Sabato sera

Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
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Stefano Impellitteri
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Sabato sera

Messaggio#1 » lunedì 16 novembre 2020, 22:35

SABATO SERA

Il capo equipaggio inchioda di colpo, se non fosse stata per la paratia mi sarei ritrovato sul cruscotto. «Cazzo Davide, avvisa quando mi devo tenere!»
«Non è colpa mia se la gente anche con sirena e lampeggianti non concede spazio!»
Torno sulla ragazza, è legata ben salda sulla barella. «Silvia, passami il defibrillatore.»
Lei fa cenno di no. «Non senti la puzza di fragola acida del suo vomito? Questa si è fatta di sicuro lo spank, serve l’adrenalina in questi casi!»
La guardo, zitto. Il silenzio viene incalzato dalla sirena.
Silvia si allunga sul corpo della giovane per avvicinarsi a me con il volto. «Fidati, è spank!»
Annuisco. Mi giro e apro il ripiano a destra, prendo la siringa di adrenalina e ne libero l’aculeo. Non è mai semplice pugnalare qualcuno al cuore, anche se sai che è per salvarla. Questa ragazza poi avrà venticinque anni massimo.
Eseguo la manovra e lei torna in sé come strappata dall’inferno. Tossisce e ansima.
«Bentornata tra noi.»
Lei mi guarda e ride. Schizzi di residuo del suo vomito partono in più direzioni. «Madonna che viaggione!»
«Certo, ridi pure. Sai che se non era per Silvia avrei usato il defibrillatore e non saresti più qui?»
Lei sbiascica ma sembra in sé. Si guarda come se non riconoscesse il suo corpo. «Il defibrillatore va usato solo in overdose di setirina» risponde, senza neanche cercarmi con gli occhi.
Io scuoto la testa, potrebbe essere mia figlia. «Vedo che sei esperta, provata anche quella?» intanto le misuro la pressione. Le tiro su la manica e con tutti quei fori di siringa sembra una di quelle pagine della settimana enigmistica in cui devi unire i puntini.
«Sì, ho provato anche quella, non è male.»
«Beh, penso che allora è il caso di smetterla con queste schifezze.»
Lei chiude le palpebre e la perdo. Le do degli schiaffetti e sobbalza. «Stai qua, su, non chiudere gli occhi!» Li riapre. «Dovresti tenerti alla larga da quelle... mostruosità. Sembrano amiconi, ti promettono lo sballo, però poi si trasformano.»
Lei alza le spalle. «Ormai lo sanno tutti, eppure non c'è mostro che non mi sia venuta voglia di accarezzare, perché sono onesti. Ti avvisano delle conseguenze e ti lasciano scegliere. Io odio quando mi impongono le cose.»
Metto via lo stetoscopio. La guardo, come può una rovinarsi la vita così? «Oggi ti è andata bene, ma ricorda che i mostri mordono... e soprattutto, uccidono.»
Lei ride. «Si, ma il giorno che morderà al punto di uccidermi morirò comunque con l’illusione di aver vinto io; tu conosci un modo migliore di andarsene?»



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antico
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Re: Sabato sera

Messaggio#2 » lunedì 16 novembre 2020, 22:39

Ciao Stefano! Tuo secondo MC di fila! Tutto ok con caratteri e tempo, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

alexandra.fischer
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Re: Sabato sera

Messaggio#3 » martedì 17 novembre 2020, 8:28

SABATO SERA di Stefano Impellitteri Tema centrato. I mostri sono rappresentati dallo spank, dalla seritina e chissà quali altri stupefacenti usati dalla venticinquenne in vena di sballo del sabato sera salvata dal medico Silvia e dal collega di lei, determinato a mettere in guardia la giovane donna. Si è salvata solo grazie al tempestivo uso del defibrillatore, ma lei appare strafottente. Ha deciso di autodistruggersi per sfuggire a una vita opprimente (in questo, i mostri sono onesti: ti “avvisano” delle conseguenze, ecco questo è un pensiero davvero profondo).
Attento a, ti segnalo le parti corrette, attento a non abusare dei punti esclamativi, danno fastidio agli editor:
Via capo equipaggio (fuorvia il Lettore Medio, sa di SF. Meglio l’autista dell’autoambulanza)
Cazzo, Davide, avvisa quando mi devo tenere.
Fidati, è spank.
Sì, ma il giorno in cui morderà al punto di uccidermi, morirò comunque con l’illusione di avere vinto io

