Bigliettino - Giulio Marchese

Appuntamento fissato per lunedì 16 novembre dalle 21.00 all'una con un tema di Scilla Bonfiglioli!
Giulio_Marchese
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Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#1 » martedì 17 novembre 2020, 0:30

Bigliettino

Un auto illumina la pioggia e mi sfreccia di fronte. Attraverso la strada e mi riparo sotto un balcone.
Sotto l’unico lampione funzionante c’è Spiky, impermeabile nero e cappuccio sulla testa.
Gli vado incontro. Non la vuole proprio smettere di piovere, il marciapiede è grigio lucido: se non sto attenta finisco culo a terra.
«Ehi, Spiky! Spiky, Spiky, Spiky!» Mimo di alzare la guardia e dargli un pugno. «Hai qualcosa per me stasera?»
Mi guarda e tira su il colletto. «Sparisci, ragazzina. E non chiamarmi in quel modo.»
Metto le mani sui fianchi e spingo il petto in fuori. «E dai! Sono o non sono la tua cliente migliore?» Sbuffa. «Non sono nemmeno sicuro di poterti definire cliente… Ho qualcosa, ragazzina, ma non ho niente per te
Incrocio le braccia. «Da quando fai particolarismi?»
Infila le mani nelle tasche. «Quanti anni hai? Diciassette? Così ti rovini la vita.»
«Veramente ne ho ventuno.» Mi tolgo un ciuffo bagnato dalla faccia. «E non sono affari tuoi quello che faccio della mia vita..»
Estrae un bigliettino di carta dalla tasca e me lo sventola davanti. «Se proprio insisti puoi prendertelo, ma—»
Gli strappo il biglietto dalle mani. «Solito posto?»
«Nemmeno lo leggi?» Gli do le spalle e mi allontano a lunghe falcate. «Solito posto?!»
«Va al diavolo, sadica bastarda.»
Lo prendo come un sì.

***

Nel garage c’è puzza di muffa, il neon sfarfalla. Mi passo le dita sugli occhi: devo ancora abituarmi alla luce.
Un ragazzino emaciato mi aspetta seduto su una poltrona, un tempo doveva essere rossa ma ora è marrone, con quella specie di spugna gialla che esce dagli strappi.
Il tizio indossa un gilè color jeans su una camicia bianca e un cravattino rosso a pois gialli.
Ruota di qua e di la mordendosi il labbro inferiore. «Hanno mandato te?»
«Già, stasera siamo accoppiati.»
Mi guarda come a valutarmi, ma chi si sente?
«Sei giovane. Quanti anni hai? Venti?»
Almeno ci è andato vicino. «Non è importante, giusto?»
Si alza in piedi. «No, non lo è.» Mi si avvicina, è più basso di me.
Guardo la porta dello stanzino. «Lo hai già fatto o devo spiegarti come funziona?»
Mi afferra il viso e lo volta nella sua direzione. «Per me è la prima volta, ma voglio tenermi il brivido della sorpresa.»
Il suo sorriso ha qualcosa di strano, in compenso non durerà molto.
Incrocia le mani dietro la schiena. «Piuttosto, tu lo hai già fatto altre volte o sei una novellina?»
«Ottantadue»
Spalanca gli occhi.
Non ridi più, eh?
«Sei un mostro… Ottantadue volte...»
Mi ravvivo i capelli con entrambe le mani, spingo il petto in fuori. «Ho anche dei difetti sai? Comunque tutti sono andati via contenti, seguimi.»
Scoppia a ridere. «Sono andati via contenti? Hai capito qual’è la mia richiesta?»
Estraggo il biglietto dalla tasca e glielo sventolo davanti. «Anch’io adoro il brivido della sorpresa.»

