Io e Bobo

Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
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Gennibo
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Io e Bobo

Messaggio#1 » lunedì 16 novembre 2020, 23:46

Io e Bobo

Venticinquesimo giorno
Sole, mi manchi. La cenere ha preso il posto della pioggia e cade da giorni. Respiro grigiore da non so quanto tempo. Bobo mi guarda, sempre più insistente, vorrei dirgli: – Cosa vuoi da me?
So cosa vuole: qualcosa da mangiare.
Anche io lo voglio, il mio stomaco è una voragine angosciosa che riesco sempre meno a ignorare. Vorrei che Bobo non mi guardasse così. Vorrei che fuggisse via, che fosse così tanto lontano da non poterlo raggiungere.
Invece sta qui, davanti a me, non mi molla gli occhi, scodinzola, ha la lingua fuori, dove ogni tanto si appoggiano i coriandoli grigi, che cadono lenti, pazienti.
– Vattene via! – grido.
Niente, lui sta lì e mi guarda. Fiducioso.
Senza sole non riesco a orientarmi. Hanno giurato che la navicella ci avrebbe aspettato, che saremmo potuti andare sul nuovo satellite. Penso che siano già andati via, non voglio smettere di cercare, di sperare.
Non so dove andare.

Ventiseiesimo giorno
Mi ha svegliato Bobo con il suo latrare. Vedo denti cariati di un uomo affondare nella sua carne. Per fortuna dormo con il coltello in mano, mi sono precipitato su di lui e l’ho colpito, non se l’era aspettata così tanta energia, ma l’idea di stare da solo, senza Bobo, è peggio della compagnia della fame, e mi ha dato la forza per reagire.
Chissà se ha fatto in tempo a riavvolgere la sua vita, prima di schiantarsi a terra; spero di no, per lui. Io non vorrei rivivere il momento dell’incidente nucleare che ci ha ridotti così.
Stupido di un cane, non lo ha guardato come se fosse un nemico, anzi.

Ventisettesimo giorno
Io e Bobo non avremo più fame, almeno per un po’.

Trentacinquesimo giorno
Gli occhi di Bobo sono cambiati, la fame fa brutti scherzi, e ogni tanto lo vedo che mi guarda come se fossi una bistecca succosa, dalla bocca comincia a colargli una bava biancastra, e mi abbaia, come dire: vattene prima che sia troppo tardi, non so quanto ancora riuscirò a resistere, ma io non me ne vado. Io resto.

Quarantesimo giorno
Siamo solo ombre di noi stessi, Bobo si avvicina, lo sento muoversi, mi giro di scatto, i nostri sguardi si incrociano, chiudo gli occhi perché mi sento un codardo, perché alla fine è l’istinto che ha preso il sopravvento, mi sento una belva schifosa, ma la fame è un subdolo compagno che non perde occasione per convincerti delle sue buone ragioni.
Riapro gli occhi, vedo i suoi denti, il suo è il ghigno di chi ha vinto, di chi è rimasto integro, di chi non ha cambiato idea, tra me e lui sceglie me, non lotta neanche, tifa per me. La mia mano affonda il coltello nella sua carne, ma prima la sua zampa mi tocca, scivola su di me come una carezza, solo lui poteva ancora amare ancora un mostro come me.

Quarantunesimo giorno
Non avrò fame, ancora per un po’.



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antico
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Re: Io e Bobo

Messaggio#2 » lunedì 16 novembre 2020, 23:53

Ciao Isabella! Caratteri e tempo ok, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

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Stefano Impellitteri
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Re: Io e Bobo

Messaggio#3 » mercoledì 18 novembre 2020, 22:58

Io e Bobo

Ciao, molto piacere.
Molto bella l'inversione dei ruoli: il mostro è il narratore che viene amato dalla sua vittima. L'ambientazione scelta anche, molto particolare. Non mi è piaciuta però la scelta di narrazione come un diario di un sopravvissuto, è una strada intrapresa troppo spesso per questo tipo di storia e ne azzera la focalizzazione rendendola poco immersiva. Una buona prova comunque. alla prossima.

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GiulianoCannoletta
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Re: Io e Bobo

Messaggio#4 » giovedì 19 novembre 2020, 12:01

Ciao Isabella, piacere di averti letto. Mi è piaciuto molto come hai giocato col tema, col rapporto fra l'animale e il mostro-uomo, e anche la forma che hai scelto, l'angoscioso conteggio dei giorni verso l'inevitabile finale. Mi sarebbe piaciuto di più avere qualche altro dettaglio su questo contesto post-apocalittico oltre alla pioggia di cenere, ma lo spazio era poco e la devastante fame del narratore si prende tutta la scena; ne risente a mio parere un po' l'ambientazione e la possibilità di calarcisi.
Bravissima, spero di rileggerti presto!