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MentisKarakorum
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Re: Sabato sera

Messaggio#4 » martedì 17 novembre 2020, 19:14

Ciao Stefano, piacere di leggerti. La prima cosa che ho notato del tuo racconto è la brevità, cosa rara. Hai usato poco più di metà dello spazio disponibile, e qui secondo me hai fatto un errore. La tua idea è buona, però ho sofferto la mancanza di qualche dettaglio in più. La scena di Pulp Fiction che preferisco è proprio quella in cui Travolta trapassa lo sterno di Uma Thurman con la siringa di adrenalina, qui tu liquidi questo dettaglio così godibile con un “faccio la manovra”. Visto che avevi spazio perché non darmi qualcosa in più?
La ragazza si risveglia dall’overdose, ed è così pimpante da conversare col paramedico e addirittura ostentare la conoscenza dettagli tecnici. Ovvio che è abituata a questo genere di cose, però il modo in cui esprime è troppo razionale e senziente per uno che si risveglia da un’overdose. Anche qui avevi lo spazio per farla risvegliare nel modo giusto, per farle farfugliare frasi senza senso, sorridere al paramedico e balbettare le sue frasi. La velocità con cui si riprende rende il tutto un po’ macchinoso e poco realistico. Anche il suo dialogo verso la fine in cui esprime il suo desiderio di sballarsi e provare tutti i “mostri”, ci sta ma è poco credibile che un drogato si metta a discutere delle sue motivazioni in ambulanza.
Mi spiace, sebbene trovi l’idea molto buona, l’avrei sviluppata con un po’ più di pazienza e respiro per farla evolvere e decantare di più (ho visto che hai postato alle dieci e mezza… forse avevi poco tempo). Tutto sommato comunque ho apprezzato il racconto. Sullo stile non ho molto da dire, cerchi di rispettare le regole del mostrato e ci riesci quasi sempre: ci sono un paio di movimenti che non ho colto subito, come Silvia che si allunga sul corpo della paziente per guardarmi in faccia… visto che non avevo idea di dove fosse Silvia ho dovuto collocarla in un posto mentre immaginavo la scena. Altra piccola stonatura è proprio nelle frasi iniziali: “Il capo equipaggio inchioda di colpo, se non fosse stata per la paratia mi sarei ritrovato sul cruscotto” le parole “equipaggio” e “paratia” mi hanno portato su una nave pirata, poi ho capito che eravamo in un’ambulanza, però meglio se lo capivo alla prima battuta.
In definitiva, per quanto mi risulti poco credibile e poco sviluppata, la tua idea mi è piaciuta. Spero di leggere ancora un tuo pezzo. Alla prossima!

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maurizio.ferrero
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Re: Sabato sera

Messaggio#5 » giovedì 19 novembre 2020, 14:52

Ciao Stefano, piacere di leggerti.

Il tema del racconto è centrato, ma nell'insieme ho trovato un po' di cose che mi stonano.
La prima è la reazione della ragazza alla botta di adrenalina: una siringata del genere dovrebbe come minimo farti svegliare urlando, ma lei si limita a tossire e ansimare un po'.
Poi ho trovato molto forzato il successivo dialogo tra lei e l'infermiere: è teatrale e lei parla decisamente troppo per essere una che è appena stata strappata da una morte per overdose.
A parte questo, il racconto si legge piuttosto bene, anche se data la situazione avrei esagerato un po' di più con le descrizioni di vomito e bava. È un gusto personale, niente di importante.
Dato che avevi molti caratteri a disposizione avrei allungato un po' i tentativi degli infermieri di salvarla, magari con qualche inconveniente al fine di creare una maggiore tensione nel racconto.

