Baraldi Edition: La torre delle fiamme

Con qualche giorno di ritardo apre il laboratorio di settembre. Postate i vostri racconti e sotto con il lavoro.

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Vastatio
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Baraldi Edition: La torre delle fiamme

Messaggio#1 » martedì 8 settembre 2015, 21:38

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Come esercizio ho riscritto completamente la storia, utilizzando una forma di narrazione diversa. Ho alterato anche la trama, per adattarla meglio alle nuove esigenze.

Di nuovo non ci sarebbe stata in una edizione da 3000 caratteri, probabilmente avrei potuto tagliare qualcosa, ma visto che qui non c’è un limite così stretto ho evitato.

………………………..

– E’ ancora lunga la salita?
– Siamo quasi arrivati.
– Eravamo quasi arrivati anche dieci minuti fa. Sto sudando dove nemmeno credevo di poterlo fare…
– La scelta di consegnare la Fiamma direttamente al Custode è stata sua, avrebbe potuto risparmiarsi tutto questo, lasciando il pacco al suo contatto nelle Sale Inferiori.
– Confidavo che ci fosse un ascensore a levitazione, non speravo certo in una stazione di teletrasporto, ma da fuori questa cosa sembra maledettamente alta.
– Abbiamo entrambi, ma non è consentito l’accesso ai non iniziati.
– Avrebbe potuto dirmelo prima, mi sarei iscritto ai vostri programmi di affiliazione.
– Consideri il lato positivo, tra poco saremo nella parte finale della torre. Lì il rivestimento esterno di pietra è crollato ed è stato sostituito da un campo di forza trasparente. Potrà assisterà all’alba dei due soli di Terra V. Non è cosa che si possa fare spesso coi propri occhi vivendo nelle stazioni interne.
– A proposito, mi tolga una curiosità, la Fiamma nelle sale inferiori è quella della Terra Originale?
– Certamente. Come lei saprà se quello che viene impresso nel cristallo del Miihr muore o sparisce la fiamma al suo interno si spegne. La Terra è morta in un tempo ormai remoto.
– Questo non ne assicura l’autenticità però, potrebbe essere un pezzo di vetro qualunque.
– Abbiamo i nostri metodi per verificare l’autenticità dei cristalli, non si preoccupi. Per chi fa visita alle Sale Inferiori un originale o una copia non fa differenza.
– Cambiando argomento sarei curioso di sapere come avete fatto a perdere questo cristallo.
– Non sarei autorizzato a dirlo, ma visto che è stato lei a ritrovarlo e riportarcelo farò un’eccezione. L’ultimo visitatore che è stato ammesso nella Sala della Verità si è poi rivelato un ladro assoldato da un collezionista.
– L’ultimo visitatore? Da quanto ho scoperto il clan dal quale ho recuperato il cristallo lo possedeva da almeno sei generazioni. Generazioni molto longeve.
– Non sono stati più autorizzate visite da allora alle Sale Superiori.
– Un po’ scortese da parte vostra.
– Noi gestiamo le Torri per preservarne il contenuto. Da quando abbiamo scoperto che si può imprimere solo una volta e solo una, mi passi la semplificazione, essenza ogni cristallo di Miihr è diventato unico e insostituibile. Le precedenti regole per accesso turistico sono state fortemente limitate.
– Perfetto, sapere di essere uno dei pochi ad avere avuto accesso negli ultimi secoli aggiungerà lustro a me e al mio clan.
– Ne guadagnerete sicuramente prestigio, come e se lo userete non è affar nostro… Questa è l’ultima rampa di scale, prosegua per il breve corridoio fino alla Sala della Verità, lì incontrerà il Custode.
– Lei non viene?
– Nemmeno io sono autorizzato ad entrare nella Sala. L’aspetterò qui fuori.
– … Ma che scherzo è questo? Tutte le Fiamme sono spente e non c’è nessuno!
– Credevo lo sapesse, la razza umana si è estinta secoli fa. Quello che ci ha riportato è l’unico cristallo di Miihr che non si è mai spento, nemmeno dopo la loro scomparsa. Ci tenevamo molto a riaverlo.
– Ehi! C’è un campo di forza. Non riesco ad uscire.
– Mi raccomando, custodisca bene la Sala, non dovrebbe avere problemi di cibo, se non sbaglio la vostra razza può sopravvivere anche solo con aria e radiazione solare.
– Cosa credete di fare? Il mio clan non ve lo permetterà! Scatenerete una guerra e le vostre Torri saranno rase al suolo…
– Non si sopravvaluti troppo, tutto ha un prezzo e la ricompensa per il ritrovamento dell’ultimo Miihr della razza umana è molto alto. Il suo clan considererà lo scambio accettabile.
– Voi siete pazzi! Fatemi uscire di qui!
– Stavo quasi per dimenticare, potrebbe trovare il tempo di riporre la Fiamma sul piedistallo libero in fondo alla sala? É quello vicino al cristallo opaco della Speranza, con la targhetta “Stupidità”. L’unica cosa che la razza umana ci ha lasciato e che sembrerebbe essere terribilmente contagiosa.