***

Accendo la lampadina ad incandescenza e faccio segno al ragazzo di accomodarsi sulla sedia. Chiudo la porta dello stanzino, ci siamo: si va in scena.
Per prima cosa gli legherò la caviglia sinistra, come da rito. Mi inchino di fronte a questo stronzo. Tiro la cinghia con forza e mi scivola sul palmo umido. Faccio la stessa cosa con l’altra gamba, odore di cuoio.
Mi alzo, lo stronzo ha ancora quel dannato sorrisetto.
Gli lego i polsi ai braccioli della sedia.
Gli do le spalle e cerco sul mobiletto il mio fidato compagno.
Allungo la mano e impugno il coltello, il rito volge quasi al termine: devo gustare ogni mo—
«Hai letto il biglietto?»
Stringo i pugni. «Non ancora, le cose vanno fatte in un certo modo e—»
«Leggilo! Anzi, prima girati. Voglio vedere la tua faccia.»
Mi giro, afferro il biglietto e lo apro. “Pugnalata nel cuore, se sopravvive ripeti.”
Che?
Lo stronzo scoppia a ridere. «Dovresti vedere la tua faccia.»
Tremo, non riesco a trattenermi. È un sogno che si avvera!
Mi lancio sul ragazzo e comincio a colpire, colpire, il sangue mi imbratta il viso, è una sensazione… è indescrivibile! Lascio il coltello conficcato nel suo petto. Mi volto verso la porta, il portale che mi ha condotto in paradiso, faccio un passo.
«Ehi aspetta!»
Mi volto di scatto. Dalle ferite si alza un fumo nero, gli occhi del ragazzo si spalancano, sono neri anche dove dovrebbero essere bianchi. Spinge in su con le braccia e stacca le cinghie.
«Adesso è il mio turno.»



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antico
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#2 » martedì 17 novembre 2020, 0:35

Ciao Giulio! Parametri rispettati, buona SCILLA BONFIGLIOLI EDITION!

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Pretorian
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#3 » giovedì 19 novembre 2020, 0:20

Ciao, Giulio e piacere di leggerti.

Il racconto è scritto bene. Sei riuscito a tenere la narrazione abbastanza equilibrata verso il mostrato, nonostante la prima persona sia per natura portata verso il tell. D'altra parte, e nonostante un finale decisamente ben costruito, ammetto di faticare parecchio a comprendere il senso di tutta la storia. La protagonista... uccide gente di professione? Gente che si fa uccidere di sua spontanea volontà? è una compagnia della buona morte? Insomma, sembra che tu dia per scontato questo dettaglio, ma non lo è. Devi spiegare bene quello che sta succedendo, o non si capirà nulla. Anche il personaggio di Spiky sembra fuori luogo: sembra uno spacciatore, ma in realtà è uno che mette in contatto per questi lavori? Insomma, l'ho letto tutto più volte e ancora non riesco a capire.

Peccato, perché il racconto non pecca certamente dal lato dello stile.

Alla prossima!

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~Proelium~
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#4 » giovedì 19 novembre 2020, 15:41

Ciao Giulio,
piacere di leggerti. Non so, c’è qualcosa che non mi torna in questo racconto. Il tema dell’accarezzare i mostri, intanto, non lo vedo così centrato: qui vedo solo mostri di dubbia natura che si compiacciono di cercarsi nel male. Aggancio al cliffhanger finale che fa il suo mestiere, ma è artificioso. Oltre il tecnicismo a effetto, però, ci trovo ben poco di sensato. È un po’ la sensazione che mi lascia questo testo: tanto artificio che funziona all’apparenza, buono per far leva su quei meccanismi che stupiscono il lettore – e tu lo sai bene, per questo li usi! – ma che si inceppa nella sostanza... almeno per chi non ci sta a farsi prendere per il naso. Scusa se ti ho un po’ smontato ma non era il caso di girarci troppo intorno.
Alla prossima!

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Giacomo Puca
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#5 » giovedì 19 novembre 2020, 15:49

Ciao Giulio, piacere di leggerti

Tema
Forse è per via del fatto che non ho ben capito il senso del tuo racconto, ma non ravvedo molta aderenza al tema

Stile
Punto di forza del racconto, chiaro e funzionale. Non ho molto da aggiungere.

Trama
Non ho capito il senso della vicenda. Forse l'ambiguità sta nel fatto che la protagonista sembri in certe fasi una cliente e in altre una fornitrice di servizi. Per esempio all'inizio sembra che cerchi qualcosa per lei, come una droga o una qualche esperienza, però poi nella narrazione sembra che sia una che "fa servizi".
L'ambiguità di cui sopra indebolisce anche il colpo di scena finale, perché quando ho letto della trasformazione, non sapendo bene il ruolo della ragazza, non capisco nemmeno come prendere questa sorpresa.

Valutazione finale
Racconto scritto in modo chiaro ma con una trama che non sono riuscito a cogliere, forse ci sono "pezzi" di informazione che sarebbe stato utile inserire per chiarire maggiormente la vicenda.

