di migliorare il racconto, poi convocatemi.

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Vastatio
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Messaggio#5 » lunedì 14 settembre 2015, 14:40

Ciao,

in effetti non dovrei scrivere quando sono confuso. Già di mio non sono molto bravo nel pieno possesso delle mie facoltà mentali...

Provo a riformulare in modo più organico.

Quando cominci a parlare dei tentativi di capire il problema cominci dai medici in una iperbole ascendente. Medicina tradizionale: uno impazzisce e l'altro fugge; poi olistici, santoni e sciamani che urlano il nome di Corelli. Ecco, qui mi dai l'idea entrare a testa bassa nel surreale (o nel ridicolo/eccessivo per usare parole tue), deliziandomi anche con uno stile che apprezzo (il problema dell'ambulanza).
A quel punto ritorni coi piedi per terra. L'incontro con Corelli è molto "normale", anche il manager narratore non è più così sarcastico (almeno fino a quando ariva la parcella). Da qui il racconto perde brio e, secondo me, si siede un po' rispetto a come è partito.

In riferimento al tuo commento la mercificazione della bellezza è ben presente, la critica alla mania di fotografare tutto un po' meno. Dovrebbe essere la richiesta di Corelli di farsi una foto con la super top model di turno? Mi sembra molto normale per un "uomo medio" e o ci metti un po' di pepe sopra o non suscita, almeno in me, grandi sorprese. Se proprio vuoi potresti spostare il tiro e fare in modo che non siano le foto a farla sbiancare, ma le foto "brutte". Quelle fatte al volo, dai cellulari (o dai tablet, brr), con inqudrature sbilenche, parti tagliate ecc. Se siamo disposti a credere che un flash faccia sbiancare una modella, un flash "sprecato" è solo un passetto in più. In questo modo potresti anche giustificare il rapido peggioramento da bianca a invisivbile nell'ultima raffica dei paparazzi (ci si aspetta che in passerella o nei servizi fotografici di colpi di flash ne arrivino parecchi, ma di "classe").

Spero di essere riuscito a chiarirmi di più. In caso contrario possiamo continuare su FB, dove forse un botta e risposta è più chiaro. Se no brucia pure il mio commento, non mi offendo.

 

alexandra.fischer
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Messaggio#6 » venerdì 18 settembre 2015, 21:38

Ciao Ambra Stancampiano,
il tuo racconto è molto particolare. Mi piace l'idea della top nera che diventa bianca (ovvero invisibile) a ogni flash, come una tela del '500 e che nessuno riesce a risolvere (neppure gli sciamani, che disdetta). E così, si riduce a posare con occhiali neri e coperta di abiti (poverina, allora non potrà più posare in costume da bagno). Mi dispiace per lei, la povera Olivia B. durerà poco come modella (se a ogni foto sparisce, neppure il fatto di mostrare le etichette le servirà ancora per molto). La trovo una storia profonda (il tema dell'invisibilità si associa anche a quello dell'effimero. La sindrome di Olivia B. è quella di ogni top (la tua faccia, troppo vista, sparisce dalla memoria collettiva per saturazione, non importa la bellezza). Brava.

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AmbraStancampiano
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Messaggio#7 » lunedì 21 settembre 2015, 20:22

Grazie Alexandra :)
Spero di riuscire a migliorarlo, ma mi sa che sforerò con i caratteri (il che non è una novità).
Spero di riuscire a ripostarlo presto!
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Spartaco
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Messaggio#8 » giovedì 24 settembre 2015, 13:35

Forza Ambra, convocami e vediamo se il racconto è pronto per la vetrina :)

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AmbraStancampiano
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Messaggio#9 » venerdì 25 settembre 2015, 23:20

Riposto il racconto con qualche modifica che dovrebbe sistemare il tono della visita del professore.
E chiedo la grazia a Spartaco.


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Anche questa è stata una notte insonne. Non vedo le mie occhiaie - abbiamo scelto una stanza senza specchi per stare un po’ più tranquilli - ma le sento bruciare sulla faccia, mentre spengo la millesima sigaretta dentro un posacenere stracolmo e lo poggio su una pila di riviste accanto al divano. Davanti a me, Olivia è affacciata alla finestra del resort e fissa lo stuolo di paparazzi che ci insegue dall’aeroporto, con aria più preoccupata che stanca.
- Secondo te hanno dormito là fuori?
Il telefono squilla, lei si volta di scatto; è davvero pallida.
- E’ arrivato il dottor Corelli.
Dalla pila di riviste occhieggia un tabloid con in copertina una foto sgranata. Il titolo urla: “La venere nera è bianca? Tutto ciò che NON sappiamo su Olivia B”.

Corelli è un esperto di arte rinascimentale, e la nostra ultima spiaggia: all’inizio ci siamo rivolti ai medici, i migliori, che hanno studiato il caso per mesi: uno è impazzito, un altro si è dato alla macchia. Appurato che la medicina non funzionava, siamo passati agli olistici, ai pranoterapeuti, ad un santone indiano e ad una tribù di sciamani africani che bevendo un infuso puzzolente entrano in trance e hanno visioni accompagnate da strani spasmi; uno di loro ha cominciato ad urlare:
- Corelli! Le foto… del professore… Corelli! Firenze! Firenze!
Era scosso da convulsioni così forti che avrei chiamato un’ambulanza; ma dove cazzo la trovi un’ambulanza nella giungla africana?