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megagenius
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Re: Io e Bobo

Messaggio#5 » sabato 21 novembre 2020, 0:47

Ciao Isabella!
Ero curioso di leggere un tuo nuovo lavoro, così sono uscito un po' dai ranghi del mio girone ed eccomi qui!
Nel complesso il racconto mi ha molto colpito perché vi ho trovato una contaminazione di diversi generi: survival, distopico, post-apocalittico, horror... L'ho apprezzato molto. Anche la narrazione è alquanto intrigante, non ti nascondo che l'ho seguita con apprensione fino al triste finale. Molto intelligente anche l'inversione di ruoli che, però, non si discosta molto da ciò che l'umanità è: l'uomo è la peggiore delle bestie su questo pianeta. Impietoso il finale con una momentanea (e tristissima) tregua che però prelude a chissà quali altri drammi o quale altro tremendo destino per il protagonista...
Se avessi dedicato qualche riga in più alla cornice e agli input relativi all'antefatto, saresti stata da podio.
Tema centrato così così, forse per il rotto della cuffia.

Buona Edition!
Emiliano.

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Gennibo
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Re: Io e Bobo

Messaggio#6 » sabato 21 novembre 2020, 12:14

Grazie mille Emiliano per le tue belle parole e per i sempre accurati e preziosi suggerimenti di cui farò tessoro ;)
A rileggerci presto e buona Edition!

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Andrea Lauro
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Re: Io e Bobo

Messaggio#7 » sabato 21 novembre 2020, 16:45

Ciao Isabella, anche la tua storia mi è piaciuta. Un bel ribaltamento di ruoli, e l’angoscia del protagonista che infine cede alla propria natura.
Trovo però che l’empatia verso il protagonista sarebbe stata molto maggiore se avessi messo mano allo stile. Ti evidenzio i punti migliorabili nel tuo testo, se non sbaglio anche tu segui il line-editing del giovedì, quindi coglierai i riferimenti:

    “So cosa vuole:” “Anche io lo voglio,” “Vorrei che Bobo” “Vorrei che fuggisse via” “Penso che siano già andati via,” “Io non vorrei rivivere il momento”, “e ogni tanto lo vedo che mi guarda” “lo sento muoversi” “mi sento un codardo” “mi sento una belva schifosa”.

Un buon testo, poteva rendere di più. Per quanto riguarda l'attinenza al tema, il fedele compagno non è un mostro, quindi preso così e così.
A presto!
andrea

Charlesdexter
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Re: Io e Bobo

Messaggio#8 » sabato 21 novembre 2020, 17:55

Ciao Isabella,
racconto semplice e riuscito, qualcosa è da limare a livello di stile ma mi ha fatto ridere e sorpreso. Non hai caratterizzato il contesto per una scelta stilistica, d’altronde scrivere in forma di diario ti ha tolto dall’impiccio di dover creare un contesto più dinamico. Mi è piaciuto lo stile semplice e come hai costruito la decisione del protagonista che alla fine, si rivela il vero abominio della situazione a differenza del cane.

“ma l’idea di stare da solo, senza Bobo, è peggio della compagnia della fame” questo passaggio non mi è pienamente chiaro. Cosa intendevi dire riguardo a Bobo qui? In modo indiretto stai rivelando che Bobo è una provvista ambulante, o mi sbaglio? Se ho ragione avrei omesso il particolare, che rovina la sorpresa della decisione finale.

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Gennibo
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Re: Io e Bobo

Messaggio#9 » sabato 21 novembre 2020, 19:30

Andrea Lauro ha scritto:Ciao Isabella, anche la tua storia mi è piaciuta. Un bel ribaltamento di ruoli, e l’angoscia del protagonista che infine cede alla propria natura.
Trovo però che l’empatia verso il protagonista sarebbe stata molto maggiore se avessi messo mano allo stile. Ti evidenzio i punti migliorabili nel tuo testo, se non sbaglio anche tu segui il line-editing del giovedì, quindi coglierai i riferimenti:

    “So cosa vuole:” “Anche io lo voglio,” “Vorrei che Bobo” “Vorrei che fuggisse via” “Penso che siano già andati via,” “Io non vorrei rivivere il momento”, “e ogni tanto lo vedo che mi guarda” “lo sento muoversi” “mi sento un codardo” “mi sento una belva schifosa”.