Per qualsiasi cosa scrivi pure,
Giacomo
In narrativa non esistono regole, ma se le rispetti è meglio.

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Nevan
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#6 » venerdì 20 novembre 2020, 17:45

Ciao Giulio, piacere di leggerti e di conoscerti.

Spero non ti dispiaccia se adotterò un approccio schematico, ma mi sembra il mondo più efficace per rendere visibili tutti i vari aspetti.

PRO
+ Non so se era tua intenzione, ma sei riuscito a trasmettere perfettamente il carattere antipatico di una ragazzina spocchiosa e capricciosa.
+ I dialoghi sono fatti di battute brevi e verosimili (anche se in alcuni frangenti la protagonista usa un registro adatto ad una persona più matura)
+ Sei rimasto nel numero massimo di personaggi consigliabile da inserire in un testo così breve.

CONTRO
impermeabile nero e cappuccio sulla testa.

- Questo è tell descrittivo. Occhio. Cerca di far emergere le descrizioni dalle azioni e interazioni dei personaggi.

Metto le mani sui fianchi e spingo il petto in fuori. «E dai! Sono o non sono la tua cliente migliore?» Sbuffa. «Non sono nemmeno sicuro di poterti definire cliente… Ho qualcosa, ragazzina, ma non ho niente per te.»

- Qui hai messo sulla stessa riga di testo dialoghi e azioni di due personaggi diversi. Da "Sbuffa" in poi saresti dovuto andare a capo.

Il tizio indossa un gilè color jeans su una camicia bianca e un cravattino rosso a pois gialli.

- Altra descrizione in tell, come quella di Spiky.

una poltrona, un tempo doveva essere rossa ma ora è marrone, con quella specie di spugna gialla che esce dagli strappi

- E' una descrizione inutile che non aggiunge niente né alla storia né all'atmosfera. E' un peccato sprecare in questo modo cosi tanti caratteri, visto che quelli totali a disposizione già sono pochi.

Ruota di qua e di la

- Che cosa sta ruotando? Non si capisce.

Mi guarda come a valutarmi

- Ennesimo tell. Potevi rendere meglio il fatto che il tizio valutasse la protagonista mostrandone piccoli gesti della testa o micro espressioni facciali.


Mi inchino di fronte a questo stronzo.

lo stronzo ha ancora quel dannato sorrisetto


- Perchè improvvisamente la protagonista prova tutto questo astio nei confronti del ragazzino? Da cosa deriva?

Tremo, non riesco a trattenermi. È un sogno che si avvera!

- Che cosa è un sogno che si avvera? L'accoltellamento? Perchè diventa eccitata in modo così repentino?

- In generale vi è una confusione su più fronti: Quale è esattamente la professione losca della ragazza? Che cosa va a fare in quel garage? Perchè ha un tizio "di fiducia" che le passa dei bigliettini? Cos'è che avrebbe fatto per 82 volte? Il ragazzino cosa sarebbe, un mostro umanoide? Cos'è questo portale che conduce in paradiso? Così, a naso, sembra una scena tratta dalla serie "Supernatural", ma senza capire chi, cosa, come o perchè stia succedendo.
- Il tema non è stato centrato, se non per la menzione della parola "mostro" in un paio di occasioni forzate.
- I personaggi di contorno, nonostante non siano tantissimi, sono delle sagome in 2D sullo sfondo, funzionali solo per la loro interazione con la protagonista. Sarebbe stato apprezzabile un approfondimento su chi fosse quello Spiky, o sull'identità del ragazzo/mostro.
- Questa è più di gusto personale: i trattini "-" per troncare le frasi sono poco eleganti a vedersi, opta magari per i tre puntini di sospensione.


Spero non me ne vorrai di tutti questi appunti, ma se ho investito tutto questo tempo nello scriverli è perchè credo fermamente nel reciproco aiuto e supporto a migliorare. Buona sfida! ;)

Giulio_Marchese
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#7 » venerdì 20 novembre 2020, 21:17

Grazie a tutti per i commenti! Ho deciso di non dire nulla fino alla fine per capire se qualcuno ci capisce qualcosa XD
In realtà nascondo un dettaglio gigantesco, avrei avuto bisogno di molto più spazio, però ho preferito partecipare comunque per vedere cosa accadeva (è l’unica idea valida che mi è venuta).