A presto!

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Alfabri
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Re: Sabato sera

Messaggio#6 » sabato 21 novembre 2020, 12:13

Ciao Stefano, piacere di leggerti e commentarti!
Il racconto parte ben, con ritmo serrato, direi quasi adrenalinico. Anche i primi dialoghi funzionano. Poi arriva di botto il finale, in cui il racconto si incarta su sè stesso scadendo nel didascalico. Sembra come se avessi finito le buone idee per andare avanti, e allora hai pensato di chiuderla con un messaggio in pillola, il quale purtroppo però sa tantissimo di artefatto (questo genere di consapevolezza nelle riflessioni non ce la vedo affatto in bocca ad una appena resuscitata dai morti dopo un viaggio da sostanze).
Alla prossima!

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Dario17
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Re: Sabato sera

Messaggio#7 » domenica 22 novembre 2020, 19:03

L'eccessiva brevità è un'arma a doppio taglio. E in un contest dove i caratteri a disposizione sono 4242 molto di più.
Con "capo equipaggio" e "paratia" ho pensato ad una nave. Poi con la sirena(ripetuta due righe più in basso) e i lampeggianti mi sono allineato alla giusta ambientazione: un ambulanza.
Ho dedotto che certi termini quindi siano specifici anche in quel contesto e hanno evidenziato la mia ignoranza. Non so valutare se sia più colpa mia o del narratore per questo equivoco.
Io mi sarei tenuto su termini più generici.
Molto buona la sequenza d'azione e il risveglio, ottimi dettagli sensoriali.
Poi però il racconto perde veridicità in picchiata e si parte con dei discorsi un po' artificiosi.
Come può essere così lucida una ragazza appena agguantata per le penne da una morte per overdose tanto da dare consigli pratici a uno del 118 specializzato?
Poi la discussione verte sulla frase precisa del tema del contest, che già di per se è parecchio artificiosa e non è facile da collocare in un discorso diretto tra due persone.
Non sono molto d'accordo sulla logica del discorso ma parliamo di una ragazza ventenne strafatta e qui si ricollega al discorso sulla palusibilità di certi discorsi.
Il personaggio di Silvia scompare nello sfondo seppur ancora presente.
Quei caratteri inutilizzati ti avrebbero fatto comodo per dare un contesto maggiore all'opera e magare operare uno stacco in cui la ragazza, dopo ore, avrebbe potuto dire la sua.
Il tema è un po' spinto a forza, ma ci starebbe pure.

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Mauro Lenzi
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Re: Sabato sera

Messaggio#8 » domenica 22 novembre 2020, 23:33

Ciao Stefano, vedo che gli altri commentatori ti hanno fatto già notare alcune criticità, per cui oltre a dire che concordo non mi dilungherò oltre.
Stile mostrato, quindi per me lodevole a prescindere. I dialoghi suonano un filo troppo didascalici per suonare veramente realistici, questo è quanto ho sentito già nel primo scambio di battute.
La mia impressione è che tu abbia demandato ai dialoghi di "farcire" il racconto al posto di accadimenti che ne avrebbero invece dovuto costituire l'ossatura. Insomma, la storia è quella di una ragazza che viene salvata per i capelli in un'ambulanza, ma oltre questo non va. La brevità è stata comunque una soluzione indovinata e necessaria per non trascinare troppo il racconto.
Il tema "droghe mostri da accarezzare" è azzardato e non mi convince appieno, ma ne apprezzo l'originalità.
Ormai credo che tu abbia ricevuto molti suggerimenti per migliorare, ma riassumendo il mio pensiero, per i prossimi racconti ti suggerisco di sviluppare maggiormente la trama, inserendo conflitto e, se puoi, qualcosa che il lettore non si aspetta e che renda il racconto non lineare.
Le basi comunque per me ci sono. Alla prossima!
Ultima modifica di Mauro Lenzi il lunedì 23 novembre 2020, 15:00, modificato 1 volta in totale.