Un buon testo, poteva rendere di più. Per quanto riguarda l'attinenza al tema, il fedele compagno non è un mostro, quindi preso così e così.
A presto!
andrea

Ciao Andrea e grazie del tuo riscontro, sono contenta che la storia ti sia piaciuta, sono d'accordissimo sullo stile, e sì anche io seguo i preziosi Line Editig del giovedi, dopo il primo commento, sono andata a rileggere il testo e AIUTO! Ho visto tutto quello che mi hai segnalato, se si impara dagli errori, spero che mi sia d'insegnamento per la prossima volta.
Riguardo l'attinenza al tema, il cane è il fedele amico dell'uomo; accarezza gli umani, sempre, per quanto mostri essi siano.

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Gennibo
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Re: Io e Bobo

Messaggio#10 » sabato 21 novembre 2020, 19:38

Charlesdexter ha scritto:Ciao Isabella,
“ma l’idea di stare da solo, senza Bobo, è peggio della compagnia della fame” questo passaggio non mi è pienamente chiaro. Cosa intendevi dire riguardo a Bobo qui? In modo indiretto stai rivelando che Bobo è una provvista ambulante, o mi sbaglio? Se ho ragione avrei omesso il particolare, che rovina la sorpresa della decisione finale.


Ciao Alessandro! Sono contenta che il mio racconto ti sia piaciuto, riguardo il passaggio, era per dire che l'idea di stare senza Bobo gli ha dato l'energia per reagire e difendere l'amico da quel mostro, nonostante la debolezza creata dalla fame.

Andrea76
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Re: Io e Bobo

Messaggio#11 » domenica 22 novembre 2020, 11:03

Ciao Isabella, ho particolarmente apprezzato il tuo racconto che nella mia chiave di lettura vuole essere un inno alla bellezza e alla fedeltà dei cani. L’uccisione dell’animale mi ha fatto male e mi ha ricordato quella di “Io sono leggenda”, anche se lì il sacrificio aveva motivazioni più nobili. Parli anche d’istinto di sopravvivenza, che passa sopra tutto e sopra tutti nell’uomo, non nel cane: molto profonda questa riflessione.
Mi è piaciuto anche il tuo stile che è caldo e allo stesso tempo misurato, il che permette un’autentica immedesimazione nel protagonista/mostro.
Bella, davvero bella la chiosa finale.
A rileggerti.

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Puch89
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Re: Io e Bobo

Messaggio#12 » martedì 24 novembre 2020, 0:21

Ciao Isabella, non male la tua prova, non male davvero. Inizialmente non mi stava piacendo più di tanto, ma alla fine hai stravolto il giusto il mio senso critico con un epilogo che ho apprezzato. L'inversione di marcia sulla vera identità del mostro, di come i ruoli possano scambiarsi con estrema facilità alle giuste condizioni, specie quando sono estreme come in questo caso. Dell'ambientazione si capisce poco, ma quel poco è sufficiente per contestualizzare un minimo il tutto, anche se non mi sarebbe dispiaciuto leggere di più in tal senso, ma più che una critica è un plauso, pura curiosità che sei riuscita ad insinuare con poche righe. Intrigante. Tema centrato, buona prova.

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Stefano.Moretto
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Re: Io e Bobo

Messaggio#13 » martedì 24 novembre 2020, 12:12

Ciao Isabella
Il tuo racconto mi è piaciuto, si sente lo stato psicologico sofferto del punto di vista e si prova una strana empatia ambo i lati per il finale, ma soffre di alcuni problemi che lo rovinano un po' ed è un peccato.
Il principale problema che ho trovato durante la lettura è che si fa fatica a "vedere" le scene. L'inizio è perfetto:
Sole, mi manchi. La cenere ha preso il posto della pioggia e cade da giorni. Respiro grigiore da non so quanto tempo.