Questo è tell descrittivo. Occhio. Cerca di far emergere le descrizioni


Ciao Nevan, non ho capito questo concetto, a me sembra mostrato puro seppur minimale... sono tutti dettagli comcreti che trasmettono un immagine molto precisa, non penso sia difficile immaginare Spiky da questa descrizione, puoi spiegarmi meglio cosa intendi? :)

Anche nel caso di “mi guarda come a valutarmi” è una considerazione del pov, un pensiero, non c’è nessuna azione è l’impressione del pov. Perché ti sembra tell?

Comunque molte grazie per la puntualità critica ;)

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Gennibo
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#8 » venerdì 20 novembre 2020, 23:27

Ciao Giulio, ho letto la prima riga del tuo racconto e ho visualizzato la scena, ma già dalla seconda ho cominciato a farmi delle domande, ad esempio: chi è Spiky?
Mi aspetto che se è la sua cliente migliore lui sappia già la sua età, e il “particolarismi” mi ha fatto sorridere, mi sono chiesta, ma chi parla così?
Rileggendolo, capisco il senso della “sadica bastarda”.
Un ragazzino emaciato mi aspetta seduto su una poltrona, un tempo doveva essere rossa…(qui mi sono persa perché per come hai scritto la frase è il ragazzino ad essere rossa) Potresti scrivere: La poltrona su cui mi aspetta un ragazzino emaciato un tempo doveva essere rossa….
Sono inciampata al: ma chi si sente. E quando dici: sono andati via contenti, intendi che sono morti felici e quindi masochisti?
Ho trovato la storia difficile da seguire ma il finale l’ho trovato buono, con questa ragazza egocentrica e sadica che trova qualcuno peggio di lei.
Non ho capito l’attinenza al tema.
Un racconto che secondo me non arriva dove vorrebbe, ma comunque una prova interessante.
Alla prossima!

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Filippo Santaniello
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#9 » sabato 21 novembre 2020, 12:50

Ciao Giulio,
iniziare il racconto con “un auto” senza apostrofo non è un bel “bigliettino” da visita, ma non sono i refusi il problema, bensì il senso di ciò che hai voluto raccontare che, a mio avviso, rimane troppo ambiguo per dargli una valutazione positiva. In sostanza, ci ho capito poco. Forse è colpa mia, ma credo che il lettore debba sforzarsi il meno possibile per afferrare il senso di ciò che sta leggendo. Se chiediamo al lettore di sforzarsi, rischiamo di perderlo, e io purtroppo tra le tue righe non mi sono più ritrovato. Spero di poter leggere al più presto qualcosa di nuovo di tuo!

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filippo.mammoli
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#10 » sabato 21 novembre 2020, 15:28

Ciao Giulio e ben ritrovato nell'arena.
Ritengo che il tuo sia un buon racconto, al netto di qualche refuso e di un po' di confusione nei dialoghi, ho dovuto leggerlo due volte per cogliere appieno il senso della storia, ma non è questo il problema.
Per i dialoghi, credo che qualche tag in più avrebbe aiutato. Trovo il tuo stile molto coinvolgente, una prima persona gestita bene, con ritmo serrato e narrazione molto essenziale che a me piace in modo particolare.
Ma... c'è un ma ed è la gestione del tema.
Se è vero che c'è un mostro, anzi volendo ce ne sono due perché alla fine il vero mostro si rivela essere il ragazzo, non trovo l'aggancio con la voglia di accarezzarlo.

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DavideMannucci
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#11 » domenica 22 novembre 2020, 18:04

Ciao Giulo, piacere di leggerti.
Nel racconto ho apprezzato davvero tanto lo stile. Sei riuscito a caratterizzare molto bene la protagonista e la scrittura scorre che è un piacere. Si vede che sai come muoverti con le tecniche che sembrano decisamente cosa tua. Quello che mi ladcia perplesso è la curiosità che ho anche dopo il finale. Che succede? Aspetta che rileggo perché non ho capito bene. Ecco, questo è quello che pensavo alla seconda lettura. La storia sembra davvero interessante ma quel sembra deve decisamente sparire quando si tratta di un racconto. Peccato perché l'idea e l'ambientazione sembrano e sono davvero buone e portano la valutazione verso il positivo, soprattuto, ripeto, per lo stile che ho apprezzato molto.
A rileggerti!