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AmbraStancampiano
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Messaggio#2 » sabato 12 settembre 2015, 11:36

Ciao,
ricordo di aver letto il racconto anche durante la Baraldi edition, e devo dire che lo trovo molto migliorato.
La sottotrama e le allusioni ad elementi esterni lo arricchiscono, e mettono curiosità al lettore.
L'idea di due personaggi che dialogano salendo una lunga scala mi piace, e lo rende dinamico.
Presentare tre quarti del racconto attraverso un dialogo, per spiegare l'ambientazione, va anche bene ed introduce il lettore in maniera piacevole all'interno di un mondo fantastico.
Il colpo di scena è una buona chiusura.
Veniamo ai ma:
Il dialogo è un po' ripetitivo, e più vicino al linguaggio scritto che parlato; mi spiego: io non direi mai
" Sto sudando dove nemmeno credevo di poterlo fare…" ma "sto sudando dove non credevo possibile" o "sto sudando ovunque"
stessa cosa per " avrebbe potuto risparmiarsi tutto questo, lasciando il pacco", meglio come "avrebbe potuto risparmiarsela e lasciare il pacco"
ecc. ecc.
Sempre sul dialogo, va bene appunto introdurci in questo mondo, però a volte l'infodump diventa eccessivo e lo rende un po' pesante, soprattutto se consideri alcune battute molto lunghe; in più, è tutto troppo mirato, troppo poco slegato.
Ti consiglierei di provare a fare come in sceneggiatura: battute secche, di un rigo massimo, in cui il dialogo mirato si intervalla a delle distrazioni o dei cambiamenti di argomento (in questo, la sottotrama ti può aiutare molto).
Infine, ti confesso che mi sarebbe piaciuto qualche dettaglio visivo; non è indispensabile, e forse neanche 5000 caratteri in questo caso sarebbero abbastanza, ma è un peccato sentirsi catapultati a parole in un mondo sci fi così ricco di particolari, e non vederne neanche uno! Ripeto, il dialogo è abbastanza, ma aggiungere qualche dettaglio visivo intorno a due personaggi che si muovono, uno sguardo, un particolare, non nuoce mai.

Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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Spartaco
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Messaggio#3 » lunedì 14 settembre 2015, 0:19

L'ironia di questa sessione del laboratorio sta nell'avere iscritti gli ultimi due vincitori di Minuti Contati. Buffo riscontrare umiltà solo in chi ha già dimostrato qualcosa.
Da regolamento non avreste modo di accedere alla vetrina, ma io sono Spartaco e le regole mi stanno strette.
Quindi cercate di migliorare il racconto, poi convocatemi.

alexandra.fischer
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Messaggio#4 » venerdì 18 settembre 2015, 21:29

Ciao Vastatio, trovo che il racconto, in questa versione, abbia raggiunto un livello ancora più alto.
Mi piace la scorrevolezza nei dialoghi, migliora anche l'andamento della storia, la trovo molto più avvincente. I caratteri dei personaggi sono molto ben resi ( l'uomo addetto alla sorveglianza ha un che di sardonico che si scopre piano piano e del visitatore si apprende la natura aliena nell'ultima parte, riferita al nutrimento). Ben reso anche il percorso dei due alla torre e il finale raggelante.

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Spartaco
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Messaggio#5 » giovedì 24 settembre 2015, 13:39

Se pensi di essere pronto convocami, oppure puoi decidere di riutilizzare il racconto in un'altra sessione del laboratorio; così da avere più opinioni.

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Vastatio
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Messaggio#6 » sabato 26 settembre 2015, 21:06

Ho elaborato un po' il racconto, basandomi anche sui consigli ricevuti, ma il risultato non mi soddisfa pienamente.

Preferisco questa versione, forse meno "visiva", ma temo che ricalchi il mio carattere, poco attento all'ambiente circostante.

Rischio quindi. Spartaco, sono il tuo zerbino! Colpiscimi con la frusta dell'educatore o con lo scopino del cesso (per farmi andare là, dove dovrebbe starci un sacco di gente).

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