Bussano, il professore è arrivato; è un ometto goffo che si guarda intorno nervosamente e sobbalza per ogni rumore. Entra lamentandosi dei paparazzi, poi focalizza la sua attenzione sulla stanza:
- Bene, dov’è il quadro?
Io e Olivia ci guardiamo, in imbarazzo:
- Sa dottore, speravamo che ci aiutasse con un altro problema... personale… di Olivia.
Corelli la guarda, arrossisce sulle orecchie:
- Ma… io mi occupo di quadri, non di persone! E poi la signorina è bellissima, non sembra avere alcun problema! E’ ammalata?
Mostro al dottore una foto di mesi fa: Olivia, nera come l’ebano, sorride mentre mostra una borsa di peluche a forma di elefante. L’ultimo grido della moda per adolescenti. Lui fissa la donna diafana che ha davanti, poi ancora la foto: sono proprio la stessa persona.
- Affascinante - mormora - la vitiligine più strana che abbia mai visto.
Gli spiego che non si tratta di vitiligine, racconto di tutta la nostra tiritera fino agli sciamani. Il professore si gonfia tutto, sembra lusingato dall’essere conosciuto come un grande esperto anche in Africa, ma non può aiutarci. Ci salutiamo, poi si rigira, ha le orecchie rosso fuoco:
- Potrebbe… ehm… farmi una foto con la signorina?
Dice in imbarazzo, porgendomi il cellulare. Lo prendo, inquadro, scatto; sul flash Olivia sospira, sembra impallidire ancora. Il professore, che non l’ha mai persa di vista, si fa pensieroso:
- Sentite, sembra una follìa anche a me… ma… quante foto scattano ogni giorno alla signorina?
Gli spiego che Olivia è una top model impegnatissima: da due anni fa almeno un set fotografico al giorno. Ed ora rischia di saltare tutto per questa assurdità.
Corelli scaccia le mie lamentele agitando una mano. Una porta sbatte, lui fa un saltino in avanti. Fissa Olivia, incredulo:
- Sa cosa succede alle tele del ‘500 quando non sono dovutamente preservate? La gente le fotografa di continuo, sperando di coglierne la bellezza e portarsela a casa, e così facendo il colore svanisce, e ciò che vi era rappresentato diventa invisibile.
- Cioè… sto diventando invisibile? - domanda lei.
- Be’, signorina, dovrebbe essere una tela del ‘500.
- Ma Olivia è una modella - dico concitato - si fa fotografare per lavoro!
- Se questa assurdità dovesse essere reale (ma sono sicuro che dandomi un pizzicotto mi sveglierò), mi sembra ovvio che la signorina dovrà cambiare lavoro. - taglia corto il dottore.
Ci stringe la mano, poi presenta la sua parcella; stavolta sono io ad impallidire.
Mi vendico chiudendo la porta rumorosamente, spero che stavolta Corelli sobbalzando inciampi in qualcosa; mi giro e scatto una foto ad Olivia senza avvisarla, lei sospira. La guardo, è sempre più bianca.
- Dannazione!
Lei mi guarda con rimprovero:
- Non sei il mio manager? Ti pago per trovare soluzioni, non per abbatterti.
Mi schiarisco la voce:
- Annunciamo il tuo ritiro alla stampa.
I giornalisti fremono; li sento lamentarsi fuori dalla porta: quando mai si è vista una conferenza stampa off limits per le macchine fotografiche? Organizzata da una modella, poi. Queste ragazze si montano la testa. Il brusìo cessa appena entriamo in sala. Olivia è così coperta che sembra travestita, ma quando scosta il foulard per parlare al microfono tutti vedono che qualcosa non va; le sue guance, le sue mani: allora è vero! Olivia B. è bianca!
Con un filo di voce, lei annuncia il suo ritiro dalle passerelle; piovono domande. Un fattorino in livrea mi avvisa che la nostra limousine è pronta, andiamo via tra le proteste.
Nell’atrio un fan la riconosce, le chiede un autografo. L’intera sala si gira, tutti prendono il cellulare, scattano fotografie, la chiamano, cercano di avvicinarsi. Lei è terrorizzata. Chiudiamo lo sportello della limo in faccia alla folla. Olivia è diventata invisibile, piange a dirotto: una pelliccia aperta su un tailleur di Chanel, occhiali da sole Prada, foulard Hermès, un cappello Borsalino. Tutto scosso dai singhiozzi. Le etichette sono bene in vista, là dove il suo corpo le nascondeva:
- Olly non piangere, ho trovato: vedi le etichette? Adesso sei la modella perfetta! Gli stilisti vorranno solo te, l’unica a non distrarre l’attenzione dai loro capi!
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Messaggio#10 » martedì 29 settembre 2015, 15:35

Spartaco...? Dovevo chiedere la grazia nel post del racconto o in uno dopo? confusione -_-'
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Messaggio#11 » martedì 29 settembre 2015, 22:25

In uno dopo, ma va bene così. Ora leggo i vostri racconti e decido cosa farne.

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Messaggio#12 » martedì 29 settembre 2015, 22:32

Il tuo è un vizio. Riesci a sforare anche nel laboratorio?!
Per accettare questo racconto devo consultare l'Antico!

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AmbraStancampiano
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Messaggio#13 » giovedì 1 ottobre 2015, 0:22

Ho sforato?!?!?!? @_@ Di quanto?? Posso provare a correggere ma mi sa per questo racconto non è destino :/
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Messaggio#14 » giovedì 1 ottobre 2015, 0:46

Racconto approvato. Ho eliminato qualche d eufonica e corretto le È maiuscole. Per il resto devo solo dirti che abusi dei due punti. Ne hai messi un'infinità.

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