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wladimiro.borchi
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Re: Sabato sera

Messaggio#9 » lunedì 23 novembre 2020, 13:32

Ciao Stefano,
bell'idea, ma gestione un po' troppo azzardata di pensieri e parole dei personaggi.
Non ho mai assistito a un'iniezione di adrenalina direttamente nel cuore, ma, quando facevo servizio civile, l'utilizzo del "Narcam" per la gente in overdose da eroina era abbastanza frequente.
Di regola la reazione del tossico era di delusione: «No, m'avete fatto il narcam? Porca troia m'ero dovuto fare due autoradio per farmi!».
Subito dopo, se non cominciavano a sgambettare per liberarsi e andare di nuovo fuori a farsi, si accucciavano un po' per provare a riprendersi.
Mai nessuno che si lasciasse andare a dialoghi filosofici sull'uso delle sostanze e sul senso della vita.
Non ho trovato, pertanto, la seconda parte del tuo lavoro troppo credibile.
Forse avresti potuto ovviare con uno stacco temporale, in tal modo avresti potuto dare il medesimo messaggio in maniera un po' meno sopra le righe.
Per il resto una prova discreta, che però non eccelle.
A rileggerci presto!
W

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RobertMass
Messaggi: 11

Re: Sabato sera

Messaggio#10 » martedì 24 novembre 2020, 0:15

Ciao, Stefano.
La scarsità di spazio di questo contest è sempre stato il nostro cruccio. >perciò abbiamo accolto con favore l'innalzamento a 4242 caratteri spazi inclusi. Tu invece non te ne sei curato. La laconicità è sicuramente un pregio, come pensavano gli Spartani, ma a volte no. In questo caso la scena "Tarantiniana" della siringa di adrenalina doveva, secondo me, essere gestita con dovizia di particolari. Il risveglio doveva essere un po' più complicato di così. Utilizzando pochi caratteri ti sei privato di quello spazio che ti avrebbe consentito, non di allungare il brodo, bensì di colorare il racconto La prossima volta sviluppa di più la tua idea. questa era comunque buona! A rileggerci.

SaraPerrone91
Messaggi: 32

Re: Sabato sera

Messaggio#11 » mercoledì 25 novembre 2020, 0:26

Ciao, Stefano!
Ho trovato il tuo racconto molto breve e in questo caso è un peccato perché avresti potuto approfondire un po’ di più alcuni concetti, a parer mio.
Ad esempio all’inizio, quando citi l’equipaggio. Pensavo si trattasse dell’equipaggio di una nave, non di un’ambulanza. Avresti potuto magari iniziare dicendo, che so, che l’ambulanza stava avanzando a sirene spiegate e poi citare l’equipaggio, così non ci sarebbe stato l’equivoco.
Ho apprezzato invece che i mostri in questo racconto siano incarnati dalla droga. La ragazza purtroppo li conosce bene; anche in questo caso, sarebbe stato interessante approfondire i motivi che la portano a farne uso, i veri mostri che presumo la spingano all’autodistruzione.
Il dialogo tra la ragazza e il soccorritore è abbastanza interessante, anche se forse si lascia andare a toni un po’ troppo solenni, specialmente per una ragazza che fino a poco prima era in fin di vita.
Insomma, con qualche battuta in più il discorso avrebbe potuto essere un po’ più ampio.
A presto,
Sara

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antico
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Re: Sabato sera

Messaggio#12 » mercoledì 2 dicembre 2020, 17:56

Un racconto che parte bene, ma che poi accelera in modo improvviso. La mia idea è che tu abbia avuto poco tempo e pertanto ti sia trovato con l'acqua alla gola perché fino a quando procedi regoalare il tutto è funzionale e piacevole. Da quando la ragazza si sveglia, invece, ti lanci in un messaggio NO DRUGS fin troppo diretto, per di più perdendo totalmente il personaggio di Silvia e il tutto è poco verosimile e convincente. Per me un pollice ni tendente verso il positivo.

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