D.
Davide Mannucci

PhilStones
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#12 » lunedì 23 novembre 2020, 10:01

Ciao Giulio, un piacere leggerti.
Mi piacciono le ambientazioni ‘urban fantasy’. Qua fatico a capire però le caratteristiche dei personaggi e il ruolo che hanno (lei sembra una mezza svitata? Una sadica?) Magari con qualche spiegazione in più sarebbe stato tutto ancora più scorrevole. Infatti lo stile é buono e si legge bene.
Oltre a quanto già elencato dagli altri, ti segnalo due refusi:
- qual’é
- do

Ho letto molta potenzialità, ma ci manca qualcosa.. soprattutto sull’ “accarezzatura”
Filippo

alexandra.fischer
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#13 » martedì 24 novembre 2020, 18:05

Tema centrato. Mi è piaciuto il tema di fondo: il piacere di uccidere inteso come una droga, con tanto di pusher (e biglietto inteso come mappa che conduce la protagonista ventunenne verso quel “tesoro”) e luogo creato apposta per il vizio. Molto bella l’immagine del divano sfondato nel garage dalla luce livida e a ribadire la corruzione degli oggetti dell’ambiente oltre che dei frequentatori. Trovo belle le descrizioni dei personaggi Spiky, tipico spacciatore nell’abbigliamento in nero e con un che di umano (i suoi scrupoli nei riguardi della giovane cliente, che tuttavia serve). E anche l’abbigliamento molto Anni Ottanta (gilet in jeans, camicia bianca, papillon a pois) della vittima di turno. Punto di forza: la sorpresa finale. Il giovanotto in papillon accoltellato a morte rispetta il copione scritto nel biglietto e si risveglia (con guai in arrivo per la protagonista, pur veterana, con ottantadue omicidi alle spalle) sotto forma di demone.
Attento, ci sono punti deboli; se fosse il mio racconto li aggiusterei così:
Un’auto illumina la pioggia e mi sfreccia di fronte.
Dopo: «Nemmeno lo leggi?»
Andrei a capo.

Gli do le spalle e mi allontano a lunghe falcate: «Solito posto?!»

«Ehi, aspetta!»

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KikaClemer
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#14 » mercoledì 25 novembre 2020, 22:47

Ciao Giulio,

trovo il tuo racconto ombroso e rude.
L’ambientazione è descritta molto bene e penso sia fondamentale per attribuire più caratteri ai personaggi.
Mi piacerebbe dirti di aver colto quel che tu hai celato, ma anche io mi trovo davanti ad un racconto che non riesco a percepire appieno.
Interessante lo sviluppo del tema per quanto riguarda la parte del mostro, ma non so in che modo i tuoi personaggi lo accarezzino.
Il finale mi è piaciuto molto, non me lo aspettavo!!!
Piacere di averti letto.

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Mauro Lenzi
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#15 » giovedì 26 novembre 2020, 13:12

Ciao Giulio,
vedo che hai ricevuto complimenti sullo stile (giustamente) e osservazioni sulla trama.
Ho molte osservazioni da farti: sullo stile si tratta di tante piccole cose, direi di piccola entità. Naturalmente ho ben presente che si tratta di un racconto scritto con l’occhio sull’orologio, però la mia idea è di cercare di fornire pareri utili per migliorare poi ^^
Il fatto che le osservazioni siano tante non vuol dire che io critichi il tuo racconto nella sua interezza, anzi è quando trovo una cosa ben fatta che mi concentro sui punti dove, secondo il mio parere, non è impeccabile. Se fosse fatto male non ci sarebbe da discutere di dettagli ma di princìpi.
Ecco cosa mi è saltato all’occhio a una rilettura.

“il marciapiede è grigio lucido: se non sto attenta finisco culo a terra.”

Messa così sembra porre l’accento sul colore, mentre tu vuoi dire che è bagnato. Che sia grigio non è rilevante e intuibile, ma se vuoi comunque dare una nota di colore, prova un lieve spostamento nella frase.
“il marciapiede grigio è lucido: se non sto attenta finisco culo a terra.”
Questa frase fa capire che la protagonista è donna, e se possibile la anticiperei nelle prime tre frasi, magari prima di Spiky.


“«Ehi, Spiky! Spiky, Spiky, Spiky!»”