In una riga hai mostrato un mondo ricoperto di nuvole di cenere che piove ininterrotta, perfetto. Da qui in poi iniziano i problemi: chi o cosa è Bobo? Ne parli e ci fai interagire il punto di vista per un bel po', dai alcuni indizi come "scodinzola" e "lingua in fuori" che fanno inevitabilmente pensare a un cane, ma data l'ambientazione non realistica potrebbe essere anche un animale inventato o un mostro di qualche tipo (o, senza andare così lontano, un lupo). Abbiamo la conferma che si tratta di un cane solo molto più avanti nella storia, non sappiamo neanche la sua stazza (che ha un po' di rilevanza dato l'ambiente scarso di cibo, altrimenti sarebbe stato sorvolabile).
Un'altra scena difficile da immaginare è l'inizio del secondo paragrafo: si sveglia e vede denti cariati che affondano nella carne di Bobo. Noi non sappiamo come stanno dormendo (a questo punto immagino all'aperto senza difese né coperte) quindi vuol dire che lui e Bobo dormono uno attaccato all'altro se la prima cosa che ha visto svegliandosi non è l'uomo che azzanna il cane ma direttamente i denti, però il "mi sono precipitato su di lui" subito dopo mi fa pensare che invece fosse distante. Bello però il modo in cui hai usato la morte dell'aggressore per introdurre l'incidente nucleare come naturale pensiero del punto di vista e non da "spiegone", questo mi è piaciuto.
Mi hanno trasmesso molto anche i giorni del diario che dicono "non avremo/avrò fame per un po'". Paradossalmente mi hanno coinvolto emotivamente più quei due paragrafi così corti che quelli più lunghi.
Noto che sei stata molto sotto la soglia consentita di caratteri e hai consegnato con ancora un'ora di tempo a disposizione (anche se magari andare a dormire dopo mezzanotte col fatto che il giorno dopo si lavora non è il massimo, tengo conto anche di questo). Se avessi sfruttato di più i caratteri a tua disposizione e avessi dedicati quei 1000/1500 caratteri in più per il worldbuilding probabilmente sarebbe venuto un racconto più appassionante.

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Giorgia D'Aversa
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Re: Io e Bobo

Messaggio#14 » martedì 24 novembre 2020, 17:56

Ciao Isabella!
Dunque, la storia alla base del tuo racconto mi ha preso e avrei anche preferito leggere qualcosina di più lungo.
Non sono una grande fan della forma diaristica della narrazione, però con la prima persona ti saresti potuta aiutare molto di più nel fornire qualche dettaglio concreto e specifico: la mia impressione è stata di vedere la storia scorrere come dietro a un vetro, come offuscato nonostante la presa diretta della voce narrante. Le emozioni del protagonista sono riuscita a sentirle (come un'eco di qualcosa che potrei provare anche io in una situazione del genere), però non sono riuscita a ricevere delle immagini concrete che completassero il tutto.
Sicuramente avresti potuto sfruttare i caratteri che hai scelto di non utilizzare per restituire qualche dettaglio più mostrato e concreto.

Oltre agli esempi che ti ha già fatto Andrea per migliorare lo stile, ti segnalo questa frase in particolare:
Anche io lo voglio, il mio stomaco è una voragine angosciosa che riesco sempre meno a ignorare.

Esempio scemo, la questione dello stomaco: qualche piccolo dettaglio scelto con accortezza poteva sicuramente veicolare meglio la fame lancinante che il protagonista prova.

Buona sfida!

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marco.roncaccia
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Re: Io e Bobo

Messaggio#15 » mercoledì 25 novembre 2020, 16:31

Ciao isabella,
non posso essere molto obiettivo nel valutare il tuo racconto, le storie di cani mi toccano su un lato sensibile.
Comunque ci provo, ho apprezzato:
- il crescendo emotivo che metti in scena, con l’angoscia che sale
- la forma diario, ad alto rischio di ingestibilità in un contest come questo, ma che tu gestisci alla grande.
Secondo me il racconto migliorerebbe con:
- maggiore cura del linguaggio
- creazione di maggiore suspance sull’esito finale (chi mangia chi)
A rileggerti e buon contest.

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antico
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Re: Io e Bobo

Messaggio#16 » giovedì 3 dicembre 2020, 20:18

Il punto di forza del racconto è decisamente l'inversione finale dei ruoli con il tema che rientra prepotentemente giustificando l'intero impianto. La navicella cui accenni la vedo invece come un'ingenuità verso un genere, il fantascientifico/apocalittico, nel qua le non ti avevo ancora vista esprimerti. Occhio a quella bruttissima ripetizione di ANCORA quasi in chiusura, momento pessimo per i refusi. Detto questo, delinei con forza la scena e trasmetti le giuste immagini al lettore, quindi bel lavoro. Per me un pollice tendente verso l'alto in modo brillante che si piazza davanti al pari valutato racconto di Santaniello per la sua maggiore capacità di essere naturale nonostante un maggior numero di problematiche.

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