Credo che un paio di volte sia sufficiente per non infastidire il lettore, a maggior ragione in questo contest dove i caratteri sono oro… ^^


“«Nemmeno lo leggi?» Gli do le spalle e mi allontano a lunghe falcate. «Solito posto?!»”

A capo dopo la battuta di Spiky. So che lo sai ed è solo un refuso.


“Un ragazzino emaciato mi aspetta seduto su una poltrona, un tempo doveva essere rossa ma ora è marrone, con quella specie di spugna gialla che esce dagli strappi.
Il tizio indossa un gilè color jeans su una camicia bianca e un cravattino rosso a pois gialli.”


La descrizione troppo dettagliata (e con elucubrazioni) della poltrona suggerisce che la voce narrante trovi più interessante la poltrona che non la persona, e non credo sia quello che volevi.
“Una specie di” non mi piace, se non è fondamentale sarei per un dettaglio più definito.
Specificare “il tizio” è inutile.
Quando puoi aggiungi un’azione alla semplice descrizione. Es. “si sistema il cravattino, rosso a pois gialli”.
Volevo fare un esempio di come descrivere la poltrona ma sai che c’è? Se lui aspettasse in piedi sarebbe uguale, ai fini della storia. E poi che ci fa una poltrona in un garage? Io la leverei direttamente.


«Già, stasera siamo accoppiati.»
Mi guarda come a valutarmi, ma chi si sente?
«Sei giovane. Quanti anni hai? Venti?»
Almeno ci è andato vicino. «Non è importante, giusto?»
Si alza in piedi. «No, non lo è.» Mi si avvicina, è più basso di me.


La parte di ribadire la sua età è inutile, l’hai già mostrata prima.


Guardo la porta dello stanzino. «Lo hai già fatto o devo spiegarti come funziona?»

Ci sono un paio di “guardare” vicini, e leverei quello in cui lei guarda la porta, magari la indica.


Mi afferra il viso e lo volta nella sua direzione. «Per me è la prima volta, ma voglio tenermi il brivido della sorpresa.»

Il gesto dell’afferrarle il viso l’ho trovato fine a sé stesso, mi aspettavo un aumento della tensione drammatica che poi non c’è stato. Implicitamente la lascia, per mettere le mani dietro la schiena, mentre lei fino a quel momento era rimasta passiva a farsi tenere la faccia.


Incrocia le mani dietro la schiena. «Piuttosto, tu lo hai già fatto altre volte o sei una novellina?»
«Ottantadue»
Spalanca gli occhi.
Non ridi più, eh?
«Sei un mostro… Ottantadue volte...»


«Sei un mostro… Ottantadue volte...» qui anticiperei un beat, o non è immediatamente chiaro chi parla.


Mi ravvivo i capelli con entrambe le mani, spingo il petto in fuori. «Ho anche dei difetti sai? Comunque tutti sono andati via contenti, seguimi.»

Suppongo tu voglia dire che se li sistema: in questo caso è “ravvia”, non “ravviva” (che invece suggerisce che si dia dei prodotti per rivitalizzarli).
È già la seconda volta che lei spinge il petto in fuori: e visto che non serve a delineare il personaggio, varierei.


Scoppia a ridere. «Sono andati via contenti? Hai capito qual’è la mia richiesta?»

Eviterei di ripetere il concetto di “ridere” perché lei ha pensato poco prima “non ridi più, eh?”, a meno che tu non voglia giocare su questa contraddizione, ma metterei un po’ di stupore della protagonista, a questo punto.
Doppio “sono andati via contenti”.


Esempio finale.

«Piuttosto, tu lo hai già fatto altre volte o sei una novellina?»
«Ottantadue»
Spalanca gli occhi. «Sei un mostro… Ottantadue volte...»
Non ridi più, eh?
Mi ravvio i capelli con entrambe le mani «Ho anche dei difetti sai? Comunque tutti sono andati via contenti. Seguimi.»
“Contenti? Hai capito qual è la mia richiesta?»


Siamo arrivati qui e tra il pugno mimato della ragazza a Spiky, l’incontrarsi in un garage, e l’essere “accoppiati”, il passarsi di bigliettini come se ci fosse un gioco e un’organizzazione, e tra poco lei che dice “si va in scena” come se ci fosse un puibblico… tutto questo mi ha fatto pensare a una tizia col gusto dei combattimenti clandestini, o una sorta di Fight Club.


Per prima cosa gli legherò la caviglia sinistra, come da rito. Mi inchino di fronte a questo stronzo. Tiro la cinghia con forza e mi scivola sul palmo umido. Faccio la stessa cosa con l’altra gamba, odore di cuoio.

“per prima cosa” è un monologo interiore che non ha molto senso e “come da rito” inizia a puzzare di infodump.
“Faccio la stessa cosa con l’altra gamba” brrr… capisco che lo faccia ma “faccio la stessa cosa” è bruttino forte.
“Odore di cuoio” messo in fondo è proprio appoggiato lì.
Io farei che prende le cinghie, le annusa / ne sente l’odore / stringe caviglie e polsi / a un certo punto scivola la mano già sudata.


“Gli do le spalle e cerco sul mobiletto il mio fidato compagno.
Allungo la mano e impugno il coltello, il rito volge quasi al termine: devo gustare ogni mo—"


Prima lo chiama “il suo fidato compagno” poi diventa un semplice “coltello” a uso della comprensibilità del lettore; senti come suona artefatto.
Il rito quasi al termine? Mi sembrava dovessero ancora iniziare…
A scanso di equivoci (Duca docet): l’uso dell’em-dash va bene per frasi che vengono interrotte di colpo, mentre i puntini di sospensione che ti suggerisce Nevan vanno usati quando è chi parla a lasciar volontariamente la frase in sospeso.
Tu lo usi per interrompere un pensiero, cosa di cui sono incerto: nel dubbio mi limito a usarlo nelle battute del parlato.

Sul finale, due volte “vedere la faccia”, “mi volto” , nero” .



E siamo arrivati alla fine, e mi restano dubbi insoluti. Tutto quello che ho capito è che si organizzano incontri al buio tra sadici e masochisti: e qui ok.
Però: sinceramente non sono del giro, ma mi viene strano pensare che ci sia bisogno di intermediari che, tra l’altro, “spacciano” bigliettini a caso. A meno che non ci sia dietro qualcosa organizzato, esoterico? Ma non ho visto nulla di tutto questo, solo un accenno a un rito che però poi non si capisce cosa sia.
Tornando al bigliettino: ho trovato debole il fatto che lei non lo legge “perché le cose devono essere fatte in un certo modo”, se poi alla fine non capisco il perché. Se proprio necessario, forse avresti potuto insistere sul brivido della sorpresa.


Considerazioni finali.
Ho insistito su aspetti stilistici perché secondo me stai procedendo nella direzione giusta, e lo stai facendo bene; in questo caso ci tengo a cercare di darti il mio contributo, che ti esorto sempre a valutare col tuo metro. Insomma; le pulci, più che fartele, ho voluto mettertele nell’orecchio. ;D
Credo che l’aspetto più problematico di questa storia sia questo: serviva più progettazione. Hai avuto una buona idea di base, hai evocato degli accenni esoterici e psicologici interessanti, ma poi non li hai portati a compimento.
Ci sono parti che apportano poco contributo alla trama, ad esempio ho trovato la parte introduttiva eccessivamente lunga, ma volte anche descrizioni poco utili o battute ripetute. Tutto questo ha preso spazio, tempo e caratteri a elementi molto interessanti, ma che sono rimasti insoluti nella seconda parte. Come è organizzato tutto questo, perché, cos’è il rito, chi è questo ragazzo, come si conclude la vicenda (anche con un finale sospeso, ma perché lui dovrebbe farsi uccidere? A che scopo poi dire “tocca a me?” Va bene che si concluda con quella battuta, ma serviva aver seminato prima, in modo che il lettore capisca il motivo.

Per cui i miei consigli sono:

1) continuare ad affinare lo stile come già stai facendo. Sul mostrato rileggi e confronta le opere di D’Aversa, Fagiolo, Lauro, Nesler, Puca. (ecco che mi scordo qualcuno e mi faccio dei nemici) .

2) dedicare più tempo non solo all’idea ma anche alla struttura della storia. Io avevo grosse difficoltà, stavolta ho provato un metodo diverso e dei miglioramenti li ho visti: però avendoci provato solo una volta, non so se è stata solo fortuna, però te lo giro e magari potrà funzionare anche per te. Prima mi organizzavo la serata MC con 1h+3h. 1 ora per l’idea, 3 ore di scrittura: 3 ore che inevitabilmente si sperperavano in tagli e risistemazioni, spesso malfatte. Questa volta ho fatto 1h+1h+2h. 1 ora per l’idea (se poi tu ci riesci in meno tempo buon per te, io sono lento), 1h per pensare alla struttura e alle scene con un certo dettaglio, 2h per scrivere. Alla fine ho guadagnato tempo nel ridurre i tagli, ma soprattutto la storia stava in piedi meglio.


Beh, è venuto più lungo di quanto mi aspettassi, ma ho pensato fossero cose dove valeva la pena approfondire col mio punto di vista, che spero ti sarà utile. Lo faccio volentieri perché a parer mio stai migliorando molto. Complimenti e avanti così!

Giulio_Marchese
Messaggi: 246

Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#16 » giovedì 26 novembre 2020, 18:58

Grazie a tutti per i commenti, ne farò tesoro!
Beh, è venuto più lungo di quanto mi aspettassi, ma ho pensato fossero cose dove valeva la pena approfondire col mio punto di vista, che spero ti sarà utile. Lo faccio volentieri perché a parer mio stai migliorando molto. Complimenti e avanti così!

Grazie Mauro! Il tuo intervento a sorpresa mi ha messo ben più di una pulce nell'orecchio. Starò più attento, promesso ;P
La mia intuizione (se così possiamo chiamarla) era interpretare il tema in senso figurato: mostro = male, accarezzare = esperire. Quindi ho pensato a questa protagonista sadica che vuole infliggere dolore nei modi più disparati, ma come fare senza pagarne le conseguenze? Attraverso una sorta di spacciatore di dolore che mette in contatto sadici e masochisti, facendo oltremodo sì che mantengano l'anonimato. In realtà lei non ha mai ucciso nessuno, per questo gli altri sono andati via contenti, la possibilità di commettere il male peggiore contenuta nel biglietto è una manna dal cielo ma c'è qualcun altro che si nutre di dolore...
Purtroppo quando mi sono reso conto di non avere lo spazio per mettere in scena esattamente quello che avevo in mente ho mollato un po' la presa e ho dato per scontato che almeno gli incontri tra masochisti e sadici fossero comprensibili. Per lo più mi sbagliavo, ed è importante per me perché sto ancora lavorando su cosa esplicitare e cosa no.
Quindi ancora grazie mille a tutti!

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Mauro Lenzi
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#17 » giovedì 26 novembre 2020, 21:52

Giulio_Marchese ha scritto:Grazie Mauro! Il tuo intervento a sorpresa mi ha messo ben più di una pulce nell'orecchio.


Mi fa molto piacere! Ti ho commentato ora perché non sapevo fossi un mio giudice, se no avrei aspettato il post-classifica.
Quel che importa maggoirmente è che i consigli ti siano stati utili. Buona elaborazione e alla prossima :)

Giulio_Marchese
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#18 » venerdì 27 novembre 2020, 15:51

Mi fa molto piacere! Ti ho commentato ora perché non sapevo fossi un mio giudice, se no avrei aspettato il post-classifica.
Quel che importa maggoirmente è che i consigli ti siano stati utili. Buona elaborazione e alla prossima :)


Tranquillo, la classifica é di racconti i commenti sono di persone :P capirlo è condicio sine qua non per stare su questo forum XD
Grazie ancora per i consigli ;) credo di averli capiti, ma tra il dire e il fare... c’è di mezzo il tempo :P

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Mauro Lenzi
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#19 » venerdì 27 novembre 2020, 17:10

Capisco! Io sul laboratorio ho ancora in sistemazione un MC di due edizioni fa! Ma se lo posti lì avvisami che passo a commentare. ciao!

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antico
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Re: Bigliettino - Giulio Marchese

Messaggio#20 » domenica 29 novembre 2020, 17:53

Non ho molto da aggiungere a quanto già detto da altri perché concordo su uno stile ottimo e in continuo miglioramento (al netto di quel refuso obrobrioso subito in partenza) come concordo sull'assenza di un senso chiaro e poca attinenza evidente al tema (anche se c'è, a ben vedere). Penso che gran parte del problema stia nel non evidenziare in modo chiaro che si tratta di sadismo e masochismo e che nessuno sia morto fino a quel momento. Qualcosina in più anche sul tipo che reclama il suo turno andrebbe detta. Direi un pollice ni tendente verso l'alto solo ed esclusivamente per la strategia da te scelta, poco efficace.

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